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Full text of "Atti della Società ligure di storia patria"

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http://archive.org/details/attidellasocietl09cava 






AXN 

DELLA SOCIETÀ LIGURE 



DI 



STORIA PATRIA 






i- ■■ 



ATTI 



DELLA 



SOCIETÀ LIGURE 



ni 



STORIA PATRIA 



VOLUME IX. 



GENOVA 

TIP. DEL R. 1. DE' SORDO-MUTI 
MDCCCLX1X. L ' 



SóCL 
v,9 



NOTIZIE 

SULLA TIPOGRAFIA LIGURE 

SINO A TUTTO IL SEGOLO XYI 

RACCOLTE UAL SOCIO 

NICOLO GIULIANI 



9073 



AL SIGNOR CORNELIO DESIMONI 



1/esideroso di recare anch'io [' umile mio tributo all' opera 
cui sudano sì onorevolmente cotanti miei Colleglli, mi 
accinsi della massima buona voglia alle ricerche, le quali a 
Voi piacque, intelligentissimo e solerte se altri mai nella 
nobile impresa, di propormi. Frutto di esse Vi offro di 
presente, come cosa vostra, queste Notizie, perchè, ove 
le riputiate non indegne di venir compagne alle tante 
che già illustrano gli Atti di questa nostra Società, loro 
ne procacciate l'ingresso. Dell'essermi io allargato assai 
più che non si costumi in lavori di questa fatta (quanto 
almeno all' edizioni che mi venne fatto d' avere tra mani), 
credo non dover chiedere scusa nò a Voi né a' Colleghi, 
mostrando tutti di tenere giustamente in pregio le notizie 



(Si- 
che all'amatore di generalità potrebbero per avventura 
sembrare troppo minuziose. Credo piuttosto mio debito 
l'aggiungere ch'io spero aver fornito occasione di supplire 
col tempo alle molte ommissioni, inevitabili in siffatti 
lavori, benché io abbia la coscienza d' avervi posto cura 
non poca supplendo ad altre già lasciate da' predecessori 
miei, pure diligentissimi. 

Né tacerò che troppo mal s' apporrebbe chi dalla serie 
delle edizioni genovesi volesse argomentare della fecondità 
del ligure ingegno, il quale è noto ai pure superficialmente 
versati nella patria storia letteraria essersi reso chiaro coi 
tipi delle più cospicue e svariate città, non che italiane, 
olandesi, francesi e spagnuole, fino dai primi alberi dell'arte 
tipografica. Nella quale se Genova non ebbe il vanto che 
in tante altre le viene universalmente consentito, ne 
accennerò le cause, piacendomi qui di premettere che se 
essa non lasciò a' posteri larga copia eli paleotipi, s'onorò 
sempre di tali che n'usarono a dovizia facendone amorose 
ricerche, testimonio, fra le altre, la Biblioteca Durazzo, il 
cui catalogo ne annovera oltre a quattrocento, a tacere 
della Universitaria molto più ricca di simili cimelii, già 
esistenti, la maggior parte, in questa istessa nostra Città. 

Ciò premesso, passo alla rassegna di varii capi alla 
tipografia ligure pertinenti, incominciando dagli ostacoli 
alla stampa (*). 11 resto verrò esponendo anno per anno ; 
aggiungerò infine indici opportuni al facile ritrovamento 
delle cose più notevoli. 

(') Lascio il trattare della Carta al socio sig. Gio. Batta Villa, pittore, che 
ne ha adunale assai pregevoli memorie; e la cui ricca messe farà parte essa 
pure di questi Atti. 



( 9 ) 



OSTACOLI ALLA STAMPA. 

Se la Liguria può vantarsi di aver fornito, prima forse tra 
le altre terre d'Italia, carta ai tipografi, non le fu però dato 
di raccomandare a' posteri il suo nome per ispeciali benemerenze 
verso quei nobili artisti. Di che però non sia chi le ne faccia 
colpa soverchia, poiché fu queir arte nel suo nascere persegui- 
tata qual novello Ercole in fasce, né il Guttemberg potè darle 
vita se non avvolto in tale mistero, per cui fino a questi 
ultimi tempi ne fu dubbia la sua paternità, pur concedutagli 
dall'universale suffragio della pubblica opinione, che panni 
esser qui sinonimo di coscienza ( 1 ). Era cotesta un 1 arte che, in 
tempi d'assai ristrette risorse, minacciava di fame un numero 
molto grande di amanuensi , protetti, come ebbe ad osservare 
un distinto Bibliografo ( 2 ), anco da' Principi. Ben seimila di 
costoro poterono ritardarla nella stessa Parigi fino al 1470, 
(piando già dal 1465 erasi impresso a Subiaco, e del 1469, 
(18 settembre) il Veneto Senato aveva concesso privilegio ( 3 ) 
di stampatore a Giovanni da Spira. Che più? In Inghilterra fu 

( 1 j Nessun dubbio so n'ebbe a tutto il secolo XV, com'è a vedere nel 
dotto Quadro critico tipografico delP'Ab. Mauro Boni, alla fine del voi. II 
Degli Autori classici ecc. pag. XXXIII e seg.; 1793. 

( a ) Giac. Manzoni, Annali tipografici torinesi, 4 863. E prima di lui il Boni, 
op. cit. p. LXII : • Sappiamo che prima della stampa tutte le Università ave- 
vano un corpo di copisti da esse dipendenti, e muniti di pubblici privilegi, 
ai quali era affidata la cura di fare le copie necessarie de' libri , che ciascun 
professore si eleggeva da spiegare » ecc. 

( 3 ) Lo si veda presso l'Amati, Ricerche storico-critico-scientifìche sulle ori- 
gini ecc., voi. V, p. i55; 1830. 



( io ) 
espressamente vietata nel 4480 ('). A prete Clemente da Pa- 
dova, che nel 1470 chiedeva un sussidio al Senato Lucchese 
per istabilire nella illustre Città per lui governata i suoi torchi, 
erano offerti due fiorini il mese a patto che fosse pure tenuto 
ad pubblice docendum scribere discere volentibus ( 2 ) ; onde 
Lucca non ebbe questo benefizio che nel 4 477 da Matteo da 
Civitale, cui fu il Senato men duro, concedendogli esenzione 
dal dazio sulla carta ( 3 ), con 68 voti contro 48. 

Se pratiche somiglianti fossero fatte presso il Senato della 
nostra Genova, s' ignora. Grande scalpore fu però tra i biblio- 
grafi per una petizione che si disse essergli stata fatta dai 
menanti contro Pintrodozione della slampa, e che a nessuno 
fu dato fino a qui pubblicare. Questo documento, di cui l'A- 
mati ( 4 ) già diede un sunto, si può leggere qui appresso quale 
mi venne fornito dal eh. socio Desimoni: 

Vobis illustri domino ducali in Janua uicegubernatori et 
locumtenenti ac Magni ficis dominis Antianis Ciuitatis Janue 
humiliter supplicatur et reuerenter exponitur prò parte Con- 
sulum et totius arlis scriptorum librorum ciuium ac seruitorum 
Dominationum Vestrarum. Quod curri nuper in hac ciuitate 
uestra aduenerint nonnulli extranei qui fabricant et imprimimi 
uolumina diuersarum maneirarum et qualitatum , ex quibus 
plurimum damnificant et omnino destruunt dictam eorum 
artem, sub qua ultra ipsos artifìces uiuunt innumeri scrip- 
tores qui sunt ciues uestri, et qui propter paupertatem in 
secreto faciunt tale exercicium prò ut ipsi, qui subeunt onera 
et auarias publicas prout faciunt ipsimet supplicantes a quibus 

(') Lacroix ecc., Histoire de l'imprim., p. 81 e 96; 1852. 

(-) Ap. Lucchesini, Opere, voi. XXII, p. 32 e seg. 

( 5 ) lei. ib., p. 56. 

{*) Op. cil.., voi. V, p. 748. 



( 11 ) 

dieta funi m ars per indirectuni aufererelur a (iteli a impres- 
soribus qui nullum beneficium conferunt citatati, nec subeunt 
aliqua onera publica, imino quod deterius est, cum aliquas 
pecunias accumulauerint , liane ciuitatem deserent prout solent 
facere in aliis locis in quibus iam fuerunt et ex eis recesse- 
runt. Quapropter cum predicta uera sint , et cedant in preju- 
dicium artis dictorum scriptorum librorum et aliorum ciuium 
nestrorum qui sub ea arte de scribendo uiuunt cum eorum 
familiis; ideirco supplicarli Consules et artifices predicti, qua- 
tenus prelibate Domiuationes Vestre dignentur et uelint de 
opportuno remedio prouidere, ita ut et ipsi supplicantes ciues 
u estri cum eorum familiis uiuere possint, et non cogantur hoc 
modo ciuitatem propriam descrere propter dictos impressores 
qui aduene et extranei sunt, aut saltem in ipsa ciuitate uestra 
prout ipsi uiuere et artem suam substentare possint hoc modo, 
uidelicet prohibendo dictis impressoribus cuiuscumque condic- 
tionis et gradus sint qui uelint sub grauibus penis per Domina- 
tiones Vestras statuendis contra dictos impressores, applicandis 
arti dictorum supplicantium, ne de cetero audeant fabricare seu 
imprimere , aut fabricari et imprimi facere in Janna uel in 
Ires potestacias uolumina infrascripta , scilicet breviarios, mis- 
salia, officiolos Beate Marie Virginis , Donatos, psalteria, re- 
gulas gramaticales , doctr inalia, epistolas. . . . Ouidij , libros 
Prosperi et Esopi. Que uolumina pauca sunt et pauci ualoris, 
Inter innumera et infinita uolumina que imprimunt et impri- 
mere seu fabricare possunt. Scilicet ea tantumodo requirunt 
prohiberi dictis impressoribus et reseruari diete arti ipsorum 
supplicantium ut m . . . . uiuere possint , et se substentare 
cum eorum familiis et aliis qui uiuunt de arte scribendi , et 
decernere quod dictis supplicantibus liceat et licitum sit propria 
auctoritate capere et capi facere huiusmodi uolumina prohibita 
ubicumque et pencs quoscumque reperiantur a quibuscumque 



( 12 ) 
personis cuiuscumque qualitatis et conditionis ac gradus exi- 
stant apud quas inuenta fuerint in presenti cimiate et in tribus 
potestaciis ut supra, et sic obietta conuertere in beneficium 
ipsorum supplicantium , nec non personaliler detineri et capi 
dictos impressores. Quia aliter omuino cogerentur discedere ab 
ipsa arte, cum preiudicio suo suarumque familiaruni et ciui- 
tatis et ciuium, tam prò pensionibus apothecarum quam aliis 
benefìciis que artifices conferunt immerse citatati et Rcipublice; 
immo tolleretur iniuria si ars ista nona imprimendi locum 
haberet, ne quispiam disceret amplius bene scrìbere, quod esset 
inconueniens , nani ars bene scribendi semper fuit , ista nero 
imprimendi non semper, sed per ìnteruulla inuenta, et que 
est in manibus alemanorum qui pecunias ex Italia exporta ut 
siue ulla utilità le publica. 

Iteni supplicatur parte qua supra prò honore artis ipsorum, 
quod cum siiti non nulli tam de eorum arte quam alii presbi- 
teri qui uendunt et uendi facilini, et seu scribunt et scribi 
faciunt Donalos , regulas grammaticales et alia uolumina de 
quibus supra , in cartis pecudum in quibus littere uix per 
biennium durare possimi, ex quo sequitur damnum toti ciui- 
lati et ciuibus huiusinodi uolumina ementibus , et uerecurulie 
arti ipsorum; ideo requirunt similiter per Dominationes Vestras 
decerni et prohiberi quod aliqua ex operibus seu uoluininibus 
supra dictis non possint scribi in dictis cartis pecudum, ex 
quibus omnis scriptura litturatur facilitile. Et super inde dare 
auctoritatem Consuli diete artis quateuus ìiuiusmodi uolumina 
inquirat, et de eis de celerò inquisitionem faciat; quibus repertis, 
ea possit applicare et conuertere in beneficium diete artis et 
arlificum prediclorum. Qui se se devote prefatis Dominationibus 
Vestris se recomendaut. 



( 15 ) 

Die \i Mai] 1472. 

Responsio ipsorum Magnifici et Prestantissimi Domini Du- 
calis in .lamia Vicegubernatoris, et Magnifici Consilii Domi- 
norum Antianorum , in pieno numero congregatorum , est 
quod Spectati Domini Reuisores Capitulorum artificnm audiant 
s iipplicatio nem predictam , et examinent discutianlque quid 
consulendum, ipsis supplicantibus uocatis uocandis eis .... 
referent ipsis Magni ficis Dominis Ducali Vicegubernalori et 
Consilio ('). 

A questi ostacoli se ne aggiunse pur altro di non poco rilievo, 
chi ben consideri; e furono i tempi non troppo allora tran- 
quilli per la Repubblica, di mala voglia soggetta alla domina- 
zione milanese dello Sforza. 

II. 

DI FILIPPO DA LAVAGNA. 

Di questo celebre tipografo fu già disputa vivissima fra va- 
lenti bibliografi, agitata specialmente dai due chiarissimi Gaz- 
zera e Spotorno. Come a quest'ultimo avea poco innanzi il 
eh. Conte Napione contesa Genova patria di Colombo, così 
negogli il Gazzera, nelle sue Lettere bibliografiche, che sul- 

(*) Archivio Governativo di Genova: Collegi, Fogliazzo Artium ann. 1424 
in 1784. Il P. Lairc (Index librorum eie., voi. II, p. 326) in altro simile 
documento da lui scoperto « nell' Archivio di una delle principali famiglie 
patrizie di Genova », lesse invece la data del 1474. Forse fu errore di lezione, 
o fors' anco la supplica del 1472 non avendo sortito l' effetto desiderato, fu un 
biennio appresso replicata. 



( I* ) 
lodato Filippo fosse tipografo, e primo ad introdurre 1' arte 
delia stampa in Milano, e si nominasse dal ligure castello sua. 
patria. Io non ripeterò qui le ragioni splendidamente esposte 
dallo Spotorno nella sua Storia letteraria della Liguria, né le 
opposte sottilmente dal Bibliotecario torinese, al quale rispose 
poi con molla giustezza il Genovese quanto al primo appunto; 
che quanto ai due altri credo non scendesse più nell'arena, 
essendo rimasta sospesa la pubblicazione del Giornale Ligustico, 
nel quale aveva, il 1831, riaperta quella dotta palestra. Né 
tanto meno vorrò io entrar giudice fra que' valenti, sol con- 
tentandomi d'accennare che, sino a nuovi e decisivi argomenti, 
la questione riman dubbia per modo che la Liguria non deve 
rinunziare a questa gloria. L'Achille degli argomenti avversi 
certo è cotesto — essersi Filippo dichiarato cittadino milanese. — 
Ma egli si dichiarò pur nobile, e fra i nobili milanesi non fu 
dato ritrovarlo al dottissimo Sassi, bibliotecario milanese, né 
ad altri dappoi, eh' io mi sappia. Da Lavagna, osserva il 
Gazzera, indicherebbe il paese nativo, se Filippo fosse slato 
frate. Ma, di grazia, furono essi frati il Vinci, il Correggio, 
il Vignola e infiniti altri? Comunque sia, credo non inutile il 
far qui osservare che quel Guttemberg, a cui toccò infine vi- 
vere della carità d'un Monsignore Principe di Germania, è 
oggi ritenuto da non pochi (') oriundo di Kuttemberg piccola 
città di Boemia. Beato il Lavagna che potè aiutarsi del pro- 
prio, e non solo stampare egli dapprima per se stesso, ma far 
poi stampare anche ad altrui ! 

Aspettando pertanto qualche documento che possa decidere 
la questione, credo opportuno aggiungere la serie delle edi- 
zioni del Lavagna, quale ci è fornita dall'Amati nella succitata 
sua opera venuta in luce nel 1830, notando alcune circostanze 

(') Lacroik, op. cit., p. 71. 



( 15 ) 
che, riscontrate colla storia civile della Liguria e colle carte 
che fossero per venire alle mani di qualche studioso delle cose 
patrie , possano offrire occasione di risolvere la lite in nostro 
favore. 

1469, 18 Maggio. 

Mira culi de la gloriosa Verzene Maria 

Dentro de Milano e dove stato impronta. 

L' opra beata 

Filippo da Lavagna quivi si conta. 
E state el maestro de si dolci canti. 

In-4, caratt. rot. 

1472. 
Publii "Virgilii Maronis Opera 

In-fol. membran. Senza nome di tipografo; creduto Lavagna dal 
Lai re. 

1472, 25 Marzo. 

M. T. Giceronis Epistolae familiares. ... : 

In-fol. 

. . . . ego Philippus Lavagna civis Mediolanensis , 
ut provirili mea aliqua ex parte meis civibus prodes- 
sem , nactus exemplar correctissimum studio diligen- 
tissimo hominum doctrina praestantium trecenta 
volumina excribenda curam {curavi) opera adbibita, 
ut singulae paginae , antequam imprimerentur , ab 
aliquo doctorum perlectae essent et castigatae. 

1473, 12 Febbraio. 

Liber canonis primus quem princeps etc. {Sunt Lih. V. 
Avicennae). 



( 16) 

In fine libri II : 

per maglstrum Filippum de Lavagna 

liuius artis stampandi in hac urbe primum lato- 
rem atque inventorem. 

In fol. char. lat. 

4 473, 4 Agosto. 

Mesue .Toh. Heben liber de Consolatione Medicina- 
rum .... impressum per Magistrum Philippum 
Lavaniam 

U73, 6 Agosto. 

Filippo di Lavagna e Gola Montano per una 
parte, e Cristoforo Valdarfer di Ratisbona per l'altra 

si legano in società tipografìco-editrire ('). 

1474, 4 4 Giugno. 

Publii Virgilii Maronis Opera .... Mediolani 
impressum per Magistrum Phil. de Lavagnia. 

In fol. char. rom. 

1474, 13 Ottobre. 

Apollinaris Offredi Cremonens. in libr. Aristotelis 

de anima Comment Mediolani per Mag. 

Phil. de Lavania 

In fol. char. rom. col. (lupi. 

1475, 18 Marzo. 

Augustini Dati Senensis Isagogicus liber in Elo- 
quentiae praecepta per Mag. Phil. de La- 
vagnia 

In-4, char. rom. 

Edizione ripetuta il 1476, 5 marzo. 

( 1 ) Amati, op. cit., pag. 275. 



( 17 ) 

1475, 5 Giugno. 

Ovidii Metamorfoses Mediolani impressimi 

per Mag. Phil. de Lavagnia Mediolanensem. 

In fol., char. lat. 

1475, 20 Luglio. 

Historiae Augustae Scriptores .... 
In fine della prima Parte: 

Mediolani impressum per Mag\ Phil. de Lavagnia 
Ed in fine della seconda: 

Informatimi est hoc opus per Mag. Phil. de La- 
vagna anno a Nativ. Ghristi Undecimo ka- 

lendas Januarias Mediolani. 

Cotesta, detta dall'Amati (') editto princ. rarissima, si con- 
serva in questa R. Biblioteca Universitaria. 
In fol., char. rom. 

U75, 27 Giugno. 

Gompendium elegantiarum linguae latinae Lau- 
rentii Vallensis. Mediolani impress, per Mag. Philip, 
de Lavagnia Mediolanensem. 

In-4, char. rom. 

4 475, 15 Settembre. 

De Servitutibus. Impressum Mediolani per Chri^ 
stoph. Waldarfer .... impensis Juris Scholaris D. 

C) Op. cit., p. 289. 



( 18 ) 

Petri Antonii de Burgo dicti de Casteliono, et Phi- 
lippi de Lavania . . . Regente Invictissimo Quinto 
Duce Mediolani Galeatio Maria Sfortia Vicecomite. 

4 475, 28 Novembre. 

Epistolae cpiaedam SS. Hyeronimi etc. Impressum 
per Magistr. Philip, de Lavagnia i.cccc.lxxv. (sic). 

In-4 , char. rom. 
È nella Biblioteca Durazzo. 

1475 (?). 

Eusebii Gaesariensis Chronicon a S. Jeronymo la- 
tinitate donatum. 

In fol., char. rom. 

L'Amati (*) dice anche questa edizione del 1475. 
Ivi, nel foglio primo, é un Epigramma di Bonino Mom- 
britio, fra' cui versi leggonsi i seguenti: 

Omnibus ut pateant tabulis impressit ahenis 
Utile Lavania gente Philippus opus. 

Nunc ope Lavaniae numerosa volumina nostri 
./Ere perexiguo qualibet urbe legunt ('). 

1476, 16 Febbraio. 

Horatii Flacci Opera. 
In-4 , char. rom 

(*) Pag. 371. 



( 19 ) 

1476, 23 Ottobre. 

Iuvenalis et Persii Satyre. Impress. Phil. Lavanius 
mediolanensis. 

In-4, char. rom. 

4 476, 27 Novembre. 

Sallustii Opera. Mediol. ductu et impensa Phil 
Lavanii. 

In fol. 

1477, 24 Febbraio. 

M. A. Lucani Pharsalia impensis Phil. La- 

vagniae. 

In fol. 

1477, 19 Marzo. 

M. T. Giceronis Epistolae ad Familiares. Impres- 
sum Mediol. per Phil. Lavagnium mediolanensem. 

In fol., char. rom. 

1477, 17 Aprile. 

Vergerii Petri Pauli Justinopolitani De ingenuis 

moribus ac liberalibus studiis per Phil. La- 

vanium civem mediolanensem 

In-4, char. rom. 



( 20 ) 

1477, 13 Maggio. 

Horatii Opera. Opera et impensis Philippi Lava- 
gniae civis mediol. 

In fol. 

1477, 31 Agosto. 

Laurentii Vallensis ..... elegantiarum opus . . . 
. . . impensis Phil. Lavagniae. 

In fol., char. rom. 
È nella Civico-Beriana genovese. 

1477, 8 Novembre. 

M. T. Cicero de Oratore. Med. Impensis Phil. La- 
vaniae. 

In fol., char. rom. 

1477. 

M. T. Ciceronis Rethorica. Med. per Phil. Lava- 

gnam. 

In fol. 

1478, 4 Febbraio. 

Il Philocolo .... di Giov. Boccaccio Im- 
presso per Philippo de Lavagnia neh' inclita cita de 
Milano. 

In fol. 



( 21 ) 
1478, 4 Febbraio. 

Valerii Maximi Dictorum etc. . . . Mediol. arte ci 
impensis Phil. Lavagniae 

In fol., char. nit. rom. 

4 478, 8 Aprile. 

G. Jul. Gaesaris Commentarli Phil. Lava- 

gnia imprimi fecit Mediol 

In fol., char. rom. 

1478, 27 Maggio. 

Juvenalis et Persii Satyre. Impressit Pini. Lava- 
gnius mediolanens. 

In fol. 

4478. 

Martialis Epigrammata .... Mediol. impensis Phil. 
de Lavania Givis mediolanensis. 

In fol., char. rom. 

4478. 

T. Livii Hist. Rom Mediol. arte et impensis 

Phil. Lavagniae. 

In fol., char. rom. 

1478. 

M. T. Giceronis Epistolae ad familiares Me- 
diol arte et imp. Phil Lavagniae civis mediol. 

In fol. 



( n ) 

1478. 

M. T. Cicero de Offìciis, de Senectute, de Ami- 
ci tia, Paradoxa Mediol. per Phil Lavagnium. 

In fol. 

1479, 26 Giugno. 

^Esopi vita et fabulae e graeco in lat versae per 

Rimicium Mediol ad impensas Phil. Lava- 

gniae civis mediol 

In-4 , char. rom. 

1479, 31 Ottobre. 

Laurentii Vallensis de lingnae lat elegan- 

tiis .... Mediol. impensis Phil. Lavagniae. 

In fol., char. goth. 

1479. 

Horatius. Mediolani per Philippum de Lavagnia. 
In fol. 

1480, 17 Gennaio. 

Vita del glorioso Serafico Patre Miser S. Fran- 
cesco .... impressa .... in casa di Messere Fil. da 
Lavagnia, cittadino di Milano. 

In fol., char. rom. nit. 

1480, 24 Marzo. 
Miracoli della Beatissima Vergine 



( 23 ) 
Questa R. Biblioteca Universitaria n'ha un esemplare, nel 
principio del (piale si legge : 

« Comenza alchuni miraculi de la gloriosa Ver- 
zene Maria ». 

Ed in line : 

Dentro de Milano ecc. , 
come fu già accennalo alPanno i 469 4 8 Maggio. In-4, char. rom. 

È una seconda edizione? 

1480, 4 Settembre. 

Aeosopi Vita et Fabulae etc. 
Già notala all'anno 4 479, 26 Giugno. 

1481, 9 Maggio. 

Angeli de Aretio in primam et secundam parlem 
Institutionum .... Mediolani opera et impensa Petri 
Antonii Castellionei . . . . ac Phil. Lavagne. 

In fol., char. goth. 

Altri veda se questo Castiglione già notato all'anno 1475 
7 Settembre, e fin dal 1472 4 Giugno in società tipografica 
con Montano bolognese ed altri ('), possa essere ligure, come 
si trova socio e forse successore del Lavagna. 

1481, 15 Maggio. 

Angeli de Perusio de Obligationibus Tractatus . . . 
Stampatus . . . Mediolani . . . Petri Ant. Castellio- 
nei . . . Philip piqué Lavagnae . . . sumptibus et cura. 

In fol., char. goth. 

(') Amati, op. cit., p. 276, n. e. 2. 



(24) 

Nel Digestum del 4482 il detto Castiglione si segna de Castel- 
liono in società editrice con Ambrosio de Gaymis, ambidue nobili 
milanesi. E così in altre edizioni successive presso l'Amati. 

1489, 22 Settembre. 

Andreae de Bartholomeo (Barbatiae) de Sicilia P. I 
et II Consiliorum 

Huius impressionis opus exegit nobilis ... Phi- 
lippus Lavagnia Mediolanensis proprio sumptu 

In fol., chart. goh 



Pianti devotissimi della Madonna 

Dove si leggono questi versi del Mombritio : 

Hic liber impressus celebri fuit arte Phiiippi , 
Lavaniae domini Virgine matre sacer 

In-8, char. rom. 

III. 
SERIE DELLE EDIZIONI LIGURI 

SECOLO XV. 

1472. 

11 vanto della più antica edizione ligure nota finora (se m' é 
concesso di estendere i limiti di questa nostra terra a tutta 
la Lunigiana) se l' ebbe la piccola città di Fivizzano sulT Au- 
lella, godendo di quella stessa preferenza di che Subiaco su 



(28 ) 

Homa ed altre piccole sulle grandi città, in grazia dei minori 
ostacoli ivi incontrati dai tipografi. 

Publii Virgili Maronis opera, scilicet Bucolica, 
Georgica et ^Cneis cum supplemento Maphei Vegii. 

Sculpserunt docti manibus sed pectore firmo 
Carmina Virgili vatis super aethera noti 
Jacobus existens primus : baptista sacerdos 
Atque Allexander comites in amore benigni. 
Qui fìvizani vivunt super oppida digni. 

M.CCCC.LXXII. 

In fol. oblongo, char. nit. 

Cosi presso l'Amati, il quale (') fa merito al eh. Mauro 
Boni d'avere pel primo ammessa Fivizzano fra le celebri città 
tipografiche , e riferisce dal Duca de la Valière ( 2 ) che il 
sullodato Giacomo ( 3 ) aveva prima appresa l'arte in Venezia. 
Riporta poi dall' eruditissimo Fossi che lo stesso Giacomo , 
forse prima del Virgilio, avea pubblicato in patria il Giove- 
nale, del quale appresso, « poiché nell'esemplare che conser- 
vasi nella Biblioteca Regia (oggi Imperiale) di Parigi trovasi 
scritto dalla mano di chi lo possedeva a quell'epoca: Emù 
Bartholomaeus ZefJÌ mcccclxxiii. 

Junii Juvenalis Acjuinatis Satyrici Poetae Dignis- 
simi Liber 



(') Op. cit , p. 627 e 628. Ne parla pure a p. 502 e seg. 

( 5 ) Catal. n.° 2529. 

( ! ) Noi vedo fra gl'illustri del Gerini. « Che Giacomo da Fivizzano (dice il 
Boni sullodato nel beli' esemplare delle sue Lettere sui primi libri a stampa, 
Venezia 1794, favoritomi dal eh. sig. March. Staglicno , pag. xxxix ) traspor- 
tasse in patria i suoi torchi , si ha una pruova nelle reliquie de' tipografici 
stromenti, che si dicono conservarsi tutt' ora presso i suoi discendenti, o eredi: 
se vera ò la notizia comunicatami da chi assicura d' averli colà veduti ». 



( 26 ) 

Octo bis Satyras Juvenalis perlege Aquini 

Scripsit quas Jacobus aere notante maini 

De Fivizano: Veneta sed doctus in urbe: 

Jam pridem Lunae patria clara tenet. 

Solve preces, solve quicumque volumina cernis 

Maxime qui pauper porrige vota Deo. 

Mi si permetta d'aggiungere che il povero Giacomo perseguilo 
dalla giustizia, Dio non voglia per opra degli usati oppositori, 
se ne tornò in Venezia, dove pubblicò nel 4 477 le due edi- 
zioni seguenti che trascrivo dall' Orlandi ('). 

1. Giceronis Epistolae familiares. Per Jacobum de 
Fivizano Lunensem. 

In fol. 

2. Gicer. Officia , Paradox. Amie. Senect. Som. 
Scip., nec non de Essentia Mundi, ac XII Sapientum 
epitaphiis, libri fìniunt, qui peroptime emendati, im- 
pressi sunt ductu et expensis Jacobi Lunensis de 
Fivizano, in domo Magistri Martii de Gomitibus. 

In fol. 

1473. 

Ecco un curioso opuscolo, del quale già diede un cenno, 
dietro le Notizie Letterarie di Milano, il dotto Padre Audi- 
fredi ( 2 ), Più ampia descrizione però ne abbiamo dall'Amati ( 3 ), 
e più precisa dal Boni ( 4 ), che ne vide un esemplare nella Bib- 
lioteca della Cattedrale di Bergamo: 

LA RAZ0NE DE LA PASCA E DE LA LUNA E LE FESTE. 

(') Origine e progressi della stampa, pag. 28. 
{*) Sepecimen edit. italic, p. 426 (4794). 

( 3 ) Op. cit., p. 574. 

( 4 ) Lettere succit./pagg. xv e cxxx. 



( 27 ) 
indi : 

m.cccc.lxxiiii la pasca sera a di x daprille — 
(m.cccc.) lxxy ... a di xxv de marzo. 

E cosi prosegue sino a: 

(m.cccc.) lzzzzyii .... a vitisei de maso. 

Poi va continuando in rapporto all'anno del calendario: 

mcccc settantaquattro lo meise di Germario di 
trentuno. La Luna farà a li xvm. e a ore vm etc 

Le prime sei pagine sono tutte sulla Pasqua, le lunazioni, 
e le feste. Nella settima leggesi : 

La oratione cantava Dante oni hora. 

Seguono dodici versi rozzi al par di questo, e di tanti altri attri- 
buiti al divino Poeta. Quindi un' orazione latina, che comincia: 

O juste Judex Jesu Christe. 

Quest' operetta interessantissima è divisa in due parti, la 
prima delle quali non risguarda che il Calendario di Genova; 
e la seconda non versa che sulla storia politica e geografica 
dello Stato Genovese, previa una breve lode a Firenze ed a 
Venezia. Nessun dubbio dell' anno di sua impressione, cioè il 
sopra notato H73. 

Il formato è d'un 4.° piccolo, di sole 46 pagine, di linee 
32, carattere romano ma rozzo assai, e le maniere d' esecu- 
zione d'inespertissimo tipografo. Il marchio della carta è la 
forbice, dal mezzo della quale pende una linea, la di cui estre- 
mità sostiene una stelletta. 

Noterò ancora col sullodato Audifredi che tutto il primo pa- 
ragrafo della pagina terza, in latino, versa principalmente nel- 
l' esporre le lodi di Giacomo Bracelli, già Cancelliere Genovese. 



( 28 ) 
Il Boni dice invece che in questa pagina si legge: 

Opus aureum . . . vlgariter z latie versibus z 1 
prosa Spectati viri Jacobi de bracell' oli cacellarii 
Genuesis, qui celesti prope ingenio, omni gravitate 
servata, multa de Urbibus: oppidis: populis: flumi- 
nibus: insulis: portibus: conditionibus universe Li- 
gurie etc. 

Onde parrebbe, secondo lui, che ne fosse autore il detto Bra- 
celli, ed eziandio vi si dovesse trovare la Descriptio orae li- 
gusticae del medesimo, pubblicata poi dal Grevio, Thesaur. 
antiquit. et histor. llaliae, T. I, col. 53 e seg. 

Di che avendo io richiesto il eh. sig. canonico Giovanni Fi- 
nazzi, membro della R. Deputazione di Storia Patria, ne ebbi la 
seguente cortese risposta, in data di Bergamo 2 maggio 4869: 

« Il raro, e forse unico, e non ben conosciuto cimelio, che 
fu già della Biblioteca del Capitolo della Cattedrale, e che ora 
si conserva nella Civica Biblioteca di Bergamo, intitolato La 
raxone de la Pasca e de la Luna e le Feste ecc. , non è af- 
fatto la Descriptio orae lìgusticae del Bracelli, quale si trova 
nel Grevio . . . , anzi non vi ha nulla a che fare; e 
solo la Descriptio orae ligusticae può aver rapporto colla Ra- 
xone de la Pasca , in quanto che in cima della pag. 3 
della stessa Raxone si indica come opus aureum certo opu- 
scolo vulgariler et latinis versibus . . . spectati viri Ja- 
cobi de Rracellis etc. Ma, come vede, il Bracelli qui ricordato, 
non lo sarebbe come autore della ridetta Raxone, ma dell'altro 
opuscolo non ben dichiarato, scritto in buon volgare e in la- 
tino, come in elegante ed eloquente latino lo stesso Bracelli 
avea scritto la ricordata Descriptio ('). 



(') Il socio sig. comi». Antonio Merli mi comunica gentilmente copia di un 
inventario (serbato nell'Archivio del Principe D'Oria) di denari ed oggetti tras- 



(29 ) 

» Di che il Boni avrebbe fatto confusione , e darebbe luogo 
ad equivoco, descrivendo esattamente a pag. xv-xvn della sua 
Lettera Prima il volumetto da lui ricordato nella Biblioteca 
Capitolare, e meno esattamente richiamandone il cenno a pag. 
cxxx nell'Appendice, per cavarne forse un'induzione, che 
non viene (almeno da questa citazione), che l'autore cioè della 
Raxone fosse genovese ; mentre da questa citazione non si può 
desumere se non che fosse genovese (Cancellarii Januensis) 
l'autore che scrisse 1' Opuscolo e la Descriptio, ricordati in 
questo tuttavia anonimo opuscolo della Raxone ». 



474. 



Parve quest' anno dover aprire in Genova un' èra assai più 
splendida che non riuscisse poi per la tipografìa. Salito al 
Sommo Pontificato il ligure Francesco della Rovere, col nome 
di Sisto IV, fu dessa quest' anno istesso onorata da Lui del 
privilegio d' una Università, e d'una bella edizione, che meri- 
tava d'esser seguita da molte altre, e lo sarebbe stata certamente 
senza le già indicate funestissime cause. Forse, confidando 
anche nel nome del Pontefice, v' avea sullo scorcio dell' anno 
innanzi recati da Ohniitz i suoi torchi Mattia detto Moravo 
dalla patria, seco adducendovi a socio tipografo 1' orefice Mi- 
chele di Monaco ; ma, quale che ne fosse la causa, pubbli- 
catavi appena 1' opera di che appresso, ne partì co' suoi torchi 
per Napoli, dove nel seguente anno diede alla luce 

Lucii Annaei Senecae Opera 

messi da Antognono di Torricella, castellano di Varese-Ligure, al Conte Man- 
fredo Landi in Piacenza, sotto la data 48 marzo 1476, e nel quale, fra le altre 
cose si nota: Poysia una in carta certorum locorum in Janua. Mi nasce dubbio 
se questa Poysia possa essere per avventura VOpus aureum del nostro Bracelli. 



(50) 

bel voi. in foglio, caratt. tondo, che si conserva in questa R. 
Universitaria e si vuole da taluno cominciato in Genova. « Con- 
tinuò il Moravo ad esercitare in Napoli i suoi Torchi, e molte 
opere ne uscirono sino al 4 491. Sembra ch'ivi finisse di vi- 
vere verso il 4 498 ... Il nome di Michele da Monaco non 
comparisce mai più ne 1 Cataloghi degli stampatori » ('). .. 

Ecco ora F edizione, di cui, rara fuori, si hanno in Genova 
diversi esemplari , uno dei quali riportato , per errore , al- 
l' anno 4 475 nel Catologo della Biblioteca Durazzo ( 2 ). L'esem- 
plare posseduto da questa R. Biblioteca Universitaria offre le 
seguenti note : È un bel volume in fol. minore, del complesso 
di fogli 368 non numerati, senza richiami né segni di sorta, 
a due colonne di linee 46. 

Le iniziali sono, giusta Fuso d'allora, lasciate dallo stam- 
patore al miniatore ; il carattere é semigotico, nitido, ma scabro 
d' abbreviazioni ; la carta bella e consistente, colle marche al- 
ternate della testa di bue a contorni, del guanto con stella 
sovrapposta, e della forbice. Comincia: 

3n note imi tl)estt spi ame. incipit liber qui ìùcttur Sup- 
plementum. 

Indi una breve prefazione dell' Autore, che dice d' aver emendata 

summa que magistrutta seu pisanella Bulgara 1 nucupatur . 
. . . ab commxem stmplictum confessorum utilttatan. 

Segue, a due terzi circa della stessa colonna, la Somma sud- 
detta, che principia senz'altro dalla parola 2lbbas e continua in 

(') Boni, Leti, succit. , p. XVIII. 

( 2 ) Che la data del 1475 sia realmente erronea, e che perciò l'esemplare 
durazziano presenti anch'esso la data del 1474, lo ha verificatoli socio march. 
Massimiliano Spinola, dietro cortese permissione dell'attuale proprietario di 
essa Biblioteca, il sig. march. Marcello Durazzo qm. Giacomo Filippo. 



( 31 ) 
ordine alfabetico sino a 3clus nella seconda colonna del foglio 
303 retto, ove si legge: 

« <&t l)ic }& me Cratrem. tticolaum be ausmo (') orbtnis 
minorum inbignum prò aliqualt simpltrium substbio. ai) Ijuius 
supplementi eompilattoncm quob strucute frontino nosto il)esu 
cljristo ejeepta tabula capttuloruj et abbreoiaturarum et ru- 
bricarum erpletum est apub nostrum loeum prope JUebiola 
num sauctemarie be angelis nucupatum et twlgariter sancti 
angeli. jn.°cecc. Jluij : nooembris. mnvj. aie. sabbati ante ao- 
oentum Ijora quasi seita. et amia que in eo ac ceteris apuseulis 
per me eopulatis mi incaute seu minus perite postta couti- 
nentur peritarum et presertim sacrasancte ecclesie sttbmitto 
correcttont }c. 

Ileo . gras . amen. 

Seguono undici fogli della Tavola, o Indice, indi altri quattro 
contenenti una Decretale; e verso la fine della prima colonna 
dell' ultimo foglio, tergo : 

€ipletum (eliciter 3anue i° halenbas 3ulvj. .millesimo 
quabrigete. lij.° quarto, per iHatl)iam moratmm be olmuutj et 
jnicl)aelcm be monache sotium eius. 

Nella colonna seguente sono due 

Constitutiones seu emagautes : Jttartini pape quinti statute 
cantra smnomam. 

L'irregolarità della data ove l'i è posto in luogo di t non 
è senza esempi notati dai bibliografi, i quali si sono infine ac- 

(*) Osimo nel Piceno. 



(32 ) 

cordati su questo fatto provato del resto dalla generale cro- 
nologia tipografica. 

Aggiungerò col Boni ( J ): « L'autore della Somma fu Fra 
Nicolò dell' Ordine de 1 Minori . . . , amico e famigliare di 
S. Bernardino ... Di lui si hanno altri libri a stampa, tra 
i quali è memorabile: 

Quadriga Spiritualis in vulgari. Impressa per Ma- 
gistrum Phedericum de comitibus de Verona in ci- 
vitate Esii anno 1475 sexto kl's Novembris 

in 4.° diligentemente descritta dal P. Laire. 

La genovese edizione della Somma è assai pregevole, e delle 
prime. Quella sine anno dello Spira, dal Mailtaire riportata 
al 1479, è forse, com' altri pensano, posteriore: non meno che 
l'altra veneta del 4 474 ». 



Quest' anno istesso ebbe un' edizione Savona, dove intro- 
dusse la tipografia Bono Giovanni, agostiniano tedesco, pub- 
blicandovi T opera seguente, le cui note, non avendola io avuta 
tra mani, ritraggo da varii Bibliografi: 

Boeti Gonsolatio Philosophiae ( 2 ). Impressum in 
Savona in Gonventu Sancti Augustini per fratrem 
Bonum Iobannem emendante Venturino Priore. 
Anno m. ecce, lxxiv ( 3 ). 

L' epoca é confermata dal seguente verso che si legge in 
fine del libro : 

Turi e Sixti quarti tertius annus erat. 

( 1 ) Lett. succ, p. XIV. 

( 2 ) Panzer vero : Philosophica. 

( 3 ) Amati , op. cit. p. 583. 



( 53 ) 
E piccolo 4.° (di 03 ff. cifr., aggiunge il Graesse), di carattere 
fuso, assai grosso, tondo e nitido; ed è libro di somma rarità, di 
cui ha copia la Biblioteca Durazzo. Un' altra esisteva nel Museo 
di Pio VI S. P., ed è ricordata dal P. Laire de La Seme ('). 
Non ebbe il Bono in Savona miglior sorte che il Moravo e 
poi Fra' Cavallo (v. 1480) in Genova, e quindi (1484) il Gi- 
rardengo in Novi, recandosi egli poscia in Milano ; onde nuovo 
dubbio assai fondato che gli amanuensi fossero allora lasciati 
dalla Repubblica nel suo territorio padroni del campo. 

1 479 ? 

Ecco un' altra edizione dal Boni, dallo Spotorno e dall'Amati 
attribuita a Savona , e probabilmente uscita dai torchi dello 
stesso Bono. Veggansi nello Spotorno ( 2 ) gli argomenti molto 
plausibili di questa opinione, alla quale pare propendesse in- 
fine lo stesso Barone Vernazza, monferrino , che prima volle 
questa edizione d' Alba, poi d' Aqui, ed infine nuovamente di 
Alba, dopo avere scritto nel i 81 5 ( 3 ) che l'ipotesi deir Ab. 
Boni potrebbe essere più applaudita della sua. La descrisse 
esattamente il Meerman, che ne vide l' unico esemplare in 
Londra, e l'attribuì a Firenze e all'anno 1470, dicendola pure 
venduta 40 fr. nel 4824: 

Alexandri Galli Doctrinale. 
In fine : 

Alexandri de Villa Dei Doctri. Deo laudes felici ter 
explicit. Impressum sat incomode : cum aliquamm 
rerum quae ad hanc artem pertinent impressori co- 
pia fieri non potuerit in huius artis initio: Peste Genue: 
Ast: alibique militante. Emendavit autem hoc ipsum 

(*) Id. ; e Spotorno, Stor. lelter., III., p. 355 e seg. 

(') Ib., p. 359 e seg 

( 5 ) Vernazza, Della Tipografia in Alba, p. 108. 



( 34 ) 
opus Venturinus Prior ( 1 ) grammaticus eximius. ita 
diligenter ut cum antea Doctrinale parum emenda- 
tam in plerisque locis librariorum vitio esse vide- 
retur, nunc illius cura et diligentia adhibita in manus 
hominum quam emendatissimum venia t. Impri- 
mentur autem posthac libri alterius generis litteris, 
et eleganter arbitror. Nam et fabri et aliarum rerum, 
quarum bactenus promptor indigus fui, illi nunc Dei 
munere copia est qui cuncta disponit prò sue volun- 
tatis arbitrio amen. 

Senza luogo, né data, né tip., in 4.°, di 30 IT., caratt. tondo, 
senza cifre, reclami, né segno di sorta. 

Gli è questo, come 1' annunzia il Graesse dietro il Meer- 
man, una grammatica latina in versi barbari , specie di para- 
frasi del Prisciano, molto rinomata fin dal 1250, e stampata 
assaissime volle in Italia, Francia e Germania dall' invenzione 
della tipografia sino al 4 509. 

L' epoca notata, ed é la più tarda supponibile, ha sua ra- 
gione nel trovarsi il sullodato Venturino, dopo il 4 480, ad 
insegnare prima in Aqui e poi in Alba, e nell' artis initìo, 
che mal si conviene al 4 493 supposto dal Vernazza, senz' altro 
fondamento che quello della peste notato in quest' anno dagli 
storici, che pure ricordano, a tacere di altre memorie non 
pubblicate, di altre pesti anteriori. 

4 480, 9 Agosto. 

jJctri ì>e arginata Cibri sei Chirurgie. 

Fol. ì . b : 

Jltattheus JUareius 6rirtensis. ortium et medicine oortor: 
prudenti turo mgra Qentàuto 3auuensi Salutari bic. 

(') Aveva già emendato il Boezio. V. a p. 32. 



(35) 
Dopo l'Indice de -1 libri e capitoli, al foglio 4: 

Incipit libcr primus Cinigie mogistri petti ì>e la ccrlata 
be bononia artinm et meatane ^oct0ri3. 

In fine : 

irinit libcr se*tue et ultimus. .finis est itaque tatius apcris 
el)trurgie: quaa caiott prcstantissimus ortium et me. teine Fa- 
ctor !D. Jttagtster JjJctrus ì>c ^rgellata Sononien. 3psumque 
ìnìigcntcr emenaaoit erimius artinm et meotetne oactar. IP. 
illagist. JUattljeus maretus 6rùr. 3mprcssttquc air pruòeus 
Jltagister ifrncòtctus <É>enucnsis. . . . Denctus. Caus 2Dea. 

Segue il 

Uegbtmm. 

Clini sign. col. dnpl. In fol. ('). 

A Genova non mancò dunque il suo tipografo, comecché 
distinto forse dair antico nemo propheta in patria. Avrebbe 
egli avuto , a quanto credo, anche la ventura di rimanervi 
ignorato. A chi potesse forse opporre che costui gli é un Ge- 
novesi, come altri estranei a Genova , credo abbia già risposto 
egli stesso imprimendosi Januensis dapprima, e in fine Ge- 
nuensis. 

M°.cccc .ixtt ., aie aiti Decembris. 

È questa la data di un'' edizione genovese già propugnata 
dall' Audifredi, taciuta dallo Spotorno, riferita dal Panzer, dal- 
l' Amati e da altri, e posseduta da questa nostra Civico-Beriana, 
onde ho estratto i cenni seguenti : 

0) Panzer, voi. Ili, p. 159, art. 465. 



( 5G ) 
Nel retto della prima caria segnata 21: 

(Eonelusio predami etc. 

Nel tergo della seconda: 

(Eonclusio "òttima ctc. 

(Cipliciunt'capitula huius eoicttanis. JHaajstri 3oatmis ui- 
terbiensis oroinis prcoicatorum. tic futuris cl)ristianorum tritmt- 
pl)is cantra turcos } maumethanas omnes. Impressa grotte per 
Uencrcnìm? illagistrum 6aptistam Caoalum. oroints earme- 
litarum. 3n Domo sanetc marie enteiferarum. 

Nel retto della carta a iti: 

30 beatissimum papam siitum: et rea.es ac senatus chri- 
stianos etc. 

(Érpltcit epistola. Incipit proljcntitmt etc. 

fino al retto della carta i. iiii. 

Alla fine del retto corrispondente a C. iii : 

'Impressimi gcmie coocj .... €rplicit opus etc. 

Questo esemplare ha note mss. che sembrano contempo- 
ranee alla stampa. Il formato è in 4°, la carta bianca e con- 
sistente, col guanto e stella sovrapposta e colla forbice per 
marca alternativamente; il carattere è nitido, colle iniziali a 
mano. 

Quest' opera curiosa fu pubblicata anche altrove, com' è a 
vedere nelPHain, 4123. Fu questo Annio assai famoso « per 
aver empita di sogni, e di favolose imposture la storia an- 
tica in altre sue opere, senza esserne priva né meno la pre- 
sente: la cui vita fu illustrata con un articolo interessante dal 



( 37 ) 
chiarissimo Apostolo Zeno ('). Da questa edizione si racco- 
glie che viveva in Genova nel 1480, venutovi come per ec- 
citar quel Senato ad unirsi cogli altri Principi e col Papa 
nella spedizione contro i Saraceni, sui quali promette sicuri 
trionfi a' Cristiani, predicendo fino il tempo delle future vit- 
torie C 2 ) ». 



1481 



Quest' anno ci offre altro nome ligure chiaro nella tipografia 
veneta, ed è Franciscus genuensis de Moneglia, editore e 
correttore critico delle Decretali di Gregorio IX, e d' altre 
opere pubblicate in Venezia dal Jenson e C. 

Aggiungerò qui, collo Spotorno ( 3 ), Lorenzo Maggiolo geno- 
vese che, insieme col medico Nicolò Leoniceno, assistè ad 
Aldo nella edizione de' libri greci, e vien detto dalF Aldo me- 
desimo, in una sua dedicatoria, « uomo di grande ingegno e 
di vastissima erudizione, nelF esaminare e nel confrontare i co- 
dici delle opere d'Aristotile ». 



1484. 



Eccoci a Nicola Girardengo, che già 1' Audifredi disse d'an- 
tica ed illustre famiglia novese, e del quale, già tipografo in 
Venezia, riferisce l'edizione ivi fatta del Terenzio nel 1479, 
togliendone egli a correttore Magistrum Franciscum Dianam^). 
Si volle da taluno che lo stesso anno stampasse in patria la 

('} Dissert. Vossiane, Tom. II. pag. 187. e seguenti. 

( 2 ) Boni, Lett. succit., p. xx , ove altre osservazioni, tra le quali: « lesole 
due edizioni di Genova del scc. xv furono eseguite da due Monaci » (p. xxi). 
( 5 ) Op. cil., p. 370. 
(') Se ne ha un esemplare nella Biblioteca Durazzo. 



(38) 

Somma Battistiniana ; ma fu errore troppo manifesto, o forse 
inconsulto amore di patria, rigettato già dal Mittarelli, dal 
Panzer e dall' Amati. 

In Novi, di cui lo riconosce cittadino anche il Vernazza, e 
dove ancor vive il suo cognome, pubblicò egli bensì nel 4 484 
la detta Somma, della quale s' hanno diversi esemplari qui in 
Genova colle note seguenti: Formato in 4.° piccolo a due co- 
lonne di linee 46, carattere gotico minuto, ed irto di abbre- 
viature e nessi assai più di quello della Pisanella, molto simile 
ai manoscritti dell'epoca: iniziali minuscole in mezzo allo spazio 
lasciato al miniatore delle maiuscole: e sono quaderni a — <E€, 
più un terno 2DSD. Marca intrinseca della carta, la forbice. 

L'esemplare universitario, come il descritto dall'Amati, co- 
mincia, mancando forse il frontispizio, a carta 21 } retto : 

(£uim vero eie. 

Ed è questa la prefazione dell'Autore, cioè: 

£vatex CJapttsta be 0alis C 1 ) orois sacri minor? . . . jj)ro- 
tnnne latine. 

A capo della 1. a col., tergo, in rosso: 

3ucipit summa casuum utilissima: per ocncrabu? prem 
(rem eie. 

La qual Somma segue alfabeticamente sin quasi alla fine della 
2. a col. del retto corrispondente a €<£ 3, ove l'Autore dice di 
aver compito l'opera il giorno di Santa Lucia ad utilità dei 
semplici confessori. 

3n loco nostro apuo Ccoautuj sancte ittarie nudate cur- 
reute anno iU.ccce.hmij. 

(') Da Sale (antico castello del Tortonese). Spotorno, op. cit., p. 3S3. 



( 39 ) 
Imli un Breve pontificio del 1479, che termina verso la 
fine della col. I . a del retto, corrispondente a €€ 4; poi, al 
retto del flHD: 

ttubrire juris ciotlis ctc. 

o elenco dei capitoli ecc.; e verso la fine della col. 2. a del 
corrispondente di C€ 3. 

3mprrssum est hoc opus ttoois: per illagistrum tticolaum 
(Sirarocngum ineolam ejusoem terre. Unno fi. itt.ceee. Uiritij. 

L' egregio sacerd. prof. Gian Francesco Capurro scrive al eh. 
Desimoni aver egli nel 1850, nel Giornale 11 Provveditore di 
Novi ( J ), pubblicate osservazioni sul Nicolò Girardengo, sotto il 
pseudonimo Giovanni da Novi; nel qual foglio riporta, fra le 
altre cose, i 18 versi latini che precedono la nota tipografica 
« finora non mai osservati da alcuno scrittore di storia tipo- 
grafica », notando che « dalle lettere iniziali dei primi quindici 
si forma l'acrostico Battista de Salis ». 

Il Giustiniani ( 2 ) la dice « degna opera . . . stampata in 
diversi tempi e luoghi » ; della quale vide le edizioni di Roma 
del 1479 e U97, e di Norimberga del \ 489, tutte in fol. 

Seguitò poi il Girardengo a stampare altri libri in Venezia, 
cioè : 

1480, 23 Dicembre. 

(Dpera gentilissima et utilissima a tutti li Cimeli Cristiani 
la qual se cljiama Ci .fioretti oi illiser Santa Francesco 
asemiliatina a la cita et a la passione òe 3esu *po et tutte 
le soe sancti oesttgi. 

(') Anno II, num. 10. 

( 2 ) Li scrittori liguri, p. 128. 



( *> ) 
lo fine : 

Ho laube et gloria bel onnipotente iDio et be la sua san- 
cttssima — <£t oc JUtscr Sancto Francesco, borono compiti li 
soi fioretti in Dateria in €axa oc JUagistro flicolò 6irar- 
bengo ì>a tìooe. (Eorrenbo lo anno oc la lìatioita bel nostro 
Signore 3esu Carisio iU.ecec.lHi, a bi rriit. be Ulcccmbrio 
feliciter .finis. JDeo gratias amen. )Jost teuebras spero lucem. 

In 4.° (*). 

1481 , Maggio. 

6roriarium secunbum consuetubinem romanae curiae se- 
cunbae eorrectionis. 

In fine : 

Dcnctiis impressum : cura : impcnsisque Hicolai 6irarbengl)i. 

In fol. ( 2 ). 

1481 , 12 Maggio. 

(Jarptolomet be 0. €oneorbio 6umma pisana. 

In fronte : 

Ìncipit Summa Jpisana: ebita per rcoeratbum patrem Cra- 
trem Oartolomcum be pisis almi orbiuis prebicatorum. 

In fine: 

€rplicit Bumma pisana . . . impressa Denctiis per tttco- 
laum girarbengum be noois . . . . 2,0 laubem illius qui re- 
guat triuus et unus in secula. 

In 8°, a 2 colonne con segnature ( 3 ). 

( 1 ) Panzeb , voi. Ili, p. 157, n.° 451. 

( 2 ) kl., p. 168, n.° 528. 
( 5 ) ld., ibid., n.° 529. 



( 41 ) 

1481 , 7 Agosto. 

Caurcntii Dalleiuù (Élccjantiac ab lume quoìtòam ac pern- 
iile rcìuutae campcncuum. 

Al quale Compendio precede : 

epistola Oauaeursii pisani ab Citcljum Stmcmcttam. 

In fine: 

fóUegcmtioU compcttòium Caurcntii Dallcnsts : uirtute nicolai 
(Sirarùcnajji be ttams : Deuctiis impressum. 

In 4.° ('). 

1482, 20 Maggio. 

flrcoiarium scamoum rilum tlamauac (Èalesiac. 

Al quale precede il 

Calenìuiriunt. 
Al foglio 6.° comincia il 

psalterium. 

In fine: 

< 

jFinit opus ofCiriarum sauctt bramisci , (tiare , intontì, 
6crnarì>im. Cuoauici rca,is. Kubomcx cpt. <Eljcarii. atque 3oanis. 
Smpressum Dcuctus per tìicalautn 6l)irarbcngum. 

In fol. min. , di fogli 442 con segnature ( 2 ). 

(') Panzer, voi. Ili, pay. 1G<), n.° 530. 
C 2 ) Id. ibid., p. 180, n.° 601. 



( 42 ) 

1490. 22 Luglio. 

^reoiarium ftomanum per lìtcolaum tòirarìicngum. Dcnctiis. 
In 8.°. 

Il Catalogo del Duca di Cassano Serra (') ne registra un 
« bell'esemplare, impresso su pergamena, con eleganti mi- 
niature ». 

Giova qui pure aggiungere che un Francesco Girardengo da 
Novi, forse fratello di Nicolò, pubblicò parecchie opere in 
Pavia ed in Venezia. Delle quali non tornerà, credo, sgradevole 
il vedere soggiunto l'elenco nel modo stesso che fu da noi 
praticato per Filippo di Lavagna. 

1485, 5 Marzo. 

{lontani Cuoooict Consilia et allccjationcs. Impressa |)apic 
per .f raneiseum gyraròcngum. 

In fol. maj. 

1486, 20 Aprile. 

tticolai Siculi Cectura super terno Cibro Ulecretalium. 3m- 
pressaque per ifranciscum guraroengum. 

In fol. 

*1486, 5 Giugno. 

tticolai Siculi super ti. SUecretalium. 3mpressa . . . tm- 
pensis et cura . . . 3oannis automi òe btretis ac £xa\uieà 
o,uraroengj)i soctorum. 

In fol. 

(') Pag. 10. 



( 43 ) 
1488, 12 Febbraio. 

Uepetitia C ìntjnum ì>e ette. mis. in €lc. per £). lo. ite Ci- 
gliano. Impressimi fl)apte per 3o. ^Int. De Oiretis et £van- 
eiscum 6l)iirart>en(jum. 

In fol. maj. 

1488, 22 Novembre. 

Quirtii i^rnneisci (Eractatus 0equestrontm. |3apie per . . . 
Ho. nnt. oc biretis et tranciscum ì>e gl)irarDen0l)is. 

In fol. maj. 

1488 ... . 

Camerini 3ol)annis ftractatus ì>e ecclesiastica JnterDicto 
sirje SUoinarum. Jmpressus JjJapie 3o. 2lnt. Oiretum oc Svan- 
ciscum ©rjurarDcngum. 

In fol. ('). 

1489, 15 Aprile. 

lumina Oaptistiniana, etc. 

« Io possiedo questa edizione (scrive il già lodato prof. Ca- 
purro). È aumentata sopra quella del Nicolò stampata in Novi 
nel 1484 »; e dice essere il suo un esemplare benissimo 
conservato colle iniziali a vari colori e « la prima ietterà di 
2lbbas in oro ». 

Pj Amati, op. cil., p. 409-411. 



( U ) 

1489, 15 Aprile. 

Ciber qui lìasella rasuum apellatur eottus per £x. Baptist. 
«Lronamalam. Gl>rt». Jtltn. JJapie per lo. Uni. oc birretts: et 
ifrane. oc (juraraeugljis (*). 

In 4.°. 

1489, 17 Giugno. 

Jfle Mavno 3a$oni$ oc Ime (Empljtteatica llubrita. 
Ibid. per eosd. In fol. ( 2 ). 

1489, 22 Ottobre. 

^leiauori oc 2lles J&ummac pars ij. 
Ibid. per eosd. In 4°. min., con segnai. ( 3 ). 

1490, 2 Ottobre. 

6all»i lilbalM oc perusio super lYutùs eommeutarius. jJapie 
per lo. 2lut. birretam: irauriscumque 0yraraeu0l)um. 

In fol. ( 4 ). 

(') Amati , p. 411. 

( 2 ) ld. ib. 

Ci Così il Panzer, voi. IV, p. 394, n. 12, ove cita, fra le altre fonti, il Calai. 
Biblioth. Tliott. p. 128, ubi pars tertia per eosdem ann. 4489 excitatur. 
Credo v'abbia errore al n.° 72, p. 255 del voi. II dello stesso, ove leggo: 
Alex, de Hales Stimma universa theologiae, voi. IV; giacché il Maitlaire ivi 
citato, voi. I, p. 509, registra solo la seconda Parte della detta Somma; né so 
d'onde abbia tolto l'Amati ( p. 4M ) l'indicazione di Parte III, che pure non 
è in nessuno dei due luoghi anzidetti del Panzer da lui citati. Tanto è fragile 
anch'essa l'erudizione! 

(') Amati , p. 412. 



( 43 ) 

I 491 , 30 Maggio. 

CluacsUoncs JHereuriales super veejulis 3urt$ . . . lo. 
vlnoreae. 

In fol., cum insign. typogr. 

1491 .... 

Jltissale Eennannm. JjJapie per 3e>. 2lnt. 6irretam et 
/rane. (Sinrarcìeugljum. 

In fol. cum insign. typogr. ('). 

1494, 31 Maggio. 

6reuiarium ftcmwnuin be eomera ab usum Hotnanum. per 
frane. (Jòyraroengum. 

In fol. ( 2 ). 

1494, 31 Maggio. 

©rbo fJsalterij s 1 m morem et eousuetuoine? Cistereiensis 
aroinis. Deuetìis. iraneiseus ttòvraroengus. 

In 8.° 

Un bellissimo esemplare in pergamena é descritto da Th. 
Frognall Dibdin ( 3 ); ed è la stessa edizione notata pure dal 
Brunet ( 4 ). 



C) Amati, op. cit., p. 412. 

(*) Id. ib. p. 414. 

C) A descrittive Catalogne etc. ; Londra, 1823, p. 140. 

(*) Manuel du Libraire; Parigi, 1860; T. I, col. -1232. 



( 46) 

1496, 29 Gennaio. 

Hjugonis scncnsis Commentarla super io. £en. i. Cauonis 
2loicennae...et capitulum oe pl)lebotomia. jpapie per irranci- 
scum <&oraroengum (*)• 

1496, 24 Ottobre. 

2De ^lnel)arano |)etrt Consilia, Jpapiae per frane, ©yrar- 
oengum. 

In ibi., cum insign. typogr. ( 2 ). 

1498, 4 Gennaio. 

Soisetl) Bicaroi anglici ©pus aureum Calculationum. 
Jpapiae, per frauciseum giraroeugum. 

In ibi. È nella Durazziana ( 3 ). 

U98 



el)omae be equino ftractatus be €nte et Cssentia cum 
Comm. £x. 3ll). Cajetani. papié per ifronc. <SÈ>orarbengum. 

In 4.° ( 4 ). 

Sulla fine del secolo XV, giusta un dubbio del cav. Amadio 
Ronchini ( 5 ) , uscì eziandio dall'officina pavese del Girardengo 

('; Amati, p. 415. 

( 2 ) Id. , op. cit., p. 415. 

(*) ld. ib., p. 416. 

(*) Id. ib. , p. 417. 

( 5 ) Archivio Storico Italiano, nuova sorie. T. Ili, P. II, p. 220-21. 



( 47 ) 
il rarissimo opuscolo di Nicolò Scillacio , medico messinese , 
sopra il secondo viaggio di Cristoforo Colombo (•1494). Del 
1512 (') lo ritroviamo a Novi, come editore. 



I486. 



Alfonso Lasor a Varea ( 2 ) riporta come stampate a Genova 
in quest' anno : 

Lettere di Agostino Panigarola alla Repubblica 
di Genova. 

Ma il Giustiniani ( 3 ) non dice altro, dietro l'asserzione del suo 
Omonimo negli Annali, se non che elle furono scritte. 

SEGOLO XVI. 

Con migliori auspicii parve cominciare il secolo XVI, quanto 
almeno ad opposizione d' amanuensi ; che quanto a copia e 
rilievo d'opere, il seguito di queste Notizie ci sarà prova del 
quanto giovi il torre di buon' ora nelle utili istituzioni quel 
posto a cui la priorità di tempo dà sempre importanza gran- 
dissima; ond' é che Venezia e Roma, prime ad accogliere e 
favorire i tipografi, s'ebbero per lunga stagione il vanto in- 
vidiato di fornire al mondo le opere più stimate. 

1503, 43 Febbraio. 

Francesco Silva, milanese, il quale già nel 1495 avea pubbli- 
cato in Torino il Fior di virtù , primo libro italiano ivi stam- 



(') V. sotto quest'anno. 

( s ) Universus Terrarum Orbis etc; T. I, artic. Genuensis dìtio. 

( ! ) Li scrittori liguri, p. 34, col. 2. 



( 48 ) 
pato e posseduto da questa Biblioteca R. Universitaria (*), recò 
i suoi torchi a Savona, dove nel 1503, 13 Febbraio, pubblicò : 

polyanthea opvs svavissi 

mis floribvs exornatvm 

compositvm per domi 

nicvm nanvm mira 

bellivm: civem al 

BENSEM : ARTIVMq : 

DOCTOREM ad 

COMMVNEM 

VTILITA 

TEM 

Tale è il frontispizio in bel maiuscolo romano, di color rosso, 
disposto a triangolo , di questa opera in foglio conservata nel- 
l' anzidetta R. Biblioteca e nella Comunale di Savona; bella carta, 
col guanto e stella sovrapposta per marca intrinseca, di ff . nume- 
rati cccxxxix, a due colonne di linee 53, carattere tondo e 
nitido , con abbreviazioni e iniziali a disegno in fondo nero; e in 
tutto di quaderni segnati a — R, tranne Q ed R che sono terni. 

È dedicata dall' Autore , che era canonico della Cattedrale e 
rettore delle scuole di Savona ( 2 ): 

P) V. Manzoni, Ann. tip. torin., p. 325 e seg. 

( 2 ) Non so con qual fondamento lo Spotorno , nella Stor. leit., il dica da M or- 
bello nel Monferrato. 

Nell'esemplare della Biblioteca Savonese, riscontrato dal eh. signor Bei- 
grano, fra le altre annotazioni che vi si leggono di mano del eh. Torteroli , 
è la seguente: 1503, 20 aprilis. In abbreviatitris Federici Castrodelphini 
notarli. Magister Franciscus de Sylva mediolanensis fatetur Bernardino de 
Ecclesia civi saonensi accepisse voi- 27 operis Poliantheue ex malori summa 
per eum Franciscum impressa in Suona magistri Dominici de Nanis reclori 
Scholarum, vendenda eius risico pra< Ho grossorum 25 Papae prò singulo. 



( 49 i 

Ad illustris et excel.len.tis. principem Gulielmum 
Marchionem Montisferrati , 

con lettera di quattro pagine, data da Savona alla stessa epoca 
della pubblicazione. Ivi egli dice : 

Ut adolescentibus eloquentiae cadidatis opitularer: 
vocabula plurima declaravi: graecas dictioes illis am 
nectens: diffìnitiones seu descriptioes in principiis 
cuiusqae materiae addens .... Et ut provectiori ae- 
tati in commune sufiragai^er : ipsa deinde praeclara 
dieta: et primo quidem Orthodoxorum .... philoso- 
phor. liistoricor. : postremoque poetar, ta graecorum 
qua latinor. adiunxi: ita ut quid de ea re unusquisque 
sentiat: sive virtus sit: sive vitiu facile dignosci- 
possit. 

E si diffonde poscia in lodi al giovine suo Mecenate, al quale, 
quando si presenta in qualche città , 

Puerorum juvenumque agmina certatim . . . oc- 
currunt . . . ita ... ut resonet magnis applausibus 
aether. 

Seguono otto fogli à quattro colonne della Tavola, ove i titoli 
della Polyanlhea sono disposti alfabeticamente; indi una pa- 
gina, pure a quattro colonne, ove gli 

Authores hoc opere citati. 

A tergo poi si ha 

Ad lectorem elegia 

di quattordici distici, della quale basti questo saggio: 

Ausonia hic laelus: vel hymetia rura peragrans 
Gollige : non tribulos: non aconita leges. 

Viene appresso la prima carta numerata, occupala per due 
terzi da una bella silografia, seguita dal corpo dell' opera, che 

4 



( yo ) 

comincia da A et Abs, e termina rolla prima colonna della .carta 
cccxxxix retto; nella seconda della quale: 

Explicit opus quod Polyanthea die tur. i. Florum 
inulti ludo: Impressum per Magistru Franciscum 
de Silva in Inclyta urbe Saonae: Impensa iteger- 
rimi viri: ac ipsius urbis patricii Bernardini de Ec- 
clesia ac summa diligentia castigatimi per ipsius ope- 
ris authore. . Anno salutiferae nativitatis. m ccccc ih. 
Idibus Februariis. Laus deo semper. 

Indi un avviso al lettore sul contenuto dell' opera, poscia il 
registro , ultimo il monogramma silografico del Silva (*) , più 
semplice di quello riprodotto dal Manzoni ( 2 ). Chiudono final- 
mente il libro due pagine di Castigata; l'ultima è bianca. 

Di quest' opera ha pure un esemplare la Durazziana, il cui 
Catalogo nota il pregio delle intercalazioni greche. Non è certo 
chi non veda F importanza di simile pubblicazione. 

1503, 9 Marzo. 

Nella Comunale di Savona ( 3 ) si conserva: 

conventiones existentes 
inter inclita m et excel-* 
s a m c m m v n i t a t e m j a n v e : 
ex vna: et magnificar! com 
mvnitatem saonae ex al' 
tera; et qvae svnt inter 
eas observandae: virtvte 
vltimae senteniae inter 
ipsas latae : vt patet interventi. 

(') V. la Tavola 1 annessa al presente lavoro. 

( 2 ) Op. cit., tav. I. 

( 3 ) D' onde ne prese nota il sullodato sig. Bclgrano. V. Anche il Catalogo 
della Biblioteca di un amatore bibliofilo (Durazzo); ed il Giornale delle Bi- 
blioteche, anno II, pag. 43. 



TAVOLA I. 




MONOGRAMMA 
DI FRANCESCO DA SILVA. 



( 81 ) 

In fine si logge .- 

Impressimi Saonao per Magistr Franciscum de 
Silva mccccciii. die ix Marcii. 

ludi il monogramma del tipografi). 

In 8.° di pag. 54. 

1512. 

All' Enciclopedia letteraria e morale del Nani, pubblicata a 
Savona il 1503, aggiunse Novi in quest'anno la medica del Silva- 
tico (') pei torchi di Simone Bevilacqua ( 2 ), impensis D. Nicolai 
de Girardenghis , anno Domini mdxii, come dice aver letto il 
Bottazzi ( 3 ) nella raccolta dell'erudito suo concittadino avv. Lu- 
dovico Costa, in un libro in foglio, i cui caratteri « non sono 
i più belli del sec. xvi , ed inclinano assai a quelli che volgar- 
mente sono così detti gotici » ; aggiungendo che « una seconda 
edizione fece in Pavia il Bevilacqua ». Il Panzer non la nota. 

Non torneranno, mi lusingo, sgradite queste altre notizie sul- 
T opera in discorso, e massime il titolo, quale si ha dalla 

(') Nello Spotorno, Stor. Lett., T. Ili , p. 354, è detto Salvatico. 

( 5 ) Lo stesso di Pavia, e già stampatore in Venezia nel 4485, in Vicenza 
1' anno appresso e nel 1489, di nuovo in Venezia nel 1495, 97 e 99. Così dice il 
Vcrnazza nell'opera postuma, non compita, e pubblicata (1859) col non suo 
titolo di Dizionario di tipografi ecc. degli Stati Sardi. Vedi anche Manzoni, 
Op. cit., p. 242, n.° 2. In Vicenza (a. 1489) stampò l'opera di Pietro Brillo 
cittadino veneziano, intitolata Victoria contra Judaeos , e vi si legge : Vicen- 
tiae , apud Simonem Papiensem dictum Bevilaquam (V. Mazzucchelli, Gli scrit- 
tori d'Italia; voi. II, par. IV, p. 2257). 

Nel 1503 era in Cuneo, come si vede dal titolo dell'opera seguente regi- 
strata dal Soprani (Li scrittori della' 'Liguria, pag. 252) all'articolo Samule Cas- 
sini: Liber tertius Isagogicus ad Physicos apices assequendos. Ad Julium 11. 
Sum. Pont. In Cuneo appresso Simone Bevilacqua. 

( s ) Osservazioni ecc. sui ruderi di Liburna, p. 157 (1815). 



( 52 ) 
prima edizione fattane in Napoli nell 1 Aprile del 4474, seguita 
da molte altre in diversi luoghi, e descritta dal diligentissimo 
De Licteriis (') : 

INCIPIT . LIBER . CIBALIS . ET . MEDICINALIS . PANDECTA- 
RUM . MATHEI . SILVATICI . MEDICI . DE SALERNO . ET . GLO- 
RIOSISSIMO . ROBERTO . REGI . SICIL1AE . INSCRIPTVS. 

Fol. max. di 340 fogli (dice il Graesse dell' esemplare pari- 
gino) a due colonne per pagina di 50 linee ciascuna. È fatto 
anche questo a mo' di Dizionario. 

4 514, 2 Agosto. 

Lo stesso Bevilacqua riprodusse quest' anno in Savona la Po- 
lyanthea del Nani ; edizione della quale possedè un esemplare 
questa R. Universitaria, e giova conoscere le varianti dall' an- 
tecedente. Formato, carta e caratteri simili, eccetto in questo 
che la carta è men chiara, i caratteri alquanto più minuti, e 
di forma teutonica ( 2 ) quelli del frontispizio: 



|Mgatl)ea 

cu aìrìriti 

onibj 



(') Cod. scc. XV.; T. Ili, p. 425. (1828-41). 

( 2 ) Se ne può vedere (osserva il eh. Belgrano) un esempio nei cartelli con 
versetti scritturali di quei profeti i quali sono dipinti nella volta del Convento 
di Santa Maria di Castello di Genova , e proprio nel corridoio ove è il ce- 
lebre affresco della Nunziata di Giusto d' Alemagna. 



( o~> ) 
A tergo : 

Privilegmm. Copia Brevis papalis 

concesso da Leone X all' autore editore, chiedente di non es- 
sere danneggiato negl'interessi, in questa forma: 

Omnibus: et singulis cujuscumque gradus : status, 
et conditionis existant ti. citramontanis. q ultramon- 
tanis. sub excois latae Sntiae poena per praesentes 
mandamus. ne opus praedictu . . . per septennium . . . 
iprimere: seu imprimi facere quovis modo aut que- 
sito colore audeant: vel psumant Datis. Die. 

xxv Octobris m.d.xiii. Pont, nri anno Primo. 

Dilecto fìlio Dominico de Nanis 
Archipresbytero Ecclesiae Saonen. 

la. Sadoletus. 

La seconda carta, segnata aa ii, ha la Dedica già delta al 
Marchese di Monferrato, che termina ad un terzo circa del 
tergo; ed è seguita da altra 

Ad Reverendissimum Dnm Raphaelem Riarium 
Episcopum Hostiensem: cardinale Sancii Gregorii 
ac Sanctae romanae Ecclesiae Camerarium ; 

ove dice che siccome la prima edizione fu il frutto de' suoi 
studi giovanili, così le aggiunte a questa si devono al tempo 
in cui 

mandato Iulii secundi Ponlifìcis maximi : una cu 
Vincendo Bayverio Episcopo Naulen. ipsius Ponti- 
fìcia Nepote i ftorentibus Gymnasiis Papiae: et Bo- 
noniae Iuri Canonico operam dedit . . Saonae. Nonis 

Augusti. M. D. XIIII. 



( 54 ) 
ludi la 

Tabula 
come nella prima edizione. 

Il retto della carta I, segnata a., comincia: 

Aaron 
Dominici Nani Mirabella artium et decrelorum doc- 
toris: saonen. Archipresbyteri: Apostolocique Proto- 
nolarii Polyanthea foeliciter incipit. 

E segue, a due colonne di linee 58, sino a quasi tutto il retto 
della carta ccccxxxix. 

Nella colonna \ . a del tergo di questa è poi il già notalo 
avviso al lettore. Indi: 

Impressum in Inclyta Civitate Saonae anno sa- 
lutiferae Nativitatis md.xiiii. die Secuda Augusti 
per Simone Bibilaqua. Laus Deo semp. 

Poi l'Elegia deh" Autore, e verso la fine delle 2. a colonna l' im- 
presa dello stampatore ( l ) : 

Simon Bivilaqua. 

Nel retto dell' ultima carta non numerata, corrispondente a 
FF iiii, è 1' elenco degli Autori citati nell'opera. Il tergo é 
bianco. 

L' edizione è inoltre dovuta alla generosità di Francesco 
della Chiesa (figlio forse di quel Bernardino alle cui spese si 
era fatta la prima), come l'Autore slesso dichiara nell'Epi- 
gramma che leggesi al tergo della carta cccxxxix: 

Franciscus flores iterum hos Ecclesia fadit: 
Impensa cuius pressus hic aere liber. 

C) V. Tavola II 



TAVOLA II. 




IMPRESA 
DI SIMONE BEVILACQVA. 



,\RY 
OF THE 



( K> ) 

Credo non inutile aggiungere che l 1 opera stessa fu ristaili 
pata a Colonia, in foglio, del 1567, coi nomi di 

Dominicus Naims Mirabelliusalquc Bartolomaeus 
Amantius LL doctor. 

Essa conta ben 1019 pagine, e vi sono pure introdotte le 
sentenze 

Dantis et Petrarchae cum latina interpretationc 

Si conserva del pari in questa R. Universitaria. 

1516, Novembre. 

Air onore tipografico della Metropoli fu in quest' anno prov- 
veduto in modo degno di lei dalla superba edizione poliglotta, 
la quale riscosse unanimi applausi dagli scrittori di cose 
bibliografiche, e gareggia in esattezza, se non in magnificenza, 
con quella di Alcali del 1515, fatta per ordine del Cardinale 
Ximenes. 

E dessa dovuta principalmente al dottissimo Agostino Gìu- 
slinani, che nel 1513 avea già dedicato da Bologna, ov' era 
domenicano, a Stefano Sauli un opuscolo 

De duobutì et septuaginta nominibus Dei 

pubblicato lo slesso anno a Venezia, giusta V Oldoini, e del 
quale la Civico-Beriana ha un beli 1 esemplare membranaceo. 
Creato nel 1514 vescovo di Nebbio in Corsica, s'accinse ad 
incarnare un antico disegno, che ben mostra l'altezza e va- 
stità dell'animo suo. Resosi religioso quando non ancora gli 
era noto che il solo latino, attese nel chiostro alle lingue 
orientali con tale ardore che, pure osservando scrupolosamente 
la regola e attendendo all' insegnamento, v' apprese il greco, 
1' ebreo, l'arabo ed il caldaico, e die mano ad opera colos- 



( S6 ) 
sale , nientemeno che d' una edizione ottupla delle Sante 
Scritture, avanzando d' assai 1' esapla d'Origene che si limitò 
alle sole versioni greche. Attendendo poi migliore occasione di 
pubblicare l'opera tutta quanta (*), cominciò nel 4 516 a dar 
fuori, come saggio di essa, il volume che passo a descrivere 
sull' esemplare posseduto da questa R. Universitaria. 

È in foglio, carta consistente senza marca intrinseca né 
numerazione, colle segnature A ii — o iii ; tutti quaderni, 
tranne A quinterno e (che succede a Z) terno. 

In mezzo al frontispizio, entro un piccolo quadrilungo, cui 
fan cornice nel resto della facciala due belli meandri in nero 
collegati da quattro anelli, leggesi il titolo dell' opera in ca- 
ratteri minuscoli (romani, come il resto, pel latino) e di color 
rosso e nero alternati secondo le cinque lingue, latina, ebraica, 
greca, araba e caldaica, in ciascuna delle quali è ripetuto ( 2 ). 
Il latino, in rosso, dice : 

Psalterium, Hebraeum, Graecu, 
Arabicu, et Chaldaeu, cu tribus 
latinis iterptatoibus et glossis 

A tergo ed in capo alla pagina si ha una lettera latina, di linee 
diciasette, diretta l'Aprile del 1506 da Giacomo Antiquario 

Venerando in Christo, F. Augustine- Iustiniano 

a lode e conforto di opera si maravigliasti. 
Il retto di A ii- ha ciò che- seguo: 

AVG. IVSTINIANI GKNVENSIS PREDICATORII OHDINIS 
EPISCOPI NEBIENSIS IN OCTAPLVM PSALTERII AD 
LEONEM. X. PONTIFICEM MAXIMVM PRAEFATIO. 

i 1 ) « Nello stesso modo del Salterio, dice Michele Giustiniani {Gli scrittori 
liguri, pag. 1, col. I) scrisse anco l'uno e l'altro Testamento, veduto parte 
da Sisto Senese, e parte da Corrado Gesnero MS. ». 

( 5 ) V. Tavola 111. 



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( 57 ) 
La quale comincia con beli' iniziale a disegno (*), ed occupa 
due terzi della pagina; ed è seguita dalle versioni nelle lingue 
già dette, sino al retto di A ini, a pie' del quale T approva- 
zione ecclesiastica 

In observationem constitutionis nuper edite 
in lateranensi concilio. 

La emettono : 

Berna rctus Granellus, delegatus a Reverendo do- 
mino Laurentio de Flisco Episcopo montis regalis, 
vicario Heverendissimi patris domini Ioannis Marie 
Sfortie vicecomitis Archiepiscopi Genuensis, et Ga- 
spar de Varagine inquisitor heretice pravitatis, ambo 
ordinis praedicatorum sacreq. theologie doctores . . . 

Actum Genuae die xxtx. lanuarii m. d. xvi. 

Vincentius de Mulphino notarius. 

Il tergo di questo foglio, col retto del seguente A y, offrono il 
principio delF opera in otto colonne, intestate (dopo nuovo titolo 
più determinato di essa opera in tre linee rosse a capo delle 
due facciate) come segue : 

Hebrea — Latina respondens hebree — Latina 
commnnis — Greca — Arabica — Paraphrasis chaldea 
Latina respondens chaldee — Scolia. 

I quali Scholia, come più copiosi, occupano spesso anche la 
calce ed il sommo delle pagine. 

L' opera termina verso la fine del retto corrispondente a i ; 
ed a tergo di esso è una lettera di linee 18 all' Autore, princi- 
piata (unico esempio) da iniziale minuscola in mezzo allo 
spazio lasciato di solito al miniatore ; e nella quale 

Baptista Fliscus. Iu. V. D. 

( 1 ) Di queste iniziali ve ne lia altre '12; e sono « di taglio sì dolce e sì fino, 
rhe per poco si dirclibono incise in rame » (Vernazza, Op. post, cit., p. 290). 



( te) 

dice avere atteso alla correzione della stampa per la parte 
latina : 

Durn et ministri huiuscemodi artis impressorie 
quam vocant, ignari sunt bonarum literarum, et tu 
omnia unus corrigere et emendare non sufficis 

Il resto della pagina e la seguente recano le correzioni. 

Il tergo del corrispondente a ii col retto del seguente ha 
nelle cinque lingue suddette quanto appresso: 

Impressit miro ingenio, Petrus Paulus 
Porrus, genuae in aedibus Nicolai Iusti 
niani Pauli , praesidente reipub. genuensi 
prò Serenissimo Francor. Rege, prestan 
ti viro Octa viano Fulgoso, anno christia 
ne salutis, millesimo quingentesimo sex 
todecimo mense. VlIIIbri. 

La sesta colonna è occupata dal monogramma del Porro (*); 
e sotto: 

Petrus Paulus Porrus Medio 
lanensis, Taurini degens. 

Sotto le colonne 4. a e 5. a è poi il 

Registrum 

A giudicarne dalle due date, dell' approvazione e dell 1 im- 
pressione, la stampa fu eseguita in dieci mesi. E le spese? 
E pregio dell' opera apporre qui ciò che ne scrisse lo slesso 
Giustiniani ne 1 suoi Annali sotto il 1470; « Feci stampare in 
Genova alle mie spese, con quel travaglio e con quella spesa 
che ogni letterato può giudicare, duemila volumi del davidico 
salterio iu le predette cinque lingue : parendomi di quest' o- 

('; V. Tavola IV. 



TAVOLA IV 




MONOGRAMMA 
DI PIETRO PAOLO PORRO 



OF THE 
;tVE3S:!Y OF ILLiNC. 



( 39 ) 
pera dover acquistar gran laudo e non mediocre guadagno, il 
quale pensavo di esporre in la sovvenzione di certi miei pa- 
renti che erano bisognosi, credendomi sempre che I' opera do- 
vesse avere assai grande uscita, e che i prelati ricchi o i prin- 
cipi si dovessero muovere, e mi dovessero aiutare in la spesa 
di fare imprimere il restante della Bibbia in quella varietà 
di lingue; ma la credulità mia restò ingannata, perché V opera 
fu da ciascuno laudata, ma lasciata riposare e dormire, perchè 
appena si sono venduti la quarta parte dei libri, come che 
f opera sia per valenti uomini, e per ingegni elevati, che 
sono al mondo rari e pochi ; e con stento potei ricavare i de- 
nari che aveva posto in la stampa, che furono buona quan- 
tità, perchè oltre i duemila volumi stampati in papero, ne feci 
imprimere cinquanta in carte vitelline, e mandai di essi libri 
a tutti i Re del mondo così cristiani come pagani (') ». 

Altre notizie riguardanti questa edizione possono riscontrarsi 
nell'opera postuma già citata del Vernazza ( 2 ). Io ne trarrò 
questa da me non veduta altrove: « Il vescovo dichiara .... 
di avere avuti a coadiutori (nella correzione) Iacopo Forni e 
Battista Cigala ». Né tacerò quest'altra, ch'è una prova di 
più dei tanti plagi stranieri : « Di avere introdotta in Europa 
la lingua caldea (per me in Europam importavi coepta), glo- 
riossi il Polken in quel suo salterio quadrilingue, che fu 
stampato nel 1518 in Colonia, e che nel frontispicio ha due 

(*) Lo Spotorno, nell'edizione di questi Annali fatta dal Cancpa nel 4835. 
notò già che « de' 50 esemplari in pergamena se ne può vedere uno in Fi- 
renze, un altro in Bologna ». Altre copie oggi ancora conosciute sono poi 
indicate nel Lessico Bibliografico di Ebert (in tedesco), voi. II, p. 530. V. 
Nola all'art. Agostino Giustiniani, nc\V Enciclopedia Universale di Scienze ed 
Arti pubblicata da Ilersch e Gruben ; Lipsia, Brockliaus, 1858 : Sezione I, voi. 
LXVIII, pag. 3i2 (in tedesco). Ilo queste ultime notizie dalla cortesia del 
eh. Desimoni. 

( 2 ) Pag. 237 e seguenti. 



( 60 ) 

meandri disegnati ad imitazione del i'rontispicio di questo 
salterio stampato dal Porro » i 1 ). Genova s'ebbe dunque in 
questo il primato. 

1517. 

11 Maittaire ( 2 ) ha sotto quest'anno: 

Ammianus Marcellinus: typis Hieronymi de Be- 
nedictis Bononiensis. Genuae. 

In fol. 

1518, 15 Marzo. 

Appartiene in qualche modo a!la Liguria l' edizione seguente, 
della quale é un esemplare nella Biblioteca dei RR. Missio- 
nari Urbani. Il frontispizio é occupato per un terzo da una 
silografia, nel cui mezzo è S. Brigida, che tiene colla sinistra 
la croce; e rinserrato al sommo ed a manca da un ornamento 
composto di putti e candelabrini , mentre a destra ed in calce 
sono disposte undici piccole vignette, nelle quali si raffigurano 
il Crocifisso e varii santi. 

Sotto la predelta silografia si legge : 

3ncomceiano certi capitoli trati involgare oc li libri bi 
sarta 6rigiba ì>a bio alici rendati. Captali brtgiba Cu oc 
la Hcamc bistorta clccta ba rpo p. sua nocella spasa et H 
lui come pfetija in qsto presente et pericolosa tepo mutata 
aìf anutiare a gli Ijomini e ale Cernine bel muba elessi con- 
vertirne alo loro creatore. 



(') Pag. 289. 

C) Annales Typographici , T. Il, p. 300 (1722). 



( (il ) 

E subito dopo il titolo del capitolo: 

C. (Home ipo silamenta oele sue creature tic. 

Il quale titolo è in rosso coinè gli altri successivi, e senza 
distacco dalla narrazione. Questa poi é in carattere assai chiaro, 
con abbreviazioni, e panni del buon secolo della lingua. Non 
è registrata dal Gamba. 

Il formato è in 4.°, la marca della carta il guanto con sopra 
un ghiribizzo; segnature a ij — p iiij, tutti quaderni. In fine 

al tergo del corrispondente a p iii, dopo la tavola dei capitoli : 

• 

Jmprcssum in monti* rcgalis per 3asephum 

berruerium et afl tnstantiam flamini ste 

pljttui flc allegra mercatar librar 

Janur sub ana flamini . Jtt. 

ccccc.tviii aie *o Jtteu 

sis Jttarrij. 

Il già citato Vernazza (') ci fa sapere che questo Stefano fu 
figlio al qm. Giacobino Allegro di Savona, e maritossi nel 1562 
con una Bonaudo torinese. 

1522. 

Tolgo dal Brunet ( 2 ), che dice averne avuto comunicazione 
dal Sig. di Cesoles di Nizza: 

Cibra ìie Bancto 3aanne Oaptista. Stampata in 0aana 
per Jflaestra Jascpl) 6errucria ( 3 ), nel anna 1522. 

In 4.°, di 40 ff., fig. in legno. 

(') Pag. 5. 

(') Manuel dulibraire, ultima ediz. 

( ! ) 11 Brunet ha, credo per errore tipografico : Bermreio. 



( 62") 
Libro rarissimo, e molto curioso per la singolarità delle fi- 
gure. È una specie di Rappresentazione dei Misteri, dettata 
in orribili versi. Molte parole d 1 origine evidentemente fran- 
cese il farebbero supporre traduzione della Vie et Mystere de 
Monseigneur S. Jean Baptiste; di che però è quasi impossibile 
il certificarsi. 

1523. 

Dal pregevolissimo Giornale delle Biblioteche ('), dietro co- 
municazione del eh. Torteroli, sappiamo conservarsi nella Co- 
munale di Savona un « volume legato in marocchino', con 
eleganza anzi che no , da libraio savonese , collo scritto rical- 
cato che dice : 

Hoc Opus fecit Dominicus Scotus Librarius Sao- 
nae. Laus Deo 

Questo volume appartenne a Nicolò Barbarino, letterato appena 
noto in patria, che vi pose la data del 1523 ». 

1524, 15 aprile. 

Nella stessa Biblioteca serbasi inoltre un' operetta ( 2 ), che ha 
questo titolo : 

€. 3csus illttrto 

Cibcllus De natura Tlnimalium jpcrpulcqrr maralijatus aD 
unuquoDqj piapositum. €t prima agitar ac homine qui est 
amnium nabiiisìumits. 

€. Secunba De ^toibus. 

€. 3lertia De €tuaarupcQÌbu5. 

C (Ctuarta oc jJiscibus *b 

€. (Euinta De Serpeuttbus. 

C) Anno II, p. 43, col. -P. 

( 2 J Riscontrata dal eh. Belgrano. 



( 03 ) 
Al loglio 32 retto: 

C impressimi tìauonc per iUiniistrum l'oscpl) Ocrruc- 
rium (') Sub vlnno domini, iU. ceca, niiii. Me. w. aprilis. 

In-8.° piccolo eli IT. 32 non numerati, adorno da cima a l'ondo 
d 1 incisioni in legno con fregi, figure e medaglie assai bella- 
mente composte. 



1528. 



Altri, più di me versato nelle cose genovesi, veda se per 
avventura si accenni a stampa in ciò che 1' Oldoini ( 2 ) dice 
di Gerolamo Doria: 

Hic ante purpuram a spectata virtute dignus ha- 
bitus fuit qui esset in duodecim Viris legum feren- 
darum, et Status rerum emendandi, et consti tuendi ; 
quare cum aliis anno 1528 Patriae leges evulgavit 

A me ne darebbe qualche dubbio il vedere come questo 
Scrittore adoperi talora il semplice evulgare invece del typis 
dare e simili 

Anche il Lasor ( 3 ) registra : 

Frane. Flisci Leges Reip. Genucnsis , italice 
Genuae, 1528; et Papiae, 1575 

In 4.° 

Il quale Fieschi fu appunto col D' Oria dei dodici Rifor- 
matori incaricati dalla Repubblica della compilazione di esse 
Leggi. 

f 1 ) Nel ricordato Giornale delle Biblioteche (loc. cit.), leggesi erroneamente: 
Becruerium. 
( 2 j Athenaeum Ligusticum , p. 243. 

( 5 ) Op. cit. , I. 435. 



( 64 ) 
Il Giustiniani ( { ) 'parò non ricorda altra edizione che quella 
fattane dal Bartoli in Pavia nel 1575 ( 2 ). 

1533. 

Paolo Partenopeo nota ne' suoi Annali mss. ( 3 ), sotto que- 
st'anno : 

Superioribus diebus (*) Antonius Bellonus tauri- 
nensis impressor, agente Laurentio Lomellino Sorba, 
a Republica Genuam conducitur ut artem impresso- 
riam hic exerceret: ubi paullo post, mense augusti, 
eam exercere coepit, et sequentibus annis exercuit 

1535, 30 Settembre. 

La Regia Universitaria, la Civico-Beriana e l'Urbana ( 5 ) pos- 
sedono la seguente: 

* OPERA SPIRITVALE DE 

votissima del reverendo padre 

frate Vgo Panziera de 

lordine de frati 

minori 

* 

Soprastà una silografia rappresentante la Passione di N. S. 
A pag. 3 : 

Gapitulo I. Carte I. 

Incominciano alcuni singulari trattati ecc. Et in 
questo primo trattato parla della perfettione.Et prima 
di certi suoi stati in generale. 

(') Op. cit. , p. 250. 
( 2 ) V. sotto quest' anno. 
( 5 ) Com' ha rilevato il eh. Belgrano. 
(*) Cioè verso il giugno. 

( s ) Così accennerò quinci' innanzi, per amore di brevità, la Biblioteca de'RR. 
Missionari Urbani. 



( 65) 
Alla fine del retto di car. clv. 

Stampato in la Inclita et Magniti 

ca Gita di Genoa per Antonio 

Bellon nel Ano del nostro 

Signore. M.D.XXXV 

a di XXX. de Se 

tembre. 

Indi un quaderno segnato X , che comincia : 

Epistola del detto Vgo Pantiera madata a . . . pro- 
curatori de frati Minori di Prato: nella quale si di- 
mostra quanto Giesu Christo noi ama ecc. 

Verso la fine del quaderno : 

Data nelle parti di levante dove si coiuge il mare 
magi ore d' oriete col mare che viene dal ponete. 
Anno domini. M.CCCXII. 

FINIS. 

Seguono due carte segnate ►& ; e contengono la 

Tavola di questo libro. . . El quale ha tredeci trat- 
tati. 

Formato in 8.° piccolo, carattere tondo assai chiaro. Non 
iscorgo nella carta alcuna marca. 

Come ognun vede, la è scrittura del buon secolo della lin- 
gua, e delle più pregevoli, come nota il Gamba ( J ). 

4 535, 28 Settembre. 

Il eh. Desimoni ha trovato nel nostro Archivio Governa- 
tivo ( 2 ) un 1 esemplare di certa Grida a stampa , in un solo 

(') Serie dei testi di lingua, num.° 4130; IV ediz. (Venezia, 1839). 
( s ) Miscellanee Monche Politiche : Fogliazzo 1 , num. 48. 

s 



( 66 ) 

foglio, la quale stimo utile di trascrivere nelle sue parti princi- 
pali, anche a titolo di documento storico. La medesima si ri- 
ferisce a queir assalto improvviso dato a Genova dall' eser- 
cito francese sotto il comando di Cesare Fregoso, che era al- 
lora a' servigi di Francesco I e tenuto fra' precipui capitani 
dell'età sua. Il quale esercito, ingrossatosi pel concorso di 
molti abitatori delle montagne e de' valligiani di Polcevera e 
di Bisagno, fu presso la città in sul cadere dell'agosto, strin- 
gendola si da levante che da ponente ; ma fu respinto viril- 
mente, ed a maggiore suo scorno dovette perfino abbandonare 
le proprie insegne in potere de' nostri. « In appresso, scrive il 
Casoni, fu per ordine del Senato fatta severa perquisizione di 
coloro che avevano tenute pratiche col Fregoso , e di quelli 
che si erano accostati all'esercito francese; ed alcuni lascia- 
rono la testa, e molti ponzeveraschi e bisagnini la roba con- 
fiscata loro coli' esilio (') ». 

A tergo di essa Grida è scritto di mano sincrona: Proscri- 
ptio diversorum rebellium lìeipublicae qui contro, Iìempub- 
licam armati venerunt cum Cesare Fregosio , quibus etiam 
imposila est talea super vitam. 

E nell' interno si legge: 

JU.5****m. Me xxrin, septembris. 

►0 illustrissimo Signor Shice e Juaguifici signori go- 
ocrnatori e procuratori Mia accisa Ucpubltca oi <&ttuma. 
€)aocnoo cognosciuto a publica e certa prooa la praoa Do- 
lutiti e perftoo e maligno animo MU infrascritti già citta- 
oiiù e suoòttt odia prefata Hepu. Ci quali come rebelli et 
traooitort inimici ot se stessi e Mia patria loro. Sono oe- 

C) Casoni, Annali ccc; voi. II, p. 4 17 (Genova, 1799). 



( 67 ) 
nuli armati con publici inimici a danni bella laro patria 
e paese: e bestruttiou bella cannine libertà bi tutti: cosa 
neramente nefanba e fregna b'oflni scoerò supplicio e morte. 
€ oolcnbo cl)e simili parricibi gabbino la pena bebita per 

quato si può belle lor colpe }pcr tato in oirtù bel 

presente acereto li Ijau bccljiaratt e beccarono rcbelli . . . 
e li conbanono emunc begni bella morte la qual li bebbia 
esser bota sempre cl)c capitino : o alcun b'essi nelle mani e 
forjc bella giustitia in qualouq? loco bella prefata ftepu. 
publicamete su le Corcljc. Sai cl)c l'anima si parta bai corpo 

senja altri processi o bilatioi € per no mancare 

òi far tutto quel si be oerso bi così pestiferi e abljominc- 
ooli !)uomini : an}i più presto mostri. $c e: messa la taglia 
infrascritta a ciascun bi loro: cioè per cl)i li amma^ara in 
ogni loco bel mobo .... € cl)i li bara tuoi in mano bella 
pfata illu. #. bebbia Ratiere ci boppio 

€. Ci nomi bei quali e taglie sono come bi sotto: cioè. 

Cjieronimo be francai 6iula cl)i lama^ara bebbia l)anere 
scuti. re. €l)il bara oioo scuti. ecce. 

<&iot>anni bi Uoocreto 

Gregorio acqucfrcbc 

Antonio bi destri betta strabiotto 

<Sioau batista òi traccilo 

Jp. Valerio be i fcrrari 

^astiati bi Hoctyatagliata betta franciojino 

Gregorio be Campobonego 

Antonio Oiaucljetto 

©ioan iltaria raoascljiero 

Ccroiero jenoggio 



( «8 ) 

Diuecnjo imi Cessato betta Crooo Ciglio ìli Jlttcl)ellctto bi 
ool ci Srtrula 

Uaottuino bi ©ronbona bi fMceoera 

Ocncbctto oc ©ront>ono oi jpolecoera 

Canarino bi porcile Ciglio òi ^nbrea 

ambrosio oa porcile bi polccocra 

(Giuliano bi pebemonte bi polccocra 

EaCCelino be ?ino bi polccocra 

C Co qual 3Uu. S. l)a orbinato et orbino oltra bi 
questo clje le mogli e Cigliali loro bebbiauo spociare il paese 
Cra el termine bi otto bi ne mai nel aoenire ritornare stare 
o l)abitare in tutto el bominio e stato bella preCata. Eepu. 
sotto graotssimc pene in arbitrio bella preCata Illustrissima 
Signoria. 

C JUanbanbo essa preCata. 0. 3llu. (El)ct presente be- 
erete sia publicato tanto in la Citta per li loci publici bi 
essa quoto in polccocra €l)iaoart: Bapallo: destri ba le- 
oante: Dal bi 0turla. €t finalmente in tutti li altri loci bel 
bominio booe Cia bi bisogno 

C Die. r. bi ottobre. 

Qt per cl)e le prebette cose gabbino per ogni oia essecu- 
tioue e ci)e li prebetti banbiti e ribelli òa più banbe passino 
qualche oolta cabere a bar le pene belle lor colpe. 0t no- 
tifica aud)e cl)el Magnifico ©Cficio bi san Georgia l)a pa- 
rimente beliberato c\)c se sarà alcun bei oassalli e subbiti 
sai: tato Corsi quoto bi terraCerma baubito per qual si 
ooglia belitto passato Cin al giorno boggi amananbo alcl)un 
be i prebetti Eibelli: o bauboli tuoi come si betta Ijabbi la 



( 09 ) 
rcmissioe be $oi falli e restituito* alle case e patria laro 
insieme i*an la mereebe betta bt saprà: seeobo le tay tic bi 
riaselntit bi betti ribelli. 

3n la (Earellaria publiea bella prcCata. S. 3llu. 

In calce poi v' è scritto della stessa mano di cui sopra : Iìc- 
cepta per me Franciscum de Nigro Pasquam Cancellarium. 

Manca in tal Grida ogni indicazione tipografica; ma parmi 
non possa rimaner dubbio essere la medesima stata stampata 
dal Belloni, se si considera eh' egli era allora il tipografo of- 
ficiale della Repubblica. 

La marca intrinseca della carta è il guanto colla stella so- 
vrapposta; la stessa cioè che vedesi negli Annali del Giusti- 
niani ed in più altre edizioni belloniane. 



536. 



Ecco, a mio credere, un altro testo di lingua, pubblicalo 
dallo stesso tipografo in ugual formato e carattere del Panziera, 
posseduto dalle tre anzidette Biblioteche, e non ricordato dal 
Gamba: 

Cibto utile ti fretto 

to nel quale si contiene Ja conversione, pe 
nitentia, tentatione, dottrina, visioni, et 
divine cosolationi della beala Ange 
la de Foligni , novamente tra- 
dutto de latino in lin- 
gua volgare 
1536 

Indi una silografia rappresentante la Beata a* piedi del Crocifisso. 



( 70 ) 
A tergo: 

ALLI IN GHRISTO IESV 
DILETTI LETTORI 

I quali sono dallo anonimo traduttore avvertiti in questa 
guisa: 

Fu questo libro già in lingua latina stampato — et 
per che non era ellegante ne dotto in essa lingua, non 
era letto da dotti , ne inteso da idiotti : et per questo 
e piaciuto di farlo i lingua volgare , accio che possi 
universalmente essere inteso , et a più numero di 
persone fare utilità. 

Notevoli poi sono specialmente queste parole con le quali 
tosto prosegue: 

Ne si e atteso ad ellegate parlare ne a lingua tosca 
o cortigiana, ma solo a farlo intelligibile. 

E queste altre : 

Si e anchora diviso, detto trattato della dottrina in 
più capituli che non era : accio che si generi più lig- 
gerezza et mancho fastidio alli lettori, per che gli 
erano alcuni capituli molto longhi. 

Al verso di ►£ iii si ha quindi la 

Tabula del presente libro. 

La quale segue fino a un terzo del corrispondente a ^ iii ; 
e subito dopo un' altra avvertenza : 

Alli Lettori 



( 71 ) 

dove si nolano alenili dei 

molti errori per la poca cura delli stampatori; 

e termina ad un terzo dell' ultima pagina del quaderno con 
queste parole : 

Bisogna havere patientia: chi sa far meglio faci: 
facile est inventis Oddere 

Segue 

Trattato I. Gar I 

DELLA CONVERSIONE 

et penitcntia ecc 

Vi si osserva un magnifico P inciso in legno, iniziale del- 
l' opera. Le iniziali dei capitoli sono pur esse a disegno. 
Il retto della carta clxxi ha : 

Passo la venerabile sposa di Christo Angela de 
Foligni, dal naufragio de questo modo, alli gaudii 
del celo (per logo tempo manti a lei promessi,) Lo 
anno della dominica Incarnatioe Mille tre cento- 
nove, a di. iiii. di Genaro. Nel tepo di Clemente papa 
quinto. 

Finiscono li trattati della beata Angela de Foli- 
gni, Stampati nella Christianissima Cita de Genua. 
Lo anno della Dominica incarnatione M.D.XXXVI 
Et della felice Refformatioue della soa Repu. (Fa- 
vorite dio, et autore Andrea Doria) Lo anno. VII. In 
le case di Antonio de Bellonis Turinense. Dalla Illu. 
S. Privilegiato 

Il tergo è bianco. Segue altra carta non numerata, ultima 
del duerno y, nel cui retto la Natività, nel verso la Crocifis- 
sione di N. S., incise in legno. 

La carta reca una inarca ovale non facile a distinguersi 



( 72 ) 

4 537. 

D' avvenimento il più solenne ha meritamente aspetto la 
seguente edizione : 

GASTIQATISSIMI 

ANNALI CON LA LORO COPIOSA TAVOLA 

della Eccelsa et Illustrissima Republi di Genoa, da 
fideli et approvati Scrittori, per el Reverendo Mon- 
signore Agostino Giustiniano Genoese Vescovo 
di Nebio accuratamente racolti. Opera certamete 
molto laudevole, a studiosi assai comoda, et com- 
munemente a tutti utilissima. Facé"do per la varietà 
chiaramente conoscere, quanto si debba da tutti ri- 
provare el male, et constan temente procurare el bene 
della sua Repubblica. 

Indi il 

VEXILLVM GENVE. (*) 

Ed in calce: 

GENOA. 
M. D. XXXVII. 

€um gratta et privilegio. 

A tergo una silografia esprimente San Giorgio a cavallo, in 
atto di ferire il drago ( 2 ). 

(') V. Tavola V. 

(-) V. Tavola VI. 



TAVOLA V 



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STEMMA DELLA REPVBBLICA 
DOPO IL M.D.XXVni 



TAVOLA VI 




STEMMA DI SAN GIORGIO 



LIBF 

OF THE 



( 75 ) 
Nella 2. a carta retto, segnata Aa ii: 

EPISTOLA 

AGOSTINO 1VSTINIANO VESCOVO DI 

Nebio, al Duce, al Senato et a tutto il populo di Genoa 
Salute, concoidia, et amore della P.epublica. 

Termina ad un quinto del tergo : 

In Genoa il di. X. d'Agosto. M.D.XXXV. il giorno 
di. S. Lorenzo. 

Segue : 

SOMMARIA CONTINENZA DEL 
PRIMO LIBRO. 

Quasi tutta la carta seguente, senza segnatura, ó occupala 
dal 

PROHEMIO 

Al retto della carta segnata Aa iii comincia la 
TABVLA ALPHABETICA 

a due colonne, e continua per altre 10 carte. 

Gli Annali vanno da car. i, a car. cclxxxii retto, ove, ad 
un terzo circa, leggesi il 

FINIS 

Registro . . . Tutti sono quaderni eccetto M. quale 
e terno et. N. duerno. 

Finiscono li annali della Inclita Citta di Genoa co 
diligencia, et opera del nobile Laurentio Lomellino 
sorba, stapati in la detta citta Lanno dell' incarna- 
tione del nostro Sia-nore. M.DXXXVII. Et nono della 



( 74 ) 

reformata Liberta. Regnante el quinto Duce. Per 
Antonio Bellone Taurinese con gratia et privilegio 
della eccelsa Republica di Genoa, a di xyiii. de 
Mazzo ►£< 

In foglio, bel carattere tondo, con maiuscole a disegno. Marca 
della carta : il guanto colla stella sovrapposta. Segno partico- 
lare della stampa: una specie di cuore con fiore, o fiore solo 
orizzontale, al principio e alla fine dei titoli ecc., del quale 
occorre tener memoria. 

A proposito poi del suddetto Lorenzo Sorba, ecco un do- 
cumento curioso il quale si legge nel Cartularium Reipublicae 
del -1 536 (*), sotto la data del 7 giugno, e eh' io ripeto dalla 
esimia cortesia del prelodato sig. Desimoni: 

Laurentius Lomellinus Sorba . . . recepit onus im- 
pressionis faciende Annalia collecta per Reveren- 
dum Dominum Augustinum Iustinianum Episco- 
pum Nebiensem , cum condicione quod mutuentur 
ipsi scut 166 */, auri Solis prò annis duobus inci- 
piendis presenti die . . . cum noe quod dictus Lauren- 
tius teneatur intra dictum tempus imprimi et stam- 
pari facere dieta Annalia et in fine dicti temporis 
resti tuere . . et casu quo dieta Annalia intra dic- 
tum tempus duorum annorum impressa non sint, 
tunc dictus Laurentius restituere dictam partitam 
teneatur . . ad rationem sex prò centenario 

1538. 

Il Graesse ha ( 2 ) : 

De le lagrime dAngelica di M. Pietro Aretino due 
primi canti. Genoa per Ant. Bellono di Taurino. 

In 8.° ' . 

(') Fol. 92 (Archivio Governativo). 
(*) T. I, p. 188, col. 2. 



( 78 ) 

1538, 12 Settembre. 

Sono nella R. Universitaria lo tre edizioni seguenti, dono 
della illustre memoria di monsig. Stefano Rossi. 

ORATIO PAV 

li Fr. Parthenopaei de tranquilli tate Reipu et 

eius conservatione ad illustrissimu Sena/ 

tum Genuensem habita Anno do^ 

mini. M.D.XXXV1II. pri^ 

die Idus Septem-' 

breis 

Più SOttO : 

Rebus in humanis quantum prudentia possi L 
Haec Lygurum exemplis parva tabella docet, 

Illorumq; breui praestantia facta libello 
Vendicat a stygijs Parthenopaeus aqais. 

A tergo la dedica 

illustrissimo Monoeci Principi honorato Grimaldo. 

Al retto della carta segnata A ij. 

Oratio. 

La segnatura corre fino a A iij , giacché non sono in tutto 
che 8 carte. L'Orazione termina al principio del retto del- 
l' 8. a non segnata, col fiore orizzontale, già notato all'anno 4 537, 
e ripetuto più volte in principio. 



(76 ) 
Indi: 

Genuae in Divi Laurentij 

aede. M.D XXXVI il. 

Die. xij Septem^ 

bris. 

Nel tergo la silografia di S. Giorgio ('). 

In 4.°, carattere romano. Marca della carta : il guanto colla 
stella sovrapposta. 

1539. 

ORATIO PAVLI 

FR. PARTHENOPAEI DE 

Obedientia ad Illustrissirrmm Sen. 

Genuen. habita pridie 

Idus Septembris 

M.D XXXIX. 

Nel tergo : 

PAVLVS FR. PARTHENOPAEVS 

111. viro Antonio Aurio 

Caes Praef S. D. 

Nel dritto di A ij : 

ORATIO. 

Anche in queste 8 carte la segnatura è irregolare. 

L' Orazione termina verso la fine del tergo della 7. a , segnala 
A iij , con due dei detti cuori rovesci , come i tre del fronti- 
spizio. 11 retto dell' 8. a è bianco. 
» Nel tergo la silografia di San Giorgio. 

(') V. Tavola VI. 



( 77 ) 

\ 540. 
In mezzo a bella cornice silografia: 

ORATIO 

PAVLI FR. PARTHENO. 
paei de Gratia ad lllustrissimu Seg- 
natura Genuen. habila pridie 
Jdus Septembris 
M.D.XL. 
A tergo : 

PAVLVS FR. PARTHENOPAEVS 

Gypriano Pallavicino proto' 

notario. SD. 

Nel retto di A ij : 

ORATIO 

La quale termina al principio del retto dell' ultima del terno: 

Dixi. Genuae. 
Il tergo è bianco. 
Pare indubitato che sieno tutte e tre fattura del Belloni. 
4 543, 3 Novembre. 

Dal Graesse precitato (') : 

Ochino Bernardino Sermones Stampato in Ge- 
nua die 3 Nov. 1543. 

Che nel nome non vi sia scambio, per isvista tipografica, col- 
P altro più frequente e più sicuro di Geneva , mei farebbero 
dubitare i seguenti articoli del Catalogo della Durazziana ( 2 ): 

C 1 ) Tom. V, p. 6, col. 1. 
( 2 ) Pag. 158. 



( 78 ) 
Ochini Bernard. Prediche, senza data d'anno e 
luogo di stampa. Si pretende però che sia uscita in 
Genova. 

In 8.° 

Sermones, in italiana favella; edizione, senza data 
di luogo e stampa, del 1545. 

In 8. u 

1543 

La II. Universitaria e la Civico-Beriana hanno : 
DISCORSI DI MES- 

SEH PELEGRO DE GRI- 
MALDI ROBIO , NE' 
QVALI SI RA- 
GIONA COM 
PIVTA- 
MEN- 
TE, 
DI QVAN- 
TO FAR DEB- 
BONO I GEN- 
TILHV OMINI NE' 
SERVIGI DE' LOR 
SIGNORI , PER 
ACQUISTAR- 
SI LA GRA 
TI A LO 
RO; 

Al molto magnifico Signor Mar- 
co Centurione 

Opera singolarissima e nuova. 



( 79 ) 

In fine 

Stampata in Genoa per Antonio 

licliono: nelli Anni del 

Signore. M. D. 

XLIII. 

Piccolo in 8.°, di carte 182, carattere corsivo. 

Il frontispizio, mancante iiell* esemplare universitario, è del- 
l' altra edizione del 1583, della quale a suo luogo. 

Il Soprani ( J ) dice il Grimaldi Robbio , oriundo di Chiavari, 
e « maraviglioso talento » ; e di lui cita l' opera che segue : 

Contempla tione sopra il Salmo centesimo secondo 
(secondo il computo de Latini) nella quale si contiene 
la espositione di esso Salmo ordinata per modo, che 
né dalle tradottioni Latine , né dal testo Hebraico si 
diparte , et alcuni luoghi della Sacra Scrittura, i quali 
erano per 1' adietro da molti stimati difficili, et oscuri, 
vi si fanno facili , e chiari à ciascuno E vi si dà 
oltre à ciò piena risposta à Lutherani nel fatto della 
fede, et delle Opere. E tuttociò che dal principio alla 
fine vi si dice si prova per la Sacra Scrittura: ma 
per non fastidire il lettore i luoghi delle prove son 
notati nel margine. 

Stampata nell'inclita Città di Genova per Antonio 
Bellone l'anno del Signore 1545. 

In 8.° 

Parrebbe adunque che il Robbio meritasse anche un luogo 
fra gli apologisti, se pure lo Spotorno non ebbe sue ragioni 
di assegnargli solo quelli d' etico e di filologo ( 2 ). 



t 1 ) Li Scrittori della Liguria , pag. 234. 
( 2 ) Stor. Lett. , IV. pag. 17. 



(80) 

1546, 4 Marzo. 
Il eh. Desimoni mi favorisce il documento seguente (*): 

MDXXXXVI, die X Marcii. Pro . . . solutis An- 
tonio Bellono, prò laboribus et mercede imprimendi 
capitula de vestitu mulierum. Lib. 3, sol 8. 

Qui si accenna ad una delle tante leggi suntuarie che si fre- 
quentemente si pubblicavano a que' giorni, e che prestamente 
cadevano anche in disuso. 

4 547. 

Nella R. Universitaria è la seguente, per bellezza di tipi 
non inferiore alle aldine: 

L. VITRVVII 
ROSGI PARMEN- 
SE LIBETIVS 
PR1MVS, SE- 
CUNDVS , 
ET TER 
TIVS: 
VEL GRAMMATI- 
CARVM QVAE- 
STIONVM LI- 
BRI TRES. 

GENVAE M. D 
XXXXVII. 

Al retto di A ij: 

IACOBVS LEBETIVS FER- 

rariensis Can. Reg. S. Serva toris 

Iani Flisco Canevali 

S. P. D. 

(') Dal Cartularium Reipublicae an. 1546, fol. 195 (Arch. Gov.). 









( 81 ) 
In questa dedica, la quale occupa quattro carte e il retto 
della 5. a , è il Fiesco Ganevale celebrato qual nuovo Aristide 
e qual nuovo oracolo delfico pel popolo genovese , chiaro per 
pietà religiosa , e pagatore della stampa di questi 

libro rum, quos de meo ella inscrìptos nomine nuper 
amicus meus Lucius Vitruvius Roscius mihi dicarat. 

Onde glieli manda imprimendos, dichiarando : 

Roscium ipsum usque adeo exacte, subtiliter, ac ele- 
ganter omnium, quae a grammaticis ad erudiendos ado- 
lescentiores traduntur , atque praecipiuntur , rationes 
per • sequi, et explicare; 

e lo prega: 

Ut, quoniam ipse occupatior certe es , quam ut huic 
imprimendi negotio , quantum par est , vacare possis , 
alteri cuipiam illud mandes: qui ita agat, ut in eo 
opere nec peritiam requirere, nec diligentiam desiderare 

merito quisquam possit Ex aedibus Deipa- 

rae virginis cognomento Coronalae extra Genuam urbem. 

Il resto del quaderno é occupato da distici di varii autori , 
sino ad un terzo del retto dell' ultima carta. 

Indi l'opera, che va da pagina \ a pag. 235. 

Seguono due altre pagine non numerate d'Indice; eduna 
terza, più quasi cinque linee, di 

Errata non panca 



( 82 ) 
dopo le quali : 

Gemme, apud Antonium Bel- 

lonum Taurinensem : 

anno Domini. M. 

D.XLIL 

Piccolo in 8.°, bel carattere corsivo. 

Sappiamo dal Melzi (*) che il Lebetius è Jacopo Lavezzali, 
dei Canonici regolari di S. Agostino, detti di S. Salvatore, e 
« così chiamato per latinismo da Lebes, che in toscano significa 
appunto laveggio o caldaio » ; e Roscius il parmigiano Vitruvio 
Rossi, così nominatosi per avvicinare ognor più « il suo nome 
a quel di Vitruvio, e dargli, ad imitazione di Pomponio Leto, 
una certa forma d'antichità ». 

L'opera è a dialogo, il quale comincia a pag. 14; v' è in- 
tercalato del greco, e ne è lodevolissimo lo scopo, che 

Plus ex eo uno ad bene vivendum emolumenti quam 
ex sexcentis aliis liUerariis ludi magislris capere stu- 
diosi valeant adolescentes. 

1549, 28 Giugno. 

Nella R. Universitaria e nella Durazziana, nonché presso i 
socii avv. Avignone e march. Staglieno , serbansi gli Statuti 
seguenti. 

L' esemplare universitario ha in fronte il 

VEXILLVM GENVAE () 

(') Dizionario di opere anonime e pseudonime; 1848. 
( 2 ) V. Tavola V, a pag. 72. 



(83 ) 
e sotto il titolo seguente, scritto da mano alquanto posteriore: 

Statuta Comm unita tis Levanti. 

In 4.°, di carte numerate 67; carta forte, carattere tondo. 
A tergo del frontispizio é V usata silografia di S. Giorgio (*). 
Nel retto poi di AA ii é lo stemma di Levanto, e nel rovescio : 

Jacobi Philipponi à Levanto Iuriscons. ad Patriam 
Tetrasticon; 

e sono due distici seguiti da altri tre 

Ad lectorem; 

e questi da altrettanti 

Ad Municipes, 

che terminano : 

Hunc (libnim) eme, prae manibus quaeso sit ille 
tuis. 

Nel resto del terno un po' di Prefazione; a pie' della quale 
successivamente le 

RVBRIGE 

dei tre libri, nei quali essi Statuti sono divisi. 
Il retto della carta 43 registra : 

Nomina . . . electoru ad approbanda statuta una 
cum consiliarijs; 

ed in quello poi della carta 48 si riferiscono: 

Nomina consiliariorum capitulatorum et electorum 

O V. Tavola VI, a pag. 72. 



( 84) 
presenti alla lettura fatta 

Per Nicoiau Leoninum notarium etc. 
MCCCLXXXVIII1. die. viiij. Madij. 

Finalmente, al rovescio della carta 49 e nella seguente sono altri 

Nomina consiliariorum . . . capitula emendatorum 
advocatorum . . . consiliariorum . . . quadraginta a- 
diunctorum. 

Le quali liste si trovano ripetute più volte. 

L' ultimo decreto del corpo di detti Statuti è seguito dal- 
l' approvazione così concepita, e stampata al tergo della carta 67: 

Mcccclxxv. die. xviij Octobris. 

Approbatum fuit hodie per numerum quadraginta 
presente spectabile et egregio dno Christophoro iu- 
dice vicegerete dominorum potestatum Levanti .... 
in Levante in domo heredum conda Thome taia- 

carne et lectum testatum et publicatum fuit 

per me Iohannem de montali nottarium et scribam 
alterum curie Levanti, pariterq; ad cautellam per 
uuntios curie Levanti proclamatum. 

DEO GRATIAS. 

FINIS. 

Explicit Iurium Municipalium Antiquo rum et Re- 
centiorum loci villarum ac iurisdictionis Communis 
Levanti Volumen cura et impensa Francisci Payte 
Notarii et dicti loci Burgesis castiga tissime per Ap- 
prime eruditum virum Antonium Bellonum Tbau- 
rini Pedemontarum impressum , Anno ab incarna- 
tione Gbristi Iesu M.D.XLVIIII (') die xxviij Iunij 
Felicissimae huius Reipublice Genuensis Anno, 
xxi. ►£< 

( l ) L' ultima unità ò calcata, pare, in aggiunta. 






( 85 ) 

Qui evidentemenlc il Thaurinì indica la patria/che il tipo- 
grafo nota pure in altre edizioni. 

Segue altra carta non numerata, il cui dritto è bianco e il ro- 
vescio adorno del 

VEXILLVM GENVAE 

come il frontispizio. 

Tien dietro un terno <%*, di cui la penultima carta, verso, 
chiudesi con un decreto in rozzo italiano misto di forinole curiali, 
alla data del 1.° settembre 1475. 



1550. 



Scrive r Oldoini (') 



Thomas Genturionus, Medicorum seculi . . . om- 
nium suffragio princeps . . . scripsit; De noxiorum 
humorum ( 2 ) purga tione , deque ejusdem scopis Com- 
mentarium , Genuae evulgatum anno 1550 ( 3 ). 

Di costui ci verrà fatta menzione anche alF anno 4 557. 

1550 circa. 

Dal Casalis ('*), ali 1 art. Loano : 

Eravi altre volte una tipografìa, come si scorge 
dagli Statuti locali del principe Doria, pubblicali 
colle stampe in Loano. 

(') Op. cit., p. 518. 

( 2 ) 11 testo ha, per errore manifesto : hominum. 

( 3 ) Il Soprani e lo Spotorno hanno: 1556, in-4°. Guest' ultimo (Stor. Lettor., 
111. 220) ci fa inoltre sapere essere costui della famiglia Calanis di Sarzana, 
aggregata alla nobiltà genovese ncIP Albergo Centurione. 

(') Dizionario Geografico, Storico, ecc., voi. IX, p. 407. 



( 86 ) 
Il Vernazza nel Dizionario precitato ha : 

Lorenzo Castello , stampatore in Loano nel 1619, 

detto dallo Spotorno (') animoso tipografo. 

1551. 

Abbiamo dal suddetto Oldoini ( 2 ) che il Trattato del Pur- 
gatorio e il Dialogo fra V anima e il corpo di S. Caterina 
dei Fieschi 

evulgata sunt cum vita Genuae anno 1551. 

E un belP esemplare ne conserva il eh. socio sig. avv. Gae- 
tano Avignone, alla cui cortesia sono dovuti i cenni seguenti : 

LIBRO IDE LA VITA MI' 

rabile et dottrina santa, de la beata Ca^- 

terinetta da Genoa , Nel quale si 

contiene una utile et catho^ 

lica dimostratione et 

dechiaratione del 

purgatorio 

La vignetta in legno, che qui rappresenta la Beata in ginoc- 
chio nanti il Crocifìsso, è la stessa che già notammo nel fron- 
tispizio dei Trattati della B. Angela da Foligno, sotto il 1536 ( 3 ). 
E quindi: 

Confìteor tibi pater domine coeli et terrae , quia 
abscondisti haec a sapientibus et prudentibus, et re- 
velasti ea parvulis Mathei. xi. 

(*) Voi. IV, p. 2«j6. 

( 2 j Pag. 136. 

( s j V. a pag. 69. 



( 87 ) 
A tergo del frontispizio la licenza per la stampa, della quale 
per la prima volta ci accade qui d'incontrare il cenno, e che 
è concepita in questi termini : 

Ego fra ter Hieronymus de Genua ordinis predica- 
torum hereticae pravitatis in toto Dominio genuen. 
Apostolicus Inquisitor asentio hunc librum prò spi- 
ritualium cosolatione et eruditione posse impressioni 
tradì teste manu propria. 

In 8.° piccolo, carattere tondo assai chiaro, e carta sprov- 
veduta di marca intrinseca. 
Da capo un quaderno ►£ ii , che comprende : 

Alli devoti , in Ghristo Iesu , Lettori 

cui si dicono le qui stampate 

dignissime cose da sapere, veramente tutte di ec- 
cellentissima specula tion et utilità, et massime in 
questi nostri turbolenti tempi necessarie. 

Segue poscia 

La Tavola. 

E le succede una nota di 25 correzioni degli 

errori . . . più importanti (fatti) per la frequetia et in- 
curia de la stampa. 

Succede la silografia di un 

+ ecce + tjomo + 

replicata pure nell'' ultima pagina del volume. 



(88 ) 

La vita comincia al foglio i, e segue fino al principio del 
retto i 71 , ove : 

Finisce la vita della Nobile Ma^ 

donna Cattarinetta 

Adorna. 



A tergo 



TRATTATO DEL PVR' 

gatorio della detta Beata Ma don ^ 
na Cattarinetta Adorna 



che termina a mezzo il retto del foglio 185. 
A tergo : 

DIALOGO DELLA DET/ 

ta Madonna Gatarinetta tra l'a^ 

nima, et il Corpo Insieme 

Co T amor propio, re-* 

dnto poi al spirito 

co 1' Mma/ 

nita. 

Aggiungerò col Soprani (') , che la Vita onde si è qui di- 
scorso, fu pure stampata « in Firenze per li Gionti nel 1568; 
in Venezia per Gio. Battista Bonfadino nel 1590; in Napoli 
per Francesco Savio nel 1645, sempre in 8.°; et al presente 
(1657) si ristampa in Genova per Benedetto Celle, ad instanza 
e spese del libraro Bottari, in 4.° ». Più altre edizioni sono 
inoltre citale dal P. Giacinto Parpera, nella sua Beata Cate- 
rina da Genova . . . illustrata ( 2 ) ; e lo Spotorno, nelle sue 



(') Li Scrittori ecc., pag. 71. 

(') Genova, Boltari, 1682, pag. 3-5. 



( 89 ) 
postille mss. al Soprani medesimo, soggiunge, che « la stampò 
anche il Cornino, con la solita singolare esattezza, 1743, 8.°; 
e nel frontispizio stesso del libro confessa esser lavoro di Cattaneo 
Marabotto, confessore della Santa, e di Ettore Vernazza spirituale 
di lei figliuolo. Don Gaetano Volpi, nel Catalogo del 1744 (face. 
xxn) chiama gli scritti della nostra Santa gravissime e sublimi 
opere; e nel Catalogo della Libreria Volpiana (face. 44): non si 
troverà forse altro libro in evi tanto altamente si parli dell' ec- 
cellenza del puro amor di Dio, ecc. ». 

A mia volta poi noterò che questa Vita -fu scritta origina- 
riamente in latino; e che appunto in questa lingua si legge, 
con altre memorie attinenti alla Santa medesima, in un co- 
dice cartaceo della Biblioteca Urbana, dove ha questo titolo: 
Vita B. Catharinae Adornae Seraphicae Dilectricis Dei. Ora, 
come il Belloni avea stampata fino dal 153G ( l ) la Vita della 
B. Angela da Foligno novamente tradotta di latino in volgare, 
così nel 1551 mise pure alle stampe il volgarizzamento di 
quella della B. Caterinetta. Oltre ciò, considerando come si 
l'uno che l'altro di questi volumi vennero impressi in egual 
sesto, carta e caratteri, ed ornati nel frontispizio da una me- 
desima silografia, e come Tanno 1535 uscirono del pari dalla 
stessa officina del Belloni, in somigliante formato, V Opera Spi- 
rituale del Panziera ( 2 ), crediamo averne bastevole argomento 
a dedurre con qualche probabilità che tutti i suddetti volumi 
dovessero far parte di una collezione di opere ascetiche italiane 
da quel solerte tipografo divisata ed impresa. 



(') V. a pag. 69. 
( 5 J V. a pag. 64. 



( 90) 

4 553. 

Tolgo dall' unico esemplare da ine veduto nella ridetta Bi- 
blioteca dei RR. Missionari Urbani: 

INSTITVTIO' 
NE DI VNA REPV/ 
BLICA CHRISTIANA 
PREDICATA IN SAN 
LORENZ) ALLA ILLVSTRIS^ 
sima Signoria, et felicissima Città di Ge- 
nova dal Padre Franceschino Visdo- 
mini da Ferrara, il di sette 
di Maggio 

m. r>. l. in. 

Indi l'impresa del Belloni, che per la prima volta trovo im- 
pressa ne' suoi libri ( 4 ). 
E sotto : 

IN GENOVA APPRESSO AN- 
TONIO BELLONE. 

In 8.°, segn. A-G , tutti duerni ; bel corsivo minuto, iniziali a 
disegno. 

La Predica dedicata 

ALLA ILLVSTRISSIMA, 

et Potentissima Signoria di 
GENOVA 

(') V. Tavola VII. 



TAVOLA VII. 



BELLONA 




• 



IMPRESA DI ANTONIO BELLONE. 



illsnc:i 



( 01 ) 
termina al tergo del foglio C. con questa dichiarazione: 

Frater Hkronymus Inquisitor Genuensium ordinis 

Predicatorum prò consolatone Spiri/ itali aliorum, ad- 
miltil ci obsecrutur , ni impresioni Iradalur. manu pro- 
pria subscripsi. ■ 

Al retto di C ii comincia : 

W-A.SGI]VCE3NrTO 

SPIRITVALE DI 

NOSTRO SIGNOR 

GIESV. 

E termina : 

IN GENOVA, APPRESSO 

ANTONIO BELLONE 

M D. LUI. 

1553. 

11 Soprani ( 4 ) registra di Ansaldo Giustiniano , dottóre di 
leggi, la seguente: 

Oratione nella Consiglia tione dello Stendardo al 
Signor Principe di Melfi, Andrea Doria, Generale 
della Maestà Ges: nel Mar Mediterraneo; fatto Ge- 
neral Capitano in Mare et in Terra della Serenis- 
sima Republica di Genova, recitata publicamente 
nella Cattedrale a dì 23 Ottobre 1555. 

« Questa, soggiunge lo stesso Autore, fu stampata in detto 
anno, et é senza nome di stampatore. Pag. 36, lin. 42 ». 

(') Op. cil., p. 280. 



( 92 ) 

Per chi non lo ricordasse sarà poi bene notare come 1' Ora- 
zione in discorso si riferisca alla solenne cerimonia con cui, il dì 
suddetto, nella Cattedrale di S. Lorenzo, Andrea D'Oria venne 
per mano del Doge investito del supremo comando della flotta 
genovese, che indi a poco salpò alla volta di Corsica , per 
combattervi le forze de' francesi e de 1 turchi. 

Lo stendardo serbossi fino al 1797, con più altre insegne e 
trofei della gente dei D'Oria, nella loro chiesa di San Mat- 
teo (*). 

4 554. 

La R. Universitaria conserva un esemplare scompleto di 
alcune 

Prediche del Reverendo Monsignor Cornelio Ve- 
scovo di Bitonto; 

il quale esemplare comincia dalla segnatura F ; ed alla fine 
del verso del corrispondente a K iij (son tutti quaderni in pic- 
colo 8.°). ove termina una seconda predica, si legge: 

IN GENOVA APPRESSO AN- 
TONIO BELLONE. 
M. D. LIIII. 

Segue una terza predica, colle segn. AA — DD iii. 

IL FINE. 

Carattere corsivo minuto. 

Non è forse questa che una riproduzione della bella edizione 
veneta in 4.° di Gabriele Giolito del 4 553, la quale comincia 

(') V. D' Oria , La chiesa di San Matteo , ecc. ; p. <I7. 



( 93 ) 

dalla Predica, mancante nell'esemplare universitario, « falla 
in Genova la seconda festa della Pentecoste, celebrandosi il ca- 
pitolo generale de 1 frati minori conventuali l'anno M. D. LUI ». 

Sappiamo dall' Ughelli (') essere il sullodato Monsignore Fr. 
Cornelius Mussus Placentinus, ordinis minorum convenlualium, 
nobilibus parentibus natus , concionator saae aetatis florentis- 

simus Claruit in Concilio Tridentino, cuius eloquen- 

tìam non semel admirati sunt Patres. 

Delle prediche « belle, et adorne (dice Camillo Camilli nella 
dedica a Luca e G. B. Grimaldi, in data di Venezia i.° set- 
tembre 4 553), di quei lumi che suol mostrare al mondo così 
raro intelletto », fecero poi, tra gli altri, una bella edizione 
i Giunti in due volumi in 4.° nel 1587; e la ripeterono il 
1590 ( 2 ). 

1554, 
Il Lasor già citato ( 3 ) ha questa nota: 

Antoni Frumentii Epistolae duae , continentes 
praeparationem ad Historiam et Acta Genuensium. 
Genuae, 1554: gallice. 

1554. 

Nota il Giustiniani ('') che Francesco Imperiale-Terrile 
scrisse : 

De Medicina Libri duo. Genuae, apud Antonium 
Bellonium, 1554. 

In 4.° 

(') Italia Sacra, tom. VII, col. G90. 

( 2 ) V. sotlo il 1591. 

( 3 ) Voi. I, p. 435. 

( 4 ) Op. cit. , p. 239 , col. 1. 



( 94) 

Altre opere del medesimo Autore verranno da noi registrate 
sotto gii anni 1560 e 1575. 

Lo Spotorno dice il suddetto Francesco « medico della no- 
bile famiglia Terrile; il quale prima del 1576 era detto sem- 
plicemente Imperiale, o Imperiale-Terrile; per quella legge del 
1528 che avea posto i Terrile nell'Albergo Imperiale; ma dopo 
il 76 ripigliò il suo vero casato ». Mori egli l'anno 1580, 
« onorato da Giulio Guastavino, sommo conoscitore dei buoni 
ingegni, con orazione funebre latina, impressa con versi la- 
tini ed italiani in lode dell'egregio defunto ( 4 ) ». 

1555. 

Nella Civico-Beriana: 

DIALOGO INTI 
TOLATO COLLIRIO 

DELLA MENTE, COMPOSTO DAL SERVO 

DI IESV CHRISTO FRATE PIETRO^ 

MARTIRE DA GARRESSIO DEL/" 

L'ORDINE DE PREDI.* 

CATORI . 

,LI INTERLOCVTORI SONO 

ADDIA, AMATIMO, ATHENOBIO, 

SABETIO, E CAINAM. 

Indi una silografia dell'Annunziata. 
E sotto: 

IN GENOVA 

A tergo del frontispizio: 

(') Spotorno, Stor. Lett. , III. 227. L'Orazione del Guastavino (soggiunge- 
remo col Giustiniani, p. 475, col. 2) uscì a stampa in Pavia, per Giovanni 
Bartoli, in 4.°. 



( 98 ) 

PROEMIO DEL PRE- 
SENTE DIALOGO 

Il quale comincia in capo al retto di A iii. 

In 8.°, di carte 4 40 in carattere tondo, più altre due del 
detto Proemio. 

In fine del retto di e. 410: 

STAMPATA IN GENO/ 
VA APPRESSO AN- 
TONIO BEL- 
LONO. 
M D L V. 

4556. 

Nella stessa Biblioteca è pure la seguente , della quale il 
Soprani (*), e dietro di lui POldoini ( 2 ), ci hanno eziandio 
conservata memoria. 

ANTONII 

I VSTINI AN 1 ROCCA- 

TALI AT AE AD BENE D 1- 

CT VM RVSCAM 

SCR IBA 

CVIVSDAM SCRIBAE SVM- 

NIVM AD NICOLVAM ZI- 

GNAIGVM EODEM 

AVTORE 



(') Li Scrittori della Liguria, pag. 41, 
( ! ) Athen. Ligust. , pag. 31 . 



(96) 
E sotto la impresa belloniana, già da noi notata all'anno 
1553 (*). 
Indi: 

GENVAE. 

In 8.° Segnature: A-C, quaderni di carattere corsivo minuto 
e nitido, e D duerno di carattere tondo. Bella edizioncina, e 
buona carta. 

Al retto di A ii comincia la dedica 

Hieronymo Pallavicino Coronato, Et 
Vincer) tio Grillo biscolo 

nella quale V autore dice essersi deciso a pubblicare queste sue 

studiorum primitias, . . . cimi . . . viderem tabel- 
lionis artem ad imum artium nostrae urbis mere lo- 
cum, multosque nostri temporis scribas , et si doclis- 
simos , labentem, non adiuvare; 

e per esserne stato pregato da Benedetto e Giovanni 

consanguineo amicoque. 

E parlando ai due dedicatarii ed amici di altri scribi suoi ab- 
bietti avversarli, soggiunge : 

Sed ne me iam vietimi pulent , illud sciant, non li- 
cere ipsis iure scripta mea reprehendere, nisi prius et 
ipsi scriptum aliquod edant, etc. Ex aedibus nostra 
Sexto Calendas furdj anno a deipare virginis partii. 
M.D.LVI. 

(') V. Tavola VII, a pag. 90. 



( 97 ) 
Al tergo di A riij seguono quattro distici 



VINCENTII GRILLI 

BISCOTI AD LE- 

CTORES. 



E viene appresso: 

PRAEFATIO AD 
SGRIBAS 

la quale occupa altre due pagine. 

Indi comincia un dialogo tra Benedetto e Francesco, che di- 
fendono 

nobilissimam scribarum arlem adversus calumniatores, etc, 

siuo al principio dell'ultima pagina del quaderno C, senza 
mai un a verso. 

Il duerno D é occupato, sino ad un terzo del diritto dell* ul- 
tima carta, da esametri che portano questo titolo: 

CVIVSDAM SCRIBAE SVM- 

NIVM AD NICOLA VM ZJ> 

GNAIGVM EODEM 

AVTORE 

L' Oldoini aggiunge che il Roccatagliata evulgavit . . . car- 
mina . . . tum latina cum etnisca in laudem liberti Folietlae 
ac Pauli Morigiae; e lo Spotorno, nelle sue postille mss. al 
Soprani (*), ci fa più chiaramente sapere che « lodò il Foglietta 
con epigramma latino di sei versi ». 

(') Esemplare della R. Universitaria. 



( 98 ) 

1557, 15 Gennaio. 

Tommaso Centurione-Galanis O stampò l'orazione detta in 
Senato al nuovo doge Pier Giovanni Chiavega ( 2 ) : 

De vera principis laude, babita xvi kalen. Fe- 
bruarii 1557. 

4 557, Settembre. 
Nella R. Universitaria : 

CRIMINALIVM IVRIVM 

CIVITATIS GENVENSIS 
LIBRO DVO. 

Indi il 

VEXILLVM GENVAE ( 3 ) 

E sotto: 

Excudebantur GENVAE cura: et diligentia Antonij 

Beloni DVCAL1S Typograpbi : Anno a Chri- 

sto nato Septimo et Quinquagesimo supra 

Sesquimilesimam Mense Septembris. 



(') V. all'anno 1550 , p. 85. 

( 2 ) V. Sopram, Li Scrittori ecc., p. 269; Spotorno, Stor. Letter.,ll\. 220. 

( 3 ) V. Tavola V , a pag. 72. 



( 99 ) 
Nel tergo del frontispizio : 

PRIVILEGII SVMMA. 

Senatus genvensis privilegio vetitvm 
est neqvis praeter antonivm bellonym 
hoc opvs ivrivm criminalivm g e n v a e 
excvdat ne've alibi e x c v s s v m venda t 
in ditione genvensis pvblicationis 
librorvm omnivm decem'qve scvtorvm 
a v r i i l l i q v i a d v e r s v s horvm q v i d p 1 a m 
fecerit mvlta indicta. 

V B E R T V S. 

Indi 5 pagine non numerate le quali contengono: 

INDEX TITVLORVM. 

Poscia una sesta di versi latini, e quasi altre 4 di dedica, in- 
titolata: 

ILLVSTRISSIMO D*VCI MAGNIFICISQVE 

GVBERN ATORIB. AC P R C V R A T R I R. 

NICOLAVS IAC. F. GENTILIS SENAREGA 

IVRE CONSVLTVS. STEPHANVS ANG. F. 

CATTANVS. PETRVS IOANNES 

BARPT. F. CIBO CLAVICA. 

Bella edizione in foglio di pagine numerate 90, carattere tondo 
assai chiaro. Al retto dell' ultima di queste leggesi poi una scusa 
dello stampatore , che avverte di cinque mende sfuggite a lui 

homo. . . binoculus: non Argus (*). 
(') V. sotto 1' anno 1573. 



( 100 ) 

4 557, Ottobre. 
Nella stessa Biblioteca: 

REF0RMATI0NES 

ROTAE GENVAE 

AEDITAE 
ANNO M. D. LVI1. 
Indi il 

VEXILLVM GENVAE («) 
E sotto: 

GENVAE. 

Al retto di A z, sotto il titolo ripetuto dell' opera colla giunta 
Mense Octobris, è 1' ordine di osservanza, sottoscritto Ubertus 
come il precedente. 

Al tergo: De officio eie., con iniziale a disegno, e carattere 
tondo sin quasi alla fine del secondo quaderno, segnato nella 
quarta carta, per errore tipografico : A 4. 

Segue l'Appendice, di che all'anno 4572. 

4557 



Dal Vernazza precitato ( 2 ) si raccoglie che lo stesso Bellone 
stampò in Genova il 

Liber elucidationis 

di frate Francesco Meddense, dedicato alla Città di Torino. 

H V. Tavola V, a pag. 72. 
(*) Pag. 24. 



LIBRARY 

OF THE 

::ive~ 



TAVOLA Vili. 




ALTRA IMPRESA D : ANTONIO BELLONE. 



( 101 ) 
1559. 



Nella R. Universitaria 



RISPOSTA IN 

DIFESA DELLA VE'* 

RITA' CATHOLICA DEL 

PURGATORIO. 

DATA DEL REVERENDO PADRE 

Frate Angelo Zampa di Cremona dell' or- 
dine de' Predicatori , coir a uno scritto 
mandatogli da predicanti lute- 
rani in Valtollina. 

Indi l'impresa belloniana entro cornice ('), diversa dalla 
già notata agli anni 1553 e 4556 ( 2 ). 
E sotto : 

IN GENOVA Appresso Antonio Bellone. 1559 

Nel tergo: 

Stampata con approbatione et fede 

del Reverendo Monsignor Egidio 

Vescovo di Cavorli et Vicario 

archipiscopale di Genova et 

del Reverendo padre fra 

Hieronimo da Genova 

dell' ordine de' predi 

calori inquisito 

re di Gè 

nova. 

(') V. Tavola Vili. 
(*) V. a pag. 90 e 96. 



( 102 ) 

Seguitano 9 pagine non numerate, di carattere corsivo: 

AI CATHOLICI DI TE 

Io IN .VALTOLINA 
sottoscritte: 

FRATE ANGELO. 

Indi carta 4 — 100, di carattere tondo anzi grosso che no. 
In 8.° piccolo. 

1560. 

Nella R. Universitaria: 

IL LIBRO 

DI GALENO DEI 

BVONI, E TRISTI 

CIBI, 

Tratto dal Greco 

Per M. Francesco Imperiale, et à beneficio 

di ciascuno, che desidera di vivere 

sano, mandato in luce in lin^ 

gua volgare. 



Impresa belloniana come la precedente (') 

IN GENOVA 

Appresso Antonio Belloni. 

M. D. LX 



f 1 ) V. Tavola Vili- 



( ior> ) 

In 8.° piccolo, bel corsivo chiarissimo, di carte 32, dedicato: 



AL MOLTO MAGNI," 

CO (') S. IL S. NICOLO 

CHE FV DELL' ILLV" 

STRISSIMO CARDIA 

NAL DORIA 

1560. 

Nella stessa : 

V I .A G- Gr I O 

ET POSSESSO' 

DI CORSICA 

NEL MESE DI 

SETTEMBRE 

Del. M. D. LVIIII. 

Co' 1 suo ritorno da la Bastia à Genova 

Composto da Giulio Vertunno 

Padovano. 

Cangiando sorte Cangio habito, e forma 
Impresa belloniana come sopra ( 2 ). 

In Genova M. D. LX. 
In 4.° Segn. A n — Fu (duerni) ; bel carattere corsivo. 

Dedica (in car. tondo) 

Al Nobile Signor Mattheo Gentile 
il Secretarlo 

(') Sic. 

(') V. Tavola Vili, a pag. 101. 



( 104 ) 
cui dice averlo veduto 

in Venetia sotto la disciplina del dottissimo Paolo 
Manutio , 

col quale si rallegra 

di sì rara fattura sua; 

e vuole che 

sotto nome suo queste stanze escano in luce. 

A carte 3 cominciano poi dette stanze, od ottave, impresse 
a mo' di distici, coir intestazione 

Al molto Magnifico Signor 
Vberto Spinola 

al quale, gaudente nel suo ameno Quarto, dice nell'esordio: 

Del Purgatorio udite hora le pene. 

E descrive in versi, non del tutto spregevole imitazione del- 
l'Ariosto, la sua navigazione, cominciando dai luoghi notevoli 
della Riviera occidentale, ove è: 



Ed 



San Pier d' Arena che nel monte e al piano 
Di bei giardini ha si famoso nome. 

un poco più lontana 

La villa della bella Alma Sultana. 

Ecco poi Pegli d' alta prospettiva 
Per diversi bei luoghi almi e divini. 



( 105) 
Indi prosegue , dicendo : 

Ma de la villa sol convien eh' io scriva 
Ch' è di due gran fratelli Lomellini. 

Ed infatti la loda sovra ogni altra 

Per vaghezza di fonti e di giardini; 

fino a paragonarla con la Villa Tiburlina d'Adriano. 
Arde quindi incensi all' 

alma Lomellina 
Maria di rara e gran beltà divina. 

Della quale 

sotto un bel colle 
Si vede la hegal stanza divina, 
Che per sito gentil, lascivo e molle 
Par l'albergo d' Amor che fece Alcina. 

S'augura infine, che questi suoi versi 

Onde lodar da te mi sento e veggio , 
Restino in questi siti almi e felici 
A cui nuli' altro bel sito pareggio. 

In fine si legge: 

Impresso in Genova appo Anto- 
nio Belloni 
Neil' anno M. D. LX. 

Non é fatto cenno d'alcuna licenza, 



( 106 ) 



1562. 



Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana: 
DELLA 

ENEIDE DI VER.» 1 
GILIO IL QVARTO LIBRO 
TRADOTTO IN OTTA,»- 
VA RIMA PER M. GIO. BAT' 
TISTA FILIPPI GENO'' 
VESE ALLA 
SIGNORA PELLEGRINA GEN- 
TILE, ET ALTRE RIME AGGIVN- 
TE DEL MEDESIMO 

Impresa belloniana, come le antecedenti ( 1 ). 

IN GENOVA APPRESSO ANTO'' 
NIO BELLONE L' ANNO M.D.LXII. 

In 4.°, bel carattere corsivo, di pag. \ 72, più 4 di Tavola. 

Nella Dedica (in carattere tondo) dice : 

Essendo avvenuto, che vada attorno scorretto, 
sotto altro nome, et indirizzato a donna, ch'io mai 
non vidi, quel quarto libro della Eneide, il quale ad 
istanza di V. S. frettolosamente io tradossi in ottava 
rima l'Agosto passato, mentre, che ne gli amenis- 
simi suoi giardini di Cornigliano, i quali avanzano 
quei d'Alcinoo, e dell' Hesperidi, lietamente si me- 



('; V. Tavola Vili , a pag. 101. 



( 107 ) 

navano i giorni di quella estate in honorata, e dol- 
cissima Compagnia: ancor' ch'io havessi insino 
à qui contrastato à molti amici, che caldamente mi 
richiedeano di farlo imprimere, non ho potuto hora 
mancar, che no' 1 facessi. . . . benché la fretta di re- 
mediar' alla perdita delle mie fatiche , quantunque 
picciole, m' habbia impedito di dargli quella perfetta 
limatura che necessaria giudicava, ecc. Di Genova il 
Mese di Luglio dell' Anno 1562. 

A pagine 6 e 7 son due sonetti di M. Pantaleo Gentili a M. 
Gio. Battista Filippi; ed a pag. 8 un altro di A. Terminio alla 
Signora P. G., che è la suddetta Pellegrina Gentile. 

A pag. 9 cominciano le ottave del Filippi, che ben ventitré 
ne manda innanzi, come introduzione, al detto libro quarto, 
che va dalla pag. \7 alla 62. 

Da p. 63 a p. 89 sono:* 

STANZE 

DEL MEDESIMO 

AL SIGNOR AN^ 

TONIO SPINOLA. 

Nelle quali versa a piene mani elogi alla villa di Cornigliano, che 

Il pregio di beli ade . . . tiene 
Nel ligustico seno, ove si stagna 
Il picciol fiume, che col vago, e lento 
Corso sempre dimostra il puro argento (*), 

Ed anche maggiori suonano quelli 

dei .cavalier gentili, 
Ch' hanno ivi albergo, de le sagge e belle 
Donne, de gli alti egregi), e signorili, ecc. 

(') Il torrente Folce vera. 



( 108 ) 

Il resto sono poesie varie senza titolo, sino a pag. 4 69, ove 
un sonetto « del Magnifico M. Gio. Camilla a M. Gio. Bat- 
tista Filippi » , seguito da altro allo stesso « della Signora 
Diana » ; quindi da due « di M. Pietro Contestabile » e final- 
mente da due altri, « di M. Scipione Metelli » e « di Alaramo 
Henrico ». 

Il Metelli dice al Filippi, che della squilla virgiliana 

al par ven gite col pregiato 

Stil vostro , ond' altri invan giungervi spera. 
Per lo che: 

dal tenebroso oblio serbato 

Rimarrete con fama eterna e vera. 

Certo, ei fu verseggiatore felice. 
L' Henrico pure l'esalta assai, fino a conchiudere che 

. . . non pur al più sovrano honore 
Ten vai Dian ; ma Giano ancor n' ascende 
Fregiato al del d'ostro, di gemme, d'oro. 

Con che mi pare determini il luogo di nascita del Filippi, cioè 
Diano. 



562. 



Dal Soprani: 

Stephani Angeli F. Gattanei Voltae Pa tritìi Ge- 
nuatis de laudibus Peges ('), ad illus trissimum Ada- 
mum Centurionum Carmen. In Genova, appresso 
Antonio Belloni, 1562. 

In 4.° 

(') Pegli. 



( 109 ) 



1563. 



Nella R. Universitaria: 



CONTEXTVS 

VNIVERSAE GRAM-" 

MATICES DESPAV 

TERIANAE 

PR1MAE, PARTIS, SYNTAXEOS, 

artis verificatoriae , et figurarum: ciim 

suorwm Commentariorum epitome, 

quàm fieri potuti brevissime 

concinnata per 

IOANNEM PELISSONEM 

CONDRINENSEM. 



Impresa belloniana (*) 



GENVAE APVD ANTONIVM 
BELLONVM. M. D. LXIII. 



In S.° piccolo, di carie numerate 134; carattere corsivo e 
romano. 



0) V. Tavola Vili, a pag. 101. 



(110 ) 
1566. 



Nella stessa: 



RVDIMENTA 

PRIMA LATINAE 

GRAMMATI" 

CES. 

IO. PELL1SSONE 

CONDRIENSI 

AVTORE. 

Modus examinandae Constructionis in 
oratione per eundem. 

Impresa belloniana senza cornice (*) ; formato e carattere 
come la precedente; carte numerate 89. 

La dedica a Claudio di Tournon , reca la data del 4 529, 
Parisiis e Coqueretio. 

4 567. 

Dall' Oldoini ( 2 ): 

Cyprianns Pallavicinus Archiepiscopus Genuen- 
sis renuntiatus anno Salutis 1567, cum plnres an- 
nos politiorilras literis , ac Philosophiae dedisset ope- 
ram , ad sacram deinde doctrinam convertens ani- 
mum, hand contemnendos habnit progressus in 
Populorum commodum que in fide instruebat. Ar- 
chiepiscopus Synodum collegit, cuius decreta Ge- 
nnae pluries typis tradita sunt ( 3 ). 

(*) V. Tavola VII, a pag. 90. 
(*) Op. cit., pag. 445 e seg. 
(") V. sotto il 1586. 






( 111 ) 

1568. * 
Nella R. Universitaria, nell'Urbana e nella Durazziana: 

LEGGI DELLE 

COMPERE DI. S. GIORGIO, 

DELL' ECC. MA REP. CA DI GENOVA, 

RIFORMATE L'ANNO 

M. D. LXVIII. 

DISTINTE IN 
TRE LIJJRI. 

Indi la silografia S. Giorgio (*). 

IN GENOVA APPRESSO 

ANTONIO RELLONE. 

M. D. LXVIII. 

In foglio; caratteri romani, iniziali a disegno, di pag. nu- 
merate 165. 
A pag. 3, dopo il Proemio (in corsivo) : 

/ nomi de' Magnifici Signori Vfficiali riformatori 
delle presenti leggi .... 

A pag. 165 il monogramma e l'autenticazione di Francesco 
Cibo-Montebruno, notaio e sindaco delle Compere. 
In fine : 

GLI ERRORI CORSI NELLO 

Stampare . . . oltre ad alcun' altri che non 
si notano per essere di poco momento. 

E sono una pagina e mezza ( 2 ). 

(') V. Tavola VI , a pag. 72. 
(*) V. sotto l'anno 4593. 



( 112 ) 

1568. 
Nell'Urbana: 

Vernarti super meMtatiime 

30nominiasae jjJassìanis 

Christi 

Indi una bellissima silografia rappresentante la Crocifissione; 
che, allo stile, accenna essere stata intagliata nelle prime 
decadi del secolo xvi , ed è indubbiamente di scuola italiana. 

damine ttpuì) ^Intonium JMUmum 
iU 3D £ oiii. 

Nel tergo del frontispizio la silografia già altrove accennata (*): 

+ tea + Ijoma + 

In 4.°; carattere semigotico assai grosso. Iniziale a disegno. 
Segnature 21 ij — "€ ij. 



1568. 



Nella Durazziana: 



Constitutiones et decreta condita in Diocesana 
Synodo Lunensi et Sarzanensi, sub Illustrissimo et 
Reverendissimo Benedicto Lomellino Cardinali. Ge- 
nuae, 1568, Bellonus. 

In 4.° 
(') V. a pag. 87. 



( 113 ) 

Trascrivo questo titolo, più esplicito, dallo schede che si 
vanno facendo dall'operoso sig. Giuseppe Castelli, impiegato di 
questa Regia Universitaria, dei libri provenienti dalle soppresse 
congregazioni religiose; del qual libro duolmi di non poter dare 
per ora altro cenno. 

Solo aggiungerò che il sullodato Vescovo é ignoto affatto al 
Semeria ('), e che lo ricorda lo Spotorno ( 2 ), senza far motlo 
di dette Costituzioni, benché accennate dall' Oldoini ( 3 ). 



1568. 



Scrive il Soprani ( 4 ), che « Matteo Aldovrandi, còrso, valse 
molto così in prosa come in verso ; ... ma essendo man- 
cato di vivere nel fiore degli anni ci ha lasciata solamente 
un'opera intitolata : 

Lettere Amorose In Genova, appresso Antonio 
Bellone, 1568 

In 8.° Però alcune rime di costui ci avverrà di notare in 
appresso. 

1568, 1569. 

Nella Civico-Beriana é il seguente Trattato di Frate Ago- 
stino Clavario, già slato innanzi pubblicato in Roma dal Biado, 

(') Storia ecclesiastica di Genova e della Liguria; Torino, 1838; Secoli 
cristiani, ecc.; Torino, 1843. 
(*) Stor. Letter. Ili, p. 180. 
( 5 ) Athen. Ligust. , p. 106. 
(') Op. cit., pag. 211. 

8 



( 114 ) 

impressore camerale, in 4.°, la cui edizione serbasi nella R. 
Universitaria : 

TRACTATVS * 

DE GAMBIIS A' REVERENDO PA- 

TRE FRATRE FABIANO GENVENSI, ABSOLVTISSI- 

MO THE0L0GO ECCLESIAE SANCTI MATHEI 

DE GENVA ABBATE IN LVCEM EDITVS 

ATQ; AB EODEM DILIGENTISSIME 

EXAMINATVS ET IN MELIVS 

REFORM ATVS. MVL- 

TISQ; ADDITIO- 

NIBVS LOCV- 

PLETATVS. 

Indi una silografia di santo Agostino , che dà la regola ai 
monaci; e sotto: 

GENVAE APVD ANTONIVM BELLONVM 
M. D. LXVIII. 

Il che pure si replica in fine del volume. 

In 4.°, di bel carattere romano di pag. numerate 96, a cui 
fanno seguito altre cinque di Tavola. 

Lo dedica al cardinale Seripando ; col quale si dice sia 
stato appunto al Concilio di Trento: 

Frater Fabianus Clavarius emsdem ordinis, Con- 
gregationis Sanctae Mariae de Gonsolatione. 

L' Universitaria ha inoltre dello stesso Trattato un esem- 
plare , che al luogo della silografia di santo Agostino reca l' im- 






LIBRARY 
OF THE 

uve: 



TAVOLA IX. 




GRANDE IMPRESA BELLONIANA. 



( US ) 
presa belloniana ('); e soito ha la data: 

GENVAE 

APVD ANTONIVM BELLONVM 

M. D LXVIIII. 

1568, 4569. 

Il Mazzucchelli ( 2 ) cita alcune Stanze d' Jacopo Bonfadio; e 
dice che si leggono a car. 65, 69, 75 e 79 delle 

Stanze di diversi raccolte da Cristoforo Zabata. In 
Genova . appresso Antonio Bellone, 1568 e 1569. 

Credo non inutile il soggiungere come un Bartolomeo Zabata, 
o Zappata, si vegga presso lo stesso Mazzucchelli ( 3 ) pubblicare 
opere in Torino, nel 1658 e seguenti. 

1569. 

Nella Givico-Beriana : 

AJXTTOIISriI FRAMVRII 

PRO RELIGIONE 

ORATIO 

Impresa belloniana assai più ricca, e di proporzioni maggiori 
delle due precedentemente notate ( 4 ). 
E sotto : 

GENVAE APVD ANTONIVM 
BELLONVM M. D. LXIX 

In 4.°; carattere corsivo nitido. Segn. A — C iij. 

(') V. Tavola Vili, a pag. 101. 

(') Op. cit. , Tomo II, Par. Ili, pag. 1616. 

( 3 ) Id. ibid. , pag. 1661. 

( 4 ) V. Tavola IX. 



( 116 ) 
Dedica in bel carattere tondo: 

MAGNIFICO DOMINO 

NICOLAO SPINVLAE 

IVRISCONSVLTO PERITISSIMO 

ORATORIQVE ELOQVENTISSIMO 

al cui giudizio l'Autore dice, a pag. % di averla prima sot- 
toposta ( J ). 

L' Orazione poi è diretta. 

AD AMPLISSIMVM AG 

REVERENDISSIMVM ARGHIE- 

PISGOPVM GENVENSIVM 

CYPRIANVM PALLAVIGINVM 

ET SACERDOTES. 

1570. 

Dal Soprani ( 2 ): 

Selva di varie cose piacevoli ( 5 ) di molti nobili, et 
elevati ingegni. In Genova, appresso Antonio Bel- 
lone, 1570. 

In 16.° 

Queste cose piacevoli dice quindi essere le « poesie stam- 
pate per opera di Cristoforo Zabata » , che P Oldoini scrive 
Zappata, dicendolo impropriamente genuensis ( 4 ), e con giu- 

('j Dello Spinola non vedo cenno nello Spotorno, comecché lodato dall' Oldoini. 

(*) Pag. 13. 

( 3 ) A pag. 226 la dice invece : Selva di rime piacevoli. 

(*) Oldoini, pag. 239. — Da Oneglia lo dice Gilasio Gutelivense, cioè P. Ruele 
nella Scanzia 23, p. 39 delle Biblioteca volante, ap. Melzi, Dizionario ecc., 
all'articolo Ragionamento di sei nobili fanciulle genovesi ecc., pubblicato da 
Girolamo Bartoli in Pavia l'anno 1583, e del quale esso Zabata è l'Autore; 
cosa ignorata, pare, dallo Spotorno. 






( H7 ) 
stozza amoeno praeditus ingenio; il quale seria ac jocosa summa 
facilitate tractavit. Scripsit enim carmina plura patria lin- 
gua, eie. 

Nella Selva anzidetta sappiamo dal Soprani stesso (*) essere 
inseriti « li Capitoli seguenti, cioè : In lode della Guerra. In lode 
della Furfanteria. La Mascherata, in ottava rima », scritti 
« con dilettevol metro » da « Alessandro Spinola detto il Ca- 
pitano », che « hebbe la destra egualmente pronta alla spada, 
et alla penna ». 

Ivi sono pure, a detta sempre del Soprani ( 2 ), molte rime 
di « Paolo Foglietta fratello d'Oberto, che fra' poeti fu il 
primo inventore del Genovese Parnasso. Fiorì nel \ 520; et in 
lingua materna scrisse con ammiratione del Mondo ogni sorte 
di rime » ; le quali rime, in detta Selva, « à distintione del- 
l'altre, segnate si vedono con le seguenti tre lettere M. P. C, 
che significano di Messer Paolo Catanio; alla qual famiglia 
fu egli ascritto per la legge del 1528. » Or queste iniziali, nel- 
l'Indice dello Zabata erroneamente s'interpretano: Messer Paolo 
Capurro. 

157Ó, 1.° Marzo. 

Utilissimo a conoscersi, e per la ligure tipografia e per un 
opera meritamente encomiata dal conte Sclopis nella sua dotta 
Storia della Legislazione italiana ( 3 ), è il seguente decreto : 

HENRY par la grace de Dieu Roy de France et 
de Pologne . . . Nostre feal et bien amè Antoine 
Roccagliata fìlz de Hierome Roccatagliata , nous a 
fait entendre quii ha deliberò faire imprimer un 

(*) Pag. 226. 

(') Ibid. 

( 5 ) Voi. Il, Par. II, pag. 415 della nuova ediz. : Torino, 1836 e seg. 



( 118 ) 

livre intitulè Decisiones Rotae Genuae de Merca- 
tura et pertinentibus ad eam , de son impression 
quii a eu subz le nom de Marc Antoine Bellone. 

E gli accorda il chiesto privilegio. 

Altro privilegio del Viceré di Sicilia, del 26 Ottobre 1578, 
dice che il sullodato Roccatagliata : 

Ha rissoluto di far stampare nella sua stampa, 
che ha in Genova sotto nome di Marc' Antonio Bel- 
loni le Decisioni ecc 

Queste vennero poi pubblicate dallo Ziletti a Venezia il 1582, 
in fol. di carie numerate 270, più 54 d'Indice alfabetico, ove 
sono a vedere, coi precitati, anche altri decreti. 

In fine dell'opera si legge : 

GENVAE. M. D. LXXX1. 

È dedicata: 

SERENISSIMO PRINCIPI 

NICOLAO DE AVRIA 

Reipublicae Genuensis Duci. 

La qual dedica reca la data di Genova, l.° Ottobre 1572, 
senza alcuna sottoscrizione. 

Decifri altri, se può, il dirsi da Rodolfo II Imperatore e 
da Filippo Re di Spagna, in due loro privilegi del 5 Gennaio 
1582, che dette Decisioni sono di Marc' Antonio Bellone. Quello 
di Francesco II de' Medici, Granduca di Toscana, del 3 Agosto 
1579, le dice: 

Opus ... ab excelienti domino Marco Antonio 
Bellonio I. V. G. cumula tissime digestum , nuper 
Typis, singulari industria ac virtute magnifici et no- 



( 119 ) 

bilis viri Antonii Roccatagliatae Illustrissimae Rei- 
pubi. Ianuen. Supremi Secretarli demandatum, seu 
propedie demandandum. 

1570. 

Il Mazzucchelli (') ricorda: 

Selva di varie cose piacevoli di molti nobili ed ele- 
vati ingegni, non più per l' addietro veduta, ecc. In 
Genova, per Antonio Bellone, 1570. 

In 12.°. 

E soggiunge che a car. 32 di detta Selva si legge un Ca- 
pitolo del Bonfadio., 

1570 circa. 

Credo pure opportuno citare dall' Oldoini ( 2 ), benché io non 
ne abbia potuto trovare altro riscontro, quanto segue: 

Io. Baptista Bracellus genuensis, Iacobi . . . pro- 
nepos , . . Episcopus Ecclesiae Lunen. Sarzanen . . . 
anno 1590 . . . morte sublatus. . . . correxit . . . Ia- 
cobi Bracelli proavi sui libros de bello adversus Al- 
phonsum etc , novisque typis excudit. Edidit etiam 
in 4.° Genuae: De Genuensibus Scriptoribus. 



1571 



Nella Durazziana e nella Libreria Brignole-Sale, (al cui esi- 
mio Bibliotecario, sig. canonico Luigi Jacopo Grassi, debbo la 

(') Op. cit., pag. 1616. 
(') Athen. ecc., pag. 313. 



( 120 ) 
seguente descrizione), nonché presso il eh. socio avv. Avignone: 

STATVTI CIVILI 

ET CRIMINALI 

DELL'ISOLA DI 
CORSICA. 



Indi il 



E sotto 



VEXILLVM GENVAE (') 

IN GENOVA, 

Appresso Antonio Bellone , 
MDLXXI. 



La facciata dopo il verso bianco del frontispizio contiene 
una breve dedica : 

all' illvstrissimo et 

eccellentissimo 

signor dvce 

illvstriss. sig. governatori 

et procvratori dell' eccelsa 

repvblica di genova. 

La pagina seguente ha il decreto di pubblicazione, in data 
del 7 Dicembre 1571 , sottoscritto dal cancelliere Gio. Ago- 
stino De Franchi. 

Il resto del volume ha : di Statuti civili facciate 57 , e di 
Statuti criminali facciate 66, numerale separatamente. 

H V. Tavola V, a pag. 72. 






( 121 ) 

Segue la Tavola dei capitoli (57 civili, 80 criminali), che 
si contiene in altre facciate 7 non numerate. 

Vengono appresso i Registri, quindi la ripetizione delle sur- 
riferite indicazioni tipografiche; e finalmente la silografia di 
S. Giorgio (»). 

La forma del volume sarebbe a misura di 4.°, ma è accon- 
ciato a fogli di 12 facciate, in bel carattere romano; iniziali 
a disegno. Segnature : A -E iij nella prima parte, ed A-F iiij 
nella seconda ( 2 ). 

1571. 

Nella Durazziana, nella Fransoniana e nella R. Universitaria: 

COMPENDIO 

D' ANTONIO DOMA 

DELLE COSE DI SVA NOTITIA 

ET MEMORIA OCCORSE AL MONDO 

NEL TEMPO DELL' IMPERATORE 

CARLO QVINTO 

IN Genova , Appresso Antonio Bellone 
M D LXX1. 



In fine 



In 4.°, di pag. 141, carattere corsivo. 

A pag. 4 dice : 

Mosso dal zelo della verità, scriverò succintamente le cose 
ecc. E delle qualità, et attioni di quel grand' huomo (Carlo V), 
a parte de quali mi sono ritrovato presente, persuadendomi 
che altri le scriveranno più compitamente, e mi contento darla 

(') V. Tavola VI, a pag. 72. 

0) V. le Addizioni, sotto il 1573, pag. 129. 



( 122 ) 

fuori al presente, acciocché se alcuno vorrà contradire, e lo 
metta in scritto, <$' io non ne darò ragione, sia tenuto V ap- 
passionato o male informato. 

Del quale Carlo V così a pag. 141 termina l'elogio: 

Furo cosi cangiante in lui la severità, e la Humanità che 
per questa pareva a suoi creati fratello, e per quella era da 
loro temuto, et havuto in grandissima riverenza. 

Una variante di questa edizione m' è fatta osservare dal eh. 
Desimoni in Ire esemplari posseduti dalla Biblioteca Urbana , 
nonché dai eh. socii march. Massimiliano Spinola e march. 
Marcello Staglieno ; i quali esemplari , di carta più sottile e con 
marca diversa (croce entro circolo), portano nel frontispizio, 
sotto lo stesso titolo qui posto , V impresa belloniana di gran 
dimensione ('), ed appresso di questa la data del luogo di stampa 
ecc., come sopra. Chiude poi l'ultima pag. 141, la leggenda 
in carattere tondo : 

Con Licentia de Superiori. 

L' esemplare universitario era forse dei riservati ad alt' 
Personaggi. 



1571 



Nella Civico-Beriana: 



LETTERA DI LORENZO PALLA- 
VICINO, AD ANTONIO PALLA- 
VICINO IN SARAGOZA. 

SOPRA LA VITTORIA DI DON 
GIOVAN' D' AVSTRIA. 



In 4.°, di pag. 46. 

(•) V. Tavola IX, a pag. 115. 



( 123 ) 

In fine : 

Da Genova li XXII. di Novembre MDLXXXI 

Senza note tipografiche; ma il Soprani (') dice che « si 
slima stampata in Genova ». 
Non ne trovo cenno altrove. 

1574. 

Dal Soprani , ( 2 ) : 

Constitntioni del Vescovato d' Aleria , publicate 
nella Sinodo Diocesana dal Reverendiss. Monsig 
Alessandro Saoli Vescovo d' Aleria l'anno 1571. del 
mese d'Aprile. In Genova, appresso Antonio Belloni, 
1571 ('). 

In 4.° 

1572. 

Nella Durazziana ( 4 ), nella Fransoniana , nella Civico-Be- 
riana ( 5 ) e nell'Urbana ( 6 ). 

EXCELLENTISS. 
TIBERII DEGUNI 

IVRISC. VTINENSIS, ET IN 

GIMNASIO PATAVINO IVRIS CIVILIS 

IN PRIMA SEDE MATVTINA ORDINARIA 

INTERPRETE 

Responsum prò Illustriss. Republica Genuen 

(') Li Scrittori ecc., pag. 198. 
(') Op. cit., pag. 13. 
( 5 j V. sotto l'anno 1578. 

( 4 ) Catal., p. 35. 

( 5 ) Sotto il nome di Deciani. 
( s ) Sotto Responsum etc. 



( 124 ) 
Impresa belloniana di grandi proporzioni, già sopra notata ('). 

GENVAE 

APVD ANTONI VM BELLONVM, 

MDLXXII. 

In fol., carattere tondo, di pag. Mi. 



1572. 

Nelle stesse: 

EXCELLENTISS. 
IOANNIS GEPHALI 

IVRISC. FERRARIENSIS, AC 

IN CELEBERRIMO PATAVINO GIMNASIO 

AD PRIMAM VESPERTINAM CATHEDRAM 

ORDINARII 

IVRIS CIVILIS INTERPRETE 

Responsum Pro Illustriss. Republica Genuen. 
Stessa impresa; e indicazioni tipografiche come sopra. 
In fol. , di pag. 32. 

(•) V. Tavola IX, a pag. 115. 



( 125 ) 

1572. 
Nelle stesse: 

QVINQVE RESPONSA 

A IACOBO MENOCHIO 
IVRISCONSVLTO 

ET IVRIS PONTIFICII INTERPRETE HORIS MATVTINIS IN CELERERRIMO 

GYMNASIO PATAVINO. 

IN GRATIAM EXCELSAE REIPVRLICAE GENVEN. ADVERSVS 

ILLVSTREM COMITEM SCIPIONEM FLISCVM 

REDDITA. 

Indicazioni ecc., come sopra. 
In fol., di pag. 144 ('). 

1572. 

Nelle stesse: 

SACRI GOLLEG1I 

EXCELLENIISS. I. V. DOCTORVM 
CIVITATIS PADVE 

Responsum Pro Illustriss. Republica Genuen. 
Nel resto come sopra. 
In fol., di pag. 31. 

(') Di tutti questi giureconsoUi io non trovo memoria nella Storia scientifico- 
letteraria dello Studio di Padova del cav. Francesco Maria Colle ; Padova , 
1824-5 ; 4 voi. in-4.° 



( 126 ) 

1572. 

Nelle stesse : 

EXCELLENTISS1MI 

IOANNIS NERVII 

1VRISC. ARGENTINENS1S 

AC SACRI IMPERII 

COMITIS PALATINI 

Responsum prò Illustrissima Republica 

Genuensium. 

Stesse note come nelle antecedenti. 
In fol., di pag. 30. 

1572. 

Nella R. Universitaria, nella Civico-Beriana, neir Urbana e 
nella Durazziana: 

MARCI ANTONII 

MONTIFLORII 

DE PVGNA NAVALI CVRSVLARIA 
COMMENTARIVM. 

Impresa belloniana come sopra ('). 

GENVAE APVD ANTONIVM BELLONVM , 

M D lxxii. 

In 4.°, di bel carattere tondo, di carte numerate 39; iniziali 
a disegno. 

(') V. Tavola IX, a pag. 415. 






( 127 ) 
Dedica: 

ILLVSTRISS AG EXCELL 

DVCI REIPVB. GENVEN. 
IANOTO LVMELINO 

Hieronymus Lumellinus Venerosus. 

Del quale Girolamo Lomellino ricorda pure alcuni scritti il 
il Giustiniani ('); e fra essi due opere mediche pubblicate in 
Ferrara e Venezia, non che un altra lettera la quale sarà da 
me riferita sotto il 1582. 

Il Lomellini , nella dedica accennata, dice essergli pervenuto 
detto Commentario, in cui ha udito 

doctissimos homines non minus ordinerà rerum , 
atque veritatem commendare, quam verborum ele- 
gantiam, atque splendorem admirari. 

A carte 3 si ha poi la Prefazione dell'Autore, in carattere 
corsivo, allo stesso Doge. 

Lo Spolorno, dietro il Soprani, lo dice della Spezia; ma 
Agostino Falconi ( 2 ) più propriamente, coli' Oldoini ed il La- 
morati, lo afferma di Valerano, ove appunto sono ancora i 
Montefiori. Fatto vescovo di Nebbio nel 1578, mori lo stesso 
anno. Il Soprani scrive inoltre che il Montefiori « tra gli 
storici . . . (del suo secolo) non si non si vidde superato da 
alcuno » ; ma lo Spotorno ( 3 ) osserva che « il suo stile è 
mollo lontano dell'eleganza del Foglietta e del Bonfadio; e 
nel palesare le cagioni delle cose, dipinge gli uomini quali 
avrebber dovuto essere , non quali eran veramente » ; ed 
egualmente il sentenzia « più vivace che limato verseggiatore ». 

(') Op. cit., pag. 456, col. 1. 

(') Fasti Liguri; 1868. 

( 5 ) Stor. Lettor., III. 85; IV. 116. 



( 128 ) 

1572. 

Nella R. Universitaria: 

AD REFORMATIONES 

ROTAE, ET STATVTA 

GENVAE, 

APPENDIX AEDITA, ANNO MDLXXII. 

Poscia il 

VEXILLVM GENVAE ('). 

E quindi : 

Genuae Apud Antonium Bellormm, 
MDLXXII. 

In-4.° piccolo. Segn. Aii — Bii; del qual ultimo duerno 
però sono stampate solo due carte. 

Nel decreto del 7 Marzo, anno stesso, il Doge, i Governatori 
e Procuratori della Repubblica dichiarano di volere 

obviare canditati et astutiis eorum, qui lites et cau- 
sas in longum protrahere student, etc. 

4573. 

Nella R. Universitaria e nella Fransoniana : 

CRIMINALIVM IVRIVM 

C1VITATIS GENVENSIS 

LTBRI DVO 

Cum additione plurium Deere torum 
Et Privilegio. 

(') V. Tavola V, a pag. 72. 



( 129 ) 

Indi 

VEXILLVM GENVAE (') 

In fol. 
. Segue la dedica già altrove notata ( 8 ), e appresso la stessa 
Privilegiì Summa. 

Il testo, dello stesso carattere dell' antecedente , è qui di 
pagine numerale 120, e termina con un decreto degli 8 Ago- 
sto 4 562. 

Seguono 6 pagine d'Indice; e l'ultima del terno L è fre- 
giata dell'arma belloniana ( 3 ). 

L'esemplare universitario ha note manoscritte, e pur ms. 
un decreto del 25 Ottobre 1576, per cui è risolta la questione 
vertente 

inter curiam criminalem pntem Civitatis et Cu- 
riam "Volturi super formatione processuum in illis 
casibus qui sunt reservati. 

1573. 

Presso il eh. socio avv. Avignone: 

ADDITIONE 
FATTA ALLI STATVTI 

DI CORSICA. 

Un quaderno , per formato , carta e caratteri eguale agli 
Statuti dell'isola stessa, già descritti sotto il 4574. Segnatura 
G, in continuazione della Fiiij con cui si terminano gli Ste- 

(') V. Tavola V, a pag. 72. 

(*) V. sotto il 1557, settembre, a pag. 98. 

(") V. Tavola IX, a pag. MS. 



( 130 ) 

luti medesimi. È privo di qualsiasi indicazione tipografica; ma, 
per le circostanze accennate, non lascia dubbio essere uscito 
dall'officina di Antonio Belloni. 

Contiene alcuni ordinamenti in data 21 Gennaio 1573 re- 
lativi al sindacato cui dovranno essere sottoposti lutti i pub- 
blici ufficiali di Corsica allo spirare del tempo assegnato alla 
loro carica ; e la tariffa delle mercedi dovute a' giusdicenti , 
cancellieri, ecc., in data del 20 Febbraio successivo. 



1573. 



Nella R. Universitaria, nella Fransoniana e nella Duraz- 
ziana: 

DIALOGO 
NEL QVALE 

SI RAGIONA DE' GAMBI 

ET ALTRI CONTRATTI 

DI MERCI: 

E parimente delle Fere di Ciamberi , 

e di Trento; 

Ad informatione di tntti coloro, che trattandone 

desiderano di saper il proprio di 

tal materia. 

CON LICENTIA ET PRIVILEGIO. 

Arma belloniana (*); e sotto: 

IN GENOVA 

Appresso Christoforo Bellone, F. A. 
MDLXXIII. 

(*) V. Tavola Vili, a pag. 101. 



( 131 ) 

Segue una dedica di Cristoforo Zabata 



AL MOLTO MAGNIFICO 
SIG. AGOSTINO GRIMALDO. 



Indi un altra dell'Autore 

ALL' ILLVSTRE , ET 

REVERENDISS. MONSIG. 

CIPRIANO PALLAVICINO 

ARCIVESCOVO DI GENOVA 

DIGNISSIMO. 

Il quale Autore, dichiara avere scritto il suo libro a ser- 
vigio dei confessori. 
In 4.°, di pag. 54. 
Il Dialogo è in carattere corsivo. 

1573. 
Nella Civico-Beriana: 

NUOVA 
SCELTA DI RIME 

DI DIVERSI BEGLI 
INGEGNI ; 

Fra le quali ne sono molte del Tansillo 

non più per 1' adietro impresse, 

e pur' hora date in luce. 

AL NOBILISS. SIGNOR 

Gio. Maria Spinola 



( 152 ) 
Indi una piccola e nuova impresa del tipografo ('), sotto 
cui : 

IN GENOVA 

Appresso Christofforo Bellone, F. A 
MDLXX11I. 

In 12.°, carattere corsivo, iniziali a disegno, di pag. 295 
circa numerate, più altre 7 di Tavola. 

La dedica è di Cristoforo Zabata, il quale dice al sullodato 
Signore intendere eh' egli 

delle cose di Poesia , come della Musica , prende molto 
trattenimento, e diletto. 

In calce a varie fra esse rime ( 2 ) vedesi una spada nuda 
con serpe attorcigliato e impugnato da braccio nudo, e toro 
dappresso; la quale rappresentazione ci verrà pure veduta, 
di maggiori proporzioni, in altre edizioni che non recan nome 
di tipografo. Gli autori dei quali si hanno poesie in questa 
raccolta, sono : Agostino Bucci, Agostino Centurione , Ber- 
nardo Ferrari, Curzio Gonzaga, C. Z. L., Fabio Orerò, Fran- 
cesco Coppetta, Gaspara Stampa, G. B. Festa, G. B. Venturini, 
G. B. Vald , Gio. B. N. ( 3 ), Gio. Francesco Fabri, Gio. Paolo 
Ubaldini, Girolamo Molino, Girolamo Ruscelli, Giulio Ver- 
tunno, Jacopo Bonfadio, Jacopo Sellaio, un Incerto, Luigi 
Tansilio, Marc 1 Anioni o Montefiore,- M. C. M., M. P. C. ( 4 ), Matteo 
Andovrandi , Nicolò degli Angioli , Plinio Tomacello, Pietro 



(') V. Tavola X. 

(*) Cioè a pag. 18, 98, 139, 145, 167, 176, 228, 245, 293. 

( 3 ) Forse Gio. Battista Nobile. 

(«) Cioè: Messer Paolo Cananeo, come notammo a pag. 117. 



TAVOLA X. 




IMPRESA DI MARCANTONIO 
E CRISTOFORO BELLONE. 



UNIVERSITY 3F ILLINC;: 






( 135 ) 
Marzo, Salomone Usque, Scipione di Castro , Scipione Me- 
telli e Silvio Pontevico. 

Di Nicolò degli Angeli da Montelupone, testé nominato, è 
da vedere quanto, sulla scorta del Crescimbeni, riferisce il 
Mazzucchelli ('); il quale cita « un Dialogo, cui troviamo con- 
servarsi manoscritto nella Libreria Regia di Parigi, segnalo 
del n.° 10439, con questo titolo: Dialogo dell' Accademico 
Sforzato Niccolò degli Angeli sopra le vaghezze di Genova. » 

1575. 
Nella Civico-Beriana ( 2 ): 

FR ANCISCI 

IMPEPtlALIS 

ORATIONVM 

DE DIE NATALI 

IESV CHRISTI 

Regis, Deiq; Nostri 

LIBER VNVS 

Impresa belloniana ( 3 ) ; e sotto: 

GENVAE, 

Apad Marcam Antonium Bellonum. 

MDLXXV. 

Cum Licentia Superiorum. 

In 4.°, di carte 34 non numerale. Segnature: A — I. 

(') 0p. cit., voi. I , par. II, pag. 738 e scg. 

(*) Catalogo dei Mss. 

( 3 ) V. Tavola Vili, a pag. 101. 



( 134 ) 

Al retto della carta seconda si legge, in carattere tondo, la 
dedica dell'Autore : 

ILLVSTRISSIMO, ATQ; 
ab omnibus summè colendo, venerandoq; 
S. R. E. Cardinali IOANNI MORONO, 
Episcopo Ostien. et ad Rempub. Genuen. 
Legato de Latere. 

Indi al retto di carte 3 la prima di dette Orazioni, cui ne 
succedono tre altre fino al retto di carte 33; e sono tutte in 
carattere corsivo. 

Nel tergo poi della medesima carta 33 V Errala. V altra é 
bianca. 

Il Giustiniani (*) cita un esemplare di tali Orazioni come 
esistente nella Biblioteca Vaticana. 

1575. 

Il Lasor ( 2 ) registra : 

Agostino Spinola. Racconti de' Tumulti civili se- 
guiti in Genova; Genova, 1575. 

Il Giustiniani ( 3 ) dice però che a questo patrizio invece « si 
attribuisce un' historia manoscritta, che si trova nella Biblio- 
teca Vaticana, con questo titolo: Racconto de' Tumulti civili 
seguiti in Genova nel 1575 » ; e soggiunge che tale scrittura fu 
pure veduta « da Gio. Pietro Spinola, già residente prudente, 

C 1 ) Op. cit., pag. 103. 

( 2 j Universus terrarum Orbis, etc; loc. cit. 

C) Op. cit., pag. 35, col. 2. 



( 1^> ) 

e splendidissimo della Repubblica in Roma , per quanto mi 
è slato riferito dagli Ufficiali della medesima Libraria ». 

1575. 

Il Soprani (') rammenta la seguente edizione: 

Rime diverse in lingua Zeneixe, de nuoevo 
stampe, e misse in luxe. 

In 12.° 

4575. 

Lo stesso Autore poi , non che l'Oldoini (" 2 ) e lo Spotorno ( 3 ), 
hanno quest' altra nota : 

Discorsi di Marc' Antonio Saoli qm. Francisci, 
Protonotario Apostolico , circa il modo d' aggiustare 
le differenze che nel 1575 inquietavano la genovese 
cittadinanza. 

Del suddetto Marc' Antonio lo stesso Soprani pubblica inol- 
tre, in fine del citato suo Catalogo ('*), il, Ristretto della 
Vita ( 5 ), capitatogli alle mani, e forse ricavato « dalla scielta 
e numerosa Libraria » del di lui « bisnipote di fratello; il 
più caro Padrone (egli dice) ch'io riversica in Genova ». 

(') Pag. 226. 

(V Pag: 415. 

( 5 ) Slor. Letter., III. <! f J0. 

(«) Op. cit., pag. 207. 

( s ) Sono 15 pagine. 



( 13G ) 

1575. 
Nella R. Universitaria è la seguente: 
COPIA D' VNA 

LETTERA DE GITTA- 

dini Genovesi che sono 

al Finale , 

AL POPOLO 
DI GENOVA. 

Con la Risposta 
MDLXXV. 

In 4.°, di carte 13. 

Così questa come le due antecedenti edizioni sono sprov- 
vedute affatto di note tipografiche; ond' io ne fo cenno solo 
nel dubbio che possano essere genovesi. L' ultima parrebbe 
anzi del Belloni, a giudicarne dal segno altrove notato del 
cuore, ecc. 

1575. 

In relazione a quanto fu precedentemente notato ('), ram- 
mentiamo che di quest'anno dall'officina di Giacomo Bartoli 
in Pavia si pubblicarono : 

(<) V. a pag. 63. 



( 137 ) 

Le Leggi et Riforme della ICccelsa Republica di 
Genova, fatte da Dodici Prestantissimi Cittadini di 
quella, l'anno M.D.XXVIII. 

In 4.°, di carte 32, oltre una di dedica del Bartoli « al 
Molto Magnifico Signor Ballista Bava », in data di Pavia 20 
Agosto 1 575, ed un'altra di Tavola in line. 

Affidali in ispecie all' Oldoini , noi portammo dapprima 
opinione che queste Leggi fossero state per avventura di- 
vulgate colle stampe Tanno medesimo di loro compilazione; 
ma non possiamo dissimulare di esserci dovuti ricredere più 
tardi. Il Bonfadio, parlando di esse Leygi (') , dice infatti 
che novarum institulionum liber publicis in monumentis a 
scribis custoditur . . . si quis cognoscere voluerit, ex eo pe- 
tat licebit. Dunque se ancora del 4 545 (che di tale tempo co- 
minciò appunto il Bonfadio a scrivere i suoi Annali) chi vo- 
leva pigliare cognizione delle Leygi suddette, dovea recarsi 
a consultarne il codice serbato nel pubblico Archivio, egli è 
evidente che non erano state per anco fatte di pubblica ra- 
gione. Si aggiunga che il Bartoli stesso, nella dedica sum- 
mentovata, dichiara di avere eseguita I' edizione sopra « un 
libriciuolo scritto a mano ». 

'j V. Annui ium Genucnsium , Lib. I, pag. 72; Brescia, Pianta, 1759. 



( 138 ) 
1576. 
Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana: 

LEGES NOVAE 

REIPVBLIGAE 

GENVEN. 

a' legatis svmmi pontificis, 

caesaris , et rkgis catholici, 

In quos per Rempnblicam collata fuerat 

auctoritas, condì tae, 

ET GENVAE DIE XVII. MARTII 
MDLXXV1. PVBLICATAE. 

Quindi il 

VEXILLVM GENVAE ('). 

E sotto: 

GENVAE, Apud Marcum Antonium Bellonum, 
Ducalem Typographum. 1576 Gum Privilegio. 

Nel tergo del frontispizio è inditta, nel solito stile e carat- 
tere epigrafico, ai violatori del privilegio la poena amissionis 
librorum et aureorum centum. Ciò per altro non impedì che 
fossero le dette leggi pubblicate lo stesso anno a Milano in 4.° 
dal Da Antoniis; la qual' edizione esiste pure in questa R. 
Universitaria. 

L'edizione genovese è infoi., di bel carattere tondo, e di 
carte numerate 47. 

f'j V. Tavola V, a pag. 72. 






( *39 ) 
Al retto della carta 46 è la correzione di ventinove errori. 
1/ Indice è seguilo da una caria non numerala , nel cui 
dritto si ha: 

SERlEs CIIARTARVM 

cioè il registro; indi è l'arma belloniana ('). 
Succedono G pagine di 

DECLARATIONES 

inserite pure nelT edizione milanese , ove però manca il Proe- 
mio; e dette Dichiarazioni terminano in quest'ultima stampa 
colla seguente : 

In Gap. LVIII. De electione Magistratuum; 

laddove la genovese ha di più : 

ALIAE DECLARATIONES FA- 
ctae eodem anno die 2. Iulji. 

E sono in numero di dieci. 

Nell'esemplare della R. Universitaria si vedono poi aggiunte 
altre pagine mss. fino alla 44. a , dal 4 Settembre 1576 al 31 
Maggio 1616. 

C) V. Tavola IX, a pag. 115. 



( 140 ) 

1576. 
Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana : 

RAGIONAMENTI VARII 

DI LORENZO CAPELLONI, 

SOPRA ESSEMPII: CON 

ACCIDENTI MISTI, SE- 

GVITI ET OCCORSI, 

NON MAI VEDUTI 

IN LVCE. 

AL SERENISSIMO 

SIGNOR DVCA 

DI SAVOIA. 

Indi lo stemma ducale sabaudo; e sotto: 

Con Privilegij 

IN GENOVA, 

Appresso Marc' Antonio Bellone. MDLXXVI. 

Segue la dedica dell'Autore al Duca Emanuele Filiberto, 
in fine della quale la data : 

Dal mio Podere di Busseto, Territorio di Nove, 
Dominio del Genovese, li Vili, di Giugno, l'Anno 
MDLXXV. 

In 4.° piccolo; carattere corsivo minuto, ma nitido 
L'opera termina a pag. 192, dove é la piccola arma bel- 
loniana più sopra notata ( ! ). 

(') V. Tavola X, a rag- 132. Di questo scrittore vedasi ciò che ha lo Spo- 
torno, op. cit., Ili, 83-4. 






( 141 ) 

Seguono 18 pagine non numerate d'Indici; indi quattro altre 
con tre sonetti : l'uno di Bernardo Ferrari al Duca di Savoia; 
l'altro di Scipione Metelli , ed il terzo di Cristoforo Zabata, 
ai lettori . 

Neil 1 ultima poi il tipografo dà avviso di 22 errori corsi 
nella stampa, 

oltre di esservisi posti alcuni ponti ferali, che non 
vi cadevono. 

Quest'opera, meritamente lodala, ebbe un'altra impressione 
in 8.° a Milano, nel 1623. 

1576, 9 Novembre. 

Nell'Archivio Governativo (') : 

Grida a stampa, in materia monetaria, la quale comincia: 

Considerando h dua illustrissimi collegi, et 

Magnifico Vfficio di Monete . . . , che per le varia- 
tioni, et torsi dissegni di alcune Zecche, talvolta si 
spendono et trafficano Monete, così d'Oro, come 
d'Argento, di manco valore del giusto prezzo; ecc. 

A pie' di pagina : 

MDLXXVI. die 9 Novemb. Publicatuni fuit retro prae- 
senti Proclama, etc. 
In Genova, appresso Marc' Antonio Bellone. 1576 

Carattere tondo; iniziale a disegno assai rozzo ed imper- 
fettamente impresso. 

(') Gride ili Monete: Fogliazzo dal 1533 al 1643; mini. 7. 



( U2 ) 

1576. 

Sotto quest' anno pone 1' Oldoini 1' edizione (forse la prima) 
dell' opera seguente del Beato Alessandro Sauli. 

1578. 
Nella R. Universitaria: 

INSTRVTTIONE 

COMPENDIOSA 

ET BREVE 

Raccolta per lo Reverendiss. Monsig. 

Alessandro Sauli Vescovo 

d 1 Aleria. 

Per quelli, die haveranno da essere ordinati, 

et ammessi ad udire le confessioni 

nella sua Diocesi. 

Di novo ristampata, et aggiuntovi molte cose 

utilissime, et necessarie al confessore 

come dimostra la sequente pagina. 

Con Licentia de' Superiori. 

IN GENOVA 

Appresso Marc' Antonio Bellone, 
M. D. LXXVIII 

In 4.°, di carte numerate 86, con alcune piccole e non 
ispregevoli silografie; carattere tondo ; iniziali a disegno. 

Al tergo del frontispizio la enumerazione delle aggiunte in 
esso accennate. 



( U3 ) 

Da carie 5 a 30 una Pastorale del Reato, al clero della 
sua Diocesi. 

Nel retto di car. 87: 

Licentie dell'Inquisitori sopra il Santo 

Officio dell'Inquisì tione di Genova, 

et di Milano. 

A tergo l'impresa belloniana ('). 

1578. 

Nella Civico-Beriana : 

SACRAMENTORVM 

LIBELLVS SECVNDVM 

ROMAN AM EGGT .ESIAM, 
IVSSV 1LLVSTRIS. ET RE VER. 

D. D. Cypijiaxi Pallavicini 
ARCHIEPISCOPI GENVENSIS 

AD VSVM ET VTILITATEM 

tolius Cleri civitatis, et dioecesis Genuensis nuper editus. 

Una silografia rappresentante la Purificazione della Beata 
Vergine. 

GENVAE 

Apud Màrcum Antonium Bellonum, 
M. D. LXXVIII. 

A tergo , circondato da cornice silografia : 

(') V. Tavola IX, a pag. 115. 



( 144 ) 

e :p i a- pl .a. nvc ivc a. 

PRESBITERI 

AVGVSTINI 
GVATELLI. 

In 4.°, di pagine numerate H3, carattere tondo, con canto 
fermo, intestazioni in rosso, iniziali a disegno, e silografie dei 
varii sacramenti. Vi è inoltre ripetutamente impressa Immagine 
del cuore, che già incontrammo in più edizioni belloniane, ed 
in altre per ciò appunto sospettate come tali. 

1578. 

Dal Giustiniani ('), secondo la nota mandatagli da monsignor 
Carlo Fabrizio Giustiniani successore del Centurione: 

Constitu tioni del Vescovato eli Mariana, et Accia 
pubblicate nella Sinodo Diocesana del Reverendis- 
simo Monsignor Giovan "Battista Centurione l'anno 
1576 , il mese d 1 Ottobre. In Genova , appresso 
Marc' Antonio Bellone, 1578. 

1578. 

11 Graesse ( 2 ) cita di Nicola Monardes: 

ITerba tabaco d'India Genova, 1578. 

Traduzione italiana. 
In 8.° 



( 1 ) Op. cil., pag. 321, col 2, e sog. 

(*; Tvésor, ole, voi. IV, pag. 573, col. 1. 



U3RARY 
■ OF THE 
NIVER C 'UW 



TAVOLA XI 




IMPRESA E STEMMA 
DI ANTONIO ROCCATAGLIATA. 



( U5 )' 

1579. 

.Nella R. Universitaria, nella Fransoniana . e presso V avv. 
Avignone: 

SCELTA DI RIME 
DI DIVERSI ECCEL- 
LENTI POETI 
di nuovo raccolte 

PAKTE SECONDA. 

Indi una impresa anonima ( non incontrala finora in alcuna 
delle qui registrate edizioni ) , che produciamo alla Tavola XI; 
e sotto : 

IN GENOVA M. D. LXXÌX. 

In 16.°, di pag. 391 ; carattere corsivo. 
La dedica è di Cristoforo Zanata: 

AL MOLTO MAG. 
ET GENEROSO 

SIGNOR GIOVANNI 

Durazzo, Sig. mio oss. 
Del quale esalta specialmente il Padre, che, fatto Doge ('), 

nel maggior bisogno, et in quel tempo che questa Repub. a 
guisa di Nave dibattuta nel procelloso Mare delle civili di- 
scordie, fu vicina a sommergersi, . . . come Uè avveduto 

Nocchiero, con la sua modestia, et patienza fuori 

d' ogni credenza fiumana, (mercè del suo b~e retto governo) 
la ridusse in Porto. 

(') Giacomo Durazzo-Grimaldi tenne il Dogato dal 4573 al 1575. 

io 



( 140 ) 

Voltosi quindi a' lettori, annunzia che essendo Torquato Tasso 

(per quanto si dice) per sinistro accidente e con suo 
gran dolore, 

stato privato della sua Gerusalemme liberala, egli ha voluto 

(e questo sia con gran gratia sua) porre nel fine 
della presente operetta, un Cato della sudetta histo- 
ria, (venutomi per buona sorte alle mani) acciocché 
possino coloro e' hanno desiderio di vederla, appa- 
garsi per hora di questo picciol saggiò 

Ed è il canto del Concilio infernale. 

La prima edizione della Gerusalemme notata dal Gamba è 
la veneta del 4 580; ed a questa ne seguitano tre altre del 
■1581, tutte (a quanto pare) carpite all'Autore; onde bene a 
ragione la nostra Città può andar superba di avere consolata 
quell'Anima grande e più grandemente sventurata, facendogli 
giustizia in cosa di tanto momento. 

Questa raccolta, oltre alcune poesie d'incerti, ne ha dei se- 
guenti : Angelo Ingegneri, Annibal Caro, Ampegli Chiavari, 
Accursio Baldi, Bartolo Sirillo, Bernardo Tasso, Bartolomeo 
Rossi. Bernardo Ferrari, Bernardino Castelletti ('), Belisario Bol- 
ganni, Cornelio Magnani, Conte di Camerano, Alessandro Spinola 
detto il Capitano, Cosimo Rucellai, C. Z., Diomede Borghesi, 
Francesco Ippoliti, Francesco Tolomei , Francesco Coppetta, 
Giovanni Della Casa, Giuliano Gosellini, Giacomo Bonfadio, 
G. B. Robio, Gio. Francesco Spannocchi, Gio. Francesco Ru- 
tiliario, Giulio Bidelli, Giovanni Ferretti, Gio. Francesco Fabri, 
Giacomo Sellaio, Gio. Paolo Ubaldini, Giulio Sivori, G. B. 
Strozzi, Girolamo Amelonghi, G. B. Nobile, Girolamo De 
Franchi-Conestagio, Gio. Maria Volgicapo, Gio. Antonio Ma- 

(') Fu costui eziandio raccoglitore d'epigrafi e d'altre antichità, per cui si 
trova spesso ricordato dal nostro Federico Federici. 



LIBRARY 

OF THE 
NIVERSITY OF ILLINC ' 



TAVOLA XII. 




IMPRESA PROBABILE 
DI CRISTOFORO BELLONE. 



( «47) 
santi, Lione Sommi, Lodovico Ruggieri, Luigi Tansillo, Laz- 
zaro Serravalle, Maffeo Veniero, Matteo Androvandi, Materiale 
Intronato, Nicolò degli Angioli, Olimpio Giraldi, Perotto Ca- 
parro, S. R. (Sai vago Raffaele?), Silvio Pontevico, Sperone 
Speroni, Torquato Tasso, Virginio Turacini. 

1579. 

Nella R. Universitaria , nella Fransoniana, e presso i eh. 
socii march. Staglieno ed avv. Avignone : 

GLI 

ELOGI DI M. OBERTO 

FOGLIETTA. 

DEGLI HVOMINI 

CHIARI DELLA 

LIGVRIA; 

Tradotti da Lorenzo Conti 

ALL' 1LLVSTKE S. FILIPPO 
Spinola del s. Ambruogio. 

Indi l'impresa già notata sotto il 1573, ma di proporzioni 
assai maggiori (') ; la quale potrebbe attribuirsi al torinese 
Cristoforo Bellone. Il toro allato alla spada parrebbe volerlo 
in certa guisa significare. 

IN GENOVA M. D. LXXIX. 

In 8.°, di carte numerate 133, carattere corsivo, che pare 
il solito belloniano, contrassegnato dal cuore già più volte os- 
servato ( 2 ). 

Da carte 2 a 5 retto, leggesi la dedica del Traduttore (in 

0) Pag. -132. 

(') V. Tavola XII. 



( 148 ) 

carattere tondo), che dice aver intrapresa V opera, confortatovi 
nella sua villa di Carignano da 

un nobile giovane de' Spinoli , amico suo di molti 
anni. 

A tergo un Sonetto di S. R., già sopra notato. 
A carte 4 un avviso ai lettori, di Cristoforo Zabata; il quale 
dice aver inteso 

dal Mag. Conti . . . che egli . . . ha rimessi nella pre- 
sente sua traduttione lutti quei cittadini Genovesi i quali fu- 
rono dall'autore ne' primi Elogi stampati in Roma del 73. 

Segue un'ottava in lode dell'opera contiana, intitolata: 

dell' ill. mo card, bobba 
trasportati dal S. R. 

Al tergo della carta 133 un Sonetto del precitato Zabata. Indi 
due carte di Tavola; ed al retto della seguente gli 

Errori di stampa. 

Finalmente il Registro. 

1579. 

Riferisce il Soprani ( 4 ), che « Vincenzo Dartonna ... fa- 
cile nel rimare in lingua genovese, nella quale si dilettò di 
tradurre il primo Canto d 1 Orlando Furioso ( 2 ) . . . , scrisse 
ancora con gratia alcune rime toscane, intitolate: 

Rime di Vincenzo Dartonna non più vedute, et 
hora nuovamente date in luce. In Genova, 1579. 

In 12.° 

(') Op. cit., pag. 276. 

( 3 j Leggesi fra le Rime diverse in lingua genovese (p. 135-162) edite il 
1S88, co' tipi del Bartoli, in Pavia da Cristoforo Zabata, e da quest'ultimo 
intitolate a Gio. Pietro Crollanza, cui vedremo pur dedicati gli Elogi del Foglietta. 






( U9 ) 

1580. 1656. 
Nella R. Universitaria: 

LETTERA 

DEL SIGNOR 

BARTOLOMEO 

PASGHETTI 

SCRITTA AL CLAIUSS. SJG. 

POLO LOREDANO 

A VINEGIA 

Nella quale si ragiona della Peste di Genova, de gli 
ordini tenuti in quella, et delle varie opinio- 
ni intorno all' origine di essa. 

DEDICATA 

ALL' ILLVSTRISS. ET ECCELLENTISS. SIG. 

GIO. BATTISTA 

RAGGIO. 

IN GENOVA, 1580. 

E novamente ristampato 
nella Stamperia di Benedetto Guasco, 1656. 

Con licenza de' Superiori. 

In 4.°, di pag. 20; carattere tondo. 

La lettera reca la data di Genova, 20 Giugno 1580. 

1580. 

Lo Spotorno ( 4 ) scrive che « Cipriano Pallavicini , arci- 
vescovo di Genova, fé' comporre dal P. Mariano da Genova 

(') Op. cit., III. 461. 



( 150 ) 

cappuccino un Ristretto della dottrina cristiana, pubblicato in 
essa città colle stampe del Belloni nel 4580 ». La quale o- 
pera, nella Biblìotheca . . . Capucinorum del P. Dionisio da 
Genova, è intitolata: 

Doctrina Christiana prò Pueris et Idiotis in Fide 
instruendis. 

4 580. 

Dal Giustiniani (') : 

Constitutiones et Decreta condita in Diaecesana 
Synodo Lunen. Sarzanen., sub Illustrissimo et Re- 
verendissimo D: Benedicto Lomellino, Miseratione 
divina S. R.. E. Tit. S. Sabinae Presbytero Cardinali 
Lunen. et Sarzanen. Episcopo et Comite. Gtenuae, 
apud Antonium Bellonum , 15SO. 

In 4.° 

4 581. 

Presso il eh. avv. Gaetano Avignone : 

DVBB1 MORALI ET 

naturali divisi in due libri con 
le solutioni a ciascun dub- 
bio accomodate. 
NE QVALI SI RENDE LA RAGIONE 
di molte cose , che ciascuno è sommamente vago d' 
intendere e di sapere. 
RACCOLTI DA DIVERSI 
Antichi e Moderni Scrittori. 
PGIl BARTOLOMEO 

Paschctti. 
(') Op. cit., pag. W), col I. 



LIBRARY 

OF THE 
UNIVERSITY OF ILLINOIS 



TAVOLA XIII. 




SECONDA IMPRESA 
D'ANTONIO ROCCATAGLIATA. 



I 151 ) 
Impresa col inatto : 

HINC. QVOQVE. HOC. AVSPICE. GEMMAE ('). 

Ed appresso : 

In Genova M.D.LXXX1. 

In 8." piccolo, carattere corsivo, di carte numerate 28 
(Dubbi morali) e 66 (Dubbi naturali). 
Al tergo della pag. 49, verso la fine: 

Libro de' Problemati 

Di M. Antonio Zimara all' Illustris. S. Giovani 

Castriota Duca di Fcrrandina 

E sono in numero di lxxvii. 
I suddetti Dubbi dedica poi il Paschetti 

AL MOLTO MAGNIFICO 
Sig. Gio. Pietro Crollalanza. 

Il quale egli afferma 

da tutti lodato, come gentilissimo, et honoratissimo 
per ogni verso, et tale finalmente, che in questa 
Città non ha, chi di lealtà, di cortesia, di liberalità 
et Magnifìcentia lo trapassi, pochi, che gli vegano 
appresso, havendo ... in tutte le attioni sue per 
scorta la virtù, per fine Thonesto. 

Prosegue, dicendo di sé medesimo essere 

ben ragione , che in quella Città , nella quale ho ri- 
cevuto tanti favori, et tante cortesie da diversi Ge- 
tilissimi et Honoratissimi amici , in quella dico , lasci 
alcuna memoria del desiderio ch'io ho sempre ha- 
vuto di giovare agli animi virtuosi, che in essa di- 
morano. 

Chiude la bella edizione una Tavola alfabetica di 4 carte non 
numerate, in carattere tondo. 

(') V. la Tavola XIII. 



( 152 ) 

-1581. 

Dal Vernazza ( J ): 

Marc' Antonio Bellone si reca quest' anno da Genova a To- 
rino, passando per Carmagnola, ov' ha stamperia in Società 
con Giacomo Novarese. 

(Ottobre). Fa pubblicare in Torino agli eredi Bevilacqua le 
Eroidi di Ovidio ecc., dedicandole ad Antonio da Roccatagliata 
Segretario della Repubblica di Genova, da lui detto Moecenas 
optime; e lo affida di aspettarsi in posterum , si vires sup- 
petant , major a. 

Altre edizioni del Bellone colla data di Carmagnola, sono 
del pari citate dal Vernazza medesimo, e recano gli anni 4585 
e 4 586. 

Credo infine utile di soggiungere, avendone qui 1' occasione, 
quanto leggesi nel Vanasco ( 2 ), il quale nota che « il Magni- 
fico Antonio Roccatagliata ha obbligo di scrivere gli Annali della 
Repubblica. Fu eletto dal Serenissimo Senato a' 2 di Ottobre 
1584, in luogo del Magnifico e Reverendo Oberto Foglietta ». 

1581. 

Nota il Soprani ( 3 ) , che « Ampeglio Chiavari , Dottor di 
Leggi e dicitor di ben regolata eloquenza, pronunciò nella 
Sala del Regio Palazzo: 

« Oratione nella Goronatione del Serenissimo Ni- 
colò Doria Dnce della Republica di Genova. In Ge- 
nova, 1581. 

« In 4.° ». 

(') Op. cit., pag. 21 e scg. 

(*) Decretorum etc. Jllustrissimor. Dominorim in Palatio Residentium; 
MS. della Civico-Beriana , car. 32. 
( 3 ) Li Scrittori ecc., pag. 17. 




( t»3 ) 
1582, 1° Aprile. 

Dal sul lodato Vernazza (') : 

Boccardi Cesare, figlio di Cristoforo Boccardo genovese, 
fa dedica a Carlo Spinola, altro dei Governatori della Repub- 
blica di Genova, delle 

Epistole et evangelii che si leggono tutto l' anno 
alla messa. 

Questo libro fu stampato in Torino da Francesco Lorenzini, 
ed è ornato di finissimi intagli in legno. 
Nella dedica succitata il Boccardi afferma poi di avere 

il governo del maneggio del negotio della stampa 
de libri di Turino di questa molto illustre compagnia. 

1582. 
Nella R. Universitaria: 

DISCORSI 

HISTORICI 

VNIVERSALI 

DI COSIMO BARTOLI 

GENTIL' IIV OMO ET 

ACCADEMICO 

Fiorentino. 

ALL' ÌLI. S. G1VLÌ0 PALLAVICINO. 

Indi l'impresa già notata col motto: 

HINC. QVOQVE. HOC. AUSPICE. GEMMAE ( 2 ). 

Pag. 49. 

(*) V. Tavola XI, a pag. 145. 



( 154 ) 

E sotto : 

IN GENOVA 
M. D. L XXX II. 

In 4.°, di pag. numerate 350; carattere corsivo. 

Nella dedica, della quale manca nell' esemplare della R. Univer- 
sitaria la carta ove dee cadere la soscrizione (ma che é pro- 
babilmente del suddetto Zabata (•) il cui nome si legge a pie 1 
d' un mediocre sonetto, dopo la Tavola dei Discorsi), meri- 
tano osservazione le seguenti parole : 

E vostra propria una certa laudabile curiosità di andar 
sempre investigando le memorie de gli antichi, et un desiderio 
particolare di giovare agli amatori delle lettere ; di che fa 
ampia fede il vedere , che voi in mezo alle delitie de'' vostri 
paterni Palazzi , tenete per maggior di tutti gli altri orna- 
menti, una bella copia di libri infiniti, che con molta dili- 
genza raunato havete : et la stima che fate di tutte le persone 
studiose. 

1582. 

Nella stessa : 

ENCHIRIDION 

DIV1NAE SCOLAST1CAEQ; 
THEOLOGIAE, IN DVAS 

PARTES DISTRIBVTVM , 

SPEGVLATIVAM ET PRATICAxM. 

Ab admodum Reverendo Pat. Frat Angelo Delpas 

Provinciali reformatorum Tarraconensis Pro. 

Ordinis S. Fran. reg obser. aeditum. 



( 1 ) Assai di frequente abbiamo noi di già incontrato questo Zabata, come 
editore di opere altrui. Diverse dediche da lui fatte a nobili cittadini genovesi 
stanno del pari in fronte ad alcune stampe del Bartoli di Pavia. 






( 155 ) 
Indi l'impresa anzidetta ('); ed appresso: 

De licentia Superiorum, tam inquisitionis quam ordinis. 
GENVAE. M. D. LXXXII. 

In 4.°, di pag. numerale 106; carattere tondo. 
In fine due pagine non numerate di Errata. 

1582. 

Nella stessa, e presso il eh. avv. Avignone: 

DELLA 
SCELTA DI RIME 

Di diversi Eccellenti 

A uttori 

Di nuovo data in luce, 

PARTE PRIMA. 

Segue l'impresa della Tavola XIII ( 2 ); e sotto : 

IN GENOVA M.D. LXXXII. 

In 12.°; carattere corsivo, di pag. numerate 362. 

Dedica di Cristoforo Zabata a Bernardo Castelletti, cui dice : 

Voi ancora vi solete pigliar spesso diporto di gire spa- 
nando per lo dilettevole prato della Poesia, nel quale gite anco 
raccogliendo fiori che poscia aiutati dalla felicità dell' intel- 
letto vostro producono frutti degnissimi, con non poca vostra 
lode et maraviglia di molti. 

Ed appresso: 

Arricchito delle scieze . . . vi mostrate altrui merraviglioso , 
essendo ne' ragionamenti . vostri universale in tutte quelle belle 
parti che possono compiutamele honorare ogni spirito gentile. 

(') V. Tav XI., a pag. 145. 
( 2 j Pag. 4SI. 



( 136 ) 

Gli autori sono: Annibal Caro, Aurelio Orsi , Agostino Cen- 
turione , Bernardo Ferrari, il Benalio, Bernardo Capello, Cur- 
zio Gonzaga, Cesare Maddalena, Alessandro Spinola (il Capi- 
tano), Cristoforo Zabata, Francesco Bitiliari , Francesco Cor- 
petta, Fabio Orerò, Giulio Nuvoloni, Girolamo Quirino, Gia- 
como Sellaio, Gio. Paolo Ubaldini, Giuliano Gosellini, Giulio 
Vertunno, G. B. N. (Nobile), Gabriello Percivalle, Gio. Fran- 
cesco Fabri, G. B. Festa, G. B. Venturini, G. B. Valdet, 
Girolamo Molino, Giulio Guastavini, Lodovico Corsini, Luigi 
Tansillo, Matteo Androvandi, Marc' Antonio Montefiori , Marco 
Giovardi, Nicolò degli Angeli, Olimpio Bonaguidi (*), Perotto Ca- 
purro, Pietro Contestabile, Pietro Marzo, Plinio Tomacello, P. 
F. M., Salomone Usque, Scipione di Castro, Silvio Pontevico, 
Scipione Metelli, ed un Incerto. 

1582. 

Nella R. Universitaria e nell'Urbana: 

LA DILETTEVOLE 
HISTORIA DI 

HELIODORQ 

NELLA QVALE OLTRE DIVERBI 
Compassionevoli avvenimenti di due Amanti 
si contengono vari accidenti d' Amore. 
Con la tavola di tutte le cose notabili. 

ALE ILL VSTRE SIG. 
Giulio Pallavicino. 

(') È detto genovese dal Mazzucchelli (voi. II, par. IV, p. 2312). 



( 137 ) 
Impresa già notala ('), col motto : 

H1NC. QVOQVE. HOC. AVSPICE. GEMMAE. 
E SOttO: 

IN GENOVA. M. D. LXXXIL 

In 8.° piccolo, di pagine numerate 398 (err. invece di 399), 
carattere corsivo. 

Nella dedica, che è di Cristoforo Zabata, quest'ultimo af- 
ferma di tale opera che la medesima fu 

non pia d' una sola volta impressa . . . hoggidl quasi del 
tutto estinta. 

Ed infatti l'avea già pubblicata in Venezia nel 1556 il Gio- 
lito; la cui edizione serbasi del pari in questa Universitaria. 
Il Graesse però la dice anche riprodotta in Venezia il -1 559 e 
il 1560. 

Nel retto dell'ultima carta si legge : 

IL FINE DELLA ETH10P1CA 

DI HELIODORQ 

Tradotta dalla lingua Greca nella Toscana 
da messer Leonardo Ghini. 

Del quale Leonardo Ghini, che fu da Cortona, io non vedo 
poi registrata che la traduzione dell' Vili dell' Eneide, accen- 
nata dallo Zeno nelle note al Fontanini. 

Altre edizioni dell' opera anzidetta registra l'Argelati ( 2 ); non 
però la genovese, la quale fu seguita da altre fino a quest'ul- 
tima nostra età. 

(') V. Tavola XIII, a pag. 151. 

(*) Biblioteca dei volgarizzatori: art. Eliodoro. 



( 158 ) 

1583. 

Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana : 

LE BELLEZZE DI 
GENOVA, DIALOGO 

del S. Bartolomeo Paschetti 

ni:l qvale si ragiona del 
sito della Città, degli huomini Illustri anti- 
chi e moderni, et delle Donne simil- 
mente, con altre cose 
notabili. 
Di nuovo dato in luce. 

All' Illustre Sig. Nicolò Pallavicino. 
Impresa già notata, della spada ecc. ( 1 ). 

IN GENOVA M.D.LXXXIII. 
La Dedica é sottoscritta da Cristoforo Zabata. 
In 8.° piccolo, di pagine numerate 95; carattere corsivo. 

1583. 

Nella Civico-Beriana : 

DISCORSI 

DI M. PELEGRO 

DE GBIMALDI BOBBIO, 

NE' QVAL1 SI RAGIONA COM- 

piutamente, di quanto far debbono i Gentil- 

huomini ne' servigi de' lor Signori, per 

acquistarsi la gratia loro. 

Al Molto Magnifico Signor Marco Centurione. 

(') V. Tavola XII, a pag. 147. 




( \m ) 

Impresa già riferita alla Tavola XI ( 4 ). 

IN GENOVA. M. D. LXXX1ÌI. 

In 8.° piccolo , di pagine 328 in corsivo. 
Dedica: 

ALLA MOLTO 
MAGNIFICA SIGNORA 

MIA OSSERVANDISSIMA 

LA SIGNORA PORTI A 

Vacca Rivarola. 

Dove altro Pellegro Robbio le afferma che V Autore fu 

fratel di mio avo , e della madre del sig\ David 
padre di V. S. 

1583. 

Nella Civico-Beriana : 

RELATIONE DI QVANTO 

È SVGGESSO TRA L' ARMATA DI SVA 

MAESTÀ CATHOL. ET DON ANTONIO 

nell' isola della Tercera, dal giorno che arrivò , che 

fu li 23. di Luglio sin' allì 27. del detto 

Mese 1583. 

In 4.°, di pagine 4; carattere corsivo. 
A pie' dell'ultima di esse pagine: 

IN GENOVA. M.D.LXXXIII. 

(') Pag. 145. ' 



( 160 ) 

1584, 9 Aprile. 

In un codice del nostro Archivio Governativo, intitolalo 
Decreta prò Excellentissimis Besidentibus in Regali Palatio ('), 
sotto questa data si legge : 

De caetero Praefectus stampae in praesenti Civi- 
ta te non possit quicquam imprimi facere, aut per- 
mittere , nisi obtenta licentia a Serenissimo Duce et 
Illustrissimis Senatoribus prò tempore residentibus 
in Palatio sub poena arbitraria Suis Serenissimis 
Dominationibus. Per Serenissima Collegia al cal- 
culos 

1584, 22 Giugno. 

Neil' Archivio Governativo ( 2 ): 

CRIDA SOPRA LA PROHIBITIONE 

DI MONETE FORESTIERE. 

CONOSCENDO il Molto Magnifico Ufficio della 
Moneta della Serenissima Repubblica di Genova, 
che non ostante le prohibitioni delle monete fore- 
stiere non mancano persone . . . che ne intro- 
ducono , et ne spedono; ecc 

In zecca il dì XXII di Giugno MDLXXXIIII. 

Nella Cancelleria del Nobile Gabriello Pelo Can- 
cel. del detto Prestantiss. Ufficio. 

11 testo della Grida è sormontato dallo stemma della Repub- 
blica, assunto l'anno 1580, nell" occasione in cui dall' impe- 
radore Rodolfo li ebbe titolo di Serenissima ( 3 ). 

(') Car. 21. 

(*) Gride di Monete-. Fogliazzo dal 1533 al 1643, num. 8. 

( s ) V. Tavola XIV. 



TAVOLA XIV. 




STEMMA DELLA 
SERENISSIMA REPVBBLICA DI GENOVA 



( 161 ) 

Carattere tonilo, piuttosto grosso, e nitidissimo. 
L 1 iniziale C è a disegno ; e rappresenta la favola di Caco 
nell'atto che fura ad Ercole uno de' suoi bovi. 

1584. 
Nella Civico-Beriana: 

CONSTITVTIONES 

EDITAE A LVCA 

FLISCO 

COMITE LAVANIAE EPISCOPO 
ALBINGANEN£I 

In Dioecesana Synodo , 
CELEBRATA ALBÌNGANAE 

Cai. Decembris M.D.LXXXIU. 
Arma vescovile , sotto cui : 

GENVAE, MDLXXXIIII 
Cum licentia Superiornm. 

In 8.°, di carte 103, carattere tondo, maiuscole a disegno. 
A carte 2 retto : 

IERONYMI • 
DE PVTEO 
SPEDTENSIS I. V. D. 



Episcopi Albinganensis Vicarij generalis . . . 
exasticon. 

Cui fanno seguito altri componimenti di diversi. 
In fine dell'opera: 

Andreas Basciadonne Not pnbl. collegiatus Ge- 
nnensis, et praefati M. Illnstris et Rever. D. Episcopi 
Gancell. 

Seguono il Registro e 1' Indice. 
Ignoto allo Spotorno. 



( !«2 ) 

1584. 

Nella R. Universitaria, nella Durazziana , e presso gli 
egregi avv. Avignone ed Ageno: 

DIANE NSIVM 

GONVENTIONES 

GVM GENVENSIBVS 

CONTRAGTE, 

IMMVNITATES . 
PRIVILEGI^, AC ALIA PVBL1CA 

monumenta typis excusa in lucem prodeuitt. 

Stemma della Comunità di Diano, circondato da ricca cor- 
nice , sotto cui: 

Genvae , Anno 4 584. Cum licentia Superiorum. 

In 4.°, di pag. num. 98 (err. 97); carattere corsivo. Segna- 
ture: A-N. 

Precede, in bel tondo, un Proemio di quasi quattro pagine 
di Balthasar Conradus I. C. et Dianensium Orator; il quale 
dice che 

Baptista Garentio, Jacobo Gonfredo , et Hieronymo 
Parrisola Consilii Diani Praefectis, qui vulgo depu- 
tati nuncupantur, et Lombardino Ugo Syndico, baec 
omnia impressa sunt. 

Nel resto della quarta pagina: 

BERNARDI NOVARII ECCLESIAE 

D. PANCRATIJ RECTORIS 

Et Protonotarij Apostolici Decastichon. 

Cui segue un Distico del medesimo Autore. 

Indi, nel retto della pagina successiva, un'incisione in rame. 






( 163 ) 

cavata da antico marmo , che rappresenta un combattimento 

navale : e sullo la quale si legge : 

Pisarum classis nostris Victoria laela, 
DI ANI cuius causa fuere viri (*). 

Il tergo é bianco. 

Finalmente alla prima carta numerata comincia il testo di 
dette Convenzioni , le quali hanno principio da un allo del 
7 Novembre 4 383, e terminano con un istrumento del 31 
Marzo 1571. 

Al tergo della carta 97 comincia l' Indice, e si continua per 
altre 9 non numerate. A due terzi dell'ultima è V Errata ( 2 ). 

1584. 
Nella R. Universitaria, nella Civico-Beriana e nella Duraz- 
ziana: 

PARADOSSI 

DELLA 

PESTILENZA 

DI SILVESTRO 

FAGIO 

NOBILE GENOVESE 

Impresa già riferita alla Tavola XI ( 3 ). 

In Genova , M D LXXXIIII 

Con licenza de' Superiori. 

('J Nel 1177 la Comunità di Diano aveva armata a proprie spese una galea, 
la quale unitasi alla flotta genovese, con essa valorosamente combatteva 1* ar- 
mata di Pisa nel porto di tale città a Bocca d' Ai ne. Questo è appunto il 
fatto che il citato bassorilievo ricorda, e che vedeasi muralo nell'esterna 
parete del palazzo del Podestà (V. Dizionario Storico-Gc'ografico , MS. della 
Civico-Beriana; articolo Diano). 

(*) L'originale di queste Convenzioni si ha in un codice membranaceo del 
nostro Archivio Governativo. 

( 5 j Pag. 115. 



( 164 ) 

In 8.° piccolo, di pag. nuni. 286; carattere corsivo, iniziali 
a disegno. 
In fine : 

Stampata in Genova , 1' anno 1584 
Sono questi Paradossi dedicati dall'Autore 

ALL' ILLVSTRISS 
ET EGGELLENTISS 

SIGNOR PRINCIPE 

GIOVAN' ANDREA 

LORIA 

GENERALE LEL 

Mare per lo Serenis. Re 
Galolico etc. 

Gli dice che 

da vive ragioni e palpabili esperienze invitato a non 
intimarla forestiera (la peste), ma partorita dalla 
malvagità dell' aria , 

ha composto 

questo dialogo in una settimana 

affine di proporre a' Principi altre armi 

à fatto contrarie, di minor spesa , e di maggior frutto .. 
per benefìcio dell' humana Republica. 

Indi si ha un copioso Indice alfabetico. 

Il Dialogo comincia alla pag. \, ed è cosi intitolato: 

L ILL SIG. 
STEFANO MARI 

ET I MAG. GIVSEPPE 

Ratto e Silvestro Facio 
Medici. 

Facile e abbastanza pulito me ne pare lo stile. 
Ignoto allo Spotorno. 



( 16S ) 

4584. 

Nella R. Universitaria, nella Durazziana e presso il eh. 
sig. march. Staglieno : 

LEGGI NVOVE 

DELLA REPVBLICA 

DI GENOVA, 

CON LE DICHIARATIONI, 

e gionte, riposte à suoi luoghi. 
VLT1M AMENTE RISTAMPATE 

insieme col testo latino. 
CON PRIVILEGIO. 

Impresa già riferita alla Tavola XIII (*); sotto cui: 

In Genova., l'Anno 1584 
In 8.°, di pag. num. 214, più altre 40; carattere tondo. 
Nella dedica 

ALL' ILLVSTR- 

SIGNOR MIO 

OSSERVANDISSIMO 

IL SIGNOR AGOSTINO 
D'oria del fu Sig. Gucobo 

il dedicante Gabriello Pelo dice di queste leggi: 

E perchè il governo della nostra (Repubblica) non è inferiore 
à quello dell' altre , si può necessariamente cochiuderc, che le 
nostre leggi dello stato non siano inferiori à quelle di qual si 
vogli' altro , et in conseguenza non men degne di tutto quel- 
l'honore, che ad altre si possa fare. Perciò havendo io ritrovato 

{*) Pag. 151. 



( 1GG ) 

die si ristampavano, et erano per uscir fuoti senza che por- 
tassero seco il nome di alcuno, dirò prolettore, mi risolsi 
mosso dalle sudette ragioni, e per queir autorità, che mi par 
havere nel maneggio della stampar ia, di trattenerle, et indi- 
rizzarle alla Sig. V. lllustr. 

A pag. 176 comincia un lungo elenco di pubblici officiali, 
cioè: de' membri del Consiglio de 1 Quattrocento, di quelli del 
Minore Consiglio, e di quei che furono posti nel Seminario. 
Indi si ha una copiosa Tavola alfabetica delle cose notevoli, 
la quale abbraccia altre 16 pagine. 

Il suddetto Gabriello è lo stesso che il Cancelliere sotto- 
scritto alla Grida monetaria da noi riferita alla pag. 160. E 
di lui riparleremo a luogo meglio opportuno. Qui intanto vo- 
gliamo notare come la Tavola XIII sopra accennata, nonché 
la Tavola XI e le altre che riferiremo ai numeri XVII e XVIII 
rappresentino altrettante variazioni di un solo stemma ed im- 
presa, che sarebbe della famiglia Roccatagliata. Ma il percln'' 
poi di queste imprese nelle nostre edizioni ci sludieremo chia- 
rirlo con altre cose nella Conclusione alle presenti Notizie. 



4 584. 



Il Soprani (') registra la seguente,- di « Giulio Guastavino 
Dottor Medico incomparabile, et esattissimo Anatomista »: 

Oratione al Senato, e popolo Genovese nell'en- 
trata in Magistrato de' cinq; Illustrissimi, et Eccel- 
lentissimi Signori il primo giorno di Luglio. In Ge- 
nova, 1584. 

In 4." 
(') Op. cit., pag. 17!). 



( 167 ) 

158'.-. 1585. 
Nella R. Universitaria: 

DISCORSI 

DI M. PELEGRO 

DE GRIMALDI ROBBIO 

NE' QVALI SI RAGIONA COM- 

piutamente , di quanto far debbono i Gentil- 

huominì ne' servigi de' /or Signori, per 

acquistarsi la gralia loro. 

Al Mollo Magnifico Signor Marco Centurione» 

Impresa come alla Tavola XI ('). 

IN GENOVA M. D. LXXXV. 

In 8.° di pag. 334, bel corsivo. 
In line : 

Stampata in Genova. 
Con Licenza de Superiori. I 584. 

E questa la 3. a edizione ( 2 ). 

La dedica é la stessa del 1583. 

Questo esemplare ha note marginali mss. 



(') V. a pag. 145. 

(') V. a pag. 78 e 458. 



( 168 y 



585. 



Nella R. Universitaria, nella Fransoniana , nella Duraz- 
ziana, ecc. : 

VB.ERTI 

FOLIETAE 

PATRIGII 

GENVENSIS 

Historiae Geimensis Libri XII. 

AD IO. ANDREAM AVRIAM 

MELPHIAE PRINGIPEM, 

CLASSISQ; PHILIPPI SECVNDJ CATHOLICI 

REG1S CVM SVMMO IMPERIO PBAEFECTVM. 
CVM PRIVILEGIO. 

Impresa coli' idra lernea (') ed il motto: 

V1RESCIT VVLNERE VIRTVS. 
E SOttO : 

GENVAE, 

Apud Hieronymum Bartolum , MDLXXXV. 

DVGE REIPVBLIGAE 

GENVENSIS SERENISSIMO 

HIERONYMO CE AVARO 

Cj V. Tavola XV. 



TAVOLA XV. 




IMPRESA DI GIROLAMO BARTOLI 



( 1 OD ) 

In foglio, di carte numerate 314, bel corsivo, iniziali a di- 
segno, e fregi diversi. 

Succede al frontispizio il ritratto dell' Autore in mezzo a 
ricca cornice, con decorazioni architettoniche, avente a destra 
la figura di Giano ed a sinistra quella di Nettuno in atto di 
incoronarlo d'alloro; sopra l'imagine di san Giorgio che fe- 
risce il drago, e sotto il panorama di Genova. 

Indi, nelle tre pagine successive: 

PAVLI FOLIETAE IN VBERTI FRATRIS 
Historiam Genuensium Praefatio. 

Nella quale esso Paolo accenna in questi termini ad altre 
due opere di molta lena , cui 1' Autore aveva eziandio posta 
mano: 

Venia in spem fore aliquando, ut altera pars historiae univer- 
salis, ac simul Ecclesiastica integra maximis liberti vigiliis 
conscripta, e tenebris in lucem emergat. qui e nini labores, et 
volunlatem Folielae gentis Summis Principibus gratam esse 
intelliget, privata sua sive utilitate, sive jucunditate postposita , 
ilio, credo diutius non swpprimet. 

Vengono appresso altre quattro pagine, a due colonne, di 
versi latini dei seguenti, cioè: 

Angeli Iustiniani Episcopi Genuensis — Alberici 
Cybo S. R. I. et Massae Principis — Alexandri Ara- 
goniae, Appiani, Plumbini D. Dess. — Ansaldi Gri- 
maldi Marchionis Modonij — Vincentii de Furnariis 
— Lucae De Furnariis — Alexandri Iustiniani — 
Ambrosii De Nigro — Laure ntii Conti — Hieronymi 
Iustiniani — Antonii Rocca taliatae -- Pan li Aemili 



( 170 ) 

Flisci — Thomae Baldi Abbatis Sancti Matthaei — 
Rev. P. Francisci Adurnij — R. D. Nicolai De Au- 
ria — R. P. Laurentii Bianchi P. Io. Baptistae 
Nardi — Oclavii Boerii — Io. Francisci Gottucci 
— Iulii Guasta vinii - Iuliani Costae — Petri Conte- 
stabilis — Ioannis Lucae Glavari — Bartholomaei 
Mancini Politiani Philodoxi Guastavinii — Cae- 
saris Cortes — Petri Boselli Ayellensis — Ioannis 
Gostae — Nicolai Spinulae. 

Segue l'Indice di 16 pagine non numerate. 

È noto che il Foglietta scrisse queste sue Storie per ordine 
pubblico; tutta\ia non dispiacerà Taverne il documento, che 
io debbo alla sempre cortese amicizia del eh. Desimoni ('). 

1576, 2 Januarij 

Illustrissimus D. Dux et Illustres DD. Guberna- 
tores Excell. Reipublicae Genuensis, scientes sala- 
rium lib. 850 alias assignatum nobili Matheo Gen- 
tili ( 2 ) tunc cancelario et secretarlo cum onere scri- 
bendi Annalia, prò ut in decreto, deberi Officio Gan- 
cellariae et Secretariae et etiam Scriptori Annalium, 
et quod, licet Cancellarli et ^"ecretarii Officium Can- 
cellariae et Secretariae exerceant, non tamen est 
aliquis huc usque electus ad Scribenda Annalia, ele- 
gerunt R. Obertum Folietam in Scriptorem Histo- 
riarum et Annalium lìeipublicae, cum medietate 
salarli ; et reliquam medietatem declaraverunt de- 
beri cancellariis et secretariis. Ad calculos. 



( 1 j Archivio Governativo (Segreto): Cod. 129 intitolato : Leggi daM528 
al 1600; car. 47. 

( 2 ) Cioè Matteo Scnarcga, la cui famiglia era stata aggregala all' Albergo- 
Gentile. Il Senarega fu poi Doge dal 1595 al 1597. 



( 171 ) 

1585. 
Nella R. Universitaria: 



THOMAE 

AB ARGENTINA, 



EREMITARVM DIVI AVGVSTINI 

PRIORIS GENERALIS. 

COMMENTARIA IN IIII 

L1BROS SENTENTI AR VM : 

Ilac postrema editione, a quamplurimis mendis vindicata. 

ET SVMMA CVRA, MVLTIS REBVS IN SVVM LOCVM 

repositis; Tabula Alphabetica copiosiore Articulorum indice, 

Nec non Thcologorum citationibus addii is, ad studiosorum gratiam 

in recentem foriti am restituiti: 

VNA CVM AVCT0RIS VITA. 

AD PERILLVSTREM VIRVM 

IVLIVM PALLAVIGINVM 
PATRICIVM GENVENSEM 

Impresa bartoliana coli' idra e motto sopra notati ( 4 ). 

GENVAE. 

Apud Antoriium Orerium, MDLXXXV. 

In foglio, bel carattere tondo minuto, di pagine numerate 
210 e 225. 

« 

(') V. Invola XV, a pag. 1G8. 



( 172 ) 

Come l'impresa cosi i tipi sono evidentemente del Barloli. 
L' Orerò, che nella Prefazione si qualifica bibliopola, era forse 
socio al medesimo nella Stamperia; oppure anche il Bartoli, 
per esclusivo conto di lui esegui la presente nonché la suc- 
cessiva e più altre edizioni che a brevi intervalli ci avverrà 
d'incontrare. Questa inoltre e la precedente del Foglietta parmi 
poi che segnino un progresso notevolissimo nell' arte tipogra- 
fica genovese. Non priva d' utilità infine per la storia di que- 
st' arte medesima è la dedica (1 .° Maggio) dell' Orerò predetto, 
il quale e discorre degli offici del tipografo , e lamenta che 

typi , qui ante quasi virtutum praeceplores laudabantur , et 
doctrinae magistri: modo plerumque veluti errorum sateUiles 
improbenlur , et vitiorum ministri. Quare eorum librorum, qui 
passim imprimuntur, alij propter locorum contagionem, non 
admiltuntur suspecti: alij propter pestem scelerum, quibus 
doctrinam omnem polluunt perfidi , esterminantur eliam ad- 
missi: ahi conlra ultro procul accersuntur, sed accersiti pro- 
pter multarum rerum offensiones , leguntur cum stomacìto, et 
nausea. 

Al suo Mecenate inoltre dà lode di due cose: 

una . . . integritatis et vitae : altera doctrinae et ingenti: 
atraque certe tui generis et seminis propria. 

In ultimo gli regala un' etimologia mollo lusinghiera del 
cognome di sua famiglia: 

Pallauicina . . . nominala, id est Pallas vincens omnia ('). 

(') Anche Paolo Foglietta lodò Placidia Pallavicino con somigliante bisticcio; 
ed ha un sonetto (V. Rime diverse in lingua genovese ; Torino, 1G12; p. 10) 
che comincia : 

Se a Pallade vesinna ve trovè 
E con Giunon sei sempre in compagnia. 






TAVOLA XVI 




SECONDA IMPRESA 
DI GIROLAMO BARTOLI. 



( 1.73 ) 

1585. 

Nella stessa: 

CENTO 

R.A.o-ioisr^.ivcEisrTi 

SOPRA LA PASSIONE 
DI NOSTRO SIGNORE 

Fatti in Milano dal R. P. F. Francesco Panigarola Min. Osser. 
PER COMMISSIONE , ET ALLA PRESENZA 

DI MONS. II.L.MO BORROMEO CARD. DI S. PRASSEDE 



AL MOLTO ILL. SIC. IL S. NICOLO PALLAVICINO 
FV DEL SIGNOR AGOSTINO. 

Impresa bartoliana di proporzioni minori della già veduta ('). 

IN GENOVA , 
Appresso Antonio Orerò, 1585. 

In 4.°, carattere corsivo, di carte numerate 232. 
La dedica è dello stesso Orerò Libraro, che ricorda 

i grandissimi obblighi che tiene alla illustrissima casa Palla- 
vicina. 

Seguono molte altre pagine non numerate di Tavola, ecc. 
In fine è una bella silografia di Gesù deposto, e collocalo 
da due angioli nel sepolcro. 

Sotto si lesse : 

IN GENOVA. 

Con licenza de' Superiori. 

(') V. Tavola XVI. 



( 174 ) 
1585. 



Nella slessa: 



DELL' VISTIOUSTIE 

DEL REGNO DI 

PORTOGALLO 

Alla Corona di Ga stiglia 

ISTORIA 

DEL SIG. IERONIMO DE 

FRANCHI GONEST AGGIO 

GENTI LHVOMO GENOVESE. 

Piccola impresa bartoliana ('); e sotto: 
IN GENO VA. 

Appresso Girolamo Bartoli, 1585. 
In 4.°, di carie numerate 264; carattere corsivo. 
In fine : 

Con licenza de' Superiori. 

È dedicata dall' Autore al Doge e Governatori della Repub- 
blica di Genova, ai quali dice: 

Sendo l'Istoria il vero maestro di quesf arte 'di 
governare), non mi pare che si affatichi indarno co- 
lui, che à benefìtio della patria prende a scriver i 
fatti delle altre genti, acciò che la Republica alle 
altrui spese possa imparare a conservarsi et à me- 
dicare le intrinseche corruzioni. 

(') V. Tivola XVI, a pag. 17.1. 



( 178 ) 

Seguita notando di avere eziandio 

investigata (la verità) con somma diligenza, e senza 
rispetto di coloro che troppo sensitivi fra mille lodi, 
non vogliono udir uno de lor difetti, perciò che que- 
sti non deono sapere, che non potendo arrivar la 
imperfettion humana a posseder la virtù, pure sono 
meno credibili anzi sospettose di bugia quelle lodi, 
che son dette senza mescolanza di riprensione. 

Sensi certo degnissimi di libero cittadino. 

Succedono 13 pagine non numerate d'Indice alfabetico ed 
una di errori corretti, che sono ventisei, né tutti gravi. 

Non taceremo come l'opera in discorso, che é molto cu- 
riosa e ricercala ad onta delle diverse edizioni e traduzioni 
che se ne fecero, venga comunemente attribuita a Don Gio- 
vanni di Silva conte di Porto Allegro, che accompagnò in 
Africa il re Don Sebastiano , in qualità d' Ambasciatore di 
Spagna. In tal caso il Conestaggio sarebbesi vestito delle penne 
altrui ; ma vedasi ciò che il benemerito Spotorno (') dotta- 
mente ne scrisse , rivendicando con vigorosi argomenti quella 
opera al nostro concitaddino. Odasi inoltre Giusto Lipsio ( 2 ) , 
il quale cosi ragiona in certa sua lettera a Paolo Moneglia : 
Italia vestra plura ingenia ab orniti aevo dedìt et aluit : fac 
ut tuum inter ea censeatur , et Ligures quoque vestri veniant 
in hanc famam. Habes inter tuos qui cminuerunt aut emi- 
nent; atque inter eos Scriptorem Jlistorie Lusitanicae mi/ti 
prudentem et probum. 



(') Stor. Letter., voi. Ili, p. 205-209. 

(*) Ap. Soprani, Li Scrittori ecc., p. 116. 



( «76 ) 

1585. 
Nella stessa : 

VBERTI FOLIETAE 

DE SAGRO FOEDERE 

IN SELIMVM LIBRI 
QVATTVOR 

EIVSDEM VARIAE 

expeditiones in Africani.' 

Eiusde Obsidio Melitae. 

GENVAE MDLXXXV 

De licentia Superiorum. 

Il frontispizio è circondato da una decorazione architetto- 
nica; nella cui base due putti sorreggono un picciolo stemma 
ove è rappresentata esattamente l' impresa da noi prodotta alla 
Tavola XIII (*). 

In 4.°, di pagine 326; carattere tondo. 

In capo al volume se ne hanno poi altre 6 non numerate 
con dedica, in carattere corsivo, di Paolo Foglietta 

AD PHILIPPVM 

REGEM MAXIMVM 

e tre epigrammi latini, in carattere tondo, d'Ambrogio Di 
Negro, Doge della Repubblica, Alessandro Giustiniani e Pompeo 
Arnolfini ( 2 ). 



(') Pag. 151. 

( 2 ) Era costui un gentiluomo lucchese, segretario a' servigi del Principe Gio- 
vanni Andrea D' Oria I. 



( 177 ) 
A pag. 326 : 

ERRATA 

quae corrigenda maxime usa suni. 

Seguono in fine del volume altre 15 pagine, del pari non 
numerate, ed in carattere corsivo, nelle quali si contiene Vin- 
dice delle cose. 

1585. 1586. 
Nella stessa e nell' Urbana : 

soLEnsnxris 

REPETITIO 

1. quoties. G. de rei ved. 

PER HIERONYMVM 
MARRILIANVM I. V. D. AG 

PATRICIVM GENVEN. EDITA. 

LEGVM, ET PRAXIS, 

STVDI0S1S VTILISSÌMA. 

Impresa barloliana, come alla Tavola XVI ( 1 ). 

GENVAE, 



Apud Hieronymum Bartolum, 4 585. 

In 4.°, di carte numerate 44; bel tondo. 
V'è una dedica dell'Autore a Gassano Bernisone, cavaliere 
gerosolimitano, la cui famiglia 

antichissima . . . con un continuato corsa di più di cinque- 
ceto anni, è sempre stata nobilissima e principalissima nella 
famosa Città d' Albenga; 

(') Pag. 173. 

lì 



( 178 ) 
ed il cui 

bisavolo . . . già CL. anni sono . . . essendo venuto ad ha- 
bitare in questa Città (di Genova) ito solo fu , come huomo 
principale, volentieri ricevuto; ma anco i più stimati cittadini 
e di maggior fortuna (come erano e sono i Dorij e gli Spi- 
nulij hebbero caro di apparentarsi seco. 

Abbraccia quattro pagine non numerate, di carattere cor- 
sivo come le due seguenti , ove in lode del Marriliano si 
hanno versi di Gaspare Muzio, Agostino Calanis , Pasquale 
Sauli. 

In fine: 

INDEX 

LOGVPLETlèSIMVS 

di pag. \7 non numerate; e quindi l'annotazione. 

DE LICENTIA SVPERIORVM. 

Non lo trovo nello Spotorno. 

Al Giustiniani poi rimase ignota la presente edizione, come 
rilevasi dalle frasi onde cita la lettera dedicatoria d' un suo 
libro legale (del Marriliano) , che sarà facilmente uno de' sud- 
detti ( ! ) a Cassano Bernisone. Ma in compenso ha memoria 
di una seconda dell 1 anno appresso : 

Repetitio ad. L Quoties. C de rei vend. Auct, 
Glariss. I. G. D Hieronymo Marriliano. . . . Hac nova 
editione ab auctore mendis, quibus librariorum in- 
curia scatebat, expurgata, plurimisque in locis locu- 
pletata, precipue autem circa intelligentiam extraor- 

(') Repetitio etc, oppure l'altra intitolata : Decisiones aureae et peregrinile, 
stampate a Francofolte il 1582 ed in Pavia dal Viano il 159o. V. Giustiniani, 
p. 445; Soprani, p. 118. Emtrambi chiamano il nostro autore: Marliani. 



( 179 ) 

dinariae auctoritatis quam Genuenses Brachium 
Regium vocant; nonnulla scitu quidem digna, et 
ad praxim valde u Lilia traduntur, ubi vero, et 
contra quos Rota crimmalis illa tuto uti possit, et 
debeat breviter et docte extenditur. Subijciturque 
non min us miserabilis quam memorabilis casus, 
qui praeteritis annis Genuae contigit, ubi duo inno- 
centes viri iudicum culpa laqueo suspensi mere . . . 
Genuae, apud Hieronymum Bartolum, 1586. 

In 4.° 

Lo stesso Giustiniani ricorda pure altre edizioni dell' opera 
medesima, eolla data di Pavia, per Andrea Viano 1555, e 
di Colonia 1598. 



1585. 1613. 

Nola il Fetis ( l ), che i primi libri dei Madrigali di Carlo 
Gesualdo , principe di Venosa, furono pubblicati in parti se- 
parate a Genova nel 1585. 

Simone Molinari, maestro di Cappella della nostra Catte- 
drale , diede poi nel secolo successivo un" 1 edizione completa 
di essi Madrigali, con questo titolo : 

• 

Partitura delli sei libri de' Madrigali a cinque voci 
dell' Illustrissimo et Eccellentissimo Principe di Ve- 
nosa, D. Carlo Gesualdo. In Genova, appresso Giu- 
seppe Pavoni, 1613. 

In fol. , di carte 246. 
(') Biographie Universelle des musicièns ; Bruxelles, 4837; voi. IV, p. 318-19. 



( 180 ) 

1586. 
Nella R. Universitaria e nelhi Durazziana: 
DECRETA 

PROVINCIALE 

SYNODI GENVENSIS 

Praesidente in ea R." 10 D. Cypriano 

Pallavicino Genuensis Ec- 

clesiae Archiepiscopo. 

ìterum impressa mandante R. mo T). Anton lo 

Saulio Genuae Archiepiscopo. 

Piccola impresa bartoliana ( 1 ). 

GENVAE," 

Apud Hieronymum Bartolum , \ 586. 

Permissu DD. Superìorum. 
In 4.°, bel corsivo, di carte numerate 34. 

La dedica ali 1 arcivescovo Antonio Sauli è fatta da un prete 
Lorenzo Bianco, da lui incaricato dell'edizione 

ne huiusmodi librorum inopia, optima praecepla ignorata de- 
sinant a plerisque servari. 

Segue la lettera pastorale dell 1 arcivescovo Cipriano Palla- 
vicino 

Reverendiss. Provinciae suae Episcopis. 

(') V. Tavola XVI, pag. 173. 






( 181 ) 
Notevoli sono lo disposizioni che leggonsi nel capitolo De 
processionibus, ove si dice: 

Absinl elicmi repraesentationes , aliaque omnia, quae pro- 
cessiones possati retardare , vel hominum mentes a pieiatis 
Studiti ad illecebras, quibus aures, et oculi capiuntur , avo- 
cure . . . , nìsi ab Ordinario, caussa piene cognita, licentia 
in scriptis sit obtenta. 

A carte 33, tergo, v 1 è ricordato, circa le pene, il desiderio 
del Concilio Tridentino, che i fedeli 

recti potius amore quam poenarum metn in officio conti- 
neantur. 

In fine trovasi l'approvazione di Filippo Boncompagno, Car- 
dinale di San Sisto, in data di Roma 9 Ottobre 1574. 

Questa R. Universitaria ha pure del suddetto Sinodo una 
edizione romana del Ì605. 

1586. 
Nella R. Universitaria e nell'Urbana: 
GLI ANNALI 

DI GENOVA 

Dall' 1 528 che ricuperò la libertà, 

fino al 4 550. 

Di M. Giacomo Bonfadio. 

Divisi in Cinque libri. 

NVOVAMENTE TRADOTTI IN LINGVA 

italiana, et di una tavola copiosissima accresciuti 

DA BARTOLOMEO PASCHETTI 

MEDICO ET FILOSOFO. 



Al Molto Illustre Signor 

GIO. BATTISTA PALLAVICINO. 



( 182 ) 
Impresa bartoliana (*). 

IN GENOVA 



Appresso Girolamo Bartoli , 1586. 

In 4.°, bel carattere corsivo, di carte numerate 407. 

In fine : 

Con licenza de' Superiori. 

La dedica è del Paschetti medesimo, in data di Genova 15 
Gennaio \ 586 ; il quale dice esser già stato richiesto di questa 
traduzione dal Sig. Giulio Pallavicino , e consigliato appunto 
dallo stesso a dedicarla al sullodato Giambattista suo stretto 
parente, impiegato 

continuamente ne i più sopremi, et ne i più importanti af- 
fari di questa Repubblica. 

Soggiunge che tale soggetto gli fu del pari encomiato 

dal Signor Matteo Senarega gentilhuomo di quelle gravità, di 
quel valore, et di quella finezza di giudicio, che conosce, et 
prova tutta questa Republica. 

E conchiude che se conoscerà che questa sua fatica 

aggradisca agl'intendenti almeno, et giudiciosi s'ingegnerà di 
fare, che fra qualche spacio di tempo si veggano le cose se- 
guite del mille cinquecento cinquanta in qua, ove V auttor fi- 
nisce V historia sua, in stile per aventura più gradito , et più 
grave, essendo a suo parer il tradurre più duro, et più dif- 
ficile, che il comporre; et questo per gratificar alcuni gentil» 
huomini amici, et benefattori suoi, et per dimostrar insieme 
con tutti i modi possibili la buona volontà sua verso questa 
Nobilissima Republica. 
La qual cosa non si sa poi eh' egli abbia fatta. 

( l j V. Tavola XVI, pag. 173. 




( 183) 

Lo Spotorno (') osserva che la volontà dal Paschetti ma- 
nifestata « di gratificare gii amici si ravvisa troppo chiaramente 
nella sua stessa versione, avendo in essa intruso molte cose 
in lode della famiglia Cibo , che non si leggono nel testo la- 
tino; e che si trovano esattamente notate nella seconda edi- 
zione delle opere del Bonfadio, Brescia 1759 ( 2 ) ». 

Il Gamba descrive 1' edizione della sullodata traduzione del 
1597 ( 3 ). 

Il Bonfadio aveva dalla nostra Repubblica affidato insieme 
lo incarico d' insegnare la filosofia e dello scrivere gli Annali; 
e ne ritraeva in complesso 1' annuo stipendio di lire 595 (*). 

1586. 

Nella R. Universitaria: 

DELLE 

CANZONI 

Del Signor 

GABRIELE 

GHIABRERA 
LIBRO I. 

Al Sig\ Ambrosio Salinero. 
Piccola impresa bartoliana ( 5 ). 

IN GENOVA , 



Appresso Girolamo Bartoli, 1586. 

(') Stor. Letter. , IV , pag. 262. 
(*) Voi. II , p. 462 e scg. 

( 3 ) V. le presenti Notizie sotto di tale anno. 

( 4 ) V. 1' edizione di essi Annali, che si fa di presente dal Canepa co' tipi 
Ferrando, annotata dal eh. Belgrano; pag. 4. 

( s ) V. Tavola XVI , a pag. 173. 



( 184 ) 

In 4.°, di carte 30 non numerate ; segnature A 2 — H ; bel 
carattere corsivo, con fregi intagliati finamente nel legno. 

In fine : 

In Genova, Con licenza de' Super. 1586. 

Nel retto dell'ultima carta undici errori occorsi. 
Nella dedica dice il Chiabrera all'amico suo di voler sup- 
plire agli scrittori i quali dei cavalieri d' Italia hanno 

solamente della nelle historie la verità , e non hanno adope- 
rata la virtù della poesia à fare maravìgliose le loro attioni. 

I cavalieri da lui encomiati : sono Francesco Maria Della 
Rovere il vecchio, Alfonso I da Este , Emanuele Filiberto di 
Savoia, Enrico Dandolo Doge di Venezia, Giovanni de' Medici, 
Antonio Colonna il vecchio, Nicola Orsino da Pitigliano, Gian- 
giacomo Trivulzio, Francesco Gonzaga, Bartolomeo Liviano e 
Francesco Sforza Duca di Milano. 

II Gamba dice di questa edizione bartoliana, colle altre che 
verremo notando agli anni 4587 e 1588, ch'ella è « rara, 
originale e pregevole » . 



Nella stessa 



4586. 

LE METEORE 
DI GENESIO 

MALFANTl. 
CHE BREVEMENTE 

contengono quanto a questa mate- 
ria s' appartiene. 

Al Molto Illustre Sig. il Sig. 
Giulio Pallavicino. 



( 185 ) 
Piccola impresa bartoliana succitata ('). 

In Genova, Appresso Girolamo Bart. 1586. 

In 8.° piccolo, di carte numerate 46; bel carattere tondo. 
L'Autore confessa di avere scritto questo libro 

già anni fa .... co H miglior ordine , e con più chiara 
brevità eh' all' hora seppi, la miglior parte, se non m' inganno, 
di quel, che Aristotile ne scrisse. 

Non lo trovo nello Spotorno , sì nelle postille di lui mss. 
al Soprani. 
Il Giustiniani ( 2 ) ha pure : 

Genesii Malfantii, G-enuensis, Givilis Philosophiae 
Compendium. Genuae, apud Hieronymum Bartolum, 
1586. 

In 4.° 

Nonnulla Philosophiae Monumenta , teste ipso 
Genesio in Epistola ad lectorem dicti libri. 

1586. 
Nella stessa, nella Civico-Beriana e nella Fransoniana: 

CAROLI 

SIGONII 

De vita, et rebus geslis 

ANDREAE AVRIAE 

MELPHIAE PRINGIPIS 

Libro duo. 

Ab Auctore postremo recogniti. 

(') V. Tavola XVI, pag. 173. 
(*) Op. cit. , p. 270, col. 1. 



( 186 ) 
Impresa bartoliana ('). 

GENVAE 

Apud Hieronymum Bartolum, 1586! 

De licentia Superiorum. 
In 4.°, carattere corsivo, di carte numerate 123. 

La dedica 

Illustrissimo Adolescenti 

ANDREAE AVRIAE 

IO. ANDREAE F. 

Pompeius Arnolfinus. 

Segue : 

EIVSDEM 

Pompeij Arnolfini in Andreae Auriae 

Melphitanorum Principis effìgiem, 

Epigramma. 

Ed occupa il retto di una carta non numerata. 

4586. 
Nell'Urbana: 

DELL' HISTORIA 

DELLA CHINA 

DESCRITTA DAL P. M. GIO. GONZALES DI 

Meridozza dell' Ord. di S. Agost. nella lingua Spagnuola. 

Et tradotta nell' Italiana dal Mag. M. Francesco 

Avanzo, cittadino originario di Venetia. 

PARTI DVE 



Si sono aggionti alcuni avisi pur della China 
non' più stampati in questo libro. 

All' Ill. mo Sig. il Sig. D. Garzici Mendozza. 

(') V. Tavola XVI, a rag. 173. 



( 187 ) 
Piccola impresa bartoliana (*). 

IN GENOVA , 

Con licenza de' Super 



APPRESSO GIROLAMO BARTOLI , 1586. 

In 4.°, carattere corsivo alquanto minuto, di pagine nume- 
rate 280; più indici copiosi e diverse dediche, fra le quali 
una del Traduttore ( 2 ) : 

AL BEATISSIMO 

Padre, et Signor Nostro, 

PAPA SISTO QVINTO. ( 3 ) 

Il quale Papa, avuto in dono dall'Autore l'originale di questa- 
Storia, 

disse che saria stato ben fatto tradurlo nella lingua nostra , 
et communicarlo all' Italia. 

Questa R. Universitaria ha di tale opera l' edizione romana 
dello stesso anno, ed un'altra veneta del 1590. 

1586. 
Nella R. Universitaria ( 4 ): 

Cento Gasi di Gonscienza raccolti dal R. P. F. Se- 
rafino Razzi, dell'Ordine de 1 Predicatori, della Pro- 

0) V. Tavola XVI , a pug. 173. 

( a ) Egli era propriamente friulano; e viveva ancora nel 1605. V. Mazucchelu, 
op. cit. , voi. I, par. II, p.J224 e seg. 

(") La dedica al Mendozza, figlio di quel Pietro Mondezza che fu ambasciatore 
cesareo presso la Repubblica di Genova, è del Bartoli. 

( 4 ) Di questo libro come del seguente non posso dare la precisa disposizione 
del frontispizio. Entrambi teste pervennero alla R. Universitaria dalle Biblio- 
teche de' Conventi soppressi , e perciò sono ancora in via di essere ordina- 
tamente collocati. 



( 188 ) 

vincia Romana, e fatti volgari . . . Ristampati con 
aggiunta d' alcuni casi de' Cambij, et d' un trattato 
de' censi. Con licenza de' Superiori. In Genova, ap- 
presso Girolamo Bartoli , M.D.LXXXVI. 

Impresa bartoliana ('). 

In 24.°, di pagine numerate 432, carattere tondo. 

I Casi terminano a pag. 322, le quali tutte sono inquadrate 
da linee; singolarità non continuata pe' Censi, che princi- 
piano a pag. 328, retto. 

La dedica è di Pietro Bartoli al Magnifico e Rev. Girolamo 
Bordonio da Solmonetta; del quale afferma aver udito parlare 
assai favorevolmente in Savona, in casa di monsig. Giambattista 
Centurione vescovo di questa città. 

1587. 

Nella stessa: 

Le lagrime di S. Pietro del Sig. Luigi Tansillo ; di 
nuovo ristampate con nuova gionta delle Lagrime 
della Maddalena del Sig. Erasmo Valvassone ('), et 
altre rime spirituali, del Molto R. D. Angelo Grillo, 
non più vedute, et ora nuovamente date in luce. In 
Genova, appresso Girolamo Bartoli, M.D.LXXXVI! 
Con licenza de' Superiori. 

Piccola impresa bartoliana ( 3 ). 

In 8.° piccolo, di carte numerate 178, carattere corsivo, ec- 
cetto la dedica, che è di Giulio Guastavino a Giovanni Costa. 
Dove lamenta che l'Autore non abbia potuto dare a quest'o- 
pera l'ultima 

sua maestre voi mano. 

(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 

(*) Secondo il Graesse parrebbe che questa Giunta comparisse invece più 
tardi, nell'edizione veneta del 1589. 
( 3 ) V. Tavola XVI , loc. cit. 




( 189 ) 
soggiunge : 

L' havessimo noi almeno tale quale egli ce la lasciò, 
che senza dubbio più appagati ne rimaritano i leg- 
gitori ('). 

Lo stampatore poi raccomanda ai giudiziosi lettori questo 

spirituale Ariosto 

che al Salfi parve noioso anzi che no. 

Seguono quattro sonetti, che sono di Paolo Reggio vescovo 
di Vico Equense, di Don Angelo Grillo, di Giulio Guastavino 
predetto e di Cristoforo Zabata. 

Al tergo di carte 164 è poi un altro sonetto intitolalo: 

Dialogo Spirituale. Del Signor Torquato Tasso. 

Indi le 

Lagrime di S. Maria Maddalena 

sino a carte 178. 
Appresso altre 7 carte non numerate, ove si legge: 

Capitolo al Crocifisso nel "Venerdì Santo. Del R. 
D. Angelo Grillo ( 2 ). 

Cj L'edizione completa del poema, distribuito in 15 Canti, e fatta sull'au- 
tografo, non comparve che nel 1606 a Venezia, in 4.° L' Autore non ne avea 
prima pubblicate che 42 stanze, pure a Venezia, nel 1360. G. B. Attendolo 
aveva quindi ripubblicata siffatta opera il 1585, in 4.°, a Vico Equense, divisa, 
come in questa edizione genovese, in 13 Pianti, per quanto io ne ritraggo dal 
Graesse precitato. Il Gamba c'insogna poi che anche il Costo, editore del 
lavoro completo , « lo ritoccò in diversi passi, accomodò versi per renderli più 
numerosi e sonori, ed accrebbe l'opera di pressoché quattrocento stanze «.Questa 
R. Universitaria ha l' edizione summentovata del 1585, ove da principio è una 
• Lettera, di Monsignore Spinola , vescovo di Nola, hoggi . . . Cardinal di S. 
Chiesa, a Gio. Battista Attendolo ». Il quale Spinola manca al Ciacconio. 

(*) Delle Rime di costui s' ha, fra le altre , una bella edizione bergamasca 
in 4.°, del 1589. 



( 190 ) 

1587. 

Nella stessa : 

DELLE 

GA3STZ03STI 

Del Signor 

GABRIELE 

GHIABRERA 
LIBRO SECONDO. 

Al SigTior Cesare Pavese. 

Piccola impresa bartoliana ( d ). 

IN GENOVA, 

Appresso Gieronimo Bartoli, MDLXXXVII. 

Id 4.°, di carte 16 non numerate, come il libro I già no- 
tato all'anno antecedente; carattere corsivo. 
In fine: 



Con licenza de' Superiori. 
Nella dedica dice l'Autore aver già donate le antecedenti 



rime 



il quale 



E segue : 



al Sig. Salinero nostro 
volle , cne si stampassero. 



Io per accompagnare quel solo libretto, ho voluto 
tentare un' altra via di lodare ; onde ho messo in- 
sieme alcune canzoni sopra la morte di alcuni no- 
mini illustri , et ho lacrimato la loro ventura. 

(') V. Tavola XVI, a pag. 473. 



( 191 ) 

E questi sono: Latino Orsino, Fabrizio Colonna, Ercole Pio, 
Agostino Barbarico ed Àstorre Baglione; gli ultimi tre dei quali 
morirono per la Croce e pei Veneziani combattendo il Turco. 
L'ultima di esse Canzoni è intitolata .- 

Piange la città dì Famagosta, ecc. 

1587. 
Nella stessa : 

RAGIONAMENTO 

DELL' VNIONE, 

FATTO 

DA FRATE INNOCENTIO 

Ghisi, dell' Ordine de" Predicatori , 

AL SERENISSIMO SENATO 

DI GENOA 

Di nuovo da lui riveduto, et accresciuto. 

AL MOLTO 1LL. SIC GIVLIO 

Pallavicino. 

Stemma de 1 Pallavicini, cimato da elmo e sormontato dal- 
l'aquila coronata. 

IN GENO VA , Con licenza de' Superiori. 

Appresso Girolamo Bartoli , M. D. lxxxvii. 

In 4.°, di carte 27 numerate, in bel tondo, più 4 di dedica in 
corsivo; nella quale l'Autore del libro dice al sullodato Pal- 
lavicino che glielo intitola: 

Non con speranza di farle dono degno del suo gusto 

avezzo a pascersi fra le delilie di molto più belle e prò- 



( 192 ) 

fìttcvoli lettioni, et hora principalmente in questa illustris- 
sima accademia de gli Adormentali la quale da lei come da 
principalissima radice va pigliando accrescimento. 

Indi 2 pagine non numerate di Prefazione : 

A BENIGNI LETTORI. 

Poi: 

ORATIONE 

DELLA NECESSITA' 

E GIOVAMENTO 

DELL' VNIONE NELLE 

REPVBLICIIE. 

Vi ha chi crede la famiglia de' Ghisi romana, non vedendosi 
scritta nel Libro d'oro della nostra nobiltà. Io trovo però nel 
Giustiniani (*) che Girolamo De Marini, suo contemporaneo, 
compose Decrelum adscriptionis DD. Ghisiorum ad Genuen- 
sem Nobilitategli , la cui dettatura piacque molto a Papa Ales- 
sandro VII. Inoltre, in questa R. Universitaria si conserva 
il Giuditio di Paride, Dialogo Filippo Ghisi nobile geno- 
vese. ( 2 ). 

Quanto poi all'Accademia degli Addormentati (lat. Sopiti), 
onde si ragiona nella dedica surriferita, e della quale anche 
il Guastavini asserisce essere il suddetto Giulio Pallavicino stato 
« un tempo protettore » ( 3 ), è da notare come essa sia mollo 
anteriore all' epoca (anno 1628) in cui il Mazzucchelli ed il Qua- 
drio la vorrebbero fondata. Ebbe invece principio di quest'anno 
4587, e propriamente il giorno di S. Tommaso d'Aquino 

(*) Op. cit., p. 477, col. i. 

( 2 ) Venezia, 1594, in 4°. piccolo; e parmi opera d'assai buon dettato. 

( 5 ) V. Giustiniani, loc. cit. 




( 193 ) 

(7 Marzo); e ne furono promotori Ottavio Cavi, Ceva D' Oria, 
Giambattista Spinola, Bartolomeo Mainerò, Stefano Di Negro, 
Girolamo Centurione, Gaspare Grimaldo, Giacomo Re e Giulio 
Bona. I suoi Statuti (*) furono approvati con lettere patenti 
del Doge Ambrogio Di Negro ( a ), in dafa del 44 Ottobre 
stesso anno. 

Lo Spotorno ( 3 ) soggiunge che questa Accademia « è glo- 
riosa per avere accolto il Ghiabrera , che anche vi recitò cinque 
Discorsi morali, che vider la pubblica luce nell' edizioni di 
quel sommo poeta fatte in 5 volumetti dal Geremia e dal 
Baglioni ». 



(') Serbansi mss. nel mazzo IV Politicorum , num. SO, del nostro Archivio 
Governativo. 
(') Era anch' egli appassionato cultore delle Muse. 
( 3 ) Storta Letter., voi. IV, pag. 252. 



( 194 ) 

1587. 
Nella stessa e nella Civico-Beriana : 

VBERTI FOLIETAE 

EX VNIVERSA, 

HISTORIA RERVM 

EVROPAE SVORVM 
TEMPORVM. 

CONIVRATIO Ioannis Ludovici Flisci. 
TVMVLTVS Neapolitani. 

CAEDES Petri Ludovici Farnesi) Placeliae Ducis. 

Ad Hieronymum Montenigrum 

Patri tium Genuerisem. 

Impresa bartoliana ('). 

GENVAE, Permùsu Superiorum 

Apud Hieronymum Barlolum, 4 587. 

In 4.°, di carte 93, più 5 di dedica; bel corsivo. 

I caratteri e la disposizione del frontispizio sono pienamente 
conformi alla edizione, di cui ha pure un esemplare questa 
R. Universitaria, fatta in Napoli dal Cacchi nel \h7\ ; e dove 
ugualmente si trova V epistola dedicatoria al Montenegro. In 
essa il Foglietta, accennato al suo disegno di esporre la Storia 

(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 



( 495 ) 
contemporanea d'Europa (') , a far capo dalla guerra combat- 
tuta da Garlo V contro i collegati di Smalkauden, soggiunge 
come appunto di Storia siffatta sia parte la narrazione delle 
suddette Congiure ( 2 ). Le quali, egli dice, 

cum . . . onines . . . uno volumine à reliqua /ustoria se- 
parato cuclusissem (qui fere meus est mos in singalis mate- 
riis, quas scribendas suscipio; ut mens varietale rerum mi- 
nime distracta uno in argumento attenta tota versetur : quod 
absolulum deinde cum universa historia contexo) librum qui- 
busdam inspiciendum dedi; . . . veruni sensi me parum cau- 
tum alienae [idei aestimatore fuisse ab illis proditus. librum 
enim descripserunt; ab aliisq; describi permiserunt; ut vulgari 
iam inciperet. Quodq; caput perfidiae et improbitatis est; à 
nonnullis miài amicissimis admonitus sum, proiectae quidam 
impudétiae hominem in animo habere , librum suo nomine 
praelo subijcere, atq. edere, quo perìculo perculsus , impron- 
tati , ne perfidorum sceleri preavertendum ratus opusculum 
mihi edendum duxi: ituq; feci. 

(') Già questo disegno vedemmo menzionato da Paolo di lui fratello nella 
Prefazione alla Historia Genuensium (V. a pag. 169). 

( 2 ) Supponiamo che un altro saggio od episodio di tale Storia sia pure 
l'opera De sacro foedere ecc., di cui a pag. 176; e nuovamente sotto il 1587 
e 1598. 



( 190 ) 

1587. 
Nella stessa e nella R. Universitaria : 

TRACTATVS 

DE ALIEN. REB. FIDEIC. SUBIECTIS 

PASQVALE SAVLIO I. C. 

STEPHANI F1LIO AVTHORE : 

In cuius prima parte LXXII. Quaestiones; 
In secunda vero casns, in quibus per testatores 
alienari prohibita possnnt alienari, continentur 

Atque eiusdem Authoris in eadem materia Responsvm. 

Ad Perillustrem, et Reverendiss. Antonium 
Saulium Genuae Archiepiscopum. 

Impresa bartoliana ('). 

GENVAE , Permissu Supcriorum , 

Apud Hieronymum Bartolum, MDLXXXVII. 

In 4.°, di bel carattere tondo. La prima Parte ha carte 
numerate 33; la seconda ne ha 49, più gì" Indici copiosi; ed 
altre 6, ugualmente numerate, ne occupa infine il Iìesponsum. 

C) V. Tavola XVI, a pag. 173. 



( 197 ) 

1587. 
Nella R. Universitaria, e nell'Urbana: 

VBERTI 

FOLIETAE 

DE SACRO FOEDERE 

IN SELIMVM 

Libri Quattiior. 

EIVSDEM 
VARIAE EXPED1TJ0NES 

in Africani, cum obsidione Melitae. 
Accedi t Index copiosissimus rerum memorabilium. 

Piccola impresa bartoliana ('). 

G E N VA E 



Ex Officina Hieronymi Bartoli 
MDLXXXVII. 

In 4.°, carattere tondo assai chiaro, di pagine numerate 
32G, oltre la dedica a Filippo II e gli epigrammi già notati 
altrove ( 2 ). Quindi la nota: 

PERMISSV SVPERIORVM 

(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 
[*) V. a pag. 176. 



( 198 ) 



1587. 

Nella R. Universitaria, fra i libri pervenuti dallo Biblioteche 
dei RR. PP. Cappuccini ('): 

Della Introduttione al Simbolo della Fede, Parti 
quattro . . . composte dal R P M. F. Luigi di Gra- 
nata, dell'Ordine di S. Domenico, Et nuovamente 
dalla Castigliana nella nostra lingua ridotte da M. 
Filippo Pigafetta. Con le Tavole ecc. In Genova, 
Appresso Girolamo Bartoli , M.D.LXXXVII. 

Impresa bartoliana ( 2 ). 

In 4.°, carattere tondo, di pagine numerate 266, 288, 203, 
326. 

Edizione nitida; con dedica (in carattere corsivo) di Antonio 
Orerò a Nicolò Giustiniano del fu Signor Paolo , cui loda per 

senno canuto in età cosi giovenile, integrità di vita, mode- 
stia, temperanza grandissima, infinita cortesia, e sopra tutto 
. . . sovrana e somma pietà Christiana. 

1587. 
Dal Soprani ( 3 ) : 

Prediche Quadragesimali di Ilarione da Genova 
Monaco Benedettino. Genova, per Girolamo Bartoli, 
1587. 

In 4.° 

(*) Nel registrare il titolo di questo libro mi riferisco a quanto ho già av- 
vertito nella nota 4 a pag. 487. 

( 2 ) V. Tavola XVI , a pag. 173. 

( 3 ) Op. cit., pag. 190. 







( 199 ) 

E nota che « ebbe congiunto con l'Eloquenza del dire, un 
stupendo modo di ben esprimere in carta il suo concetto ». 



1587. 

Dallo stesso (') : 

Rime di Gio. Battista Rossi Cittadino Genovese. 
In Genova , appresso Girolamo Bartoli , 1587. 

In 8.° piccolo. 

1587. 

Il medesimo ( 2 ) scrive inoltre che « Andrea Bracchi, citta- 
dino genovese, e Dottor Medico, per quanto ho potuto inten- 
dere, diede un libro alle stampe, con questa inscrittione : 

Pro electione Ascanij Columnei Gardinalis Am- 
pliss: Oratio. 

« In Genova, per Gerolamo Bartoli, 1587 ». 

1588. 
Nella Fransoniana e nella Durazziana : 

ORATIONI 

RECITATE NELL' 

INGORONATIONE DEL 

SERENISSIMO DAVID 

VACCA, 

Principe della Republica di Genova. 
CON RIME DIVERSE DA 

Eccellenti ingegni nell' istessa materia 
composte. 

(•) Pag. 154. 
(') Pag. 280. 



( 200 ) 
Stemma del Vacca, sormontalo dalla corona ducale. 
IN GENOVA. 



Appresso Girolamo Bartoli , 15S8. 

In 4.°, segnature A 2 — C*. 

Dedica di Girolamo Veneroso, altrove già da noi menzio- 
nato (*) : 

ALL' ILL. SIGNOR 

ANGELO LVIGI 
RIVAROLA 

Pag. 3 di carattere tondo. 

Indi poesie, in carattere corsivo; e sono : un sonetto dello 
stesso Veneroso , tre del P. Angelo Grillo , due di Giulio 
Guastavini, altri due e due madrigali di Gio. Maria Volgicapo, 
un madrigale di Bernardo Ferrari, un sonetto di Pietro Con- 
testabile ed una canzone di Lucilio Filopono. 

In fine: 

Con licenza de' Superiori. 

Seguono poscia le due Orazioni, pronunziale giusta il con- 
sueto, cioè: 

0RATI0NE 

DEL SIG. AMPEGIO 
CHIAVARI NOBILE GE- 

novese, e Dottor di leggi, 

RECITATA DA LVf NELl' INCORO- 

natione del Serenissimo David Vacca Prencipe 

della Republica di Genova. 

In Palazzo Ducale li 14-. di Decembre, 1587. 

(') V. le presenti Notizie a pag. 127, dove (lin. 9) è da correggere l'anno 
1582 in 1588. 



( 201 ) 
Piccola impresa bartoliana (*). 

IN GENOVA, 



Appresso Gieronimo Bartoli, MDLXXXVIII. 

In 4.° 

L' Orazione, in bel tondo, è preceduta da una dedica del- 
l'Autore alla Signora Porzia Vacca Rivarola, figlia del Doge; 
quindi da un sonetto dello slesso Chiavari e da un madrigale 
del suddetto Volgicapo alla medesima, in carattere corsivo. 

In tutto sono 4 3 carte numerate. 

0RATI0NE 

DEI, REVER. PADRE 

GIUSEPPE ALAMANNI 

Della compagnia di Giesù 

RECITATA DA LVI NELLA CHIESA 

Gatedrale per l' incoronatone del Sereniss. David 

Vacca Principe della Reputo, di Genova. 

Lì 13. Decembre. 1587. 

Piccola impresa succitata (" 2 ). 

IN GENOVA , 



Con licenza de' Superiori. 1588. 
E sono altre 19 carte numerate, di carattere tondo. 



(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 
(»j ld. ibiel. 



( 202 ) 
1588. 



Nella R. Universitaria: 



H O M I L I A 

DI PIETRO MARIA 

CARRANZA 

Arciprete di Varese 
FATTA AL SVO POPOLO 

il giorno di San Pietro, et Paolo, 
Nell'Anno del MDLXXXVIII. 

Impresa bario-liana (')• 

IN GENOVA, 

Appresso Girolamo Rartoli , MDLXXXVIII. 

In 4.°, di 5 duerni e mezzo non numerati; bel tondo chia- 
rissimo. 

Dedica, in carattere corsivo, dell' Autore al Cardinale An- 
tonio Sauli, Arcivescovo di Genova. 
In fine la nota di sette errori scorsi. 

(') V. Tavola XVI , a pag. 173. 



( 203 ) 

1588. 
Nella stessa e nell' Urbana : 

VBERTI 

FOLIETAE 

CLARORVM 

LIGVRVM 

ELOGIA 

AD IOANNEM 

ANDREAM AVRIAM 

Ducem Glarissimum. 

Impresa bartoliana (') : 

GENVAE , De licentia Superiorum. 

Ex Officina Hieronymi Bartoli, M.D.LXXXVIII. 

In 4.°; magnifica edizione, in bel carattere tondo, di pagine 
numerate 265. 
Nel tergo del frontispizio sono otto distici : 

VBERTT FOLIETAE 

AVGTORIS 

in lode di Genova, cui prega ad accettare 

. . . sludium saltem testantia nostrum , 
. . . pietas quae Ubi nostra dicat. 

Segue una lettera di Paolo Manuzio al Foglietta medesimo, 
in data di Roma 30 Novembre 4 572; e succedono quattro epi- 

(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 



( 204 ) 

grammi d'Ippolito Capilupi Vescovo di Fano, Gio. Francesco 
Ferrari , Antonio Ortensio e Giovanni Versosa. 

I quali lettera e versi (in corsivo) abbracciano 6 pagine non 
numerate. 

A pag. 262 si ha un elogio di Paolo fratello ad esso Uberto, 
seguito da tre epigrammi deir Arnolfini, dopo i quali sono: 

MENDA LIBRAMI. 

Vengono finalmente 3 altre pagine non numerate, nelle quali 
si contiene l' Indice dei nomi. 

Fra questi però non vedo quello di Francesco Maria Cibo 
notato dairOldoini. E neppure trovo i versi che quegli pansii 
in laudem Arani Cybo, inserta in Elogiis Clarorum Ligurum, 
a meno che non sia velato dal pseudonimo Pandulphi Ghir- 
landile (*). 

(') Ci è grato riportare qui una osservazione che ci vien fatta dal eh. sig. 
march. Marcello Staglieno su questa edizione. Nella quale, egli dice, « meno le 
quattro prime pagine, tutto il rimanente concorda in modo colla edizione fatta in 
Roma dagli Eredi del Biado nel 1573, sia ne' caratteri , come nella carta ed 
errori tipografici, che si deve ritenere avere il Bartoli stampate solo le prime 
quattro pagine, e queste poscia sovrapposte ad esemplari degli Eredi sud- 
detti. La prima edizione degli Elogia è pure di Roma e de' medesimi Eredi ; porta 
la data del 1572, ed offre invece notevoli differenze ». 



( 208 ) 

1588. 
Nella R. Universitaria: 

DELLE 

CANZONI 

DEL S. G- ^ IB IR. I E 31, E 
CHIABRERA 

LIBRO III 

AL MOLTO ILL. ET REVEREND MO 

Monsignor Francesco Panicarola 

Vescovo d'Aste 

Impresa bartoliana ( 1 ). 

IN GENOVA. 

Appresso Girolamo Bartoli , 1588 

In 4.° Segnature A 2 — D, carte i4 non numerate; carattere 
tondo nella dedica, e corsivo nel resto. 
Nella dedica dice il Chiabrera al sullodato Vescovo : 

A me pareva di commettere errore, se cantando 
de' buoni, io havessi tacciuto degli ottimi; mi sono 
dunque adoperato in venerare quanto ho potuto al- 
cuni santi. 

E gli intitola questi versi 

perchè essi sieno testimonio à gli huomini presenti, 
e se tanto potranno ai futuri; come essendo io nato 
al suo tempo ( 2 ) , ho procacciato di farmi amico così 

f 1 ) V Tavola XVI, a pag 173. 

(*) Il Panigarola , intorno a cui è da vedere 1' Ughelli (IV. 401), fu assunto 
al Vescovato di Asti il dì 8 Settembre K587., ed in quello morì il 31 Maggio 
1'i!>i , in età di 46 anni. 



( 206 ) 

grand' huomo, e di conservarmelo con quello ufficio 
di riverenza, che per me si poteva. 

I Santi così lodati dal Chiabrera sono : San Francesco , 
Santo Stefano, San Sebastiano, Santa Maria Maddalena, e 
Santa Lucia. A quesf ultima sono anzi consacrate due canzoni. 

1588. 
Presso T egregio avv. Avignone: 

LETTIONE 

DI GIO. ANDREA 
CEVA 

Academico Soeglialo, e Subilo. 

DA LVI RECITATA 
NELL' ACADEMIA DE* SVEGLIATI, 

In Pisa li 8. di maggio, 1588. 

Nel Consolato dell' Ecc. mo Sig. PIETRO LVPL 

Nella quale tolta occasione da un sonetto del Petrarca, 

con dimostrationi naturali si discorre dell' humana 

felicità, e de' mezi di conseguirla. 



Al molt' 111. Sig. il Sig. 
GIO. FRANCESCO GRIMALDI CEVA. 
Stemma de' Ceva, sormontato da corona. 
IN GENOVA , 

Appresso Girolamo Bartoli, 1588 
In 4.°, di pagine 28 non numerate. Segnature: A 2 — D. 






( 207 ) 

NelP epistola dedicatoria, in carattere corsivo, 1' Autore con- 
fessa di questa sua Lezione, che 

venuto à Genova , e ripigliatola in mano , ne piti come mia 
leggendola ; oltre d' essermi stata lodata da qualche intelligente 
amico, sì ni' è piacciuta ; eh' io mi risolsi , e per avventura 
con poca prudenza, farla stampare. 

Segue un sonetto, del pari in corsivo, dello stesso Ceva 
al Grimaldi; quindi, in carattere tondo, la Lezione. 
In fine si notano due errori. 

1588. 

Il Soprani (') registra del già ricordato Innocenzo Ghisi ( 2 ) 
le seguenti pubblicazioni : 

Oratione della Libertà fatta al Serenissimo Senato 
di Genova In Genova, appresso Girolamo Bartoli, 
1588. 

In 4.° 

Dialogo della Nobiltà dell' Illustrissima Famiglia 
Cibò ('). In Genova, appresso Gerolamo Bartoli, 158S. 

In 4.° 

1588. 

Il medesimo nota inoltre ( 4 ) che Lorenzo Conti tradusse dal 
francese : 

I sei libri della Repubblica del sig. Gio. Bodino. In 
Genova, appresso Gerolamo Bartoli, 1588. 

In fol. 

( 1 ) Pag. 191 e 282. 

( 5 ) V. a pag. 191. 

(*) A questa appurilo ora stato aggregato I' Autore. 

( 4 ) Pag. 197. 






( 208 ) 
1589. 
Nella Civico-Beriana e nella Durazziana : 

STATVTORVM 

CIVILIVM 

REIPVBLIGAE 

GENVENSIS 
NVPER REFORM ATORVM 

Libri Sex. 

GVM DVPLIGI INDICE, ALTERO 

Rubricarum, et altero materiarum. 

Stemma della Repubblica ('). 

GENVAE Al . Q . LXXXIX. 

APVD HIERONYMVM BARTOLVM. 

In fol. , carattere tondo. Dopo il frontispizio seguono fi 
pagine non numerate, nelle quali si contengono, oltre alcuni 
decreti , 1" Indice delle rubriche e la consueta 

Privilegi] Suiniiia 

l' Errata , ed un Carme latino (in 33 esametri) di Lorenzo 
Bianco. 

(') V. Tavola XIV, a pag. 160. 



UBRARY 

'^my T o7 lums 



TAVOLA XVII. 




TERZA IMPRESA 
D'ANTONIO ROCCAT AGLIATA. 



( 209 ) 

Succedono gli Statuti, elio abbracciano 21 G pagine nume- 
rate; e viene por ultimo Vindice delle materie, che è con- 
tenuto in altre pagine 43 non numerate, e segnate: a — d 2 (')• 

Bella e grandiosa edizione. 

1589. 

Nella R. Universitaria: 

SINODO 

DIOCESANO 

IDI GENOVA 
PRIMO FATTO NEL TEMPO 

dell' Illustris. et Reverendis. Sig 
Card. Saoli. 

Perpetuo Amministratore dell' Arcivescovato 
l'anno 1588. il primo di Settembre. 

Una variazione dell' impresa e stemma Roccatagliata ( 2 ). 
IN GENOVA. 

Appresso Girolamo Bartoli, 1589. 
In 4.°, di pagine 50; bel carattere tondo. 



(') V. pure sotto il 4597. Il Catalogo de' libri, che si trovano vendibili 
appresso Pietro Paolo Pizzorno libraio in Genova (pag. 370) cita: Stu- 
fata Civilia Reipublicae Gcnuensis ; fol. Genuae, 1588. Ma e certamente 
uno sbaglio. 

(') V. Tavola XVII. 

14 



( 210 ) 

1589. 
Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana : 

DELL' VNIONE 

DEL REGNO DI 

PORTOGALLO 

Alla Corona di Castigria. 

ISTORIA 

DEL SIG. IERONIMO DE 

FRANCHI GONESTAGGIO 

GENTILHVOMO GENOVESE. 

Impresa bartoliana (*). 

IN GENOVA. 

Appresso Girolamo Bartoli, 15S9. 
In 4.°, di pagine 412, carattere tondo; già pubblicata nel 
1585 ( 2 ). 

(') V. Tavola XVI, a pag. 473. 
(■) V. a pag. 174. 



( 211 ) 
1589. 



Nella Civico-Beriana : 



PREDICA DI FRA 

OIIROLAIUCO ROCCA 
MIN. GONVENT. 

Fatta da lui, al Sereni ss. Senato di Genova , 

NELLA CHIESA CATHEDRALE DI S. 

Lorenzo, la seconda Domenica dell'Avvento, per 

1' incoronazione del novo Doge , 

BATTISTA NEGRONE, 

Sopra il Cantico di Zacaria. 
Benedictus Dominus Deus Israel , quia visitavit et fecit 
redemptionem plebis suae. 

ALL' 1LLVST RISSIMO ET REVERENDISS. 

Signor' e Padrone mio Colendissimo, il Signor 

CARDINAL PINELLO. 

Indi F arma di questo Cardinale ('). 

IN GENOVA. 

Appresso Girolamo Bartoli. MDLXXXIX. 

In 4.°, carattere tondo, di pagine 47; colla dedica di esso 
Rocca ed un sonetto dell' Accademico Incognito (carattere cor- 
sivo). 

• 
C 1 ) Domenico Pinelli fu creato da papa Sisto V, nel 1585, cardinale prete 
del titolo di S. Lorenzo in Palisperna. 



( 212 ) 

1589. 

Scrive lo Spotorno (') che « Nicolò Mascardi, sarzanese, Ve- 
scovo di Brugnato , e poscia di Mariana e di Ajaccio , . . . 
pubblicò : 

« Discorsi sopra il Catechismo Romano, con dedi- 
catoria a' Sigg. Cardinali della Congregazione dei 
Vescovi. In Genova, nel 1589. 

«, In 4.° 

« La qual fatica poco esattamente dal P. Oldoini vien chia- 
mata traduzione del Catechismo ». 

11 Soprani ( 2 ) dice eh' ei « ridusse il Catechismo Romano in 
Discorsi ». 

1589. 

V Oldoini ( 3 ) ed il Soprani ( 4 ) riferiscono del pari , che 
Deodato Gentile, patrizio genovese e maestro di Teologia, 
del Convento di Santa Maria di Castello, scrisse: 

Almae Urbis Mystica Descriptio. Genue, ex Typo- 
graphia Hieronymi Bartoli , 1589. 

In 4.° 

1589. 

Il precitato Spotorno ha inoltre questa sua postilla ms. al 
Soprani medesimo ( 5 ). 

(') Stor. Letter., voi. Ili, pag. 461 . 

( 2 ) Pag. 217. 

(*) Pag. m. 

( 4 ) Pag. 80. 

O Pag. 77. 



( 213 ) 

« Clemente Noberasco di Albenga (una famiglia Nobcrasco 
esiste in Cisano , Valle di Albenga) entrò ne' Barnabiti, e vi 
professò nel 1577. Dicesi che fuggisse di Congregazione. 

« Scrisse : 

« Addi tamenta Confessionali Savonarolae. Genuae, 
Bartoli, 1589 ». 

E ne riparla nella Storia Letteraria (*). 

1589. 
Dal Soprani ( 2 ). 

Oratione del perfetto Conseglio, di Emanuel Fili- 
berto Di Negro C) , recitata in S. Sebastiano alle MM. 
RR Monache di quel Monastero. In Genova, per 
Girolamo Bartoli , 1589. 

In 4.° 

4 589. 

Dal Giustiniani ( 4 ) : 

Oratione di Gio Andrea Geva . . . Accademico 
Svegliato e Subito, da lui recitata in Genova nel 
Palazzo Ducale per F entrata al governo di cinque 
Illustriss. Senatori , il di primo di luglio 1589 Nel 
ducato del Seren. Sig. David Vacca. In Genova. Ap- 
presso Girolamo Bartoli , 1589. 

In 4.° 

1589. 

Il Mazzucchelli ( 5 ) finalmente ricorda che Vincenzo o Gian 
Vincenzo Belprato , Conte d' Aversa , e « maestro nelle lettere 

(') Voi. Ili , pag. 134. 

( 2 ) Pag. 281. 

( 3 ) Di costui riparliamo solto il 1590; pag. 221-22. 
(*) Pag. 305. 

O Voi. II, par. II , p. 71 fi e seg. 



( 214 ) 

latine e volgari. . . esaltato dalle penne di diversi scrittori», 
pubblicò fra le altre opere sue : 

La Veronica, o del Sonetto, Dialogo. In Genova, 
per Girolamo Bartoli , 1589. 

In 4.° 

1589. 

Dallo stesso (') : 

Meditazione di Vincenzo Bruni (-) sopra i princi- 
pali misteri della Vita, Passione e Risurrezione di 
Cristo Nostro Signore , e sopra le sette festività prin- 
cipali della B. Vergine, e sopra il Comune de'Santi, 
raccolte da diversi Santi Padri, e eia altri divoti Au- 
tori. Parti quattro. In Genova, appresso Gerolamo 
Bartoli, 1589. 

In 4.° 

1590. 

Nella R. Universitaria, nelP Urbana e nella Durazziana : 

LA GIERVSALEMME 

LIBERATA ^ 

DI TORQVATO TASSO 

Con le figure di Bernardo 

CASTELLO ; 

E le Annotationi di Scipio 

GENTILI, e di Giulio 

GVASTAVINI. 

IN ' GENOVA. M. D. LXXXX. 

(') Voi. II, par. IV, p. 2222 e seg. 

(*) Da Rimini. Nato verso il 1532; medico, indi gesuita dal 15-38, mori 
in Roma nel 1594. 



( 215 ) 

li frontispizio presenta una bella composizione architettonica 
sormontala dal ritratto del Tasso fra due putti ; ed il titolo 
surriferito leggesi entro una cartella raccomandata a nastri. 
Al di sotto è il panorama di Genova. 

In 4.°; carattere corsivo, eccetto quello delle note che é in 
tondo minuto; a 2 colonne. 

Nella dedica (pag. 3 e 4) di Bernardo Castello a Francesco 
De Ferrari dicesi dal dedicante medesimo che il Tasso, a cui 
fu parlato del progetto di questa edizione , 

per sue lettere prima, e di presenza poi, quando in Ferrara 
il visitai, mi dimostrò doverlo havere sommamente a caro , 
usando meco parole di vera gentilezza, con farmi oltre ciò 
molt' altri segnalati favori. 

A pag. 5-41 sono poi un sonetto del P. Angelo Grillo, un 
altro del Tasso medesimo, uno di Ansaldo Cebà, ed uno di 
Gio. Andrea Ceva; quindi due epigrammi di Giulio Guastavini 
e di Leonardo Spinola; due sonetti in dialetto genovese di 
Paolo Foglietta, e per ultimo tre distici latini di Giambattista 
Pinelli. 

Indi comincia il Poema con nuova numerazione, e ad ogni 
canto precedono un rame ed un'ottava d'argomento , dettata da 
Orazio Ariosto, entro una cartella con risvolte, giusta lo stile 
del tempo ; e termina a pag. 244. 

Vengono poscia : 

TVTTE LE STANZE 

INTERE, CHE DALL' AVTORE 

SONO STATE HIFIVTATE 
IN QVESTO LIBRO 

fino a pag. 255. 



( 216 ) 
Seguono da pag. I a 7\ (terza numerazione): 

ANNOTATIONI 

DI SCIPIO GENTILI 

che termina raffrontando un luogo del Tasso con altri d 1 En- 
nio e di Dante. 
Vengono dopo : 

LVOGHI OSSERVATI 

IDJ^Xu WLJ±C3c. G-IVIL.IO 

GVASTAVINI 

/ QVALI IL TASSO NELLA SVA 

Gerusalemme ha presi, et imitati da poeti, et altri 

Scrittori antichi. 

I quali sono preceduti da una notevolissima Avvertenza del 
tipografo, dove, fra le altre cose egli dice: 

Q vesta, sola e poca parte, vi do al presente, o 
lettori, delle annotazioni del Magnifico Guastavini... 
Ma elleno se ben sono già fornite , e s' era risoluto 
ad ogni modo di giungerle dietro al poema , et in 
questo luogo; tuttavolta cresceva a troppa altezza 
(avvenga che esse contengano parecchi fogli , e per 
avventura cinque o sei volte più di questi) et anche 
per altra cagione la quale si tace, non si sono ora 
stampate, ne potute stampare in questa città. Ben 
mi pare di poterlevi promettere separate dal poema, 
et affermarvi che molto tosto stampate le potrete 
godere. 



( 217 ) 

Appresso, e pur 1' ultimo, si ha 



ALLEGORIA 



IDEI-, POEMA. 



seguita dalla 



TAVOLA DI TVTTI I NOMI PROPRI, ET 

di tutte le materie principali contenute nel presente 
libro 

La quale Tavola è compresa in un quaderno segnato: ►&. 
In fine si ripete : 

IN GENO VA , Con licentia de' Superiori. 
Appresso Gerolamo Rartoli. 1590. 

Tornando ai suddetto Gentili , il quale era nativo della Marca 
d' Ancona, parmi dover soggiungere come non sia ricordato né dal 
Tiraboschi né dallo Spotorno, ma solamente si trovi accennato 
dalFOldoini. Ingegno grandemente privilegiato, come all'età 
nostra il Leopardi suo compatriota , già poco più che ven- 
tenne avea compita la traduzione latina de' primi due Canti 
della Gerusalemme in otto esametri per ottava ; la quale fu 
prima pubblicata dall'Aldo in Venezia, nel 1585 ('), e dieci 
anni appresso in Lione da Giovanni Albaseo ( 2 ) con questo 
titolo : Scipii Gentilis Solymeidos Libri duo priores de Tor- 
quati Tassi italicis expressi ( 3 ). Morì egli ad Altorf, in età 

f 1 ) Ne lio un esemplare questa R. Universitaria , 

( 3 ) Ne serba una copia l'Urbana. 

( 3 ) Comincia : 

Arma duccmque cano , Soìymae qui primus in ons 
Aeterni tumulimi Regis, monimcntaque fedi 
Libera: multum Me et dextra molitus et urte. eie. 



( 218 ) 

di 53 anni, il 1616 ; e a disinganno di chi lo volle genovese 
scrisse di lui Giovanni Fabricio al celebre Magliabecchi ( ! ). 

Il Gamba , ragionando poi della edizione in discorso , così 
scrive: « Buona per lo più reputasi la lezione; ma la stampa 
non è gran fatto corretta, ed oggidì dee principalmente la sua 
fama all'ornamento delle figure, le quali furono intagliate con 
molta franchezza da Agostino Caracci e da Giacomo Franco. 
Quelle del Caracci sono, secondo che scrive il Malvasia ( 2 ) ai 
Canti VI, VII, Vili, X, XII, XVI, XVII, XIX e XX. 
Si osservi che nel Canto IV non sia duplicata la figura che 
sta nel Canto V, e che le stampe sieno di eguale freschezza 
e morbidezza, mentre quelle intagliate dal Franco riescono 
bene spesso d' impressione nerastra e non accordata ». E se- 
guita riportando dal Quadrio ( 3 ) che il Castello « non sola- 
mente nel 4 604 fece ristampare in Genova, per Giuseppe 
Pavoni, lo stesso Poema in \ 2.°, replicandone la ristampa 
nella medesima forma anche nel 4 615, con nuovi argomenti in 
amendue di Gio. Vincenzo Imperiali, ornando l'opera stessa 
con nuove e non men belle figure in rame; ma nel 1617, 
per la terza (anzi quarta) volta mandolle in luce, parimente 
in Genova, presso lo stesso Pavoni, in foglio, con tutte le 
giunte della sua prima edizione sopraccennata , e cor. nuove 
figure da tutte le altre diverse .... Ma tutte queste edizioni 
rimasero inferiori e meno pregiate di quella fatta nel 1 590 ». 
A noi Genovesi poi deve essere sommamente grato che nella 
nostra uscisse la prima edizione di simil genere, seguitata nel 
4 607 da altra di Roma in 12.°, con figure di Antonio Tem- 
pesta, notata dal Gamba precitato. 



(') V. Cinelli, Biblioteca Volante-, Scanzìa XIV, pag. 109. 

( 2 ) Felsina Pittrice; voi. I, car. 98. 

( 3 ) Storia ecc. d'ogni poesia; voi. Ili, pag. 670. 



( 219 ) 

Nella Trivulziana, secondo lo stesso Gamba, « sta un esem- 
plare in carta turchina ». 

1590. 
Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana : 

DEGLI 

STATVT1 

c:r_i:m:i:n-.a.:l.i 

DI GENOVA , 

Libri dui 

AGGI VOTOVI LE LEGGI 

criminali fatte l'anno 1576. et i decreti, e delibera- 

tioni fatte prima, et poi in simili materie, 

ET NELLA FINE IL BANDO 

prohibitione delle armi. 
CON LA TAVOLA DELL! CAPITOLI. 

E COS PRIVILEGIO. 

Stemma della Repubblica ('). 

IN GENOVA, 

Appresso Girolamo Bartoli. MDXC. 

In fol., di pagine numerate I76, più altre 25; carattere 
tondo. Bellissima edizione. 
La dedica é la stessa già notata neir edizione del 1557 Q), 

(•) V. Tavola XIV, a pag. ICO. 
( 2 ) V. a pag. 99 di queste Notizie. 



( 220 ) 

colla sola differenza che qui é voltata dal latino in italiano. 
L' ignorò, si vede, l' Oldoini, che a Nicolò Gentile ed agli altri 
ivi nominati fé' comporre nel 1590 detti Statuti. 

Alla pagina 6, non numerata, si notano 35 errori; ed alla 
settima si leggono 20 versi sciolti di anonimo ai lettori, in bel 
corsivo, tra i quali i seguenti: 

Dunque e giovani, e vecchi, e chi ha pensiero, 
di viver à casa, o di star fuori, 
Legga questo libretto, che à ciascuno 
Molt' utile in più modi apporta seco. 
Mancate ò ladronecci, e abbruggiamenti , 
Homicidij, e delitti, che la pena 
E presta, ne in denari alcun si fidi, 
fattene presto o libro a dar le leggi 
A popoli, che son sotto l'Impero 
De la Città de Liguri, e che sono 
Dal fiume Macra a Monaco, o del Giogo 
Vedon di qua ò di là V erta salita. 



Indi un quaderno di Tavola de' capitoli e delle rubriche, se- 
gnato : ^ . 

Neil' esemplare della R. Universitaria alla Grida del 25 
Giugno 4 588, circa la proibizione delle armi, con che fini- 
scono i tipi bartoliani, seguono altre Gride ecc., fino al 13 
Febbraio 4 613, distinte con varie numerazioni; ed in fine 
ad una di queste si legge : 

In Genova , appresso Giuseppe Pavoni , MDCIII 






( 221 ) 

1590. 

Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana : 
DISCORSO 

DEL M. R. D. ANTONIO 

PRATO DOTTOR THEOLOGO, 

Sopra il saggio Reggimento del Prencipe. 

SCH1TTO 

AL MOLT ILLVSTRE SIGNOR 

EMANVEL FILIBERTO DI NEGRO 
MARCHESE DI MVLAZZANO. 

E da esso Signore tradotto nella lingua Volgare. 
Indi l 1 arme del Cardinale Vincenzo Lauro, sotto la quale : 

I. B. P. 

Hactenus Heroas cinxit : mox (auguror) astra 
Aequabis , cinges numina , Sydus erte. 

In 4.°, di pag. numerate 73 ; bel carattere tondo. 

A tergo del frontispizio è un distico al detto Cardinale di 
Tommaso Baldi abate di S. Matteo; e da pagine 3 a 5, non 
numerate, la dedica, in carattere corsivo, del Traduttore al 
Cardinale stesso. Al quale dice aver egli fatta questa traduzione 

per diporto, e per esercitarsi nell'una e nell'altra lingua. 

Soggiunge come ora la pubblichi ad esortazione di 

alcuni Religiosi di bontà , e di dottrina principali nella no- 
stra città ; 

e come finalmente la dedichi a Lui in grazia della 



( 222 ) 

■parentella spirituale contralta seco alla nostra villa di Ter- 
ralba , dove ella si degnò nel mio battesimo d' essermi Pa- 
drino,.... come primizie de' miei studi] puerili ('). 

A pagine 6 sono altri 2 distici del sullodato Baldi; e quindi 
succede lo stemma di esso Marchese. 

Seguono altre 4 pagine, ugualmente non numerate e del pari 
in corsivo, con versi italiani in lode del Traduttore; e sono di 
Marc' Antonio Doria, Gio. Carlo Doria, Gio. Maria Volgicapo, 
Pietro Contestabile, D. A. G. M. B. Il quale ultimo prevede 
che il lodato 

co 'l petto 

Virile domerà Venere , e Marte , 

A la penna giungendo, e scettro, e spada. 

E per ultimo si ha un ritratto in rame, con intorno la scritta : 

EMANVEL PHILIBERTVS DE NIGRO MARCHIO MOLAZANI 
AETATIS ANNOR. XI. 

Indi ha principio il 

DISCORSO 



SCRITTO 

AL MOLT' ILL. SIG. EMANVEL 

FILIBERTO DI NEGRO DORIA 
Marchese di Mulazzano ecc. 

t 1 ) Secondo ogni probabilità egli era figlio di quel Negronc Di Negro, che 
si rese celebre come Generale delle Finanze di Savoia sotto Emanuele Fili- 
berto, e che del 1569 acquistò appunto il Marchesato di Murazzano da An- 
tonio e Filippo Signori di Carde, pagandone loro in prezzo tredicimila scudi 
d'oro (V. Casalis, Dizionario ecc., voi. XI, pag. 602). Ed è pure a credere 
che in omaggio a quel Duca valoroso siagli stato imposto al , sagro fonte il 
nome, affatto inusitato presso di noi, di Emanuele Filiberto. 



( 223 ) 

Alla pagina 74, non numerala, é poi la Tavola Alfabetica, 
che contiene altre 9 pagine. Le 5 rimanenti sono occupate 
da un distico di Tommaso Calegari, e da più altri di Giam- 
battista Pinclli, Ippolito Fiamberti, Domenico Ramirono, Pietro 
Cornice e Giovanni Federici. 

In fine : 

GENVAE, 

Apud Hieronymum Bartolum. M D. LXXXX. 
Superiorum Permissu. 

1590. 

Nella Civico-Beriana : 

CENTO 

RAGIONAMENTI 

SOPRA LA PASSIONE 

DI NOSTRO SIGNORE 

fatti a Milano dal Molto Illusi, et Rev. FRANCESCO Panigarola 
hora Vescovo d' Aste. 

Impresa bartoliana (*). 

IN GENOVA. 

Appresso Girolamo Bartoli. M. D. XG. 
In tutto come la prima edizione già notata all'anno 4 585 ( 2 ). 



(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 
(') V. a pag. citata. 



( 224 ) 
1591. 



Nell'Urbana: 



LIBRO SECONDO 

DELLE PREDICHE 
DEL REVERENDISSIMO 

MONSIGNOR F. CORNELIO MVSSO 
VESCOVO DI BITONTO. 

FATTE IN DIVERSI TEMPI, 

ET DIVERSI LVOGHI, 
NVOVAMENTE RISTAMPATE, ET POSTE 

per ordine: con somma diligentia reviste, et corrette, 
per beneficio de gli studiosi. 

CON D VE TA VOLE, 
'L'ima delle Prediche, l'altra delle cose più notabili. 

Impresa bartoliana ( l ). 

IN GENOVA. 

Appresso Girolamo Bartoli. M. D. XC1. 

In 4.°; di pagine numerate 973; carattere tondo, con fregi 
e silografie analoghe alle Prediche ( 2 ). 

(') V. Tavola XVI , a pag. 173. 
(*) V. sotto Tanno 1554, pag. 92. 



( 22S ) 
I59f. 



Nella R. Universitaria: 



CANZONETTE 
Del Signor 

GABRIELE 
CHIABRERA. 

Stemma Della Rovere , forse per indicare come Editore-Me- 
cenate delle stesse un qualche membro di tale famiglia. 

JN GENOVA. 

Con licentia de' Superiori. 1591. 

In 4°, di pagine 64, carattere corsivo, simile al già notato 
nell' edizione del 3° libro all'anno 1588 (*), della quale edizione 
è in questa ripetuto un fregio, ed altro di quella del Discorso 
del Prato, descritta sotto il 1590 ( 2 ). Il perchè barloliana deve 
essere pure la tipografia onde usci la presente ( 3 ). 



(') V. a pag. 205. 

(') V. a rag. 221. 

(") Noterò qui di passata che nell'esemplare della R. Universitaria seguono alle 
succitate Alcune Canzoni del Signor Gabriello Chiabrera non più stampate , 
raccolte da Giuseppe Pavoni. In Genova, apprèsso G. Pavoni, 1612. Tale 
edizione in 4.0, di pag. 44 , ignota al Gamba, è dedicata a Giacomo D' Oria ; 
contiene alcune canzoni indirizzate dal Poeta a personaggi genovesi , e fra le 
altre una: Nella creatione del Serenissimo Alessandro Giustiniano Duce della 
Repubblica di Genova. 



( 226 ) 
A pagina 3: 

DELLE 

CANZONETTE * 

Del Signor 

GABRIELE GHIABRERA 

LIBRO PRIMO 

Al Signor 

AMBROSIO SALINERO. 

E tosto segue la canzone per Francesco Maria Della Rovere 
Duca d' Urbino; la quale ha qualche variante dalla già pubbli- 
cata nel -1 586. 

Vi sono anche riprodotte le due canzoni per Emanuele Fi- 
liberto, e quelle per Giovanni de' Medici, Nicolò Orsino, Fran- 
cesco Gonzaga, Bartolomeo Liviano; e da pagine 34 a pagine 
36 se ne legge una per Cristoforo Colombo , quivi detto : 
gloria savonese. 

A pagine 38: 

DELLE 

CANZONETTE 

Del Signor 

GABRIELE CHIABRERA 

LIBRO SECONDO. 

Al Signor 
GIO. BATTISTA FERRERÒ. 

Fra queste invece non se ne ha alcuna delle pubblicate nel 
4 587; ma sono per Alessandro Farnese Duca di Parma, 



( 227 ) 

Giovanni de 1 Medici, Carlo di Savoia Duca di Nemours, e Carlo 
di Lorena Duca di Uniena ('). 

1590. 

Dal Soprani ( 2 ) : 

Oratione di Pasquale Saoli, Dottor di Leggi, nella 
Goronatione del Serenissimo Principe della Repub- 
blica Genovese, Battista Negrone. In Genova, ap- 
presso Gerolamo Bartoli, 1590 ( 3 ). 

In 4.° 

1591. 
Nella stessa e nella Civico-Beriana : 

SCELTA DI RIME 

DI DIVERSI 

MODERNI AVTORI 

NON PIV STAMPATE. 

Parte Prima. 



ALLO ILL. ET MOLTO REVER. S1G. 
F. Benedetto Spinola , Cavaliere di S. Giovanni. 
Impresa barloliana ( 4 ). 

IN GENOVA, 

Appresso gli Ileredi di Gieronimo Bartoli. 
Con licentia de' Superiori. 1591. 

In 8.° piccolo, di pagine numerate 1 53; carattere corsivo. 

(') Il Ferrerò, a cui il libro è intitolato, era, come il Salinero , socio del 
Chiabrcra nell'Accademia degli Accesi, che si raccoglieva in casa del Salinero 
medesimo a Savona (V. Spotorno, voi. IV, pag. 254). Parrebbe quindi non vi 
fosse allora in questa città alcuna tipografia di conto. 

( 2 ) Pag. 233. 

{*) S'intende però che fu pronunciata l'anno avanti , quando ebbe luogo la 
Predica di frate Girolamo Kocca , di cui a pag. 211. 

(') V. Tavola XVI , a pag. 173. 



( 228 ) 

La dedica è sottoscritta da Pietro Bartoli ; il quale dice di 
aver raccolte 

queste rime de più valorosi Poeti moderni del Toscano Idioma 
con molta fadiga (sic) e infinita diligenza. 

Gli Autori sono : Alberico Principe di Massa , Alessandro 
Appiano d'Aragona Signore di Piombino, Alessandro Bovio, 
Antonio Ongaro, Antonio Maria Bardi de' Conti di Vernio (*), 
Antonio Bonaguidi, Ambrogio Di Negro, Don Angelo Grillo ( 2 ), 
Bartolomeo Mancini Poliziano , Battista Guarini , Bernardo 
Vecchietti, Carlo Noce ( 3 ), Erasmo di Valvasone , Francesco 
Ferdinandi, Ferrante Caraffa Marchese di S. Lucido, Fer- 
rante Gonzaga Principe di Molfetla , Federico Della Valle , 
Gio. Battista Pona , Gio. Ambrogio Spinola, Giacomo Antonio 
Frigio , Gio. Jacopo Cavalletto , Gio. Battista Filippi , Gio- 
vanni Savorgnano , Giulio Guastavini ( 4 ) , Gabriello Cliia- 

(') A pag. 36 è un suo sonetto sopra una Maddalena di Bernardo Castello. 

( 2 ) Di costui cita il Giustiniani (p. 76, col. 2) la Parte Prima delle Rime, edita 
in Genova nel 4591, in ì.° Ma è forse sbaglio, e deve intendersi delle poesie 
eh' egli ha nella presente Scelta. 

( z ) Del quale si hanno qui varii sonetti, e, fra gli altri: uno • in morte 
della molto Illustre Signora Artemisia Spinola » , uno <■ al ritratto del Card. 
Montelparo, opera del Castello », uno di « scusa alla molt 1 Illustre Signora Livia 
Spinola, perchè non canti le lodi di Francavilla .... amato colle ameno », 
e un altro « al sig. Alessandro Spinola, « della miseria dell' età presente », 
cui il Poeta chiama età del ferro. 

( 4 j Del quale parmi notevole il sonetto a Torquato Tasso, con cui si ral- 
legra che siasi calmata 

. . . . la sì lunga atra tempesta 
Che J l legno tuo quasi sommerse 
Et a pavidi amici il sen coperse 
Spesso d' orror , e fé la faccia mesta. 

Onde lo consiglia a spiare, nuovo Palinuro, i venti : 

acciò per men turbato 

Senlier arrivi la tua nave in porto. 



( 229 ) 

brera ('), Ercole Botligaro , Girolamo Amelonghi, Jacopo 
Mancini Poliziano ( 2 ), Livia Spinola, Leonardo Spinola, Lu- 
cio Feronio , Leonora Bellati Bernardi , Maria De Ferrari , 
Maffio Veniero, Nicolò degli Angeli, Orazio Navazzolti, Pasquale 
Sauli , Pompeo Arnolfini , Pietro Capponi , Stefano Guazzi , 
Scipione eie' Monti, Torquato Tasso ed un Incerto ( 3 ). 

La Seconda Parte di questa Scelta , fu stampata lo stesso 
anno , e da' medesimi Eredi Bartoli , in Pavia. 

E conchiude a sua consolazione : 

Nessun per questo mar , che sempre ondeggia , 
Viver sortisce lieto e riposato ; 
Felice è quel che non rimanvi absorto. 

Voci degne al cerio di trovare un eco amichevole in quell'anima geme- 
bonda, 
('j Vi ha un sonetto in lode di Cesare Corte, dipintore di quella che 

Dante procella sempiterna finge 

Di condannato amor degno tormento. 

( 2 ) Fra i molti sonetti, ne ha pure a Vittoria Spinola Doria, a Paola Pinelli 
Salvago e ad Ambrogio Spinola. 

( s ) Di cui si ha pure un sonetto « a Bernardo da Castello sopra un Christo 
Crocifisso ». 



( 230 ) 
1591. 



Nella R. Universitaria: 



PREDICA 

DELLA SIGNORIA 

DELL'HVOMO 

DEL R. P D GIVSEPPE 

MAZZAGRVGNO NAPOLITANO. 

Gan. Reg. del Salvatore. 

Fatta in Genova, nella Chiesa Cattedrale. 

Per l' Incoronazione del Sereniss. Doge Gio. Agostino 

Giustiniano il giorno di Natale, 1' anno 1591 

ALL' JLLVSTRE SIGNOR GIO. PIERO 
CROLLALANZA. 

Del quale segue lo stemma. 

IN GENOVA 

Appresso gli Heredi di Girolamo Bartoli. 1591. 
Con licenza de S. S. Superiori. 

In 4.°, di pagine numerate 28; carattere tondo. 

Nella dedica (di 2 pag. non numerate , in corsivo) 1' Autore 
nota il costume introdottosi in Genova di pubblicare simili fa- 
tiche ; e nomina il P. Alessandro Bovio, Priore del Monastero 
di Coronata, il cui nome leggemmo poi anzi fra' poeti (*), 

C) V. a pag. 228. 



( 231 ) 

dicendo come il dedicatario sia stretto -con lui in amicizia ; e 
per ultimo ricorda avere 

il proprio giorno della Coronatione oralo il Reverendiss . Ve- 
scovo di Genova; 

la cui orazione, crediamo, sarà stata del pari mandata in luce. 

1591. 
Nella Civico-Beriana : 

AD 

BARTOLOMEVM 

GALVVM 

PATRITIVM GENVENSEM 

V1RVM PERILLVSTREM 

IOANNIS NICOLAI CARREGAE 

N0BIL1S GENVENSIS 
Disuniti Academici Dispersi 

DE CONCORDIAE LAVDIBVS ORATIO 

Habila in Dispersorum Acaclemia 

1NEVNTE CONSVLATVM 
HIERONYMO ROGHA. 

Stemma Calvi cimato da elmo. 

GENVAE, 
Cum Superiorum Permissu. M.D.XCI. 
In 4.°, di pagine 8. Dove sono sei distici di anonimo: 

IN LAVDEM 
IOANNIS NICOLAI CARREGAE. 



( 232 ) 

Ecco un' altra Accademia ignota allo Spotorno ( 1 ). E circa 
siffatta Orazione, è assai curioso quanto lo stesso Carrega 
ne scrisse nelle sue Epistolae: Dictitabant malevoli (egli dice) 
me Orationem illam . , . non fecisse . . . scilicet tantum ac 
tam brevi tempore in latina lingua Ime profecisse non po- 
ter am ( 2 ). 

1593. 

Nella Durazziana, e presso il socio sig. Giambattista Villa 
raccoglitore esimio di patrie antichità. 

DISCORSO 

Jn Lingua Genovese, 

DOPPO LA ELETTIONE 
del Sereniss. Duce di Genova. 

IL SIG. ANTONIO CEBA- 

Stemma della Repubblica ( 3 ). 

IN GENOVA, Per gli Heredi di Girolamo Bartoli. 

In 4.°, di carte 36 non numerale; carattere corsivo, eccetto 
la dedica che è in bel tondo; iniziali a disegno; ed alcune 
silografie, tra cui 1' elezione, il convito, ed il ricevimento del 
Doge all' ingresso della Cattedrale per la cerimonia dell' inco- 
ronazione. Segnature: A 2 — E. 

(') Non sarà, credo, inutile notare che nell'Urbana v'ha una Raccolta di 
Atti e memorie d' Accademie de' secoli posteriori. 

( 2 ) Giustiniani, op. cit., p. 395, col. 2. Vedansi appo lo stesso gli elogi di 
diversi e le altre opere di questo ingegno muttiplìci eruditione, come scrisse 
Girolamo Frugoni. 

( 3 ) V. Tavola XIV, a pag. 4G0. Antonio Grimaldi-Ceba fu eletto il 27 no- 
vembre 1593. 



LIBRARY 

OF THE 

UNIVERSITY OF ILLINOIS 



TAVOLA XVIII 




GRANDE IMPRESA 
DI ANTONIO ROCCATAGLIATA. 



( 253 ) 

La dedica al Doge, ed ai Governatori e Procuratori è 
datata: 

Da la Stampa di Genova: 

e sottoscritta: 

Il stampator Pietro Bartoli. 

Il quale afferma di aver pubblicato siffatto Discorso, perchè 
il medesimo era da tutta la città desiderato. 

Tale Discorso poi è dettato in versi endecasillabi dal chiaro 
poeta del nostro dialetto Barnaba Casèro (*), e diviso in sei 
parti. In capo alla seconda delle quali è una nuova variante 
della impresa e stemma Roccatagliata, di proporzioni maggiori 
delle antecedenti ( 2 ); mentre in fine alla stessa parte vedesi 
invece la piccola impresa bartoliana già prodotta alla Ta- 
vola XVI ( 3 ). 

Seguono alcuni versi italiani di Alberico Cibo-Malaspina 
Principe di Massa, e due distici latini (in carattere tondo) di 
Tommaso Baldi, Abate di S. Matteo, in lode dell 1 Autore. 

Del Casèro, oltre il presente Discorso, si hanno diverse 
rime ( 4 ), « tra le quali , scrive lo Spotorno ( 3 ), è famosa 
una canzone di metro petrarchesco, piena di così vive e leg- 
giadre immaginazioni, condotta con tal artifizio, limata con 

( 1 ) Essendo la famiglia dei Casèro stata aggregata all'Albergo Cicala, il 
nostro Barnaba si trova per lo più ricordato con l' uno e V altro cognome 
insieme. Fu egli sepolto nella chiesa di Santa Maria di Castello in Genova, 
dove i suoi avevano la tomba. V. intorno a ciò V erudita opera del eh. socio 
P. Amedeo Vigna, intitolata : Illustrazione ecc. di S. M. di Castello; Genova, 
1864; pag. 321. 

O V. Tavola XVIII. 

( s ) Pag. 173. 

(') Sono fra quelle edite dal Bartoli in Pavia nel 1583, e dal Calzetta in 
Torino nel 1612. 

( s ) Stor. Lelter., IV. 154. 



( 254 ) 
tanto di attenzione, che io non saprei degnamente lodarla ('). 
E vuoisi pur notare, che dove gli altri che verseggiano in 
idiomi del volgo , sogliono adornarsi di scurrilità e facezie 
affatto plebee, il Gaserò senza punto lordarsi di quella fec- 
ciosa vivacità , solleva colla forza dell' ingegno la bassezza 
della lingua alla dignità petrarchesca ». 

4593. 

Neil' Urbana : 

INTRODVTTIONE 
ALLA VITA 

E PERFETTIONE 

CHRISTIANA 

Per ciascun stato in particolare, 

cioè dei Maritati, Continenti, 

Vedove, Vergini, e 

Eeligiosi , 

Con la pratica Spirituale commu- 

ne à tutti. 

Composta dal R. P. Gio. Battista 

Velati della Compagnia 

di Giesv. 

Estote perfecti sicut, et pater vester Caelestis 
perfectus est. Matth. 5. 

Quindi una piccola e nuova impresa barloliana ( 2 ). 

In Genova, Per gli Heredi di Gir. Bartoli 

Con licenza de' Superiori , 1593. 



(') Comincia: 

(») V. Tavola XIX. 



Resto a" haveive vista abarlugaou, 
De sorte me piaxei bella garzona. 



TAVOLA XIX. 




TERZA IMPRESA BARTOLIANA. 



LIBRARY 

OF THE 

UNIVERSITY OF ILLINOIS 



( 23o ) 

In 42.°, di pagine numerate 5G8 ; caraltcrc tondo minuto, 
con vignette. 
È dedicata : 

ALLA NOBILE 

E DIVOTA CON- 

gregatione della 

Madonna 

Eretta in Genova. 

Della quale Congregazione , sotto il titolo dell 1 Annunziata , 
dicesi 

fine principale . ... il congregarsi sovente nel loro Orato- 
rio à fare unitamente Oratione , al frequentemente confessarsi 
e communicarsi . . . anco per giovare al ben pubblico delle 
città, Republiche e Regni. 

1593. 

Nella R. Universitaria, nella Civico-Beriana, nell'Urbana, 
nella Durazziana e neir Archivio di San Giorgio: 

DE 

IMMVNITATIBVS 

A MAGISTRATA 

DIVI GEORGII. 
Goncessis Liber. 

Stemma di S. Giorgio ( 1 ). 

(') V. Tavola VI, pag. 72. 



( 236 ) 

GENVAE 

Ex Typographia Haeredum Hieronymi Barloli, 

Superiorum Permissu, M.D.XCII1. 

In fol., di pagine numerate 4 30, bel carattere tondo; e 2 
altre non numerate di dedica, in corsivo, intitolata da Nicolò 
Costa correttore dell 1 opera : 

PERILLVSTRIBVS 1 

OCTOV1RIS 
DIVI GEORGI! 

Quindi una terza di Prefazione del Tipografo al lettore; ed 
una quarta nella quale si notano circa cinquanta mende. Nella 
7 è l' Indice dei capitoli. 

1593. 
Nella R. Universitaria e nella Durazziana: 

RIFORMA \ 

ET GIVNTA 

ALLE LEGGI 

DI 

S. GE0RGI0. 

Silografia suddetta (*). 

IN GENOVA, 
Per gli Herecli di Geronimo Barloli. 1595. 

Con licenza de' Superiori. 

(') V. Tavola. VI, a pag. 72. 



( 237 ) 

In fol., di pagine 26, e dello slesso carattere dell'antecedente. 

Neil' esemplare della R. Universitaria segue poi un' altra 
edizione di dette Leggi del 1602, con Appendice del 1605, per 
Giuseppe Pavoni. 

1594. 

Nella Civico-Beriana e nell'Urbana: 

TRACTATVS 

DE MODO CIBI 

SVMENDI, 

IN QVO CONTINENTVR TRES 
VVLGATAE QVAESTIONES. 

In I. Frigus partium ex tremarmi à Cibo, non ex 
concentratione caloris ad ventriculum fieri. 

In II. Primam ventriculi concoctione non somno, 
et quiete fieri; in qua multa de concoctione uni- 
versali annectutur. 

In III. Prandium coena copiosus esse debere. 



1LLVSTRISS. ET REVERENDISS. 
D. ALEXANDRO CENTVRIONO 
Archiepiscopo Genuensi bene- 
merito dicatus. 
Auctore Gasparo Carnilia eius Medico. 

Arma Centurione sormontata dalla croce e dal cappello pre- 
latizio. 

Gexvae, Apud Haeredes Hieronyrni Bartoli. 1594 
Superiorum Permissu. 

In 4.°, di pagine numerate 79 in carattere tondo e nitido ; 
più altre 10 non numerate, nelle quali si contengono l'epistola 
dedicatoria e tre epigrammi latini, uno dello slesso Carnigiia 






( 238 ) 

al Centurione, un secondo di Giambattista Della Chiesa, fisici 
preclarissimo , all'Autore, ed un terzo di Alberto Carezano, 
medico e fisico , allo stesso; quindi la Tavola e la Prefazione. 
Al tergo della carta 79 è V Errata; e segue poscia: 

RAPHAEL MERELLVS HAC 

nostra aetate praestantissimus huius Reipub. 
Genuensis Philosophus , et Medicus 
Lectori candido. 
Al quale fa, in due pagine, l'elogio dell'opera carniliana. 

1594. 
Nelle stesse : 

DELLE 



MEMORIE 



IDI FILIPPO IDI 

COMINES , 

Gavaliero et Signore d' Argentone, 

INTORNO ALLE PRINCIPALI 

attioni di Lodovico Vndicesimo, e di Carlo Ottavo 
suo fiigliuolo , amendue Re -di Francia. 
Tradotte dal Mag co Lorenzo Conti, 

ALL' ILLVSTRISS. SIG. MARCHESE, 

IL SIGNOR AMBROGIO SPINOLA. 

Impresa barloliana (*). 

Ix Genova , Appresso gli Heredi di Gier. Bartoli 
Con licenza de' Superiori , MDXCIITI. 

In 4.°, di pagine numerate 803; carattere corsivo. 

(') V. Tavola XVI , pag. 173. 



( 239 ) 

Precedono però altre pagine 38 non numerate , nelle quali 
sono in prima una lunga dedica del Conti, e l'Elogio del Co- 
mines Giusto Lipsio, poi un Epigramma di Giambattista Pinelli : 

In Histori'am Argentoni. 

Indi i Sommarti degli otto libri, ne' quali essa Storia è 
divisa, e la Tavola dei capitoli; poscia Tin Sommario della 
Vita di Angelo Cattilo , Arcivescovo di Vienna , cui il 
Comines indirizzava queste sue Memorie , e per ultimo il 
Proemio dell' Autore. 

Il tergo della pag. 803 è interamente occupato dalla nota 
degli errori tipografici. 

1595. 
Nella R. Universitaria e nella Civico-Beriana: 
IL SERAFFICO 

SAN FRANCESCO. 
Indi un silografia rappresentante la comunicazione delle stimmate. 

DI FRA GIACOMO 

Garibi da Porto Mauri tio, 

Minor'. Osser. 

All' lll. mo et R. m0 Monsig. il Sig. 

P. Fra Francesco Gonzaga 

Vescovo di Manloa. 

Quali Franciscus CHRISTVM dilexit amore , 
FRANC1SCVM , et Christus stigmata sacra probat. 



IN GENOVA 

Per gli Heredi de Girol. Bartoli, 1595. 

Con licenza de' Superiori. 



( 240 ) 

In 8.°, di pagine numerate 470 in carattere corsivo. Le quali 
sono tutte occupate dai 20 canti in ottava rima del mediocre 
Poema, di cui è a vedere lo Spotorno (*). 

Vanno innanzi undici pagine di liriche ; nel qual genere 
pare che il fraticello sia poco di più valente che nell' epica; 
in altre tre sono poi due epigrammi latini ed un sonetto di 
frate Gio. Maria Solari, de' Predicatori , al quale si direbbero 
ancor meno benigne le Muse. 

Le terzine aggiunte in diverse pagine non numerale sulle 
apparizioni ed i miracoli del Santo vanno anch' 1 esse pedestri. 

L'edizioncella, di gradevole aspetto per tipi e fregi, si chiude 
con una pagina e mezzo a due colonne di 

Errori occorsi nello Stampare. 

Nel tergo dell'ultima pagina è poi l'impresa bartoliana ( 2 ). 

1595. 

Nella R. Universitaria: 

LA 

GHIRLANDA 

DELLA CONTESSA 

ANGELA BIANCA 

BECCARIA. 

Contesta di Madrigali di diversi Autori. 

Raccolti et dichiarati 

DAL SIC. STEFANO GVAZZI 

Gentil' huomo di Casale di Monferato 

Ove s' introducono diverse persone a ragionare , 

Ì Prima giornata delle Frondi, 
Seconda de' Fiori , 
Terza de' Frutti intrecciati in essa Ghirlanda. 

(') Stor. Letler., IV. 147. 

( 2 ) V. Tavola XVI, a pag. 473. 



( 241 ) 
Impresa bartoliana ('). 

In Genova, Per gli Heredi di Girolamo Bartoli. 

Con licenza de' Superiori. MDXCV. 

In 4.°, carattere corsivo , minuto nelle copiosissime note. 

L'esemplare della R. Universitaria termina a pagine 369; 
ma l'Indice degli Autori nota la 557. 

Tra i molti Autori cito: Silvia Bendinella, Francesco Du- 
rante, Prospero Cattaneo, D. Angelo Grillo, Leonardo Spinola, 
Annibale Guasco , Girolamo Casone , Lucia Spinola , Giulio 
Verga , Giulio Guastavini , Fabio Belloni , Muzio Manfredi , 
Opicio Spinola , Gio. Ambrogio Spinola , Bernardo Ferrari , 
Francesco Antonio Spinola, Gio. Andrea Ceva, Ansaldo Cebà, 
Massimiliano Selvaggio, o Salvago, Odorico Carretto. 

4595. 

Dal Catalogo della Durazziana (" 2 ) : 

Rime diverse in zeneize. Zena, 1595. 
In 12.° 



(') V. Tavola XVI, a pag. 473. 
( s j Pag. 193. 



16 



( 242 ) 

1596. 
Nella R. Universitaria: 

COMPENDIVM 

SIVE 

INDEX MORALIVM 

GONGEPTVVM 

Ad hominum animos virtù tis studio vitiorumq; 

odio in morum reformationem 

impellendos 

Ex operis Religiosissimi P. F. Philippi Diez 

concionatoris egregii selectum, per 

alphauetum digestum. 

AVTHORE F. FRANCISCO CAMPOS 

Provinciae Sancti Iacobi Ordinis Minorum 
concionatore. 

VSVM, NECESS1TATEM VT1LÌTATEMQVE 

istius operis pete ex Epistola, ad Lectorem : sine qua non 
poleris hoc frui compendio. 

F*erillustri , et R. Admodum E*. F 1 . Ioanni Savlio nobili 

Genuensi Saerae Theologiae Lectori, et Conventus 

S- Dominici de Genua Priori vigilantiss. 

Impresa bartoliana ('). 

Genuae, Apud Haered. Hieron. Bartoli. MDXGVI. 
De licentia Superiorum. 
In 4.°, a due colonne, di pagine numerate 255; carattere tondo. 
Il dedicante, editore di quest'opera, che a lui mandò di Spagna 

(') V. Tavola XIX, a pag. 234. 



( 245 ) 

F. Ferdinandus a Sancta Maria ex religiosissima S. Annac 
/'umilia, proclama il dedicatario illustre non solo per nascila, ma 

exquisita, quadam saerarum litterarum cognilione ac pietate 
in Deum. 

Alle due pagine di dedica ne succedono altre 12 non nume- 
rate di approvazioni ecc., e della seguente : 

EPISTOLA AVTHORIS AD 

lectorem de huius compendii usu 

et disposinone. 

4 596. 
Neil' Urbana : 

CANDELABRVM 

AVREVM 

E G O IL.. S. JD E I 

GONTINENS LVGERNAS SEPTEM: 

Septem scilicet, circa septem Sacramenta 

mirabiles elucìdationes 



In Tres Parles Divisum 
C0MP0S1TVM, SEPTIMO IAM ÌMPRESSVM, ATQVE 

summa diligentia correctum, illustratimi , et auctum ab Admodum 

R. P. D. Martino Alfonso Vivaldo Hispano , I. C. 

Atque ex sacro . . . Theologor. Bonon. Doctore, Saone, Senisq; olim 

publico Profess . . . atque nunc Canonico Regulari Congr. Salvatouis, etc. 

Accessit in fine explicatio trium Bullarum S. D. Papae Sixti Quinti , 

cum modi/icatione facta per Sanctiss. D. Papam Gregorium Alili 



( 244 ) 
Impresa bartoliana ( ! ). 

GENVAE, Ex Officina Haeredum Hieronymi Bartoli, MDXCVI. 

In 4.°, con caratteri neri e rossi nel frontispizio, tondi e 
neri nel resto ; di pagine 276 la prima parte, di 231 la se- 
conda. Dove , ad un terzo circa del retto deir ultima carta 
si legge: 

Finitura Bpnoniae . . . Die 18. Martii 1588. quo die, 
Quadragìnta tribus retro annis primam in Mundo 
aspeximus lucem. 

Segue : 

AVREA APPENDIX 

SI VE 

PARS TERTIA: 

AD GANDELABRVM AYREVM 

ECGLESIAE SANGTAE DEI: 

CONTINENS CAPITA, VEL TRAGTATVS 

viginti duos: quibus complures, mirabiles, atque 

utilissimae quaestiones declarantur, etc. 

Di pagine 4 52. 

In fine 1' approvazione dell 1 Inquisitore di Bologna, in data 
del 46 Settembre 1589. 

(«) V. Tavola XVI, pag. 473. 



( 245 ) 



590. 



aggionta ali Alfabeto la sesta vocale, facilitò molto lo scrivere 
in lingua genovese ; per lo che non sarà mai scordato il suo 
nome. Visse nel secolo passato (XVI), e con applauso del suo 
vivace ingegno stampò 1' opera seguente : 

Paradosce sopra la Lingua Toscana e Genovese. 
Con la nuova lettera vocale a>, per Lui aggionta al- 
l'Alfabeto, e sue ragioni. In Genova, per gli Heredi 
di Gerolamo Bartoli. 1596. 

« In 8.° ». 

4 596. 1597. 

Nella R. Universitaria, nella Civico-Beriana, nell'Urbana e 
nella Fransoniana: 

I DELL'ISTORIE 

IDI GENOVA 
DI MONS. VBERTO FOGLIETTA 

PATRIZIO GENOVESE. 

Libri XII. 

TRADOTTE PER M. FRANCESCO SERDONATI 
CITTADINO FIORENTINO. 

AL SERENISSIMO DOGE 

ECCELLENTISSIMI GOVERNATORI 
• ET ILLVSTRISS. PROCVRATORI 
della sereniss. republica di Genova. 

(') Pag. 101. 



( 24G ) 
Arma bartoliana grande ( d ). 

IN GENOVA 

Appresso gli Heredi di Girolamo Bartoli, MDXGVII. 

Con licenza de 1 Superiori. 

In fol., di pagine numerate 664; carattere tondo e chiarissimo. 

Nel verso del frontispizio é il ritratto del Foglietta già notato 
all'anno 4 585. Qui soggiungo che nella base vedesi a destra 
uno scudo coli' arme di Genova, ed a sinistra un altro scudo 
con lo stemma de 1 Foglietta, consistente in un albero molto 
fronzuto. 

Nelle 2 pagine non numerate è la dedica al Doge ecc., cui 
sottoscrive Giambattista Foglietta nipote dell' Autore. 

Seguono altre \7 pagine, del pari non numerate, in cor- 
sivo, che contengono la Tavola; e nella 4 3, sotto l'arma 
della Repubblica ( 2 ), è ripetuta la data della stampa che ivi è 
del MDXGVI. Indi una carta bianca. 

E cosi pure in fine dell' opera, a pagine 664, si legge : 

IN GENOVA, 

Con licenza de' Superiori. 

Lo Spotorno ( 3 ) osserva giustamente essere « meraviglia 
che i compilatori del Vocabolario della Crusca e del Gran 
Dizionario di Bologna abbian citato la versione della Storia 
Indiana del Maffei fatta da quel fiorentino (il Serdonati), 
e non quella degli Annali del Foglietta; benché il genovese 
sia scrittore di più sincera latinità che il Maffei; e ad opera 
italiana meglio si addica onorare le imprese di un popolo 
italico, che quelle de' portoghesi nell'Indie ». 



( 2 j V. Tavola XIV, a pag. <IG0. 
( 3 ) Storia Lettor., IV. 261. 



( 247 ) 
cogliono nello slesso volume : 

GLI ANNALI 

IDI G-EWO"VA. 

Dall' 1528. che ricuperò la libertà, fino al 1550. 

Di M. Giacomo Bonfadio 

Divisi in cinque libri. 

NVOVAMENTE TRADOTTI IN LINGVA 

Italiana, et di una Tavola copiosissima 

accresciuti 

DA BARTOLOMEO PASCHETTI 

MEDICO, ET FILOSOFO VERONESE 



AL MOLTO ILLVSTRE 

SIGNORE, 

IL SIGNOR GIVLIO 
PALLAVICINO. 

Impresa bartoliana ( J ). 

IN GENOVA, 

Per gli Heredi di Girolamo Bartoli. MDXGVII. 
Con Licenza de' Superiori. 

In Ibi., di pagine numerate 98; bel carattere tondo. 

Da pagine 3 a 5 non numerate è la dedica di Pietro Bartoli, 
data dalla sua stamperia in Genova Y 8 Gennaio \ 596 ; 
che dice avere questi Annali 

(') V. Tavola XVI , pag. 173. 



( 248 ) 

et neir uno, et nell' altro idioma . . . acquistato molta 
perfettione co'l mezzo, et con l'opera di 

detto sig. Giulio Pallavicino; e per ciò volerselo gratificare 

con 1' appresentargli una imagine del valor de' suoi 
Avoli, 

ivi appunto lodati per sommi capi. 

Segue l'altra dedica, già notata all'anno 1586, del Paschetti 
a G. B. Pallavicino , di quasi 3 pagine non numerate, in 
corsivo; appresso la Tavola alfabetica a 2 colonne , che oc- 
cupa altre 4 pagine non numerate. 

In fine è una carta bianca. 

1597. 
Nella Civico-Beriana e presso il sig. march. Staglieno : 

STATVTORVM 

GIVIL.IVM 

REIPVBLIGAE 

GENVENSIS. 

NVPER REFORMATORVM 

Libri Sex. 

GVM DVPLICL INDICE, ALTERO 

Rubricarum, et altero materiarum. 
Nonnullis in hac postrema editione declaratìonibus additis 

CVM PRIVILEGIO. 

Arma della Repubblica (*). 

GENVAE. MDXGVII. 
APVD HAEREDES HIERONYMI BARTOLI. 

O V. Tavola XIV, a pag. 160. 






TAVOLA XX. 




IMPRESA DI GIVSEPPE PAVONI. 



( c 249 ) 

In fol., di pagine numerate 164; carattere tondo. 

L'edizione è meno bella della già notata alFanno -1 589 ; 
della quale non é nel resto che una ripetizione , tranne le 
enunciate nuove dichiarazioni. 

1598. 

Nella R. Universitaria, neh 1 ' Urbana e nella Givico-Beriana, 
nonché presso 1' avv. Avignone ed il march. Staglieno : 

DELLA 

VITA., ET FATTI 

DI ANDREA DORIA 

PRINCIPE DI MELFI. 

LIBRI D VE. 

Tradotti dal Latino di Carlo Sigonio 

nella nostra volgar lingua. 

DA POMPEO ARN0LFIN1. 

Stemma grande pavoniano (*). 

IN GENOVA, 

Appresso Giuseppe Pavoni. MDXGVIII. 

Con licenza de' Superiori. 

In 4.°, di pagine numerate 550, bel corsivo; edizione però 
men nitida della latina bartoliana del 4 586 ( 2 ). 

Il libro é dedicato da Simone Menochio al Marchese di Tor- 
riglia ( 3 ), con lettera in data di Loano 22 Dicembre 4598. 

Nel tergo della 3 carta non numerata si legge, vòlto libe- 

(') V. Tav. xx. 

(*) V. a pag. 185. 

(') Carlo figlio del Principe Giovanni Andrea I. 



( 250 ) 

ramente in un sonetto italiano , V Epigramma già altrove 
notato dell' Arnolfini sovra il ritratto di Andrea; e segue 
nella 4. a la Tavola delle cose notabili. 

1598. 
Nella R. Universitaria e nell'Urbana: 

ISTORIA 

DI MONS. VBERTO 

FOGLIETTA NOBILE 

GENOVESE 
DELLA SACRA LEGA CONTRA 

Selim , e d' alcune altre imprese di 
suoi tempi, cioè 

Dell'impresa elei Gerbi, soccorso d'Oram, impresa del 

Pignori, di Tunigi, et assedio di Malta, 

fatta volgare 

PER G1VLI0 GVASTAVINI 

NOBILE GENOVESE. 

Impresa pavoniana ( 1 ). 

IN Genova, Appresso Gioseffo Pavoni, mdxgviii. 

Con licenza de' Superiori. 

In 4.°, di pagine numerate 674; carattere corsivo. 
Precedono 5 pagine non numerate di dedica del Guastavini 
medesimo, in carattere tondo : 

ALL' ILLVSTRISSIMO 

SIGNORE 

IL SIG. DON CARLO DORIA 

DVGA DI TORSI ETC. 

(') V. Tavola XX, pag. 249. 






( 251 ) 

Nella quale ilice egli d'aver tradotti questi scritti già da quat- 
tordici anni , 

essendo . . . ancora molto giovinetto, per esercizio; 

e proclama il suo originale: 

pari nell'eloquenza a' più pregiati antichi, e nell'or- 
dine, e nell' esporre le cagioni delle cose accuratis- 
simo. 

Aggiunge che 

nelle orationi, ò dicerie che le si chiamino, molti di 
essi n' avanza , e con Tucidide istesso può stare a 
fronte. 

Di che, fra i molti e grandi testimoni che ne potrebbe ad- 
durre, cita Giusto Lipsio e il Doge Matteo Senarega : 

al quale mentre si truovava in Roma ambascia- 
tore, fa dallo stesso Mons. Foglietta per haverne 
il giudizio suo, fatto parte di quest'Istoria. 

Nella pagina seguente è un attestato di G. B. Nannini, 
gesuita, revisore dell' opera per commissione di Matteo Riva- 
rola Arcivescovo di Genova, colla data del 22 Ottobre 4 597. 
Il quale attesta nulla essere nella medesima 

contra fìdem, religionem Catholicam, . . .bonos mores. 
Al che sottoscrive del pari, il 27 dello stesso mese : 

Io Maria Solarius de Genua Vicarius Sancti Of- 
fìcii (■) 

(') Di costui è 1' opera che segue. 



( 252 ) 

In fine sono pure altre 12 pagine non numerate; e conten- 
gono la Tavola. 

A me pare che in questo volgarizzamento sia desiderabile 
talora maggiore scioltezza di stile e più accurata sintassi. 



1598. 



Nell'Urbana: 



SP1RITVALIVM 

ELEGIARVM 
OPVSCVLA, 

AD COMMVNEM 
F1DELIVM VTILITATEM 
EMISSA. 

AVCTORE. R. P. F. IO. MARIA 

Solario Genuensi Dominicano 
Theologo. 

Impresa pavoniana uguale alla precedente, ma spoglia di 
fregi air intorno ( 1 ). 

Genuae , Apud Iosephum Pavonem. 1598. 
De licentia Superiomm. 

In 8.° piccolo, di pagine numerate 232; carattere corsivo, 
con vignette intagliate in legno. 

C) V. Tavola XXI. 



TAVOLA XXI 




ALTRA IMPRESA 
DI GIVSEPPE PAVONI. 



È dedicata 



( 253 ) 



ILLVSTRISSIMO 

D. AMBROSIO SPINVLAE, 

MARCHIONI VENAFRI, 

DOMINO CASALIS, 

Patritio Genuensi. 
1598. 



Nella R. Universitaria e nelT Urbana : 

TRATTATO 

DELLA 

R ELIGIONE 

E VIRTVTI 

CHE TENER DEVE IL PRINCIPE 

CHRISTIANA PER GOVERNARE 

E CONSERVARE I SVOI STATI 

Contra quel, che Nicolò Macchiavelli , dannato auttore, 

et i Politici, (così indegnamente chiamati) 

di questo tempo empiamente 

insegnano. 

SCRITTO PER IL P. PIETRO R1BADENEYRA 

DELLA COMPAGNIA DI GIESV 

AL PRINCIPE DI SPAGNA 
DON FILIPPO. 

E dalla lingua Spagnuola nella italiana tradotto per Scipione 
Metelli da Castelnuovo di Lunigiana. 



( 254 ) 

Piccola impresa pavoniana ('). 

IN GENOVA 
Appresso Gioseffo Pavoni. MDXGVIII. 

Con licenza de' Superiori. 

In 8.°, di pagine numerate 535, carattere corsivo; più al- 
tre 30 non numerate. 
L'opera è dedicata dal Traduttore: 

AL MOLTO ILLVSTRE 



AMBROSIO SPINOLA, CHE FV DEL 

SIG. FRANCESCO DE' SIGNORI 

DI CAMPO, ETC. 

La qual dedica afferma a lui dovuta 

sì per esser (l'opera) nata in sua casa, dove io vivo 
suo servitore già tanti anni sono; sì anco, per es- 
sere il proprio autore dell' opera molto suo partico- 
lare amico. 

Segue un Carmen di Giambattista Pinelli; quindi la de- 
dica del Ribadeneyra al Principe Filippo ; poi la Prefazione 
dello stesso al lettore , nonché la Tavola dei capitoli conte- 
nuti nei due libri onde l'opera si divide, e finalmente il 
permesso di pubblicazione del presente volgarizzamento , so- 
scritto : 

F. Agostino Gallamini dell' Ordine de Predicatori 
Maestro in Sacra Theologia , et Inquisitore di 
Genova. 

La stessa opera fu ristampata l'anno appresso in Brescia. 

(\) V. Tavola XXII. 



TAVOLA XXII. 




PICCOLA IMPRESA PAVONIANA 



LIBRARY 

OF THE 

UNIVERSITY OF ILLINOIS 



( 288 ) 

1598. 

Scrive il Soprani (') che « Giacomo Maria Ghirardenghi re- 
citò . . . con gradita facondia: 

Oratione al Senato e Popolo Genovese, nella Co- 
ronatone del Serenissimo Duce Lazzaro Grimaldi, 
recitata l'anno 1597. li 27. Decembre. In Genova, 
per il Pavoni, 1598 

« In 4° ». 

La stessa Orazione però attribuisce altrove ( 2 ) a Gio. Maria 
Gherardenghi dottore. 

1599. 

Dello stesso Giacomo Maria Ghirardenghi nota pure il So- 
prani ( 3 ) : 

Oratione al Senato e Popolo Genovese, nella Co- 
ronatione del Serenissimo Duce Lorenzo Saoli , re- 
citata nel Palazzo Ducale li 12. Aprile 1599. In Ge- 
nova, appresso il Pavoni , 1599. 

Rime per la Coronatione del Serenissimo Lorenzo 
Saoli (stampate con l'Orazione predetta). 

In 4.° 

1599. 

Ed il Soprani medesimo ( 4 ) scrive ugualmente che « Ce- 
sare Morando, che fiori nel 4 595, fu di facil vena nella Jo- 

(') Pag. 128. 
(*) Pag. 168. 
( ! ) Pag. 129. 
( 4 ) Pag. IL 



( 256 ) 

scana Poesia ; le cui Rime furono stampate in Genova appresso 
Giuseppe Pavoni, 4 599. 
« In 4.° ». 

4599. 

Registra poi il Giustiniani ( l ) , di Filippo de Zanettis , ge- 
novese, il seguente, di cui esisteva un esemplare nella Biblio- 
teca Bodleiana: 

Repertorium legale. Genuae, 1599. 

4 599. 4 600. 

Scrivono il Giustiniani predetto ( 2 ) ed il Gamba ( 3 ), che la 
seconda volta in cui si pubblicò una Raccolta di Rime del 
Chiabrera si fu in Genova per Giuseppe Pavoni. Il Gamba 
assegna V edizione al 4 599, e la dice del formato di un 8° ; 
il Giustiniani invece la riferisce al 4 600, e cita la Biblioteca 
Classense. Comunque siasi, parmi non possa essere il caso 
che di una sola edizione ; e che vi sia pur modo a conci- 
liare la differenza, pensando che forse il volume avrà portata 
in fronte una data e nel fine V altra. Di che vedemmo noi 
stessi, nel corso di questo lavoro, più esempi. 

4 600. 

Nota il Soprani ( 4 ) che Gio. Battista Gallo , « dottor di leggi 
et orator di molto pregio », disse: 

Oratione dell'Unione al Serenissimo Senato di 
Genova. In Genova, appresso Giuseppe Pavoni, 1600. 

In 4.° 

(*) Pag. 221, col. 1. 

(*) Pag. 256, col. 1. 

(*) Pag. 110, col. 1 ; ediz. 1839. 

(♦) Pag. 147. 



( 257 ) 



1600. 
Nella Civico-Beriana, e presso il Iodato socio avv. Avignone 



DISCORSI 



POLITICI 

DI 

PAOLO PARVTA 

NOBILE VINETTI ANO 

CAVALIERE, E PROCVRATOR 
Di San Marco. 
Te i quali si considerano diversi fatti illustri,e memo- 
rabili di Principi, e di Repubbliche Antiche, 
e Moderne. 
DIVISI IN DVE LIBRI. 
Aggiùntovi nel fine un suo Soliloquio, nel quale l' Auttore fa 
un breve essàmine di tutto il corso della sua Vita. 

Indi l' impresa prodotta alla Tav. XVII (*). 
In Genova, Appresso Giuseppe Pavoni. MDC. 

Con licenza de' Superiori. 

In 4.° 

Seguono al frontispizio 4 pagine non numerate, nelle quali 
si contiene, in bel carattere tondo, la dedica del tipografo ad 
Antonio Roccatagliata , datata :, 

Dalla Stampa il dì xxv. Aprile MDC. 

In essa dedica il Pavoni tesse un elogio delle virtù e del 



(') V. a pag. 209. 



17 



( 258 ) 

sapere del dedicatario,, e soggiunge che si le une come 1' altro 
sempre rileveranno 

neir Historia della sua Patria, nella quale si esser- 
cita in maniera, che da ogn' uno è aspetiata con 
sommo desiderio ('). 

Finalmente così conclude : 

Non mancano à me le cagioni d' indirizzare que- 
sto Libro à V. S. Illustrissima, ma hora mi J asta 
solo di far palese l'obligo, che le ho d'havermi in- 
trodotto in questa Città, d'havermi dato luogo fra 
quei, che la servono, d' havermi preso nella sua pro- 
tettione, e di farmi tutto il giorno singolari favori, e 
benefìci]'. 

Succedono poscia altre sei pagine, in corsivo , e del pari 
senza numerazione, ove si ha la Tavola degli argomenti di 
ciascun Discorso, che sono XV pel primo libro e X pel se- 
condo. E viene appresso il testo dei Discorsi medesimi , in 
carattere corsivo piuttosto grosso ; i quali abbracciano pagine 
numerate 670. 

Alla pagina 671 comincia poi il Soliloquio, impresso egual- 
mente in corsivo, e che continua fino alla pagina 692. 

(') L' autografo di tale Storia serbasi nel nostro Archivio Governativo ; nò 
1' opera è da confondere cogli Annali pur mss. onde, secondo già notammo a 
pag. 'IS2, il Roccatagliata ebbe incarico dalla Repubblica; i quali (scrive lo 
Spotorno, III. 48) « divisi in otto libri, dall' anno 1581 discendono a tutto il 
1607. L'oggetto principale di quest'opera pare che sia questo, di mostrare 
che alla Repubblica si doveano i regii onori ; contesa che allora cominciava 
a sorgere nell'ozio e nell' abbondanza della pace. Esattissimo è dunque il 
Roccatagliata nelle minute particolarità del cerimoniale; preciso ne' titoli; e 
perciò noioso e frivolo. Non lascia però di registrar con sincerità gli avveni- 
menti degni di ricordanza. Il suo stile italiano non è rozzo ; ma languido, e 
poco docile ai precetti de' grammatici ». 



( 239 ) 

Vengono ultimo altro 2G pagine , nuovamente sprovvedute 
di numerazione, dove si legge la Tavola di tulle le cose no- 
tabili contenute noi suddetti Discorsi; e chiude il volume lo 
stemma grande pavoniano già riferito alla Tavola XX ('> 

IV. 
AGGIUNTE E CONCLUSIONE 

DI ALCUNE ALTRE EDIZIONI GENOVESI 
E DI QUALCHE RETTIFICAZIONE. 

Nel corso della stampa di queste Notizie ci avvenne di ra- 
dunare altre indicazioni , le quali giovando precipuamente a 
crescere la serie delle edizioni genovesi nel secolo XVI, ci 
parve ben fatto di qui soggiungere a guisa di Supplemento 
secondo 1' ordine cronologico. 



'&■ 



1503. 

Conventiones . . . Saonae (pag. 50). Un esemplare mem- 
branaceo di queste Convenzioni fu collocato addì 'I .° Luglio 
scorso nella Biblioteca Comunale di Savona, secondo la notizia 
datamene dal eh. Desimoni. Una copia cartacea delle stesse 
esiste inoltre nella Civico-Beriana. 

1510. 

Scrive il Soprani ( 2 ) che « Desiderio Parodi , . . . raro 

nella prattica delle leggi pontificie, fiori nel i 5 1 ; et ad in- 

slanza d'un suo caro amico diede alla luce un'opera intito- 
lata : 

De Pagis quae fiunt in Monte Sancti Georgij Ge- 
nuae; 

(') Pag. 249. 
(') Pag. 81. 



( 260 ) 
et una altra, col titolo: 

Quomodo Homo cum Deo vivere possi t. 



Le suddette Opere si conservano in Genova nel Monastero 
di S. Agostino ». 

Se però le medesime siano state impresse nella nostra città 
egli non lo dice ; né io ho argomento alcuno per affermarlo 
o negarlo. Stimai tuttavia utile cosa il farne cenno, come per 
memoria ed invito a chi avesse modo d' instituire sulle antichità 
della nostra tipografia ulteriori investigazioni e ricerche. 

Anche il Lasor cita la prima delle opere suddette, e vaga- 
mente secondo il consueto ('). 

4516. 

Psalterium Hebraeum etc. (pag. 59, nota 1). Su questa 
edizione è da vedere ciò che ne scrisse il P. Spotorno in due 
rari e dotti Ragionamenti della Bibbia Poliglotta di Agostino 
Giustiniani, edito l'uno in Livorno nel 4818 e l'altro in 
Genova due anni appresso (-). Nota egli pertanto delle copie in 
carta che « Francesco I imperatore non isdegnò donarne una 
benché guasta dell'umido, alla Biblioteca Magliabecchiana di 
Firenze; come si rileva da un cartello incollato nel libro ». 
E prosegue: « Degli esemplari in carta pecora, uno ne possiede 
la Laurenziana; ed è congettura del . . . Biscioni, che sia quel 
medesimo, che l'Autore presentò al Pontefice ( 3 ). Un altro 
aveano i PP. Predicatori in Bologna, ma ora si conserva nella 
ricca Biblioteca dell'Università. È probabil cosa, che il Giu- 
stiniani regalasse questo codice prezioso a quel celebre con- 

Cj Lasou, loc. cit. Desidera Parodii Liber de Montts S. Georgii Paghis. 
(*) Si custodisce un esemplare d' entrambi dal eh. socio avv. Avignone. 
( 3 ) Catal. Laurent, pi. I, part. post., cod. n. 3. 



( "261 ) 
vento, dove risieder doveva allorché spiegava nel pubblico 
studio di Bologna il libro delle Sentenze (*) ». Soggiunge 
quindi a proposilo di essi esemplari membranacei: « Non 
ignoro che già varie copie di libri si eran vedute stampale in 
pergamena; e molti esempi ne somministra l' esattissimo Cata- 
logo della Biblioteca de' Volpi; ma che 50 esemplari di un 
volume in foglio ne fosser tirati, credo non se ne abbia esem- 
pio nella storia tipografica ( 2 ) ». 

Finalmente circa 1' Errata avverte : « Gli errori scorsi 
vengono corretti nella Errata, alla quale lavorarono Battista 
Fieschi per la parte latina, il Giustiniani per le altre, aiutato 
forse da' suoi amici, eh' ei loda negli Scolj, Cicala, Fornari 
e Sauli, dotti nelle lingue orientali ; circostanza notabile per 
la genovese letteratura. Il Mittaire . . . non lasciò di notare 
la diligenza di quell'errato corrige, da lui delta accurata re- 
cognitio. Spiacemi per altro che lo stampatore abbia trascu- 
ralo i dittonghi negli Scolj, e v 1 abbia adoperato un carattere 
che tira alquanto all'acuto del gotico. Nel rimanente i carat- 
teri ebraici e latini sono di nitida forma; e l' edizione è ben 
intesa, e distinta; cosicché anche nello splendore delle stampe 
Bodoniane, e nella perfezione di quelle di Cagliari, l'erudito 
bar. Vernazza ( 3 ) trovò motivo di lodare la genovese, con le 
parole seguenti: — La proporzione, e lo ripeto volentieri, è 
il grande arcano della tipografia. Piacque un tempo , e con 
ragione piace ancora, il Salterio ottaplo del Giustiniani im- 
presso da Pier Paolo Porro — » ( 4 ). 

Aggiungerò in ultimo che un altro degli esemplari membra- 
nacei si custodisce alla Marciana di Venezia; e fu testé de- 

0) Ragion., 1820; pag. 6-7. 

(') Ragion, cit., pag. 4 8. 

(*) V. aiinot. 26 al canto 3 del Poema intit. Su tesoru de sa Sardigna. 

(') Ragion, cit., pag. 20-21. 



( 202 ) 

scritto dal eh. Valentinelli (*), il quale pensa a ragione che il 
Giustiniani medesimo lo inviasse al Doge di quella così illu- 
stre Repubblica. 

4 534. 

Alle Orazioni del Partenopeo, di cui sotto gli anni 4 538- 
39-40 (pag. 75-77), si aggiunga la seguente notata dal So- 
prani ( 2 ) : 

Oratio de Gharitate Patriae ad Senatum Genuen- 
sem. 1534. 

In 4.° 

Edizione al certo d'Antonio Bellone. 

1543. 

Un esemplare della Contemplatione ecc. del Robbio, citata 
a pag. 79, vedeasi testé annunciato nel Catalogne de livres 
anciens qui se trouvent . . . à la Librarne Tross ( 3 ). 

4 550, circa. 

V Urbana conserva una bella edizioncina, in 8.° piccolo, 
della Divina Commedia, senza alcuna indicazione di luogo, 
d'anno e di tipografia, e cosi pure senza marca di carta od 
altro segno distintivo. 

Nel frontispizio si legge in maiuscoletto romano : 

TERZE RIME 
DI DANTE. 

•Q) Nel Giornale delle Biblioteche; 15 giugno 1869; num. XI, pag. 8i. 

( 2 j Pag. 229. 

( s ) Paris; a. 1869, n.° IV; Ivi, pag. 363, num. 2922. 



( 203 ) 



Nel tergo: 



LO' NFERNO E 'L PVRGATORIO 

E'L PARADISO 

DI DANTE ALAGHIERI 

E subito al principio della terza pagina, segnata a-ii: 

Nel mezzo del camiti di nostra vita ecc. 

E sono in tutto nella stessa pagina nove terzine. 

I canti si succedono senza altro intervallo che la numera- 
zione romana, talora posta in fin di pagina, sino a G-vi , 
seerno; tutti gli altri sono quaderni. 

Nel retto dell'ultima carta, verso la fine, è l'ultimo verso: 

U amor , che muove 'l Sole et V altre stelle. 

Sarebbe mai una edizione genovese della prima metà del 
secolo XVI? I caratteri mi paiono belloniani; né io la trovo 
notata da alcuno de' principali bibliografi. 

4557. 

Ricorda il Mazzucchelli ( ! ) che Andrea Bava, nobile di Ca- 
vagnola in Monferrato, prete secolare, diede alle stampe: 

Trattato bellissimo della Fede con una brevissima 
e molto utile dichiarazione del Simbolo de' Santi Apo- 
stoli, delli detti della Sacra Scrittura, Sacri Canoni, 
e Dottori della Santa Chiesa. Tn Genova , per An- 
tonio Belloni, 1557. 

In 8.° 

(') Voi. Il, par. 1, pag. 557. 



( 264 ) 

1559. 
Presso r avv. Gaetano Avignone : 

SERMONI 

FVNEBRI DE VA- 
RI AVTORI NELLA 
MORTE DE DIVERSI 
ANIMALI. 

Stemma entro scudo cimato da elmo, con isbarra trasver- 
sale da destra a sinistra. 

In Genova. MDL Villi. 

In 8.° piccolo, di carte 36 numerate; caratteri belloniani. 
Nel tergo del frontispizio si legge: 

TAVOLA. 

Di Frate Cipolla nella morte del suo Asino detto Travaglino. 
Di Bertolaccio nella morte del suo Cavallo detto Passamonle. 
Di Frate Puccio nella morte del suo Pedocchio. 
Del Burchiello nella morte d' un cane detto Lionzo. 
Del Cimarosto nella morte d' un Simione. 
Del Piovano Arlotto nella morte della sua Civetta. 
Di Ser Bertaccolone nella morte d'una Gaza. 
Di Monna Fiore nella morte d' un Gatto. 
Di Catosso nella morte d' un Mergone. 
Di Monna Tessa nella morte d'un Gallo- 
Di Monna Checca nella morte d'un Grillo. 

Succede nel retto e verso della carta 2 la dedica, in carat- 
tere tondo, e senza alcuna sottoscrizione : 

AL S. NICOLO DELLI 

ALBERTI DA BORMO 
CONTE ET CAVAGLIER 

Dignissimo. 



( 265 ) 

E tosto in capo alla carta 3 cominciano i Sermoni, in cor- 
sivo piccolo, i quali si continuano senza interruzione fino al 
retto della carta 34, di cui occupano ancora 4 linee. 
Viene poscia : 

APOLOGIA IDI IMI. 

HORTENSIO LANDÒ 

DITTO IL TRANQVILLO 

PER L' AVTTORE. 

Dalla quale si comprende che l'Autore di questi Sermoni, 
onde già nel 4 548 era stata fatta in Venezia una edizione 
dal Giolito, è uno solo, e precisamente il Landò medesimo di 
cui si enunciano altre opere certe e conosciute, cioè : 

un commentario delle mostruose cose del Mondo, un Cathalogo delti Inven- 
tori delle cose che si mangiano, et che si beveno : un volume di novelle : co 
alcune traduzioni d'autori Greci, non più vedute a' nostri tempi 

L'esemplare che abbiamo fra mani, e che è lo stesso cui 
si accenna nel Catalogo di Gaetano Schiepatti in data di 
Giugno 4 869 (*), ha pure annesse alcune paginette d'annota- 
zioni mss. 



(') Pag. 86, num. 2436. 11 Mazzucchelli (voi. II, par. I, pag. 428, par. II, 
pag. 1025, par. IV, pag. 2437) ricorda con poca esattezza questi Sermoni, 
attribuendoli interamente ora a Bertaccolonc ed ora a Bertolaccio, colla data, 
rispetto a quest'ultimo, del 4589. Altri non meno erroneamente li ascrisse 
pure al Burchiello. Il Bruntt nella prima edizione del suo Manuel du Librane 
{%. Sermoni) attribuisce 1' edizione di Genova a Ginevra ; ma nella ristampa 
del 1864 ha corretto lo sbaglio. 



( 26G ) 

1567. 

Dal Cinelli (') : 

La Impresa di M. Cesare Trevisani da Carteceto, 
all' Illustriss. Sig. Gio. Andrea Doria. In Genova, 
appresso Antonio Bellone, 1567. 

In 8.° 

1568. 

Avendo il sullodato socio avv. Avignone acquistato pure di 
recente un beli' esemplare delle Costituzioni del vescovo Lo- 
meilino, accennate a pag. M2, credo utile desumerne le se- 
guenti più ampie indicazioni. 

CONSTITVTIONES 

ET DEGRETA G03STIDIT-A. 

IN DIOEGESANA SINODO 
LVNENSI ET SARZANENSI. 

SVB ILL. M0 ET R. M0 D. D. 

BENEDIGTO LOMELLINO 

MISERATANE DIVINA S. R. E. 

TIT. S. SABINAE PRESBITERO 

CARDINALI LVNEN. ET SARZAN. 

EPISCOPO ET C0MITE. 

Stemma Lomellini entro scudo sostenuto da putti, e sor- 
montato dal cappello cardinalizio. 

GENVAE APVD ANTONIVM BELL0NVM 
M. D. LXVIII. 

(*) Biblioteca volante, Scanzia Al, pag. 33. Dove l'anno 4667 si ha da ri- 
tenere come un troppo manifesto errore tipografico. 




( 207 ) 

In i.°, di pagine 110 numerate in bel tondo; più altre 
in principio, di carattere corsivo, nelle quali si contengono 
l'Indice de 1 capitoli, che sono 25, ed una lettera pastorale 
del Lomellini a 1 suoi Diocesani. 

In fine sono altre 2 pagine del pari non numerate. La prima 
è interamente occupata da una specie di Dialogo fra il lettore 
ed il clero sarzanese, che comincia : 

Lector. Reverendi Patres, placet né vobis de con- 
stitutionibus lectis, per Illustrissimum Car- 
dinalem Episcopum nostrum statutis? 

Clerus. Placet , et illas servare promittimus. 

Nella seconda poi é il certificato della lettura e pubblica- 
zione di esse Costituzioni, stata fatta nella chiesa parrocchiale 
di Santa Maria di Spezia, addi 20 Maggio 1508; cui soscrive: 

Franciscus Manechia Notarius publicus Collegla- 
tus Sarzanen. et Praefati Illustrissimi, ac Reveren- 
dissimi Domini Gardinalis Episcopi, Cancellarius. 

1509. 

Soggiunge il Mazzucchelli (*) che dietro alle Stanze di diversi 
eccellenti Poeti, citate alla pag. 115, vedesi impressa una 
Questione di Flaminio Nobili, con un Madrigale inseritovi 
di Alfonso d'Avalos. 

1570. 

Con l'occasione di queste Aggiunte ci teniamo anche in 
debito di avvertire come la Selva ecc., accennata alla pag. 110 
sulla fede del Soprani, sia da considerare una sola cosa con 

Cj Voi. I, par. II, pag. 1222. 



( 268 ) 

quella ricordata dal Mazzucchelli, e notata da noi a pag. 119. 
Il lettore ci dia venia della doppia citazione, ed unisca al 
primo articolo quanto soggiungesi nel secondo a proposito del 
Bonfadio. 

1570. 

Stando allo Ruele, continuatore del Cinelli, il Ragiona- 
mento o Dialogo dello Zabata, citato alla pag. 1 1 6 (nota 4), sa- 
rebbe uscito in luce la prima volta nel 4 570, con dedica ad 
Orazio Lercaro (e non Ottavio, com' egli dice). Questa dedica, fir- 
mata col nome di Laura (una delle sei interlocutrici del Dialogo), 
leggesi pure neir edizione del 1 583, e reca infatti la data di Ge- 
nova 10 Luglio 1570; ma quivi è preceduta da altra dello 
Zabata del 13 Aprile 1583 ad Ottavio Imperiale, cui viene 
pure dal medesimo indirizzato un sonetto. Ma se l 1 edizione 
del 1570 sia stata eseguita in Genova od altrove, ecco ciò 
che noi vorremmo principalmente conoscere , e che lo Ruele 
non dice. Soggiunge invece essere « Christoforo Zabata da 
Moneglia (e non da Oneglia, come riferimmo sulla fede del 
Melzi che cosi vi lesse), come si trae dalla Pistola al Lettore 
da lui posta in fine, ancorché egli si sforzi di far credere il 
contrario ». Ora neanche sopra ciò noi siamo in grado d'ag- 
giungere alcuna cosa. Solamente osserviamo che in fine all'edi- 
zione del 1 583 vedesi del pari una epistola dello Zabata ai 
lettori ; e notiamo altresì che in essa non trovasi la benché 
menoma allusione al luogo della nascita del nostro Autore: 



( 269 ) 

1571. 

Un Catalogo di Libri in gran parte rari e erniosi ('), re- 
gistra di Marco Teluccini , detto il Bornia: 

Paride e Vienna, in ottava rima. Genova, Bel- 
lone, 1571. 

In 4.°, molto bello, di pag. 4 49. 

1576. 

Dal Cinelli ( 2 ) : 

Il modo di preservarsi dalla peste , di Giovan 
Agostino Con tardo Medico genovese. In Genova, 
appresso Marc' Antonio Bellone , 1576 

In 8.° ( 3 ). 

4 576. 

Dallo stesso (*) : 

Difesa contro la Peste di Marcello Squarcialupi 
Medico e filosofo, con le vere ragioni del vivere, e 
de' debiti reggimenti avanti , dentro e doppo la pesti- 
lenza. In Genova, appresso Marc' Antonio Bellone, 
1576 

In 8.° 

C) Lucca, tip. Giusti, 1867; pag. 58, num. 243 1 . V. anche Brunet, voi. V, 
pag. 693. 

( 2 ) Biblioteca volante, Scanzia, VII, pag. 53. 

( 3 ) Di quest'opera si ha pure un'edizione genovese del 1630; di cui ser- 
basi un esemplare nella R. Universitaria. 

( 4 ) Loc. cit., pag. 94. 



( 270 ) 

1585. 

Dal Catalogo generale di Gaetano Schiepatti (') : 

Oratione di fra Francesco Panigarola in morte e 
sopra il corpo di San Carlo Borromeo. Genova, 1585. 

In 4.° 

1585. 

Dallo stesso ( 2 ) : 

Lettera sulla morte del card. Carlo Borromeo del 
p. Bascapè. Genova, 1585. 

In 8.° 

Ì587. 

Delle Lagrime di S. Pietro del Tansillo trovammo più tardi 
un esemplare nella Civico-Beriana. V impresa bartoliana che 
vi è nel frontispizio non è quella della Tavola XVI, ma l'altra 
della Tavola XIX che vedesi a pag. 234 di queste Notizie. 

4 590. 

A conferma di quanto abbiamo avvertito a proposito di 
Emanuele Filiberto Di Negro in nota alla pag. 222, soggiun- 
giamo che nello stemma del medesimo campeggia in alto la 
croce di Savoia. 

{*) Pag. 287, num. 8012; art. Miscellanea. 
(■) Ibid. 



( 27'1 ) 



590. 



1/ Orazione di Pasquale Sauli, di cui a pag. 1 227, venne per 
mera inavvertenza collocata dopo alcuni articoli che spettano 
al 1591. Avrebbe invece dovuto precedere al Libro secondo 
delle Prediche del Musso riferito a pag. 224. Ma anche di 
ciò nutriam fede che vorrà tenerci per iscusali il discreto 
lettore. 



DEI TIPOGRAFI RICORDATI IN QUESTO LAVORO. 

Riepilogando quanto siamo venuti finora esponendo, ci sembra 
di dover fare anzitutto uno speciale ricordo de' varii tipografi 
i quali hanno relazione diretta colla storia della stampa in Li- 
guria. E primi e più antichi fra essi, allo stato delle nostre 
cognizioni, appariscono Jacopo e compagni da Fivizzano (1472), 
e l'editore della Razone de la Pasca (1473), se tale curioso 
opuscolo, come pare grandemente probabile, fu impresso in 
Genova, od almeno nel suo territorio. Nel 1474 Mattia Moravo 
e Michele da Monaco vi stampano la Pisanella; ma sono 
ben presto costretti a riparare in Napoli, per non incorrere 
nelle ire degli amanuensi, i quali hanno per sé la protezione 
del Governo. Savona pregiasi a buon diritto di una edizione 
di Boezio, eseguitavi lo slesso 1474 dal tedesco Giovanni Bono; 
il quale si giudica che I" anno dopo vi stampasse del pari il 
Doctrinale di Alessandro Gallo, a que' giorni ricercatissimo. 
Certo il Bono, che era monaco, dovette , in grazia di questa 
sua qualità, trovarsi più agevolmente al coperto da molte per- 
secuzioni e fastidi ; né egli altro lamenta infatti se non che la 



( 272 ) 

mancanza aliquarum rerum quae ad liane artem perlinent 
impressori, e delle quali copia fieri non potuerit in huius 
arlis initio. Lo stesso vorremmo pur dire di Battista Cavallo, 
de' carmelitani, che stampò in Genova (1480) l'opera d' Annio 
Viterbese, De futuris christianorum triumphis. 

Abbiamo inoltre memoria di un Benedetto genovese (1480) 
e di Francesco da Moneglia (1481); ma non conosciamo che 
abbiano impresso alcun libro fra noi ; bensì li troviamo a 
Venezia. La cospicua terra di Lavagna vorrebbe per sé quel 
Filippo che tanto operò in Milano; e Novi si gloria de' suoi 
Girardenghi, i quali tengono con onore il campo negli annali 
della tipografia veneziana e lombarda; oltrecchè Francesco 
stampò in patria la Somma Battistiniana (1484), e Nicolò vi 
fece a sue spese imprimere da Simone Bevilacqua l'Enciclo- 
pedia medica del Silvatico (1 51 2). 

Ma Savona ci mostra più altre edizioni, commecchè tutte 
eseguitevi da stranieri, le quali spettano a' principii del se- 
colo XVI; e Francesco da Silva col Bevilacqua summentovato 
occupano certamente, per la bellezza e l'importanza de' loro 
lavori, il posto più ragguardevole. Non sembra però che tale 
città lungamente serbasse il vanto della propria tipografia; 
che questo forse, con altri più e colla stessa libertà, le venne 
meno dopo i luttuosi fatti che la sua storia politica ha regi- 
strati sotto l'anno 1528. Notiamo che l'ultima edizione savonese 
da noi conosciuta è il Libellus de natura animalium, il quale 
v'impresse Giuseppe Berruerio (1524). 

Se altre importanti Comunità della Liguria (ad eccezione 
delle fin qui ricordale, e di Loano che ne va debitrice alla 
oltrapotente dominazione de' Principi D' Oria) abbiano avuta 
una qualche tipografia lungo il periodo cui si estendono le 
nostre ricerche, non ci vien fatto di raccogliere. Né ci è lasciato 
troppo sperare, se consideriamo le edizioni che si fecero in 



( 273 ) 
Genova sì d'alcuno opere di cittadini appartenenti a quelle 
medesime Comunità, e sì de' varii sinodi di Sarzana e d'AI- 
benga. 

La prima edizione certa, che sia comparsa in Genova nel 
secolo XVI, reca la data del 1516; ma basti, a compensarci 
del ritardo, ch'essa sia il Salterò poliglollo di Agostino Giu- 
stiniani , altrove da noi lodalo colle parole del benemerito Spo- 
torno ('). Lo stampò il milanese Pier Paolo Porro , che si 
qualifica abitante di Torino (Taurini degens), e che eseguì la 
magnifica edizione nelle case di Nicolò fratello al Giustiniani 
medesimo, governando pel re Francesco I di Francia Ottaviano 
Fregoso munifico protettore d'ogni bell'arte. 

Sappiamo dal Vernazza ( 2 ) che questo Pier Paolo essendosi 
recato col fratello Galeazzo in Torino, v'esercitarono dapprima 
entrambi l'ufficio di zecchieri ducali, ed eziandio l'arte di « in- 
tagliatori di monili ed altre fregiature in oro »; e « si rivol- 
sero poi alla silografia ed alla stampa de' libri ». Parlando 
quindi di un Gradualo da essi stampato nel 1512 in Torino, 
osserva: « La mondezza novissima dei tipi, e la integrità delle 
figure intagliale, e l'antecedente professione dei Porro nella 
zecca e nell'orificeria, m' inducono in questo pensiero: che . . . 
volgessero l'arte del conio e del cesello a lavorare i punzoni 
e le madri; che fondessero i caratteri; e che intagliassero in 
legno » ( 3 ). Ragiona poscia de' meriti del Saltero, e dietro la 
scorta di tali premesse, pensa che lo ingegno di cui nel mede- 
simo si dà lode a Pier Paolo colla epigrafe : Impressit miro 
ingenio ecc., non sia già « da locare in quelle fatture che 
sono del compositore e del torcoliere; ma sì bene in quella 
parte che è la più nobile del magistero. tipografico; vale a dire, 

(') V. a pag. 260. 

( 5 ) Dizionario ecc., pag. 280. 

( 3 j Id., pag. 284. 



( 274 ) 

secondo il Fournier ('). la taille des poincons et la fonie des 
lettrcs » ( 2 ). 

Se altro operasse il Porro, fra noi non consfa , né sembra 
probabile, dacché presto ricomparisce in Torino, dove « seguitò 
a stampar libri almen fino al 1531 » ( 3 ); ma gli succede Giro- 
lamo De Benedetti, colla stampa d'Ammiano Marcellino (1517); 
e che qualificandosi Bononiensis, non ci lascia supporre alcuna 
relazione o parentela con quel Nicolò Benedetti che si dice 
catalano o spagnuolo, e che unitamente al precitato da Silva 
esercitò la tipografia in Torino. Bensì è da notare col Manzoni, 
che i Benedetti bolognesi impressero « con somma perizia 
nell'arte » (''). Poco stante però la Repubblica, che trascorse 
aveva le prime decadi del secolo contristata fra le intestine 
fazioni e i dominii stranieri, riacquistata eh' ebbe la libertà e 
riformate le proprie istituzioni, si preoccupava essa medesima 
de' vantaggi di un'arte alla quale, come tanti altri Governi, 
avea pur messi ostacoli ne' suoi principii, ed inviava il cancel- 
liere Lorenzo Sorba in Torino a cercarvi del tipografo Antonio 
Bellone (1533). Il quale abbiamo dall'annalista Partenopeo che 
aderì all'invito; e fu così il primo, che protetto e favorito 
dalla Signoria die' in Genova stabile assetto alle cose tipogra- 
fiche. A que' giorni la stampa era grandemente in fiore nella 
metropoli del Piemonte; e forse noi non ci dilungheremmo dal 
vero sospettando il Bellone un allievo del Porro, e credendolo 
prescelto dalla Repubblica in visla dell'eccellenza cui era giunto 
il maestro, che di tal epoca doveva essere già trapassato. 

Le edizioni d'Antonio Bellone hanno comunemente il pregio 
della nitidezza; e sono eseguite con varietà di caratteri: le 

( 1 ) Pag, 5. 

( 2 ) Veunazza, pag. 2S9. 
( 3 ; Vernazza, pag. 281. 

{*) Risovi , Annali tipografici torinesi; pag. 2UO. 






( 275 ) 
più in corsivo o (ondo, alcuno nel gotico; e di quest'ultime 
troviamo il più recente esempio nell' operetta Planctus Divi 
Bernardi del 4 5(18. Sono inoltre adorne di fregi, d'iniziali a 
disegno, e d'altre composizioni silografìche, pascolo non indegno 
né scarso per chi studia i progressi della calcografia. 

Nel nostro caso poi que' fregi e quelle composizioni possono 
aversi in conto di altrettanti criteri, i quali dovranno essere 
bene avvertiti da chi prenda a classificare anonime edizioni ; 
perchè, giudiziosamente adoperati, guideranno talvolta a rintrac- 
ciarne lo stampatore. Dicemmo giudiziosamente, perché non 
è da ommeltere come tali fregi ecc., al pari de' caratteri, 
s'incontrino ripetutamente usati anche a non brevi intervalli, 
come appunto lo attestano le diverse operette ascetiche stam- 
pate dallo stesso Belloni, le quali recano sempre l'effigie del- 
l' Ecce Homo (*); e più ancora, fra queste, le Vite della B. 
Angela da Foligno e della B. Caterinetta da Genova, il cui 
frontispizio ha una composizione medesima del Crocifisso e 
della Beata a' suoi piedi. Inoltre il Liber elucidationis di frate 
Francesco Meddense ( 2 ) ed il Planctus Divi Bernardi si fregiano 
entrambi di una stessa silografia esprimente la Crocifissione. 

Belle e splendide edizioni fra' quelle d' Antonio Bellone sono 
poi i Castigatissimi Annali del Giustiniani, le Orazioni del Par- 
tenopeo, gli Statuti della Bepu'oblica e di Corsica, le Leggi di 
S. Giorgio, i Responsi de' varii giureconsulti e del Collegio di 
Padova, ecc., fino al 1573. Negli Statuti Criminali del 1 557, 

(') La composizione di questa figura ò molto somigliante a quella di una 
Pace cogli stemmi sforzeschi, prodotta dal Cicognara alla Tavola VIIT. B. delle 
sue Memorie spettatiti alla Storia delta Calcografia. 

( 2 ) Ecco per esteso, come ce lo favorisce il eh. sig. comm. Domenico Promis, 
Bibliotecario di S. M. in Torino, il titolo di questo libro da noi citato fpag. 100) 
per la memoria fattane dal Vornazza : Liber elucidationis veritatum catholi- 
carum contra enitentes doctrinam catholicam oppugnare. È in 8.°; e la dedica 
dell'Autore porta la data di Genova, Agosto 1357. 



( 276 ) 
egli assume titolo di tipografo ducale; e di questo medesimo 
titolo fregiasi quindi Marc'Antonio Bellone nella stampa delle 
Leges Novae il 1576. Di costui e di Cristoforo Bellone, abbiamo 
inoltre diverse edizioni a partire dal già detto anno 1573, in 
cui Antonio morì o per lo meno si ritirò dall' esercizio del- 
l'arte ( ! ); e di quest'ultimo anzi ci sembra poter giudicare 
che l'uno e l'altro fossero figli ( 2 ). 

Di Marc' Antonio sappiamo ancora che del 4 581 si trasferiva 
a Torino ( 3 ), ma non è improbabile che di là tornasse fra noi; 
Cristoforo giudichiamo che pubblicasse nel 1579 gli Elogi del 
Foglietta tradotti dal Conti, e nel 1583 le Bellezze di Genova 
del Paschetti; né di lui in Genova abbiamo ulteriori notizie (''). 

Gabriello Pelo, cancelliere dell'Ufficio di Moneta, asserisce 
di havere autorità nel maneggio della stamparia ; e perciò fa 
dedica delle Leggi Nuove ad Agostino D'Oria il 1 584 ( 5 ). Or 
questa autorità derivava per avventura al Pelo in Genova nella 
guisa medesima che a Cesare Boccardi in Torino, il quale 
notammo che presso i Lorenzini esercitava il governo . . . 
della stampa de' libri . . . di quella molto illustre compagnia; 
o forse egli aveva interessi anche più diretti nella tipografia 
genovese, e ad altri ne confidava la gestione, giacché sia per 
la carica ond' era rivestito e sia per la sua qualità di nobile, 

f 1 ) II Giustiniani riferisco al 1580, come stampate da Antonio Bclloni , le 
Costituzioni sinodali di Sarzana del Vescovo Lomellino (V. a pag. 150 delle 
presenti Notizie); ma egli qui scambiò certamente il semplice nome d' Antonio 
con quello di Marc' Antonio. 

( 2 ) Così, rispetto a Cristoforo, interpretiamo Filius Antonii le iniziali F. A., 
che figurano fra le note tipografiche nel Dialogo de' Cambi ecc. (V. sotto il 
1573, pag. 180). • 

( 3 j V. a pag. 153. 

( 4 j Aveva il detto Cristoforo tipografia anche in Torino; e fu da Carlo Ema- 
nuele I , con privilegio de' 23 Novembre 1582, dichiaralo stampatore ducale 
(Vi:rnazza, p. 21). 

( 5 ; V. a pag. 165. 



( 277 ) 

non avrebbe allora potuto esercitare quel negozio ed officina col 
proprio suo nome. 

Di Antonio Roccatagliala, cancelliere ed annalista della Re- 
pubblica, e della parte rilevantissima che reputiamo gli spelli 
negli annali della nostra tipografia, ci riserviamo a dire nel 
successivo capitolo. 

Nella serie de' tipografi genovesi a Marc" Antonio e Cristo- 
foro predetti succede Girolamo Bartoli, le cui stampe comin- 
ciano il 1585 e proseguono in buon numero fino al 4 591. Ma 
in tale anno certamente egli cessò di vivere; perchè più altre 
edizioni che recano questa data si dicono fatte dagli Eredi 
di esso Girolamo. Chi poi fossero questi, e quanti, non è chia- 
rito; solo abbiamo contezza di Pietro Bartoli, il quale a nome 
della compagnia onde é socio, e forse il principale interessato, 
scrive alcune dediche, e si mostrerebbe di non iscarso ingegno, 
se a lui potessimo attribuirne con sicurezza il dettato. 

Ma ciò che più monta il notare, egli è che Girolamo e i 
suoi eredi recarono fra noi V arte tipografica ad un tal grado 
di perfezione, cui prima di essi non era giunta ; onde le varie 
edizioni del Foglietta, del Bonfadio ecc., possono senza fallo 
sostenere degnamente il confronto colle migliori del secolo XVI. 
Che diremo poi della Gerusalemme liberata del Tasso, impressa 
l'anno 1590? Questa, che fu da più valorosi bibliofili lodatis- 
sima, non solamente segna il punto culminante per la splen- 
didezza della stampa; ma ci chiarisce un concetto nuovo, a 
colorire il quale posero mano col Bartoli elettissimi uomini ; 
vogliam dire quello delle edizioni che oggidì, con vocabolo 
troppo spesso abusato, si dicono illustrate ('). 

(') Abbiamo dal Soprani (Vite de' pittori ecc., voi. II, pag. 135) che Ber- 
nardo Castello avea sino dal 1 586 formati i disegni delle storie onde quesla 
veramente bella edizione si fregia ; e quelli mandava poscia in dono al Tasso, 
che, ricevendoli con gratissimo animo, attestava all'insigne artista la propria 






( 278 ) 

Giuseppe Pavoni che viene dopo de'BartoIi, e le cui edi- 
zioni cominciano il 1598, rimane a costoro di gran lunga in- 
feriore. Egli è l'ultimo de' tipografi del secolo XVI; ma ab- 
braccia alcune decadi del seguente. 

Resta or qui che dopo gli stampatori facciamo una breve 
memoria de' librai, il cui nome comparisce del pari in queste 
Notizie. Essi sono Stefano di Allegro da Savona, che aveva 
negozio in Genova, ed alle cui istanze il Berruerio stampò, 
nel 1 51 8 in Mondovì, le Rivelazioni di Santa Brigida; Dome- 
nico Scotto, anch' esso savonese, di cui abbiamo notizia da 
un libro eh" ei legò a Nicolò Barbarino il 1523; ed Antonio 
Orerò, forse socio a Girolamo Bartoli che eseguì verisimile 
mente p?r di lui conto diverse edizioni, nelle quali il nome di 
esso Orerò si legge impresso. 

Inoltre di Francesco da Silva, già ricordato come tipografo, 
si ha pur notizia che esercitò il commercio librario. Ne' conti 
dei Tesorieri Generali di Savoia gli si vedono anche pagale 
alcune somme per legature; e si rileva che nelle sfesse veni- 
vano allora adoperati i velluti di Genova ('). 



riconoscenza col Sonetto che leggesi fra gli altri in capo al volume della Ge- 
rusalemme, e con una lettera di cui il Soprani, che narra d'averla veduta, 
riferisce il principio. 

Fece pure il Castello i disegni a penna per un poema sulla regina Ester, 
tuttora inedito , di Gabriello Chiabrera. Un frammento autografo di questo, con 
venti de' predetti disegni, si custodisce oggi nella nostra Biblioteca Universi- 
taria, e comincia dalla descrizione d'un reale convito coi versi che seguono: 
Nel vestibulo altiero tra fresch' ombre 
Del regal bosco a" amirabil piante 



Beveano gì' invitati in nappi d' oro 
Superbamente fabricati in forme 
Varie d' aspecto e d'ornamento raro. 
(') V. Marocco, Cenni sull' origine ecc. dell' arte tipografica in Torino ; 
pag. <M. Dove si leggono, sotto il li Ottobre 44-95,'pagali 3 fiorini a' maistre 



( 27 ( J ) 

la anche di altri librai, legatori ecc., abbiamo qualche no- 
tizia; la quale con la presente opportunità vogliamo eziandio 
riferire. E prima è quella di un Viviano da Varese, che ci 
é l'ornila da un bel Salterò membranaceo in 4.°, alluminato, 
con fregi, figure ecc. del secolo XIV, serbato in questa R. 
Universitaria , legato in tavole coperte di cuoio nero. Nella 
parte anteriore sono impresse dieci piccole storie esprimenti 
l'Annunciazione, la Crocifissione, ecc., incorniciale e di- 
sposte per modo, che rendono imagine della celebre porta di 
bronzo a San Zeno in Verona; e nella posteriore è un gra- 
zioso ornamento di fogliami che partono da un vaso. Qui poi, 
nella cornice che rinserra 1' ornato medesimo, si legge: opvs . 

VIVIANI . DE . VARIX10 . CARTAMI . IN . CARVBEO . FILI . IAN. 

Nella quale località, non meno che nell'angusta via presso la 
piazza de' Banchi, a cui tuttora rimane il nome de' Cartai, è 
poi da ritenere che facessero appunto dimora i legatori e i 
venditori di carta ; onde un codice membranaceo in 4.° del 
secolo XVI, posseduto dal già ricordato socio sig. Giambat- 
tista Villa, e che contiene parecchi atti riguardanti il Comune 
e privati cittadini di Chiavari dal 1521 al 4 567, fu anch' esso 
legato in una officina del Vico del Filo. La legatura in cuoio 
rosso sopra tavole, è molto bella e diligentemente eseguita; agli 
angoli ed al centro stanno borchie d'ottone, e mancano le mappe 
o fermagli. Le due parti sono poi egualmente fregiate in questa 
guisa: una leggiadra composizione ornamentale di fiori e fo- 
glie, forma co' suoi giri quattro piccoli tondi, ne' quali sono 

francoys de Silva librere de Turiti (per) ung quarl d' aulne de fin velours 
viollet de Genes doublé, pour couvrir ung livre de chanl, que ma dite Dame 
(la Duchessa di Savoia) a donne à madame de Fruzasch. 

Similmente, il 27 Aprile 149G, si paga allo stesso Silva il prezzo di un 
demij tier de fin vcllours noir doublé de Genes pour couvrir Ics Heures de 
Mudarne. 



( 280 ) 

ritratti i simboli degli evangelisti, e circonda una medaglia col 
nome di Gesù attorniato da raggi fiammeggianti. Nella cornice 
è scritto : opvs . antonii . de . tabia . in . carvbeo . fili . in- 
clite . civitatis . ianve. E segue a qualche distanza un' altra 
cornice tutta composta di stelle ( ! ). 

DELLE IMPRESE E DEGLI STEMMI. 

Anche sulle imprese, i monogrammi e gli stemmi da noi 
prodotti per fac-simile, crediamo dover sottoporre alcune brevi 
considerazioni al lettore. 

Di Francesco da Silva alquanti monogrammi furono già pub- 
blicati, nella forma diversi ma identici nella sostanza ( 2 ). 
Quello da noi riferito alla Tavola I ( 3 ) componesi di un ret- 
tangolo a fondo nero, contornato da una linea a mo' di cor- 
nice. Nella parte inferiore del rettangolo è inscritto un cir- 
colo, entro il quale stanno le lettere F e S, iniziali del tipo- 
grafo. Sovrasta al cerchio una croce, 1' asta della quale par- 
tendosi poscia in due forma una specie di triangolo, quasi a 
piedistallo della croce medesima ; e verso il centro è disegnato 
alcunché di somigliante ad un fiore col calice rovesciato. 

Simone Bevilacqua ( 4 ) ha per impresa un albero sfrondato, 
diviso in due rami che s' incrociano, e da ciascuno de' quali 
pende uno scudo o targa con entro una corona. 'In capo al- 
l'albero, poggiala su entrambi i rami, é una civetta; ed in- 

(') 11 eh. Belgrano (Della vita privata dei genovesi, V. Atti, IV. 153) fa 
pure menzione di un altro legatore, che fioriva intorno al 1440. E questi Bar- 
tolomeo da Novara; ed era in pari tempo miniatore, preparatore di perga- 
mene, ed amanuense. 

( 2 ) V. Fac-simile di alcune imprese di stampatori italiani dei secoli XV e 
XVI; Milano, Tosi, 1838; e Manzoni, op. cit, donde ricaviamo la descrizione 
della presente del Silva. 

( 3 ) Pag. 50. 

(*) V. Tavola II, pag. 54. 



( 281 ) 
tonni al tronco gira un bindello dove si legge : simun bivi- 

LAQVA. 

Il monogramma di Pier Paolo "Porro (') presenta, su fondo 
nero cornicalo, due P P intralciati con una pianta di porro; 
e con esso credemmo eziandio riprodurre il frontispizio del 
Salterò da lui stampato ( 2 ), come un pregevole saggio del- 
l'arte silografia. Or questi monogramma e frontispizio, per le 
ragioni più sopra discorse, a noi sembra di poter ritenere come 
fattura artistica del Porro medesimo. 

Di Antonio Bellone ci avvenne d'incontrare tre imprese, o 
meglio un solo concetto in tre diverse proporzioni rappre- 
sentato; ed è una Bellona la quale con la destra tien ritta 
T asta e con la sinistra si appoggia allo scudo. Entro un bin- 
dello svolazzante é il motto: io . sto . hvmile . non . per . 
pavra, o semplicemente: hvmile . non . per . pavra; ed al- 
l'intorno quest'altro: et . gavdet . bellona . lirellis. 

Noi incontriamo la prima e più piccola di esse imprese ( 3 ) 
nelle Prediche del Visdomini il 1553, nel Sumnium del 
Roccatagliata il 4 556, e ne' Rudimento, Grammatices dieci 
anni appresso. La figura, che ha centimetri 5 d'altezza, è 
qui posta senza alcun ornamento od accessorio; e solo, a 
guisa di cornice, le gira intorno V ultimo de' molti testé ri- 
feriti. 

La seconda impresa al contrario ( 4 ) ha proporzioni alquanto 
maggiori ( 3 ), ed è fregiata da cornice. L'adopera in prima il 
Bellone nella Risposta di frate Angelo Zampa (1559), quindi in 
più altre edizioni degli anni 1560, 1562, 1563, 4 569, 1573. 

(') V. Tavola IV, pag. 58. 
t 2 ) V. Tavola III, pag. 56. 
( 5 ) V. Tavola VII, a pag. 90. 
( 4 ) Ceni. 6 '/ 2 d' altezza, per 6. 
( s ) V. Tavola Vili, pag. 101. 



( 282 ) 

Marc' Antonio suo figlio ne fa uso anch'esso; e ne abbiamo 
esempio nelle Orazioni di Francesco Imperiale (1575). 

La terza finalmente (') è per bellezza, dimensione, e ricchezza 
di contorno, superiore alle altre. Noi la troviamo nella Ora- 
zione del Framurio il 1 569, in alcuni esemplari del Compendio 
d'Antonio D'Oria (1571), ne 1 Consulti di Padova (4 572), nel- 
l'opera del Montefiori (1572), negli Statuti Criminali del 1573. 
Marc' Antonio poi se ne giova nelle Leges Novae (1576), 
e nella Istituzione del B. Alessandro Sauli al suo clero (1578). 

Ma della impresa di Bellona, convien pure notare una quarta 
variante ( 2 ), la quale noi ascriviamo a' fratelli Cristoforo e 
Marc' Antonio succitati, conciossiachè la troviamo soltanto im- 
pressa ne' libri che recano il nome dell'uno o dell'altro ( 3 ). 
Tuttavia non sarebbe improbabile che uscisse fuori una qual- 
che edizione, la quale ci mostrasse questa impresa adoperata 
ugualmente dal padre loro. La cornice ha al sommo un ma- 
scherone , a' piedi una testa muliebre , ai lati due specie di 
telamoni. 

Scrive il Vernazza ( 4 ) che Marc'Antonio , oltre i due motti 
riferiti di sopra, ne pose anche un terzo intorno alla Bellona, 
cioè: vt . vtrvmqve . tempvs. Questo per altro noi non incon- 
trammo in alcuna delle nostre edizioni; ma sarà sempre utile 
tenerne memoria, per le scoperte che in seguito si potessero 
fare. Noteremo pure col sullodato Vernazza che la divisa bel- 
loniana trovasi ancora, « senza indizio di chi fosse divenuto 
padrone dell' intaglio, ne' Discorsi di Cesare Mocca, prepara- 



ci V. Tavola IX, pag. 115. 
(-) V. Tavola X, pag. 132. 

C) Vedesi usata da Cristoforo nella Scelta di Rime il I573, da Marc'An- 
tonio nei Ragionamenti del Capelloni il 1576. 
( 4 ) Dizionario ecc., pag. 2i. 



(( 283 ) 
ivi* e curativi della peste, stampati nel 1(529 in Torino, ad 
instanza di Giovanni Francesco Zavalta ». 

A Cristoforo Bellone pensammo inoltre di poter ascrivere 
anche un' altra impresa (*), per lo indizio che parve fornir- 
cene la Scelta di rime del 1573. Questa rappresenta un 
braccio che tiene ritta una spada cui vedesi un serpe attor- 
cigliato, ed il molto: his dvcibvs; e ciò notiamo per quanto 
spetta al particolare delle nostre edizioni, giacché Marc' An- 
tonio usò del pari la medesima impresa nelle Eroidi d' Ovidio 
stampate in Torino. 

Girolamo Bartoli, e quindi i suoi eredi, hanno anch'essi 
tre varianti di una sola impresa; che é l 1 idra di Lerna entro 
cornice. Una testa del mostro vedesi di già troncata a terra ; 
ed all'intorno è il motto: virescit . wlnere . virtvs. Quella 
di maggiore formato e di più ricca decorazione ( 2 ) serba Giro- 
lamo alle edizioni in foglio; la media ( 3 ) agli altri sesti indi- 
stintamente; la terza ( 4 ) incontriamo soltanto a partire dal 
1587, e vediamo ben poco usata anche dappoi. Il disegno e 
la finezza delle due prime sono pregi, che si desiderano in 
quest' ultima più di quello che vi s' incontrino. 

L' impresa di Giuseppe Pavoni è quella dell' augello omo- 
nimo al nostro tipografo, col motto: coelvm . tango . votis. Le 
varianti poi sono molte; ma tre solamente quelle che toccano 
al secolo XVI. L' una ha all'intorno della cornice una deco- 
razione d'architettura ( 5 ); l'altra ne è spoglia ( 6 ); la terza ( 7 ) 



l'j V. Tavola XII, a pag. 147. 
( s ) V. Tavola XV, a pag. 168. 
(') V. Tavola XVI, a pag. 173. 
(') V. Tavola XIX, a pag. 234. 
( 5 j V. Tavola XX, a pag. 249. 
( 6 j V. Tavola XXI, a pag. 252. 
(') V. Tavola XXII, a pag. 254. 



( 284 ) 

si compendia in una specie di cartella, su cui il pavone é roz- 
zamente disegnato ed impresso. 

Se non che, nella enumerazione delle nostre imprese , noi 
abbiamo lasciate finora da banda le Tavole XI, XIII, XVII e 
XVIII ('); sulle quali però vorremmo di presente chiamare 
l'attenzione del benigno lettore. Come ognuno può vedere, la 
sostanza di tali rappresentazioni è in tutte la stessa: l'arme 
cioè della famiglia Roccatagliata, espressa da una rocca su cui 
è un albero reciso ad eccezione d'un ramo ben promettente 
e rigoglioso, se il Cielo gli sia propizio, come pare assicuramelo 
una stella che in alto campeggia ( 2 ). Il motto che corre in- 
torno alto stemma é del pari costante, e dice: hinc . qvoqve . 
noe . avspice . gemmae. Gli accessorii invece sono più o meno 
sempre variati; per guisa che mentre nella Tavola XIII quel- 
1' arme é sormontata da un mascherone, nelle altre vedesi al 
medesimo luogo introdotta l' effigie di Giano bifronte. Inol- 
tre due di esse Tavole (XI e XIII) hanno ai lati due busti di 
griffi, un 1 altra (Tav. XVII) lascia interamente scoperti quegli 
animali; e nella quarta (Tav. XVIII) uscendo essi più che a 
metà dagli ornamenti, e fiancheggiando quel Nume , pigliano 
il luogo occupato già nella Tavola XI da due putti. Finalmente, 
come questi tengono fra le mani de' rami di palma e d' olivo 
(che pur s' incontrano nella Tavola XVII), cosi essi hanno affer- 
rati due nastri da' quali pendono altrettanti festoni di fiori 
fruita insieme tessuti. 

La prima volta in cui ci vien fatto d' incontrare 1' arma oc 
impresa in dicorso, egli è nella Scelta di rime stampata il 

(') V. a pag. US, 451, 209 e 233. 

( 2 ) Quest' arme vedesi appunto così esattamente ritratta in un libro di 
stemmi a colori, disposti per ordine alfabetico (num. 21 74), e serbato fra i 
manoscritti della Civico-Beriana. 11 qual libro è lavoro del nostro defunto 
socio marcii. Carlo Tommaso Piuma. 



( 2S:J ) 

1579; quindi la veliamo ne' Dubbi morali del Paschetti 
(1581), ne' Discorsi del Cartoli, e nuovamente nella Scelta di 

rime, nonché nella Hìsloria di Ifcliodoro (1582); poi nelle 
due ristampe dei Discorsi del Robbio (1583 e 1585), nei Pa- 
radossi del Facio e nelle Leggi Nuove della Repubblica (1584): 
edizioni tutte le quali vanno senza nome d'alcun tipografo. 

Or che significa dunque siffatta impresa? Forse un qualche 
stampatore, cui piacque non darsi a conoscere fuorché con 
tale rappresentazione, la quale d'altronde sarebbe stala assai 
facilmente intesa a' suoi giorni , o forse un qualche splen- 
dido mecenate dell'arte tipografica, che sussidiò od anche fece 
interamente eseguire a sue spese tutte le anzidette edizioni? 
Vediamo di scoprire il vero; e per rintracciarlo facciamo in- 
tanto di richiamare alla nostra memoria alcune circostanze 
che siamo di già venuti sparsamente indicando nel corso 
delle presenti Notizie. 

Sotto l'anno 1570 (*) riferendo noi alcuni decreti i quali 
si ragguardano alla pubblicazione delle Decisioni della Rota 
Genovese raccolte da Antonio Roccalagliala (quel desso di cui 
abbiamo registrato il Sumnium del 1556), vi notammo come 
egli avesse risoluto di farle imprimere « nella sua stampa che 
ha in Genova, sotto nome di Marc' Antonio Belloni ». Egli é 
vero che a quest' ultimo, come perito in giurisprudenza, vor- 
rebbono poi in altri decreti attribuirsi esclusivamente le De- 
cisioni medesime, lasciando al Roecatagliata il solo merito di 
doverle stampare singulari industria ac vi r tute ; ma ponendo 
da banda la prima di tali questioni, e venendo all'altra che 
ora più specialmente ne interessa, noi dobbiamo osservare che 
il punto su cui convengono tutti i precitati decreti egli è 
questo di una tipografia che il Roecatagliata aveva in Genova. 

(') Pag. 117. 



( 286 ) 

e che il Bellone esercitava. Quest'ultimo adunque, oltre le 
edizioni che portano il suo nome, e che si distinguono colle 
imprese di cui già tenemmo ragionamento, deve pure aver 
eseguite le altre sovra enunciate; o sia che il Roccatagliala 
facesse imprimere que' libri per proprio conto, o sia che ge- 
nerosamente ne sostenesse le spese. Or si abbia qui la debita 
considerazione al motto che circonda l' impresa, e più si noti 
queir A, che vedesi collocata sotto il busto di Giano nella Ta- 
vola XI, ed è certamente l'iniziale del nostro Antonio; e si 
avrà quindi del motto medesimo la spiegazione più semplice e 
naturale. Che quel motto, a nostro avviso, non può voler altro 
significare che questo: Auspice Antonio Roccatagliata, escono 
in luce siffatte gemme. Noi riteniamo del resto che il Belloni, 
il quale pur avea in Carmagnola una stamperia in società con 
Giacomo Novarese, non fosse, come suol dirsi, un semplice 
presta-nome; ma che nella tipografia donde uscirono i libri in 
discorso avessero interesse più soci : il Roccatagliata, Gabriello 
Pelo già nominato più avanti, autore della Dedica delle Leggi 
del 1584, e il Belloni medesimo. Il quale da Torino intito- 
lando al nostro Antonio le Eroidi suddette d'Ovidio (21 Ottobre 
■1581) lo proclama ottimo mecenate ('). 

Già esponemmo le ragioni per le quali al Pelo summentovato 
non parea consentito dichiarare esplicitamente quella sua so- 
cietà tipografica; ma ben più gravemente le stesse ragioni mi- 
litavano pel Roccatagliata. Il Pelo era cancelliere dell'Uf- 
ficio di Moneta; Antonio invece, figlio a Girolamo senatore 
spettabilissimo, era segretario ed annalista della Repubblica. 
Il Doge Nicolò D'Oria lo aveva eletto il 1581 a quest'ul- 
timo ufficio ( 2 ); e noi pensiamo che egli perciò appunto, in 



(') V. a pag. 152 di queste Notizie. 
(') V. Spotorno, Stor. Lctter. III. ì 









( 287 ) 

sogno di grato animo , gli dedicasse le Decisioni predelle , 
liscile a stampa in quel torno a Venezia. 

Ma percln'' mai queste Decisioni comparvero co' tipi dello 
Zilelti in Venezia ( ! ), se il Roccatagliata aveva in Genova a sua 
disposizione la tipografia belloniana, e se a questa, accennano 
precisamente i decreti ricordati in principio? Rispondiamo: 
che mentre le Decisioni recano la data di Genova 1581, re- 
lativa alla ultimata loro compilazione, noi di Marc' Antonio 
non abbiamo in tale anno che una sola e tenue edizione (i 
Dubbi del Paschetti) ; e sappiamo che recatosi allora in Torino 
vi fece pubblicare il volume delle Eroidi testé citate. Nella 
dedica delle quali tocca pure della sua partenza (sic regente, 
ac veluti extemplo, et insalutato hospite a patria recessum) ; 
e ne spiega al Roccatagliata il motivo e con lui si scusa uscendo 
in queste notevoli parole: lrae cessi: qua sedata, aliquando 
(Deo dante) revertar. Alla quale promessa tenne fede assai 
presto; perchè già l'anno seguente ripigliate in Genova le sue 
stampe, proseguì a farvi dimora sino al 1584 al quale spetta 



(') Come curiosità bibliografica gioverà però' conoscere la seguente alte- 
ra/ione rielle Decisioni predette, serbata in qui sta R. Universitaria: Deci- 
siones etc. ; indi la grande impresa come alla Tavola XVIII , e sotto : Cutn 
privilegio. Gemine , anno MDLXXXU. Nel tergo del frontispizio : Cautum 
t-st auctor itale Summi Ponti f., Gallorum regis . . . et aliornm principimi né 
quis prneter typographum (che non si nomina) Genuae has Decisiones ante 
decennium imprimili, ecc. Dopo la dedica, che è tutta compresa nel retto della 
pagina successiva non numerata , comincia il quaderno A , e con esso la in- 
tera edizione dello Zilelti. 

Inoltre , come già notammo più avanti un trap-isso ad altro tipografo del- 
l'impresa belloniana, così qui reputiamo avvertire un somigliante trapasso di 
questa del Roccatagliata. La quale vedesi adoperata da Gio. Maria Farroni, 
stampatore in Genova, nell' opera di Lazzaro Ghirinzana In septem librox ma- 
gni Hippocratis . . . animadversiones, che il Soprani e I' Oldoini asseriscono 
pubblicata il 1649. Ne ha un esemplare questa R. Universitaria, pervenutole 
dalla Biblioteca tic' Missionari di l'assolo. 



( 288 ) 

I' ultima dello edizioni ricordate di sopra. E ciò ribatte ancora 
con quanto si ha dal Vernazza, che rammenta edizioni del 
Bellone a Carmagnola del 4 585 e 1586 (*). 

Non cessò per altro colla partenza del Bellone l' interesse e 
1' amore d' Antonio Roccatagliata per le cose tipografiche. Im- 
perocché mentre le stampe belloniane non recano di lui clic 
le imprese riferite alle Tavole XI e XIII, Girolamo Bartoli 
si fregia della terza (Tav. XVII), ed i suoi eredi della quarta 
(Tav. XVIII) si onorano. Anche costoro protesse adunque il 
nostro Antonio ; né é forse improbabile che Girolamo suddetto 
rilevasse nel 4 585 la stamperia belloniana, ed in quella si 
acconciasse con que 1 patti medesimi pe' quali vi era stato lungo 
tempo il Belloni. 

Meno oscura è la parte che riguardo alle cose fin qui toc- 
cate si aspetta al Pavoni, successore de' Bartoli; perchè ne' Di- 
scorsi del Parata ripete l'impresa delia Tavola XVII, e nella 
dedica al Roccatagliata apertamente dichiara averlo costui in- 
trodotto in Genova, e preso nella sua protezione ( 2 ). 

Resta ora che diciamo alcunché degli stemmi della Repub- 
blica ( 3 ) ed i San Giorgio (*). E quanto ai primi, notiamo che 

(') Altre 'del «587, 1590, 4595, 1599, 1600 e 1607 esistono nulla R. Biblio- 
teca di Torino, come ce ne avvisa cortesemente il preledalo sig. comm. Dome- 
nico Promis. 

( 2 ) Nel 1594 Antonio Roccatagliata fu eletto Senatore, ed in questa dignità 
morì verso il 1608. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria di Castello ; dove nel 
pavimento della maggior nave tuttora si legge la seguente iscrizione (V. Vigna, 
Illustrazione ecc., pag. 388, num. 237) : 

OSSIBVS . IERONYMI . PATR1S . ANTONI! . AVI 

MAIORVM . SVORVM 

VXORIS . ET . POSTERORVM 

ANTON'IVS . ROCCATALIATA 

P. 

( 3 ) V. le Tavole V e XIV, a pag. 72 e 160. 
(') V. Tavola VI, a pag. 72. 



( 289 ) 

uno studio completo dello insegne e de' sigilli del nostro Co- 
lmine riuscirebbe l'orse più prolittevole di quello che a prima 
vista potrebbe parere. La storia delle sue armi e delle sue 
divise implica infatti, com' e naturale, la storia delle sue tras- 
formazioni politiche e civili; onde le une e le altre potrebbero 
lumeggiarsi a vicenda, e fornire ai cultori delle nostre memorie 
de' crilerii assai preziosi non prima avvertiti. I due stemmi geno- 
vesi da noi riferiti ne sono appunto un esempio ; conciossiaché 
un libro, un dipinto, un monumento, ecc., i quali si fregino 
del vexillvm genvae, non possono appartenere se non al pe- 
riodo che corre dall'anno della ricuperata libertà a quello del 
•1580; e viceversa l'arme ducale che vedesi impressa nella 
Tavola XIV, non è propria che dell' epoca la quale si inizia 
dalla concessione del titolo di Serenissima fatto alla Repubblica 
da Rodolfo II imperadore (1580), e si chiude colla procla- 
mazione del titolo reale assunto dai Dogi nel 4 637. 

Lo stemma di San Giorgio al contrario non va soggetto a 
mutamenti ; e come vedesi nelle edizioni del secolo XVI così 
anche trovasi adoperato in altre de' successivi. Ma il suo accop- 
piamento con quello della Repubblica ripetutamente da noi 
osservato, vuole, per avventura, simboleggiare i due poteri 
che in un solo Stato aveano signoria, e che, sfidando le 
predizioni del celebre Segretario Fiorentino , si mostrarono 
ognora concordi. 

NATURA DELLE EDIZIONI GENOVESI. 

Anche sulla natura delle nostre edizioni ci sembra di poter 
fare alcune considerazioni ; giacché la stampa è necessaria- 
mente la fedele espressione delle tendenze e delle condizioni 
del suo tempo. 

Io non intendo già di fermarmi alle edizioni d'opere clas- 
siche, ovvero di sacra erudizione e d' altre scienze, oppure 

19 



( 290 ) 

d'amena letteratura. A queste fra noi, come altrove, sempre 
si volse ne' suoi principii l'arte impressoria. Ma noto invece 
e ritengo come sintomo di spirito religioso nella nostra città, 
quella specie di Biblioteca Ascetica, impresa da Antonio Bellone, 
e della quale fanno parte più scritture da noi conosciute : 
1' Opera spirituale del Panziera, la Vita della B. Angela da 
Foligno ('), e quella della B. Caterinetta da Genova, il Dialogo 
di fra 1 Pietro Martire da Garessio , il Trattato sulla fede di 
Andrea Bava, il Pianto di San Bernardo. 

Egli è chiaro tuttavia che le nuove dottrine predicate verso 
la metà del secolo XVI in fatto di religione non ebbero in Ge- 
nova tiepide accoglienze, se può farsi assegnamento sulla edi- 
zione dei Sermoni dell' Ochino, a cui nell'anno 1543 avrebbe 
posta mano il Belloni medesimo. Sappiamo inoltre che il Bon- 
fadio, il quale allora appunto scriveva gli Annali della Re- 
pubblica, era legato in amicizia con taluni fra' più dichiarati ed 
aperti fautori della Riforma, anzi collo stesso Ochino, e propen- 
deva fors' anche alle teorie sostenute da loro. Non mancarono 
però in quella lotta valorosi difensori delle cattoliche verità; 
onde il Grimaldi-Robbio, 1' anno medesimo della stampa de' 
Sermoni ochiniani , diede nella sua Contemplazione « piena 
risposta a' luterani nel fatto della fede et delle opere » , 
frate Francesco Meddense li combattè nel Liber elucidationis ; e 
frate Angelo Zampa sostenne il domma del Purgatorio « contro 
a' predicanti di Valtellina » (1559). 

Né è da passare in silenzio come il predominio spagnuolo, 
il quale, in ispecie dopo la morte di Andrea D'Oria, sì gra- 
vemente pesò sulla Repubblica, e che tanto si chiarisce negli 

(') Anclie questa Vita pubblicata in volgare dal Belloni, era stata, come 
quella della 13. Caterim Uà di cui dicemmo a pag. 89, originariamente scritta 
in latino. Il suo autore, secondo il Mazzucchelli (voi. I, Par. II, pag. 1108) 
frate Arnaldo dell'Ordine de' Minoii, e famigliare della Beata medesima. 



( 291 ) 

usi , oe' costumi , negli abiti e somiglianti , si riveli del pari 
negli annali della nostra tipografia. Onde noi riferiamo al 
sopravvento delle idee e degli interessi spagnuoli in Liguria, 
la stampa di più. opere che toccano air ultimo terzo del se- 
colo XVI. Tali sarebbero, a nostro avviso, la Lettera del Pal- 
lavicino sulla vittoria di Don Giovanni d 1 Austria, la Relazione 
de' successi di Tercera, la scrittura del Conestaggio sul Por- 
togallo, la dedica al re Filippo II dell'opera del Foglietta De 
saero foedere in Selimum; ma più specialmente V Enchiridion 
di Angelo Delpas, l' Istoria della China del Gonzalez intito- 
lala al Mendozza, V Introduzione al Simbolo del P. Luigi di 
Granata tradotta dal castigliano, il Compendium del Campos, 
il Candelabrum del Vivaldo, il Trattato del Principe del Ri- 
badeneyra. ' 

La congerie di libri che d 1 ogni banda incominciava ad uscir 
fuori intorno alla metà del Cinquecento, avea pure indotti i 
Governi e la Chiesa a porre non solamente un freno agli ec- 
cessi che dalla stampa potevano derivare, ma a studiar modo 
eziandio di prevenirli ; donde l' obbligo della licenza così re- 
ligiosa come civile. Però fra noi la prima precorre di gran 
lunga alla seconda; perchè, mentre della licenza religiosa in- 
contriamo cenno lino dal 1551 (') ; della civile invece pos- 
siamo solo argomentare che preesistesse all'anno 4 584, nel 
quale col decreto del 9 aprile fu poi definitivamente regolata 
e stabilita. Ed è appunto dopo la promulgazione di questo 
decreto , che nelle edizioni genovesi s" incontra notalo il per- 
messo dei superiori. 

Non erano tuttavia le stampe nostrane quelle su cui facea 
mestieri di peculiare sorveglianza , sibbene le altre che in 

Ci Nel 1 343 il papa Paolo Ili aveva istituito in ogni città d'Italia il tribu- 
nale dell' Inquisizione. 



( 292 ) 

Genova poteano introdursi da altre contrade; onde l'Orerò 
notava de' libri qui passim imprimuntur che alij propler lo- 
corum contagionem non admittuntur suspecli , alij pì~opter 
pestem scelerum . . . eslenninantur etiam admissi (*). 



Se lo spirito a cui s 1 informano le presenti Notizie non 
e 1 imponesse de' limiti che sarebbe troppo presumere il voler 
sorvanzare, noi avremmo da aggiungere ancora parecchie altre 
considerazioni, le quali si affacciavano alla nostra mente di 
mano in mano che procedeva innanzi il lavoro. Noi vedevamo 
per esso allargato non poco il campo alla storia della nostra _ 
letteratura nel secolo XVI, e di questa inoltre rivelarsi più spic- 
cato il carattere e lo spirito. Ed invero, basta uno sguardo 
ai molti nomi d'autori, editori, dedicatarii e somiglianti da noi 
registrati, per convincersi come parecchi fra essi non sieno 
stati fin qui raccolti dalla patria bibliografìa, oppure non vi 
si trovino rappresentati in quella luce che loro si conviene ( 2 ). 

Ma altri, e certo meglio di noi, potrà volgere a tale ufficio 
questo qualsiasi lavoro. Noi qui sentiamo V obbligo di atte- 

(') V. a pag. 172. 

( 2 ) Giulio Guastavino, l 1 erudito commontatore del Tasso, è certo di questo 
numero. Già vedemmo (pag. 216) come delle Annotazioni di lui alla Gerusa- 
lemme fosse nel 1590 pubblicata in Genova solamente una parte, e come il resto 
promettesse il Bartoli entro breve intervallo a' lettori. Or qui soggiungeremo 
che del 1S92 vennero inlatti stampati in Pavia, dagli Eredi del Bartoli mede* 
Simo i Discorsi et Annotationi sopra lo stesso argomento di esso Guastavino, 
con dedica dell'Autore a Gian Francesco Grimaldi de' Marchesi di Ceva. Fer- 
mano un volume in 4.°, di pag. 344 numerate ; cui succede una Risposta di 
Giulio Guaslavini ad alcune oppositioni fatte alla propositione, et invoca- 
tione usata dal Tasso nella Gierusalemme. È noto poi come esso Giulio slam- 
passe fino del 1588 in Bergamo, per Cornino Ventura e compagni, una Risposta 
all' Infarinato Academico della Crusca intorno alla Gierusdlemme liberata. 



( 295 ) 
stare invoce la nostra più sincera gratitudine a quanti ci 
hanno incoraggiato nel disegno di esso, e con lodevole esem- 
pio di patriottismo concorsero volenterosi alla sua più pronta 
effettuazione, fornendoci di notizie e procurandoci opere che 
non si trovavano nelle pubbliche Biblioteche della nostra città, 
o che ci erano altrimenti rimaste ignorate. Fra coloro però 
che più largheggiarono con noi di agevolezze e favori , vo- 
gliamo qui specialmente ricordati il eh. sig. cav. avv. Emanuele 
Celesia Bibliotecario della B. Universitaria, nonché gli egregi 
socii D. Filippo Cattaneo Bibliotecario deir Urbana, cav. Cor- 
nelio Desimoni , avv. Gaetano Avignone e march. Marcello 
Staglieno. Quanto abbiamo poi rilevato di peregrino dalle pri- 
vate Collezioni di questi due ultimi, già lo avrà notato a suo 
luogo il lettore; nondimeno sarà bene il soggiungere che di 
altre molte edizioni ligustiche sono essi egualmente possessori , 
delle quali noi tralasciammo di registrare gli esemplari , ba- 
standoci additar quelli che delle opere stesse si custodiscono 
nelle suddette pubbliche Librerie. 
Speciale diritto poi alla comune gratitudine e stima si è 

Nota il Soprani che Giulio « fu quello, che nella città di Pisa rendesse più 
d'ogni altro affollate le scuole della Sapienza, quando, così richiesto dal Gran 
Duca, vi lesse publicamente la Medicina prattica » (pag. 479). Ed il eh. socio 
avv. Avignone mi fa osservare che forse egli è quel medesimo Guastavino che 
in Pisa ed in Livorno esercitò l'onorevole uffizio di console de' genovesi, e di 
cui si ha in questa R. Universitaria il sigillo. È. del diametro di ii millimetri ; 
ha lo stemma di Genova coronato, e sorretto dai griffi; ed all'intorno la leg- 
genda : + . IVL . GVASTAVINIVS . CON'SVL . GENVENSIVM . PIS1S . ET . LiBVRNI. 

A recare un altro esempio di quanto sopra esponemmo , ricordiamo pure 
Giulio Pallavicino, cui vedemmo dedicati più scritti. Egli viene ripetutamente 
lodato per una sua certa curiosità di andar sempre investigando le memorie 
degli aìilichi, pel desiderio di giovare agli amatori delle lettere , per avere 
con molta diligenza adunata una bella copia di libri infiniti, e per essere il 
più caldo sostenitore e fautore dell'Accademia degli Addormentati (V. a pag. 
151, 173 e 192). 



( 294 ) 

certamente acquistato il eh. Segretario Generale della nostra 
Società, cav. Luigi Tommaso Belgrano , il quale oltre allo 
averci fornite considerazioni ed aggiunte in buon dato, volle 
pure assumersi il carico non lieve di dirigere la stampa del 
presente lavoro; e quindi tenne modo che d'ogni edizione nel 
medesimo rammentata venisse offerta allo studioso la speciale 
fisionomia, nella scelta de 1 caratteri, nella distribuzione delle 
linee, ecc. 

Ma dopo lutto ciò, potremo noi sperare di aver fatta opera 
che raggiunga lo scopo al quale è destinata, e valga cosi a 
soddisfare ad ogni giusto desiderio? Altri risponderà per noi; 
e frattanto dichiariamo che accetteremo sempre con animo ri- 
conoscente, quelle aggiunte o correzioni che pur troppo si sco- 
prirà dovercisi fare. Alle une ed alle altre noi stessi trovammo 
anzi di già materia; e pigliammo pure ad esporle per for- 
nirne 1' esempio , e per mostrare che amiamo sopra tutto la 
esattezza e la verità. Del resto, chi mai nel tessere una or- 
dinata serie di edizioni di un dato periodo e paese, potrà 
sentirsi talmente sicuro e satisfatto di sé medesimo da pronun- 
ciare il ne e plus ultra? Tuttavia se il favore degli intelligenti 
ed il compatimento dei discreti non ci abbandoneranno , noi 
seguiteremo da parte nostra a svolgere l' impreso argomento , 
e porremo così mano alle stampe del secolo XVII , che sono 
molle di numero e gravi per importanza, e che vorrebbero 
anche essere studiate sotto di un altro aspetto: quello delle 
incisioni che le adornano , ed intorno a cui si travagliarono 
i migliori artisti che vantasse a que' di la Liguria. 



PROSPETTO 



DELLE EDIZIONI LIGURI 



INDICE ALFABETICO 



PROSPETTO 
DELLE EDIZIONI LIGURI 

A TUTTO IL SECOLO XVI 
SECONDO L'ORDINE DELLE MATERIE 

GRAMMATICA E LETTERATURA 
AMENITÀ 



1. 


1472. 


2. 


147. . 


3. 


1479. 


4. 


1538. 


5. 


1547. 


6. 


1550 


7. 


1559. 


8. 


1560. 


9. 


1562. 


10. 


1562. 


11. 


1563. 


12. 


1566. 


13. 


1567. 


14. 


1568. 


lo. 


1568- 


16. 


1570. 


17. 


1571. 


18. 


1573. 


19. 


1575. 


20, 


1576. 


21. 


1579. 


22. 


1579. 


23. 


1582. 



Virgilii Opera 

Juvenalis Liber 

Alex. Galli Doctrinale. . . . 
Aretino, Lagrime d' Angelica . 
L. Vitr. Roscii Gramm. Quaest. 
circa. Dante, La Divina Commed 
Landò, Sermoni funebri. . . 
Vertunno, Viaggio di Corsica . 

Filippi, Eneide tradotta 

Steph. Cananei Voltae, De laudibus Peges 
Pelissonus, Contextus univ. gramm 

Id. Rudiin. lat. gramm. 
Trevisani, Impresa ecc. 
Aldovrandi, Lettere amorose 
69. Stanze di diversi . . 
Selva di cose piacevoli , 
Teluccini, Paride e Vienna 
Nuova scelta di rime. . 
Rime in zenize . . . 
Capelloni, Ragionamenti . 
Scelta di rime. . . . 
Darlonna, Rime . . . 
Scelta di rime- . . . 



Fivizzano 


Pag. 


25 


Ivi 


» 


ivi 


Savona 


» 


33 


Genova 


» 


74 


Ivi 


» 


80 


Ivi? 


» 


262 


Ivi 


» 


264 


Ivi 


» 


103 


Ivi 


» 


106 


Ivi 


» 


108 


Ivi 


» 


109 


Ivi 


» 


110 


Ivi 


» 


266 


Ivi 


» 


113 


Ivi 


» 


115 


Ivi 


» 


116 


Ivi 


» 


269 


Ivi 


» 


131 


Ivi? 


» 


135 


Ivi 


» 


r4o 


Ivi 


» 


145 


Ivi 


» 


148 


Ivi 


» 


155 



( 298 ) 

24. 1582. Chini, Historia di Heliodoro (dal greco). Genova 

25. 1585. Molinai-i, Madrigali Ivi 

26. 1586. Chiabrera, Canzoni: Lib. I Ivi 

27. 1587. Tansillo, Lagrime di S. Pietro . . . Ivi 

28. 1587. Chiabrera, Canzoni: Lib. Il ... . Ivi 

29. 1587. Rossi, Rime Ivi 

50. -1587. Bracchi, Pro elect. Ascan. Column. . . Ivi 

31. 1588. Chiabrera, Canzoni: Lib. Ili Ivi 

52. 1588. Ceva, Lettione Ivi 

33. 1589, Belprato, La Veronica Ivi 

34. 1590. Tasso, La Gerusalemme Liberala. . . Ivi 

35. 1591. Chiabrera, Canzonette (ristampa) ... Ivi 

36. 1591. Scelta di rime Ivi 

37. 1591. Carrega , Oratio etc Ivi 

38. 1595. Garibi, Il Serafico S. Francesco ... Ivi 
59. 1595. Guazzi, La Ghirlanda ecc Ivi 

40. 1595. Rime in zeneize Ivi 

41. 1599. Morando, Rime Ivi 

42. 1599-1600. Chiabrera, Raccolta di rime . . Ivi 



Pag: 


156 


» 


179 


» 


183 


» 


188 


» 


190 


» 


199 


» 


ivi 


» 


205 


» 


206 


» 


214 


» 


ivi 


» 


225 


» 


227 


» 


231 


» 


239 


» 


240 


» 


241 


» 


255 


» 


256 



SCIENZE FILOSOFICHE ED ASTRONOMICHE 



POLITICA ED ECONOMIA 



1. 1474. Boetii Consolat Savona Pag. 32 

2. 1503. Nani, Polyanthea Ivi » 47 

5. 1514. Id. id. (ristampa) .... Ivi » 52 

4. 1513. Grimaldi-Robbio, Discorsi Genova » 78 

5. 1568-69. Clavario, Traci, de cambiis . . . Ivi » 113 

6. 1573. Dialogo de' cambi Ivi » 130 

7. 1581. Paschetti, Dubbi morali Ivi » 150 

8. 1583. Grimaldi-Robbio, Discorsi, (2. a ediz.). . Ivi » 158 

9. 1585. Id. id. (3. a ediz.) ... Ivi » 107 



( 299 ) 

10. 1,'tSii. Malfante, Le meteore Genova 

11. 1586. Id. Giv. Philosoph. eompendium . Ivi 

12 Id. Nonnul. Philosoph. monumenta . Ivi? 

13. 1588. Bodino, Delia Uepubl. trad. dal Gonli 

(dal francese) Ivi 

14 1590. Prato, Discorso . . . del Principe, trad. 

da Eni. Filib. Di Negro (dal latino) . Ivi 
I.Y 1598. Ribadeneyra, Trattato . . . del Principe, 

trad. da Scip. Metelli (dallo spagnuolo). Ivi 

l(i. 1000. Paruta, Discorsi Politici Ivi 



'«</ 


INI 


» 


185 


» 


ivi 


» 


207 


» 


22.N 


» 


255 


» 


257 



SCIENZE SACRE 



ASCETICA E POLEMICA 



1. 


1474 


2. 


1484. 


3. 


1510 


4. 


1516 


5. 


1522 


6. 


1535. 


7. 


1556 


<S. 


1545 


9. 


1543 


10. 


1551 


11. 


1554 


12. 


1555 


13. 


1557 


14. 


1557 



. Fr. Nic. de Ausino Stimma Pisanella . Genova 

. Fr. Bapt. de Salis Surama Novi 

? Parodi, Quomodo Homo cum Deo vi- 
vere possit Genova? 

. Giustiniani, Psalterium (ediz. poliglotta). Ivi 

. Libro de S. Jo. Baptisla (dal francese?). Savona 

. Panziera, Opera spirituale Genova 

. Vita de la B. Angela de Foligni (dal 

latino) Ivi 

. Ochino, Sermoni Ivi? 

. Grimaldi-Robbio, Gontemplatione ecc. . Ivi 
, Marabotto, Vita de la B. Caterinetta 

(trad. dal latino) Ivi 

. Musso. Prediche Ivi 

. Fr. Pietro Martire da Garessio , Dia- 
logo ecc Ivi 

. Francesco Meddense, Lib. clucidationis . Ivi 

. Bava, Trattato della fede Ivi 



Pag. 



29 

57 

260 
55 
61 

64 

69 

77 
79 

86 
92 

94 
100 
265 



15. 


4559. 


16. 


4508. 


17. 


45H9. 


18. 


4575. 


49. 


4580. 


20. 


4582. 


24. 


4585. 


22. 


4585. 


23. 


4575 



24. 

25. 
26. 



4585. 

4585. 
4587. 



27. 4587 



28. 


1588. 


29. 


4589. 


30. 


4589. 


34. 


4589. 


32. 


4589. 


33. 


4389. 


34. 


4590. 


35. 


4591. 


36. 


4593. 


37. 


4596. 


38. 


4596. 


39. 


4598. 



( 300 ) 

Zampa, Risposta ecc Genova 

Planctus D. Bernardi Ivi 

Ant. Framurìi Pro relig Oratio . . . Ivi 

Frane. Imperialis, Orat. de Nat. J. C Ivi 

Fr. Marian. a Genua, Doctr. christ. . Ivi 

Delpas, Enchiridion eie Ivi 

Th. ab Argentina Comm. in IV. lib. 

Sentent Ivi 

Panigarola, Cento ragionamenti ... Ivi 
Id. Oratione in morte di S. Carlo 

Borromeo Ivi 

Basca pò, Lettera sulla morte del card. 

Carlo Borromeo : . . Ivi 

Razzi, Cento casi ecc Ivi 

P. Luigi di Granata, Introdutt. al sim- 
bolo, trad. dal castigliano da Filippo 

Pigafetta Ivi 

Fr. Barione da Genova , Prediche qua- 
dragesimali Ivi 

Carranza, Homilia Ivi 

Mascardi, Discorsi sopra il catechismo . Ivi 

Gentilis, Alm. Urb. Myst. Descript. . . Ivi 

Noberasco, Additam. Conf. Savonarolae. Ivi 

Di Negro, Orat. del perfetto conseglio . Ivi 

Bruni, Meditaz Ivi 

Panigarola, Cento ragionamenti (ristampa). Ivi 

Musso, Prediche (id.) . Ivi 

Velali, Introdutt. alla vita spirituale. . Ivi 

Campos, Compendium etc Ivi 

Vivaldus, Candelabrum aureum ... Ivi 

Solari, Spiritual. Elegiar. , etc. . . '. Ivi 



Pag. 101 
» 442 
» 445 
» 433 
» 449 
» 454 



» 174 

» 473 

» 570 

» ivi 

» 487 



498 

ivi 
202 
242 

ivi 
213 

ivi 
214 
223 
224 
234 
242 
243 
252 



STORIA IN GENERE 



4. 4480. .Io. Viterbien. , De futuris christ. trium- 

phis Genova 



Pag. 55 



> 


I.YI7 


7>. 


1571 


4. 


1571 


s. 


1582 


6. 


1585 



7. 1585. 

8. 1585. 

9. 1586. 

10. 1587. 

11. 1587. 

12. 1589. 
15. 1594. 

14. 1595. 



( 301 ) 

Ammianus Marcellirms Genova 

D' Oria, Compendio ecc Ivi 

Pallavicino, Lettera sopra la vittoria di 

D. Gio. d'Austria Ivi? 

Bartoli, Discorsi historici Ivi 

Relatione di quanto è successo nell'isola 

della Tercera Ivi 

Conestaggio, dell'unione del Regno di 

Portogallo ecc Ivi 

Folieta, Do sacro foedere in Selimum . Ivi 

Gonzales, Historia della China .... Ivi 

Folieta, Ex universa historia etc. . . Ivi 

Id. De sacro foedere etc. (ristampa). Ivi 

Conestaggio, Dell' unione ecc. (id.) . Ivi 
Comines, Memorie trad. dal Conti (dal 

francese) Ivi 

Foglietta, Istoria della sacra lega ecc., 

trad. dal Guastaviui (dal latino) . . hi 



Pag. 


00 


» 


121 


» 


122 


» 


153 



» 159 

» 174 

» 176 

.. 186 

» 194 

» 197 

» 210 

>» 238 

» 250 



STORIA LIGUSTICA CIVILE ED ECCLESIASTICA 



DIRITTO PATRIO 



2. 
3. 
4, 
5. 
6. 
7. 
8. 
9. 



1475, La razone de la Pasca ecc. (Calendario 

e sunto storico-geografico di Genova) 

1486. Pauigarola, Lettere alla Rep. di Genova 

1505. Conveutiones Saonae 

1510? Parodi, De pagis S. Gcorgii . . . 
1554. Parlhenopeus, Oratio ad Senaluni etc. 

1535. Grida coutro i ribelli 

1557. Giustiniani, Castigatissimi Annali . . 

1538. Parlhenopeus, Oratio ad Senalum etc 

1539. Id. id. 



Genova ? 


Pag. 


26 


Ivi? 


» 


47 


Savona 


» 


50 


Genova? 


» 


259 


Ivi? 


» 


262 


Ivi 


» 


65 


Ivi 


» 


72 


Ivi? 


» 


75 


Ivi? 


» 


76 



( 302 ) 

10. 1540. Parlhenopeus, Oratio ad Senatum ole. Genova? 

11. 1546. Capitala de vestilu muliorum .... Ivi 

12. 1549. Statata, Com. Levanti Ivi 

13. 1550 circa. Statuti di Loano Loano 

14. 1553. Visdomini , Instilulione di una Republ. 

christ Genova 

15- 1553. Giustiniano, Oratione nella consign. dello 

stendardo al Principe Andrea Doiia . Ivi? 
46. 1554. Ant. Frumentii Epistolae ad hist. et acta 

genuen. (gallice) Ivi 

17. 1556. Ant. Justin. Roccataliatae Sumnium etc. Ivi 

18. 1557. Tir. Geutur. Calanis, De vera Principis 

laude Ivi? 

19. 1557. Criminal, iurium civ. Gen Ivi 

20. 1557. Reform. Rotae Gen Ivi 

21. 1507? Pallavicini, Synod. Genuen. ... Ivi 

22. 1505. Leggi di S. Giorgio Ivi 

23. 1508. Lomellinus, Constit. Synod. Lunen, et 

Sarzanen Ivi 

24. 1570. Zabata, Ragionamento di sei nobili fan- 

ciulle ecc Ivi? 

25. 1570 circa. Bracellius, De genuensibus scriplo- 

ribus Ivi 

29. 157!. Statuti di Corsica Ivi 

27. 1571. Sauli, Constit. del Vescovato d' Aleria . Ivi 

28. 1572. Tib. Deeiani Responsum ..... Ivi 

29. 1572. Jo Cepbali Responsum Ivi 

50. 1572. Jacob. Menochii Quinque Responsa . . Ivi 

31. 1372. Sacri Coli. Paduaj Responsum ... Ivi 

32. 1572. Jo. Nervii Responsum Ivi 

53. 1572. Montifloiius, De pugna nav. cursularia . Ivi 

54. 1572. Ad reform. Rotae eie Ivi 

55. 1575. Criminal, iur. civ. Geuuae Ivi 

36. 1573. Addii, alli Statuti di Corsica .... Ivi 

37. 1575. Spinola, Tumulti civili Ivi 

38. 1575. Saoli, Discorsi Ivi? 

39. 1575. Lett. de' eitt. genovesi ebe sono al Finale. Ivi 



Pag. 77 

» 80 

» 82 

» 85 

» 90 

» 91 

» 95 

» 95 

» 98 

» ivi 

» 100 

» 110 

» 111 

» 200 

» 116 

» 119 

» 120 

» 125 

» ivi 

» 124 

» 125 

» ivi 

» 120 

» ivi 

» 128 

» ivi 

» 1 29 

» 1 5 {■ 

» 155 

» 150 



( 303 ) 

40. 1570. Leges novae Genova Pag. 138 

41. 1570. Grida monetaria Ivi » lì I 

4-2. 1576. Sauli, lustrult. compendiosa ecc. . . Ivi? » 142 

43- 1578- Id. id. Ivi » ivi 

41. 1578. Saeramentorum Libellus eie Ivi » 1 J3 

45. 1578. Centurione, Constit. del Vescovato di Ma- 
riana et Accia Ivi » 144 

40. 1579. Foglietta, Elogi trad. dal Gonti (da! la- 
tino) Ivi 

47. 1580. Lomellinus, Constit. Synod. Lunen.Sarzan. Ivi 

48. 1581. Chiavari, Orat. nella coron. di Nic. Doria. Ivi 
-19. 1585. Paschelti, Bellezze di Genova . . . . Ivi 

50. 1584. Grida monetaria Ivi 

51. 1584. Fliscus, Constit. Synod. Albinganae . . Ivi 

52. 1584. Diauensiam Conventiones Ivi 

53. 1585. Leggi nuove (dal Ialino del 1576) . . Ivi 

54. 1584. Guastavino, Oratione al Senato ecc . Ivi 

55. 1585. Folieta, Histor. Genuen hi 

50. 1580. Pallavicino^, Decreta Prov. Synod. Ge- 
nuen. (ristampa) Ivi 

57. 1586. Bonfadio, Annali trad. dal Paschelti . . Ivi 

58. 1586, Sigonius, Uè vita Andreae Auriae . . hi 

59. 1587. Ghisi, Ragionamento dell'Unione . . . Ivi 

60. 1588. Oraùoni e rime nell' incoron. del Seren. 

David Vacca Ivi 

01. 1588. Folieta, Claror. Ligurum Elogia ... Ivi 

02. 1588. Ghisi. Oratioue della Libertà .... Ivi 

03. 1587. Id. Della nobiltà della fam. Cibò . . hi 

64. 1589. Statutor. civil hi 

05. 1589. Saoli, Sinodo Diocesano di Genova . . hi 
00. 1589. Rocca, Predica nell' incoron. di B. Ne- 

grone Ivi 

07. 1589. Ceva, Oratione ecc hi 

08. 1590. Statuti Criminali Ivi 

09. 1590. Saoli, Oratione nella coron. di B. Negrone. Ivi 
70. 1591. Mazzagrugno, Predica per l' incoron. di 

G. A. Giustiniano Ivi » 250 



» 


147 


» 


150 


» 


152 


» 


158 


» 


160 


» 


161 


» 


162 


» 


165 


» 


156 


» 


168 


» 


180 


» 


18t 


» 


185 


» 


191 


» 


199 


» 


205 


» 


207 


» 


ivi 


» 


208 


» 


209 


» 


211 


» 


213 


» 


219 


» 


227 



( 304 ) 

71. 1593. Gaserò, Discorso in lingua genovese doppo 

l'eleiiione del Seren. A. Geba . . . Genova 

72. 1593. De immunilatibus a Mag. D. Georgii con- 

cessis Ivi 

73. 1593. Riforma ecc. alle Leggi di S. Georgio . Ivi 

74. 1590-7. Foglietta, Istorie di Genova trad. dal 

Serdonati (dal latino) Ivi 

75. 1396-7. Bonfadio, Annali trad. dal Paschetti 

( ristampa) Ivi 

76. 1597. Statutor. ci vii Ivi 

77. 1598. Sigonio, Vita di A. Doria, trad. dall' Ar- 

nolfini (dal hilino) ....... Ivi 

78. 1508. Gbirardenghi, Oratione al Senato ecc. . Ivi 

79. 1598. Id. Oratione e rime nelP in- 

eoron. di Lor. Saoli Ivi 

80. 1000. Gallo. Oratione al Senato ecc. . . . Ivi 



Pag. 232 



» 23.5 

» 230 

» 245 

» 247 

» 248 

» 249 



» ivi 
» 256 



SCIENZE NATURALI E MEDICHE 



1. 


1512 


2. 


1524 


3. 


1530, 


4. 


1554. 


5. 


1500 


6. 


1576. 


7. 


1576 


8. 


1578. 


9. 


1580. 


10. 


1584. 


11. 


1594. 



Matb. Silvatici Lib. Cibalis Novi 

Libell. de nat. animai Savona 

Centuriouus, De noxior. bnmor. etc. . Genova 

Imperialis-Terrilis, De medicina . . . Ivi 
Id. Il Libro di Galeno 

(dal greco) Ivi 

Contardo, Modo di preservarsi dalla peste. Ivi 

Squarcialupi , Difesa contro la peste. . Ivi 

Monardes, Herba tabaco (trad. irai.) . Ivi 

Paschetti, Lettera della peste di Genova. Ivi 

Facio, Paradossi delia pestilenza . . . Ivi 

Cannila. Tract de modo cibi sumendi Ivi 



Pag. 


51 


>, 


02 


» 


85 


» 


93 


» 


102 


» 


269 


» 


ivi 


» 


Ili 


» 


149 


» 


163 


» 


237 



( 305 ) 



GIURISPRUDENZA 



1. 1585. Marrilianus, Solenn. Repotitio ctc. . . Genova. Pag 177 

2. 1586. Id. id. (ristampa) Ivi. » 178 
5. 1587. Saulius, Tract. de alien, rebus etc. . Ivi. » 190 
t. 1599. De Zancttis, Repertoriam legale . . . Ivi. » 250 



RIASSUNTO- 

Grammatica e Letteratura , Amenità Ediz. N.° 42 

Scienze filosofiche ecc id. » 16 

Scienze sacre ecc id. » 39 

Storia in genere . . .' id. » 14 

Storia Ligustica ecc .■ id. » 80 

Scienze naturali e mediche id. » 11 

Giurisprudenza id. » 4 



Totale: Ediz. N.° 200 



Le quali si dividono come segue: 

PER SECOLI 

Secolo XV Ediz. N.° 9 

Secolo XVI • . id. » 197 



PER LUOGHI 

Fivizzano Ediz. N.° 2 

Savona id. » 7 

Genova id. » 193 

Novi id. » 2 

Loano id. » \ 



'20 



( 506 ) 

Inoltre queste 200 edizioni si compongono delle seguenti: 

Latine (fra cui tre ristampe, e sette dubbie) N.° 79 

Italiane (fra cui due traduzioni dal greco, undici dal latino, tre 

dal francese e tre dallo spagnuolo, otto ristampe e dieci dubbie). » 122 

Poliglotte » 1 

Francesi » 1 

In dialetto genovese (fra cui una dubbia) » 5 



N.° 206. 






INDICE ALFABETICO 



fi numeri indicano le pagine) 



Accademie. Veci. Accesi, Addormen- 
tati, Dispersi, Svegliati. 
Accesi (Accad. degli), 227. 
Addormentati (Accad. degli), 192 e 



seg. 



Adorno Francesco, scrittore, 170. 
Alamanni P. Giuseppe, oratore ,201. 
Alighieri Dante, 27, 53, 216. La 

Divina Commedia, 262 e seg. 
Allegro (di) Stefano, libraio editore, 

61, 278. 
Amanti Bartolomeo, scrittore, 55. 
Amanuensi, 9, 10 e seg., 33. 
Amelonghi Girolamo, scrittore, 1 16, 

229. 
Aldovrandi o Andovrandi Matteo, 

scrittore, 113, 152, 147, 156. 



Angioli (degli) Nicolò, scrittore , 132 
e seg., 1-47, 156, 229. 

Anonimo, scrittore, 220. 

Antiquario Giacomo, scrittore , 56. 

Appiano Alessandro d'Aragona, scrit- 
tore, 169, 228. 

Aretino Pietro, scrittore, 74. 

Argentina (di) Tommaso, scrittore, 
171. 

Ariosto Orazio, scrittore, 215. 

Arnaldo (frate), scrittore, 290. 

Arnolfini Pompeo, scrittore, 170, 
186, 201, 229; traduttore, 2-49. 

Avanzo Francesco, traduttore, 186. 

Avignone Gaetano, bibliofilo, 86, 129, 
145, 150, 155. 162, 200, 249, 
257, 265, 266. 293. 



( 308 ) 



B 



Baivero Vincenzo, vescovo di Noli, 53. 
Baldi Accursio, scrittore, 146. 
Baldi Tommaso, scrittore, 170, 221 

e seg. 
Barbarino Nicolò, letterato, 62. 
Bardi Antonio Maria, scrittore, 228. 
Bartoli Cosimo, scrittore, 453. 
Bartoli Girolamo, tipografo, 165, 

171 e seg., 277, 288. Sua im- 
presa, 285. 
Bartoli Pietro, tipografo, dedicante, 

188, 233, 247. 277. 
Bascapè P., scrittore, 270. 
Basciadonne Andrea, notaio, 161. 
Bava Andrea, scrittore, 263. 
Bava Battista, dedicatario, 137. 
Beccaria Angela Bianca, encomiata, 

240. 
Belgrano Luigi Tommaso, 48, 50, 

52, 62, 294. 
Bellati- Bernardi Leonora, scrittrice, 

220. 
Bellone Antonio, tipografo, 64 e seg., 

274 e seg, Sue imprese, 281. 
Bellone Cristoforo, tipografo, 130 

e seg., 147, 276. Sue imprese., 

282 e seg. 
Bellone Marc' Antonio, tipogr. e giu- 

recons., 118, 152, 276, 286 e 

seg. Sue imprese, 282 e seg. 
Belloni Fabio, scrittore, 241. 
Belpralo Vincenzo, scrittore, 213 e 

seg. 



Benalio, srittore, 156. 
Bendinella Silvia, scrittrice, 241. 
Benedetti (de') Girolamo, tipografo, 

60, 274. 
Bernardo (S.). Planctus sup. medit. 

Pass. Clu\. 112. 
Bernissone Cassano, dedicatario, 177. 
Berruerio Giuseppe, tipografo, 61, 

65, 272. 
Bevilacqua Simone, tipografo, 51, 

51, 272. Sua impresa, 280. 
Bianchi, o Bianco, P. Lorenzo, scrit- 
tore, 170, 180, 208. 
Bidelli Giulio, scrittore, 146. 
Bobba, cardinale, scrittore, 148. 
Boccardi Cesare, tipografo, 153,276. 
Boeri Ottavio, scrittore, 170. 
Bolganni Belisario, scrittore, 146. 
Bona Giulio, scrittore, 193. 
Bonaguidi Antonio, scrittore, 228. 
Bonaguidi Olimpio, scrittore, 156.* 
Boncompagno Filippo, cardinale, 181. 
Bonfadio Jacopo, scrittore, 115, 119, 

132, 146, 268. Suoi Annali, 181 e 

se.g. 247 e seg. 
Bono Giovanni, tipogr. 32 e seg., 271. 
Bordonio Girolamo, dedicatario, 188. 
Borghesi Diomede, scrittore, 146. 
Boselli Pietro, scrittore, 170. 
Bottari, libraio, 88. 
Bottigaro Ercole, scrittore, 229. 
Bovio Alessandro, scrittore, 228, 
250. 



Bracchi Andrea, medico e scrittore, 
199. 

Bracelli Jacopo, scrittore, 27 e seg. 

IJracelli G. B. vescovo, editore e scrit- 
tore, 11!). 



( 309 ) 



Brigida (Santa). Sue Rivelazioni , 

60. 
Brani Vincenzo, scrittore, 214. 
Bucci Agostino, scrittore, 132. 
Bazenga Francesco, scrittore, 215. 



C. Z. L., scrittore, 432. 
Calanis-Centurione Tommaso, scrit- 
tore. 83, 98. 
Calegari Tommaso, scrittore, 225. 
Calvi Bartolomeo, scrittore, 231. 
Cambj (Dialogo de') 430. 
Camerano(di) Conte, scrittore, 446. 
Camilla Gio., scrittore, 108. 
Campos Francesco, scrittore, 2 42. 
Capello Bernardo, scrittore, 456. 
Capelloni Lorenzo, scrittore, 440. 
Capilupi Ippolito, vescovo e scrittore, 

204, 
Capponi Pietro, scrittore, 229. 
CapurroGio. Francesco, bibliofilo, 59. 
Capurro Perotto , scrittore , ' 147 , 

430. 
Caracci Agostino, intagliatore, 248. 
Caraffa Ferrante, scrittore, 228. 
Carenzi Battista, consigliere di Diano, 

162. 
Carezano Alberto, medico e scrittore, 

258. 
Carranza Pietro Maria , scrittore , 

202. 
Carrega Gio. Nicolò, scrittore, 231. 

e seg. 
Carretto Oderico, scrittore, 241. 



Carniglia Gaspare, scrittore medico, 

237 e seg. 
Caro Annibale, scrittore, 446, 156. 
Casa (della) Gio., scrittore, 146. 
Gaserò Barnaba, scrittore, 252. Suo 

sepolcro, 253. 
Casone Girolamo, scrittore, 241. 
Castelletti Bernardino, scrittore, 146; 

dedicatario, 155. 
Castelli Giuseppe, 113. 
Castello Bernardo, disegnatore, 214 

e seg. Encomiato, 228 e seg. , 

277. 
Castiglione Pietro Antenio, tipografo, 



48, 2: 



c>i 



Castro (di) Scipione, scrittore , 453, 

456. 
Caterina (Santa). Ved. Fieschi. 
Cattaneo Filippo, Bibliotecario dei 

RR. Missionarii Urbani. 293. 
Cattaneo Paolo, scrittore, 132. 
Cattaneo Prospero, scrittore, 241. 
Cattaneo-Delia Volta Stefano, dedicante, 

99; scrittore, 408. 
Cavalletto Gio. Jacopo, scrittore, 228. 
Cavallo Battista, tipografo, 53, 36, 

272. 
Cebo Ansaldo, scrittore, 215, 244. 



Ceba Antonio, doge encomiato, 232. 

Cefali Gio., scrittore, 124. 

Celesia Emanuele, Bibl. della R. 

Univ., 293. 
Celle Benedetto, tipografo, 88. 
Centurione Adamo, dedicatario, 108. 
Centurione Agostino scrittore, 132, 

156. 
Centurione Alessandro, arcivesc. di 

Genova, dedicatario, 237. 
Centurione G. B., vescovo. Suo si- 
nodo, 144, 188, 
Centurione Girolamo, scrittore, 193. 
Centurione Marco, dedicatario, 158, 

167. 
Ceva Gio. Andrea, scrittore, 206, 

e seg., 213, 215, 241. 
Chiabrera Gabriello, poeta, 183 e 
seg., 190, 193, 205, 225 e seg., 
228 e seg., 256, 278. 
Chiavari Ampegli, scrittore, 146, 

152, 200 e seg. 
Cibo, famiglia, 183. 
Cibo Alberico, scrittore, 198, 228. 
Cibo Francesco Maria, scrittore, 204. 
Cibo-Clavica Pietro, dedicante, 99. 
Cibo-Montebruno Francesco, notaio, 

111. 
Cigala Battista, correttore, 59. 
Civitale (da) Matteo, tipografo, 10. 
Clavario (o Chiavari) Agostino, scrit- 
tore, 113. 
Chiavari Gio. Luca, scrittore, 170. 



IO) 

[ Chiavari Girolamo, doge, 168. 
Comines (di) Filippo, storico, 238. 
Conestaggio. Ved. De Franchi. 
Confredo Giacomo , consigliere di 
Diano, 162. 

Congregazione della Madonna , dedi- 
cataria, 235, 

Contardo Gio. Agostino, scrittore me- 
dico, 269. 

Contestabile Pietro, scrittóre/ 108, 
156, 170, 200, 222. 

Conti Lorenzo, traduttore, 147, 207, 
238; scrittore, 169. 

Copia di una lettera ecc., 136. 

Coppetta Francesco, scrittore, 152. 
146, 156. 

Cornice Pietro, scrittore, 223. 

Corrado Baldassarre, giureconsulto, 
162. 

Corsica (isola di). Suoi Statuti, 120, 
129. 

Corsini Lodovico, scrittore, 156. 

Corte Cesare, scrittore, 170. Pit- 
tore encomiato, 229. 

Costa Gio. , scrittore, 170; dedica- 
tario, 188. 

Costa Giuliano, scrittore, 170. 

Costa Nicolò, correttore e dedicante, 
236. 

Costo, editore, 189. 

Crollalanza Gio. Pietro, dedicatario, 
151, 250. 

Cuneo, città, 51. 



( oli ) 



D 



D. A. G. M. B., scrittore, 222 
Dartonna Vincenzo, scrittore. 148. 
Deciani Tiberio, giurecons., -123. 
Decisiones Rotae Genuae, 177 e seg. 

Contraffazione, 287. 
De Ferrari Francesco , dedicatario, 

■2 ir». 

De Ferrari Maria, scrittrice, 229. 
De Fornari Luca, scrittore, .109. 
De Fornari Vincenzo, scrittore, ivi. 
De Franchi-Gonestaggio Girolamo , 

scrittore, 146, 174 e seg., 240. 
Delpas Angelo, scrittore, 154. 
Desimoni Cornelio, dedicatario, 6; 

ricordato, 59, 05, 74, 259, 293. 
Diana Francesco, correttore, 57. 
Diana, scrittrice, 108. 
Diano. Sue convenzioni coi Genovesi, 

165. Ivi trofeo pisano, 163. 
Di Negro Ambrogio, scrittore, 169, 
,228; doge, 176, 193. 
Di Negro Negrone, march, di Mu- 

lazzano, 222. 
Di Negro Stefano, accademico, 195. 



Di Negro-D'Oria Emanuele Filiberto, 

• scrittore, 215, 221 e seg, 270. 

Di Negro-Pasqua Francesco, cancel- 
liere, 69. 

Dispersi (accademici), 231 e seg. 

D'Oria Agostino, dedicatario, 165. 

D'Oria Andrea, dedicatario, 186. 

D'Oria Antonio, storico, 121 e seg. 

D'Oria Carlo, dedicatario, 249, 250. 

D'Oria Ceva, accademico, 193. 

D'Oria Gio. Andrea, dedicatario, 164, 
168, 203. 

D'Oria Girolamo, cardinale, 63. 

D'Oria Marc' Antonio, scrittore, 222. 

D'Oria Nicolò, dedicatario, 103, 118, 
Doge encomiato, 152. 

D'Oria R. Nicolò, scrittore, 170. 

Durante Francesco, scrittore, 241. 

Durazzo Marcello. Sua Biblioteca, 
8 e pass. 

Durazzo Gio., dedicatario, 145. 

Durazzo-Grimaldi Giacomo , doge , 
1 45. 



E 



Edizioni genovesi. Loro natura, 289 

e seg. 
Egidio, Monsig , revisore, 101. 



Emanuele Filiberto, duca di Savoia, 

dedicatario, 140, 184. 
Enrico Alaramo, scrittore, 108. 



i 342 ) 



F 



Fabri Gio. Francesco, scrittore, 13-2. 
146, 156. 

Facio Silvestro , scrittore medico , 
463 e seg. 

Farroni Gio. Maria, tipografo, 287. 

Federici Gio., scrittore, 255. 

Ferdinandi Francesco, scrittore, 228. 

Feronio Lucio, scrittore, 229. 

Ferrari Bernardo, scrittore, 132, 
141, 146, 156, 241. 

Ferrari Gio. Francesco, scrittore, 204. 

Ferrerò G. B., dedicatario, 226, 
e seg. 

Ferretti Gio, scrittore, 146. 

Festa G. B., scrittore, 132, 156. 

Fiamberli Ippolito, scrittore, 223. 

Fieschi Battista, correttore, 57. 

Fieschi S. Caterina. Sua vita, 86. 

Fieschi Francesco, riformatore delle 
leggi, 63. 

Fieschi Lorenzo, vescovo, 57. 

Fieschi Luca, vescovo. Suo sinodo,161 . 

Fieschi Paolo Emilio, scrittore, 170. 

Fieschi Scipione. Scritture legali con- 
tro di lui, 125. 

Fieschi-Ganevale Giano, dedicatario, 
81. 

Filippi G. B., scrittore, 106, 228. 

Filippo II, redi Spagna, dedicatario, 
197. 

Filippo (Don), principe di Spagna, de- 
dicatario, 253. 

Filipponi, scrittore, 85. 



Filopono Lucilio., scrittore pseudo- 
nimo, 200. 

Finazzi canonico Giovanni. Sua let- 
tera, 28. 

Fivizzano, città, 24 e seg. 

Fivizzano (da) Alessandro, tipogr. 
25 e seg. 

Fivizzano (da) Battista, tipogr., ivi. 

Fivizzano (da) Jacopo, tipogr., ivi., 
271. 

Foglietta G. B, dedicante, 246. 

Foglietta Paolo, scrittore, 117, 169, 
172, 176, 204, 215. 

Foglietta Uberto, scrittore encomiato, 
97. Suoi elogi di liguri 147. Id. 
lat. 203. Hisloriae Genuens etc. , 
168 e seg. Storiografo stipendiato, 
170. De sacro Phcedere in Se- 
limum, 176, 197. Id. trad. ital., 
250. Dell'Istorie di Genova, 24$ 
Ex uni», historia, etc, 194 e 
seg. Suo slemma, 246. 

Foligno (da) B. Angela. Sua vita, 
69; scritta in latino, 290. 

Forni Jacopo, correttore, 59. 

Framurio Antonio, scrittore, 115. 

Franco Giacomo, intagliatore, 218. 

Fregoso Cesare, a' servigi di re Fran- 
cesco I, 66. 

Fregoso Ottaviano, Governatore della 
Repubblica pel Re di Francia, 58. 

Frigio Giacomo Antonio, scrittore, 228. 

Frumento Antonio, scrittore, 93. 






_ 

Gallo Alessandro, scrittore, 33 e seg. 

Garessio (da) Pietro Martire, scrit- 
tore, 94. 

Garibi Giacomo, scrittore, 239, e 
seg. 

Gavi Ottavio, accademico, 193. 

Genova. È la prima città d'Europa 
dove si stampa in caldeo, 59 e 
seg. Suoi stemmi, 289. Ved. De- 
cisiones, Diano, Jurium, Leges, 
Leggi, Reforma tiones, Savona, Sta- 
tuti, Statutorum. 

Genova (da) Benedetto, tipografo. 34 
e seg., 272. 

Genova (da) Girolamo, revisore, 87, 
91. 

Genova (da) llarione, scrittóre 198. 

Genova (da) Mariano, scrittore, 1 49. 

Gentile Deodato, scrittore, 212. 

Gentile Matteo, dedicatario, 103. 

Gentile Nicolò, leggista, 220. 

Gentile Pellegrina, dedicataria, 106, 

Gentile-Senarega Nicolò, giurecons , 
dedicante, 99. 

Gentili Pantaleo, scrittore. 107. 

Gentili Scipio, scrittore, 214 e seg. 

Gesualdo Carlo, scrittore, 179. 

Ghini Leonardo, traduttore, 137. 

Ghirinzana Lazzaro, scrittore me- 
dico, 287. 

Ghisi Innocenzo, scrittore, 191, 207. 
Sun famiglici, 192. 



( 313 ) 



G 



Gio. Battista (S). Libro che ne tratta, 
GÌ. 

Giovardi Marco, scrittore, 150. 

Giraldi Olimpio, scrittore, 147. 

Girardengo Francesco, tipogr. Opere 
da lui stampale, 42-47. Ricordato, 
271. 

Girardengo Giacomo Maria, scrittore, 
255. 

Girardengo Nicolò, tipografo, 33,37 
e seg. Opere da lui pubblicale 
39-42. Editore, 51, 271. 

Giorgio (San). Leggi della Compagnia, 
111; De Immuuitatibus età, 235 
e seg.; Riforma et giunta alle Leggi, 
230 e ses;. Stemma, 289. 

Giudice Cristoforo, vicario del Po- 
destà di Levanto, 84. 

Giustiniani Agostino, vescovo e scrit- 
tore, 55 e seg., 72, 273. 

Giustiniani Agostino, doge encomiato, 
230. 

Giustiniani Alessandro, scrittore, 169, 
176. 

Giustiniani Angelo, vescovo e scrit- 
tore, 166. 

Giustiniani Ansaldo, scrittore, 91. 

Giustiniani Girolamo, scrittore, 1C9. 

Giustiniani Nicolò, mecenate, 58; de- 
dicatario, 198. 

Gonzaga Curzio , scrittore , 132 , 
156. 

Gonzaga Ferrante, scrittore, 228. 

20' 



( 5 

Gonzaga Francesco, vescovo, dedi- 
catario, 239. 

Gosellini Giuliano, scrittore, 146, 456. 

Goltucci Gio. Francesco, scrittore, 
170. 

Grammaticarum Qua3sliones etc. , 80. 

Granata (di) P. Luigi, scrittore, 198. 

Granello Bernardo, inquisitore , 57. 

Gride a stampa 65 e seg., 141. 160. 

Grillo D. Angelo, scrittore, 188, 189, 
200, 214, 228, 241. 

Grillo -Biscoto Vincenzo, dedicatario, 
96; scrittore, 97. 

Grimaldi Agostino, dedicatario, 131. 

Grimaldi Ansaldo, scrittore, 169. 

Grimaldi Gaspare, accademico, 193. 



14 ) 

Grimaldi Lazzaro, doge encomiato, 
255. 

Grimaldi-Ceva Gio. Francesco, dedi- 
catario, 206, 292. 

Grimaldi-Robbio Pellegro, scrittore, 
78 e seg., 158, 167, 262. 

Guarini Battista, scrittore, 228. 

Guasco Annibale, scrittore, 241. 

Guastavini Giulio, scrittore, 156, 
166, 292 e seg.; filodosso, 170, 
188 e seg., 200, 214,228, 2ii; 
traduttore, 250. 

Gualelli Agostino, scrittore, 229, 240. 

Guglielmo marchese di Monferrato, 
dedicatario e mecenate, 49. 

Guttemberg, 9, 14. 



H 



Heliodoro. La dilettevole historia ecc., 156 e seg. 



Imperiale Francesco, scrittore me- 
dico, 102, 135. 

Imperiale Ottavio, dedicatario, 268. 

Imperiale-Terrile Francesco, scrittore 
medico, 95. 

Imperiali Vincenzo, scrittore, 2,. 18. 



Incerto, scrittore, 132, 156,229. 
Incognito, accademico, 211. 
Ingegneri Angelo, scrittore, 146. 
Inghilterra, 9. 
Ippoliti Francesco, scrittore, 146. 



Jurinm (Griminalium) Civitatis Genuens., 98, 128. 



( 313 ) 



Landò Ortensio, scrittore, 202 escg. 
Lauro Vincenzo, cardinale, 221. 
Lavagna (da) Filippo, tipografo, 13 

e seg., 272. 
Lebezio Giacomo, scrittore, 80, 82. 
Leges novae Reip. Geuueus., 158. 
Lcn^i e Riforme della Eccelsa Re- 

pubblica di Genova, 137; Leggi 

nuove, 103. 
Leonino Nicolò, notaro, 84. 
Lercaro Orazio, dedicatario, 268. 
Levante Suoi statuti, 82 e seg. 
Loano. sua tipografia, 83, 272. 



Lombardino Ugo, sindaco di Diano, 
102. 

Lomellini Benedetto vescovo e card. 
Suoi sinodi, 112, 150, 200 e seg. 

Lomellini Gianolto, doge dedicatario, 
127. 

Lomellino-Sorba Lorenzo, cancelliere, 
editore e correttore, Gì, 73 e seg. 

Lomellino-Veneroso Girolamo, scrit- 
tore, 127, 200. 

Lucca , città, IO. 

Lupi Pietro, Console degli Svegliati, 
200. 



M 



M. G. M., scrittore , 152. 

Machiavelli Nicolò, confutato, 253. 

Maddalena Cesare, scrittore, 150. 

Maggiolo Lorenzo, grecista, corret- 
tore, 57. 

Mainerò Bartolomeo , accademico , 
193 

Magnani Cornelio, scrittore, 140. 

Malfanti Genesio , scrittore, 184 e 
seg. 

Mancini Jacopo, scrittore, 229. 

Mancini-Poliziani Bartolomeo, scrit- 
tore, 170, 228 

Manfredi Muzio, scrittore, 241. 

Marabolto Cattaneo, scrittore, 89 



Mari Stefano, interlocutore, 104. 
Mascardi Nicolò, vescovo e scrittore, 

212. 
Mazzagrugno Giuseppe, scrittore, 250. 
Mancehia Francesco, notaro, 297. 
Manuzio Paolo, scrittore, 203. 
Marriliano Girolamo, giurecons. e 

scrittore, 177. 
Marzo Pietro, scrittore, 133, 150. 
Materiale Intronato, scrittore, 147. 
Mazanli Gio. Antonio, scrittore, 140. 
Meddense Francesco, scrittore, 100, 

275. 
Mendozza (di) Gio. Gonzales, scrittore, 

180 



( 316 

Mendozza (di) Garzia, dedicatario, 
186. 

Menocchio Jacopo, giurecons., scrit- 
tore, 123. 

Menocchio Simone, dedicante, 249. 

Merello Raffaele, medico e scrittore, 
238. 

Metelli Scipione, scrittore, 108, 133, 
141, 156; traduttore, 253. 

Mirabelli. Ved. Nani. 

Molfino Vincenzo, notaio, 57. 

Molinari Simone, compositore di mu- 
sica, 179. 

Molino Girolamo, scrittore, 132,156. 

Mondovì, città, 61. 

Monaco (da) Michele, tipografo, 29 
e seg., 271. 



) 
Moneglia (da) Francesco, editore e 

correttore, 57, 272. 
Montali (de) Gio., notaro, 84. 
Montano Cola, tipografo, 16. 
Montefiori Marc' Antonio, scrittore, 

126, 132, 156- 
Montenegro Girolamo , dedicatario , 

194. 
Monti (de') Scipione, scrittore, 229. 
Morando Cesare, scrittore, 255 e 

seg. 
Moravo Mattia, tipografo, 29 e seg., 

271. 
Morone card. Gio., dedicatario, 151 
Musso Cornelio, vescovo e scrittore, 

92 e seg., 224. 
Muzio Gaspare, scrittore, 178. 



N 



Nani-Mirabelli Domenico, scrittore, 
48 e seg., 52 e seg., 55. 

Nanni G. B., revisore, 251. 

Nardi G. B. , scrittore, 170. 

Natura Animalium (Libellus de), 62. 

Navazzotti Orazio, scrittore, 229. 

Negrone Battista, doge encomiato, 
211 227. 

Nervi Gio., scrittore, 126. 



Noberasco Clemente, scrittore, 213, 
Nobile G. B. , scrittore, 132, 146. 

156. 
Nobili (de s ) Flaminio, scrittore, 267. 
Noce Carlo, scrittore, 228. 
Novara (da) Bartolomeo, legatore, 280. 
Novaro Bernardo, scrittore, 162. 
Novi, città, 39, 51. 
Nuvoloni Giulio, scrittore, 156. 







Ochino Bernardino, scrittore, 77 e seg. 
Ongaro Antonio, scrittore, 228. 



Orerò Antonio, libraio editore, 171, 
e seg., 172, 278. 



( 317 ) 



Orerò Fabio, scrittore; 132 ; 
Orlando Furioso, 148. 



156. 



Orsi Aurelio, scrittore, 156. 
Ortensio Antonio, scrittore, 204. 



^adova (da) Clemente, tipografo, 10. 

l'aita Francesco, notaro, 86. 

Pallavicini Cipriano, arcivescovo di 
Genova. Suo sinodo, 110, 480; 
dedicatario, 151 ; Saeramentorum 
Libellus etc. 113; Doctrina Chri- 
stiana, 14-9. 

Pallavicini G. B., dedicatario, 181 e 
seg. 

Pallavicini Giulio, dedicatario e me- 
cenate, 153 e seg., 150, 171 e 
seg., 182, 181, 191, 247. 

Pallavicini Lorenzo, scrittore, 122. 

Pallavicini Nicolò, dedicatario, 158, 
173. 

Pallavicini-Coronato Girolamo, dedi- 
catario, 96. 

Panigarola Agostino, scrittore, 47. 

Panigarola Francesco, scrittore, 173, 
225, 270; vescovo dedicatario, 205. 

Panziera Ugo , scrittore, 44 e seg 

Parodi Desiderio, scrittore, 250. 

Parrisola Girolamo , consigliere di 
Diano, 102. 

Partenopeo Paolo, annalista della Re- 
pubblica, 75 e seg., 262. 

Paruta Paolo, scrittore, 257. 

Paschetti Bartolomeo, scrittore, me- 
dico e filosofo, 149, 150, 158; tra- 
duttore, 181 e seg., 217 e seg. 

Pavia, città, 42 e seg., 51. 



Pavoni Giuseppe, tipografo, 179,249 

e seg., 278, 288 ; dedicante, 257. 

Sua impresa, 283. 
Pelisson Giovanni, scrittore, 109 e 

seg. 
Pelo Gabriello, cancelliere dell' Ufficio 

di Moneta, 160; dedicante, 165 

e seg.; ricordato, 276. 
Percivalle Gabriello, scrittore, 156. 
Pigafetta Filippo, traduttore, 198. 
Pinelli, cardinale, dedicatario, 211. 
Pinelli G. B., scrittore, 215, 223, 

25 i. 
Polyanthea, 48 e seg., 52. 
Piuma Carlo Tommaso, scrittore, 

28ì. 
Pona G. B , scrittore, 228. 
Pontevico Silvio, scrittore, 155,117, 

159. 
Porro Galeazzo, tipografo, 273. 
Porro Pietro Paolo, tipografo, 58, 

275. Suo monogramma, 281. 
Prato Antonio, scrittore, 221. 
Predominio spagnuolo in Genova. Sua 

influenza sulla stampa, 290 e seg. 
Privilegi di stampa, 55, 99. 
Promis Domenico, Bibl. di S. ML, 

275, 288. 
Psalterium hebraeum etc. , 56 e 

seg, 260 e seg. 
P. F. M., scrittore, 156. 



( 318) 



Q 



Quirino Girolamo, scrittore, 156. 



R 



Raggio G. B , dedicatario, 119. 

Ramirono Domenico, scrittore, 225. 

Ratto Giuseppe, medico, 164. 

Razone (la) de la Pasca, 20 e seg. 

Razzi Serafino, scrittore, 187 e seg. 

Re Giacomo, accademico, 193. 

Reformationes Rotae Gemina, 100; 
Appendix, 128. 

Reggio Paolo, vescovo e scrittore, 
189. 

Relazione dell' armata di S. M. Cat- 
tolica (del 1583), 159. 

Riario Raffaele, vescovo dedicatario, 
53. 

Ribadeneyra Pietro, scrittore, 253. 

Rime in dialetto genovese, 135, 241. 

Ritiliari Francesco, scrittore, 156. 

Rivarola Angelo Luigi, dedicatario, 
200. 

Rivarola Matteo, arcivescovo di Ge- 
nova, 251 . 

Robbio G. B., scrittore, 146. 

Robbio. Ved. Grimaldi-Robbio. 



Rocca Girolamo, scrittore, 211; Con- 
sole dei Dispersi, 231. 

Roccatagliata Antonio, scrittore, edi- 
tore, ecc., 25 e seg., 97, 152, 
169. Suo stemma ed impresa, 166, 
209, 233, 277, 284 e seg. De- 
cisiones Rotae, 117 e seg. Dedi- 
catàrio, 257. Storia ed Annali 
della Repubblica, 258. Suo se- 
polcro, 288. 

Rodolfo II imperatore, 289. 

Roma, 25, 47. 

Roscius, scrittore, 80; pseudonimo 
di Rossi, 82. 

Rossi Bartolomeo, scrittore, 146. 

Rossi G. B., scrittore, 199. 

Rossi Stefano, bibliofilo, 79. 

Rucellai Cosimo, scrittore, 146. 

Ruggieri Lodovico, scrittore, 147. 

Ruscelli Girolamo, scrittore, 152. 

Rutiliario Gio. Francesco, scrittore, 
146. 



( 319 ) 



Sale (da) Battista, scrittore, 38 e seg. 
Salinero Ambrogio, dedicatario, 185 

e seg. , 226 e seg. 
Salvago Raffaele', scrittore, 147, 448. 
Sauli Alessandro, vescovo. Sinodo, 

125; Instruttione ecc., 142. 
Snuli Antonio, arcivescovo di Genova, 

dedicatario, 180, 190, 202; 

Sinodo, 209. 
Sauli Gio., dedicatario, 242. 
Sauli Lorenzo, doge encomiato, 255. 
Sauli Marc' Antonio, scrittore, 135. 
Sauli Pasquale, scrittore, 196,227, 

229, 271. 
Sauli Stefano, mecenate, 55. 
Savona, città, 32, 33, 48, 60, 272. 

Convenzioni con Genova , 50, 259. 
Savorgnano Gio., scrittore, 228. 
Scelta di Rime, 131, 145, 155, 227 

e seg. 
Scillacio Nicolò, medico e scrittore, 

47. 
Scotto Domenico, libraio, 62, 278. 
Sellaio Jacopo, scrittore, 132, 146, 

156. 
Selva di varie cose piacevoli ecc., 

116 e seg., 119. 
Selvaggio Massimiliano, scrittore, 2 ì 1 . 
Senarega Matteo, storiografo, 190, 

132; loda il Foglietta 251. 
Serdonati Francesco, traduttore, 245. 
Seripaudo , cardinale , dedicatario , 
Ili 



Serravalle Lazzaro, scrittore, 147. 
Sforza Gio. Maria, arcivescovo, 57. 
Sigonio Carlo, scrittore, 185, 249. 
Silva (da) Francesco, tipografo, li- 
braio ecc., 47 e seg., 50,272,278. 

Sua impresa , 280. 
Silvatico Matteo, medico e scrittore, 

51 e seg. 
Sirillo Bartolo, scrittore, 146. ' 
Sisto IV, pontefice, 29. 
Sisto V, pontefice, dedicatario, 146. 
Sivori Giulio, scrittore, 146. 
Solari Gio. Maria, scrittore, 240, 

252; Vicario del S. Offizio, 251. 
Sommi Leone, scrittore. 147. 
Spinola Agostino, scrittore, 134.) 
Spinola Alessandro, scrittore, 117, 

146, 156. 
Spinola Ambrogio, dedicatario, 238, 

254; scrittore, 241. 
Spinola Antonio, dedicatario, 107. 
Spinola Benedetto, dedicatario, 227. 
Spinola Carlo, dedicatario, 153. 
Spinola Filippo, dedicatario, 147. 
Spinola Filippo, vesc. e scrittore, 189. 
Spinola Francesco Antonio, scrittore , 

241. 
Spinola Gio. Ambrogio, scrittore, 

228. 
Spinola G. B., accademico, 193. 
Spinola Gio. Maria, dedicatario, 131. 
Spinola Leonardo, scrittore, 215, 

229, 2 il. 



( 

Spinola Livia, scrittrice, 229. 

Spinola Lucia, scrittrice, 241. 

Spinola Massimiliano, 30, 122. 

Spinola Nicolò, dedicatario, 116; 
scrittore, 170. 

Spinola Uberto, dedicatario, 10 i. 

Squarcialupi Marcello, scrittore me- 
dico, 269. 

Staglieno Marcello, bibliofilo, 25, 122. 
147, 165, 204, 248, 249, 293. 

Stampa Gaspare, scrittore, 172; 

Stampa immorale, 172; Prefetto della 



520 ) 

stampa in Genova, 160. Licenze 

per la stampa, 291, 
Statati criminali di Genova, 219 e 

sesr. 
Statutorum civilium reform., 208. 

248. . 
Strozzi G. B., scrittore, 146. 
Subiaco, 9, 24. 

Summa Baptistiniana, 28 e seg.. 
Stimma Pisanella, 50 e seg. 
Svegliati, accademici pisani, 200. 



T 



Tabacco. Opera che lo riguarda , 

144. 
Taggia (da) Antonio, legatore, 280: 
Tansillo Luigi, scrittore, 132, H7, 

156, 188 e seg., 270. 
Tasso Bernardo, scrittore, 146. 
Tasso Torquato, 146, 189, 216 e 

seg. 229, 277. 



Teluccini Marco, scrittore, 269. 
Terminio Antonio, scrittore, 107. 
Tolomei Francesco, scrittore, 146. 
Tomacello Plinio, scrittore, 132, 156. 
Torino, città, 57. 
Torricella (da) Antognono, castellano 

di Varese, 29. 
Trevisani M., scrittore, 266. 



u 



Ubaldini Gio. Paolo, scrittore, 152, 

146, 156. 
Uberto, cancelliere della Repub., 99. 



Usque Salomone, scrittore, 133, 
156. 



Vacca David, doge encomiato, 199. 
Vaccà-Rivarola Porzia, dedicataria, 

159, -201. 
Vahl, o Valdel, G. B., scrittore, 152, 

150. 

Valvassore Erasmo, scrittore, 188, 

228. 
Varazze (da) Gaspare , inquisitore, 

57. 
Varese (da) Viviano, legatole, 279. 
Vecchietti Bernardo, scrittore, 228. 
Velati G. B., scrittore, 254. 
Veneroso Girolamo. Ved. Lomellini- 

Veneroso. 
Venezia, città, 9, 47. 
Veuiero Maffeo, scrittore, 147, 229. 
Venturini G. B., scrittore, 152, 156. 
Venturino, grammatico e correttore, 

52, 34. 



( 321 ) 



V 



Verga Giulio, scrittore, 241. 
Vernazza Ettore, scrittore, 89. 
Verzosa Gio., scrittore, 204. 
Vertunno Giulio, scrittore, 105 e 

seg. , 152, 156. 
Vestiario delle donne. Capitoli che lo 

riguardano 80. 
Vicenza, città, 51, n. 2. 
Villa G. B., raccoglitore d' antichità 

patrie, 8, 252, 279. 
Visdomini Francescano , scrittore, 

90. 
Viterbo (da) Annio, scrittore, 55 e 

seg. 
Vivaldo Alfonso, scrittore, 215. 
Volgicapo Gio. Maria, scrittore, 146, 

200 e seg., 222. 
Voltri. Curia di questo luogo, 129, 



Zabala Cristoforo, editore e scrittore, 
115, 116, 131, 141, 126, 148, 
154 e seg., 156 e seg., 189, 268. 

Zampa Angelo, scrittore, 101. 



Zanettis (de) Filippo, scrittore, 256. 
Zecca. Gride relative. 141, 160. 
Zignaigo Nicolò, scrittore, 97. 
Ziuiara Antonio, scrittore, 151. 



ADDI 

XXIV APRILE MDCCCLXVIIlI 

SI COMINCIÒ LA STAMPA DI QVESTO LIBRO 

E FV COMPITA 

IL XXIII OTTOBRE 

CVRÒ IL LAVORO 

MICHELE BOERO 

PROTO 

SPECIALMENTE IMPIEGANDOVI 

I COMPOSITORI 

FRANCESCO ZERBI SORDO-MVTO 

E 

GIOVANNI NOVARO 

I TORCOLIERI 

RAFFAELE MAZZINI E PAOLO CAPVRRO 

FVRONO I PRIMI XVI FOGLI 

PRESENTATI AL II CONGRESSO TIPOGRAFICO 

IN BOLOGNA 

DA CVI LA STAMPERIA SORDO-MVTI 

DIRETTA DA LVIGI FERRARI 

EBBE PREMIO 

PER DISTINTE EDIZIONI 

APPRESTÒ LE TAVOLE 

LO STABILIMENTO LITOGRAFICO PELLAS 















ERRORI 




CORREZIONI 


113 


n a. 


19 


Frate Asostino CI 


avario 


Frate Fabiano Clavario 


117 


» 


30 


Torino 1836 




Torino 1863-6'+ 


119 


» 


19 


l.o Ottobre 1572 




1.» Ottobre 1582 


127 


. 


9 


1582. 




1588. 


133 


» 


13 


braccio nudo, 




braccio, 


136 


.. 


19 


Giacomo Bartoli 




Girolamo Bartoli 


ns 


» 


29 


Gio Pietro Croll; 


inza, cui 


Gio Pietro Crollalanza, cui ve 



vedremo pur dedicali gli 
Elogi del Foglietta. 
156 » 4-5 Corpetta 
188 . 32 V. Tavola XVI, loc. cit. 
230 » 22 poi anzi 
239 - 3 Giusto Lipsio ' 
288 » 20 ed i San Giorgio 



dicati i Dubbi morali del Paschetti. 

Coppetta 

V. Tavola XIX, pag. 234. 

poc' anzi 

di Giusto Lipsio 

e di San Giorgio 



Tralasciamo di notare alcuni errori di punteggiatura, o scambi di lettere (segnatamente U 
per V ne' titoli dello opere); de' quali speriamo aver facile pcrdonanza dall' indulgente lettore. 



SUPPLEMENTO ALLE NOTIZIE 



DELLA 



TIPOGRAFIA LIGURE 



SINO A TUTTO IL SECOLO XVI 



PEI SOCI! 



N. GIULIANI u L. T. BELGRANO 



M 



ercè la cortesia dei benevoli , i quali a titolo di 
gratitudine e d' onore verremo successivamente ricor- 
dando, e le nostre continuate ricerche, siamo in grado di 
accrescere e migliorare non poco il lavoro che precede. 
La materia da noi presa a trattare è di tal genere , che 
forse non ha ricevuto mai dalle prime fatiche il suo 
perfezionamento; nò per avventura potrebbe giudicarsi, 
quando che sia, pienamente esaurita. Ringraziando per- 
ciò quegli egregi i quali vennero gentilmente finora in 
nostro aiuto, ci auguriamo che essi abbiano' da trovare 



( 328 ) 

imitatori, e cosi speriamo di aumentare anche inseguito 
la messe delle raccolte notizie ( 1 ). 

Ecco intanto le aggiunte che siamo in grado di pre- 
sentare ai lettori. 



(') Il lavoro da noi pubblicalo lo scorso anno è riprodotto dal eh. prof. 
Eugenio Bianchi nell' ottimo suo Giornale delle Biblioteche , e fu argomento 
di una rivista inserita nel Propugnatore di Bologna (a. 1870; voi. Ili, p. 204). 
Lo scrittore della medesima, si piace riconoscore che il nostro libro « contiene 
assai pregi /ed utilissime cognizioni » ; ma soggiunge che « v' ha per avven- 
tura qualche difettuccio ». Se non che, mentre ci professiamo obbligatissimi 
verso di lui per la prima sentenza , siamo dispiacenti eh' egli non abbia 
indicato quali propriamente sieno questi difettucci. Speriamo cionondimeno clic 
possano trovarsi fra i corretti nel presente Supplemento. 






EDIZIONI DI FILIPPO DA LAVAGNA 



Anno 4 479. 

Alle edizioni del Lavagna (*) si aggiunga la seguente , 
che leggesi notata al num. 6 del Catalogo degli Eredi Graz- 
zini di Firenze, e di cui dobbiamo la comunicazione alla cor- 
tesia del eh. bibliografo sig. cav. Gio. Battista Passano. 

Sumula houero Sumeta de pacifica conscientia 
composta nel 1475 per fra Pacifico da Nouara. Me- 
diolani, Pliil. de Lauagnia, 1479. 

In 4.° 



EDIZIONI LIGURI 



4 473-1474. 



Il eh. socio onorario comm. Domenico Promis, Bibliotecario 
li S. M. in Torino, ci favorisce la seguente descrizione della 
adizione savonese di Boezio, da noi riferita sulla fede d'alcuni 
)ibliografi a pag. 32. 



(') Veti, a pag. 22 di questo volume. 



( 330 ) 

« Questo volume è in caratteri romani , di carte 64, com- 
presa 1" ultima bianca , e di linee 29 ciascuna. È senza alcun 
segno tipografico, ed ha in testa alla prima pagina questi 
versi , che sono del priore Ventanno al pari degli epigrammi 
che stanno a capo degli altri quattro libri: 

Primus habet lachrymas seuerini flentis amaras: 
Exponit mores fortunae ac dona secundus. 
Tercius ampia bona: et nos celsas edocet arces: 
Quartus posse bonos memorai: rectosque potentes: 
Arbitrii quintus ratione soluit honustas:- 

« Nel retro poi dell." ultima facciata impressa si legge : 

Venturini Prioris "Epigramma 
in laudem operis et artifìcis 

Est Augustini Conuentus in nrbe Saona: 

Et vitae et fidei relligione sacer. 
Hoc impressit ibi Fra ter bonus aere Johannes. 

Teutonicae clarum gentis alumnum opus. 
Pontifìcis summi genuit Quem clara Saona; 

Tunc Sixti quarti Tertius annus erat 
Principe Caesareo Galeaz fiorente Maria: 

Dum Genuae is dominus imperitaret ibi. 
Hunc Venturino librum emendante priore: 

Errati lector labe carere scias: • 

Anicii : Manli : Torquati : Seuerini Boetii : Exconsu 
lis :• Ordinarli . patricii : de philosopbica consolatio 
ne liber quintus et ultimus explicit : • 

« Noterò infine, che per segno nella filigrana della carta 
evvi una forbice mezzo aperta, e sopra una rosa ». 

Vuoisi pure fare attenzione al sesto verso di questo Epigramma, 
il quale accenna all' anno terzo del Pontificato di Sisto IV; 
perchè il 1474, a cui il volume è comunemente attribuito, 
non leggendosi in realtà nel libro, ed essendo quel Papa stato 



( 331 ) 
eletto il 9 agosto del 1471, so ne può trarre la conseguenza 
che tale stampa sia avvenuta fra l'agosto del 1473 e quello 
del 1474. 

Il frate Giovanni Bono, cioè probabilmente Buongiovanni , 
si appaleserebbe poi dallo stesso Epigramma allievo gentis 
teutonicae. 

A. 1476, Ottobre. 

Intorno a frale Battista Cavallo, di cui già sotto il 1480 
registrammo la impressione dell' opera di Annio da Viterbo , 
De futuris christianorum triumphis ( l ) , riuscirà certo gradilo 
un documento indicatoci dal eh. prof. cav. Federigo Alizeri , 
e che tratta di una società costituita fra lo stesso Cavallo , 
Battista de' Ricardi, Tommaso Centurione, Giuliano Spinola e 
suoi eredi , per la stampa e vendita di un Breviario di Ca- 
mera e di un Evangelistarìo. 

Leggesi questo documento nel fogliazzo Vili del notaio Gia- 
como Rondanina ( 2 ), al num. 143; e noi lo riferiamo non 
senza qualche lacuna , per le corrosioni che vi s' incontrano. 

Bartolomeo da Novara poi , al quale nel detto documento del 
pari si accenna , venne anch' esso già altrove da noi rammen- 
tato ; ma ora il socio comm. Varni ha pubblicato ne' suoi 
Appunti artistici sopra Levanti un lungo estratto di codice 
che lo riguarda ( 3 ). 

In nomine Domini Amen. Cum verum sit ut per infrascri- 
ptas partes asseritur , quoti inita fuit quedam societas in ter 
venerabilem dominum fratrem Baptistam Caualum ordinis 

(') Pag. 3S-36. 

(') Archivio Notarile di Genova. Il documento reca il num. d'ordine 143; 
e 1' anno si deduce da ciò che è posto fra due istrumenti dell' ottobre M76. 
( 3 ) Varni, Appunti ecc., pag. 62-74. 



( 532 ) 

carmelitarum ex una parte , et egreyium medicine doclorem 
dominimi magistrum Baptistam de Ricardis, Thomam Centu- 
rionum qm. Barnabe, et qm. Julianum Spinulam tunc viuentem 
ex parte altera , seu pluribus partibus , de et super sculptura 
seu impressione Breuiariorum de Camera in centum in circa 
vel plus, et totidem Euang elistar um; sitque quod prò et occa- 
sione diete societatis et occasione contentorum in quodam in- 
strumento pactorum initorum inter ipsas partes rogato per 
Jacobum Caluum notarium hoc anno , die quinta februarii ( l ), 
verse fuerunt et vertantur inter dictas partes nonnulle lites 
et controuersie quibus dicti dominus frater Baptista et domi- 
nus magister Baptista, nominibus de quibus infra dicetur , 
omni modo intendunt et volunt finem ponere et amicabiliter 
viuere ut decet. Ea propter dicti dominus frater Baptista ex 
una parte et dictus dominus magister Baptista de Ricardis , 
suo proprio nomine et tamquam^procurator et procuratorio 
nomine Thome Centurioni, ac enim Andree De Franchis Bul- 
gari fideicommissarii et gubernatoris bonorum dicti qm. Ju- 
liani Spinule , ut de eius mandalo constat publico instrumenlo 
rogato per me notarium infrascriptum die XX presentis men- 
sis octobris , cuius vigore habet amplam et largam potestatem 
et bailiam ad in fras cripta et nonnulla alia facienda, ex parte 
altera , cassantes prius , reuocantes et annullantes dicium in- 
strumentum ut supra scriptum manu dicti Jacobi Calui notarli, 
et generaliter quecumque alia instrumenta, apodisias et scriptu- 
ras, ac edam quecumque pacta et compositiones usque in horam 
presentem facta et factas inter dictas partes, quacumque et 
quaJitercumque occasione diete societatis, peruenerunt et sibi 
ipsis ad inuicem et vicissim, presentibus et stipulantibus prò 



(') Vàrii l'ogliazzi d'atti rogati da Giacomo Calvo serbatisi nel nostro Ar- 
chivio Notarile; ma quelli del 1476 mancano interamente. 



I ( 353 ) 

se se et heredibus suis dictis nominibus , et peruenisse confessi 
fuerunt et con/ietnlur ad infrascripta parta et compositiones 
verbis solemnibus hinc inde vaiata et valatas. 
lienuntiantes etc. 

Videlicet quia et ex causa dictorum instrumcntòrum et pa- 
ctorum dictus dominus magister Baptista de Ricardis, dictis 
nominibus, promisit et solemniter conuenit dicto domino fratri 
Baptiste presenti et ut supra, stipulanti perficere et compiere 
seu perfici et campieri facere totum opus Breuiariorum incep- 
lum, qùod opus est Breuiariorum quadrili gentorum quinqua- 
ginta; et hoc expensis propriis ipsius magistri Baptiste suo 
et dictis nominibus. Qui quìdem edam tenetur et debet idem 
dominus magister Baptista , dictis nominibus , satisfacere de 
laboratoribus dirti operis Breuiariorum de salariis debitis oc- 
casione imprcssionis et seu laborerii ipsorum de propria ipsius 
domini magistri Baptiste dictis nominibus pecunia ; et hec tam 
de salariis decisis quam indecisis , videlicet a die vigesimo 
primo aprilis proximi preteriti extra usque ad finem dirti ope- 
ris ; declarato tamen quod dictus dominus frater Baptista 
teneatur et debeat satisfacere de propria ipsius domini fratris 
Baptiste pecunia et seu contentos facere dictos laboratores de 
salariis decisis et sibi spectantibus a die vigesimo primo mensis 
nouembris proximi preteriti usque ad dietimi diem vigesimum 
primum dirti mensis aprilis. De indecisis vero dirti temporis, 
videlicet a dicto die vigesimo primo dirti mensis nouembris 
usque ad dictum diem vigesimum primum dirti mensis aprilis, 
et sic pari modo de omnibus aliis salariis decisis totius dirti 
temporis usque ad perfectionem dirti operis teneatur et debeat 
soluere et satisfacere dicto domino magistro Baptiste, dictis no- 
minibus, presenti ut supra et stipulanti, dare et restituere eidem 

domino fratri Baptiste perlinentes ad summam libi -orimi 

tricenlorum Breuiariorum, quarum partem ipse frater Baptista 



( 334 ) 

confitelur habuisse Et hec semper et quandocumque 

ad ipsius domini magistri Baptiste liberam voluntatem. 

Et ex adwrso dictus dominus magister Baptisla tenetur et 
promisit dicto domino fratti Baptiste compiere seu complerì 
facere residuum Breuiariorum ultra tricentum; quod residuum 
ipse dominus frater Baptista habet incompletum; et ipsum re- 
siduum eidem domino fralri Baptiste dietim consignare. 

Propterea dictus dominus magister Baptista , dictis nomi- 
nibus , liberai et absoluit dietimi dominum fratrem Baptislam 
presentem et ut supra stipidantem ab omni eo et toto quod in 
preterito ipse dominus frater Baptista tenetur et seu teneret 
ac obligatus esset diete societati librorum , tam in particulari 
quam in comuni , et seu quacumque racione , occaxione vel 
causa, occasione diete societatis ; nec non edam tenetur et 
promisit dictus dominus magister Baptista , dictis no minibus, 
facere ac compiere opus Euangelistarum in omnibus et per 
omnia prò ut continelur in dicto instrumento scripto manu 
dicli Jacobi Calui notarii , et dare per totum mensem februa- 
rii proximi venturi. Qui quidem edam tenetur et promisit di- 
ctus dominus magister Baptista dicto domino fratri Baptiste 
restituere omnia Ma sua instrumenta que peruenerunt ad ma- 
nus ipsius domini magistri Baptiste semper et quandocum- 
que ad ipsius domini fratris Baptiste liberam voluntatem ; vi- 
delicet illa que presentialiter non sunt necessaria. Bla vero 
que sunt necessaria tenetur sibi restituere completo dicto opere 
Euangelistarum. Et hec dictus dominus frater Bap- 
tista promisit dicto domino magistro Bap- 
tiste ut supra nominibus , omnia arnesia spectantia diete so- 
cietati tam in comuni quam in particulari, que peruenerunt in 
ipsum dominum fratrem Baptislam , restituere eidem domino 
magistro Baptiste. 

A do etc. 






( ,135 ) 

Quod dictus dominus frater Battista teneatur et debeai il- 
lam partem quam elegerit vendere in cintiate Jarme, et Ulani 
siimmam dictorum Breuiariorum quam sìbi obuenerti, pouere in 
apothcca Bartholomei de Nouaria cartarii , et ea in ipsa apo- 
theca vindere seti vendi facere pretto ducatorum quatuor auri 
prò singulo (*), et non minori pretio. Et sic pari modo teneatur 
dictus dominus magister Baptista dictis nonvinibus vindere 
Breuiaria sua pretio dictorum ducatorum quatuor prò singido, 
suino si processerà de ambarum partium voluntate. 

Insnper dicti dominus frater Baptista et dominus magister 
Baptista , dictis nominibus , partes predicte , cassauerunt , 
annullauerunt et irritauerunt quecumque alia instrumenta , 
scripturas , apodisias , pacta et composiliones quomodocumque 
et qualilercumque facta et factas per et inter ipsas partes oc- 
casione diete societatis ; qui promiserunt sibi ad in- 

uicem nec allegare, producere vel exhibere in iuditio 

vel extra; firmo tamen semper manente presenti instrumento 
quod partes ipse fecerunt , et seu per me nolarium infrascri- 

ptum fieri fecerunt innouandum ut partes ipse 

asserunt et fatentur. 

Que omnia et singula saprà et infra scripta diete partes 
suis et dictis nominibus promiserunt sibi ad inuicem et vicis- 
sim , presentibus et recipienlibus . 

Et iurauerunt etc. 

4 503, 25 Marzo. 

Il prefato comm. Promis ci comunica eziandio la seguente 
notizia, eslralta dalla parte rimasta manoscritta del Dizionario 
dei tipografi ecc. del Vernazza. 



(') Lire ilal. ì8, calcolato il ducato a Ir. 12 



circa, 



( 336 ) 

Dopo F insigne opera della Polyanthea (') « Francesco Silva 
stampò ancora in Savona il Psalterium Beate Virginia Marie; 
il che egli fece Dominico Nano cine Alben. recensente. Il libro 
era terminato addi 25 di marzo 4 503 ; ed io lo possiedo ». 

4 506, 4 4 Luglio. 

Nello stesso anno 4 503 il Silva recava la sua stamperia a 
Torino, dove colla data del 4 novembre pubblicala il Libellus 
isagogycus in eloquentiae praeeepta di Agostino Datti; e quivi 
tuttavia dimorava nel 4 505 , come è accertato per gli Statuti 
di Savoia da lui ristampati allora colla data del 5 settembre ( 2 ). 
Ma nell' anno successivo , a persuasione d' alcuni cittadini di 
Genova, divisando trasferire in questa città l'arte sua, ne 
otteneva dalla Signoria il seguente onorevolissimo privilegio 
di privativa , della cui notizia noi ci professiamo obbligati 
al eh. socio cav. Desimoni ( 3 ). 

PRIVILEGIVM PRO FRANCISCO DE SILVA IMPRESSORE 

Philippus de Cleues etc. Iìegius Admiratus et Genuensium 
Gubernator, et Magni fìcum Consilium Antianorum Communis 
Genue. Cum audissemus egregium virum Franciscum de Silua 
mediolanensem habitalorem Taurini librorum impressorem , 
dicentem se ab aliquibus ciuibus genuensibus inuitatum fuisse 
ut Genue moretur et libro s imprimat, quod sibi bene cedet et 
lucro sibi erit , et annuisse exhortationibus ipsorum ciuium 
dummodo priuilegium sibi concedatur per aliquot annos ex 

(') Ved. a pag. 47. 
( 3 J Vernazza, MS. 

( 3 ; Leggasi noi codice Dlversorum del cancelliere Raffaele Ponzone, an. 
1504 in 1506; X. 1102 (Archivio Governativo di Genova) 



( 337 ) 
quo nemini alti liceat intra tempus in privilegio statuendo li- 
bro* hic imprimere quam sibi. Itaque se ad eonspectum no- 
strum venire et hoc nobis notificare decretasse et offerre nobis 
i stìic Genua habitat uni venire et libros imprimere, dummodo 
per iìos priuilegium ipsum sibi concedatur . lìe Ime examinata; 
audientes ipsum Franciscum esse hominem honesle vile et 
proborum morum et in artificio suo imprimendo idoneum ma- 
gistrum , ac Oiuitati honorificum et utile fore si ars impres- 
sionis hic exercealur. Concedimus eidem magistro Francisco 
et deccrnimus ac statuimus quod per annos quinque et menses 
quatuor proxime venturos nemini cuiuscumque nationis, vel ci- 
uis vel subditus vel externus sit, per se vel interpositam per- 
sonam recte vel indirecte ciani vel palam imprimere libros vel 
arlem imprimcndi (liceat) exercere in presenti Ciuitate Genue 
et tribus Potestatiis, nisi lantummodo ipse Franciscus; voleri - 
tes presens decretum et priuilegium eidem magistro Francisco 
sincere et integre seruari; committentesque qvibuscumque ma- 
gistratibus et officialibus Communis Genue ut ipsum obseruenl, 
fiiciantque ab aliis inconcusse et piene obseruari sub pena 
sindicamenii. In quorum testimonium presentes fieri iussimus 
et sigilli nostri appensione muniri. 

Data Genue die XIII Julii MI) VI. 

Se dopo questa concessione il da Silva si recasse di fatti 
nella nostra città, e vi pigliasse stanza, a noi non consta per 
alcuna edizione ; nò saremmo inchinati a crederlo , conside- 
sando che nel 1508 egli stampava pure in Torino Sancti 
Prosperi Carmina (9 maggio), Ovidio De arte amandi (29 detto), 
e più altre opere in appresso ( l ). 

(') Vkunazza MS. 



( 358 ) 

1522, 7 Luglio. 

Il eh. sig. cav. Salvatore Bongi , Direttore del R. Archivio 
di Stato in Lucca, ci comunica la seguente descrizione di un 
Missale Ordinarium , un esemplare del quale , legato in tavole 
ed ottimamente conservato, si custodisce appunto nelP Archi- 
vio anzidetto ( 1 ). 

Il frontispizio è adorno da una grande vignetta dell' An- 
nunciazione, circondata da altre minori; ed il titolo, impresso 
in rosso e nero , vedesi da noi riprodotto per fac-simile alla 
Tavola XXIII ( 2 ). 

Il volume è in 4.° grande , e si compone di quaderni di 
otto carte. Il primo non ha numerazione di pagine; e contiene, 
oltre il frontispizio, il Calendario (un mese per pagina) con 
due distici in fine d' ogni mese , la Tavola delle domeniche 
e delle comuni de' santi , un estemporale di Stefano Ti velli 
savonese, oriundo d'Ivrea, e quindi un' altra grande silografia 
rappresentante la Crocifissione. Seguitano poscia i quaderni del 
testo, che sono 32, aventi le carte numerate da I a CCLVIII, e 
l'ultima bianca. Il libro è sparso di moltissime incisioni in legno, 
ora poste ad ornamento delle iniziali, ora a contorno di pagina, 
ecc. Tutta la slampa è alternata di rosso e di nero; molte pagine 
hanno la musica. Una incisione posta ripetutamente nel con- 
torno, e rappresentante gli evangelisti Giovanni e Marco in due 
medaglie, porta nel mezzo questo monogramma del Silva. 




(') Archivio della Compagnia della Croce , num. 3. 

( 5 ) Anche dell' aver fatto rilevare questo ed il seguente fac-simile dobbiamo 
razie alla squisita gentilezza del prelodato cav. Bongi. 




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( 359 ) 

L'intero libro è stampato in gotico, ma di due qualità dif- 
ferenti di grandezza. 

In fine, cioè alia carta 248 recto, subito dopo il testo, 
si legge in caratteri rossi la sottoscrizione che vedesi nella 
Tavola XXIV. 

L' estemporale poi che si legge al tergo della 8. a carta dei 
preliminari, nell'ultimo distico dà luce su coloro che ebbero 
parie nella edizione : 

Jusstt opus cuoi Ooptisto Oochonus: ot illub 
dìcrruerius cuott 3oacpl)US ere pori. 



Sul trapasso delle silografie del Silva al Berruerio . le quali 
vedremo anche in appresso da lui adoperate , ecco ciò che ne 
scrive il già lodato comm. Promis, la cui ampia dottrina ed 
esimia cortesia abbiamo posta a si larga contribuzione nel 
presente lavoro. « Questo tipografo (il Silva) deve esser morto 
a Torino nel 1521, poiché dopo tal anno nulla più si conosce 
di lui ; anzi si ha una parte d' opuscolo, impressa a spese di 
Andrea Calvo, del Vegio, Ponterollo e Filippini colla data 
dei 30 agosto 1521 , e terminata di stampare a Milano addì 
41 ottobre dello slesso anno ed a spese del medesimo, da 
altro tipografo. Il Berruerio deve perciò aver acquistata allora 
una parte della stamperia del Silva , essendosi servilo di sue 
silografie uno o due anni dopo la di lui morte , quando cioè 
il suo laboratorio era chiuso ». 



( 340 ì 



523. 



Lo stesso comm. Promis ci dà pure comunicazione del se- 
guente opuscolo, custodito nella Biblioteca di S. M. in Torino. 

€ (Èl lacrimoso lamento cl)c fa ci gran 3) 

€ Mastro òe Hoòi con li eoi €a 3) 

€ ualicri a tutti li principi be 3!) 

€ la (Ehristianita ne la 3) 

€ Sua partita ba 3 

€ Hooi. 3) 

Quindi vi è scritto a mano: DE ANO: 1523. La quale 
data, di mano sincrona, é pure ripetuta nell' ultima carta. 

Succede nel mezzo del frontispizio una silografia esprimente 
un guerriero con mazza nella destra , a cavallo di un elefante, 
preceduto e seguito da armigeri. In capo alla pagina è poi la 
B. Vergine venerata da più santi ; a destra un fregio con 
putti, delfini, sirene, ecc. , ed in quattro medaglie altrettanti 
busti di sibille ; a sinistra un ornamento di fogliami, ed un 
egiial numero di medaglie con profeti ; in calce la incisione 
col monogramma del Silva già sovra prodotto ('). 

In 8.°, di carte 6 non numerate, a due colonne, e caratteri 
molto stracchi. Segnature: a ii, H tij. 

(') Vedi a pag. 338. 






( Uì ) 

Questo Lui, mio è in ottave, le quali sono in lutto novan- 
Inna; e comincia in capo al verso della prima carta, nel modo 



che segue: 



OJpabre o pre inteso ctcrso 
a te ricorro con la mete ri core 
sieorri a me signor el)io non sia perso 
el)io possa oire a tua laute e Ijonore 
ci gran bamagto oc tutto luniucrso 
do seljerno uituperio e disonore 
corno per la biseorbia oc €!)rcstiani 
ci Timeo Ijauuto llobi nelle mani. 



Soggiunge il eh. Promis che tali e somiglianti poesie usa- 
vansi, nel secolo XVI, pubblicare e cantare per le strade in 
luogo delle attuali Gazzette; e difatti 1' anonimo cantore, nel- 
1' ultima ottava che leggesì in cima alla prima colonna del 
verso della carta 6 , conclude in questi termini : 



Papa : 3mperator : principi e Xìc. 
e voi altri baroni oc gran affare 
si alclnm bel mio parlar agrauato e 
ci gran bolor mi sforma alamcntare 
a tutti quanti oc chtebo merce 
e prego me bebiate perbonarc 
e similmente ciascun aubitorc 
qsta Ijistoria e finita al nostro Ijonore. 

■i-i 



( 342 ) 
Quindi nell 1 altra colonna di fronte all' ottava medesima : 

€ Stampato in la inclita citta oc 3> 

€ JSaona per 3osepl). Ocrrue '$ 

€ rio ì>e la inclita Citta oel lì) 

€ JUonocui cnnmoratc iì) 

C in Saona satta pa 3 

€ lacio i piassa 3> 

€ oc £)crbe. 3!) 

€ /inis. 3) 

1526-1529. 

Il sullodato comm. Promis ci avverte che del Berruerio non 
trovandosi, dopo il 4 520, altre edizioni che quelle da lui 
fatte in Savona , dovrebbero pure giudicarsi stampate in que- 
sf ultima città le seguenti poesie custodite del pari nella mento- 
vata R. Biblioteca, e narranti fatti del 1526-27, 1528 e 1 529. 
Né ciò discorda da quanto già notammo noi stessi ('); anzi ci 
rafferma nella esposta congettura, che 1' onore della tipografia 
mancasse a Savona soltanto in seguito alle dure condizioni 
cui i genovesi aveano assoggettato in quel torno siffatto gene- 
roso Comune. 

La prima delle citate poesie ha questo titolo : 

©pera coposta nouamtfe la qual tracia fcc br- 
inata ì>c fraja a marstglia p. maonto od Cljrtetiamssimo 
He cl)c rjiosc a saona ci M oc. $. Uod)o 1526 $ 0. saona 

(') Ved. a pag. 272. 






( Ó43 ) 

se parti l)i* iiìJo alercso , * piglio certe nane b. inimici poi 
adorno altgorno ' li trouorno ci. lì. anbrea boria con sor 
galeri dia quelle be oeneliani } li se misscuo in camino j, 
anborno Ija JjJortofin quando fumo roti ispaguoli oa francesi 
e bai conte inòpia. 3 te irata b. le tnntioeto nauc be spagna 
cljefnrno sbaratate e b. qle mtssen al fobo. 3tc Irata bel 
sacljo } nitnperio facto a Homa j bcle nane brasate a. s. 
fiorendo. 3tc corno spagnoli ueneteno a saona co sciale l)e co 
animo b. preberla e fame a sua posta. 3te trata corno ispa- 
guoli el bi be ura ìtona ò. augosto ropiteo li fracesi a 
portofin e pison el cote filipin. 3te et bi sequele ifrancesi 
beteno la Uotta a spagnoli e li tolseno tarmata egaler e por- 
tofin. 3tc la bnica sequele jena resto al nome be fraja. 3te 
trata corno el signor b. otrecl)o preise el boscljo e altre 
cosse corno intenberiti legenbo la istoria. 



In 8.°, di carie 6 non numerate. Segnature a ii, a iii. 
Caratteri eguali al Lamento sovra riportato. 

Segue alla intestazione la silografia del guerriero a cavallo 
già precedentemente notata , ed a sinistra della medesima lo 
scudo gigliato di Francia entro un riquadro. La canzone co- 
mincia oltre a metà del retto della prima carta, e consta di 
103 ottave, col seguente ritornello: 



©gnòmo criba franca franja 
oiua la nobile fiore belisi 
be abatere i soi nemiii 
bio gli baga la posauja 

©gnòmo criba franca franca. 



( 344 ) 
La seconda poesia è poi così intitolala : 

€ Cluesta e tma opcrcta nanamente composta la qnal tra 3 

ta corno ci conte filipina con otto galere bel nobile ari 

orca boria comò l)a roto tarmata oc napoli le quale 

erano tra galere fustc bergantiui e barclje numero 

òe ninti quatro o cinti sei armate e bene impon 

to bc l)omini natentissimi e grosa artegliaria 

} altre cose cl)c fan mestieri comò intende 

rete legenbo la presente opera la qnal 

€ biee cosi. 3 

In 8.°, di carte 4 non numerate, e senza segnature. 

Nel mezzo al retto della prima carta è lo scudo gigliato 
come sopra; e tosto succede la canzone, che è di 54 ottave, 
con la seguente per principio : 

£ Cluesto conte filipin. 
oc la nobile casa boria, 
la sua (ama più el)e guerino 
per tuto lo monco e notoria 
hauenbo in memoria 
la impresa Del bel regno 
la farsa e lo ingegno 
Cu beposio Dimostrare 

Ed il ritornello suona cosi : 

(£1 ciel oibi tremare 
e napoli col suo confili 
quanbo et conte filipin. 
bataglio sopra bel mare 

(CI ciel nibi tremare. 



( 545 ) 

Nel verso dell' ultima carta non si leggono che due ottave, 
le quali contengono una invocazione a Gesù ; il resto è occu- 
pato da una bella silografia della Crocifissione, ricca di pa- 
reccKie figure. 

La terza poesia finalmente ha questo titolo: 

<£ istoria nona quale trata oc la 

oenuta Dello imperatore a lauoe oe 

3talia oc cjenoua ? M nobili? 

inarca : Uxoria. 



In 8.°, di carte 4 non numerate; senza segnature. 

La prima carta é fregiata in capo da una vignetta espri- 
mente la SS. Trinità, che sostiene il globo ; a destra i pro- 
feti, a sinistra le sibille, in calce la B. Vergine come nel 
Lamento del Gran Maestro di Kodi , e nel centro la vignetta 
del guerriero a cavallo , di cui sotto il medesimo abbiamo 
toccato. 

La composizione è distribuita in 73 ottave, col seguente 
ritornello : 

Italia oati piacere, 
oa ti leoa ogni granerà 
conuertir sa in alegrejja 
il passato dispiacere. 
3talia òati piacere. 

Ed oltre alle lodi date amplissimamente a Carlo V ed al 



( 546 ) 

D' Oria, altre se ne leggono in favore di Oberlo Cattaneo 
che fu il primo doge eletto dopo la Riforma del 1528 (*). 

1526, 14 Gennaio. 

Il prelodato cav. Alizeri ci comunica il seguente istrumenlo, 
per la stampa di un'opera ascetica di frate Girolamo Savona- 
rola. E rogato da Bernardo Usodimare-Granello , e serbasi nel 
nostro Archivio Notarile ( 2 ). 

•J* MD XXXVI die Veneris XII II Januarii in terciis in 
Palacio Archiepiscopali Janue. 

fìeuerendisimus Dominus Marcus Cattaneus Archiepiscopus 

ollocensis Janue commorans ex una, et Anlonius Bellonus de 

Turrino quondam Christophori impressor librorum in Janua par- 

tibus ex altera, sponte etc, peruenerunt ad infrascripta pacta : 

(*) Tutti i componimenti sovra enunciati sono rilegati in un volume di Miscel- 
lanea, con più altri stampati egualmente dal Berruerio in Mondovì tra il 1509 
ed il 1 515. Vi hanno pure diverse poesie edite in Milano, Bologna, ecc.; fra 
le quali notiamo in ispecie la seguente , in 4 carte non numerate di caratteri 
tondi, che per noi non è senza interesse. Si compone di 56 ottave, seguite 
da un sonetto; e si intitola : Opera e lamento de Zena che (rada de la guerra 
et del sacco dato per li spagnoli a li XXX di de Magio nel MCCCCCXXII ; 
e si adorna nella prima carta di una vignetta, consistente in una grande 
capitale N, nel cui centro stanno gli apostoli Pietro e Paolo. Ora il chiar. 
Promis ci fa sapere che siffatta iniziale è perfettamente identica a quella che 
s' incontra nel verso della carta 121 del Dominicale stampato in foglio nel 
1524 da Pier Paolo Porro in Torino. Il che dinota che la canzone in discorso 
fu stampata anch'essa in questa città e da quel tipografo, del quale inoltre 
nella Miscellanea medesima se ne hanno pure alcune altre. E soggiunge: 
« Di tali iniziali ho , posso dire , la serie completa nei grossi volumi di Chiesa 
con musica esistenti nella Biblioteca di S. M. » Le mimile circostanze poi nar- 
rate in questa canzone, le danno, a parer nostro, non poca importanza storica ; 
e perciò noi la stamperemo per intero in fine del Supplemento. 

( 2 ) Fogliazzo d'atti inestesi dal 1522 al 1543. 






. 



( 547 ) 

Videlicet quia dictus Antonius promissit prefato Domino 
Marco Archiepiscopo presenti eie. imprimere et seu stampare 
Dialogum compositum per quondam Iìeuercndissimum Fratrem 
Jerouimum de Ferra/ria Ordinis Predicatorum , intitolatimi 
Solacium itineris mei, per prefatum Dominum Marcum eidem 
Antonio ad imprimendum traddilum; et ex ipso Dialogo stam- 
pare et imprimere volumina duo millia tantum infra termi- 
nani medie quadragessime proxime venture; et que quidem 
volumina duo millia spectent et pertineant prò una lercia parte 
prefato Domino Marco Cattaneo, cui Ma dictus Antonius trad- 
dere promissit et seu de eis sequi voluntatem eiusdem, et prò 
reliquis duabus terciis partibus spectent et pertineant ac re- 
maneanl et remanere debeant ditto Antonio, qui de eis fucere 
possit prò eius libito voluntatis. 

Et versa vice prefalus Dominus Marcus Archiepiscopus prò 
pretio seu mercede dicli Antonii imprimi facere Dialogum pre- 
dictum, et prò predo diete lercie partis dictorum voluminum 
duorum millium sibi traddendorum ut supra, dare et soluere 
promissit prefato Antonio scutos tresdecim et lerciam parlem 
alter ius auri solis , ex quibus ex nunc dedit et soluit actualiler 
prefato Antonio in presentia mei notarli et testium suprascri- 
ptorum (sic) libras uiginti ianuinorium quas Imbuisse et re- 
cepisse confessus full, et residuum dare et soluere promissit 
in consignandum dictorum voluminum sibi Domino Marcho 
assignandorum prò lercia parte ut supra. Intelecto quod ori- 
ginale dicti Dialogi reslitui debeat ipsi Domino Marcho. 

Que omnia etc. 

Sub etc. 

Et proinde etc. 

Testes D. Matheus de Morlaria Canonicus Ecclesie Januen- 
sis, et Johannes Baptista de Frauchis de Mulfino Notarili*. 




( 348 ) 

Questo documento lascia credere che V autografo dell' ope- 
retta onde nel medesimo è caso , fosse pervenuto a mani del 
Cattaneo ; e T edizione é la prima che sia comparsa in luce ( l ). 
Della quale però cercammo invano un qualche esemplare in 
Genova ed altrove ( 2 ). Il P. Quietif così l' accenna negli 
Scriplorcs Ordinis Praedicatorum ( 3 ) : « IHaloaus spirttus et 
animai interloeutorum , cui litulus : JSolacium itiueris mei. 
Incipit: Cogitate me a Caeie oculonim Hlei proietto et e, quem 
libris septem distinxit , quorum primo de Deo , altero de fi- 
dei ventate tractat. Tertio Messiam Ebraeis venisse probat. 
Quarto /idem adversus philosophos astruit chrislianam. Quinto 
rationes eius probabiles affert. Sexto vilam fore futuram. Sep- 
timo denique viam qua ad Ulani itur ostendit. Primus e te- 
nebris eruit et edidit Paulus Franchus Partlienopaeus (*), 
Genuae lypis Antonii Belloni Taurinensis -1536, in 8° parvo, 
pp. 60 gothico charactere; nuncumpavitque Franchus Marco 
Cutaneo antistili Rhodiensi et proarchiepiscopo Genuensi epi- 
stola eleganti, qua llieronymi sanctitatem atque doctrinam 



(') Del Cattaneo ha pubblicato nel 1863 un Trattato della vera perfezione 
V egregio nostro collega P. Amedeo Vigna, premettendovi una biografia del- 
l' Autore. 

( 2 j 11 dottissimo P. M. Alberto Guglielmotti, ci scrive da Roma a questo pro- 
posito: « Nulla ho trovalo dell' opuscolo Solacium itineris mei .... Ho minuta- 
mente cercato su tutte le tredici fittissime pagine del Catalogo Casanatensc per 
Savonarola ». Ed il eh. P. Tommaso Corsetto, in data di Firenze: • Per quante 
ricerche io abbia fatte dell' edizione di Genova . . . , non mi è stato pos- 
sibile trovarla. Essa non è neppure nella ricca raccolta del Capponi , dove 
trovatisi tutte le altre edizioni citate dal Quietif ». Lo stesso ripete l'illustre 
comm. Prorais pei la R. Biblioteca di Torino. 

( 3 ) Voi. I, p. 886. 

(') S' intenda cioè che il Partenopeo ebbe cura della stampa; e, giusta la 
consuetudine vigente assai di que' giorni, la intitolò a chi col proprio denaro 
l'avea procurata. L'opera poi cresce il numero della Biblioteca Ascetica, 'Ma 
quale già notammo avere atteso il Belloni (Vcd. a p. 290). 






( 549 ) 

mire commendai, ac illius morlem maximo fiùsse dicit Eccle- 
siae dispendio procuratavi ». E soggiunge: « Prodiit rur- 
sus Veneliis eodem anno 1536, apud Bernardum Stagninum 
in %\ » 

1557. 

Ecco notizie più estese sul Liber elacidalionis , di cui già 
a pag. 100 e 275, tolte da due esemplari pervenuti in questa 
R. Universitaria dalle soppresse corporazioni religiose. 

LIBER 

ELVCIDATIONIS 

VERITATVM CATHOLICARVM CON- 

TEA EN1TENTES DOCTRINAM 

CA T EOLICAM P- 

P VGNARE, 

PER QVA3T VTILIS VNIVERSIS 

Christi Iesu fidelibus et Verbi dei praeconibus 

praesertim, in quo quidem infrascripta 

continentur, Vidclicet. 

Silografia esprimente la Crocifissione; e sotto: 

GENVAE 

Apud Antonium Bellonum. M. D. L VII. 

Il) 8.° 

A tergo del frontispizio , è in corsivo piccolo enunciato il 
contenuto del libro, che fa seguito così al Videlicet del redo; 
e gli succede alla fine della stessa facciata : 

Alidore venerabili Patrc fruire Francisco Meddcnsi ordinis minorum 
obser. sarrac theologiae professore eximio ac diuinae scriptnrae interpraete 






( 350 ) 

perlucido et profundo et haereticorum accerrimo impugnatore, per quem 
quidem sanctae Romanae ecclcsiae pcdìbus prouolutum , Tiaec vniuersa et 
singula eiusdem sacrosanctae ccclesiae iudicio et sententiae demandantur ac 
committtmtur . 

Seguono quindi due carte di dedica dell'Autore, colla data 
di Genova 28 agosto 1557, nello stesso carattere corsivo: 

MAGNIFICAE AC 

GENEROSAE ET VERE CATHOLICAE 

TAVRINORVM AVGVSTAE COM^ 

MVNITATI. 

E finalmente nel retto di una terza carta si legge 1' approva- 
zione dell'Inquisitore fra Girolamo De Franchi, in data di 
Genova 4 5 novembre stesso anno 1557. 

Tutta 1' opera poi è in carattere tondo , ed abbraccia 237 
carte numerate. Segnature : A — G g. 

Per ultimo a tergo della carta 237 comincia una serie di 
Errala, àlicuius ponderis . . . per lileras alpìiabetì, in ca- 
rattere corsivo , la quale prosegue in altre due carte prive 
di numerazione. 

1559. 

Il Toppi (') registra di Ferrante Carafa , cavaliere napoli- 
tano e marchese di san Lucido: 

Le rime spirituali, della vera gloria humana in 
libri 4, et in altri tanti della diurna. In Genoua, 
appresso Antonio Belloni, 1559. 

In 4.° 
(') Biblioteca Napoletana , p. 83. 



( 351 ) 
1559. 

Ognuno conosce il libro di Uberto Foglietta, Della Repub- 
blica di Genova, stampato in Roma dal Biado nel 1559, e 
le ire vivissime nelle quali, per parte della Signoria, incorse 
allora 1' Autore. Per motivo del luogo d' impressione noi non 
dovremmo occuparcene in questo lavoro; ma ciò che ne in- 
duce a parlarne è un documento comunicatoci dal eh. Alizeri, 
il quale rivela insieme lo sdegno e i timori che per tale pub- 
blicazione avea concepiti il Governo, il proposito di punire lo 
scrittore ('), il desiderio di sottrarne l'opera alla circolazione, 
ed infine i dubbi non infondati di darle maggior fama col mo- 
strarne soverchia preoccupazione. 

Il documento in discorso fa parte di un fogliazzo del nostro 
Archivio Governativo , intitolato Minute di lettere dal I 529 
al 1563; ed è in sostanza una Nota, la quale (osserva lo 
stesso cav. Alizeri) sebbene dal ms. originale non apparisca 
a chi fosse diretta, pure da qualche altra che si trova nel 
fogliazzo medesimo si raccoglie con bastante certezza che venne 
spedita a monsig. Benedetto Lomcllini (*). 

Molto Rev. e Magnifico; 

V. S. hauerà inteso di ([uel libro composto e dallo alla 
slampa per quel Foglietta , e mandato qui à noi accompagnato 

(') La Repubblica lo dichiarò reo di ribellione, e Io condannò a perpetuo 
esilio; ma questa sentenza più tardi fu rivocala. Ved. Spotorno , Storia Letler. 
della Liguria, voi. Ili, p. 41 e seg. 

(') Costui, dimorando in Roma, si porgeva assiduamente a molte e gravi 
commissioni della Repubblica; e nel 15G5 , da papa Pio IV, fu insignito de! 
cappello cardinalizio col titolo di S. Maria in Acquiro. 



( 352 ) 

> 

con una sua lettera, del qual libro nessun' altro può esser ne 
più abomineuole ne pia seditioso, come che per dentro vi si 
scorga una velenosa mente , e siano sparsi pestiferi ragio- 
namenti in tanto pregiudilio della nostra Republica quanto 
V. Signoria amoreuole et aueduta può per se stessa hauer 
conosciuto ; quando però le habbi sofferto V animo di leggerlo, 
insieme colla prosonlione di hauer celo mandato qui , col farsi 
manifesto auttore di tanta sceleraggine. Di donde noi spinti 
dal desiderio di spengere una si fatta pestilenza, et inuitati 
dall' essempio di molli altri Prencipi , ci saressimo mossi a 
dargli senza altra dilatione il douuto castigo ; se non che 
sendo di nostro costume et intentione di portar sempre ogni 
riuerenza à cose ecclesiaslice (*), ci siamo rissoluti di seguire 
V usato nostro stile e procedere colla giustificatione in mano, 
e così partecipato ogni cosa col Molto Reu. Vicario nostro, 
e consultato il lutto co' nostri Dottori, esso Monsignor Vicario 
non pur inclina, ma è al tutto rissolulo e come ordinario 
giudice, e come anco Delegato in virtù di un Breue ottenuto 
da Papa Giulio HI di procedere contra ecclesiastieos in ma- 
teria de somiglianti delitti cura in tementi! alicujus in dignitate 
ecclesiastica consti luti , di poter giustamente processarlo e dar- 
gli quel castigo che à tanta sceleraggine è douuto , caminando 
sempre però co' debiti e ben giustificati termini. E ben vero 
che per quel che hauemo inteso ci è una Bolla di Papa Eu- 
genio la qual dispone che per li ressidenti in Roma si possa 
leuar le cause dall' ordinario , e che ciò si ottiene con molta 
facilità quasi prò forma. E per questo ci è occorso preuenire, 
e chiuder la via a chi volesse goder di sì fatto Priuilegio , 
tanto più che ci vien data ferma intentione che in casi di sì 



[}) Il Foglietta vestiva l'abito ecclesiastico, ed avea titolo di Referendario 
del Sommo Pontefice. 



( 333 ) 
fatta importanza e tanto nefandi, la preuentione ci ha luogo 
sendo massimamente la persona di poca o nessuna qualità. 
Laonde per drizzare a buon fine questa nostra intenlione e 
desiderio , ci è occorso dar cura di tutto questo negolio a V. 
Signoria, sicuri per la molta destrezza sua e per quella carità 
onde fu sempre accesa verso la sua patria, che ella non pur 
voluntieri sia per sottentrare al peso , ma sostenerlo insieme 
cai quel frutto che si spera. Ci è occorso scriuerne al Reu. 
Arciuescouo nostro ( l ), non già cosi a pieno, il quale siamo 
certi per la prudenza et amoreuolezza sua che non lasci à dietro 
intorno ciò alcuno ufficio di vero et affezionato cittadino. Ne 
scrinano alli Reuerendissimi et Illustrissimi di Napoli ( 2 ) et 
Araceli ( 3 ) in credenza vostra, a fine che consultato prima 
il tutto con esso Reuerendissimo Arciuescouo e comunicato poi 
co' suddetti Reuerendissimi et Illustrissimi (se così vi parrà) 
disponiate tutti insieme il desiderio nostro per que' mezzi che 
giudicarete più ageuoli per condurlo a fine, cioè col preuenire 
e.prouedere che non segua così innouatione contro il giuditio 
Ecclesiastico che qui si va facendo , tanto più che esso Mon- 
signor Vicario non è per procedere che per via de' termini 
legittimi conforme allo stile ecclesiastico. 

E perchè di sopra s' è fatto menlione del Priuilegio che 
habbiamo di Pappa Giulio ; e senza dubbio quando (che non 
credemo) non si potesse assicurar V intento nostro , restarebbe 
india la prouisione la quale derogasse in particolare al detto 
Priuilegio , rimettiamo in voi V allegarlo o nò conforme a 
quel che la cosa il tempo e l' occasione consiglieranno . 

Ci è parso a proposilo scriuerne insieme alla Santità di N. 

(') Monsig. Cipriano Pallavicino. 

(') Alfonso Caraffa, pronipote del papa Paolo IV, cardinale ed arcivescovo di 
Napoli. 
( 5 ) Frate Clemente Dolera , nativo di Moneglia. 



( òU ) 

Signore , in credenza vostra però come vederete per la copia, 
non già perchè subilo gliela presentiate, ma che giudicandoci 
V. S. il bisogno , quando massimamente questa Bolla Euge- 
niana fosse per alcuno ricercala , possiate in tale occorrenza 
seruiruene per impedirla; il medesimo si dice delle altre di- 
rette ai tre Cardinali in credenza vostra , le quali lasciamo 
all' arbitrio suo il dargliele. Le lettere sono in semplice cre- 
denza , riputando ciò cosa più secura per molti rispetti. 

Si è fatto qui il Proclama per restringere essi libri, del 
quale vi si manda copia. Vederesshno volontieri raccoglierne 
quella maggior parte che si può : ne però sappiamo come co- 
stì si siano smaltili. V. S. ragioneuolmente dee saperlo; e 
restandone presso i librari e stampatori , ci soddisfarebbe 
V auerli tutti, e che V. S. di grosso li comprasse per quel 
prezzo che le paresse conueneuole , dandoci auuiso quante copie 
ne possono esser uscite fuori e per doue , acciò che si fatta 
pestilenza , più oltre stendendosi , non pigli maggior campo. 
Di Genoua alli Xlll di Marzo MDLVI1I. 

Poscritta. Intendemo che costi si componga un libro in 
risposta di quello del Foglietta , che altro non vuol dire 
che porgere nodrimento a quel soggetto die noi vogliamo 
estinguere in ogni modo. Laonde V. S., o con destrezza, o 
con que' mezzi annunciatiuì che le parranno , vegga di ope- 
rare in maniera che a partito del mondo non vi si vada die- 
tro , perciochè per la. medesima cagione castigaremmo aspra- 
mente chi ne fosse l' auttore o l'inuentore, et auuenga che al- 
tro non contenesse che cose sante , tuttauia perchè porgerebbe 
vigore e sueglierebbe le diabolice (sic), cader ebbe chi vi haucsse 
mano nell' istesso crime. E in ciò non potete fallire ad impie- 
ganti ogni diligenza. 

Meglio consideralo chel far molto romore intorno al racco- 






( 5SS ) 

gliere de' suddetti libri potrebbe accreser loro riputazione, onde 
poi seguirebbe contrario effetto al desiderio nostro , le dicemo 
che si resti di altramente comprarli; ben sarebbe a proposito, 
e cosi ne la confortiamo , a scriuerci qual puotrebbe essere a 
parer suo il vero mezzo di spegnerli; et assicurarsi che costi 
almeno non fossero stampati un'altra volta. A' XVII del detto. 

Duce e Gommatori 
della Repubblica di Genoua. 

Il presente piego di lettere vi sarà datto di cinque o sei 
hore innanti che siano datte a gì' altri le loro , à fine che 
quando paresse a V. S. di preuenire qualche occasione e gli 
oggetti ad alcuno possa farlo. Ne mandiamo di esso plico 
un' altra copia sotto lettere di ms. Alessandro Pinello , acciò 
si corra minor rischio di smarirsi, nelle quali sarà parimente 
un altro piccolo piego a V. S. per ragioni del Vicario nostro 
Arciuescouile , et seguirete quanto in quelle si contiene. Di 
Genoua li 18 di marzo. 

Fra i pericoli temuti dalla Repubblica in questa Nota, é 
quello di una nuova edizione del libro, la quale pertanto il 
Lomeliino é incaricalo di assicurarsi che non avvenga. Ma il 
sospetto che si aveva riguardo a Roma , verificossi per av- 
ventura in Genova stessa , per opera di Antonio Rellone. Im- 
perocché il già lodalo cav. Rongi , delle cose bibliografiche 
intendentissimo, ci scrive aver sempre credulo come delle due 
diverse stampe del libro Della Repubblica, coli 1 indicazione di 
Roma e la data del 1559, F una sia fattura genovese, ed 
anzi eseguita cogli stessi tipi del Cortigiano ( l ) , che sono 
quelli alquanto allungati cogli " (u) così fatti. 

( ì ) Ed anche del Liber eluciilationis (p. 349). 



( 350 ) 

1 5(>0. 

Il ridetto cav. Bongi ci comunica pure la descrizione del 
volumetto seguente, desunta da un esemplare di sua proprietà. 

IL 

CORTIGIANO 

DEL SESSA. 

Impresa belloniana, pome alla Tavola Vili ('); e sotto: 

Impresso in Genoua appo Antonio Belloni 
Neil' anno M. D. LX. 

In 8.°, di fogli 132 numerati a destra. 

È dedicato, con lettera di Genova 15 novembre 1559, a 
Pasquale Caracciolo da Cristoforo Belloni ; il quale dice aver 
fatto già da qualche tempo tradurre il presente Trattalo da 
Francesco Baldelli , e dirigerne ora la edizione ad esso Ca- 
racciolo come a quello che era gentiluomo intendente di 
questa disciplina, avvezzo alla civiltà delle Corti, e quasi 
paesano dell' autore nativo di Salerno, mentre il Caracciolo 
avea molte nobili castella . . . nelle medesime contrade della 
Lucania. 

Il libro originale del Nifo da Sessa, è notissimo; e questa 
sua traduzione è fatta in ottima lingua toscana come lo sono 
tutte quelle del Baldelli. 

(') Veti, a pog. 401. 



( 357 ) 

4 567. 
Nella Civico-Beriana , e presso il comm. Antonio Merli ('). 

LA IMPRESA 

DI MESSER CESARE 

TREVISANI DA 

CARTECETO, 

CON LA DICHIARATIONE 

ALLO ILLVSTRISSIMO 

Signore Giouari Andrea Boria. 

Impresa belloniana, come alla Tavola Vili ( 2 ). 

In Genomi Appresso Antonio 
Bellone. M D LXV II. 

In 8.° piccolo, di pagine 64, delle quali sole 42 numerate. 
Le prime 4 6 e le ultime 6 mancano di numerazione. Carat- 
tere corsivo. Segnature A ii — Eij ; B — Dijij. 

La dedica al D' Oria porta la data di Genova 4 settembre 
1567; ed è sottoscritta F. Felice, il quale si rivela autore del- 
l'opera, asserendo avere ordinato con essa una picciola ta- 
uola, nella quale dipinto si potesse da V. S. scorgere . . . 
qual fosse il mio uoto di seruirla. Perchè pigliata occasione 
da questo mio nuouo pensiero della Impresa, .... misemi 
a comporre questa operina , che ora al suo inuittissimo nome 
con la mente consacro. 

Succede alla dedica un Sonetto del medesimo (F. Felice) 
alla Illustrissima Famiglia DORIA ; quindi un' avvertenza ai 

(') Ved. a p. 266. 
(') Vcd. a p. 101. 

23 



( 558 ) 

lettori, ai quali è detto che chi uorrà con sua maggior 
soddisfattione dilettarsi in questa Impresa la si potrà far di- 
pingere in un foglio grande da qualche discretto pittore; e 
finalmente la 

TAVOLA RACCOLTA 

PER ORDINE DI ALFABE 

fo di cose più notali (sic), che si con- 
tengono nell' opera. 

Gli argomenti trattati sono in tutto 67 ; di cui parecchi in 
lode dei D'Oria. Fra gli altri poi notiamo: 

Bellezza et leggiadria di Donne Genouese ; Descrittione della 
Città di Genoua; Diuotione delle Donne Genouesi; Eccellentie 
di Genoua; Giardini di Genoua ; Iluomini eccellenti per no- 
biltà , per ualore , et per uirtù d' animo di Genoua ; Magna- 
nimità, et cortesia dello Illustre Signor Paulo Viualdi; Ora- 
tioni frequenti di Genoua; Palazzi più belli di Genoua; 
Prudentia de Duci Genouesi; Religione di Genoua ; Sopra 
de' palazzi di Genoua si ordinano mirabilmente molti Giar- 
dini; uestire leggiadro, et ricco de Genouesi. 

Alla pag. i numerata comincia la 

DICHI ARATIO 

NE DELLA IMPRESA 

DI MESSER CESARE 

TREVISANI. 

Dove P Autore racconta come caminando à diuerse terre 
d'Italia, udita la gran fama, che di Genoua bellissima. . . 
sonaua. . . me n' andai. . . a uederla; e quivi, mentre che. . . 
et V occhio , et la mente à due bellissime statue di marmo 
uolto hauea, fui allo' mprouiso sopragiunto dalle braccia di 
Messer Cesare Treuisani da Carteceto. Il quale . . . mi 



( 359 ) 

scuopersc un' Arma . . . la quale era sopra un bel foglio à 
questa guisa da mollo discreta . . . et prattica mano dipinta, 
ecc. 

Le ultime cinque pagine sono occupate da un Sonetto del 
Trevisani in lode del D'Oria summentovato , e da una Can- 
zone fatta dallo stesso Autore, quando ne uenia à Genoua 
nel passare, che fé' per Fiorenza. 

1568. 

Intorno alle Leggi di S. Giorgio stampate nel 1568 ('), ecco 
un documento che riguarda le spese di quella edizione, ed é 
iscritto nel Cartularium introilus et exitus Officii S. Georgii 
anni 1568 ( 2 ). Esso conferma inoltre il sospetto già da noi 
espresso ( 3 ), che Cristoforo Bellone fosse figlio di Antonio. 

Yesus. 1568 die 10 Septembris 

Christopharus belonus stampator etc. ad bonum compulum 
stampe nouarum regularum , mandalo Magnifici Officii Sancii 
Georgij anni presentis L. 100. — — 

Jlem 1569 die 30 Junii. Pro Antonio eius 
patre ad complementum mercedis ipsius stampe 
nouarum legum com.perarum » 187. 10. — 

ltem ea prò dicto Francisco (sic) solutis per 
eum laboratoribus in dieta stampa prò esenio etc. » 5. 8. — 

ltem ea prò dicto Francisco solutis per eum 
Bartolomeo Orerio interueniente in dieta stampa. » 5. — — 

ltem 1577 die 14 octobris prò expensis . » — 2. — 



L. 298. 



(') Ved. a p. *\\. 

(') Fol. 27 verso: Archivio delle Compere di S. Giorgio. 

(*) Ved. a p. 276. 



( 560 ) 

1568. 15G9. 

Intorno a frate Fabiano Chiavari, del quale abbiamo riferito 
il Tractatus de Cambiis (') , è da vedere la Dissertano hi- 
storica de ducentis coeleberrimis Augustinianis del P. Dome- 
nico Antonio Gandolfo ( 2 ) ; dove , per errore tipografico , 
F edizione del detto Trattato si ascrive al 4596. Il 2 aprile 
\ 569 fu quello della morte di esso Fabiano , cum iam octua- 
genarium annum explesset. 



1570. 



Presso il socio cav. dott. Giovanni Casaretto, benemerito 
Presidente della Società Economica di Chiavari : 

PAGANI PAGANINII 

LICIANENSIS 

IMPARES VERSVS 

IN N V P TI I S I A N N I S 

BAPTISTAE DORIAE , ET MARIAE 

IOANNAE GENTILIS 

PATRITIORVM GENVENSIVM. 

Impresa belloniana ( 3 ). 

GENVAE APVD ANTONIVM 
BELLONVM M. D. LXX. 

In 8.° di carte 44 non numerate; carattere corsivo piccolo, 
eccetto le prime due che contengono la dedica dell' autore 
ad Antonio D'Oria, in carattere tondo. Segnature: Aii — Diiij. 

(') Ved. a p. Mi. 

( a ) Pag. 117-19. 

( 3 ) Ved Tavola Vili, a p. 101. 



( 361 ) 
Le carte 3 a 17 hanno un componimento in distici latini; 
del quale poi a carte 4 8-34 si legge la traduzione in versi 
sciolti. Dove Fautore cosi descrive, favoleggiando, le origini 
della sua famiglia e del suo cognome (*): 

Vn sol PAGAN non lascicrò non detto; 
Dal quale ancora in questa nostra etate 
Il sangue mio conserua il suo cognome. 
Perche GIANO gentil del ceppo nostro 
Alfier a" uno Ammiraglio si pregiato 
Mostrò ualore, e senno in quelle imprese, 
E per questa cagion V alto PAGANO 
Del nome di se stesso uolse ornarlo; 
Onde Siam delti PAGANINI, gli alti 
Monti hahitanli, che son sopra SESTRI 
Onde rimena a noi il giorno il Sole; 
Come fan fede de i miei uecchi i libri, 
Che mi ricordo hauer letti fanciullo; 

I quali a tempi nostri ancor serbiamo , 
Come uogliam ne i secoli a uenire 
Faccino quei che nasceran di noi. 

lui stanza una parte, e gli altri appresso 

II fiume Tiuerone, oue LICIANA ( ) 
Mia dolce patria posta in picciol plano 
Intorno è cinta da giardin uestiti 

Di uigne, e oliui, e di siluaggi boschi. 

Le carte 35 a 43 contengono brevi componimenti latini in 
onore del cardinale Benedetto Lomellini, di Ottaviano Odorico 
celeberrimum philosophum clarissimumq : senalorem, Benedetto 
Spinola, Scipione D'Oria, Giovanni Salvago, Stefano Gentile 

(') Car. 22 verso. 

(') Liciana, in Val di Magra, fu già marchesato dei Malaspina di Villafranca. 
Il torrente Tavarone, che discende dall' Appenino, passa per Bastia e Liciana, 
e di là sotto la Pieve a Monti; entra in Terrarossa, e quivi presso si scarica 
nel fiume Magra (Ved. Repetti, Dizion. ecc. della Toscana). 



( 362 ) 

optimis studiis deditum , G. B. Lercari, Isabella Medici-Orsini, 
Baldassarre Trevigi ; altri poi sono indirizzati a papa Pio IV 
ed a' principi cristiani, per eccitarli a collegarsi contro de' turchi; 
al Doge ed ai Padri della Repubblica per la festa commemo- 
rativa dell' Unione. Sonvi quindi parecchi versi per la statua 
di Giambattista Grimaldo, per le mura di Genova, in Palatia 
ad Fontem Amatorium constructa, ecc. 

Finalmente nel retto della carta 44 , si nota che Superiora 
Latina et Hetrusca approbauit pius inqvisitor, e si correg- 
gono alquanti errori tipografici. 

1573. 

Dalle schede del già lodato cav. Casaretto desumiamo la 
seguente notizia : 

Diauoli delle donne di Giacopo Boerio Gorretta. 
In Genoua, appresso Christofaro Bellone, F. A. 1573. 

In 8.° piccolo, di pagine 32. 

È un canto in ottava rima (scrive lo stesso Casaretto); ed 
era inserito in una Miscellanea appartenente a certo Gaetano 
Torri. 

1580, 5 Marzo. 

Sotto questa data nel Cartolario delle spese della Repubblica 
per detto anno (*) si leggono pagate lire 8, soldi 6 e den. 8 
thipografo . . . prò eius mercede imprimendi proclama factum 
contro, Johannem de Castronouo et Pantalinum Maciam. 

(') Archivio Governativo. Dobbiamo la notizia al cav. Dcsimoni. 



( 563 ) 

1582. 

Nella K. Biblioteca di Torino (e per gentile comunicazione 
del eh. sig. comra. Promis): 

Oratione 

di Pasquale 

Sauli 

patritio genouese, 

et dottor di legge, 

neir ingresso al gouerno 

della Serenissima Repubblica di Genoua, 

delli eccellentissimi 

Francesco Montebruno, Gieronimo Caneuà, Giacomo 

Moneglia, Andrea Viualdo, et Paolo Sauli. 

Il primo di Genaro MDLXXXII. 

Impresa di Antonio Roccatagliata, come alla Tavola XVII ('). 
In Genoua. 

Sono sette foglietti in 4.°, dedicati dall' autore a Guido 
Panciroli. 



1585. 



Il cav. Alizeri ci comunica la seguente lettera di Paolo 
Foglietta ( 2 ), che riguarda la dedica della Historia Genuensis 
di Oberto suo fratello, il quale era passato di vita nel 1582; 
e benché priva di data, notiamo non potersi altrimenti asse- 

(') Ved. a p. 209. 

(*) Trovasi l'originale nel fogliazzo del cancelliere Ambrogio Senarega giu- 
niore (Archivio Governativo); e vi si legge a tergo: Suprica dro Fogietta. 



( 364 ) 

gnare che al 1585 circa, nel quale appunto usci cui tipi del 
Bartoli la detta Historia ('-). 

S. mi Segnoi 

Se ben diuersi dri nostri Cilten dexiroxi de groria , me han 
offerto, e ni offeran de continuo (corno glie posso mostra) 
500 scui d' oro , perche gli indrize ra bella» Historia dra no- 
stra Patria, ra qua posso indrizà a chi me piaxe, mi me 
contento de indrizara a questo Serenissimo Senato, ro qua 
antiponno , corno don , a ogni citten particulà ,' se le me co- 
manderà , e se contenterà ancora de dame questi 500 scui 
che ne trono da ri particulè, e massime sacciando che questa 
Historia chi me costa tre miria scui d' oro , mi V ho deta per 
si busso prexo a ra Patria, che se pò dì che glie n' aggie 
feto un prezente ; ni glie de' parei raxioneiue che glie donne 
ancora questi 500 scui con ri que' penso de resarsl parte dro 
me danno, perche no me pà honesto che mi Poro, chi son 
chiù poueo cha Frè Corzetlo , paghe solo tutto questo honò 
publico , ma certo che se mi fosse , no diggo ricco , ma ben 
staghente, o fora de neccessitè , glie V indrizereiua de badda, 
conio de badda glie ho deto V Historia, perche desborsando pe 
ra Patria, ine parreiua d' imborsa; ma possa che no n' ho un 
da tra ro gallo , no posso espedi gratis , ne posso (come var- 
remo,) indrizà a V. S. Serenissime V epistola dedicataria senza 
premio d' auantaggio , perchè sereiua chiù ra zointa cha ra 
derrà. Però ghe diggo in concruxon, che voggiando pu che 
ghe V indirize , me faran gratia de fa unna de queste quat- 
tro cose: o donarne ri 500 scui che ne trouo da atri, o de 
accresseme ro me sarario (ro qua è de 700 lire V anno) fin 
in mille lire , o de perpetua questo poco stipendio che don a 

(') Veti, a p. (OS. 



( 365 ) 

mie in me Figgio solo ancora, ro qua è za cauuo chiù cha 
ile , e marotlisso d' auantaggio, o a ro manco de lassarne 
idrica questa Historia a chi me parrà con so bonna gratta, 
imo me creo che faran, succiando che mi non solamente ho 
eto fa con me gran breiga e speiza questa Historia, che ho- 
iora ra nostra Patria , ma scrino ancora mie de continuo 
)er utile e honò dra nostra lìepublica , si che a Zena no 
]hè nissuìi chi se mostre chiù amorozo Figgio de Zena de 
ni Fogetta; però Zena ancora nostra Moere de' legni quinto 
V un così amoroso e bezugnozo Figgio , corno son mie ; ro 
<uà solo per amò e per honò de Zena ho sempre parlao ze- 
leize, corno fusso aura a V. S. Serenissime, a re que' m' in- 
chinilo con reuerentia. 

Questa lettera, a prima giunta, non è ben chiara. Perché 
} aolo accenna ad una Historia la quale dice aver fatta fare 
)el prezzo di scudi 3000; mentre Oberto, storico officiale 
Iella Repubblica, godeva 1' annuo assegnamento di lire 425 
appunto per compilarla ('). Vuoisi dunque intendere che i 
3000 scudi (se pure non vi ha esagerazione nella somma) 
tppresenlino le spese di stampa, e che con le parole ho feto 
fa, lo scrittore voglia significare di averla fatta stampare. 

Quanto poi al contenuto della medesima lettera, vedesi che 
la Repubblica non accolse la prima delle istanze di Paolo, 
perché il volume uscito a stampa reca in fronte la dedica non 
nà alla Signoria, ma al Principe Giovanni Andrea D'Oria, 

quale avrà pertanto sborsati i 500 scudi richiesti in com- 
penso dal dedicante. E siccome il Foglietta loda poi Io stesso 
Principe anche per ciò , eh 1 egli ha adunato in casa quod 
mandarmi litleris eruditi viri e soggiunge nec fratris mei labor 



(') Veci, a p. 170. 



( 366 ) 

in eo ipso desideratus est , così si comprende che della Historia 
di Oberto corse dapprima un qualche esemplare manoscritto, 
uno de' quali Giovanni Andrea era slato sollecito di collocare 
nella domestica sua Biblioteca. Difatti , con un mandato del 
2 febbraio 4 581, il detto Principe ordinava che si pagassero 
« a Ottavio Talignano libraro lire 5 e soldi 40 per le Historie 
Genovesi » ('). 

Del resto il Principe Giovanni Andrea D' Oria era vaghissimo 
di ricever dediche, e di essere in quelle esaltato da letterati 
italiani e spagnuoli ( 2 ); per lo che pagava eziandio la impressione 
delle opere loro. 

Ma, tornando al Foglietta, mette pur bene accennare quanto 
neir avvertenza al lettore , posta in fine dei XII libri, lamenta 
il nostro Paolo ; perocché il fratello immatura morte nobis 
praeter spem euectus. . . , non potuit multa illustrium fami- 
liarum nostrae ciuitalis monumenta colligere, quae suam hi- 
storiam illustrassent : onde egli medesimo soggiunge alcune 
notizie di quella de' Cibo. Or questo punto resta vieppiù chia- 
rito da alcuni Documenti testé pubblicati dal eh. socio corri- 
spondente march. Giuseppe Campori ( 3 ). 

Se non che la lettera sovra riferita pone eziandio in rilievo 
un altra particolarità; ed è questa, che Paolo Foglietta era 
anch' esso agli stipendi della Repubblica. E ciò vale a crescere 
alcun poco le notizie finora scarsissime intorno a questo brioso 
poeta del nostro dialetto. 

( 1 ) Fogliazzo di mandati dell'anno 4581 , nell'Archivio di S. E. il Principe 
D' Oria. La comunicazione è dovuta al eh. socio comm. Antonio Merli. 

( 2 ) Véd. a p. 164, 168, 203, 367 , 382. 

( 3 ) Nel voi. V degli Atti e Memorie delle RR. Deputazioni di Storia Patria 
per le Provincie Modenesi e Parmensi; Modena, 1870. 



( 307 ) 
1586. 



del Principe D'Oria, ed al medesimo indirizzata. È quella di 
Carlo Sigonio De vita et rebus gestis Andreae Auriae (*) ; e le 
note di pagamento che vi si riferiscono (delle quali noi ci pro- 
fessiamo debitori alla gentilezza del comm. Merli) constatano 
eziandio il cambio di cinque fogli avvenuto nella edizione forse 
dopo il suo compimento ( 2 ). Il qual cambio è per avventura 
dovuto a qualche ritocco giudicato opportuno nel testo, e non 
a mende tipografiche. 

Ì586, 25 Marzo. Gio. Batta Maynero metta a debito mio 
lire cento , che ha pagato a Pietro Baiatoli stampatore , a buon 
conto della Vitta del Principe Andrea Doria che al presente 
slampa, fatta dal Sigonio . . . 

Gio. Andrea Doria. 

4 586, ultimo di Aprile. Gio. Batta Maynero paghi a Ge- 
ronimo Bartoli stampatore lire cento trentuna , che con lire 
cento che ha hauute fano L. 231 , e sono per la stampa della 
Vita del Principe Doria che ha fatto, cioè copie num. 600 di 
fogli 33 per copia, pagando la prima a ragione di L. 7 lo 
foglio . . . , e con la riceuuta di esso Bartolo . . . si faran 
buone a suoi conti. 

Gio. Andrea Doria. 



(') Veti, a p. 18o. 

(') Archivio D'Oria sopra citalo: Fogliazzo di mandali del 1 586. 



( 368 ) 

Segue a tergo di questo secondo mandato la ricevuta cosi 
concepita : 

lo Hìeronimo Bartoli ho riceuuto dal Sig. Gio. Batta Mai- 
nero lire cento e trentuna , e sono per copie num. 600 di 
fogli 33 per libro della Vitta del Principe vecchio che habiamo 
stampato, e sopra questi giorni passali ho receuuto libre cento 
che fanno in tutto libre 231 , che sono il compimento di detto 
pagamento , che sono a ragione di L. 7 il foglio , e per essere 
la verità o sottoscritta de man propria. 

Io Hicronimo Bartoli affermo. 

Succede in ultimo il mandato per la ristampa dei cinque 
fogli , di questo tenore : 

4586, Maggio \\. Gio. Batta May nero metti a debito mio 
lire trentacinque che ha pagalo a Pietro Bartoli stampatore per 
predo di fogli cinque che ha reffatlo alla Vitta del Principe 
vecchio Doria, a ragione di lire 7 per foglio . ! . . 

Gio. Andrea Doria. 



( 3(J9 ) 
1586. 



Molla R. Universitaria : 



LE VITE DE' SANTI 

DESCRITTE 

DAL R. P. D. GABRIPJL FIAMMA, 

CANONICO REGOLARE LATERANEN. 
VESCOVO DI CHIOZA. 

DIVISE IN XII. LIBRI; 

FRA' QVALI SONO SPARSI PIV DISCORSI 

intorno alla vàta di Ghristo. 

Con le annotationi sopra ciascuna a" esse, che espugnano, et conuin- 

cono le heresie, e' rei costumi de' moderni tempi. 

Et contien questo secondo (*) Volume le Vite de' SANTI, assegnati 
a mesi di GENAIO , et FEBRAIO. 

Di più si sono aggiunti due indici copiosissimi ; L'uno delle cose, che nelle Vite; 
L'altro di quelle, che uell' annotationi più notabili si contengono. 

All' Illusivissima Signora, la Signora 
PLACIDI A DORIA SPINOLA. 

Grande impresa Bartoliana (" 2 ); e sotto: 

IN GENOVA, 

Appresso Gicronimo Bartoli , MDLXXX"V1. 

In foglio, di carte 212, nella 2. a delle quali è la dedica ( 3 ) 
in carattere corsivo, firmata da Ottavio Talignani, che dice 
aver fatto ristampare il presente volume. 

(*j La parola secondo vedesi però cancellata a penna. 
(*) Ved. Tav. XV, a pag. 168. 

( 5 ) Notasi in questa che Placidia Spinola era sorella del Principe Gio. Andrea 
D' Oria. 



( 370 ) 

Segue nel recto della 3. a carta un Sonetto di anonimo alla 
dedicataria, pure in corsivo; e nel verso un' avvertenza del 
Fiamma ai lettori , quindi una Tavola delle vite e dei discorsi 
contenuti nel volume. 

Nella 4. a comincia l'opera; e la stampa è a due colonne, 
in carattere corsivo pei Discorsi e le Annotazioni ed in carat- 
tere tondo per le Vite. 

SECONDA PARTE 

DELLE VITE DE' SANTI 

DESCRITTE 

DAL R. P. D. GABRIEL FIAMMA, 

CANONICO REGOLARE LATERANEN. 

Vescouo di Chioza 

FRA' QVALI SONO SPARSI PIV DISCORSI 

Intorno alla Vita di Ghristo. 

Con le annolalioni sopra ciascuna d esse, che espugnano, et conuin- 

cono le hcresie, e' rei costumi de moderni tempi. 

E contien questo secondo Volume le Vite de' SANTI, assegnati 
a' mesi di MARZO , et APRILE. 

Alla Molto III. Sig. laSig. Thomasina Spinola, del Sig. Benedetto. 
Slemma bartoliano ('). 

IN GENOVA, 

Appresso Gieronimo Bartoli, MDLXXXVI. 
In foglio, di carte numerate 205. 

(') Veci. Tav. XV, a p. 168. 






( 371 ) 

La dedica in corsivo, a carte 2, è dello stesso Talignani. 

Segue alla 3. a una nuova avvertenza del Fiamma a' Lettori; 
la quale finisce a principio della 4. a , dove le succede nel 
recto la Tavola delle Vite e de' Discorsi, 

Il Fiamma era di nobile famiglia veneta; e l'Ughelli (') lo 
proclama rarissimus atque eloquentissimus oralor. Soggiunge 
che scripsit sanctorum vitas tribus voluminibus distinctas, e 
lo stesso riferisce il Tiraboschi ( 2 ), specificando appunto « tre 
tomi delle vite de' santi ». Esse furono difatti ristampate in 
Venezia nel 1602 da Domenico Farri, e constano realmente 
di tre tomi in foglio, l'ultimo de' quali abbraccia i mesi di 
maggio e giugno ( 3 ). Dunque o 1' edizione genovese rimase 
interrotta, o scompleto è l'unico esemplare che a noi fu pos- 
sibile di conoscere. 

Notiamo infine che nella dedica posta in capo alla ristampa 
veneta, intitolata a don Lorenzo Bembo da Onofrio Farri con 
lettera del \ ° giugno 1602, il dedicante afferma aver fatte 
ripubblicare queste Vile, le quali « sepolte in tenebre parea 
giacessero, non trovandosene, già molt' anni fa, più nelle 
librarie ». E tuttavia né il Brunet né il Graesse hanno fatto 
di quest' opera alcuna menzione. 



C) Italia Sacra , voi. V, col. 1355. 
(*) Storia della Letter. Hai., voi. VII, p. 415. 

( 3 ) Un esemplare di questa edizione del Farri serbasi nella Biblioteca dei 
RR. Missionari Urbani. 



( 372 ) 
1586. 

Un documento dell' 1 Archivio di S. Giorgio (*) ci chiarisce 
intorno il luogo d' origine e la condizione di Genesio Malfanti 
già ricordato a p. i 84-85. È questo un atto rogato in Sarzana 
dal notaro Zaccaria de' Medici addì 20 luglio 1578, mercé 
cui Bernardino, Alessandro, Nicolò e Giacomo Parentucelli 
costituiscono loro procuratore presso gli Uffici delle Compere 
magnificimi dominimi Genesium Malfantium de lllice, abita- 
lorem in ciuitate Januae, medicinae et philosophiae docforem. 

1587. 

Presso I' avv. Gaetano Avignone: 

IL RE 

TORR1SMONDO 

TRAGEDIA. 

Del Sig. Torquato Tasso. 
AL SERENISSIMO SIG. 

DON VINCENZO GONZAGA 

Duca di Mantoua, et di Monferrato, etc. 

Piccola impresa bartoliana ( 2 j; e sotto: 

IN GENOVA. 
Appresso Girolamo Bartoli , mdlxxxvii. 

Con licenza de' Signori Superiori. 

In 8.°, di carte numerate 63, carattere corsivo. Segnature: 
a 2 — Il 4. 

V) Foglialo 2.° delle Colonne pel 1578. 
( 5 ) Veci. Tavola XIX, a p. 234. 






( ">73 ) 

Precedono altre G carte non numerate, di cui le prime «lue 
contengono la dedica del Tasso al Gonzaga (in carattere tondo); 
la terza ha nel redo un Sonetto di Giulio Guastavini , in cor- 
sivo, e nel verso è bianca; le altre racchiudono l' argomento 
della Tragedia, aggiunto in questa edizione dal Guastavini me- 
desimo (pure in carattere tondo), nonché V elenco degli inter- 
locutori. 

Le carte poi 62 e 63 contengono la Canzone dello stesso 
Torquato per la coronazione del ridetto Gonzaga : 

Mvsa discendi /tomai dal verde monte 

Su' l chiaro Mincio, e cingi il crin di lauro, ecc. 

1587, 6 Maggio. 

Il cav. Desimoni ci comunica questa nota, che leggesi nel 
Cartolario delle spese della Repubblica per detto anno ( 1 ): 

Pro .... solutis Pelro Bartolo Hieronimi , impressori Rei- 
publicae, prò eius mercede imprimendi quingentas copias clas- 
si uni nouiter factarum per Serenissima Collegia . . . assassinorum 
et agressorum viarum , in obseruationc decreti Serenissimi Se- 
natus de 29 aprilis L. 46. 14. 8. 

1587, 2 Ottobre. 

Anche la seguente Grida comunicataci dal sullodato comm. 
Merli, benché priva di ogni indicazione tipografica, può rite- 
nersi uscita dall' officina dei Bartoli. 

0; Fol. 401 : Ardi. Gov. 

24 



( 374 ) 
GIO. ANDREA DOMA MARCHESE DI TORRIGLIA, 

Conte di Loano, Signore di Garbagna.'et Gremiasco, etc. 

Sapendo quanto danneuole cosa sia atti stati nostri, che in 
essi conuersino non solo banditi del territorio e giuris ditti ono 
nostra, ma etiandio banditi forastieri, come sarebbe quelli di 
Genoua, Milano, Piacenza, et altri luoghi; i quali caminando 
in mollo numero , tumultuano , et danneggiano .... ; Per 
il presente ordine, crida , et bando . . . comandiamo . . . 
die nissuno de' suditi , o vassalli nostri . . . ardisca . . . 
accettare, ne albergare alcuno de' sudetti banditi .... Data 
in Fassolo atti 2 di Ottobre 1587. 

Della detta Grida la quale consta di un foglio grande di 
linee 46, compresa la intestazione, si conservano nel privato 
Archivio di S. E. il Principe D'Oria due esemplari; l'uno 
de' quali reca le soscrizioni autografe di Gio. Andrea e di 
Pompeo Arnolfini suo segretario; oltrecchè è munita del prin- 
cipesco sigillo ottimamente conservato. 

1588. 

Sono pur dovute alla gentilezza del cav. Desimoni le note 
che seguono (*): 

1588, 4 martii. Solutis Pelro Bartolo tipografo ducali prò 
valuta scutorum 2 auri in auro ei deliberatorum per Sercnis- 

simum Senatum, prò eius mercede imprimendi reformationes 

ultimo loco factas virtute decreti dici 23 presentis. L.S. 9. — 

1588, 12 iulii. Solutis impressori Genuen. ( 2 ) , prò eius 
mercede imprimendi proclama prohibitionis armorum. L.\% 

■ (') Cartolario delle spese della Repubblica pel 1588, fol. 309: Arci). Gov. 
( 2 ) Il Dormii. 



( 37» )■ 

1580. 

Nella Biblioteca del Museo Britannico a Londra (indicatoci 
dal cav. Dcsimoni): 

SOMMARIO 

DELLA DOTTRINA 

CHRISTIANA 

PER LA CITTA, ET DIO CE. SE 

DI GENOVA. 

CON PRIVILEGIO. 

Indi il monogramma Jhesus, circondato da raggi e fiamme, 
con intorno: societas nominis iesv; e sotto: 

IN GENOVA, 

Appresso Girolamo Bartoli. 1589. 

Con licenza de' Superiori. 

Essendoci poi rivolli all' esimio sig. Giorgio Bullen dello 
stesso Museo, per avere una descrizione del libro in discorso, 
il medesimo ci ha inviato col fac-simile del frontispizio sovra 
riferito, la seguente lettera. 

« Museo Britannico, 6 settembre 4870. 

« In risposta alla vostra del 28 ultimo, io vi accludo un 
disegno della pagina-titolo del Sommario ecc. Sul verso di 
questa pagina sono due alfabeti, 1' uno piccolo e P altro grande 
(large), con una silografia della Crocifissione. 



( 576 ) 

« Il foglio seguente comincia colle parole : Essortazione ai 
fedeli Christiani. 

« L' opera é divisa in quattro parti, ciascuna delle quali 
ha titolo, segnature e paginazione particolari. 

« La parte prima ha 4 6 pagine; la seconda 45; la terza 
13 pagine numerate, e 3 non numerate, di cui l'ultima con- 
tiene delle incisioni in legno; la quarta ha 80 pagine. 

« Il titolo della seconda parte è così concepito: Dottrina 
Christiana per la Città e Diocesi di Genoua. Con priuilegio. 
In Genoua, Appresso Girolamo Bartoli , 1589. Il titolo della 
terza è : Orationi per dire auanti e dopo la Dottrina Christiana. 
Con priuilegio. In Genoa, Appresso Girolamo Bartoli , 1589. 
E quello della quarta: Lodi deuote per uso della Dottrina 
Christiana. In Genoa, Appresso Girolamo Bartoli, 1589. 

« Confidando che questa descrizione sia sufficiente . . . . , 
sono ecc. » 



1589. 



Un esemplare pervenuto in questa R. Universitaria dai PP. 
Francescani di Chiavari, ci permette di descriver meglio il 
libro già altrove notato di monsig. Mascardi ('). 

Catechismo Romano ridutto in Discorsi dall' 111 e 
Reuerendissimo Monsignor Nicolao Mascardo ve- 
scouo di Mariana et Accia Diuiso in quattro parti 
In Genoua, Appresso Girolamo Rartoli, 1589. 

In 4.° piccolo, di pagine numerate 297; caratlere tondo. 

Nella dedicatoria , che é fatta alla, Sacra Congregazione 
sopra Vescoui , l'Autore, ricordato il governo anteriormente 

(') Vod. a p. 212. 



( 377 ) 
da Idi sostenuto della Chiesa di Brugnato, dice che la dottrina 
del Catechismo Romano essendo già stata volgarizzata, a mente 
del Concilio Tridentino, dal P. Figlinoci domenicano « d'or- 
dine di Pio Quinto » , e dipoi ridotta « a dialogo da Monsig. 
Reverendiss. Vescovo d' Aleria (') » , giudica egli ben fatto di 
tenere un terzo modo, « cioè ridurlo a prattica per via di 
Discorsi (modo forse più facile per i curali in servizio di 
quella Dottrina) ». 



('; Di quest' opera del nostro B. Alessandro Sauli è scritto nelle Memorie 
de' PP. Barnabiti del Barelli (voi. 1, p. '367, num. 12, anno 1703), ch'egli 
vi « raccolse succintamente quanto si contiene nel Sacro Concilio di Trento , 
nel Catechismo Bomano e nella Somma di S. Tommaso , la qual opera fu poi 
tanto stimata da S. Francesco di Sales , che fatto Vescovo di Ginevra nella 
Savoia, consigliato a pubblicare qualche Compendio del Catechismo Bomano 
in lingua francese per uso della sua Diocesi , rispose queir opera essere già 
stata fatta da Alessandro Sauli così perfettamente, che meritava d'essere tra- 
dotta in tutti i linguaggi ». 

Non sarà inutile poi soggiungere qui ciò che lo stesso Barelli dice delle 
altre opere di quel Beato : « Presso di noi si conservano come prezioso lavoro 
i di lui manoscritti, cioè la Scolastica Teologia, che insegnò per molti anni; 
quattro libri della cristiana felicità; altri quattro della religione cattolica; un 
trattato della giustificazione: un altro dell'uffizio e costumi del Vescovo e del 
Parroco; un Catechismo latino; le annotazioni sopra i primi otto salmi di 
Davide; alcuni discorsi sopra le cose che Dio parla internamente all'anima; 
un trattato de' cambi; e sci volumi di prediche e sermoni da lui detti nelle 
feste dell'anno, che non sono debol testimonio e del molto sapere e della 
molti fede del Servo di Dio ». 



( 378 ) 
1589. 

Il eh. sig. cav. G. B. Passano ci fornisce gentilmente la 
seguente descrizione del Confessionale del Savonarola ('). 

CONFESSIONALE 

R. P. F. HIERONYMI 
S'AVONAROLAE 

ILLVSTRISSIMI ET 

Reuerendiss. D Hippolyti Rubei S. R. 

E. Card, titilli S. Mariae in Porticu 

A e Episcopi P a p iens is 

Et Comilis etc. jussn editwm 

Nouissime post omnes alias editiones repurgatum, com- 
pluribus ei additis, quae versa pagina conspicies. 

Impresa barloliana come alla Tavola XVI ( 2 ) ; e sotto : 

G E N V A E 



Eoe officina Bartoli. mdlxxxix. 

Cum Privilegio Sen. Mediolanensis. 

In 8." 



(') Ved. a p. 243. 
( ! ) Ved. a p. 473. 



( 379 ) 
Nella nula delle materie (caria segnala f 2), oltre a quelle 
solite inserirsi nelle edizioni del Confessionale, trovasi in ca- 
rattere corsivo: 

Posteci lì. P. Don Antonius Marehesius liegularis diciac 
Congregalionis Clericus (') haec addi curauit. 

E più basso: 

Demum vero ìiac editione addila fuere sequentia per R. Don 
Clementem Noberascum eiusdem Congregai, professorem. 

1589. 

Il Catalogo Imperiale registra ( 2 ) : 

Laurentius Hieronymus Decisiones Rotae Aue- 
nionensis ; Genuae , per Hieronymum Bartolum, 
1589. 

In 4.° 

1591. 

L'edizione della Parie Prima delle Rime del P. Angelo 
Grillo, citata dal Giustiniani come - eseguita in Genova nel 4 594 , 
e da noi posta in dubbio ( 3 ), é confermata dal Marracci nella 
Biblioteca Mariana ; e sonvi componimenti in onore della 
B. Vergine, i quali non trovansi nella Scelta di Rime che ab- 
biamo riferita. 

I detti componimenti poi riscontrati da noi nella edizione 
di essa Prima Parte fatta in Bergamo dal Ventura nel 4 589 , 
sono in lode di G. B. Castello « miniatore (come dice il 



(') Della Congregazione cioè de' Barnabiti. 

(*) Veti. Catalogus Bibliolh. Joscphi Penali Imperialis ; Roma, 1711 ; p. 281. 

( 5 ) Veci, a p. 228. 



( 580 ) 

Guaslavino negli appositi argomenti) che per eccellenza non è 
forse indegno del primo loco in questa nobile professione ». 



1592. 



Scrive il Toppi (*) che « Giuseppe Mazzagrugno, genti- 
F huomo di Lucerà di Puglia , ma originario di Lanciano , 
canonico regolare del Salvatore, predicator famoso, et erudito 
in belle lettere, ha dato in luce » : 

Predica della dignità episcopale, recitata in Ge- 
noua, nella Chiesa Cattedrale, per la uenuta del- 
l' Illustrissimo e Reuerendiss. Arciuescouo Monsig. 
Alessandro Centurione. In Genoua, appresso gli 
Heredi di Girolamo Bartoli, 1592 

In 4.° 

1596. 

Nella Biblioteca della Società Economica di Chiavari: 

Rime 
spirituali 
sopra la Passione 
; et Morte del Nostro 

Signor 

,Giesu Christo 

del P D. Angelo Michele di Bologna 

Can. Reg Lat. 

Al Serenissimo 

Matteo Senarega 

Duce della Serenissima 

Rep. di Genoua. 

(') Biblioteca Napoletana, p -172. L'Autore però non conosco la Predica 
da noi registrata sotto il 15'Jl , p. 230- 




( 381 ) 
Una vignetta esprimente la Crocifissione; e quindi: 

In Genoua 

Per gli Heredi di Gerolamo Bartoli, M. DXGVI. 

Con licenza de' Superiori. 

In 4.° piccolo, segnalo A 1 — A3; carattere corsivo, con 
iniziali a disegno. 

1597. 

Il prof. Gian Gregorio Cavagnaro, nell' elogio del P. Angelo 
Grillo, tra quelli dei Liguri illustri (') , cita dello stesso: 

Pietosi affetti; Genova, 1597. 

• 1598. 

Nella Biblioteca di S. M. in Torino (dal eh. sig. comm. 
Promis ) : 

Descrizione 

dell' arco 

trionfale 

fatto in Genona nel passaggio 

della Maestà della Regina 

Cattolica, 

e del Serenissimo Alberto 

Arciduca d'Austria. 

Stemma della Repubblica come alla Tavola XIV ( 2 ). 

In Genova, Appresso Gioseffo Pauoni. M. DXCVIII. 
Con licenza de' Superiori. 

In 4.° piuttosto piccolo, di facciate 32 in carattere corsivo, 
meno la dedica. La quale é falla a Matteo Senarega e Francesco 

("j Ediz. 2. a ; voi. II, p. 12(5. 
{*) V. a p. 160. 



( 382 ) 

Di Negro Procuratori della Repubblica, nonché a Carlo Spinola 
qm. Luciano e Paolo Sauli qm. Bartolomeo Deputali dal Go- 
verno sopra. l'apparecchio e ricevimento nel dello passaggio. 



599. 



Anche il volgarizzamento della Vita di Andrea U Oria del 
Sigonio, fatto da Pompeo Arnolfini, di cui a pag. 249, fu 
impresso a spese del Principe Giovanni Andrea I. Intorno a 
che 1' esimio comm. Merli ci fornisce cortesemente le noie 
che seguono (*). 

Nicolò Montàggio paghi a Don Lorenzo Fabri Lire Cento- 
cinquantaquattro et soldi diece, die con L. 45. 10, che ha 
kauute ( 2 ) fanno L. 200; le quali le pago per l'assistenza 
che ha hauuto a far stampare il libro della Vitto, del Principe 
Andrea 

In Genoua, li 4 2 di Gennaio 1599. 

Lo pago bene et ha sentilo male ( 3 ). 

Gio. Andrea Doria. 

Ad Ambrosio cartaro, per il prezzo di otto risme di caria, 
che ha date per stampar detto libro, a L. 4. 15 la risma. 
- L. 38. — 

A D. Lorenzo Fabri, per una sua lista di spese fatte per 
conto di detto libro L. 5. 16. — 

Sig. Nicolò Montàggio. Pagale a messer Giuseppe Stampatore 
Lire Cento venti una, che con Lire 250, che ha hauute ('), 

C) Archivio D'Oria: Filza di mandati del 1599, num. U, il e 98. 
(*) Manca nel citato Archivio la filza dei mandati del 1o98, da cui si po- 
trebbe desumere 1' epoca di questo primo pagamento. 
( 3 ) Qucst' ultima riga è di mano del Principe. 
('') Ripetiamo qui l'avvertenza della nota 2. 



I( 583 ) 
nno lire 371 che ha da hauere; lire 354 per la stampatimi 
fogli hk di papero per il libro della Vita del Principe Andrea, 
ragione di Lire 6. 40 il foglio; et le lire 20 per il beveraggio 
omessoli se daua il libro fallo alianti Natale, di ordine del 
M enocchi; con che resta anco satisfatto di lutto quello che si 
rimesse al giuditio di messer Antonio fìocataliata della mercede 
della stampa. 

In G enona , a' 7 di febraro 1599. 

Gio. Pietro Ricardi. 

A di 9 febraro 1599, in Genoua. 

lo Giuseppe Pauoni ho riceuuto dal Sig. Nicolò Montogio, 

Cassiero di Sua Eccellenza, L. cento vinti una di moneta di 

' Genoua, che fanno il compimento di L. 374 che mi veniua 

per stampare il libro di' Sua Eccellenza; et in fede della verità 

ho fatto la presente di mano propria a dì et millesimo sopra 

detto. 

Io Giuseppe Pauoni soprascritto. 

Soggiunge il eh. Merli come dalle carte dell 1 Archivio D" Oria 
si rilevi che 1' Arnolfìni era mancato di vita nella prima metà 
del 1598, subentrandogli a 1 servigi del Principe Giovanni An- 
drea, nella carica di segretario, Simone Menochio, il quale nella 
dedica al Marchese di Torriglia assevera pure aver ridotto a 
perfezione il lavoro dell* Arnoìfini medesimo. Tale dedica reca 
la data 'del 22 dicembre 4 599; ma la stampa doveva essere 
già stata allestita qualche dì prima, attesoché abbiam veduto 
come al Pavoni si tenesse conto della diligenza usata nel dare 
il volume innanzi il Natale ( 1 ). 

(') A pag. 249 parlando di quella dedica, dicemmo come il Marchese di 
Torriglia fosse Carlo, secondogenito di Giannandrea. Emendiamo qui l'errore, 
soggiungendo che investito di questo titolo era invece il primogenito, che 
poscia fu Principe col nome di Andrea II. 



( 384 ) 

1599. 
Presso F avv. Gaetano Avignone (*): 

PHILIPPI ZANETTI 

BRVGNATENSIS 

REPERTORI VM LEGALE. 

QVO, 

Quisquis vtetur . quaecumq; studendo, in suis libris notale voluerit, 

illicò id facere poterit. et inde cùm opus erit, notata 

facillimè, et sine teraporis amissione suo 

loco reperiet. 

Quod cuicj; sicut erit vtilissimuni , sic et gratissimum esse debebit. 

Sequuntur inde Praivdia, et Monitapro ipso Repertorio, qua? etiamper Impressore™, et 
Bibliopolam omnino videnda, et obseruanda erunt. 

Accodi! indo frucluosus Trac!aius de Vtilitate et necessitale no!andi, e! scribendi. 

Subsequitur item alivi Tractalus de consmsu, ex quo norma ipso Repertorio vtendi, 

liquido cuiq; patebit- 

Qua; omnia non solùm Iurisperitis, scd oliarci Medicis, Tbeologis, Philosopbis, et alijs scicntijs 

operam nauantibus magnoperè processe valebunt. 

Gum Priuilegijs. 

Grande stemma pavoniano ( 2 ). 

G E N V M, 
A pud losephum Pauonem. MDXGIX. 

De Licentia Superiorum. 

In foglio; di pagine numerate 136, con rióco margine; ca- 
rattere corsivo piccolo. 

f 1 ) Ved. il cenno già fattone a p. 2S6. 
( 2 ) Vod. Tav. XX, a p. 249. 



( 388 ) 

Precedono però 3 carte non numerate; la prima delle quali 
contiene la dedica in bel carattere tondo fatta dallo stesso 
Zanetti ad Ambrogio Spinola, e dove la capitale C è eguale a 
quella già da noi avvertita nella Grida monetaria del 1584 ('). 
Occupa quindi il recto della seconda una Prefazione al Let- 
tore, del pari in carattere tondo; e finalmente nel verso de\\ a 
medesima e per tutta la successiva si leggono, giusta il co- 
stume, parecchi epigrammi latini cosi in lode dello stesso 
Zanetti come dello Spinola; i cui autori sono il P. Tommaso 
Calegari, Orazio Serchio, Antonio Paglieltini, Pietro Conte- 
stabile, Gio. Tommaso Airoli, Domenico Alesserio e frate Gia- 
como Garibbi. 

Il Bepertorium finisce propriamente al verso della carta 112. 
Quindi da pag. 113 a 120 si hanno i Praeludia et Monìta; da 
pag. 121 a 123 il Tractatus de vlilitate etc.; e per ultimo, 
da pag. 125 a 136 l'altro Tractatus de consensu et consenti ente. 

L' esemplare che descriviamo , testé venuto in possesso del- 
l'egregio socio Avignone, è ottimamente conservato. 



1599. 



Nella R. Biblioteca di Torino (dal comm. Promis): 

Oratione 

del Signor Jacopo Maria 

Gherardenghi 

Al Sen. e Popolo Genouese 

nella coronatione "del Sereniss Duce 

Lorenzo Sauli 

Recitata nel Palazzo Ducale li XII. Aprile. MDIC 

(') Ved. a p. 160. 



( 58G ) 
Stemma Sauli, con berretto dogale. 

In Genoua, Appresso Gioseppe Fanoni. 
Con licenza de' Superiori. MDIC. 

In 4.°, di facciate 43; più altre 40 non numerate, conte- 
nenti il frontispizio ed in corsivo la dedica del tipografo a 
Paolo Sauli, e poesie di diversi ( 1 ). 

1599. 

Nella stessa (dal medesimo): 

Ragionamento 
fatto in S. Lorenzo 
Chiesa Metropolitana 
dal M R P. Oratio Passardo della Com- 
pagnia di Giesu. 
Nella incororratione del Serenissimo Duce 
della Rep. di Genoua. 
Lorenzo Sauli. 

Stemma Sauli, come sopra. 

In Genoua, Appresso Giuseppe Pauoni. 
Con licenza de' Superiori. MDIC. 

In 4.° di pagine 21 ; e precede in corsivo la dedica al car* 
dinaie Antonio Sauli, di Gio. Battista Alaleoni in data di Ge- 
nova li 23 aprile 4 599. 

('} Ved. il cenno di già fattone sulla fede del Soprani, a p. 255. 






DEI TIPOGRAFI E DELLE LORO IMPRESE 

DEI LIBRAI E DEL COMMERCIO DEI LIBRI 

DI ALCUNE LEGATURE DI PREGIO 



Seguitando in questo Supplemento il sistema già praticato 
nelle Notizie, riassumiamo le precipue risultanze dello stesso. 

Le edizioni di che siamo nuovamente venuti in cognizione, 
e che non mancammo di raccogliere nello unito Prospetto , 
rilevano a 30, di cui 24 sono genovesi e 6 savonesi; onde, 
sommate con le anteriori , ci danno un totale di stampe sinora 
note ed uscite in Liguria a tutto il secolo XVI pari a 236, 
comprese le dubbie. Niun tipografo abbiamo però da aggiungere 
ai conosciuti fin qui, né c'incontrammo in alcuna impresa 
la quale già non fosse posta a corredo del precedente lavoro. 
Bensì notammo come le silografie che abbellirono i volumi 
del Silva, passassero dopo la costui morte in potestà del 
Berruerio, che ne usò largamente nelle edizioni di Mondovl 
e di Savona, senza neppur sostituire a quello dello stampator 
milanese un monogramma suo proprio. 

Né un trapasso di siffatta natura , in queir epoca di rina- 
scenza delle arti del disegno, era nuovo; e non rimase senza 
esempi anche in appresso. Onde, a volerne citare uno solo 
che fa al caso nostro, avvertiamo col dotto Vernazza come 
la impresa del toro da noi prodotta alla Tavola XII ( ! ) l'osse 

(') Ved. a i». Ii7. 



( 588 ) 

adoperata non solamente da Cristoforo Bellone, ma da Nicolò 
Bevilacqua in Torino , da Francesco Lorenzini prima in Ve- 
nezia e poscia del pari in Torino ('), ed infine da Francesco 
Dolce pure in quest' ultima città ( 2 ). 

Circa al Bellone confermiamo poi quanto scrivemmo già' 
nelle Notizie , che cioè le sue edizioni non hanno principio 
innanzi al 1573 ( 3 ) ; e notiamo al contrario come la impresa 
del Roccatagliata, riferita nella Tavola XVII, la quale non 
avevamo incontrata prima del \ 589 ( 4 ) , si trovi usata fino 
dal 1582 ( 5 ). Inoltre l'autorità e la ingerenza del medesimo 
in cose tipografiche, altrove accennata ( 6 ), riceve sempre mag- 
giore conferma pei documenti dell'Archivio D'Oria prodotti 
sotto il 1599 ( 7 ). 

Sappiamo che già innanzi di trasferirsi a Genova , Girolamo 
Battoli stampava in Pavia; né abbandonò egli questa sua 
officina poscia che si ridusse nella nostra città. Gli eredi di lui 
fanno quindi memoria distinta dei privilegi in forza de' quali 
esercitavano l'arte loro in un luogo e nell'altro, emanati dal 
Senato di Milano e dalla Repubblica Genovese ( 8 ). Li accen- 
nano poi cumulativamente, stampando il Repertorium dello 
Zanetti cum prìvilegijs ( 9 ). 

Più note raccogliemmo quindi rispetto a' librai ed al traf- 



C) Il Lorenzini del quale abbiamo già fatto. cenno a p. 153 e 276, era stato, 
secondo il Vernazza (p. 238), « il capo o il proto e maestro degli operai nella 
stamperia . . . diretta da Nicolò Bevilacqua ». 
9 ) Vernazza, p. 44 e 158. 
3 ) Ved. p. 130, 276 e 362. 
{') Ved. a p. 209. 
5 ) Ved. a p. 363. 
r> ) Ved. a p. 285. 

7 ) Ved. a p. 383. 

8 ) Ved. a p. 378. 

9 ) Ved. a p. 384. 




( 589 ) 

fico librario. Vedemmo stipulato nel 1 476 da frate Battista 
Cavallo, che gli esemplari del suo Breviario e dell' Eoan- 
gelistario sarebbero posti in vendita nella botlega di Bartolomeo 
da Novara ('); e rilevammo come Battista Boccone fosse quei 
che commise al Berruerio la splendida edizione del Missale 
uscita in Savona nel 1522 ( 9 ). Bartolomeo Orerò, che nel 1568 
si dice interveniente coi Belloni nella stampa delle Leggi di 
S. Giorgio ( 3 ) , era forse padre di queir Antonio che pigliò 
interesse più tardi in alcune edizioni di Girolamo Bartoli (*); 
dal quale pure, nel I58G, Ottavio Talignano faceva eseguire 
una ristampa delle Vite del Fiamma ( 3 ). Ma di costui, nonché 
d* Antonio Orerò e di un Giambattista Corniglia troveremo 
eziandio fatto ricordo alquanto più sotto. 

Per ciò poi che riguarda a' libri , abbiamo adunata buona 
copia d 1 altri importanti particolari , i quali a tempo debito 
divisiamo porre in luce, trattando in apposita Memoria delle 
prime biblioteche e raccolte d' antichità formale da genovesi ; 
parendoci argomento da riuscire siccome a conclusione non 
impropria del presente lavoro. Per ora ci limitiamo quindi a 
soggiungere alcuni documenti , i quali non concernendo vere 
biblioteche, ma piuttosto semplici collezioni di libri, non potreb- 
bero in quella Memoria aver luogo. E questi sono: l'inven- 
tario de' volumi appartenuti all'annalista Bonfadio, esteso per 
ordine della Signoria poscia che il medesimo venne dannato a 
morte; nonché diverse note di opere acquistate dal principe 
Gio. Andrea D'Oria per uso proprio o d'altrui. 

11 primo dei documenti succennati , il quale serbasi nel nostro 

(') Ved. a p. 331. 
(*) Ved. a p. 339. 
( 3 ) Ved. a p. 359. 
(*) Ved. a p. 171-73. 
( 5 ) Ved. a p. 369-71. 

25 



( 390 ) 

Archivio Governativo ('), ci fa indicato dal eh. Alizeri; né 
fa d'uopo considerarlo a dilungo per convincersi come sia stato 
redatto, per avventura sotto dettato, da tale cui non erano 
famigliari le buone lettere ed i classici autori. Gioverà cionon- 
dimeno a darci una idea degli studi cui predilesse quel latinista 
non indegno del suo secolo, né raro sarà per noi rabbatterci 
nella citazione di opere alle quali ci rimembri aver egli attinto 
volontieri in quei preamboli ed in quelle intramesse degli An- 
nali, onde cercava un rimedio (non diremo certo felice) alle 
aride ed ingrate cose che il più delle volte gli occorreva di 
registrare. Di che la Repubblica si doleva non poco; e già, 
secondo che narra egli stesso, in sul finire del primo libro, 
uno dei Procuratori a nome di tutto il Collegio lo stimolava 
perchè si affrettasse nello scrivere, allegando come non si 
richiedesse grande scelta di parole o candor d' eloquenza in 
quelle cose nelle quali la sola semplice verità si riguarda. 
Ma ecco senza più il documento. 

Inuentario de li libri rilrouati in una Capsia quali erano 
del quondam messer Giacomo Bonfadio , come apreso. Et 
primo : 

Omero, in greco 

Francesco Patricio 

Titoliuio 

Poetica Aristoielis 

Demotica de oracionibus 

Cornelio tacito 

Volaterrani 

Platonis 

Aristotelis natur: in greco 

(') Finanze: fogliazzo 24, an. 1550-51. 



( 391 ) 

Brunonis pomerani 

Aristolèlìs stagiritae 

Tulius de officijs 

Opera Justin i 

Marcili] Ficini fiorenti ni 

Dionisij episcopi alomensis 

Joachini de dialectica 

Ermoginis terceli. 

Littere del Tasso 

Sophoclis tragediae 

Izograte in greco 

Nizoli parsi (') libico uno 

Arislolelis. de anima 

A ristotelis . peripateticorum 

Lucio fioro 

Cornelio agripa 

Enrici glareani 

Yamblicus de misleryo 

Prophirio in aristotelis 

Tucidii (sic) in latino 

Dedis (sic) gentium 

Vocabulista in greco 

Plinio 

Gio Francesco Burana — del medico Morchio ( 2 ) 

Nicolo machiaueli 

Sadoleti episcopi 

Sancti Thomae Super Etica 

(') Forse pars 1; trattandosi qui per avventura del Thesaurus Ciceronianus. 

C) Cioè Giambattista Morchio, del quale si legge negli Statuti del Collegio 
Medico di Genova, che facea parte dello stesso fino dal 4550, e che ohiit 
die ultima iulij 4589, apoplesia, in littore maris (Ved. Pescetto, Biografia 
medica ligure, p. 120). 



( 392 ) 

Giacopi Sadoleti de laudibus philosophiae 
Libellus de coloribus 

Demostenis oracionum in greco pars 2. a . 
Cosmographia Francisci Morolicì 
Hipocretix (sic) lex 
Giacobi lodoici strebei 
De eledone oratoria 
Colocatione verborvjn 
Seneca 
Ovidii. p. 

Raphaelis venati, canonici regularis de predestinacione 
graciae 

Demostenis et aschinis (Eschinis) 

Petri Rami veromandiii. 

Diuersorum veterum poetarum 

Epistolae Ciseronis (sic) ad Atichum 

Valerii catuli veronen. 

Etica aristotelis 

Aloisii Trissini 

Demostenis Philippic. 

Joannis Jouiani 

Uno libro de cartina scritto a mano 

Tulii Ciseronis oracionum 

Omeri, poeta 

L' organo de Aristotile in greco 

Antonio Grecho 

Le rime di Dante 

Nicolai leonici thomei de varia Istoria 

Pansani istorici 

Julij Cesaris Scaligiarij 

Georgi] Trapezontij 

Comentarii Salamonis regis 



( 595 ) 

Georgi/ pachimerij 

Yapotemati de Erasmo 

Retorica Aristotelis 

Omeri Odisea 

•leronimi Fracastorii verone nsis 

Redolplri agricolae 

Apolitica de Aristotile 

Retorica Aristotelis 
. Aurea carmina Pitagorae 

Oracionum Marcì ' Tulii Ciserouis 

Libro de la Republica Venetiana 

Desidori (sic) hispalensis 

Dcmostenis oracionum in greco 

Aristotelis politicorum 

Demostenis dracionum in greco 

Francisci Roborteli 

Aristotelis Eticorum siue de moribus 

Ecuba et Ephigenia in Aulide 

Euripidis tragediae latinum tralatae (sic) Erasmo retoro- 
damo interprete. 

Comica (sic) di Giouanni Canone 

Francisci Philippi Pedemonti} In artem poeticam 

Flauij Joseph Judei Istoriographi 

De li amori del Tasso , 

Rime di messer Fr. Agostino Cazza de la Cademia de 
pastori. 

De humorum purgatione 

Ex officiis anotaciones 

Uno libro de le cose de Aristotile scritto a mano. 



( 394 ) 

Rispello poi a' libri acquistali dal Principe D'Oria, ecco 
diverse note a noi comunicate dall' usata cortesia del socio 
comm. Merli ('). 

i 579 , 20 Maggio. Gerolamo Brunengo metta a debito mio 
scuti venticinque d' oro in oro pagati a Pompeo Arnolfini, 
perchè li paghi a Pietro Bizaro , per auermi datto una delle 
sue opere intitolata Hisloria delli fatti della, Repubblica di 

Genomi ( 2 ); valeno L. 103. 2. 6. 

Gio. Andrea Doria. 

4 581 , 2 Febraro. Ad Antonio Orerò, per l'opere del 
Granata L. 9. 

1585, 22 Agosto. Il Sig. Pompeo Arnolfini, secretano del 
Excellentissimo Principe Doria, deue a 22 di agosto L. 2. 14 
per il costo di tre libri, cioè doi Margarita finj et uno Deci- 
sioni de Don Luis de Paguera, senza ligure. L. 2. 14. — 

4 589 , 4 3 Marzo. A Ottauiano Malignano e Gio. Batta 
Corniglia, librari, per il prezzo di settanta sette pezzi di 
libri che Marcantonio Cauar chino ha compri da loro per 
seruitio di Gioanettino mio figlio ( 3 ), come per loro conto che 
va con questa ecc. ...*.... Z. 453. 10. — 

Gio. Andrea Doria. 



(') Archivio D'Oria: Fogliazzi di mandati del 1 379-8 1-85-89-90-9o. 

( 2 ) Era stata pubblicata 1' anno stesso in Anversa, col titolo: Senalus Popu- 
lique Genuensis . . . Historiae , otc. L'edizione è assai bella; e vuoisi notare 
che nel rovescio del frontispizio vedesi impresso lo stemma di Genova , sor- 
retto dagli angeli , a somiglianza di quello da noi prodotto alla Tavola V (p. 72 ), 
ma di proporzioni alquanto maggiori e di più corretto disegno. 

( 5 ) Fu questi nel t6')ì creato cardinale da papa Clemente Vili. 






( 395 ) 

Testi vinili Leoncino L. 45. — — 

Bartoli lecture, Consilia, et tractatus Leoncini » 26. — — 

Baldo de Venetia lecture » 35. — - 

Pelvi Ancharani lecture » 33. — — 

Decisiones in ciudi, Venetie » 5. — — 

Petrus de bello partico » 9. — — 

Omnes opere Vigelij , Basilee . . . . » 27. — — 

Omnes opere . . . Leoncini moscati . . » 15. — — 

Opere Vasetti, Francoforte » 17. — — 

Arius Pinellus . Lugduni » 4. — — 

Menochius de arbritariis, presumptionibus , 

et possessione » 21. — ■ — 

Fas. Lecture Salamandre » 26. — — 

Summa Ostiensis Leonis » 8. — — 

Decisiones in canones, Rome .... » 7. — — 

Felinus , Lugduni » 16. — - — 

Lex canon. Juyiti » 28. — 

Repet. canon » 58. — — 

Dulr. lecture » 33. — — 

Corpo de speculi » 4 6. — — 

Inocentio » 5. — — 

Pratica di L. Marranta » 3. — — 

Pratica Pauese » 3. 10. — 

TratatQ de assecurationibus » 4. — — 

Letture del Solino » 8 . — — 

Tratato de nullitate » l . — — 

1 590, 6 Luglio. A Ottauio Talignano libravo, per il . . . 
suo conto di libri dati per seruilio di Gioanettino mio figlio. 
L. 263. 

Hisloria del Tarcagnola Voi. 5. L. 25. 

Gierusalemme del Tasso » — » 5. 



( 396 ) 

Tiraquelli voi. 6. L. 40. 

Alatati » 5. » 40. 

Jo. Andrea » 5. » 33. 

Abbas » 5. » 36. 

Barloli » 6. » 38. 

Duareni » 2. » 16. 

Cujacij » 3. » 36. 

Misengeri Instituta » — » 4. 

Al conto fa seguito questa curiosa postilla all' indirizzo del 
Principe: 

Mi sono attosicato per ridurre il predo de sudetti libri a 

* minor pretto , et alfine non ho potuto ridurlo solo che a 

L. 260, dicho duecentosisanta ('), dicendo che li ha speso 

molto perche li ha fati venire di Milano et Pauia; et a V. S. 

bascio la mano. 

i Di casa ali 3 Luglio. 
Di V. E. 

Marco Ant." Caualchino. 

1595, 6 Giugno. A Oltauio Talignano libraro , per i se- 
guenti libri mandati a un fratte del monastero di Loano ( 2 ). 

L. 42. 6. — 

Calepino » 6. — — 

Diurno » \ . 4. — 

Epistole di Cicerone » — 16. — 

Virgilio . . . » — 16. — 



C 1 ) Veramente il conto somma a L. 273; e il D' Oria ne ordina il paga- 
mento di 263. 
(-) Il convento cioè di santo Agostino, dovuto alla munificenza dei D'Oria. 






►( 397 ) 
Horatio 
Secunda editto Donati 
Breviario con V officio di santo Agostino 



L. — 


12. — 


» — 


8. — 


» 4. 


6. — 


L. 14. 


2. — 


» 1. 


16. — 


L. 12. 


|6. — 



Di alcune legature eziandio amiamo pur qui brevemente 
ragionare, per seguito alle cose discorse a pag. 279. Ed anzi- 
tutto è necessario stabilire che quella ivi accennata del Salterò 
alluminato nel secolo XIV, è lavoro molto posteriore; perchè 
di Viviano da Varese, del quale non avevamo prima alcun 
maggiore indizio, il eh. comm. Merli ci ha poscia segnalata 
un' altra legatura fatta ad un codicetto in pergamena della. 
Biblioteca della Società Economica di Chiavari. Il quale con- 
tiene gli atti della riforma di quel Monte di Pietà promul- 
gati il 5 giugno 1520, e nella coperta reca da una parte 
otto piccole storie di Gesù dalla Annunciazione della B. Ver- 
gine alla Flagellazàone, dall'altra la identica leggenda da "noi 
già prodotta. 

Il cav. Desimoni poi , visitando lo scorso giugno la Biblio- 
teca Imperiale di Parigi , ha avuto occasione di osservare un 
piccolo volume membranaceo (') , con coperta di pelle scura 
ornata da un doppio parallelogramma con vaso nel centro, e 
suvvi impresse a caratteri teutonici frammezzati da fiori (al cui_ 
luogo noi poniamo qui altrettante stellette) le parole: am maria 
gratta piena oomtuu5*tcmm*kncàicta* tu* tu mu^limbus* 
eUkncìnctus fru*. 

« Il manoscritto (egli soggiunge) è sincrono al documento 
che contiene; ha 13 carte, e vi si leggono i capitoli (33 in 

(') Mss. , codici latini, sotto il num. 5902. 



( 598 ) 

tutto) conceduti ai genovesi dal re Luigi XII dopo la rivolta 
di Paolo da Novi. Lo credo anzi autentico, essendovi scritto 
in fine : Visa per liegem Dominum Janue, Dominis Cardina- 
libus de Ambosia e te. . . . et aliis presentibus. Comincia : Mille- 
simo quingentesimo septimo, die undecima maij. Cum post sedi- 
tiones in ciuitate ortas, etc. ». 

Finalmente leggiamo nelle Opere storico-numismatiche del 
eh. Morbio, testé pubblicate ( 1 ), come fra tutte le legature 
storiche e singolari della sua Biblioteca « primeggia quella del 
distinto bibliofilo Clarevaris (leggi Canevari) , colla biga e la 
sua impresa in greca leggenda ». E più innanzi ripiglia: « Fra 
le legature preziose da me possedute, ne ho accennata una del 
celebre Canevari. Desiderando avere contezza di questo perso- 
naggio e della sua impresa e leggenda, mi diressi al distinto 
bibliofilo marchese Girolamo D'Adda, il quale gentilmente mi 
favorì la notizia seguente. Demetrio Canevari , detto anche Ca- 
nevaris, o Mecenate, medico genovese, fiorì nel XVI secolo Q) . . . 
La sua Biblioteca andò dispersa. Egli era richissimo ed ava- 
rissimo , ma tutto spendeva in bei libri che faceva rivestire 
splendidamente. Quei volumi sono ora ricercatissimi , ed a 
Londra ed a Parigi si vendono a prezzi assai elevati, quanto 
quelli appartenuti a Grolier ed a Majoli. I libri di Canevari 
si distinguono per legature uniformi in pelle, dove nel centro 
si vede un elegante medaglione, impresso a secco, figurante 
Apollo che guida il suo carro, su d'un monte, in cima al 
quale sta il cavallo Pegaso colle ali spiegate. Attorno corre 
una greca leggenda, che suona: Recle et non oblique. Quello 
del mio esemplare poi (continua il Morbio) è di rara conser- 
vazione e bellezza, insomma un vero cammeo » ( 3 ). 

(') Bologna', Romagnoli, 1870; p. 319. 

(-) Nacque nel 1559, e mori in Roma nel 1625. 

( 3 j Morbio , p. 529. 



( 399 ) 

L'argomento ne tocca si da vicino, che ci sarà permesso 
Posporre in proposito alcune brevi osservazioni, con le quali 
però faremo fine. Diciamo adunque che Ganevari fu veramente 
il cognome del nostro Demetrio, e Caneuaris, o meglio de Ca- 
nevariis, fu egli talvolta appellato in marmi e codici latina- 
mente; ma non ebbe mai nome di Mecenate. Questo titolo, come 
si capisce , gli avranno dato però coloro che si saranno av- 
vantaggiati del favore ond' egli riguardò ai buoni stadi. Di 
avarissimo ebbe taccia dall'Eritreo (Gian Vittorio Rossi), ma 
non senza buoni argomenti ne lo difende il eh. Pescetto ('). 

Dal catalogo poi della Biblioteca di Demetrio, allegato al 
suo testamento e riscontrato dallo stesso Pescetto, apparisce 
che il numero dei volumi onde si componeva era di circa 5000. 
Estintasi nel 1794 la* linea mascolina dei discendenti del 
Canevari. al cui beneficio questa preziosa collezione era dest- 
itela, passò giusta la volontà del fondatore, nella famiglia dei 
Balbi, e patì in seguito gravissime sottrazioni, forse in causa 
delle turbolenze politiche sopravvenute. I libri che tuttavia 
rimasero, esistevano ancora nel 1823 , per testimonianza dello 
Spotorno , « in Genova nella via di Luccoli » ( 2 ) ; nel 1844 
vennero quindi affidali ai Gesuiti, e sommavano ancora a circa 
1800; ma in appresso furono allogati nel convento della Mad- 
dalena de' PP. Somaschi; e finalmente ora serbansi presso il 
march. Giacomo Balbi. 

Ci Prscettu, Biografia medica liijvrc, p. 169 e segg. 
(') Slor. Letter., 111. 260. 



PROSPETTO 



DELLE EDIZIONI LIGURI 



INDICE ALFABETICO 



PROSPETTO 
DELLE EDIZIONI LIGURI 

A TUTTO IL SECOLO XVI 

DI CUI SI FA PAROLA PER LA PRIMA VOLTA 

IN QUESTO SUPPLEMENTO 

DISTRIBUITE SECONDO L,' ORDINE DELLE MATERIE 



LETTERATURA ED AMENITÀ 



1. 1559. Carafa, Rime Spirituali Genova Pag. 350 

2. 1570. Paganini, In nuptiis Jo.BaptaeDoriaeetc. Ivi » 360 

3. 1573. Boerio Gorretta, Diavoli delle Donne . Ivi » 362 

4. 1587. Tasso, Il Re Torrismondo Ivi » 372 

5. 1591. Grillo, Parte Prima delle Rime ... Ivi » 379 

6. 1596. P. Angelo Michele di Bologna , Rime 

spirituali Ivi » 380 

7. 1597. Grillo, Pietosi affetti Ivi » 381 

POLITICA 

1. 1560. Sessa, Il Cortigiano : Genova Pag. 356 

LITURGIA ED ASCETICA 

1. 1476. Breviarium de Camera Genova Pag. 331 

2. 1476. Evangelistarium Ivi » ivi 

3 1503. Psalterium B. Virginis Mariae .... Savona » 336 



( 404 ) 

4. 1522. Missale ordinarium . ...... Savona Pag. 338 

5. 1536. Savonarola, Solacium itineris mei . . Genova » 315 

6. 1586. Fiamma, Vite de' Santi Ivi » 369-70 

STORIA IN GENERE 

1. 1523. El lacrimoso lamento del Gran Mastro 

di Rodi Savona Pag. 340 

2. 1526-27. Opera ... la qual tracta de l' ar- 

mata de Franza, eco Ivi » 342 

3. 1528. Opereta la qual trata corno el conte 

Filipino, ecc Ivi » 344 

4. 1529. Istoria nova, quale trata de la venuta 

dello Imperatore, ecc Ivi » 345 

STORIA LIGUSTICA CIVILE ED ECCLESIASTICA 
DIRITTO PATRIO 

1. 1559. Foglietta, Della Repubblica di Genova. Genova? Pag. 351 

2. 1580. Grida della Signoria contro i banditi . Ivi » 362 

3. 1582. Sauli , Oratione nell' ingresso al Go- 

verno, ecc Ivi » 363 

4. 1538. Grida della Repubblica contro i mal- 

fattori Ivi » 373 

5. 1587. Grida del Principe Gio. Andrea D'Oria 

contro i banditi , . Ivi? » 374 

6. 1588. Riforme statutarie Ivi » ivi 

7. 1588. Proclama per la proibizione delle armi. Ivi » ivi 

8. 1589. Sommario della Dottrina Christiana . Ivi » 375 

9. 1592. Mazzagrugno, Predica per la venuta del- 

l'Arcivescovo Alessandro Centurione. Ivi » 380 

10. 1598. Descrizione dell'arco trionfale, ecc. . . Ivi » 381 

11. 1599. Passardo, Ragionamento . . . nella in- 

coronazione del doge Lorenzo Sauli .Ivi » 386 

GIURISPRUDENZA 

1. 1589. Decisiones Rotae Avenionensis .... Genova Pag. 379 



( 403 ) 



RIASSUNTO 

Letteratura ed Amenità Ediz. N.° 7 

Politica iti. „ i 

Liturgici ed Ascetica id. » 6 

Storia in genere , . . . . id. » 4 

Storia Ligustica ecc id. » 11 

Giurisprudenza id. » 1 



Totale: Ediz. N.<- 30 



Le quali si dividono come segue: 

PER SECOLI 

Secolo XV Edi z . n." 2 

Secolo XVI id. » 28 



PER LUOGHI 

Genova Ediz. N." 24 

Savona id. » Q 

Inoltre queste 30 edizioni si compongono delle seguenti: 

Latine jj.° 7 

Italiane (comprese due dubbie) » 23 



N.° 30 
Alle quali aggiunte quelle riferite nelle Notizie in numero di » 206 



si ha un totale di edizioni liguri dal 1472 al 1600 pari a . N." 236 



50 



i 



INDICE ALFABETICO 



1 1 numeri indicano le pagine ) 



A 



Airoli Gio. Tommaso, scrittore, 

385. 
Alaleoni G. B. , dedicante, 380. 
Alesserio Domenico, scrittore, 385. 
Alizeri Federigo , scrittore , 331 , 

346, 351, 363, 389. 



Ambrosio cartaro, 382. 
Arnolfini Pompeo, scrittore, 374, 

382, 383, 394. 
Avignone Gaetano , bibliofilo , 372, 

384, 385. 



B 



Baldelli Francesco, traduttore, 386. 

Bartoli (eredi), tipografi, 388. 

Bartoli Girolamo, tipografo, 367, 
368, 369, 370, 372, 375, 376, 
379, 380, 381, 388, 389. 

Bartoli Pietro , tipografo , 367, 368, 
373. 



Bellone Antonio qm. Cristoforo , 
tipografo, 346 e seg., 349, 350, 
355, 359, 360. 

Bellone Cristoforo di Antonio, de- 
dicante , 356 ; tipografo , 359 , 
361, 388. 

Bembo Lorenzo, dedicatario, 371. 



( 408 ) 



Berruerio Giuseppe, tipografo, 339, 

342, 346, 387. 
Bevilacqua Nicolò, tipografo, 388. 
Bianchi Eugenio, bibliografo, 328. 
Bizaro Pietro, storico, 394. 
Boccone Battista, editore, 339, 389. 
Boerio-Gorretta Giacopo, scrittore, 

362 



Boezio, filosofo, 329. 

Bonfadio Jacopo , scrittore, 389-90. 

Bologna (di) Angelo Michele, scrit- 
tore, 380. 

Bongi Salvatore, bibliofilo e biblio- 
grafo , 338, 355, 355. 

Bullen Giorgio, del Museo Britan- 
nico, 375. 



Calegari Tommaso, scrittore, 385. 
Campori Giuseppe, scrittore, 366. 
Canevari Demetrio , bibliofilo , 

398-99. 
Capitoli conceduti ai genovesi dal 

re Luigi XII, 398. 
Caracciolo Pasquale , dedicatario , 

356. 
Carafa Ferrante, scrittore, 350. 
Casaretto Giovanni, bibliofilo, 360, 

361. 
Castello G. B. , miniatore, 379. 



Cattaneo Marco, scrittore-editore, 

346 e seg. 
Cavalchino Marcantonio, a' servigi 

del Principe D'Oria, 394, 396. 
Cavallo Battista, tipografo, 331 e 

seg., 389. 
Centurione Tommaso , editore, 331 

e seg. 
Chiavari Fabiano, scrittore, 360. 
Contestabile Pietro, scrittore, 385. 
Corniglia G. B., libraio, 389, 394. 
Corsetto Tommaso, scrittore, 348. 



D 



D'Adda Girolamo, bibliofilo, 398. 
Desimoni Cornelio, scrittore, 336, 

373, 374, 375, 397. 
Di Negro Francesco, dedicatario, 

382. 
Dolce Francesco, tipografo, 388. 
D'Oria Andrea, dedicatario, 383. 
D'Oria Antonio, id., 360. 



D'Oria Giannettino, poi cardinale, 

394, 395. 
D' Oria Gio. Andrea I, dedicatario, 

357 , 365 e seg , 367 e seg. ; sua 

Grida, 374; ricordato, 382, 383, 

389, 394 e seg. 
D'Oria Scipione, lodato, 361 



E 



Edizioni liguri. Loro numero, 387. 



( 409 ) 



F 



Fabri Lorenzo, correttore (?), 382. 
Farri Domenico, tipografo, 371. 
Farri Onofrio, dedicante, 371. 
Felice F. , scrittore, 357. 
Fiamma Gabriele, scrittore, 369-71 . 



Foglietta Paolo, scrittore, 363 e 

seg. 
Foglietta Uberto, scrittore, 351 e 

seg., 363 e seg. 



G 



t.aribbi Giacomo, scrittore, 385. 

Gentile Stefano, lodato, 361. 

Gherardenghi Jacopo Maria, scrit- 
tore, 385. 

Giorgio (San). Leggi della Com- 
pagnia, 359. 

Giovanni Buono, tipografo, 331. 



Gonzaga Vincenzo , dedicatario , 

372, 373. 
Gride, 373, 374. 

Grillo Angelo, scrittore, 379, 381. 
Grimaldo G. B., lodato, 361. 
Guasta vini Giulio, scrittore, 373,380. 
Guglielmotti Alberto , scrittore, 348. 



Imprese tipografiche , 387 , 388. 



Lavagna (da) Filippo, tipografo, 

329. 
Legature di pregio, 397 e seg. 
Leggi di S. Giorgio , 359. 
Lercari G. B., lodato, 362. 
Librai, 388. 



Libri acquistati dal Principe D'O- 
ria, 389, 394 e seg. 

Lomellini Benedetto, poi cardinale, 
351 e seg. ; lodato, 361. 

Lorenzini Francesco, tipografo, 3S8. 

Lorenzo Girolamo, scrittore, 379. 



M 



Mattanti Genesio, scrittore, 372. 
Mascardi Nicolò, scrittore, 376 



Mazzagrugno Giuseppe , scrittore , 
380. 



( 410 ) 



Meddcnse Francesco , scrittore , 

349. 
Medici-Orsini Isabella , lodata , 

361. 
Menochio Simone , dedicante, 383. 



Merli Antonio , bibliofilo , 357, 36(5, 

367, 373, 382, 383, 394, 397. 
Morbio Carlo, bibliofilo, 398. 
Morcbio G. B. , medico, 391. 
Museo Britannico , 375. 



N 



Nano Domenico, correttore, 336. 
Noberasco Clemente , scrittore , 
379. 



Novara (da) Bartolomeo, libraio, 

331 e seg., 389. 
Novai'a (da) Pacifico, scrittore, 329. 







Odorico Ottaviano, filosofo, 361. 
Orerò Antonio, libraio-editore, 389. 



Orerò Bartolomeo, libraio-editore, 
359, 389. 



Paganini Pagano, scrittore, 360 



e seg-. 



Pagliettini Antonio, scrittore, 385. 



Partenopeo Paolo 
348. 



dedicatario , 



Passano G. B., bibliografo, 329, 378. 
Passardo Orazio, scrittore , 386. 
Pavoni Giuseppe , tipografo , 381 , 

382, 383, 384, 386. 
Porro Pier Paolo , tipografo , 346. 



R 



Ricardi (de") Battista, editore, 331 

e seg. 
Riforme della Rep. di Genova, 374. 



Roccatagliata Antonio , scrittore 
ecc., 363, 388. 



Sacco di Genova del 1522, 346. 
Sai vago Giovanni, lodato, 361. 
Sauli Alessandro, scrittore, 377. 



Sauli Antonio, dedicatario, 386. 
Sauli Paolo , dedicatario, 381 , 386. 
Sauli Pasquale , scrittore ,■ 363 



( 41 

Savonarola Girolamo, scrittore, 346 

e seg., 378. 
Senarega Matteo, dedicatario, 380, 

381. 

Se re li io Orazio, scrittore 385. 
Sessa (da) Nifo, scrittore, 355, 

356. 
Sigonio Carlo, scrittore, 367,382. 
Silografie , 387. 
Silva (da) Francesco, tipografo, 336, 

337, 339, 340, 387. 



1 ) 

Società editrice in Genova , 331 
e seg. 

Spinola Ambrogio, dedicatario. 385. 

Spinola Benedetto , lodato , 361. 

Spinola Carlo, dedicatario, 382. 

Spinola Giuliano , editore , 331 
e seg. 

Spinola Tommasina, dedicataria, 
370. 

Spinola-D' Oria Placidia , dedica- 
taria , 369. 



Talignano Ottavio-, libraio, 366, 
369 , 371 , 389 , 394 e seg. 

Tasso Torquato. Edizione del suo 
Torrismondo, 372 ; Canzone, 373. 

Tipografi che esercitarono l' arte 
in Liguria, 387. 



Tivelli Stefano , scrittore , 338. 
Torino (città), dedicataria, 350. 
Trevigi Baldassarre, lodato, 361. 
Trevisani Cesare, scrittore, 357-59. 



Varese (da) Viviano, legatore , 397. 
Varni Santo, scrittore, 331. 
Venturino, grammatico e corret- 
tore, 330. 



Vigna Amedeo, scrittore-editore, 

348. 
Viterbo 'da) Annio, scrittore, 331. 



Zanetti Filippo, scrittore, 384-85, 388. 



V 



ERRORI CORREZIONI 

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• 346 ■ 3 1526 1536 



CANZONE 

SOPRA IL SACCO DI GENOVA DEL MDXXII 

STAMPATA 

DA PIER PAOLO PORRO 

ED ORA NUOVAMENTE TRATTA DA UN ESEMPLARE 

DELLA R. BIBLIOTECA DI TORINO 



Opera e lamento de Zena che tracta de la guerra: 

et del saccho. dato per li spagnoli. A li.xxx. 

di de Magio . Nel . M . ccccc . xxii. 



Zena son la tributala 
posta in pianti e amari doli 
Milan Franza e Spagnoli 
mhano tutta insanguinata 
Zena son 



Eglie la pocha chariladc 
che haueua i mei Citadini 
e la falsa voluntadc 
chauian contra suoi vicini 
de destruere li confini 
da li piedi fino a la cima 
trista quel clii non fa stima 
de hauer la sua giornata 
zena son 

La inuidia iniqua e acerba 
e vn vicio falso e rio 
el peccato de la superbia 
molto si dispiace a Dio 
per volere el popul mio 
seguir sue false opinione 
questa e stata la casone 
chio sono mal tractata 
zena son 



Mai si lesse alcuna cronicha 
ni libro de humanitade 
non Brigida non Veronica 
con la sua sanctitade 
pronosticon tal crudeltade 
che sopra mi far si douesse 
ne tal sangue se spandesse 
sopra mi o sfortunata 
zena son 

La rason voi che io piango 
con dolore e amar' stride 
corno quella chi rimango 
fra li dolorosi cricle 
maladetto che si fide 
in nessun Re transitorio 
son rimasta in tal martorio 
mai più spero esser liberata 
zena son 

Quando pensaua esser felice 
e hauere qualche riposso 
per scaciar li inimico 
me vine el Duca adosso 
de Milan dire i non posso 
quanto glie sauio e valente 
domando piaceuolinente 
che la Cita li fusse data 
zena son 



( 41 G ) 



Disse il Duca in veritade 
i non vengo per discordia 
se me date la citade 
con amor pace e concordia 
hauero misericordia 
con vna gratia infinita 
la roba e ancora la vita 
ve sarà tutta saluata 
zena son 

Altramente ve so dire 
che voi ve ne pentirete 
non velerà poi el pentire 
(mando destrutti voi sarete 
adoncha voi pigliarete 
intra voi el bon consiglio 
e cercate el vostro miglio 
e de tutta la Citata 
zena son 

Qui era el Duca in persona 
e gli Adorni con sue bandera 
el signor Prosper coIona 
el Marchexo de pescherà 
e molti altri signori gli era 
li quali non metto in liste 
al combatre ben prouisle 
con laitegliaria parata 
zena son 

Vno exercito mirabile 
iKiueua el Duca de Milano 
duna gente spauentabile 
spagnoli et alamano 
tremaua el monte el piano 
a vedere tante bandera 
el Marchexo de pescherà 
con sua gente ben armata 
zena son 

Mando zena la risposta 
al gran Duca de Milano 
che zena a sua posta 
la prende con larma in mano 
ah signor Octauiano (') 
che risposta tanto amara 
tu te fidi in Petro nauarra 
quale gionto con farinata 
zena son 



Sempre tu maledirai 
■ in mal hora la sua venuta, 
dubito che tu serai 
per suo amor quasi desinila 
prego Dio che le aiuta 
a consigliare el tuo megliore 
e non passera due hore 
crudelmente serai assaltata 
zena son 

lìl Duca intexo lai moto 
el nhaue gran despiaceie 
e chiamo signor Antognolo 
che dicesse el suo parere 
i spagnoli a più podere 
cridaueno ognuno e stracco 
dona a noi la terra a sacco 
poi che^glie cosi ostinata 
zena son 

I degni Signori Adorni 
maxime el signor Antognoto 
vede zena con hi contorni 
giongere al gran terramoto 
corno quel che sauio e docto 
cercaua de reparare 
perche hauesseno a tardare 
per fin a lallra giornata 
zena son 

Pareua quella gente darma 
che hauessen il diauolo adosso 
comenzon a cridare a larma 
per forza correndo el fosso 
pareua chel gran minosso 
mouesse tutto lo inferno 
infra lhor era el gouerno 
che infra gente disperala 
zena son 

Lartegliaria a la muraglia 
la più gi - ossa si tirorno 
e per forza de bataglia 
vn gran pezzo ruinorno 
do o tre squadre inirorno 
con vna summa allegrezza 
assai ne fu tagliati a pezza 
li primi che fen la mirata 
zena son 



( 417 ) 



Glialtri introrno co lata fui ia 
< omo va ci conio a la fonta 
ognuno de la ingiuria 
torca do vendicar Ionia 
tenoua a clic sei gionia 
in poter de li inimici 
che del core ogni radici 
li voriia liauer rancata 
zona son 

Intro el Duca de Milano 
contra mi molto robusto 
qual pare uà Hoctor Troiano 
overo vn Cosar Augusto 
corno quel che sauio e iusto 
non fé quel che far podeua 
ampiamente io credeua 
do esser tutta violata 
zena son 

lntro li Signori Adorni 
tutti mesti e lachrimosi 
vedendo li suoi contorni 
tutti quanti sanguinosi 
corno nomini piatosi 
de dolore se missen a piangere 
de zona non volson tangere 
porsona che fusso nata 
zena son 

Poi intro Prospor colòna 
bene armato su larcione 
che per casa de Aragona 
facto a già gran destructione 
ben pareua vn Scipione 
o vn forte flambalo 
mai menaua colpo in fallo 
con la spada insanguinata 
zona son 

El Marchoxo de peschara 
drento intro da paladin 
per donar la morte amara 
a mercadanti e a citadin 
questo più che mai Guorin 
in ogni bataglia ria 
se faceua far la via 
la donde gliela serrala 
zona >oii 



Intro dentro con grà rumore 
lo oxercito a vn tratto 
per volere con furore 
dare a zona vn scacomato 
tal spagnolo parca vn gatto 
al montar de la muraglia 
cosi la crudcl bataglia 
subito fu incomenzata 
zena son 

I spagnoli con gran tempesta 
se affrontorno con li inimici 
spalle braze gambe e testa 
tagliammo fin a la radice 
so posseua chiamar felice 
chi non si li trouo in li piede 
nesuno tal bataglia crede 
se non quel che la saziata 
zena son 

I spagnoli sono il diauop) 
quando i son in simil guerra 
non guardeno pedro ni paolo 
tutto buttano per terra 
e se alcun con lor safferra 
conuion che habia bona forza 
i guerra no stiman vna scorza 
persona che sia nata 
zena son 

Egli cntron dentro in zona 
come orsi scadenati 
dettcno la mala cena 
a quanti nhebbeno trouati 
tanti nomini amazati 
che a dirlo el cor mi langue 
correua Ihorribil sangue 
per piaze e ogni contrala 
zona son 

Scorsoi tutta la citade* 
sotto ripa e ala marina 
ferno tante crudeltade 
de la gente transalpina 
altro pan che de farina 
li donauono a supe 
per ma fuoy li fon cogic 
su vna cogia mal parata 
zena son 



( 418 ) 



iNon porria scriucrc vn Liuio 
ci caso iniquo e strano 
e quei chi sono de vita priuo 
ila quelli del Re Hispano 
pareua tutto quel piano 
quella misera Carthago 
de sangue pareua vn lagno 
tanta gente fu amazata 
zena son 

De le done i asperi cridi 
se sentin presso a varazo ( 2 ) 
vedendo de li maridi 
esser facti tanti oltrazo 
a li trenta di di Mazo 
facta fu sta mortai guerra 
tremaua tutta la terra 
de tanta artegliaria sparata 
zena son 

Le dono forte piangeuano 
li figlioli e lor maridi 
da i balchoni li vedeuano 
mortalmente esser feridi 
con dolori e amari stridi 
tremauen corno la foglia 
tal vendetta non fu a Troia 
quando fu arsa e disfacta 
zena son 

Presen tutta la cilade 
a la costa e a la marina 
senza far deshonestade 
non a done non a fantina 
non aspectarno a la matina 
benché ognuno fusse stracco 
comenzorno a dare il sacco 
corno genie indiauolata 
zena son 

Den principio a ruinarc 
de richissimc botegha 
comenzorno a inf'agotare 
menando ogni cosa arregha 
tenaglie martelli e segha 
per a rompere ogni banchale 
pareua la turba infernale 
che fusse descalenata 
zena son 



Corsen proprio come vn vèto 
al carrogio de gliargenteri ( 3 ) 
do trouorno oro e argento 
per carigare dexe mulateri 
altri andorno a i draperi 
in caneta (*) a i drapi fini 
li spazorno i maghazini 
e la porta fracassata 
zena son- 

Chi porria estimar el dagno 
facto al carrogio de fillo ( s ) 
se cargho ogni compagno 
tutti de lauor sutillo 
el patron staua humilo 
non osaua a parlare 
per paura de releuare 
qualche vegia bastonata 
zena son 

Altri andorno sotto ripe ( 6 j 
e tutto butorno abasso 
zenzere canelle e pipe 
ognuno si faceua fasso 
dapoi facto el gran fracasso 
de le altre speciaria 
li butorno per la via 
e più case fon brusata 
zena son 

Ala piaza de san Si ( 7 ) 
li ferno vn gran botin 
che bastaua assai per si 
de ducati assai fiori n 
venendo per il camin 
a la piaza de san Luca 
cridàdo spagna adorno e duca 
la piaza fu sachegiata 
zena son 

Li a la piaza di banchi 
trouoron da botinare 
se non simpin ( s ) ben li fianchi 
posseno tutti crepare 
anchora volseno andare 
a la piaza di catani 
ben che fussen gente strani 
trouon la roba amontonata 
zena son 









( 419 ) 



Tutia la Cita de zona 
la menomo por eguale 
fin che la botte fu piena 
non lassorno tic far male 
a la piaza de zigalle ( 9 ) 
Ira brocadi e veludi 
valiuan cento millia scudi 
a farne bona derrata 
zena son 

Non lasson nisun palacio 
che non butasscno la mano 
ckadini o capellazo 
merchadanti o arth< sano 
li toìleuano il gabano 
per forza se lassauan prende 
per non stare a contende 
con tal gente arrabiata 
zena son 

Li spagnoli hano ingegno 
in bataglia gente acorte 
intra sei portauan vn legno 
per aruinare le porte 
per molle che fussen forte 
tanti colpi si li dauano 
che in terra le gitauano 
se ben la porta era ferrata 
zena son 

E cosi in le case intrauano 
senza nulla remissione 
con superbia domandauano 
alla dona e a lo patrone 
doue era la monitione 
de lo argento e de lhoro 
e per forza de martoro 
la robba si gli era insignala 
zena son 

Ognun se marauegliaua 
come menauan le man basse 
con li picozin spezauan 
banchali cassoni e casse 
e presto faceuan l'asse 
de lo borio e del mogi ini e 
e lassammo con dolore 
la madonna apassionata 
zena son 



Prendeuano schiarai e schiatte 
dandoli aspri tormenti 
li faceuano trouar la chiaue 
de lhoro e de li argenti 
tanti belli vestimenti 
de brochadi e de veludi 
e tanti sacchi pien do scudi 
che era cosa inextimata 
zena son 

Trouorno vna dona grossa 
sola con gran suspir 
e del lecto sera mossa 
pensando de parturir 
sentiuasi forte languire 
Gridando aime chio more 
li streporno li strenzicore 
e la lassorno strangosciata 
zena son 

Citadini e merchadanti 
son destrutti di berrcteri ( ,0 ) 
caleghari e calzanti 
son destrutti e li lancri 
pelizari e straponteri 
e sartori e cortele (") 
thessidori e bandiate ( 12 ) 
hauen la mala giornata 
zena son 

Fon destrutti li speciari 
e chiapuzi ( 13 ) e fcrmagicri 
fon destrutti i fcrrari 
filatori e bombaxeri 
fon destrutti li barberi 
tolseno fino a li bacini 
le touaglie e cafelini 
e la caldera de la bugata 
zena son 

Andorno in vnzeria ('*) 
a desiar quelli vnctori 
andorno in tenzeria 
a desfar quelli tinctori 
poi andorno a i thessitori ' 
de veludo e de sede 
homo non porriu crede 
la destruclion diano lucia 
zona son 



( 420 ) 



No guardaueno pouero o ridi 
tutti andauano per eguale 
li spagnoli e iouerlich 
non faceuarui se non male 
lenzoli e cauezali 
e cadène e cadenazi 
pairoli e sedazi 
fin alla carne sallata 



per forza o per amore 
in ogni loco eglintrauano 
e al bon e al migliore 
in prima se attacauano 
ramigli e schiaue chiamatieno 
dandogli la roba in spala 
tal pareua vna caualla 
tanto era carrigata 
zena son 

Non bastaua loro e largente 
scudi e tanti ducali 
tanti belli vestimente 
de veluto e brochati 
e quanti nhanno stradati 
che non haueuan colpa nulla 
gliano menato muli e mulla 
e del tutto mlian spogliata 
zena son 

Quale e quel cor di sasso 
che non habia pietade 
a sentire vn tal fracasso 
lato in simile Gitade 
giamai .tal crudelitade 
non si fece in barbaria 
non in spagna non in turchia 
ne nel regno di Granata 
zena son 

Poi che heben dato fin 
e misso la terra a sacco 
de fare tanto botin 
eiascaduno era stracco 
dauane per vn patacco 
quel che ne valeua dexe 
spagnoli e milanixi 
hano colto la pennata 
zena son 



I spagnoli e milanesi 
par che habia la casone 
di soldati zenoesi 
nano habiu meglior bochqnc 
maxime quelli figoni 
e quegliantri leuantini 
hano fato bon botini 
de la roba richamata 
zena son 

Zena per la diuisione 
dio tha dato sto flagello 
e questa aspera punilione 
e stata manda dal cielo 
tene ben dritto el pendio 
e fa che ami la iustitia 
e tenir bona amicitia 
con la tua còmunitata 
zena son 

Tu sai enei predicatore 
the lo disse sta quaresima 
che Dio del tuo errore 
ti tana pagare la dpsima 
ama doncha corno tu mesima 
d tuo preximo e vicino 
e tu col tuo confino 
dogni mal serai seruata 
zena son 

Ahi quanti ne fumo morti 
de spagnoli e di francesi 
ahi quanti ne fumo morti 
de todeschi e milanesi 
anchora di genoesi 
assai ne amazorno 
e molti se ne anegorno 
dentro de la mar sacrata 
zena son 

Credo ben che li lioiani 
Heclor Paris Troilo Aenea 
e li Greci Capitani 
fessen gran bataglia rea 
eia non credo Ceres Dea 
fusse missn in ogni loco 
conio mi a sangue e a foco 
doyni banda conquassata 
zena son 



( 421 ) 



lion lesa per tua clementi» 
poi chan habiu la disciplina 
donali bona pacientia 
per tua bontà diuina 
viiginc del ciel Regina 
Maria di grafia piena 
lafflicta Cita di zena 
ti sia ricomandata 



zena son la tribulata 
posta in pianti e amari doli 
Milan Franza e Spagnoli 
mhàno tutta insanguinata 



Finis. 



Sonetto. 



1 stadi son corno il giocho del quadrello 
lun scacia laltro da segio e partito 
non con rason ma sol per appetito 
chi ha denari assai più che ceruello 

La sira vederai senza mantello 

vn ragazone come vn guffo smarrito 
e la matina di seda e doro vestito 
in tanto che tu dirai non e più quello 

Quando le alto quanto pò montare 

vene vno for di villa e rompe el giazo 
e falò giù de la roba trabochare 

E ritornar corno primo ragazo 
o quanto sancto e iusto quel parlare 
vmbra di gran signore capei di pazo 
E per te trar dimpazo 

A mei giorni ho veduto de gran signori 

Perdere il slato e diventar pastori. 



NOTE 



( r ) Ottaviano Fregoso. 

C 2 ) Cioè: se non s' empierono. 

( 3 ) L'odierna Via degli orefici, dove sono ancora per la maggior parie i negozi di gin: 
genterie , ecc. 

( 4 ) Nella via di Canneto. 

{■') Nel Vico del Filo sono anche al presenta molli negozi di telerie. 
(6) Anche oggidì molte sono le drogherie che s'incontrano nei tratti esistenti dell 
Sottoripa . 
(?) La piazza di san Siro. 

( 8 ) Varazze , nella Riviera occidentale. 

( 9 ) La piazza dei Cicala. 
( ,0 ) Correggi : li berreleri. 

(") I coltellieri, le cui officine erano stabilite in un tratto (ora distrutto) di Sottoripi 
ciò appunto detto Coltelleria. 
C 2 ) Falegnami, o stipettai 

C 3 ) Col nome di chiappucci s' intendevano i calderai, stanziati anch'essi Sottopipa. 
C') Un torta. 



SUI PRIMORDI 

DELL' ARTE DELLA STAMPA 

IN GENOVA 

APPUNTI E DOCUMENTI 

RACCOLTI DAL SOCIO 

MARCELLO STAGLIENO 



Atti Soc. Lio. St. Patria. Voi. IX, fase. III. 



27 



Li arte nobilissima della stampa , ingegnoso trovato della metà 
del secolo decimo quinto , alle gravi e continuate peripezie a cui 
andò soggetta ne' suoi cominciamenti deve il rapido suo diffon- 
dersi in Europa. Imperciocché andate in fasci le prime tipogra- 
fie stabilite in Germania , gli operai dispersi portando altrove il 
segreto dell' arte, la sparsero nelle principali città del mondo 
civile. 

Né Genova per le sue dovizie e che per l' esteso suo com- 
mercio era in relazione con tutte le più lontane regioni , do- 
vrebbe essere stata delle ultime a profittare di tal arte, la quale 
a poco a poco venne ad avere un' influenza grandissima nella 
civilizzazione della società, e ad essere un' arma terribile di 
progresso ; ma questa supposizione non fu ancora confortata 
dalla testimonianza di nostri stampati anteriori al \ 473 . onde 
cronologicamente restò indietro a non poche altre città. 

11 dotto Padre Laire, nel suo Index librorum ab inventa 
thypographia , della tarda introduzione di quest' arte, e del lento 
suo procedere fra di noi. dà la rolpa al corpo degli amanuensi 



( 426 ) 

o copisti di manoscritti , che le facevano guerra per timore della 
concorrenza agli stessi dannosa ; e ciò argomenta principalmente 
per una supplica , che , secondo gli diceva un distinto lette- 
rato, esisteva nell'archivio di ragguardevol famiglia genovese, 
con la quale , la corporazione degli amanuensi , in virtù de" 1 suoi 
privilegi, domandava non venisse permesso 1' esercizio della stampa 
fra di noi. Per la qual cosa presso quasi tutti i bibliografi 
andò comune la voce, che i primi stampatori fossero banditi dal 
dominio della Repubblica. 

Ma dopo che il chiarissimo cav. Cornelio Desimoni ci fece 'co- 
noscere il testo della domanda degli amanuensi ( 4 ), accennata 
dal P. Laire, appaiono del tutto prive di fondamento le cause 
da lui addotte come opponentisi allo stabilimento della tipografia 
in Genova: e se è probabile che possa essere stata veduta di 
mal occhio dai copisti, come generalmente ogni arte o pro- 
fessione nuova che cerca introdursi lo è dalle affini ai cui 
interessi reca pregiudizio , nulla abbiamo che favorisca la voce 
del bando e delle continuate persecuzioni, 

Difatto la domanda accennata, alla quale è poi incerto ancora 
se il Governo abbia aderito, non è già di voler esclusi i tipo- 
grafi , ma la proposta di una specie di transazione fra le due 
arti, onde non restassero gli amanuensi immediatamente privi di 
mezzi , chiedendo essi il privilegio per alcuni determinati libri . 
che erano quelli di minor mole e che più comunemente anda- 
vano per le scuole, mentre degli altri era lasciato liberamente 
valersi agli stampatori. 

Chi poi sia stato V introduttore dell' arte tipografica fra noi 
finora fu ignoto; e poiché il primo libro di data certa colle 
indicazioni di Genova è la Stimma Pisanella finita di stampare 



(') Atti delta Società Ligure di Storia Patria, voi. IX. Nelle Notizie della 
Tipografia Ligure sino n tutto il secolo XVI raccolte dal socio Nicolò Giuliani. 



( 427 ) 

«la Mattia Moravo di Olmutz nel Luglio del 1474, a questo ti- 
pografo si attribuiva generalmente il vanto di aver pel primo 
esercitato l'arte in discorso nella nostra città. 

Né conoscendosi che altri intorno a quei tempi vi imprimesse, 
anche queir opuscoletto intitolato La razone de la Pasca ecc., 
col calendario del 1473, il cui unico esemplare ora si conserva 
nella civica biblioteca di Bergamo , si volle stampato dal mede- 
simo artefice. 

Senonchè , da alcuni documenti , da me trovati nei nostri ar- 
chivi, ho dovuto formarmi la convinzione che non a Mattia 
.Moravo devesi V impianto della prima tipografia in Genova, ma 
che la stessa diversi anni prima di lui vi fu esercitata; e che 
infine, contrariamente a quello che generalmente si crede, non 
venne perseguitata, ma favorita e protetta. 

Colla scorta pertanto dei documenti medesimi ho compilato 
i presenti appunti , che tracciano come una breve istoria dei 
primordi di tal arte fra di noi, i quali, spero, potranno gio- 
vare ancora alla scoperta di alcuni dei libri che in quei tempi 
degli incunabuli della stampa furono in Genova pubblicati. 

Sui principii del 1471 due stranieri, alemanni entrambi nel 
senso più lato della parola , trovavansi in Genova : un Lamberto 
del fu Lorenzo di Delft di Olanda , ed un Antonio del fu An- 
drea Mathia di Anversa. Donde venissero , perchè venissero, come 
venissero é ignoto; solo sappiamo che erano maestri dell 1 arte 
tipografica, magistri impressure litterarum, e che volevano im- 
piantarla fra di noi. 

Ma perchè forestieri , e privi di mezzi , non potevano sopportar 
le spese necessarie per lo stabilimento di una tipografia e campai- 
tutto il tempo che questa avrebbe durato prima di essere profit- 
tevole, se tre distinti giureconsulti della nostra città, de' primarii 
di quel tempo , non fossero venuti in loro aiuto. 



( 428 ) 

Questi erano i dottori Francesco Marchese, Luca Grimaldi, e 
Francesco Pammoleo, i quali assentirono ad una società coi 
tedeschi allo scopo di esercitare la tipografia; società nella quale 
i dottori contribuivano col danaro e con i consigli, e gli arte- 
fici coir opera e T industria, e probabilmente col loro materiale, 
torchio e caratteri. 

Della costituzione della società sotto la data del 20 Fehbrajo 
1471 si fece atto per pubblico notaro ('), del quale ecco le 
principali convenzioni. 

l.° I tre dottori sopra nominati, e ciascuno per una terza 
parte, si obbligano a corrispondere agli artisti la somma di 
cinquanta ducati d 1 oro , ed anche di più , a giudizio di essi 
dottori, onde impiegarli nelF impianto ed esercizio della tipo- 
grafia, in urtìficiis necessariis in arte impressure, et aliis ex- 
pensis prò dieta arte facicndis, nonché per l 1 indispensabile loro 
vitto e vestito. 

2.° Il Lamberto e V Antonio promettono di bene e fedel- 
mente stampare quelle opere che i dottori avranno giudicato con- 
venienti, e ciò per il lasso di tre anni durata della società. 

3.° Dei libri stampati e da vendersi, dedotto prima e sod- 
disfatto F importo di (pianto sarà stato dai dottori sborsato ai 
tipografi, se ne dovrà fare divisione, restando d 1 ogni cento vo- 
lumi sette ai primi, da ripartirsi per un terzo a ciascuno, ed 
il restante agli stampatori. 

4.° Obbligati costoro a non contrarre società con altri né 
andare a lavorare altrove, durante detto tempo. 

5.° Doversi ripartire nei modi come sopra é detto e stabilito, 
tutti i vantaggi che potesse acquistare la società. 

Coir atto istesso poi , i tipografi dichiararono di aver ricevuto 
dai dottori ventiquattro ducati a conto dei cinquanta convenuti. 

(') Documento I. 



( 421) ) 

Fatto ([iiesto e cosi stabilita la società, i due maestri impres- 
sure litterarum si diedero attorno per la stampa di libri e vo- 
lumi; e nel frattempo siccome le parti contraenti ben s' avvidero 
che occorreva più danaro di (pianto era stato pattuito ,. con scrit- 
iura del giorno otto Luglio dello stesso anno , registrata in calce 
ali 1 atto sopra detto , si convenne che i giureconsulti anticipe- 
rebbero tutto quanto fosse necessario , oltre i cinquanta ducati , 
e che invece dei sette volumi stabiliti come loro utile , ne 
avrebbero ricevuto dieci di ogni centinaio di stampati. 

Infatti dopo un anno dalla costituzione della società i dottori 
si trovavano aver sborsato ai tipografi le somme seguenti: cioè il 
Francesco Marchese lire trecento quarantotto e soldi sedici , il 
Luca Grimaldi lire trecento quarantuna soldi quindici e danari 
otto, ed il Francesco Pammoleo lire duecento settantotto, formanti 
in complesso 1' egregia somma , specialmente avuto riguardo ai 
tempi , di lire novecento sessantotto , soldi undici e danari otto. 

Ciò risulta da un ^strumento del 2i2 Febbraio 1472 (') 
con cui il Lamberto di Delft , anche a nome del suo consocio, si 
dichiara obbligato di dette partite , da pagarsi a tenore del- 
l' 1 atto di costituzione della società , promettendo anche di render 
conto dei libri stampati e mandati in Lombardia, a Napoli ed 
altrove : reddetur bona , vera et legalis ratio , cum reliquatus 
restitutione, tam de libris transmissis in Lombardiam ac alio 
quam Neapolim, ex libris per eos impressis. 

Quanta sia la importanza di questo atto, od a meglio dire 
di queste parole, a nessuno certo può sfuggire; perchè con esse 
si accenna chiaramente a libri, ed in gran numero, i quali 
perchè impressi a Genova nel 1471 sono i primi stampati nella 
nostra città. 

Alcuno dei bibliograti , come dissi più sopra , non solo ha se- 

O Documento II. 



( 430 ) 

gnalo inai, ina nemmeno ebbe il sospetto che a Genova se ne 
siano stampati , perché certamente sono andati per il mondo 
privi delle solite indicazioni di luogo , anno e nome di stampa- 
tore , come molti se ne trovano , e se di essi ancora alcuno ne 
esiste, locchè é probabilissimo, deve essere attribuito ad altri 
stampatori e ad altre città. 

Ma avendosi da questo documento in modo irrefragabile la 
prova che nel 1471 e negli anni seguenti esisteva a Genova 
una società tipografica la quale in grande scala lavorava, si 
potrà col tempo e con pazienti indagini venire a conoscere al- 
cuno dei libri dalla stessa pubblicati. 

Le somme anticipate dai dottori, a poco a poco, e certo col 
ricavo dei libri esitati, furono dagli artefici restituite, come ne 
fanno fede due atti del 18 Giugno 1 472 (') ove vedesi stabilito 
il debito di costoro nella somma di ventidue ducati d'oro, per 
quattordici dei quali, da pagarsi entro sei mesi, il Lamberto pre- 
senta a sicurtà un Lazzarino Cichero, che la presta a nome di 
Baldassarre Corderò, figlio di Biagino, di Mondovi, e per i 
rimanenti otto, deposita diversi oggetti e libri in pegno, assu- 
mendosi il carico di tener manlevati ed indenni i giureconsulti 
da ogni pretesa di Carlo Imperiale e di Luca Sacco , per le 
pigioni delle case ove era stabilita la tipografìa. 

La società però con i due alemanni non arrivò al termine 
pattuito degli anni tre, che al 20 di Giugno dell'anno sud- 
detto, il Lamberto di Delft già aveva venduto la sua metà 
sugli arnesi e gli istrumenti tipografici , che aveva in comune 
con F Antonio Mathia, al Baldassarre Corderò di Mondovi. 
sopranominato; e ciò per la somma di 55 ducati d'oro, oltre 
22 da pagarsi ai tre dottori come residuo suo debito, ed altri 
dieci a diversi creditori , obbligandosi il Lamberto a non eser- . 

(*) Documenti III e IV. 



( 431 ) 

gitar pili Parti' tipografica in alcuna parte del mondo, né ad 

insegnarla ad alcuno in tutto od in parte ('). Cessato pertanto co- 
stui , del quale più non ci occorrerà far parola, una nuova so- 
cietà fra l'Antonio Mathia ili Anversa ed il Baldassarre Corderò, 
fu convenuta alle seguenti condizioni. 

4.° Che il Corderò farà tutte le spese della società, dura- 
tura quattro anni, obbligandosi a sborsare settanta ducati d'oro 
ed anche più occorrendo. 

2.° Che il provento dei libri stampati si debba dividere 
metà per ciascuno, soddisfatto prima il Corderò di quanto si 
troverà avere anticipato. 

3.° Che il Mathia eserciterà V arte tipografica per conto 
sociale, in qualsiasi luogo avranno stabilito di farlo, durante 
detti anni quattro , e la insegnerà a Giovanni Tomaso Corderò 
fratello del Baldassarre, sicché dopo i quattro anni possa essere 
in grado di esercitarla da sé. 

4.° Che il Giovanni Tomaso Corderò debba essere durante tal 
tempo mantenuto calzato e vestito a spese sociali , e non possa 
insegnar F arte tipografica ad alcuno né in tutto né in parte. 

5.° Che ogni segreto della medesima dovrà restare presso 
F Antonio Mathia ed il Gio. Tomaso Corderò. 

6.° Che delle differenze che potessero nascere per la prose- 
cuzione della società se ne abbia a far compromesso in due amici. 
Tutto ciò si stabiliva addì 22 Giugno 1472 ( 2 ) , ma es- 
sendo dopo poco sopraggiunta in Genova una pestilenza , 
il Corderò persuase il suo socio a fuggirsene a Mondovi 
portando seco il torchio ed i caratteri , onde esercitar V arte 
in quella città finché il cessare del morbo loro permettesse 
di ritornare. Cosi fu fatto. 1 due socii trasportati i bagagli 



(') Documento V. 
(*) Documento VI. 



( 432 ) 

a Moridovi presero stanza nel luogo detto Piano della valle, 
donde nell'Ottobre del 1472 pubblicarono la Summa confessio- 
num seu interrogationum prò simplicibus confessoribus di Santo 
Antonino Arcivescovo di Firenze , e nel Febbraio del successivo 
1473 le Satire di Giovenale con unite le Eroidi di Ovidio. 
Edizioni , le quali sono una prova della straordinaria attività 
dei nostri tipografi, avuto riguardo alla povertà dei mezzi mec- 
canici di cui disponevano ; e questo quando anche dalle parole 
finita in Monteregali, che leggonsi nella prima delle opere ac- 
cennate , possa con fondamento argomentarsi che sia stata per 
la maggior parte composta a Genova, ed a Mondovi soltanto ulti- 
mata e fattane la tiratura. 

Queste due opere sono conosciute e notate dai bibliografi : 
della prima esistono esemplari in Genova nelle biblioteche del- 
l'' Università e del marchese Marcello Durazzo del fu Giacomo 
Filippo, ed a Torino in quella di S. M. e presso qualche altra 
privata. Della seconda nessuna copia mi venne fatto di conoscere. 

LT andata però a Mondovi se fu cagione che quella piccola 
città del Piemonte possa vantarsi di essere stata delle prime a 
produrre libri stampati , fu pur causa di molti guai per 1' An- 
tonio Mathia, che, avendo avuto delle divergenze col Corderò , 
fu da costui fatto arrestare e sostener prigione, da cui non potè 
liberarsi se non sottoscrivendo un compromesso od obbligazione 
come quegli voleva. Ma uscito di carcere, subito che gliesene porse 
il destro fuggi via , e ritornato a Genova , si mise a lavorare 
nella sua arte aiutato da qualche amico. Costui deve essere un 
suo compaesano , certo Enrico de Antuerpia pure maestro imprcs- 
sure litterarum, nominato dall'Antonio Mathia come obbligato in 
solido con lui a pagare venti circa ducati ad un Martino dal Pozzo 
di Milano per sue mercedi, come da atto del 30 Ottobre 1473 (I). 

(') Documento VII. 



( 433 ; 

Il Corderò però raggiunse il Mathia a Genova, e di bel nuovo 
lo fece arrestare; onde questi ricorse, esponendo tutte le sue disav- 
venture, alla Signoria, la quale udite le parti, e visto che pro- 
babilmente eranvi delle ragioni e dei torti per entrambe , addi 
18 Novembre 1473 rimise la definizione della vertenza ai Sin- 
dicatori della città ('). 

Quale fosse il giudicato di costoro non é noto; ma quanto 
appare certo si è che la novella società andò in fasci. Del Bal- 
dassarre Corderò non si hanno più notizie in alcun atto, né si 
conosce che sia avvenuto di lui. Cosi non è del Mathia ; che in un 
istrumento del 22 Marzo 1474 lo trovo prendere a 1 suoi ser- 
vizi per quattro mesi un Battista de Teri di Firenze ( 2 ), 
e poiché qualificasi sempre magister impressure litterarum in 
Janna, è da credere che continuasse nella sua arte. Finché 
a 1 25 di Maggio dell'anno istesso, 'fa vendita del torchio, dei 
caratteri e degli istrumenti tutti ad un Michele Scopo d 1 Ulma , 
il quale a sua volta dopo cinque mesi, a 1 15 Ottobre, rivende 
ogni cosa per sette ducati a Martino dal Pozzo di Milano ( :f ), 
quel desso che già era stato a servizio dell' Antonio Mathia e 
dell' Enrico di Anversa , come ho più sopra accennato. 

Questo é l'ultimo atto relativo a' primi tipografi operanti in 
Cenova che dagli enunciati documenti mi venne fatto di conoscere, 
onde io son costretto a far punto nel mio dire. Dall' esposto 
però chiaramente appare, che l'Antonio Mathia di Anversa ed 
il Lamberto di Delft, e non il Matteo Moravo, furono i primi 
introduttori della stampa fra di noi; che la stessa nel 1471 già 
si esercitava ed in larga scala nella nostra città, mandandosi libri 
in Lombardia, a Napoli ed altrove; che non essendo nel detto 
periodo di tempo, circa quattro anni, abbracciato dai documenti 

(') Documento Vili. 
(') Documento IX. 
( 8 ) Documento X. 



( 434 ) 

citati, nemmeno indirettamente accennato ad opposizioni da parte 
del Governo e degli amanuensi , ed avendo i primi tipografi 
avuto protezione da' più insigni uomini politico-legali che allora 
fossero, sempre esercitato apertamente l'arte e fatto ogni contralto 
relativo alla stessa, devesi rigettare come infondata l'accusa del 
bando messo ai medesimi ; che infine dell' interrotto procedere 
della stampa, non devesi incolpare la corporazione degli ama- 
nuensi , ma piuttosto le discordie e le quistioni fra i compo- 
nenti le tipografiche società, delle quali se alcune possono avere 
la loro causa dall'essere un'arte nuova, qui importata da stra- 
nieri , per cui nei contratti era impossibile prevedere tutti i casi 
che potevano nascere , molte però dovevano aver origine dalla 
poca buonafede di altri fra' contraenti. 

Con queste osservazioni chiuderò i presenti appunti, ben lieto 
di aver potuto , nel buio in cui trovasi la storia degli incuna? 
ludi della stampa fra noi, apportare un raggio di luce, di aver 
fatto avanzare l' introduzione della stessa in Genova di alcuni 
anni , di aver disseppellito dalla polvere degli archivi diversi 
nomi di tipografi, da aggiungersi ai segnati nei dizionari dell'arte; 
ed infine di aver potuto provare che essa non fu ne' suoi co- 
minciamenti dai nostri antenati avversata , ma incoraggiata e 
protetta. 



DOCUMENTI 



DOCUMENTO I. 

I Dottori Francesco Marchese , Luca Grimaldi e Francesco Pam- 
moleo contraggono società con Lamberto del fu Lorenzo di Delft, 
ed Antonio del fu Andrea Mathia di Anversa, per l'impianto e 
1' esercizio della tipografia in Genova. 

1471 , 20 febbraio 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
filza 4 , mira. 556. Archivio dei notari ) 



Pacta. 

In nomine Domini amen. Spectabiles iuris utriusque doctores do- 
mini Franciscus Marchexius, Lucas De Grimaldis et Franciscus Pam- 
moleus ex una parte , et Lambertus quondam Laurencii de Delft de 
Olandia subditus illustrissimi domini ducis Burgondie , ac Antonius 
quondam Ser Andree Matie de Antuuerpia ex altera, pervenerunt, 
et sibi ipsis invicem et vicissim pervenisse confessi fuerunt et con- 
fitentur ad infrascripta pacta, et composicionem et sotietatem solemni 
stipulatione vallata et vallatas. 

Renuntiantes etc. 

Videlicet quia ex causa dictorum pactorum et compositionis ac so- 
cietatis, prefati spectabiles domini Franciscus, Lucas, et Franciscus 
coniunctim et divisim prout melius expedit, et quilibet ipsorum prò 
tertia parte, promiserunt et solvere convenerunt dictis Lamberto 
et Antonio, presentibus et acceptantibus, eisdem Lamberto et Antonio 
'lare et solvere, semper ad eorum vel alterius eorum simplicem re- 
quisitionem, usque in summam ducatorum quinquaginta auri, et ultra 



( 438 ) 

si et prout ipsis dominis Francisco , Luca , et Francisco videbitur 
oportunum esse , in arte de qua infra dicetur convertendis per dictos 
Lambertum et Antonium in artificiis neccessaris in arte impressure 
litterarum et seu in victu et vestitu ipsorum Lamberti et Antonii , 
et aliis expensis prò dieta arte facienda necessariis, judicio et ar- 
bitrio ipsorum Lamberti et Antonii. 

Versavice dicti Lambertus et Antonius acceptantes omnia et sin- 
gula supradicta, ex causa dictorum pactorum et societatis, promis- 
serunt et solvere convenerunt prefatis dominis Francisco , Luce et 
Francisco presentibus et acceptantibus cum eorum personis et indu- 
stria ac artificio, bene fìdeliter et diligenter laborare in artificio im- 
pressure litterarum, et ea opera exemplare seu imprimere seu libros 
et volumina cuiuscumque facultatis videbitur dictis dominis Francisco 
et sotiis magis expendire ad utilitatem diete societatis , et in dicto 
artificio ac societate perseverare per et usque ad annos tres proxime 
venturos et ultra per tantum tempus quantum dicti Lambertus et 
Antonius steterint in dieta civitate Janue et districtu, et diligenter 
solicite ac fideliter se exercere in dieta arte ad comodum et utili- 
tatem diete societatis. 

Acto quod libri scribendi seu imprimendi per dictos Lambertum et 
Antonium pervenire debeant ad manus dictorum dominorum Fran- 
cisci, Luce, et Francisci , et vendantur ad utile diete societatis, de- 
clarato semper quod de quibuscumque centum voluminibus scribendis 
vel imprimendis per dictos Lambertum et Antonium, deduci debeant 
prius pecunie que tunc tempus exbursate fuerunt per dictos domino? 
Franciscum, Lucani et Franciscum, et facta dieta dedutione et resti- 
tucione dictarum pecuniarum supranominatis dominis Francisco et 
sociis , de residuo fiat divisio sub hac forma, videlicet quod de qui- 
buscumque centum voluminibus ut supra imprimendis, facta dieta de- 
duzione, septem volumina spectent et pertineant ad dictos dominos 
Franciscum , Lucam , et Franciscum , et quemlibet ipsorum prò tertia 
parte, residuum vero spectet et pertineat ad dictos Lambertum et 
Antonium , qui de dicto residuo disponere possint prò eorum libito 
et voluntate, et similiter fieri debeat prò rata de pluri et majori 
quantitate quam de cetero imprimi continget. 

Item acto prò ut supra quod dicti Lambertus et Antonius non 
possint neque valeant in dieta arte recipere aliquem alium sotitim , 



( 439 ) 

vel cum alia persona aliqua , alia pacta facere ocaxione diete artis , 
absque consensu dictoruni dominorum Francisci, Luce, et Francisci , 
nec durante dicto termino possint ad alia loca se transferre ad la- 
borandum. 

Item acto prò ut supra quod omnia et singula emolumenta proces- 
sura occaxione diete artis dividantur, et dividi debeant in omnibus 
prò ut supra. 

Que omnia etc. 

Sub pena florenorum centum. 

Ratis etc. 

Et proinde etc. 

Insuper dicti Lambertus et Antonius confessi fuerunt prefatis do- 
minis Francisco, Luce, et Francisco, presentibus et stipulantibus prò 
ut supra se se habuisse et recepisse in pecunia numerata ducatos 
viginti quatuor auri ex dictis quinquaginta convertendos ut supra. 

Renuntiantes etc. 

Actum Janue in contrata nobilium De Marinis videlicet in studio 
solito prefati spectabilis domini Francisci Pammolei , anno dominice 
nativitatis millesimo cccc. m0 septuagesimo primo , iudicione tercia , 
secundum Janue cursum , die mercurii xx a februarii in vesperis , 
presentibus Jeronimo De Franchis Cocharelo , Baptista Delphino , no- 
tano, et Urbano De Leone quondam Johannis, civibus Janue, testibus 
ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 

-j- die martis vm iulii in vesperis ad bancum. 

Dicti domini Franciscus et Franciscus suis propriis nominibus et 
nomine et vice dicti domini Luce, prò quo ipsi eorum propriis nomi- 
nibus de rato promittunt , sub etc. ex una , et dicti Lambertus et 
Antonius ex altera , habentes noticiam de pactis contentis in dicto 
instrumento et contentis in eo , et scientes opus esse plures exbur- 
sare pecunias quam in dicto instrumento continetur, et ita se offerunt 
dicti domini Franciscus et Franciscus, ideo dicti Lambertus et An- 
tonius sunt contenti ut , prout debentur volumina septem ex centum 
debeantur decem, in reliquis omnibus dictum instrumentum approbant. 

Testes Jeronimus De Compiano quondam ( 1 ) et Franci- 
scus de Paulo Lodisii. 

(') Lacuna. 

Atti Soc. Lig. St. Patria. Voi. IX, fase. III. 28 



( 440 ) 



DOCUMENTO II. 

Lamberto di Delft. anche a nome di Andrea Mathia, si dichiara de- 
bitore de' dottori Francesco Marchese, Luca Grimaldi, e Francesco 
Pammoleo di certa somma di danaro spesa per la società tipo- 
grafica. 

1472, 22 febbraio 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
filza 5, numero 98. Archivio dei notari) 



■ Promissio. 

In nomine Domini amen. Lambertus quondam Laurentii de Delft 
de Olandia, subditus illustrissimi domini ducis Burgondie, suo nomine 
proprio , et nomine ac vice Antonii quondam Ser Andree Mathie de 
Antuuerpia, et prò quo Antonio ipse Lambertus suo proprio et pri- 
vato nomine de ratihabitione promisit, sub ypoteca etc. Sponte et 
ex certa scientia nulloque juris vel facti errore ductus seu modo 
aliquo circumventus , confessus fuit et in veri tate publice recognovit 
spectabilibus dominis Francisco Marchexio , Luce de Grimaldis et 
Francisco Pammoleo , presentibus stipulantibus et recipientibus prò 
se se eorumque heredibus et successoribus se a dictis dominis Fran- 
cisco, Luca et Francisco, Imbuisse et recepisse in pecunia numerata, 
infrascriptas peccuniarum quantitates, conversas per ipsos Lambertum 
et Antonium in arte ac artifìciis impressure litterarum, ac in victu 
et vestitu ipsorum ac aliis expensis proinde factis , videlicet a 
dicto domino Francisco Marchexio, libras tricentas quadraginta octo 
et solidos sexdecim januinorum, a dicto domino Luca libras tricentas 
quadraginta unam, soldos quindecim et danarios octo januinorum, et 
a dicto domino Francisco Pammoleo libras ducentas septuaginta octo 
januinorum. 

Renuntians etc. 



( 441 ) 

Quas quidem pcccuniarum quantitates dictus Lambertus, suo et 
lieto nomine, piomisit et solvere convenit dictis dominis Francisco 
.ilice et Francisco, presentibus et stipulantibus prò ut supra, eisdem 
loniinis Francisco, Luce, et Francisco, et cuilibet corum prò sua rata, 
sive legitime persone prò eis, dare, solvere et restituere in omnibus- 
iuxta formam instruuienti pactorum initorum inter ipsas partes, scripti 
nianu mei notarii anno proxime preterito, die vigesima februarii, et 
jltra promisit dictis dominis Francisco , Luce et Francisco , presen- 
tibus et stipulantibus prò ut supra, quod per dictum Antonium eius 
sotium fiet ac eisdem reddetur bona, vera et legalis ratio cum reli- 
quatus restitutione, tam de libris transmissis in Lombardiam ac alio, 
quam Neapolim, ex libris per eos impressis, in omnibus et per omnia 
iuxta forma dicti instrumenti pactorum. 

Hoc acto inter dictas partes pacto expresso quod per presens in- 
strumentum non intelligatur in aliquo derogatum juribus et ypotecis 
ipsis dominis Francisco, Luce et Francisco competentibus contra dictos 
Lambertum et Antonium, ac eorum bona, vigore dicti instrumenti, imo 
dieta iura et jpotece remaneant in suo robore. 

Que omnia etc. 

Sub pena dupli etc. 

Ratis etc. 

Et proinde etc. 

Actum Janue in contrata picapetrum in domo prefati spectabilis 
domini Francisci videlicet in studio solito ipsius, anno dominice na-- 
tivitatis millesimo occc. mo septuagesimo secundo , indicione quarta 
secundum Janue cursum, die sabati xxn februarii, hora secunda noctis 
vel circa, presentibus nobile Leonardo Ravascherio quondam domini 
Manfredi, et Philippo de Bozolo quondam Simonis, civibus Janue, 
testibus ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 



( 442 ) 



DOCUMENTO III. 

Lamberto di Delft si confessa debitore de' dottori Francesco Mar- 
chese, Luca Grimaldi e Francesco Pamrnoleo , di ducati ventiduc 
e per quattordici di essi dà sicurtà un Lazzarino Cìcherio che h 
presta a nome di Baldassarre Corderò. 

4472, 18 giugno 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
Alza 5, num. 278. Archivio dei notari) 



Confessio. 

In nomine Domini amen. Cum verum sit prout asseritur per infra- 
scriptum Lambertum , quod ex pecuniis exbursatis per spectabiles 
juris utriusque doctores , dominos Franciscum Marchexium, Lucam 
de Grimaldis et Franciscum Pammoleum in arte impressure litte- 
rarum ac in sotietate prò dieta arte flenda, inita inter prefatos spec- 
tabiles dominos Franciscum , Lucam , et Franciscum parte una et 
Lambertum quondam Laurentii de Delft ac Antonium quondam 
Andree Matie de Antuuerpia parte altera , et per dictos Lamber- 
tum ac Antonium debitis prefatis dominis Francisco, Luce et Fran- 
cisco, restent sol vendi per dictum Lambertum prò sua portione ducati 
viginti duo auri largì, qui ex compositione inter partes inita, ut di- 
citur , solvi debent per dictum Lambertum termino mensium sex 
proxime venturorum ; hinc est quod dictus Lambertus volens agno- 
scere bonam fldem versus dictos dominos Franciscum , Lucam , et 
Franciscum et de dictis ducatis viginti duobus cauptum esse dictis do- 
minis Francisco, Luce et Francisco. Sponte et ex certa scientia nul- 
loque iuris vel facti errore ductus seu modo aliquo circumventus, 
confessus fuit et in ventate publice recognovit mihi notario infra- . 
scripto, tanquam persone publice officio publico stipulanti et recipienti 
nomine ac vice prefatorum dominorum Francisci Marchexii, Luce de 
Grimaldis et Francisci Pammolei, se eisdem. calculatis quibuscumque 



( 443 ) 

calculandis et compensati» quibuscumque compcnsandis, ex causa ac 
occasione peccuniarum ut supra per prefatos dominos Franciscum, 
Lucam et Franciscum exbursatarum in artem iinpressure litterarum, 
ac societatem predictas, restare ad dandum ex dictis peccuniis ut 
supra exbursatis, ducatos vigiliti duos auri largos. 

Renuntians etc. 

Quos quidem ducatos viginti duos auri largos, prò resto dictarum 
peccuniarum ut supra exbursatarum pei 1 dictos dominos Franciscum, 
Lucam et Franciscum, dictus Lambertus promisit et solvere convenit 
mihi dicto notario, quo supra nomine stipulanti et recipienti , dare et 
solvere dictis dominis Francisco , Luce et Francisco sive legitime 
persone prò eis, infra menses sex proxime venturos, omni exceptione 
remota. 

Sub pena dupli etc. 

Ratis etc. 

Et proinde etc. 

Insuper prò premissis omnibus et singulis sic ut supra per dictum 
Lambertum firmiter adimplendis, prò co intercessit et fideiussit La- 
zarinus Jhicherius, macelarius, quantum prò ducatis quatordecim ex 
dictis ducatis viginti duobus. 

Constituens se etc. 

Sub etc. 

Renuncians etc. 

Qui quidem Lazarinus fecit et facit liane intercessionem precibus 
et mandati Balthasaris Corderii de Monteregali fllii Biasini, maioris 
annis viginti quinque ac palam et publice negotiantis et facientis 
facta sua, sciente, patiente, et non contradicente dicto Blasino eius 
patre, ut dicit, presentis et promittentis, dicto Lazarino presenti sti- 
pulanti et recipienti prò se et heredibus suis , ipsum Lazarinum , 
heredes et bona ipsius indemnes et indemnia ac sine danno conser- 
vare a dieta intercessione , ac eidem Lazarino dare et solvere ad 
omnem ipsius liberam voluntatem et simplicem requisitionem, omnem 
quantitatem pecunie, omneque aliud id et totum, quam et quod ipsum 
solvere seu damnificari contingerit occaxione premissa. 

Sub etc. 

Actum Janue in contrata scarii burgi predis, videlicet iuxta hostium 
solite habitacionis dicti Lazarini anno dominice nativitatis M.°cccc. rao 



( iU ) 

septuagesimo secundo, indicione quarta, secundum Janue cursum die 
jovis xvm junii in vesperis , presentibus Bernardo de Domoculta 
quondam Thome, et Jeronimo de Monelia domini M. Johannis, civibus 
Janue, testibus ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 



DOCUMENTO IV. 



Lamberto di Delft a garanzia di otto ducati sulle somme ancor dovute 
ai dottori Francesco Marchese , Luca Grimaldi , e Francesco Pam- 
moleo , dà al primo diversi oggetti in pegno, e promette liberarli 
da ogni pretesa di Carlo Imperiale e Luca Sacco, per le pigioni 
delle case locate per la tipografìa. 

1472, 18 giugno 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
tìlza 5, num. 279. Archivio dei notari) 

Pro domino Francisco Marchexio et sociis. 

-{- Die jovis xvm junii in vesperis in studio domini Francisci 
Marchexii. 

Testes Raphael Justinianus Aranihus quondam ....... (1) et 

Georgius Stella quondam Baptiste. 

Cum sit quod Lambertus quondam Laurentii de Delft restet ad 
dandum spectabilibus dominis Francisco Marchexio, Luce de Grimaldis 
et Francisco Pammoleo ex ducatis triginta duobus prò resto solidato 
ducatos octo ultra quatuordecim , modo paulo ante promissos per dic- 
tum Lambertum , prò quibus prò eo intercessit Lazarinus Jhicherius 
macelarius, vigore instrumenti manu mei notarii infrascripti modo 
paulo ante, et contentus sit ipse dominus Franciscus ut de eis fìat 

(l) Lacuna. 



( 443 ) 

promissio et prestetur cauptio termino mensium sex , volens cauptius 
esse, promisit dicto domino Francisco, stipulanti suo et nomine so- 
ciorum, eisdem dare ducatos octo predictos infra menses sex pro- 
ximos sub etc prò te (sic) Antonius quondam Ser Andree Matie de An- 
tuuerpia, et Balthasar Corderius de Monte regali, et quilibet ipso- 
rum in solidum sub etc. 

Renuntiantes etc. et specialiter obligaverunt pacca sex replarum (sic) 
in papiro et tria volumina dite cremesis in carta, deposita penes dictum 
Franciscum Marchexium, prò ipsis vendendis, et que liceat vendere, 
ita quod si vendentur possit sibi ipsi satisfacere de dictis ducatis 
octo in totum, seu prò tanta parte quanta capiet eorum processus. 
.Ita quod si ad tantum non ascenderit, teneantur solvere id quod.de- 
ficiet, et si libri non vendentur teneatur solvere dictos ducatos octo 
elapsis mensibus sex ipso domino Francisco restituente libros. Prop- 
terea salvis premissis et quibuscumque aliis promissionibus factis 
per eos ipsi domino Francisco et sotiis, que ipsi Lambertus et An 

tonius (1) ipse dominus Franciscus suo nomine et nomine 

sotiorum prò quibus de rato etc. sub etc. quitavit dictos Antonium 
et Lambertum presentes , ab omni eo quod petere posset ab eis occa- 
xione sotietatis inite e vigore instrumentorum etc. 

Acto quod dictus dominus Franciscus teneatur restituere ipsi Lam- 
berto certas raubas et asnensia ac libros quos habet ex suis. 

Item acto quod dicti Lambertus et Antonius teneantur conservare 
indemnes ipsos dominum Franciscum et sotios ab omni molestia que 
inferri posset per Carolum Imperialem occaxione pensionis domus a 
mensibus quatuor citra et etiam per Lucam Sacum prò tempore quo 
steterunt in domo sua, ac quibuscumque creditoribus occaxione diete 
artis. 

+ die ea hora et loco, presentibus Philippo et Julio quondam Simonis 
de Bozolo. 

Dictus Lambertus confessus prefato domino Francisco presenti , 
sibi fuisse restitutas vestes, asnensia et libros de quibus eidem tene- 
batur vigore dicti instrumenti. 



(l) Guasto 



( 446 ) 



DOCUMENTO V. 

Baldassarre Corderò da Mondovì si dichiara obbligato di 35 ducati 
d'oro a Lamberto di Delft, per istrumenti ed arnesi tipografici 
dallo stesso vendutigli, e per i quali vengono a patti. 

4472, 20 giugno 

(Atto del notaro Lorenzo de. Costa, 
filza 5, nura. 285. Archivio dei notari) 



Confessio et pacta. 

In nomine Domini amen. Baldasar Corderius de Monteregali filius 
Blaxini , major annis viginti quinque ac palam et publice negocians, 
sciente, paciente et non contraddente dicto Blasino eiuspatre, sponte 
et ex certa scientia nulloque juris vel facti errore ductus seu modo 
aliquo circumventus, confessus fuit et in ventate publice recognovit, 
Lamberto condam Laurentii de Delfet , presenti stipulanti et reci- 
pienti prò se et heredibus suis se eidem Lamberto dare et solvere 
debere ducatos terginta quinque auri largos ad soldos quinquaginta 
quinque prò singulo ducato, prò resto ducatorum quinquaginta quinque 
precii dimidia ipsi Lamberto spectanti ex certis arnensibus et sup- 
peletibus et instrumentis prò arte impressure litterarum , que erant 
comunia inter ipsum Lambertum parte una , et Antonium condam 
Andree Mathie de Antuerpia, parte altera, eidem Baldasari venditis et 
consignatis, prò dieta dimidia, per dictum Lambertum seu ajium prò eo. 

llenuncians dictus Baldasar dicto Lamberto presenti et stipulanti 
prò ut supra, exceptioni suprascripte confessionis ut supra non facte 
reique sic ut supra et infra non esse vel non fuisse, seu sic non se 
habentis vel aliter se habentis, doli, metus in factum actioni, condi- 
cioni, sine causa vel ex iniusta causa et omni alii juri. 

Quos quidem ducatos trigintaquinque auri, dictus Baldasar promissit 
et solvere convenit dicto Lamberto presenti et stipulanti , prò ut 
supra , dare et solvere eidem Lamberto aut legiptime persone prò 



( 447 ) 

eo aut hic Janue, aut Saone, in modum et per terminos infrascriptos. 
Videlicet ducatos vigiliti intra menses tres proxime venturos , et 
reliquos ducatos quindecim ad complementum dictorum ducatorutn 
triginta quinque infra menses sex ex nunc proxiine secuturos orani 
exceptione reraotta. 

Acto taraen in presenti instrumento et qualibet ipsius parte, pacto 
expresso et solemni stipulatione vallato, quod dictus BaHasar teneatur 
et obligatus sit, et ita promissit dictus Baldasar dicto Lamberto, pre- 
senti stipulanti et recipienti ut supra, solvere prò dicto Lamberto, 
ultra predicta, spectabilibus iuris utriusque doctoribus dominis Fran- 
cisco Marchexio, Luce de Grimaldis, et Francisco Pammoleo, ducatos 
viginti duos auri, et ultra creditoribus dicti Lamberti, usque in sum- 
mam ducatorum decem auri; Preterea dictus Lambertus sciens dictum 
Baldassarem emisse dieta arnensia, suppelletilia , et instrumenta, ac 
fecisse alia de quibus supra , sub spe infrascripte promissionis sibi 
flende per ipsum Lambertum, volens que promissit observare; Spontc 
et ex certa scientia promissit et solemniter convenit dicto Baldasari 
presenti, stipulanti, et recipienti prò se et heredibus suis dictam 
artem impressure litterarum, nullo unquam tempore in aliqua mundi 
parte exercere, seu exerceri facere, eamque neminem edocere in totum 
seu prò aliqua parte ; et ultra fuit ac est contentus quod quatenus 
ullo tempore dictam artem impressure literarum aliquem edocuisset 
in totum vel prò aliqua parte , ex nunc incidisse et cadere dicto 
Baldasare prò ipsius interesse in penam ducatorum quingentorum 
de quibus infra. 

Que omnia et singula suprascripta diete partes sibi invicem et vi- 
cissim presentibus, stipulantibus prò ut supra, promisserunt et solem- 
niter convenerunt habere perpetuo et tenere rata , grata , valida et 
firma , attendere quoque et adimplere ac effectualiter observare , et 
contra in aliquo nullo unquam tempore facere, dicere, attemtare , 
vel venire, aliqua demum ratione occaxione vel causa que quovis in- 
genio de jure vel de facto dici seu exeogitari posset. 

Sub pena ducatorum quingentorum auri in auro largorum in quam 
penam ex nunc incidisse intelligatur pars que premissa omnia prò 
sua parte observare neglexerit, parti que realiter premissa observa- 
verit in tantum taxata de voluntate partium , prò iusto damno et ' 
interesse partis que observaverit. 



( US ) 

Ratis et firmis nichilominus semper manentibus omnibus et singulis 
suprascriptis. 

Et proinde et ad sic ut supra adimplendum ac effectualiter obser- 
vandum per dictas partes, partes ipse sibi invicem et vicissim presen- 
tibus et stipulantibus , prò ut supra pignori obligaverunt et hypo- 
tecaverunt omnia et singula ipsarum partium bona presentia et 
futura. 

Acto tamen in presenti instrumenti et qualibet ipsius parte prò ut 
supra quod partes ipse, prò premissis omnibus et singulis per eas et 
quamlibet earum firmiter adimplendis , possint et valeant realiter et 
personaliter conveniri, detineri, capi, gravari et arrestari, Janue, 
Saone, Pisis, Mediolani, Papié, in Monteregali , Antuerpie , in par- 
tibus Bolgondie , et qualibet alia mundi parte , et ubicumque partes 
ipse reperte fuerint, seu reperientur, et quelibet earum reperietur, 
seu bona earum , et cuiuslibet earum reperiri contigerit , promisse- 
runt partes ipse sibi ipsis invicem et vicissim prò ut supra, ibi juri 
stare et de jure respondere, solutionemque de premissis et satisfac- 
tionem sibi ipsis facere , perinde ac si presens contractus ibidem 
fuisset celebratus et solucio destinata. 

Renunciantes partes ipse sibi ipsis invicem et vicissim stipulan- 
tibus ut supra, quibuscumquc gratiis , privilegiis, immunitatibus et 
francbixiis ac quibuscumque salvisconductibus, tam conditis et con- 
dendis, quam impetratis ac impetrandis, per quemvis regem, dominum, 
dominium et universitatem , et seu a quo vis rege , domino, dominio 
et universitate quibus contra predicta possint quomodolibet se tueri, 
nec non benefìcio non sui et incompetentis judicis , legis si conve- 
nerit ff. de jurisdictione, omni judicio, et omni alii juri etc. 

Promittentes partes ipse ac jurantes ad sancta Dei evangelia, tactis 
corporaliter scripturis, predictis aut aliquo predictorum nullo unquam 
tempore uti aut aliqualiter contra observacionem premissorum ad in- 
vicem debitorum aliqualiter se tueri. 

De quibus omnibus partes ipse rogaverunt per me notarium infra- 
scriptum hoc presens publicum confici instrumentum. 

Actum Janue in contrata canneti , videlicet iuxia hostium domus 
solite habitationis mei notarii infrascripti, anno dominice nativitatis 
m.° cccc m0 septuagesimo secundo , indicione quarta, secundum Janue 
cursum, die sabati, vigesima junii in vesperis , presentibus Baptista 



( 449 ) 

de Costa Pelegrina, textoro cintorum et Laurcntio Maclavelo quondam 
Antonii calzolariu, civibus Januc, testibus ad premissa vocatis specia- 
liter et rogatis. 



DOCUMENTO VI. 



Antonio Mathia e Baldassarre Corderò vengono a patti per una so- 
cietà tipografica. 

1472, 22 giugno 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
filza 5, num. 286. Archivio dei notari ) 



Pacta. 

In nomine Domini amen. Antonius quondam Andree Mathie de 
Antheuverpia , ex una parte et Balthasar Corderius filius Biasini de 
Monteregali, maior annis viginti quinque ac palam et publice nego- 
tians et faciens facta sua, sciente, patiente et non contradicente dicto 
Blaxino eius patre, ut asserit dictus Balthasar, ex parte altera, sponte 
et ex eorum certa scientia pervenerunt et sibi ipsis invicem et vi- 
cissim, presentibus et stipulantibus prò se se, heredibus et succes- 
soribus, singula singulis congrue refferendo, pervenisse confessi fuerunt 
et confitentur, ad infrascripta pacta, compositionem et transactionem 
ac societatem , solemni stipulatone vallata et vallatami. 

Renunciantes partes ipse sibi ipsis invicem et vicissim presentibus 
et stipulantibus prò ut supra, exceptioni ad dieta infrascripta pacta 
compositionem et transactionem ac societatem non pervenisse, reique 
sic ut supra et infra non esse vel non fuisse, seu sic non se habentis 
vcl aliter se habentis, doli, mali, metu in factum actioni, condicioni*, 
sine causa, vel ex iniuxta causa, et omni alii iuri. 

Videlicet quod cum sit quod dictus Antonius sit doctus artis im- 
pressure Htterarum , et ipse Antonius ac dictus Balthasar intendant 
dictam artem fieri facere et in ea se se exercere, ex causa dictorum 
pactorum compositionis et transactionis ac societatis , et sub pactis 



( 450 ) 

et condicionibus infrascriptfs, dictus Balthasar promisit et solemniter 
convenit dicto Antonio presenti et stipulanti prò ut supra, in primis 
exbursare in flenda dieta arte et in dando principio diete arti u{ 
supra fiende, ex propriis pecuniis ducatos septuaginta unum auri 
largos et ultra, etiam ex propriis pecuniis, exbursare usque ad annos 
quatuor proxime venturos, quibus prò ut infra dicetur habet durare, 
et seu habebit Beo dante presens societas, omnes et singulas peccunias 
neccessarias et quibus opus erit, ad faciendam dictam artem, ac sol- 
vere omnibus creditoribus diete artis, et seu qui causabuntur ex dieta 
arte, flenda usque ad dictos annos quatuor proxime venturos. 

Ita tamen et cum hoc quod omnes et singuli libri imprimendi et 
n'ondi ex dieta arte, et ita processus ex libris vendendis processurus, 
spectare intelligatur dicto Balthasari prò dimidia, et ita in ipsum Bal- 
thasarem prò dieta dimidia pervenire debeant , et prò alia dimidia 
spectent ac spectari intelligantur dicto Antonio , et pari modo orane 
commodum et incommodum quod ex dieta arte impressure litterarum 
ut supra lìenda sequi contingerit etiamque id quod ex primis pec- 
euniis processuris ex libris imprimendis et primo vendendis , dictus 
Antonius teneatur et obligatus sit, et ita fuit et est contentus, vide- 
licet ex dimidia processus dictorum librorum ut supra vendendorum 
ipsi Antonio spectanti prò ut supra, solvere dicto Balthasari omnes 
et singulas expensas flendas et exbursandas per dictum Balthasarem, 
in flenda dieta arte, usque ad dictos annos quatuor prò ut supra et 
hoc quantum prò sua dimidia sibi spectanti ex dictis expensis et 
quam primum libri venditi fuerint et secundum ac prò ut eos vendi 
contingerit. Adeo quod quidquid processerit ex dictis libris ut supra 
iìendis et vendendis pervenire debeat in dictum Balthasarem usque 
quo de expensis tempore venditionum librorum iam factis in flenda 
dieta arte, fuerit dicto Balthasari prò dimidia dictarum expensarum 
spectanti dicto Antonio ex dimidia processus librorum vendendorum 
et spectante dicto Antonio integre satisfaetmn. 

* Versavice dictus Antonius acceptans predicta omnia ex causa dic- 
torum pactorum et compositionis, transactionis et soefetatis , usque 
ad dictos annos quatuor, promisit dictam artem impressure litterarum 
in societate dicti Balthasaris et cum eo ac in quocumque loco ellegerint 
ipsi Balthasar et Antonius , facere et in ea se exercere, et ultra infra 
dictos annos quatuor, dictam artem integre edocere et instruere Johan- 



( 451 ) 

nem Thoraam Corderium, fratrem dicti Balthasaris, adeo quod dictus 
Johannes Thomas elapsis dictis annis quatuor, possit et sciat a seipso 
dictani artem facere , nisi processerit deffectu dicti Johannis Thome. 

Acto tamen in presenti instrumento et qualibet ipsius parte , et 
tam in principio, medio, quam in fine, pacto expressò solemni stipu- 
latione vallato, quod durantibus dictis annis quatuor, dictus Johannes 
Thomas debeat pasci, gubernari, calceari et vestiri expensis diete so- 
cietatis, et quod non possit dictus Johannes Thomas neque ei liceat 
durante dicto tempore dictam artem in totum seu prò parte aliquem 
edocere seu instruere, et ita fuit ac est contentus dictus Balthasar, 
sub pena infrascripta etiamque et quod omnia asnensia suppeletilia 
et instrumenta que partes ipse iam habent et emerunt, et de cetero 
emi contingerit prò fienda dieta arte , intelligantur et debeant prò 
dimidia spectare dicto Balthasari, et prò alia dimidia dicto Antonio, 
et quod de eis, durantibus dictis annis quatuor, non possit inter ipsas 
partes fieri divisio seu partimentum neque dieta ars cum alio et seu 
in alterius societate fieri sine mutuo consensu ipsarum partium et 
cuiuslibet earum. 

Item acto inter dictas partes prò ut supra quod omnia secreta diete 
artis usque ad dictos annos quatuor proximos remanere et stare de- 
beant penes dictos Antonium et Johannem Thomam et non penes 
alios, etiamque et quod quatenus omni anno non venderentur tot libri 
ex dictis libris fiendis et imprimendis ut supra prò supplendis expensis 
et seu quorum processus non suppleret ad expensas fiendas et tunc 
iam factas prò dieta arte fienda , sit in cognitione duorum commu- 
nium amicorum per partes ipsas elligendorum, et quos elligere iura- 
verunt partes ipse pacto expresso , et in quos ut supra elligendos 
partes ipse cum omnimoda potestate ex nunc prò ut ex tunc se re- 
misserunt et remittunt super hoc an perseverare deberent usque ad 
dictos annos quatuor in dieta societate diete artis fiende vel non, et 
omni declarationi per dictos elligendos fienda super premissis, partes 
ipse ulla absque exceptione stare et parere teneantur , et ita partes 
ipse sibi ad invicem et vicissim presentibus et stipulantibus prò ut 
supra promisserunt. 

Que omnia et singula suprascripta diete partes sibi ipsis invicem 
et vicissim presentibus et stipulantibus prò ut supra et singula sin- 
gulis congrue referendo, promisserunt et solemniter convenerunt ha- 



( 4S2 ) 

bere perpetuo et tenere 1 rata, grata, valida et firma, attendere quoque 
et adimplere ac effectualiter observare et contra in aliquo nullo unquam 
tempore facere, dicere, attemptare vel venire, aliqua demum ra- 
tione, occasione vel causa que modo aliquo vel ingenio de iure vel 
de facto dici seu excogitari posset, etiam si de jure posset. 

Sub pena ducatorum mille auri largorum in quam ex nunc incidiase 
intelligatur pars que non observaverit parti que observaverit pre- 
missa, prò justo damno parti que observaverit et in tantum taxata to- 
ciens quociens fuerit contrafactum , ac cum restitucione ac refectione 
omnium ac singulorum damnorum interesse et expensarum que prop- 
terea essent seu fierent litis et extra solenni stipulatione premissa. 

Ratis nibilominus et firmis semper manentibus omnibus et singulis 
suprascriptis. 

Et proinde et ad sic ut supra adimplendum ac effectualiter obser- 
vandum partes ipse sibi ipsis invicem et vicissim presentibus et sti- 
pulantibus prò ut supra, pignore obligaverunt et ypotecaverunt omnia 
et singula ipsarum partium bona presentia et futura. 

Acto tamen in presenti instrumento et qualibet ipsius parte pacto 
expresso, solemni stipulatione vallato inter dhtas partes et de ipsarum 
communi accordio et voluntati, quod dicti Balthasar et Antonius et 
quilibet eorum possint et valeant prò observatfone omnium premis- 
sorum realiter et personaliter conveniri, capi, detineri et arrestari 
Janue , Saone , Pisis , Nicie , Mediolani , Papié , in Monteregali ac 
quocumque alio loco et mundi parte et ubicumque se se invenerint 
et seu partes ipse vel altera earum fuerit inventa, et bona earum re- 
perta, promisserunt partes ipse sibi ipsis invicem et vicissim, iuri stare 
et de jure respondere, soluptionemque ac satisfationem sibi ipsis ad 
invicem facere et proinde ac si presens contractus ibidem fuisset ce- 
lebratus et soluptio destinata. 

Renunciantes partes ipse, sibi ipsis invicem et vicissim presentibus 
et stipulantibus prò ut supra, quibuscumque gratiis, privilegiis, salvis- 
conductibus et immunitatibus in contrarium disponentibus et tam con- 
ditis ac concessis quam condendis et concedendis, per quemvis sere- 
nissum regem , ducem , dominum, dominium, communitatem , et uni- 
versitatem ac quorumcumque verborum solemnitate munitis, etiamque 
et beneficio non sui ac incompetentis judicis, legi si convenerit ff. de 
jurisdicione, omnium judicum et omni alii juri et legum auxilio, 



( 453 ) 

quibus contra predicta possent partes ipse quomodolibet so tueri et 
quibus omnibus, quatenus premissis obviarent, promiserunt ad invi- 
l 'l'in non uti seu aliqualiter se tueri. 

De quibus omnibus et singulis suprascriptis partes ipso rogaverunt 
per me notarium infrascriptum hoc presens publicum confici instru- 
mentum. 

Actum Janue in contrata caneti videlicet iuxta hostium solite ha- 
bitacionis mei notarii infrascripti, anno dominice nativitatis mille- 
simo cccc. mo septuagesinio secundo, indicione quarta secundum Janue 
cursura , die lune , vigesima secunda junii , in vesperis , presentibus 
Antonio de Costa quondam Jeronimi et Venerio de Amico quondam 
Petri, januensibus, testibus ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 



DOCUMENTO VII. 

Antonio Mathia, a nome anche di Enrico di Anversa, si dichiara ob- 
bligato verso Martino dal Pozzo di Milano, di venti ducati per le 
sue mercedi. 

1473, 30 ottobre 

« 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
filza 5, num. 791. Archivio dei notari) 

Promissio. 

In nomine Domini amen. Antonius quondam Andree Mathie de 

Antuerpia sciens se et Enricum de Antuerpia magistrum impressure 

litterarum , et quemlibet ipsorum in solidum teneri et obligatos esse 

magistro Martino de Puteo de Mediolano, de dueatis viginti incirca 

occasione mutui et mercedis dicti Martini. 

Et volens de eis cauptum esse dicto magistro Martino , sponte 
et ex certa scientia promisit et solvere convenit dicto magistro Mar- 
tino presenti, stipulanti et recipienti prò se et heredibus suis, dare et 
solvere dicto magistro Martino, sive legitime persone prò eo, dictos 
ducatos viginti auri de quibus ut supra ipse Antonius ac dictus En- 
ricus et quilibet ipsorum in solidum tenentur dicto Martino, ad om- 



( 454 ) 

nem ipsius Martini liberarci voluntatem et simplicem requisitionem, 
omni exceptione remota. 

Renuncians etc. 

Que omnia etc. 

Sub pena dupli etc. 

Ratis etc. 

Et proinde et ad sic ut supra adimplendum, ac effectualiter obser- 
vandum per dictum Antonium versus dictum Martinum presenterà 
stipulantem prò ut supra , dictus Antonius eidem Martino pignori 
obligavit et ypotecavit omnia et singula ipsius Antonii bona presentia 
et futura , et specialiter illa asnensia et literas ereas ipsius Antonii 
que et quas dictus Martinus penes se habet. Ita tamen quod speciali* 
obligatio non deroget generali et e converso. 

De quibus omnibus etc. 

Actum Janue in palatio de medio seravalis, videlicet iuxta bancum 
solitum juris domini judicis maleflciorum , anno dominice nativitatis 
m.° ecce." 10 septuagesimo tercio , indicione sexta, secundum Janue 
cursum, die sabati, trigesima octobris, in tertiis, presentibus Andrea de 
Pastino quondam Bartolomei, et Jobanne Antonio de Fumo callegario. 
civibus Janue, testibus ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 



DOCUMENTO Vili. 

Supplica di Andrea Mathia alla Signoria , per le sue quistioni con 
Baldassarre Corderò onde è trattenuto prigione; e commissione ai 
Sindicatori della città per comporre la vertenza. 

1473, 18 novembre 

(Atti Diversorum Cancellartele, 
filza 21, fra le carte del 1473. Archivio di Stato) 

f Yhesus. 

Vobis illustri et excelso Ducali in Janua Locumntenenti et magni- 
fico Consilio dominorum Antianorum civitatis Janue humiliter expo- 






( 43S ) 

nitur parto Antonii quondam Andree de Authouerpia alaraani , quod 
cuin superioribus annis ipse Antonius venisset ad liane inclitam ci- 
vitatem ad exercenduni artem impressure litterarum de qua est pe- 
ritus, pervenit ad certa .pacta cum Baldasare Corderio filio Biasini 
de Monteregali , ex quibus ad invicem contraxerunt societatem ad 
imprimendum literas ac libros in civitate Janue , duraturam usque 
ad annos quatuor proximos, sub pactis , modis et formis et condicio- 
nibus de quibus latius continetur publico instrumento inde rogato per 
Laurentium de Costa notarium quod exibetur : Verum cum anno su- 
periore supervenisset pestis in Janua , fuit persuasus a dicto Balda- 
sare ut durante dieta peste in Janua, ipse Antonius vellet se tran- 
ferre ad dictum locum Montisregalis cum instruraentis diete artis 
ad exercendum ibi dictam artem, donec dieta pestis cessaret in Janua, 
qua cessante ac finita, dictus Baldasar promisit ipsum Antonium re- 
ducere in Januam cum instrumentis diete artis ad prosequendum dictam 
artem in Janua et ita dictus Baldasar fecit apodixiam sua manti pro- 
pria ipsi Antonio que etiam exibetur. Et sic dictus Antonius nihil 
mali suspicans, persuasus verbis ac promissionibus dicti Baldasaris, 
fuit ad dictum locum Montisregalis cum dicto Baldasare et cum 
omnibus instrumentis sue artis et bonis que pauperculus habebat. 
Sed postquam fuit in dicto loco ac ibi iam cepisset dictam artem 
exercere, fuit de facto et per impressionem et manifestam violenciam, 
arrestatus ad instanciam dicti Baldasaris, qui est oriundus ac habi- 
tator dicti loci, et in eo loco habet multos propinquos ac favores; 
dictus vero Antonius erat forensis et nulli cognitus in dicto loco, et 
ultra dictus Antonius fuit privatus ac spoliatus a dicto Baldasare 
omnibus suis instrumentis ac bonis que habebat in domo dicti Bal- 
dasaris. Ex quo dictus Antonius opressus et qui continue svenebatur 
ut non posset ex dicto loco aufugere, non valens aliter facere, habuit 
necesse omnia facere que dictus Baldhasar voluit et sic fuerunt facta 
inter ipsas partes nova instrumenta pactorum ac compromissi ad 
nutum et libitum dicti Baldasaris qui etiam nominavit arbitratores 
quos voluit, qui tullerunt quandam assertam sententiam prò ut dicto 
Baldasari placuit. Que omnia dictus Antonius fecit ex necessitate, et 
opressus per dictum Baldasarem ad finem ut liberaretur a tali arre- 
stacene et custod ; a , sed ut primum potuit auffugit ex dicto loco 
quasi nudus , relictis dicto Baldasari omnibus instrumentis suis ac 

Arri Soc Lio. St. Patria. Voi. IX, fase. IH. 29 



( 456 ) 

bonis et venit ad hanc inclitam vestram civitateni, in qua ausilio 
aliorum suorum iam ceperat dictam artem exercere , sed bis diebus 
dictus Baldasar cum dictis assertis instrumentis ac sententia, extortis 
per impressionem et violenciam , et que sunt iniquissima , et eorum 
vigore, impetrata asserta licentia a magnifico domino Potestate Janue, 
ipsum Antonium detineri fecit tanquam debitorem suspectum in car- 
eeribus prefati domini potestatis, licet dictus Antonius sit Alamanus, 
et Alamani in Janua babent suum consulem, nec sub alio magistratu 
possint conveniri, et tamen dictus Antonius sic detentus iam per 
multos dies, in dictis carceribus remanet opressus , cum sit pauper- 
culus et forensis, nec reperiat fideiussorem in Janua prò ea summa 
prò qua est detentus. 

Idcirco suplicatur quod intuitu pietatis ac justicie, dignetur vestra 
dominatio adversus tot et tantas oppressiones providere, ac com- 
mittere aliquibus bonis viris quibus placuerit vestre dominationi, ut 
sumptis supra premissis informacionibus debitis , iusticiam et ius 
reddant ipsi Antonio contra dictum Baldasarem, ac etiam ipsum An- 
tonium liberent ex dictis carceribus non obstantibus dictis assertis 
instrumentis ac compromisso et sentencia ac aliis gestis in dicto loco 
Montisregalis ac extortis per manifestaci oppresionem et violenciam, 
vel aliter dicto suplicanti de remedio opportuno providere prò ut 
placuerit vestre dominationi , que non debet nec solet pati aliquem 
in sua civitate, maxime forensem et Alamanum, ita remanere op- 
pressimi et que etiam ex speciali regula , vestra dominatio de 
prohibita intromissione iusticie debet ac solet adversus buiusmodi 
oppressiones se intromittere 

+ Die XVIII novembris. 

Magnificus et illustris dominus ducali s vice gubernator et vice 
locum tenens in Janua , et magnificum consilium dominorum Antia- 
norum comunis Janue, in sufficienti et legitimo numero congregatum, 
cum audissent supplicationem suprascriptam et omnia contenta in ea 
audissentque oretenus Martinum de Puteo mediolanensem, comparentem 
nomine et vice Antonii quondam Andree de Anteuerpia nominati in 
supplicatione illa, et cum eo Andream Boverium procuratorem, expo- 
nentem etiam nomine predicto, affirmantes multis rationibus contenta 
in supplicatione illa vera esse, et requirentes reraedium supplicanti 
il li dare, et providere ita ut comparere personaliter , et ius suum 



( 7 * 57 ) 

dicere possit , item quoti opprcssus et sullbcatus por dolum ac vira 
magnani a Balthasare Corderio non reraaneat. 

Intellexissentque ex altera parte Balthasarem Corderium , et cura 
eo Johannera de Mulassano procuratorem , comparentes et dicentes 
oretenus multis rationibus id quod expositura fuit, aliter in facto 
se habere, constareque instrumenta prò quibus clarura manifeste 
apparet dictum Antonium obligatum ipsi esse de nonnulla pecunie 
quantitate, nec suffocatum nec oppressum esse ab ipso, contentarique 
si Antonius ipse deponat res et merces quascumque societatis quam 
cura eo habebat, penes terciam personam , quod detur et constituatur 
ipsis Magistratum inter partes qui iusticiam illis faciant; intelligentes 
causam predictam et id quod a partibus sepius dictum fuit , cogno- 
scentesque homines illos alienigenas esse causamque illam inter pau- 
perrimos verti, nec inter eos discentiri quin detur ipsis magistratus, 
compatientesque viris illis: omni modo, via, iure et forma quibus me- 
lili; potuerunt et possunt, de voluntate partium predictarum, dederunt 
et constituerunt , ac dant et constituunt, virtutepresentis delibera- 
tionis , spectabiles dominos Sindicatores civitatis Janue magistratum 
inter partes ipsas de et super omnibus et singulis litibus et contro- 
versiis quas una pars alteri , et altera alteri petere et requirere 
potest, committentes ipsis ut iusticiam partibus predictis faciant 
summariam et expeditam sine strepitu et figura judicii, ac sola 
facti veritate inspecta. 



DOCUMENTO IX. 

Antonio Mathia prende a suo servizio per quattro mesi Battista de 

Teri di Firenze. 

1474, 22 marzo 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
filza 6, num. 109. Archivio dei notari) 

Conventio. 

In nomine Domine amen. Antonius quondam Andree Matie de An- 
tuerpia magister impressure litterarum in Janua ex una parte , et 



( 458 ) 

Baptista de Teri de Florentia ex altera , pervenerunt , et sibi ipsis 
invicem et vicissim presentibus et stipulantibus, pervenisse confessi 
fuerunt et confitentur ad infrascripta pacta et compositionem, solemni 
stipulatone vallata et vallatam. 

Renunciantes etc. 

Videlicet quia ex causa dictorum pactorum et compositionis dictus 
Baptista de Teri promisit et solvere convenit dicto Antonio, presenti 
stipulanti et recipienti prò se et heredibus suis , eidem Antonio tam 
in domo ipsius Antonii quam extra , servire mensibus quatuor pro- 
xime venturis , et durantibus dictis mensibus quatuor tam in domo 
dicti Antonii quam extra, prò dicto Antonio facere omnia servicia et 
negocia debita , licita et honesta , et ipsi Antonio neque in domo 
ipsius neque extra committere aliquod furtum seu maleflcium, neque 
committere volenti consentiet, sed potius quam primum Aeri potuit 
dicto Antonio manifestabit , et demum faciet ea omnia que essent 
per eum facienda , et se habebit prò ut decet se babere quemcumque 
fidelem servitorem. 

Versa vice dictus Antonius acceptans predicta ex causa dictorum 
pactorum et compositionis, promisit dicto Baptiste presenti et accep- 
tanti, ipsum Baptistam per dictos menses quatuor proximos tenere 
in domo sua, ipsumque pascere et gubernare sanum dumtaxat et non 
infirmum, expensis suis propriis, et prò sua mercede omni mense 
dictorum mensium quatuor, dare et solvere ipsi Baptiste sive legi- 
time persone prò eo ducatum unum auri largum omni exceptione 
remotta. Et finitis dictis mensibus quatuor ipsum Baptistam liberare 
ab omni servitute, qua sibi teneatur , vigore presentis instrumenti 
ulla absque condictione. Hoc declarato de voluntate dicti Antonii 
quod dictus Baptista cogi non possit seu debeat per dictum Anto- 
nium ad aliquod exercitium quod facere nesciverit aut non potuerit 
dictus Baptista. 

Que omnia etc. 

Sub pena florenorum viginti quinque in quam etc. 

Ratis etc. 

Et proinde etc. 

Acto quod ambo possint conveniri Janue , Saone , Pisis etc. et 
ubique locorum etc. 

Renuntiantes etc. quibuscumque gratiis et salvia condtictibus etc. 



( 459 ) 

Promittentes etc. 

Actura Jamie in palacio comunis, videlicet ad bancum solitum mei 
notarii infrascripti, anno dominice nativitatis millesimo cccc. mo sep- 
tuagesimo quarto, indioione sexta, secundum Janue cursum, die martis 
vigesiraa secunda marcii , in terciis , presentibus nobile Andrea de 
Flisco quondam Andree et Conrado de Vignali carzatore , civibus 
Janue, testibus ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 



DOCUMENTO X. 



Michele Scopo di Ulma, vende a Martino dal Pozzo di Milano il tor- 
chio, i caratteri e tutti gli utensili tipografici, che aveva comprati 
da Antonio Mathia il 25 maggio 1474 con atto del notaro Tomaso 
Sisto (1). 

1474, 15 ottobre 

(Atto del notaro Lorenzo de Costa, 
filza 6, num. 446. Archivio dei notari) 

Venditio. 

In nomine Domini amen. Michael Scopus de Ulmo Almanus , omni 
modo, via, jure et forma quibus melius potuit et potest , vendidit et 
titulo ac ex causa venditionis dedit et concessit Martino de Putteo 
de Mediolano, nunc habitatori Janue, presenti, ementi et acquirenti 
ac stipulanti et recipienti prò se et heredibus suis, quoddam torcular 
prò imprimendis litteris emptum per ipsum Michaelem ab Anthonio 
quondam Andree Mathie de Anteuerpia , vigore publici instrumenti 
scripti manu Thome Sixti notarii, anno presenti die vigesima quinta 
maii, cum omnibus apparatibus dicti torcularis et literis ereis a dicto 
Antonio emptis et habitis per dictum Michaelem , et de quibus in 
dicto instrumento fit mentio. 

Adhabendum, tenendum, gaudendum, possidendum et usufructandum 
dictum torcular cum literis et apparatibus de quibus supra de eisque 

(1) Gli atti di questo notaro sono andati smarriti. 



( 460 ) 

omnibus titulo presentis venditionis faciendum et disponendum pront 
voluerit. 

Pro pretio et nomine veri ac finiti pretii ducatorum septem auri, 
quos dictus Michael venditor a dicto Martino emptore habuit et re- 
cepit ac habuisse et recepisse in pecunia numerata in presentia mei 
notarii et testium infrascriptorum confessus fuit et confitetur, vocans 
se de dictis ducatis septem auri dicti pretii dicti torcularis cum ap- 
paratibus et literis de quibus supra, bene tacitum , contentum, et so- 
luptum , ac faciens eidem Martino presenti et stipulanti prò ut supra, 
pactum de ulterius non petendo. 

Renuncians dictus Michael venditor exceptioni suprascripte vendi- 
tionis, ut supra per eum de predictis non facte , et dictorum duca- 
torum septem dicti pretii ut supra non habitorum et non receptorum, 
reique sic ut infra non esse vel non fuisse, seu sic non se habentis, 
vel aliter se habentis, doli, mali, metus in factum actioni, conditioni 
sine causa, vel ex. iniuxta causa, et omni alii juri. 

Promittens dictus Michael venditor dicto Martino emptori , pre- 
senti et stipulanti prò ut supra, dictum torcular cum aliis apparati- 
bus et litteris de quibus supra, eidem Martino dimittere et non auferre, 
subtrahere vel impedire neque auferre vel impedire, si quis voluerit 
modo aliquo consentire, sed potius dictum torcular cum aliis de quibus 
supra, eidem Martino ac heredibus suis legitimis deffendere, aucto- 
rizare , expedire et disbligare etc. 

Remissa etc. 

Quae omnia etc. 

Sub poena dupli etc. 

Ratis etc. 

Et proinde etc. 

Actum Janue in palatio comunis videlicet ad bancum solitum mei 
notarii infrascripti, anno dominice nativitatis millesimo cccc. mo sep- 
tuagesimo quarto, Indicione septima, secundum Janue cursum, die sa- 
bati, xv octobris, in terciis, presentibus Francisco Delicia de Levanto, 
et Baptista de Baxadonnis quondam Benedicti, civibus Janue, testibus 
ad premissa vocatis specialiter et rogatis. 









SECONDO SUPPLEMENTO 

ALLE NOTIZIE 

DELLA TIPOGRAFIA LIGURE 

SINO A TUTTO IL SECOLO XVI 

PEL SOCIO 

NICOLÒ GIULIANI 



AVVERTENZA 



Fino dal 19 del 1871 io scriveva al eh. collega Belgrano : 
« Molto giudiziosamente affermava V illustre memoria dello Spo- 
torno verso la fine della sua prefazione alla Storia Letteraria 
della Liguria, appoggiandosi , non eh' altro , air autorità dell'Il- 
lustratore di Verona , che le opere di questo genere non pos- 
sono mai trovarsi immuni o da qualche piccolo errore , o da 
qualche tenue ommissione » ; e prometteva perciò di aggiungere 
in fine deir opera un' 1 appendice. Ciò che a lui morte imma- 
tura tolse di fare , m 1 accinsi a far io sotto gli auspicii di questa 
nostra Società, e coir aiuto di non pochi suoi membri ed altri 
benevoli amatori di cose bibliografiche , del cui nome si fregia 
la povera mia fatica. Alla quale attendendo io , anche dopo la 
sua prima e seconda comparsa nella Repubblica delle lettere , 
mi fu dato di aggiungere non poche altre pregevoli notizie , di 
che mi è grato , dietro vostro gentile invito, dar conto alla So- 
cietà stessa, nella speranza eh' ella voglia gradire la costante mia 



( 464 ) 

devozione » . E conchiudeva : « Né altro avendo ora ad aggiun- 
gere , non mi resta che a consolarmi che sieno passati i tempi 
di quei buoni accademici , fra i quali certo io non potrei es- 
sere stato ammesso che col nome di Distratto » . 

Ma con ben altra piacevolezza mi veniva sopra nel Propu- 
gnatore di Bologna (T. IV, pag. 442) un Romanini da Forlì, 
che impennatosi, con quanta ragione altri lo dica , dell' avere io, 
anzi noi col eh. Belgrano , notato eh' eravamo dispiacenti « che 
egli (V autore d' un articoletto nello stesso Propugnatore) non 
abbia indicato quali propriamente sieno questi diffettucci » , me 
ne spifferò poi tanti e non lievi, che poveretto a me s' io mi fossi 
mai solamente sognato di voler passare per bibliografo di quella 
vaglia, che ivi è detto esser lui. Ma io che so abbastanza d'es- 
ser fallibile, senza pur badare a scolparmi, farò di aggiungere le 
sue alle correzioni che m' ero già fatto da per me, in servigio 
del pubblico ; al quale se non ho la ventura di essere molto 
utile , non voglio certamente regalare di proposito i miei far- 
falloni. Dopo le aggiunte pertanto che , specialmente mercè la 
gentilezza di coloro de' cui nomi seguirà ad onorarsi questa 
pubblicazione , si sono potute fare , si noteranno le più impor- 
tanti correzioni. Qui solo osserverò , affinché meglio si sappia 
la mia pochezza, che io non ebbi parte alcuna in quel tratto di 
lavoro che spazia da pag. 271 fino a pag. 306. 

Avvertirò finalmente che alla compilazione ed all' ordinamento 
delle notizie e dei documenti prodotti in questa seconda appen- 
dice , ebbe buona parte il mio amico e collega Achille Neri ; e 
che alcuni dei documenti stessi furono trascritti dagli originali 
dai signori Carlo Astengo e Giacomo Grasso, valenti alunni 
della Scuola di paleografia presso V Archivio genovese di Stato. 



1 471 ? 

A pag. 33 abbiamo recato la notizia del Dottrinale del 
Villadei, edito sicuramente in Savona, ponendolo sotto la data 
incerta del 1479. 

Ma dopo il documento che riproduciamo dal Torteroli più 
innanzi, e gli altri ritrovati dal Bellore, e di cui tocca il Caz- 
zerà ( J ) a proposito del Ven turino , ci pare dover concorrere 
nella sentenza dello Spotorno ; il quale afferma come questa 
stampa precedesse quella del Boezio , specialmente perchè essendo 
la prima impressa con caratteri scolpiti , e promettendosi sarà 
seguita da opere stampate alterius generis litteris, dee per fermo 
esser posta prima del Boezio, impresso con caratteri fusi. 

1 473 , Gennaio. 

Antonio Della Rovere , nipote di Sisto IV , fa stampare in 
Roma per Gianfilippo da Lignamine il Dialogo dell' anima di 
Giacomo Campora ( 2 ). 



(') Lett. Bibliogr., pag. 45. 

(') Spotorno, Storia Letteraria pcc, T. U, pag. 163. 



( 466 ) 

1474. 

Mi sia qui lecito di registrare la seguente opera, che trovo a 
pag. 65 del Saggio storico-critico sulla tipografia del Regno 
di Napoli di Lorenzo Giustiniani : 

Georgii Flisci genuensis ad invictissimum Ferdi- 
nandum Sicilie Regem Poema. 

« Questo poemetto di 19. carte in 8.°, senza data di tempo 
e di luogo, e senza nome di stampatore, a me sembra però 
(dice il Giustiniani) , che sia uscito da' torchi di Sisto Riessinger , 
e che fossero simili i caratteri a quegli impiegati neìF edizione 
del Bartolo. È diviso in due libri : 9 carte comprende il primo , 
e 10 il secondo. » 

Si legge , secondo Michele Giustiniani (') , nel fine il nome 
Ludovici Bigi Pictoris Finariensis , non si sa se come editore 
od altro. 

1 474. 

Quanto è della tipografia savonese, che in quesf anno produsse 
il Boezio da noi citato a pag. 32 e 329, dobbiamo ricordare 
che interessanti notizie ne reca Tommaso Torteroli nei suoi 
Scritti letterari ( 2 ), donde ricavasi che il frate Giovanni fu sa- 
vonese della famiglia Buono esistente tuttavia in quella città, e 
che ivi nella Libreria dei Missionari conservavasi un esemplare 
membranaceo di queir incunabolo , mentre V esemplare da noi 
dato ( 3 ) , sulla fede del Catalogo di un amatore bibliofilo , 



(*) Scrittori Liguri, pag. 293, col. \. 
(*) Savona, Sambolino 1859. 
( 3 ) Pag- 33. 



( 467 ) 

come esistente nella Durazziana , sembra che più non vi si 
trovi. 

Di grande interesse è poi il documento dallo stesso Torleroli 
prodotto . e deve quindi trovar qui luogo. 

Illustris ac Excelse Domine , Domine nobis obser validissime 
et civis ('). 

Veslre Excellentie humanitate freli, quemadmodum et alios 
concives nostros sibi commendavimus , ita et nunc Jacobum 
Torteyrolum concivem egregium , eidem facere commendatimi 
minime veriti sumus , cum presertim non ignoremus, quod prò 
justa causa accedat. Hic igitur, ut rem aperiamus , ad impri- 
mendo, librorum volumina cum aliis quibusdam civibus acum ( 2 ) 
curamque convertens , teutonicos quatuor illius artis perilos 
mercede conduxit, qui posteaquam cives ipsos pluribus expen- 
sis atque incommodis affecerunt, predatis omnibus ad eam ar- 
tem necessariis adminiculis , clam noeta aufugierunt ; cumque 
per proxima loca ne insectarentur pcrtimescerent , Romani 
ut audivimus iter accelerarunt , tutiores ob locorum intervallo 
illic se fore p er suadente s . Quod quidem Jacobus equo animo 
ferre nequiens , cum precipue is cum sociis sexcentorum flo- 
renorum, ut ait, damna passi sint, ad Urbem profisisci pro- 
posuit , ut Enrico de Aegere de Antuerpia principale eorum 
arti/ice isthic invento , Vestre Excellentie auxilio, debitum uni- 
versum consequi valeat. 

Quare, etsi non ignoremus huiusmodi nefarios viros vobis 
et molestissimos , quia tamen tantum sceleris in cives nostros 
admiserunt, Y estram precamur Excellentiam , ut si quidquam 
Jacobus ipse consequatur , id omne gratia vestra factum faisse 

Forse et carissime. Il Torteroli non era molto valente in fatto di paleo- 
grafìa. 

(') Forse animum. 



( 468 ) 

intelligat , et Dominatimi Veslrae una nobiscum perpetuo 
debeat. 

Ex Saona, die . . Aprilis MCCCCLXXIV. 

Servitores 
Antiani Civitatis Saone et concives. 

1476, 5 Febbraio. 

L' atto di cui è cenno a pag. 332, e che non fu possibile 
allora ritrovare, ci venne in seguito indicato dal eh. cav. Alizeri: 
ed è T obbligo che contrae il carmelitano Battista Cavallo con 
Battista Ricardi dell' Aulla , Tommaso Centurione e Giuliano Spi- 
nola, costituiti in società per la stampa e vendita di 300 volumi 
di Breviari ed Evangelistari ('). 

In nomine Domini amen. Venerabilis dominus frater Baptista 
Cavalus ordinis carmelitarum ex una parte, et dominus ma- 
gister Baptista Ricardus de Laida, Thomas Cenlurionus et Jul- 
lianus Spintila Raffaelis ex parte altera, sponte etc, pervenerunt 
et pervenisse confessi fuerunl et sunl ad infrascripta pacta et 
composicionem etc, renunciantes etc. 

Videlicet quia ex causa dictorum pactorum dictus frater 
Baptista promissit dicto magistro Baptiste et sociis, presentibus 
stipulantibus et recipientibus etc, facere seu fieri facere volu- 
mina tricentum in circa et plus de forma Breviariorum a Ca- 
mera secundum consuetudinem Romane Curie et totidem Evan- 
gelistarios, prò quibus dictus frater Baptista tenetur et debet ac 
obligatus est, et sic promissit dictis magistro Baptiste et sociis 
presentibus etc, expensis ipsius fratris Baptiste f ecere seu fieri 
facere torchularia duo cum omnibus instrumenlis necessariis prò 

(') Arch. Notarile. Fogliazzo del not. Giacomo Calvi dal 1470 al 1484, 
num. 542. 






( 469 ) 

laborando dictis torchulariis; ac etiam promissit prestare habi- 
tacionem omnibus magistris qui laborant opus dictorum librorum 
prò ut hactenus fecit expensis -ipsius domini fratris Baptistc. 
Versa vice dictus magister Baptista et socii teneantur et debeant 
ac obligati sint, et sic promisserunt et promiltunt dicto fratri 
Baptiste, solvere eie. predictis magistris dictorum propria pe- 
cunia omnes et singulas expensas necessarias ac prò perficiendo 
dietimi opus dictorum librorum; quibus perfectis vendi debeant 
per dictum Thomam, quem ex nunc diete partes eligerunt in gv- 
bernatorem; et de processu eorum dictus frater Baptista habere 
debeat quartam partem lucri; sicque verum de dictis prius 
expensis fiendis per dictum Thomam tam suo nomine quam 
nomine dictorum magistri Baptiste et Julliani; et similiter dicli 
magister Baptista, Thomas et Jullianus habere debeant suam 
raptam lucri, iuxta particionem suam ponendam et positam 
prò perficiendo dicium opus dictorum librorum eie. 

Actum Janue in domo Stephani Pantani posila in contrata 
de mari, habitacionis Leoneti de Marinis quondam Andree, quam 
ad presens pensionano nomine lenetur a dicto Stephano; anno 
Dominice Nativitatis MCCCCLXXV1, indicione octava secun- 
dum Janue cursum, die lune quinta februarii, post vesperas; 
presentibus testibus Johanne de Gazali qm. Antonii et Petro 
de Conestagio f ornano. 

1477. 

Agostino da Genova era Priore della Certosa di Parma , 
quando i suoi frati vi stamparono: Baptistae Marchionis Pala- 
vicini Episcopi Begiensis Hisloria flendae Crucis et funeris 
Domini Jesu Christi ad Eugenium 1 V. S. P. cum multis aliis 
carminibus; come riferisce V Amati ('), correggendo l'Orlandi 

(') Ricerche storico- critiche ecc. , T. V , pag. 602. 



( 470 ) 

che fece di detto Agostino un tipografo, contro l' espressa confes- 
sione che in quel libro si legge , cioè : 

Impressere frates opuslioc Cartusie Parme 
Quibus Augustinus Geme tunc prefitti ortus. 



EDIZIONI DEI GIRARDENGHI. 

Aggiungiamo alle già registrate edizioni dei Girardenghi le 
seguenti rilevate dal Panzer. 

1479. 

P. Terentii Afri Gomedie sex. Andria. Eunuchus. 
Adelphorum. Phormio. Ecyra. cum commentariis 
Aelii Donati Grammatici clarissimi. Item Heauton- 
timorumenon cum commentariis Johannis Calphur- 
nii Brixiensis viri clarissimi. 

In fine: 

Impressum Venetiis per Nicolaum Girardengum 
recognitumque per magistrum Franciscum Dianam: 
sub Anno Domini M . GGGG . LXX Villi die XV De- 
cembris. 

In fol. 

\ 480. 

Subtilissimi doctoris sancti Tbomae de Aquino cla- 
rissima interpretatio in metaphysicam Aristotelis. 

In fine: 

Impressum Papié per magistrum Franciscum de 
Gyrardenghis Anno Domini MCCCCLXXX die XV 

Octobris. 

In fol., carattere gotico. 






( 471 ) 

1482. 

Nicolai Siculi Panormitani Lee tura super quarto 
et quinto Decretalium. 

In fine: 

Papié impressa per magistrum Franciscum de 
Gyrardengis Anno a nativitate domini nostri Jesu 
Ghristi MGGGGLXXXII die XX Villi mensis Maii. 

In fol., caratt. gotico. 

1 482. 

Tractatus sequestrorum editus per Glarissimum 
dominum Franciscum Gurtium Papiensem. 

In fine : 

Hoc opus impressum fuit Papié per Franciscum 
de Girardengis Anno Domini M . GGGG . LXXXII die 
XX Villi mensis Octobris. 

In fol., caratt. gotico. 

1482. 

Bernardi Abbatis expositio sive sermones in Can- 
tica Ganticorum. Impressa per Nicolaum de Girar- 
dengis, Papié MGGGGLXXXII. die XVIII. Decem- 
bris; existente Praetore ac Commissario magnifico 
Almerico de Almericis viro dignissimo. 

In fol. 

1488. 

Preclarissimi viri ac subtilissimi sophiste Gui- 
lelmi Hentisberi probationes profundissime conclu- 
sionum in regulis positarum. 

In fine: 

Atti Soc. Lig. St. Patria, Voi. IX, fase, lil. 30 



( 472 ) 

Impresse cura et diligentia Magistri Nicolai de Gy- 
rardengis MGGGGLXXXIII die XXIIII Januarii. 

In fol. , carattere gotico, con segnature. Stampato a Pavia. 

U83. 

Pardi Veneti sophismata aurea, correcta per Man- 
fredum De Medicis Mediolanensem. 

In fine]: 

Opus impressum Papié per M. Nicolaum de G-i- 
rardengis Anno Domini MGGGGLXXXIII die IIII 
Mensis Martii. 

In fol., a due colonne, carattere gotico, con segnature. 

1483. 

Joanis de May no Mediolan. lectura super titulo: 
Instituta de actionibus, edita in famoso ac fiorenti 
studio Ticinensi. 

In fine : 

Hoc opus diligentissime impressum est Papié 

per Nicolaum de Gyrardengis — Anno Domini 

MGGGGLXXXIII. die XVI. Junii sub Illustrissimo 

.principe domino Johanne Galeaz-Maria Vice Co. D. 

Mediolani sex. 

!n fol., caratt. gotico, registro. 

1484. 

Nouella Joannis And rea e super sexto cod. decret. 
In fine: 



{ 473 ) 

Impressum Papié per Franciscum de Gyrarden- 
ghis MCCGCLXXXIIII die XVII Aprilis. 

In fol. , carattere gotico. 

4484. 

Joannis de Lagnano de Bello de Repressaliis et de 
Duello Tractatus. 

In fine : 

Impressomi Papié per Franciscum de Gyrarden- 
ghis MCGCCLXXXIIII. die XXVIII. Maii. 

In fol., caratt. gotico, con segnature. 

1 484. 

Petri Grassi Repetitio e. eum ad Sedem. de resti. 
spolia. 

In fine: 

Impressum Papié per Franciscum de Gyrarden- 
ghis M . GGGG . LXXXIIII. die XXVIII Maii. 

In fol. 

1 484. 

Missale Romanum seu ordo missalis secundum 
jbpnsuetudinem Romane Curie. Papié per Franciscum 
de Gyrardenghis M .GGGG . LXXX1V. 

In fol. 

1485. 

Ludovici Fontani Consilia et allega tiones. 
In line: 



( 474 ) 

Impressa Papié per Franciscum Gyrardengum 
Anno Domini M . GGGG . LXXXV, die V. Martii. 

In fol. magg. , carattere gotico. 



4482. 

Non so se Francesco Venturino, di cui appresso, sia lo 
stesso che il Priore Venturino, di cui a pag. 32-4 di queste 
Notizie : Francisci Venturini Rudimento, Grammatices ex mul- 
tis voluminibus excerpta et in unum corpus redacta. Floren- 
tiae, per Antonimi Bartholomaei Miscomini , 4482. In fol. 
esistente nella R. Università. 

È certo che il Venturino già abitava in Savona fino dal \ 452, 
dove nell" anno seguente fece scritta col Comune di tenere scuola 
di grammatica e di rettorica per un triennio successivo, mediante 
lo stipendio di lire 60; la quale rinnovò poi di tre in tre anni 
e di cinque in cinque , con aumento di soldo sino a tutto il 
1474 (*).. 

1491. 

11 P. Arcangelo Giani fiorentino, dei Servi di M. V., negli 
Annali del suo Ordine ( 2 ) ha sotto quest 1 anno: Ingenti omnium 
laetitia quinque commentarla super odo Libros Physicorum 
Urbani (Denerici) Averroi (bolognese, prof, in patria il 4403 e 
segg. , come a pag. 368) , quae M. Defendini Januensis viri 
doctissimi studio, primum hoc anno impressa fuerunt , apua 
Patres , et alios doctissimos evulgantur. E in margine : Liber 
Urbani Averroiclae imprimitur. E a pag. 271 , col. \ e, ab 
Antonio Alabanlho impressa. 

(') Cazzerà, Lettere Bibliogv., pag. 45. 
(') Lucra , 1719, .pag. 623. 



( 47o ) 

1 503. 

Dal Torteroli (') togliamo la descrizione del libro solamente 
ri tato a pag. 336 : 

I 'saltermm De votissinm m Glo-rio-sae Viryinis Ma 
iì.ic compositum per Beatum Hieronimum Ecclesiae 
noctorem: maxime devotionis et meriti. 

Questo titolo sottostà ad una silografia « molto diligente- 
mente eseguita, nella quale si vede rappresentata V Annunzia- 
zione della Vergine » . 

In fine : 

Dominico Nano Give Albense recensente : impres- 
simi Sao-nae per Magistrnm Franciscum de Silva 
Vili. Galend. Aprilis MGGGGGIII. 

In 8.° piccolo , di fogli 56. 

1504, 23 Settembre. 

II eh. Starabba dai rogiti del notaio Niccolò Bruno palermi- 
tano , desunse due atti di questa data , concernenti la Rolla 
della SS. Trinità , che doveva allora stamparsi in Palermo da 
un maestro Lorenzo Gandolfo genovese ( 2 ). 

Di che prendendo nota in questo secondo Supplemento . si 
rendono pubbliche grazie al non meno dotto che gentile scrittore, 
del nuovo tipografo da lui donato alla Liguria e dell' incorag- 
giamento dato ai collettori delle patrie memorie in questo 
campo ancora poco coltivato. 



C) Scritti cit., pag. 310. 

') Arch. Slor. Siciliano, anno II, pag. 473. 



( 476 ) 
1512, 13 Maggio. 

Nel recare a pag. 3.36-37 il privilegio concesso dal Governo 
genovese a Francesco da Silva nel 1 506, notammo come non fos- 
simo inchinati a credere eh" egli pigliasse stanza fra noi e vi 
eseguisse alcuna stampa. Ecco ora un altro documento che ce 
ne porge la prova ; e tuttavia né manco dopo epiesto nuovo pri- 
vilegio , secondo nostro parere, ei venne in Genova e vi stampò. 

P rivilegium Francisci de Silva librorum impressoris. 

Francìscus et Consilium eie. Audito egregio Francisco do 
Silva mediolanense Taurini habitatore, librorum impressore , 
dicente swperioribv.s annis munificienlia et liberalitate predeees- 
sorum noslrorum sibi concessimi fuisse et indultum imprimere 
libros et seu artem imprimendi exercere posse in presenti civitate 
Genue per quinquennium et menses quatuor, et quod durante 
co tempore nemini alii cuiuscumque nationis , sive civis sive 
subditus sive extcrnus sit , per se vel interpositam personam 
recte vel indircele clam vel palam in dieta civitate et tribu$ 
potestatiis imprimere liceat libros quani ipsi Francisco, et seu 
ipsam artem imprimendi nemo alius qnam idem Francìscus 
in dieta civitate et tribus potestatiis exercere possit, et prout 
ex ipso privilegio apparet ; et cum ob temporum dificultates 
et ob alia negocia quibus ipsc Francìscus valde impeditili 
fuit ipsam artem in dieta civitate hactenus minime exercuerU-, 
Ideo petente et orante dicium privilegium cuius tempus la- 
psum est de novo sibi per nos imparliri et concedi in omni- 
bus et per omnia prout in co continetur; cum idem Francìscus 
percupidus sit ipsam artem in presenti civitate in his qm 
ex ipso exercitio et opera sua evenerint, amore eti ngenti stu- 
dio quo ipsis civibus afficilur, promplum se exhibeat. Re prò 
more nostro maturo cxomine discussa , viso diclo privilegio . 



( 477 ) 

iertòoresque f'acti de probi/aie vite et aliìs virtu$bus (lieti Frati- 
pisci ac de eius doctrina et lunga experientia diete artis im- 
primendi ; harum litterarum nostrarum auctoritate concedimus 
et impartimur eidem Francisco quod per annos quinque et 
ìfnenses tres in presenti cìvitate libros imprimere et seu artem 
imprimendi exercere libere possit t non óbstantibus obstantiis 
quibusvis. Decernentes et staluenles quod durante ipso quin- 
quennio et trimestre nemo alias quo vis modo dictam artem im- 
primendi in dieta cìvitate et tribus potestatiis facete seu exer- 
cere possit quam ipse Franciscus Silva, sub omni pena arbitrio 
nostro statuenda et, exigenda. Declarato tamen quod presene 
nostrum privìlegium locum habeat si et in quantum ipse Fran- 
ciscus ipsam arlem exercere inceperit in dieta cìvitate et in 
ea rxercenda per sever averti intra menses tres ab hodie proxime 
venturos et non aliter. Mandantes omnibus et singulis magi- 
stratibus et o//icialibus urbis Genue, et aliis quibusvis personis 
ad quas spedar e possit, ut presentes nostras Ulte ras observent 
faciantque ab aliis inviolabiliter observari sub pena sindica- 
menti. Sub fide sigilli nostri. 

Genue, XI III man MDX1I ('). 



1518. 



Agostino Giustiniani faceva stampare a Venezia, dedicandola a 
Stefano Sauli vescovo di Brugnato , questa operetta : 

Aeneae Platonici G-raeci Christianissimi, de immor- 
talitate animarum , deque corporum resnrrectione , 
aureus libellus, cui titulus est Theophra. 

In fine: 
i') Ardi. Regio. Coti. Litterarum ann. 1511-14, X. num. 1506. 



( 478 ) 

Aeneae Viri alarissimi dialogus explicit feliciter. 
Venetiis per Alexandrum de Paganinis. Anno 
M . D . XIII. Mense VITBRI (sic). 

In 8.° piccolo. 

Ambrogio camaldolese traduttore di questa scrittura dal greco, 
la indirizza ad Andreolo Giustiniani avo dell' annalista , e scrit- 
tore ([), in benemerenza dell" 1 ospitalità ricevuta da lui in Scio, 
dove avealo gettato una fortuna di mare nel suo ritorno da 
Costantinopoli. 

Va unita a quest' opera, con frontispizio e segnature proprie, 
la seguente : 

Precatio Pie tati s piena ad Deum Omnipotentem 
composita ex duobus et septuaginta nominibus divi- 
nis una cum interprete commentariolo. 

È altresì dedicata al Sauli dal Giustiniani autore del com- 
mento. 

1515. 

Gaspare Bracelli , poi Doge di Genova nel 1 549 , fa pubbli- 
care in Milano : 

Hortus delitiarum 

dedicandolo al certosino Lorenzo Giustiniani genovese, dal quale 
aveane ,- non senza modesto contrasto . ottenuta licenza [ 2 ). 



518. 



Genovese é probabilmente il tipografo che in quest' anno 
pubblicò : Commentava di C. Jul. Cesare tradotti in volgare 

(') Giustiniani, Scritt. Lig. , pag. 61; Misceli. Stor. ltal. , T. VI, pag. 541. 
C) Soprani , Scritt. della Liguria , pag. 1 97-1 98. 



( 479 ) 

per Agostino Ortica della Porta Genovese. In Venezia per (ìi- 
rolamo Foglietta MDXVIII. 
In 4.° ('). 

4519. 

Piacemi ricordare sotto quesf anno V edizione degli Statuti 
d 1 Albenga — impressa in Amena urbe Ast (Asti) per Ma- 
gistrum Franciscum Sylvain impensa magnifici Communis 
Albingane — etc. ( 2 ). 

1520. 

Monsignor Agostino Giustiniani pubblicò nel presente anno 
in Parigi le tre opere seguenti. 

I. Victoria Porcheti adversus impios Hebraeos, in 
qua tum ex sacris literis , tum ex dictis Talmud, ac 
Caballistarum et aliorum omnium authorum , quos 
Hebraei recipiunt, monstratur veritas catholicae fìdei. 
Ex recognitione R. P. Aug. Iustiniani ordinis Praedi- 
catorij , episcopi Nebiensis. 

In fine: 

Finis excellentissime et piane divine Victorie con- 
tra impios bebreos Porcheti Salvatici Genuensis mo- 
nachi Gartusiensis : quam summa accuratione reco- 
gnovit R. P. Aug. Iustinianus Genuensis Dominice 
observationis professor : Episcopus Nebiensis. Im- 
pressa vero Guillermus Desplains cum gratia et pri- 
vilegio in triennium impensis proborum virorum 
Egidii Gourmontii et Francisci Regnault commoran- 
tium Parhisijs in via Jacobea. Anno Domini 1520 , 
Jdus Julii. 

In. Ibi. piccolo. 

(') Panzeb, Annal., Voi. Vili, pag. 4SI. 

<") Nuovo Giornate Ligustico , 1 837, pag. 1 3. 



( 480 ) 

II. Jacobi Bracelei Genuensis Lucubrationes. De 
bello Hispaniensi libri quinque. De claris Gtenuen- 
•sibus libellus unus. Descriptio Liguriae liber unus. 
Epistolarium lib. unus. Additumque diploma mirae 
antiquitatis Tabellae in agro Genuensi repertae. 

In fine: 

In aedibus Ascensiànis Anno MDXX ad Nonas 
Augusti. 

In 4.° 

III. Gbalcidii luculenta Timaei Platonis traductio , 
et ejusdem argutissima explanatio per Augustinum 
Iustinianum nebiensem episcopum in lucem editae. 
Parisiis, in officina Badii Ascensii 1520. 

In fol. 

1522. 

Del rarissimo libretto solo citato a pag. 61 diamo ora la 
descrizione, favoritaci dal eh. cav. Vincenzo Promis sopra un 
esemplare , comechè mancante , della Palatina torinese. 

« È un volumetto in 4.°, in carattere gotico di mediana gran- 
dezza, con iniziali maiuscole assai semplici, quali vedonsi in altri 
libri stampati dal Berruerio. Non ha numerazione di pagine , 
ma segnature a - e , tutte di quaderni. Neil' esemplare della Bi- 
blioteca di S. M. , forse unico , manca il foglietto b , del resto 
essendo intero. 

« Nella prima facciata una silografia rappresentante il battesimo 

di Gesù nel Giordano ne occupa il terzo superiore. Sopra 

leggesi : 

(C 3csus ittaria 3oannc5. 
E sotto : 

Incomenza il Libro de sancto Joanne baptista Como 
baptizo Jesu christo i lo fiume lordano etc. 

continuando per venti righe, con che si compie la prima pagina. 






iJ 



( 481 ) 

<• \\ retro comincia il Mistero , con un discorso dirotto ;i 
Giovanni da Asbrot cortigiano di Erode, per invitarlo a 
predicare avanti a quel Re. Ivi in silografia é rappresentato il 
Precursore nel deserto che parla al detto Asbrot, accompa- 
gnato da altro personaggio della Corte. I versi , forse tradotti 
dal francesi 1 , sono cattivi e sovente neppur giusti. Le pagine in 
cui non sono intercalate vignette contano 35 rishe di ineguale 
lunghezza. Le silografie intercalate nel testo (non tenendo conto 
del foglio b mancante, che non so se ne contenesse) sono in 
numero di sessantuna; non però tutte varie, taluna essendo 
ripetuta persino quattro volte. Esse si riferiscono alla vita di 
S. Giovanni e di Gesù. Darò in fine, un elenco delle medesime, 
non calcolando le doppie, con che si potrà avere un'idea del- 
l' andamento dello scritto. 

« Finisce il volumetto coir accettazione di Giuda fra i se- 
minici di Gesù al retro del foglio corrispondente ad e iiij con 

ifims : 

« E Sotto : 

Stampato in Saona perMaestro Joseph berruerio. 
Nel anno . M . D . XXII . a . XX . zorni de Septembre, 

« La facciata corrispondente ali 1 e iiiij è bianca; ed al retro evvi 
una grande silografia occupante tutta la pagina e rappresentante 
S. Giovanni in piedi ( nella campagna presso una città , col- 
F agnello vicino portante la bandiera della croce ), vestito di 
pelle e con manto , e tenente una ricca croce alle cui aste sta 
fermato un nastro su cui leggesi : eco: agnvs dei. Attorno, su 
bordo formante cornice, evvi in maiuscolo romano . Fuit . Homo . 
Missus . A . D/'O . Cui : • N omeri : ■ Erat : • Johannes : • Inter . 
Natos . Mulierum : • Non . Surexit . Maior . Johanne . Baptista . 



( 482 ) 

Indice delle silografie. 

Battesimo nel Giordano. 

Giovanni nel deserto , coi cortigiani di Erode. 

Gesù e Giovanni. 

Gesù ed un Angelo. 

Tre differenti conciliaboli di demoni. 

Gesù tentato nel deserto. 

Altro concilio di demoni. 

Gesù tentato sul tempio. 

Gesù tentato sulla montagna. 

S. Michele scaccia il demonio. 

Lo stesso che ricaccia il demonio nell' inferno. 

Macrob parla ad alcune persone di Gesù. 

La regina, sua figlia e due cortigiani. 

Il re e la regina. 

Gli stessi ed un uomo d' armi. 

S. Giovanni condotto in prigione. 

S. Giovanni messo nel carcere. 

Seguaci di S. Giovanni presso il suo carcere. 

I detti seguaci e Gesù. 

Convito di Erode , e suo messaggiere. 

La figlia di Erode che suona al banchetto reale. 

La regina , sua figlia e due cortigiani. 

II re e due uomini in armi. 

S. Giovanni condotto al supplizio. 

Lo stesso che prega prima di essere decapitato. 

Supplizio di S. Giovanni. 

La testa di S. Giovanni portata alla tavola reale. 

La figlia di Erode dà a sua madre la testa di S. Giovanni. 

Tre seguaci di S. Giovanni. 






( 483 ) 

Gli slessi in posizioni differenti. 

Il corpo di S. Giovanni portato in sepolcro. 

Gesù coi suoi seguaci , che parla a. Giuda. 

1523. 

Togliamo altresì dal Torteroli (') la seguente : 

De Bene vivendi. 

Questo titolo soprasta ad una silografia esprimente la presen- 
tazione di N. D. al tempio; e sotto una breve esposizione, che 
incomincia : 
Questo libro è utilissimo con brevitade etc 
Nella faccia seguente è V imagine di S. Giovanni Battista , e 
nelF altra carta principia V operetta in volgare. 

In fine : 

Stampato in Saona per Jacopo Berruerio del Mon- 
devì commorante sotto palatio in piasa de herbe. 
MGGCGGXXIII a dì 8 Septembre. Finis. I.aus Deo. 

E segue nell' ultima carta un'' altra figura di Cristo deposto 
nella tomba dalle Marie. 
In 8.°, di carte 12. 

1529. 

Giovanni Matteo Giberti , il celeberrimo Prelato di cui lo 
Spotorno fa i meritati elogj ( 2 ), « istituì nelP interno del Pa- 
lazzo episcopale (di Verona) una Stamperia per le pubblicazioni 

(*) Op. cit., pag. 3IS. 

(•) Stor. Letto:, T. Ili , pag. 112. 



( 484 ) 

delle opere de' Santi Padri greci ; ed al fine d 1 assicurarsi della 
correzione del testo, assegnò una pensione a parecchi dotti onde 
rivedessero le prove » . Le principali opere uscite da questa 
stamperia particolare sono : 

I. D. Joannis Chrisostomi inlerpretatio in omnes S. Pauli 
Epistolas , 1529, 4 voi. in fol., edizione stimata tanto per la 
bellezza de 1 caratteri , quanto per la correzione del testo. 

II. Joannis Damasceni liber orthodoxae Fidei; ejusdem liber 
de iis qui in fide dormierunt , 1535, in fol. pica, rarissimo. 

III. Oecumenii commentava in acta apostolorum , 4 532, in 
fol. (»). 

1533. 

Il eh. nostro socio march. Staglieno ci comunica i seguenti 
documenti che si riferiscono allo stabilimento di Antonio Bellone 
in Genova , ed alla parte presa dal Governo nel curare che le edi- 
zioni genovesi riuscissero non inferiori alle altre d' Italia, così 
nella correzione come nella forma. 

Antonius Bellonus de Turino qm. Cristo fori impressor offeri 
se illustrissime Dominationi Januensi intra et per totum mensem 
septembris proxime venturum conducere seu conduci facere tor- 
eulum unum imprimendi , cum omnibus et singulis magislris 
et aliis rebus necessariis et opportunis ad dictam impressuram 
in presenti civitate Janue vel suburbiis ipsius civitalis, et ipswn 
manutenerè, et imprimere in presenti civitate vel suburbiis 
ipsius continue per annos viginti quinque proxime futuros si 
tantum vixeril; dummodo per excelsam Dominationem Januen- 
sern eidem et heredibus et successorìbus suis concedantur frati- 
chixie et privilegia infrascripta. 

i'j Biogr. Univ.; Venezia, 1823. 



( 485 ) 

Primo franchixia prò- victu et vestitu ipsius et familie sue 
et omnium, magistrorum et aliorum se exercenlium ad dietam 

impressionem et vendicionem librorum ipsius. Et par iter 

franchixia omnium et singularum rerum intrantium in dieta 
impressura et necessariarum ad ipsam; et hoc a quibuscumque 

cabellis drictibus comerchiis omnibus et seu aliis quibusvis 

oneribus tam imposilis quam de cetero imponendis prò quavis 
causa et sub quovis nomine , modo et forma quantum prò di- 
ctis annis vigiliti quinque proxime venturis tantum. 

Item privilegium ne aliquis in Janua aut in aliquo loco di- 
tionis dislrictus seu Dominacionis Januensis possit vendere vel 
emere aliquos libros a pueris de cetero, nisi ex imprimendis in 
Janua vel suburbiis per ipsum vel agentes prò eo usque ad 
dictos annos viginti quinque, dummodo ipse et seu agentes prò 
eo ex ipsis libris in dicto loco Janue vel suburbiis inveniantur; 
et non vendantur maiori pretto scuti unius solis prò singula 
risma ipsorum librorum, prò ut cons.uetum est tantum emi per 
Ubrarios, quamvis preteritis temporibus emerent ipsos usque in 
libris quatuor prò singula risma. 

Item privilegium ne aliquis in Janua aut intra dictos confi- 
nes ut supra non possit de cetero aliqua imprimere usque ad 
dictos annos viginti quinque. Non liceat diete illustrissime Do- 
minacioni concedere privilegium de cetero usque ad dictum 
tempus alicui impressori imprimere volenti aliquod opus in 
quovis loco, nec Janue tale opus imprimatur; aut in Janua nec 
in districlu seu Dominatione • ia.nuensi non vendantur preter 
ex impressis per dictum talem. 

MDXXX1II die VII februarii. 

lllustrissimus Dux et magnifici Gubernatores et Procuralores 
excetse. Reipublice Genuensis in sufpcientihus et legiptimis nume- 



( 486 ) 

vis congregali, intelligentes Antonium Bellonum de Taurino 
superioribus diebus comparuisse corani ipsis illustrissimo Duce 
et magni ficis Gubcrnatoribus , eisque se obtulisse in liane civi- 
tatem nostram integrum magisterium imprimendi liieras sive 
libros fore introducturum, si eidem nonnulla concederentur 
privilegia et immunitaies de quibus in supplicatione supra- 
scripta coram lune ab eo presentata mentio habetur. Quodque 
utile ac honorificum . in Republica nostra Dux ipse et Gu- 
bernatores prefati esse putantes; placuit eis tunc de requisitis 
privilegiis ipsis et aliis circa hec necessariis examinandis et 
Iris cum ipso Antonio concludendis curam demandare spe- 
ctatis viris D. Troilo de Nigrono et Johanni Flisco de Cane- 
vali; a quibus cum hodie verbo et scripto fuerit coram ipsis 
Duce et Gubernatoribus relalum negotium ipsum ab eis diu exa- 
minatum conclusisse et seu composuisse- modis et formis ac 
paclis conditionibus et aliis de quibus infra. 

Et primo quod Antonius ipse intra et per totum mensem 
septembris proxime venturum teneatur et debeat magistrerium 
ipsum cum omnibus ad id exercendum necessariis et opportunis 
conducere , et operam dare huismodi impressioni que tam in 
Janua quam in suburbiis ipsius Antonii arbitrio fieri ab eo 
possit; et id in omnibus prò ut supra sumptu suo f udendo, 
impressionemque ipsam exequendo et manutenendo ; que sit et 
esse debeat bene correda et de stampa Baxillee vel ex meliori 
stampa Italie in elledione ipsius Antonii impressoris; bonitatis 
autem et pulcritudinis in arbitrio ipsius illustrissime Dominationis 
Janue; tunc et eo casu ex nunc prout ex tunc privilegium am- 
plum ibi in Janua et suburbiis imprimendi concessum ei inlel- 
ligatur, cum prohibitionc quod non possi/ ibidem nec in aliqua 
parte Dominii ianuensis hinc ad annos viginti quinque , in- 
choandos a die operis impressionis predide inchoati et connume- 
ranilos, cdiquem alium imprimi, Dummodo tamen ipse, heredes 



( 487 ) 

et succesiores sui inservianl in omnibus ut supra et habun- 
tl <i a ter; et par iter quod tam hic Jan Uè quarti in ripariis et tota 
Genwnsi Dominio non vendantur nec vendi possimi aliquì libri a 
pueris, prò ut sunt Donali, Regule, Parles, Articuli et huiusmodi 
prima puerorum rudimenta, minusque rime alique quevis amo- 
rum et bellorum , quam ex dieta slampa huiusmodi generis libro- 
rum et aliorum suprascriptorum summa que tempore inchoati 
presentis privilegii in Janua et in ipsis ripariis reperielur exce- 
pta; que tamen summa vendi possit usque ad eorum extinctionem, 
presenti privilegio non obslante. Dummodo etiam de predictis ut 
supra prohibitis habeal in abundantiam, et de eis vendat eo mi- 
nori predo quo vendentur ab aliis Italie impressoribus in cogni- 
tione eiusdem illustrissime Dominationis; singulis contrafacien- 
tibus apposita pena huiusmodi librorum et aliorum ammissionis; 
exceptis tamen operibus compositis per Ludovicum Ariostum de 
libro Orlandi Furiosi inscripto , comediisque et satiris a e aliis 
eiusdem Ariosti, de quibus in decreto ei per decennium concesso 
mentio habetur , eo decennio durante. Tenealurque et debeat 
idem Antonius impressor predictus et successive heredes et 
successores sui, tempore presentis privilegii durante, quecum- 
que privilegia, annales, constiluliones et alia quecumque pu- 
blica imprimere, tam ea illustrissime Dominationis et lieipublice 
nostre quam magnifici Officii sancii Georgii, et de is sex copias 
dare, absque tamen aliqua mercede prò eis solvenda nisi exce- 
derent singula earum folia sex apapiri integra; quo casu solvi 
ac salisfieri ei debeat impensa que in his ultra ea folia sex fie- 
rei, eiusdem illustrissime Dominationis arbitrio. Et ut comodius 
predicta ab ipso impressore exequi possint , et quia alias cjl non 
faccret , quod concedalur etiam , sempercumque magisterium 
ipsum intra dicium lempus de quo supra conduxerit et exer- 
cueril in omnibus ut supra, quod prò quolibel torculari huius- 
modi impressionis laborantc sit ac esse debeai immunis et 

Viri Soc. Lio. St. Patria, Voi. IX, fase. IH. il 



( 488 ) 

francus, respectu cabellarum introiluum ac onerum Communio 
Janue, de mìnis scìlìcet triginta granorum, melretis quindecim 
vini et cautarìis centum lignorum in anno, prò usu suo et ho- 
minum exercentium se in dieta impressura; et eodem modo 
quod concedalur franchixia seu immunitas omnium et singu- 
larum rerum intrantium in dieta impressura, nec non et de 
libris et aliis operibus imprimendis de quibus vendiam non fe- 
cerit prò exitu eorum , nauigandorum seu trasmillendorum ab 
eo prò quavis mundi parte. Sii etiam immunis a quibuscumque 
caratis, drictibus et aliis quibusvis oneribus tam impositis quam 
imponendis tempore suprascripto durante, sub tamen compro- 
batione Iieipublice dictarum immunitaium a magnifico Officio san- 
ai Georgi facienda et non aliler. De quibus omnibus ut supra 
reiatis et conclusis ipsi prenominati illustrissimus Dux et magni- 
fici Gubernatores et Procuralores facti certiores , et coram eis 
ipsis omnibus prius lectis, ad calculos albos et nigros se se ab- 
solvenles, omni meliori modo etc, approbaverunt et confir ma- 
veruni relalionem suprascriptam superius factum ; ■ statueruntque 
atque concesserunt. statuuntque ac concedunt in omnibus et per 
omnia prò ut in dieta relatione suprascripta continetur; man- 
dando quibuscumque ut omnia et singula predicta observent, fa- 
ciantque ab omnibus obseruari ad unguem, sub pena et penis 
eiusdem illustrissime Dominationis arbitrio staluendis, obstantiis 
non obstantibus quibuscumque. In quorum omnium premisso- 
rum maiorem fidem ac robur, mandaverunt soliti eorum sigilli 
ac prefate Iieipublice impressione sub eo muniri. 

MDXXXUI die XXV septembris. 

Illustrissimus Dux et magnifici domini Gubernatores excellen- 
tissime Iieipublice Januensis in sufficienti et legiplimo numero 
congregali, curn hodie per spectalos viros Paulum Partenopeuih 



( 489 ; 

et Petrum de Oliva correctores et revisores ad infrascripta per 
ipsos illmtrissìmum dominimi Ducem et magnificos dominos Gu- 
bernalores prius deputatos, virtule decreti ab eis super his conditi 
rogati marni nobilis Francisci de Nigro-Pasque cancellarti, co- 
rum eis verbo facta fuerit relatio ex qua constitil ab eis visam et 
consideratam fuisse impressionem seu stamparti quarti Anlonius 
Bellonus de Taurino ex forma privilegii sibi concessi in hanc 
civitatem conducere tenebatur et tenetur , de qua in foliis apa- 
piriis corani suis illuslrissimis Dominatonibus exibilis et pre- 
sentatis distincte aparel ; et in rei ver Hate relatum sit eis videri 
Ulani esse bonitatis et pulcritudinis condecentis ac ab ipso An- 
tonio promisse ; cum aulem sciant illustrissime Dominationes 
sue parte die ti Antonii requiri ipsam relationem approbari, et 
successive per eos decerni circa hec prò parte ipsius Antonii 
fuisse observatum quantum ex forma dicli sui privilegii fieri 
debere disponitur. Re ilaque sub calculorum iudicio diligenter 
esaminata, omni meliori modo eie, approbata dieta relalione 
a dictis deputatis correctoribus prò ut supra facta, decreverunt 
et decernunt dietimi Antonium circa hec formatti dicti privi- 
legii adimplevisse et observasse; scilicel si per eum in eius ope- 
ribus impressionum hic Janue vel extra Januam ; intra lamen 
puntina Pulcifere et Bisamnis faciendarum , et que prò tempore 
intra eos confines fieri contigeril , eas fecerit de eadem litera- 
tura et impressura qua in genere suo Constant esse litere seu 
impressiones Me de quibus superius in foliis ipsis prò ut su- 
pra exhibilis conslat. De quibus quidem foliis ac lilteris, ne ali- 
quo quovis tempore possit aliqua fieri seu sequi alteracio vel 
variatio , ob id enim orditiaverunt et ordinanl ut unus ex di- 
ctis foliis hic in presenti foliacio sub ipso privilegio infdetur, 
alius vero reponalur in capsieta illustrissime Dominationis , alius 
penes cancellar ios et alius penes ipsos correctores collocetur; ad 
hoc ut omni tempore verìtas de his cognosci et constari possit. 



( 490 ) 

Quoti si secus in aliquo predictorum factum fueril vel fieri 
contigerit , nisi meliores vel pulcriores fierent, non sit locus 
presenti decreto nec conlentis in eo , sed habeatur per inde ac 
si conditum vel factum prò ut supra non fuisset (*). 

1534, \\ Aprile. 

V importanza del documento che qui trascriviamo, donde ap- 
parisce il proposito di stampare una carta nautica, fu già ri- 
levata dal socio cav. Desimoni ( 2 ) cui era stato additato dal eh. 
prof. Alizeri ; e noi aggiungeremo che la condizione ivi espressa 
di firmare la Carta o Portolano, giova a rettificare una opi- 
nione espressa dal eh. cav. Odorici ( 3 ). 

In nomine Domini amen . Magister Vescontes de Maiolo quon- 
dam Jacobi magister et fabricator cartarum navigandi ex una, 
et Laurenlius Lomelinus- Sorba notarius, presentibus, ex altera, 
de et super infrascriptis, sponte etc. ac omni meliori modo per- 
venerunt ad infrascripta pacta , compositiones et conventiones 
ac promissiones et alia de quibus infra, solemnibus stipulacio- 
nibus hinc inde valatas et firmatas ac vallatis et firmatis. 

Videlicet quia ex causa dictorum pactorum dictus magister 
Vescontes promissit et convenit tlicto Laurentio presenti et acce- 
ptanti, stipulanti et recipienti prò se et heredibus suis, conficere 
et fabricare in papirum napamondum (sic) unum seu cartam 
unum navigandi , in qua contineatur totus orbis prò ut presen- 
tialiter cognosci polest, et dictam cartam navigandi postquam 
confecla et fabricata fuerit dare traddere et consignare dieta 

(') Ardi. Regio. Diversorim Coli., Fo!. 118. 
(*) Giornale Ligustico, anno 1875, pag. 56. 

( 5 ) Atti delle 11R. Deputaz. di Storia Patria di Modena e Parma, T. Ili, 
pag. 461 . 



( 491 ) 

Laurentio presenti et acceptanli ut sapra, sub pactis et condicio- 
nibus infrascriptis; et ad hoc et ad effectum supradictus Lau- 
rea ti us teneatur et obligatus sit, prò ut etiam promissit et conventi 
dieta magìstro Vesconti presenti et acceptanti ac stipulanti prò 
se i'i heredibus suis fieri dieta carta navigandi quanto citius fieri 
poterit, fieri facere formas ligneas intaliatas secundum model- 
limi ei Iraddendum per dictum magistrum Vescontem, ad hoc 
et taliter ut exinde dieta carta navigandi stampar! possit eodem 
modo ac sub eisdem formis et lineaturis prout per dictum ma- 
gistrum Vescontem designala fuerit in dieta eius carta navi- 
guadi ; et hec omnia facere teneatur ut promissit dictus Lau- 
rentius eius propriis expensis et absque aliqua impensa seu 
interesse dicti magistri Vescontis. 

Acto pacto etpromisso inler dictas partes quod postquam dieta 
i alalia seu forme lignee intaliale et fabricate fuerint secundum 
cartam navigandi prediclam , quod forme ipse dari traddi et 
cpnsignari debeant per prediclum Laurenlium , prout etiam 
promissit, dicto magistro Vesconti sive filiis masculis ex eodem 
magislro Vesconti natis vel nascituris de legitimo matri- 
monio, et penes eumdem magistrum Vescontem vel dictos eius 
filios masculos seu descendentes ex diclis eius filiis seu filiis 
filiorum et descende ntibus ab eis per lineam mas culi nani de 
legitimo matrimonio. Ita tamen cum huiusmodi condicionc 
quod forme seu stampe huiusmodi stare et remanere debeant. 
in aliqua capsia que habeat et habere debeai duas elavaturas, 
una quarum clavium stare debeat penes dictum magistrum Ve- 
scontem seu dictos eius filios et descendentes per lineam mascu- 
linam ut supra, et altera stare debeat penes dictum Laurenlium 
Lomellinum-Sorbam ac eius filios masculos et filios filiorum et 
descendentes ab eis per lineam masculinam de legitimo matri- 
monio; taliter quod unus absque altero dictam capsiam aperire 
non debeai; et quod ne uler dictarum, partium possit stampare 



( 492 ) 

seu stampavi faeere dictam earlam, nisi accedente voluntate 
et consensu ambarum partitoni que prò tempore habuerint <ii- 
ctas claves. 

Acto etiam ut supra quod in eventum in quem finiretur 
generacio masculina dicti magistri Vescontis seu descendentium 
ab eis de legitimo matrimonio per lineam masculinam ut supra, 
quod tunc et tali casu diete forme lignee ac capsia in qua re- 
ponende erunt stare debeant penes dictum Laurentium Lomelli- 
num-Sorbam, seu dictos eius filios masculos et descendentes per 
lineam masculinam ; ita tamen et cum condicione quod pile 
[emine dicti magistri. Vescontis et seu descendentes ab eis, vei 
alii quicumque heredes eiusdem magistri Vescontis et heredum 
suorum, habeant et habere debeant in perpetuum clavem imam, 
eiusdem capsie, ita quod capsia ipsa sine consensu wluntate 
et interventu dictarum filiarum seu heredum eiusdem magistri 
Vescontis, vidclicet illius qui habuerit dictam clavem, apperiri 
non possit, nec stampati aliqua carta nisi fuerint presentes et 
tali stampacioni fiende assenserint. 

Acto per pactum expressum ut supra quod dum semper et 
quando ex dictis imprcssuris ligneis faciendis fìeret fabrica- 
bitur seu imprimetur aliqua carta navigandi, et prò hiis omni- 
bus que imprimentur successive in perpetuum , commodum et 
beneficium ac etiam pariter expense et incommodum quod se- 
quetur spectet et pertineat ac spedare et pertinere debeat prò 
dimidia dicto magistro V esconti ac eius heredibus et successori- 
bus, seu habentibus et habituris ius et causam ab eo vel eis, et 
prò reliqua dimidia spectet et pertineat ac spedare et pertinere 
debeat dicto Laurentio seu eius heredibus ac habentibus et ha- 
bituris ius et causam ab eo seu eis. 

Acto etiam ut supra per pactum expressum quod in et sub 
dictis cartis navigandi conficiendis et imprimendis ex formis et 
impressuris ligneis ut premittitur fabricandis, semper et in per- 



( 493 ) 

petuum apponatur et conscribatur ac apponi et conscribi debeat 

nomen diati magistri Vescontis de Maiolo et non possil apponi 
nomen alicuius alter ius. 

Qiie omnia et singula suprascripta diete partes prò se ac 
eorum heredibus et successoribus , et habituris ab eo vel eis cau- 
sam, sibi ipsis ad invicem et vicissim presentibus accipientibus 
stipulantibus promisserunt ete. 

Actum Janue in scriptoria mei notarvi infrascripti sita sub 
Palacio Archiepiscopali, sub anno a nativitate Domini mille 
simo quingentesimo trigesimo quarto, indicione sexta secundum 
Janue cursum, die sabbati undecima mensis aprilis in vespe- 
ris ; presentibus ibidem presbitero Antonio Berengario qm. 
Baptiste, Janoto Grillo qm. Agctbiti et Laurentio Capurro qm. 
Bartolomei et Hyeronimo Axillo de Molaciana qm. Benedica, 
testibus ad premissa etc. 

Testatum per me Bernardum Ususmarem-Granellum nota- 
rium ( { ). 

1536. 

Da un catalogo manoscritto ili edizioni genovesi , compilalo 
dair avv. Gio. Battista Belloro e gentilmente comunicatoci dal 
tipografo sig. Bruzzone successore dei Casamara. 

Opera di Plutarco della Curiosità da Erasmo Ro- 
torodamo tradotta di greco in latino, et in lingua 
Toscana da Antonio Francesco degli Albizi fiorentino. 

In fine , a tergo della pag. 20: 

Impressa in Genova per 1' egregio Antonio Bel Ioni 
nell' anno MDXXXVI a dì Vili da agosto. 

In 8.° di pag. 20 , senza numerazione. Comincia il libro a 
tergo del frontispizio. 

(') Arch. Notarile. Fot. Vili di Bernardo Granello. 



( 494 ) 

1 536. 

Il sig. W. B. Rye, conservatore dei libri a stampa del Mu- 
seo Britannico, gentilmente comunica alla nostra Società le note 
della seguente edizione , che si conserva in quella celebre Bi- 
blioteca : 

Reverendi palris Fratris Hieronymi Ferrariensis 
praedicatorum ordinis Dialogus inter Spiritimi et 
Animam mine primum in lucem prodiens , cuius ti- 
tulus Solatium itineris mei. 

® 

Si te tangit amor pàtriae coelestis amice 
Hic tibi hieronymus (perlege) pandit iter. 

Indi una silografia ; e sotto : 

Genuae 1536. 
In fine : 

Explicit liber 

Septimus et 

TJltimus. 

Finis. 

Januae , aureae suae libertatis Anno septimo. An- 

tonius bellonus Taurine, ab Uhi. D. Iamien. priuile- 

giatus imprimebat Anno post partum deiparae vir- 

ginis. 1536. Die vero 22. Febrnarii. 

In 8.°, di 60 carte numerate. 

Si veda ciò che ne avevano già scritto a pag. 346 e segg. 

1538. 

Produciamo il documento seguente additatoci dal cav. Alizeri, 
avendo tratto alla storia tipografica (*). 

(') Arch. Not. Fogliazzo I del noi. Pietro Rizzo giuniorc, mini. 9. 



( 49S ) 

MDXXXVlll die domin irò A VII februarii in vesperis 
fiora XXI11 in circa, in cancellata domus infrascripti Lau- 
rent ii posite in contratti Campi. 

Antonius Belonus de Tòyrino qm. C kris to fiori, impressor et 
carlularius in Janna, sponte etc, confessus fuit et confitetur 
Laurentio Lomellino-Sorbe notarlo, presenti et accep tanti eie, ha- 
buisse et recepisse a dicto Laurentio in presentia m.ci notarli et 
testium infrascriplorum, matrices rami testi antiqui mo.gni prò 
fundendis literis prò impuntendo , videlicet : parva n.° ù% in 
quibus b sine f or amine; abreuiature n.° 33 in quibus s sine fora- 
me; maiuscule 26 in quibus una sine for amine ; in summa 
95 , bene conditionatas, una cum sua forma bene conditionata 
prò fundendo et apta prò ipsis literis adiustata; quas promittil 
intra menses duos proxime venturos reddere et resiiluerc ipsi 
Laurentio sanas et integras et bene conditionatas, absque aliqua 
limatura vel detrimento ipsarum, in satisfactione et contenta- 
mento dicti Laurentii, iudicìo ipsius Laurentii; aliter solvere ipsi 
Laurentio, ad omnem reqiiisilionem dicti Laurentii, sciita viginti- 
quinque auri Solis, arbitrio ipsius Laurentii; vel tantum quan- 
tum constabit altera similis littera sive matrices cum sua 
forma, cum omnibus expensis, nova, et adiustata, ex A lamania 
conducenda per ipsum sive per interpositionem suam arbitrio 
ipsius Laurentii etc. 

Testes Ociuvius de Liomla Normandic , Diocesis Constan- 
ciensis , et Antonius de Vigilia Delftnatus filius Aymet, im- 
pressor es , etc. 

MDXXXVlll die dominico secunda marcii in vesperis 
fiora XX in circa, in cancellata domus dicti Laurentii. 

Snpradictus Laurentius Lomellinus-Sorbà, sponte etc, con- 
fessus fuit et confitetur suprascripto Antonio Bellono presenti 
tic. se a dicto Joanne Antonio Imbuisse et recepisse caraleros 



( 496 ) 

litterarum rami, unius liter%pro implimendo , que vulgaliter vo- 

cantur matrices , eidem Antonio eoncesms , et de quibus con- 
stat per suprascriptum instrumentum etc. 

Testes A ugustmus lmperialis de Terrili et Lucas de Sivori. 

1 538. 

Dal sullodato sig. Bye, ed esistente nel Museo Britannico. 

Opera nova dove tratta delti fatti del perfido Turcho 
contro Christiani : con vna Exortatione a tutti Prin- 
cipi e Signori Catholici de fare la Santissima cru- 
ciata. 

Sotto havvi una silografia, che rappresenta alcuni guerrieri a 
cavallo combattenti. 
In ultimo: 

Finis. 
In Genoa 1538. 

Non v" 1 è nome di tipografo. — In 4.°, di sole 2 carte. 
È in versi ; ed eccone la prima strofa : 

tiene larmota bel fturco in mare 
poi el)e &urel)i e Movi cani 
se armano contro christiani. 
sera un crnìfo battagliare 

tiene V armata, ecc. ecc. 

1540, 20 Febbraio. 

Il eh. cav. Alizeri ci addita un atto stipulato nella bottega 
del cartaio Girolamo Conestagio a Banchi, col quale Gio. Antonio 
de Lase da Codesino in Valassina , libraio in Genova, si di- 
chiara debitore a Lorenzo Lomellino-Sorba di 425 scudi d' oro 
italiani per prezzo di libri stampati in Genova e altrove, a 






( 497 ) 
tanto per risma, cioè 55 soldi per gli stampati in Genova, e 
maggior prezzo per gli .altri, ecc. (*). 

/// nomine Domini amen • Johannes Antonius de Lasc de Co- 
th'.riita de Vale Saxina , Ducatus et Diocesi* Mediolanensis , 
lihrarius in Janna , sponte eie. confessus fuit eie. Laurentio 
home lino -Sorbe eie. se eidem dare et solvere debere sciita qua- 
tuor centum vigintiquinque auri Italie, et sunt prò pretio libro- 
rum tam Janne impressorum quarti Venctiis et alibi , ratio- 
natis libris a risma, illis videlicet impressis in Janua ad 
solidos quinquaginta quinque, aliis vero alio maiori pretio, et 
aliis rationatis et appreciatis singulo volumine , ac prò pretio 
Cronicarum Genuensium ( 2 ) de accordio ; et qui libri fuerunt ipsi 
Johanni Antonio consigliati per ipsum Laurentium , ut ipse 
Johannes Antonius fatetur etc. Acto quod dictus Laurentius 
non possit nec valeat intra annos quinque proxime venturos 
vendere Cronicas Genuenses intra Neapolim et Romani , 
ipsis locis comprehensis , nec citra nec alibi, exclusis orienta- 
libus locis existeniibus ultra dieta loca de quibns supra ; et 
hoc quantum respectu voluminum quingentorum dictarum Cro- 
nicarum etc. Item acto etc. quod ipse Laurentius teneatur . . . 
facere et curare . . . quod Antonius Bellonus non imprimel , 
nec ipse Laurentius permittet imprimere in presenti civilate ex 
operibus per ipsum Antonium iam impressis, venditis per ipsum 
Laurentium dicto Johanni Antonio , donec et quousque dictus 
Johannes Antonius de eis habuerit maiorem summam risma- 
rum duarum ; declarato tamen etc. quod si dictus Antonius 
vellet ex dictis operibus venditis ut supra impressis Janue per 
ipsum Antonium, quod dictus Johannes Antonius teneatur etc. 

(') Arch. Notarile. Atti del mot. Gio. Giacomo Cibo-Peirano , filza VII, ann. 
1539-40, nnm. 392. 
( a ) Cioè gli Annali del Giustiniani, editi dal Sorba tre anni innanzi. 



( 498 ) 

tradere dieta Antonio Bellona Ulani quantitatern quam vellel eo 
pretto quo ipse emit a diclo Laurenlio età. 

A cium in Bancis, ad apothecam qm. Hieronimi de Conestag- 
gio cariar ii , anno . . . 4540 , indictione / j? secundum, Janue 
cursum, die veneris 20 februarii, eie. 

1540, 29 Aprile. 

Lo stesso Antonio di Codesino confessa a Lorenzo Lomellino- 
Sorha essergli debitore , oltre quanto ha stipulato nel precedente 
(strumento , di lire \ 99 , sol. \ 7, den. 5 di genovini , prò pre- 
tto rismarum quinquaginta octo cum dimidia librorum impres- 
sorum in presenti civitate diversarum rerum eidem Antonio 
iam per dictum Laurentium consignatarum. 

Testimoni all' atto : Jo. Francisco Sorba qm. Baplisle, An- 
tonio Bellono cartario qm. Christofori Taurini ('). 

1 54 1 . 

Anton Francesco Doni, prete e letterato fiorentino nato verso 
il 1503, pubblicò in Firenze fra le altre molte sue opere: 

Dialogos tres: unum de fortuna et infelicitate Cae- 
saris , alterum de Delineatione (vulgo disegno); tertium 
de Musica. 

In 8.° 

I quali dialoghi uscirono il I 541 in Genova più ampiamente 
svolti e tradotti in italiano ( 2 ). 

4543. 

A proposito dei Discorsi di Pellegro Grimaldi-Rosso citati 
a pag. 78, aggiungerò che la R. Universitaria possiede un 

(') Aron. cit. Fi!, cit. , num. 442. 

[*) Fètis , Biographie universelle des Musiciens, 2. me ed., T. Ili, pag 38. 



( 499 ) 
esemplare di questa edizione genovese, nel quale si cambiarono 
il frontispizio e P ultima carta insieme colla corrispondente nello 
stesso quaderno. Nel frontispizio . sotto P impressione di una 
rosa . si legge : 

In Venetia a instantia di M. 

Pellegro de Grimaldi 

Antor de 1' Opera 

MDXLIIII. 

L'ultima facciata (183; non reca alcuna indicazione di pagina. 

1 544. 

Dal Catalogo dei Fratelli Bocca (*) tolgo la seguente indica- 
zione , se pur devesi ritenere esatta : 

Griminalium Jurium civitatis Genuensis. Libri duo. 

Genuae. 

In fol. 

1 553. 

Va ricordato sotto quesf anno il nome di Camillo Cannili , 
che il l.° di settembre dedicò da Venezia: 

A gì' Illustri Signor 

Luca e Signor Giovan 

Battista Grimaldi 

la 

Predica 

del Reverendo Monsi. 

Cornelio Vescovo di Bitonlo fatta in Genova 

Celebrandosi il Capitolo Generale de 

Frati Menori Conventuali. 

') z>tulut< , pag. 7. 



( 500 ) 

« Questa è una delle tre Prediche (dice il Camilli) eh' egli fece 
alli giorni passati nella nostra Città con tanta maraviglia .... Io 
P ho data alla stampa....»; e s'augura di potere « col tempo per 
mezzo degli studi riuscir tale, che non sia del tutto inutile et 
indegno di così honorati patroni » . Gli stampatori sono Gabriel 
Giolito De Ferrari e Fratelli. L'esemplare, in 4.°. esiste nella 
R. Universitaria. 

1553. 

11 Giustiniani scrive (*): « Si trova nella Biblioteca Vaticana al 
Cod. 10449 un" 1 oratione stampata in Genova, benché non 
s' esprima , e lodata da Natale Conti nelP Historie : 

Oratione del mag. et eccellente Dottor di Leggi An- 
saldo Giustiniano, patritio Genovese nella Consegna- 
tione del Stendardo all' Illustriss. et Eccellentissimo 
Andrea Doria Prencipe di Melphi , Generale della 
Majest. Ges. nel Mediteraneo , fatto general capitano 
ih mar , et in terra dell' Illustrissima et Eccellentiss. 
Republica di Genova , recitata publicamente nella 
Chiesa Cattedrale a dì 23 Ottobre M . D . LUI. 

In 4.° » 

1556. 

Tolgo dal Nuovo Giornale Ligustico, anno 1837, pag. 312, la 
seguente descrizione fatta dalla eh. memoria di Antonio Bertoloni. 
il quale dopo aver detto che il Brunet dimenticò un' edizione 
esopiana fatta in Genova , non inferiore ad altra per intagli , 
così prosegue : « La facciata di fontispizio è contornata da una 
vignetta . entro il cui campo é un intaglio . che rappresenta il 

(') Scrittori Liguri, pag. 83-4. 



( 501 ) 

maestro in cattedra, gli scolari a lato, ed uno di fissi davanti 
alla cattedra. Nel basso sono le parole 

Aesopus constructus moralizatus , et historiatus ad 
utilitatem discipulorum. 

» Nella stessa facciata versa è un discorso che principia : 

Graecia disciplinarum mater et artium etc. 

» Seguono le favolette in versi elegiaci con dichiarazioni in prosa 
latina, e talora anche volgare, ed alla maggior parte degli apo- 
loghi è apposto un intaglio in legno allusivo alla favola. In fine 
è il seguente epigramma alquanto scorretto , sebbene il resto del 
testo non sia così : 

Bernardus Zimeonis ad Lectorem 
Hoc opus Aesopi masculis ( J ) foederat ( 2 ) ineptis 

Qui malas ( 3 ) correctas imprimit aere notas. 
Sed bene limatum nunc ter quaterque revisum 

Authori reddens quod fui ( 4 ) ante suum. 
Hunc prius impressis reliquis studiose libellis 

Perfer ( 5 ): nec dubia per lege ( 6 ) mente puer. 
Solve grates igitur loculos (sic) : nec parcito nummis: 

Parvulus hoc ( 7 ) parvo venditur ere liber. 

Finis. 

Impressum Genuae per Antonium de Bellonis Anno. 
Domini MGGGGGLVI. 

» Il formato è in 4.° piccolo, il carattere è semigotico; manca 
la" numerazione delle pagine, ed il registro va da A in F. Tutti 
sono quaderni, eccetto F, che è duerno ». 

(') Leggasi maculis. 

(*) Credo si debba leggere foedabat o foedaral. 

( 3 ) Leg. male. 

{') Leg. reddidit quod fuit. 

( s ) Leg. Praefer. 

f 6 ) Corr. perlege. 

0) Corr. hir. 



( 302 ) 

1559. 

La R. Universitaria acquistò 1' opera già registrata a pag. 350 
dalla Biblioteca Napolitano, del Toppi: 

DE L' ILLVSTRE SIGNOR 

FERRANTE CARAFA 

MARCHESE DI SANTO LVCIDO 

LE RIME SPIRITVALI 

DELLA VERA GLORIA HUMANA 
In libri quattro: 

ET IN ALTRETTANTI 

DELLA DIVINA 

Impresa belloniana alquanto diversa, da quella della Tavola X. 

Impressa nella inclita città di Genoua 

Appo Antonio Belloni: 

nel mese di Giugnio V anno M • D • LIX 

In 4.° piccolo, di carte numerate nel retto 140; più 4 di pre- 
liminari non numerate , e 1 2 in fine , neppur esse numerate , 
T ultima delle quali impressa solamente per circa metà del retto, 
dove in carattere pure corsivo , ma molto minuto, si contiene 

AL MOLTO MAGNIFICO 
E GENEROSO SIGNOR 

FRANCESCO LERCARO 

CONSERVATOR DEI 
REGII SIGILLI 

Et Cancelleria del Regno di Napoli. 

Discorso dì Antonio Terminio della Miseria fiumana e 

della vera Felicità , col sommario della vita di Gesù Cristo. 

0. M. 



( 503 ) 

'1560, 12 Maggio. 

Il già lodato prof. Alizeri indicavaci la seguente domanda 
fatta da Antonio Belloni, affinchè fosse rinnovato il privilegio 
concessogli nel 1533, estendendolo anche a favore del figlio Cri- 
stoforo. E sebbene non siasi trovato il relativo decreto d" appro- 
vazione, é a credere gli venisse consentito, perchè il nome suo 
e del figlio figura in più edizioni posteriori a quest - ' anno. 



III.™ et Mtf S.™ S. ri Osservi 

Espone humilmente a V. S. Ill. me Antonio Bellono, loro 
devotissimo et fidelìssimo , qualmente ha già vinticinque, anni 
che esso introdusse la stampa in la presente cita , et si obligò 
di mantenerla; et V. S. lll. me perciò li concessero essenctioni 
privilegii et immunità, quali sono espirati non ha molti mesi. 

Per onde esso che male agevolmente poteva prima con le es- 
senctioni et immunità far essercir detta stampa , per essere le 
cose del viver carissime et li tempi penuriosi, senza dubio sa- 
rebe hora astretto a mancare del tutto, non durando anche più 
il suo obligo. Peronde a ciò che la cita non resti senza stam- 
patore et priva di questa commodità, suplica esso humilmente 
V. S. Ill. me che voglino et a lui et a Christofaro suo figlio 
in loro vitta concedere le esenctioni immunità et privilegi che 
prima li furono concessi, essendo essi pronti ad obligarsi che 
in loro vita la cita sarà dalla slampa servita in tutto quello 
che accaderà, con quella magior industria che sia possibile; et 
che se per il passato non ha di che dolersi, resterà per lo ave- 
nire mollo meglio sodisfatta. Et essendo quanto supplica ragio- 

Atti Soc. Lig. St. Patria, Voi. IX, fase. Ut. 32 



( 504 ) 

nevole, spera da V. S. Ili me doverlo ottenere, che nostro Signore 
lungamente le prosperi et feliciti. Die XII maij JÒ60 ('). 

4 568 e 1569. 

La raccolta di stanze citata sulla fede del Mazzucchelli a 
pag. 115, trovasi nel ricordato catalogo dal Belloro così descritta: 

Stanze di diversi eccellenti poeti nuovamente rac- 
colte e date in luce, aggiuntovi nel fine alcuni dubbi 
amorosi con le loro soluzioni. Genova, Ant. Bellone 

In \%° 
Sotto lo stesso anno e tipografo si aggiunge : 

Lettere amorose de Matteo Aldrovandi. 
In 8.° 

1570. 

Nella R. Universitaria, di recente acquisto: 

FONTE DI NOBILTÀ 
DI GASPARO MVTIO 

DELLA STELLA. 
ALL'ILLVSTRISSIMO 

ET VALOROSISSIMO 

SIGNOR Gì O. ANDREA. 

D' ORIA. 

Impresa belloniana, come alla Tavola Vili. 

IN GENOVA APPRESSO 

ANTONIO BELLONE. M . D . LXX. 

In 8.° piccolo, di pag. numerate 90, più IO non numerate di 
preliminari, 5 delle quali occupate dalla dedicatoria; e tutto 
in carattere corsivo. 

(') Arch. Regio. Inutilium , Filza 1560. 



( 505 ) 

Nella dedica l'Autore dire, fra le altre cose: « Io credo an- 
chor dispens avete a me (come amalor di vertuosì) tanto di 
fauor da (or questi miei puocìd versi , acciò eh' ogn' un 
s' avveggie che non solo sete dell' armi amalor ma di lettere 
e studi d' ogni buona arte, che ciò seguendo puoiro degnamente 
chiamarla vn nuouo mio Licurgo. Restami il pregarla non 
hauer risguardo alla bassezza della condition mia, ma al dinoto 
mio cuore » ecc. 

Nella pag. 8. a si legge un Sonetto del Muzio al D' Oria. Nella 
9. a e in due terzi circa della 10. a così scrive l' Autore: 

Alli Lettori. — // soggetto deW opera mia è V hauer 

veduto vna Fonte posta nel cacume d' un monte fabricata 
a quatlr angoli e quattro faccie , e la prima cosa che si sem- 
pre è vno grande Epitafio anticamente fatto qual dicea. Con 
grande arte fu fatta questa fonte e da Tobelle per bocca di 
Zoroastro , fumo queste imagine e figure scolpite , e dicea 
quell' Epitafio quanto in quella fonte si contenea in tal ma- 
niera. Nella prima facciata saranno molti valorosi homeni 
d' una prole che sarà D' oria , e fiorirono tutti ad vn tempo , 
che certo puoca invidia porteremo all' Adultero di Venere. 
Nella seconda sarano veduti altri ualorosi homeni che sarano 
ad una medema età. Nella terza sarano molti eccellenti spirti 
che puoco differenti sarano dal figliuol di Saturno. Nella 
quarta molte bellissime madonne saranli ad vna medema età 
et ad vn' istesso tempo , et tutti fiorirono in vna felicissima 
città (Genova) ... Altro non mi rimari cortesi lettori a dar fin, 
che suplicarvi questo mio puoco frutto (per esser il primo 
della possessioni mia) goldiati qual fia e non biasmar la sua 
accerbità » ecc. 

Questo Poemetto in ottava rima è diviso in cinque parti , giu- 
sta il concetto suespresso dall' autore medesimo. 

Dal principio della Facciata Terza (pag. 24) si rileva che questo 



( 306 ) 

lavoro fu composto sotto il dogato di Simone Spinola (1 567-69), 
primo fra i genovesi encomiati in questo canto. Del quale valga 
per saggio questa stanza , ultima nella pag. 26 : 

Vrì gran filosofo appo a questo siegue (') 
Secondo il scritto , et hor suo divin stile 
Forza il mio carme che 'l pareggi e adegue 
Ad Apollo , e che 'l facci a lui simile 
Diatetica con logica esso siegue 
E mostra il scritto vn Ottavian Gentile 
Di tutta la Republica consiglio 
E diffende essa da ciascun bisbiglio. 

Ultimo è posto : 

Vn gran scrittor eh' un' altro Cicerone 
Può dirsi 

cioè Matteo Gentile-Senarega , del quale 

è 'l nom' chiaro 

Si come è chiaro il sole e lume uero 
Et è della gran patria Cancellerò. 

La Facciata Quarta è preceduta da una dedica, in bel ca- 
rattere rotondo, « All'invittissima ... Ginetta Doria ... degna madre 
di sì valoroso huomo il quale è maritato in la generosa Donna 
Zenobia », cioè il principe Giovanni Andrea I; e segue con tali 
complimenti da confonderne il seicento (che in lui si vede già 
nato , come che in fasce sgrammaticate ) per quattro pagine 
e mezza circa. Sì fatta dedica è datata « dalla Stella li Vili 
di Agosto del M • D • LXX. » 

Ed è la Ginetta prima fra le encomiate ; non adulata certa- 
mente dal tipografo , che lasciò monchi i primi quattro versi a 
lato deir elegante capitale I. 

Occupa questo canto le pag. 36-53 , ciascuna di tre stanze , 
salvo la prima che ne ha due solamente. 

(') Geronimo Vivaldo. 






( 507 ) 

A pag. 54 « seguitano i sonetti del inedeino avtore » ; e se 
ne legge uno per facciata fino alla 74 , eccetto la 73 dov' è un 
madrigale. 

A pag. 6:2 é lodato « Gio. Francesco Petitto dottor di leggi 
eccellentissimo »; il quale « ove Appennino ha'l corno manco » 
possedeva un « bel palagio ... che gì' altri avanza » . 

A pag. 63 lodasi Agostino Cattano Foglieta G. M. , per 
« miser caso » tolto a Genova da Napoli ; ed a pag. 64 si en- 
comia Paolo Paglino « fisico cugino » , al quale 1' Autore si 
lagna di 

. . . quel gran Tiranno , de eh' il dono 

E di saete , e per cui abbandono 

Il lito Sabacco, et altro abbraccio ('). 

A pag. 66 il Muzio è lodato a sua volta con un sonetto da 
Baldassaro Vivaldo della Stella ; al quale risponde con altro 
sonetto a pag. 71 , standosi contento di anteporlo a Cino da 
Pistoia. 

Quindi a pag. 74 dice « alla Mag.w> Città di Savona » : 

Dunche la tua mesticia , hor abandona 
Et a Genoesi nostri, tuoi confini 
Con humil cuor rivolgi che ne i crini 
Han la fortuna (Dio mercè) pregiona. 

Seguono : « Capitolo » in terza rima » (pag. 75-6); « Priego al- 
l' onnipotente Dio» (pag. 77-8); « Priego alla Beata Vergine» 
(pag. 79) ; « Stanze sopra le Bellezze della signora P. S. » , cioè 
Polissena Sorleona (pag. 82-90), con dedica in prosa a Pagano 
D'Oria (80-81). 

Questo elegante volumetto non fu veduto , pare , dal Soprani; 
il quale ne ricorda il titolo solamente. 

Il Muzio è altresì autore di una cronaca di Savona, posseduta 

(') Sabazio. 



( 508 ) 

autografa dal eh. cav. Pietro Rocca. È un codice di 78 fogli 
in bel carattere. U opera in forma di dialogo si spartisce in tre 
giornate o libri; muove dal 4100 e va fino al 1312. Seguita il 
favoloso racconto di Adelasia ed Aleramo , e termina T opera 
con alcuni cenni degli uomini illustri di Savona. 

4571. 

La Universitaria ebbe la sorte di acquistare il libro del quale 
si die il solo titolo a pag. 269, dove a vece di Mario si legge 
Marco : 

PARIDE, E VIENNA, 

RIDOTTO IN OTTAVA RIMA 

DA MARIO TELVCCINI 

SOPRANOMINATO IL BERNIA. 

AELI DVE ILLVSTRI, E GENEROSI ESSEMPI DI VIRTV. 

il Signor Jacopo de' Negri Gentil' hvomo Genovese, 

Et la Signora Lelia Imperiale sua meritissima Consorte. 

Grande impresa belloniana (tavola IX). 

IN GENOVA Appresso Antonio Bellone. M . D . LXXI. 

In 4.°, di pag. \ \ 9 a 2 colonne ; carattere corsivo. 

Canti X, con argomenti inquadrati in fregi diversi. 

La dedica (pag. 3 e 4) reca la data: Di Genova olii 9. di 
Fcbraro. 1671 . Mario Bernia. Il quale dice presentare il dono 
con quello ar (lentissimo , e sincerissimo affetto al' animo . . . con 
che le ho sempre , da che le conosco, osseruate ..., per segno, e 
pegno d' una minima particella del molto , che le debbo . . . 
quantunque più proprio sia il vostro di donar , che d' accet- 
tare qual si voglia presente altrui. 



( 309 ) 

Il Teluccini é autore di altri romanzi, scritti (so ho da giudi- 
carne dal presente) sull 1 andare ariostesco, con certo possesso di 
lingua e di verso, impaziente però sempre del freno dell' arte. E 
poiché la Biografia Universale dice non conoscersi alcuna par- 
ticolarità della vita di lui, importa il rilevare come egli asserisca 
in questa dedica essere figlio di Jacopo, ed apparisca romano da 
questi quattro ultimi versi dell' ottava 2. a , a pag. 89, col. 1: 

Da questo (') sopra 'l Tebro il genitore , 
Che mi produsse a gli terreni affanni , 
Hebbe sempre infinite cortesie, 
Onde ogn' fior fien per lui le' rime mie. 

Ed altre cose e nomi specialmente di liguri illustri si leg- 
gono nell 1 istesso Canto Vili; dal quale reputo non inutile 
trarne alcuni , schierandoli qui appresso nell 1 ordine ivi tenuto. 

Et fior , che appunto V honorato Duce 
Giustinian pien di Giustitia regna , 
A cui San Paulo in man la spada adduce, 

(pag. 86, col. 1 , 8. a ultima); donde si rileva l'epoca in che fu 

dettato il romanzo, o meglio rifatto sul francese, sotto il dogato 

cioè di Paolo Giustiniani (6 ottobre 1569 al 10 ottobre 

1571). 

Neil 1 ottava seguente vorrebbe ancor vivo 

il Gran Niccolò Doria .... 

Vivace essempio a Sinibaldo il figlio . . . 
giovine giocondo , 

che ha 

di fermezza ogni scintilla 

Quindi la candidissima Camilla 

S' allegra il cor , d' ogni bel don fecondo ; 

Camilla dico , a cui V alto Motore 

Ha dato in sen d' Imperatrice il core. 

(') Cristofaro Sauli. 



( MO ) 

Questa a quella Maria nacque figliuola 
Ch' oggi è tra i Lomellin perpetuo lume, ecc. 

Segue Francesco Lomellino : del quale è eletto: 

Se come questo 

Fosser tutti i Rettor , sarebbe il porto 
In calma ognor del gran furor marino. 

Coi quali versi il Autore alludeva forse ad alcuna carica di 
Salvatore del porto e molo , od altra consimile , tenuta allora 
dal suo elogiato. 

Similmente vengono lodati altri membri della stessa famiglia, 
cioè : Giulio, Battista ed Angiolo : 

Vero Angelo dal del tra noi disceso. 
Indi si encomia 

. ... del sopra human Bartolomeo , 
Pur Lomellino, il candido valore; 

e si commendano il senno e la bontà di 

quella inuincibil Madalena 



Sorella a quel Marchese, onde ne mena 
Steppa (') la storia infin al Ciel vicina. 

Parimente si compartono lodi a Niccoloso fratello di esso 
Marchese e marito della gentil Maria. Poi 1' Autore continua 
rammentando 

. . . quel beli' ingegno alto , e sublime , 
Quel gentil Cavalier, Pavlo Vivaldi, 

e notandone V eccellenza nelle imprese guerresche. 
Ecco inoltre : 

Vn Luigi, un' Andrea Centurioni, 

Che portati a" ogni gratia il priuilegio. 

In mare , e in terra ad ogni impresa buoni. 

(') Marco figlio di Adamo Centurione , marchese di Stepa in Spagna, ecc. 



( 511 ) 

Né vanno dimenticate Violante consorte di Andrea, e Pelle- 
grina Salvago moglie di Luigi al quale non diede prole. 

Hor chi d' intatto honor V effigie nera 
In questo mondo contemplar volesse 
Miri à Giorgio Gentil V accorta ciera, 
A cui (suo merlo) e 'l Re del del concesse 
Girolama stupor ti' ogni riuiera, ecc. 

E miri egualmente 

.... qttell' innata Nobil alma , e pia 
Di Galeotto Spinola, che un Regno 
Premio al suo gentil cor poco saria. 
Con questo uarca al più sublime segno 
Franca, a cui statue consacrar douria 
La nostra Età per la benigna mente , 
Che la rende sì chiara, e sì lucente. 
Come Niccolò Serra, e giusto, e saggio, 
rer ben di questa Età, ueder uorrei 
Tutti i bei spirti d' ogni gran lignaggio , ecc. 

E se Maeltina moglie di costui 

è di bontà scettro giocondo , 

Et non ha par di fideltade al mondo. 

Anche Giuseppe D 1 Oria è specchio di fedeltà alla sua Pel- 
legrina , la quale più ne gode 

Che s' havesse il tesor di Crasso , o Mida. 

Citansi in appresso, quali esempi di virtù, Gian Maria Spi- 
nola e la consorte di lui Pellina ; 

. . . quel Giovanni Basadonne , a cui 
Colossi alzar di eterno lume s' ode ; 

Cristoforo e Giovanni fratelli Sauli ; Nicolò Gentile 

Gener d' un Duce, e d' un, eh' è stato figlio; 

e con esso Virginia di lui moglie , concludendo : 

Di questo io non so già qual più giocondo 
Matrimonio fidel si trovi al mondo. 



( 512 ) 

Seguono indi i giovani , de' quali é detto 

che a V ardir porrian paura. 

E sono di questo novero Agostino e Luzio Raggi, 
V uno al seggio Bucai d' Euoli uarca 



V altro al bel marchesato, illustre herede, 
Veggio indirizzar, de la Palude, il piede. 

Ecco Odoardo , il nipote 

Del tanto illustre Cardinal Cicala; 

Giulio Della Rovere, che è nido d'Amore e specchio di 
grazie; Luca Grimaldi e Andrea Lercaro, i quali han chiari 
i pensier, nobili e caldi , perchè • 

Tale è il cor de i Lercari, e de i Grimaldi. 
Agabito Grillo ha da natura 

Grafia, senno, valor, modestia, e fede; 
di che è felice Livia 

La Sposa sua d'ogni allegrezza herede. 
Sono per saviezza degni di lode Alessandro Imperiale, Ago- 
stino Pinelli e Stefano Gentile figlio a quel Costantino 

C ha per la Spagna sì famoso grido. 

È inoltre proclamato 

Tempio d'ogni bontà Quìrico Fiesco, 
Che finger non saprebbe una bugia. 

Altre lodi si compartono del pari a Vincenzo Gentile , An- 
toniotto Cattaneo, Ambrogio Salvago ed a 

Marc' Antonio, il figlio 

Del salito nel del Niccolò Doria , 
Pien di valor, di senno, e di consiglio. 



( 513 ) 

Succedono Stefano D'Oria 

Onde il suo genitor, Paulo, per lui 

Fia ogn' hor contento in tulli i giorni sui; 

Lazzaro e Battista fratelli Spinola; Gian Girolamo Ler- 
caro, Giovanni Centurione, ed altri ancora che si lasciano per 
brevità; non senza notare come il poeta ricerchi specialmente 

Queir ingegno sottil di quel Matteo, 
Quel Senarega mio , quel Secretarlo , 
Che, mercè sua boutade, il del lo feo 
Di tónta Signoria fidato Erario. 

E quindi: 

Quel Divino Scrittoi' Paulo Foglietta 

A cui d' Vrania e di Polinnia il nido 

È consacrato ; ond' ei se n' erge in fretta 

Per lui del uostro avventuroso lido 

V Idioma fiorir mai sempre aspetta; 

Sì che 'l nome Cataneo al Mauro , e a V Indo 

Volando andrà pel suo Parnaso, e Pindo. 

1571. 

Dall'' Argellati (') rileviamo che appunto in quest' anno fu 
eseguita in Genova la prima edizione dell' Instruttione del Beato 
Alessandro Sauli descritta a pag. 142, sopra un esemplare della 
seconda edizione. Cade quindi ciò che abbiamo ivi accennato 
sotto il 1 576, dovendosi ritenere che l'Oldoini abbia errato nella 
indicazione dell' anno. 

(') Biblioth. Scrip. Mediol. , T. 11, col. 1292. 



( 514 ) 

1572. 
Nella R. Universitaria. 

LA 

SOFONISBA, 
TRAGEDIA 

di m. gio. giorgio 
Trissino 

Impresa belloniana (tavola Vili). 

DI NVOVO CON SOMMA 

DILIGENZA CORRETTA , 
ET RISTAMPATA. 

IN GENOVA 

Appresso Antonio Bellone. 

MDLXXII. 

In 8.°, di carte 40, carattere corsivo, eccetto la dedica del- 
l' 1 autore « Al Santiss. N. S. Papa Leone Decimo » . 

1571 

Dal Cicognara (') : 

Leon B. Alberti , Concetti amorosi , ne' quaii sotto 
il nome di Hecatonfìlia si insegna la bella , e inge- 
gnosa arte d' amore con un dialogo intitolato Deifira, 
che ne mostra come si debbe fuggire il mal comin- 
ciato amore. Genova, presso Antonio Bellone. 



(') Catalogo ragionato dei libri d'arte e d'antichità posseduti dal Conte 
Cicognara; Pisa, presso Niccolò Capurro, 1831; T. I, pag. 141. 






( 515 ) 

1576. 

Narra il Serassi (') che venuto ali 1 orecchio del Tasso come , 
il suo poema fosse per darsi alle stampe senza sua saputa in 
una città d 1 Italia, si raccomandò al Duca Alfonso « pregandolo 
a voler interporre i suoi autorevoli offici , affinchè da chi po- 
teva venisse impedita e sospesa V impressione del suo libro , né 
fosse permesso ad alcuno di fargli una sì rilevante ingiuria con 
tanto suo danno : nel che Sua Altezza stimò di doverlo compia- 
cere, come fece , con grandissimo impegno , scrivendo molto effi- 
cacemente su questo proposito a diversi principi e governatori » . 
La Repubblica di Genova emanò allora questo decreto riportato 
eziandio dal suddetto biografo: 

MCLXXV1 die XI decembris. 

Illuslrissimus et excellenlissimus dominus Dux et illustrcs 
domini Gubernatores Reipublice Genuensis dignis moli ratio- 
nibus et ncgotio ad calculos deliberato ad formam legum, omni 
meliori modo , quo validius fieri potest, imposuerunt et impo- 
nunt nobili Antonio Roccatagliata habenti a Republica prìvi- 
legium stampe, presenti et intelligenti, quod non permiltat tipis 
excudi opus seu poema versibus octavis in lingua itala descri- 
ptum de gestis olim per christianos prò recuperatione Hieru- 
salem et Terre Sancte, sive sit sub nomine domini Torquati 
Tassi sive cuiusvis alterius, et hoc sine licentia ipsorum excel- 
lentissimi Ducis et illustrium Gubernalorum ; nec non et quod 
si poema vel opus predictum ad ipsum seu ad eius tipografos 
vel agentes pervenerit, illud retineat retinerique curet ad ordi- 
nem ipsorum excellentissimi Ducis et illustrium Gubernalorum, 

(') Vita di Torquato Tasso; Firenze 1858; T. I, pag. 330-31. 



( 516 ) 

et hec omnia sub pena eisdem arbitraria; et sic ut sapra de- 
creverunt , contrariis qaibusvis non obstantibus. 

\577 , 12 Agosto. 

Si costituisce in quest' anno una società tipografica fra Marco 
Antonio Bellone, Antonio Roccatagliata e Luigi Portelli, la quale 
si propone di stampare sotto il nome del primo e nella sua of- 
ficina, dando carico air ultimo della sorveglianza, ed al secondo 
della amministrazione. Crediamo poi che il Leonardo Boli nomi- 
nato nel documento dovesse aver ufficio di proto. Fra le carte 
annesse al presente atto v' ha V orario da osservarsi in tipografia, 
i prezzi di alcune qualità di caratteri e la copia di due lettere 
scritte dal Bellone a Guglielmo Molino stampatore di Vercelli ( J ), 
dalle quali rilevasi il commercio che passava fra di loro , e lo 
scambievole accomodarsi di operai , alcuni dei quali , e specie i 
torcolieri, erano tedeschi. Produciamo poi per intero la nota dei 
libri esistenti nella tipografia belloniana pur unita al documento, 
essendo di non lieve importanza così per indicarci il prezzo dei 
libri , come perché ci fa conoscere diverse stampe pur uscite da 
quella officina ed affatto ignote. 

Dobbiamo la conoscenza di tutti questi documenti al più volte 
lodato cav. Alizeri , che li trovò neir Archivio Notarile ( 2 ). 



I. 



M. Aloisio Portelli, Antonio Roccatagliata et Marco Antonio 
Belloni fanno una compagnia de stamparla, la quale durerà 
per nove anni cominciati al primo del presente mese d' agosto. 

(') De Gregory, Storia Lett. Vercell., T. IV, pag. 258. 
( 2 j Atti del not. Antonio Cogorno, Filza I. 






( ^17 ) 

// corpo o capitale d' essa per hora è de libre qualro milita 
octocento novanta di Genova, un quarto delle quali, cioè libre 
mille ducento ventidoe e mezza , spetta al detto M. Aloisio Por- 
telli, et doi quarti, cioè libre doa millia quatrocento quaran- 
tacinque, al detto Antonio Iìoccatagliata, et V altro, cioè libre 
mille ducento ventidoe e mezza, al detto Marc' Antonio Bellone. 

Gli effetti della compagnia consistono in libri stampati con- 
tenuti nell' inventario estimati in lire mille ducento dodeci, et 
in attrasi della stamparia descritti nell' inventario estimati in 
libre mille quatrocento venti, et in arnesi per una botega da, 
libraro , estimati in libre cento ottanta, et in libre duecento 
sborsate dal detto Antonio al sudetlo M. Aloisio pei\ far le 
speise della stamparia, et in tanta carta bianca per libre du- 
cento novanta quattro, cioè nello restante de Marc' Antonio 
libre sessantatrè , et in mandata dal detto Antonio libre du- 
cento treni' una. Li quali tutti effetti detti M. Alosio Portelli 
et Marc' Antonio Bellone confessano havere appresso di sé et 
sotto la loro cura ; et di più consistono detti effetti in libre doa 
millia quatordeci, le quali detto Antonio Boccatagliata ha posto 
et confessa havere in se nella cassa della stamparia da gover- 
narsi da lui, come di sotto si dirà. Ma perchè le sopradette 
some abbracciano non solamenti le participationi , o vero ca- 
pitale della compagnia, ma importano di più libre quatrocento 
trenta, si dechiara che le dette lire quatrocento trenta depen- 
dono da credito di Marc' Antonio et si deveno pagare per la 
compagnia a' creditori d' esso descritti nella lista ; di modo die 
il netto capitale della compagnia resta lire quatromillia otto- 
cento novanta come sopra, et spelta al detto M. Aloisio un 
quarto, a detto Antonio per dai quarti, et al detto Marc' An- 
tonio per l' altro quarto come sopra si è detto. 

Si doverà stampare sotto nome di Marc' Antonio Bellone, et 
egli doverà impiegare l' opera et V industria sua a comodo 



( 518 ) 
della compagnia; et per mercede o salario doveva havere 
cinque scudi al mese, oltra la rata parte del guadagno spet- 
tante alla soa participatione come si dirà di soUo. 

La cura et governo della stamparla spetterà principalmente 
al detto M. Aloisio, il quale dover à impiegare V opera et in- 
dustria sua ad utile della compagnia ; et per sua mercede o 
salario doverà havere la quinta parte del netto guadagno che si 
farà, oltra la rata spettante alla sua participatione. 

La cassa et il libro della detta compagnia doverà esser te- 
nulo dal detto Antonio Roccataghata, et doverà tra la compa- 
gnia far fede ; et la francheggia che il detto Antonio ha per 
conto del privilegio della slampa onderà per detto tempo ad 
utile della compagnia. 

Marc' Antonio doverà accomodare alla compagnia le ma- 
trici e' ha, delle quali sarà richiesto, et doverà havere il solito 
premio , o recognitione dalla detta compagnia. 

Tutte le spese si faranno per il vivere di M. Aloisio et di 
M. Leonardo Boli che si adopera per servicio della stamparia, 
et delli lavoranti et operarli d' essa, et parimente tutte le altre 
spese per la stamparia, si faranno per mezzo o per ordine del 
detto M. Aloisio; et similmente tutti li danari che s' imbor- 
seranno per conto della stamparia perverranno in detto M. 
Aloisio; et li libri ch'alia giornata si venderanno per esso, o 
di suo ordine, il quale ogni settimana doverà notare le spese 
di libri usciti o dati fuor a, li denari recevuti, li libri entrati 
nel magazeno, la carta ricevuta et la stampata, et dar conto 
al detto Antonio, et dar anco li danari, o il resto delli da- 
nari settimana per settimana, a ciò che detto Antonio puossi 
de tutto tener conto et scrittura; il quale Antonio doverà delli 
danari, che si troverà in cassa della stampa, pagare per conto 
d' essa stampa tutto quello che le sarà scritto con polizza 
dal detto M. Aloisio senz' altra cautella. 



( 519 ) 

Mentre che le participationi staranno come sopra, tutto 
il guadagno, dedutto prima quanto si è di sopra detto, spetterà 
per doe quarte parti al detto Antonio, per una quarta parte 
al detto M. Aloisio, et per l'altra quarta parte al detto 
Marc' Antonio. 

Ciascuno d' essi Aloisio, Antonio et Marc' Antonio puolrù 
in ogni tempo mettere nella compagnia quelli danari che vorrà; 
et di ciò che li metterà doveva esser fatto creditore a conto di 
participatione, et dall' hora in poi haverà il guadagno alla 
rata della somma che li inciterà ; dechiarando eh' in tal caso 
la quinta parte assignata come sopra a M. Aloisio non cre- 
scili altrimenti, se non tanto quanto il detto Antonio dechia- 
rassi. 

Chi piglierà danari ne doverà alla giornata esser fatto de- 
bitore, et in capo d' ogni anno si revideranno V effetti della 
compagnia, et si calculerà il guadagno; et ripartila a ciascuno 
la sua parte, del tutto si metterà a conto de partecipatione, et 
da l'ora in poi ciascuno parteciperà del guadagno la rata della 
partecipatione. 

Con la prima bona occasione si aprirà una botega da li- 
bravo per la compagnia, V utile della quale spetterà ad essa 
compagnia. 

M D L XX VII die lunae XII augusti in vesperis , in ca- 
mera superiori residenliae dicti Marci Antonii sitae in contrata 
Putei curii Orlorum sancti Andreae. 

Nobilis Antonius Roccatagliata Hieronimi, Aloisius Portellus 
patavinus et Marcus Antonius Bellonus qm. Christofori, sponte 
etc. et omni meliori modo eie. mutuis stipulationibus etc. con- 
fessi fuerunt et confitentur ad invicem et vicissim praesentibus 
etc. devenisse ad societalem stampariae de qua in suprascriptis 
capitulis; sub modis formis et aliis in eis contentis, et pariter 

Att. Soc. Lig. St. Patria , Voi. XI, fase. III. 33 



( 520 ) 

exposuisse et imbeve respective in omnibus et per omnia prò 
ut in dictis capilulìs et conventionibus lectis ad claram intelli- 
gentiam ipsorum in praesentia testium infrascriptorum et prò 
ut in eis promisserunt et promiltunt respective , omni exce- 
ptione et contradictione remotis. Renuntiantes etc. Praesentibus 
Dominico Cassana qm. Avancini et Johanne Deferrariis Hiero- 
nimi de Levanto vocatis et rogatis. 

II. 

Sumario così in confuso fatto circa i libri che habbiamo a 
vendere a minuto et non ligati. 

Dottrina Christiana de fogli 8 in 42-° sol. 3 V una. 

Li gallatei di fogli 8 in /%.<> sol. 3 V uno. 

Ville de Santa Monica di fogli 4 7s in 8-° sol. 2 l' una. 

Vissioni del Trivixiano de fogli S in 4.o sol. 2 l' uno. 

Trattati de' Cambij del Fabiano de fogli 13 in 4.o sol. 4. 6. 
V uno. 

Dialoghi de' Cambij de fogli 7 in 4.° a sol. 3 V uno. 

Leggi de San Georgio de fogli 43 in fogio a sol. 28 l'una. 

Soffonisbe de fogli 3 in 8.° a sol. 2 V una. 

Inprese del Trevigiani de fogli 47 in 4.o a sol. 8 V una. 

Fonte di nobiltà de fogli 6 { f 2 in 8.° a soldi 2. 6. l'una. 

Legge nove di Genua con le addilionide fogli 26 in fogio 
a sol. 30 l' una. 

Compendij di historie di Antonio D' Oria de fogli 18 in 4.° 
a sol. 8 V uno. 

Satire de l'Ariosto de fogli 3 l /% in 42.° a sol. 4. 6. V una. 

Arcadie del Sanazaro fogli . . in 42.° a sol 

Scelte de rime de fogli 43 in 42.° a sol. 4 V una. 

Scelte d' orationi de fogli 42 in 42.° sol. 4 l' una. 

Concetti amorosi de l'Alberti de fogli i in 42.° a sol. 2 l'uno. 



( 521 ) 

Offlcii di San Gio. Ballista de fogli 2 in 12.° a sol. 1 l'uno. 
Vendimìatore del Tansillo de fogli 2 in 12.° a sol. 1 l'uno. 
Discoidi del Capellone de fogli 29 in 4.o a sol. 26 l'uno. 
Offìtij della Madonna de fogli 13 l / ì in 24. o rosso et nero 
a sol. S l' uno. 

* 

Offìtij di Compagnia de Casazie de fogli . . in 12.° a sol. . . . 

Battismali de fogli . . in 4.° a sol. . . 

Disputerà in 8.° di fogli . . a sol. . . . 

Epistole de Cicerone de fogli 40 l f 2 in 8.° a sol. 10 l'uno. 

Salustij in 8.° de fogli 18 a sol. 6 l' uno. 

Terentij in 8.° de fogli . . a sol 

Ovidij in 4.° de fogli 15 a sol. 37 V uno. 

Himni in 16.° un foglio a sol. S il quinterno. 

I Sette Salmi in 24.° in negro a sol. 8 il quinterno. 

Salteri] rossi e negri in 8.° a sol. 8 il quinterno. 
» » » » 4.o » 7 » 

Regole de Pillade in 8.° a sol. 4.6. » 

» della Croce » » 4. 6. » 

» di Guerrino » » 4. 6. » 

Li Donati in 8.° e 4.° » 4.6. » 

Parte et articoli in » » 4. 6. » 

Le historie et oralioni diverse in 4.° et 8.° a sol. 4. 6. il 
quinterno. 

Le tavole da putti rosso e negro a sol. 8 il quinterno. 

Li evangeli di S. Gio. Battista rossi a sol. 6 il quinterno. 

Fra i libri enunciati nel Sommario testé prodotto , notiamo 
in ispecial modo gli 'Offìtij di Compagnia de Casazie, dei quali 
è da ritenere che questa fosse per avventura la prima edizione. 
L'Acinelli, solerte ed appassionato investigatore delle memorie 
delle nostre Confraternite , ne rammenta un' altra alquanto po- 
steriore , laddove toccando delle Casaccie più antiche , dice 



( 322 ) 

eh' erano in numero di diciannove , « come si ricava da an- 
tico Libro dell'Abbazia di San Siro .... Il simile appare 
in antico Ufficio con le vetuste Cantilene , o siano inni , che 
si cantavano antiquilus dai disciplinanti , stampato in Turino 
nel 1580 a spese di Antonio Bianco, composto e promosso 
da Antonio e Genesio fratelli Semini e da Stefano Camogli 
priori della Casaccia di Santo Stefano » (*). 

1578. 
Presso il socio cav. Belgrano : 

C. C RI SPI 

SALLVSTII. 

DE L. SERGII CATILINAE 

coniuratione , et Bello Iugurtino histo- 
riae , cuna reliquis Orationibus , quas in- 
dex sequentis paginae docebit. 

HIS ACCESSERVNT DOCTAE 

simul ac breues ctdnotationes • Praeterea 

Flosculorum Sallustianorum de rerum 

notatu dignarum Indices duo. 

Piccola impresa belloniana (tavola X); e sotto: 

GENVAE 

Apud Marcum Antonium Bellonum. 

m • d • LXXVIII. 

In 8.°, di carte numerate 1 39 ; carattere corsivo. 

A carte 2 recto si riferisce : Ex Libris Vetri Criniti de Risto- 

(') Acinelli, Liguria Sacra; Ms. della Civico-Beriana; T. Ili, pag .96 



( 523 ) 

rìcis, ac Oratoribus Latiuis , Salliislij otta; ed a (ergo della 
carta 4: Alia Sallustii vita, incerto authore. 

Succede tosto il Proemio e la Congiura di Catilina , che va 
sino a tutto il verso della carta 28; indi la Guerra Giugurtina 
sino alla carta 75 , nel tergo della quale ha principio : C. Crispi 
Sallustii in M. T. Ciceronem Invectiua. Al che si aggiungono: 
M. T. Ciceronis in Crispum Sallustium Recriminano (car. 77 
recto), , nonché le quattro orazioni dello stesso Tullio contra 
Catilinam da carte 81 recto fino a due terzi del verso della 107; 
dove nelle ultime righe si legge : Portii Latronis Declamalo 
contra L. Sergium Catilinam, che seguita fino a car. i 21 
tergo. Si aggiungano eziandio : I .° Oratio Lepidi Cons. ad. Pop. 
Rom. ex libris Historiarum C. Crispi Sallustij ; 2.° Oratio 
Philippi in Senatu (car. \ 28 verso) ; 3.° Oratio C. Cottae Con- 
sulis ad Populum (car. 1 25 verso) ; 4.° Oratio Marci Tri. 
Pi. ad Plebem (car. 1 26 verso); 5.° Epistola Cn. Pompeii ad 
Senatum (car. 4 28 recto); 6.° altra intitolata: Rex Mithridates 
Regi Arsaci S. (car. 129 recto); 7.° ed 8.° Due orazioni ad 
C. Caesarem de Republica ordinanda ( car. 1 30 verso e \ %& 
recto). 

Cinque altre carte non numerate , ed impresse in carattere 
tondo , contengono : 

Flosculorum , hisce Sallustij operiJjus comprehen- 
sorum Index. 

Vuoisi per ultimo avvertire che la data del 4 578, la quale 
si legge in fronte al volume devesi intendere per quella della 
sua pubblicazione, mentre il medesimo si trovava completamente 
stampato già nelF anno precedente. Noi lo abbiamo infatti ve- 
duto registrato nel Sumario poc' anzi prodotto ; e la sua descri- 
zione in 8.° de fogli 18 corrisponde appunto alle segnature 
che vi si incontrano da A sino a S. 



( 524 ) 
1579. 

Dal documento che qui riferiamo, mercé la cortese comunica- 
zione fattacene dal cav. Alizeri, rileviamo che in Genova erasi 
costituita una società per sopperire alla spesa necessaria, a fin 
che monsignor Oberto Foglietta dettasse la storia genovese, ed 
il fratello Paolo provvedesse alla pubblicazione. Accenneremo qui 
che più documenti , e intorno ai due Foglietta e alla storia cosi 
latina come tradotta, furono pubblicati dal socio Achille Neri 
nel Giornale Ligustico (*). 

A nome di Dio Amen. 

Conciosia che il m. co Paolo Foglietta, nobile genovese, habbia 
concordato et convenuto con molti pur gentil' huomini geno- 
vesi, d'operare che mons. Oberto Foglietta suo fratello scriva 
l' historia delle cose fatte da" genovesi cominciando dalle più 
antiche memorie, che si trovano delli liguri e della città di 
Genova , et all' incontro essi habbino promesso . o siano per 
promettere al detto m. co Paolo quelle somme di denari che sa- 
ranno descritte in una poliza, la quale sottoscriveranno, et li 
iiuali denari si doveranno pagare per la terza parte di pre- 
sente, e per un altra terza parte finita che sarà la metta 
dell' opera, e l'ultimo terzo perfetta che fia l' historia , con 
quella cura e dilligenza che si conviene , concedendo di tutto 
questo V arbitrio a mons. or fìev. mo Francesco Spinola et al- 
l' Ill. m0 Sig. Luca Grillo, al giudicio de' quali si debbia stare 
tanto se l' historia sarà fatta con la dovuta e conveniente 
cura e dilligenza , quanto se sarà finita la metta , e conciosia 
che le sudette parti habbiano ancora convenuto che se per caso 

(•) Anno 4876, pag. 472. e segg. 



( 525 ) 

di morte o di qual si vogli altro accidente V opera non si 
continuasse al perfetto fine a giudicio detti medesimi di sopra 
nominati, et il detto m. co Paolo si fosse già imborsato della 
seconda paga, resti obbligato a restituir la detta seconda paga 
ma non la prima, e perciò si debba obligare per instrumento 
publico con le clausule necessarie sì come apieno consterà 
per la poliza ; et volendo fiora il detto m. co Paolo osservare 
per parte sua quanto ha convenuto , in virtù del presente pu- 
blico instrumento di sua propria volontà, e non costretto, né 
sedutto , ma liberamente, ed in quello miglior modo e forma 
che di ragione possi valere , ha promesso e promette a tutti 
quelli che sottoscriveranno la poliza e pagheranno come 
sopra, et a ciascuno di loro benché assenti, interrogando et 
accettando per essi me notaro infrascritto , di restituire e pa- 
gare a loro et a ciascheduno di loro respeltivamente , lutto quello 
che si fusse imborsato a conto della sopradetta seconda paga, 
in caso che V opera non fussi condxita al fine a giudicio come 
sopra ; e questo rimossa ogni contraditione et eccetione, alle quali 
tutte renuntia , e parimente a qual si vogli legge o beneficio di 
cui si potessi servire o valere contra V osservanza del presente 
obligo; anzi promette espressamente, e così giura sopra i Santi 
Evangeli a me notaro interrogarle et accettante come sopra, 
d' osservare compiutamente quanto ha promesso , e non con- 
travenire in modo alcuno ancora che di ragione potesse; e que- 
sto sotto pena del doppio di quello che non fussi osservato o 
in che si contrafacessi , restando però valida la promessa non 
ostante il pagamento della pena; e perciò obliga et hippoteca 
li suoi beni presenti e futuri, e richiede a me notaro che ne 
facci lo presente atto publico , che fu fatto in Genova, nel Pa- 
lazzo Ducale, nella sala inanti alla Cancelleria, l'anno della 
Natività di N. S. Jesu Christo MD L XXVllll, correndo la 
sesta inditione secondo il corso di Genova, il giorno mercore 



( 526 ) 

Villi di Settembre a mezzo giorno in circa, in presenza del 
m. c0 Antonio Roccatagliata di meser Gierolamo, et di Gieronimo 
Caffarena di Battista cittadini di Genova chiamati, etc. 
Testato per ine Gabrielo Pelo. 

4 579. 

Nella Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia ( e per gentile co- 
municazione del socio cav. Gerolamo Rossi): 

Trattato delli buboni e carboni pestilenti con le loro 
cause e segni e curationi composti per M. Luchino 
Boerio medico chirurgico ad instanza delli molto Mag. 
e Prestantis. Sig. Conservatori della Sanità della Se- 
renis. Repub. di Genova. In Genova M . D . LXXIX. 

In 8.° piccolo, di pag. 53. 

1579. 
Nella Biblioteca Civico-Beriana : 



DIFFESA 



DE' FINARESI 

Discorso à Dìffesa de' Finaresi , 

nel quale si narrano le cause 

et il successo delle sol- 

leuationi loro, 

INSIEME CON VN SOMMARIO 

delle Tirannie del Marchese loro, et con 

tutte quelle proue e fedi che alle cose 

narrate sono necessarie. 

Presentato Alla Maiestà dell' Imper. RODOLFO • 11 

Augustissimo , et Clementissimo. 



( 527 ) 



Sotto ad un fregio 



Anno Dni M.D.LXX1X. 

In 8.°, di carte numerate 4 64. 

Non vi è nome di stampatore, né luogo d'impressione; mai 
caratteri ed i fregi cel dicono uscito dalla officina Belloniana. 

A tergo del frontispizio è un sonetto in lode dell' Imperatore 
Rodolfo. 

L'edizione è in buona carta, e molto curata così dal lato della 
nitidezza come della correzione. 

Il libro è divenuto rarissimo essendo state ritirate le copie 
dagli aderenti della famiglia Del Carretto. Così si legge in una 
nota apposta ad un esemplare manoscritto di questa operetta, 
comunicatoci dal eh. Bibliotecario di questa R. Universitaria , 
comm. Emanuele Celesia; in cui pure è detto che nella copia 
donde fu tratto quel manoscritto « si trovano al piede del fron- 
tispizio queste parole, che indicano che era stato stampato a 
Genova, cioè: M. r Giacomo Carbone libravo sotto la casa del 
sig. Gio. Pietro Lomellino. Vi si leggono pure queste altre: 
Questo libro fu fatto e composto di consiglio e dettame del 
dottore Angeleri del luogo di Nove », 

Di costui parla lo stesso Celesia ne' suoi eruditi Cenni sto- 
rici sul Finale ligustico (pag. 48). 

1579. 

Dal Nuovo Giornale Ligustico ( l ) riferiamo : 

Oratio prò Moderatorum Genuensis Reip. eJectione 
coram Senatu habita calend. julij. Genuae, 1570. 

In 4.° 

Ne ha copia V Ambrosiana , secondo che attesta il sig. Tosi 
nel Nuovo Ricoglitore di Milano , quaderno del giugno 1 831 . 






(') Anno 1831 , pag. U5. 



( 528 ) 

1582. 

Vediamo in un esemplare completo dei Discorsi Ristorici 
universali di Cosimo Bartoli (citati a pag. 4 53 sopra un esem- 
plare monco ) che la dedicatoria a Giulio Pallavicino è sotto- 
scritta : Scipione Metelli da Castelnuovo di Lunigiana. Dopo 
T indice, nel tergo dell'ultima carta del terno, segnato * é un 
sonetto di Cristoforo Zabata allo stesso Pallavicino , della cui do- 
mestichezza e famigliarità si pregia V affettionatissimo servitore 
Metelli. 

4 583. 

Troviamo nelF Argelati (') : 
Ovidio de' Rimedi d' amore. In Genova 1583. 

In 4.°, senza nome di stampatore. Il traduttore è Angelo 
Ingegneri. 

1583. 

Presso il socio cav. prof. Giuseppe Gazzino . per gentile sua 
comunicazione : 

DEMETRII 

CANEVARII GENVENS1S 

DE 

rerum naturalium ortu, atout uiteritu 

COMMENTARIVM 

AD OCTAVIANVM 

FRATREM 

Genuae M.D.LXXXIII. 

(') Bibliot. Volgariz., T. Ili, pag. 16!. 



( 529 ) 

In 4.°, carattere rotondo, di pag. 39, olire il frontispizio e 
l'ultima facciata bianca; iniziali a disegno. La carta, di una 
fattura diversa dalle consuete genovesi , reca la marca del Sole. 
Dubito che possa essere carta e stampa spagnnola d' epoca po- 
steriore. 

Il Giustiniani (*) reca il titolo di detta opera senza più, sulla 
fede di Ottaviano Canevari ; ed il titolo pure , senza nota ve- 
runa di stampa , reca F Oldoini. 

Ora, ricordando che Demetrio nacque il 9 marzo 1559, ne 
consegue che egli avrebbe licenziato per le stampe questo opu- 
scolo scientifico di soli 24 anni. Verso il 1577 studiava lettere 
umane nel Seminario di Roma ; e dimorò poi 40 anni alla 
Corte pontificia. 

11 Canevari nel suo testamento ( codicill. § 145) ordinava si 
stampassero due sue opere, che furono difatti pubblicate il 
1 626 , « acciò in memoria mia restino queste mie poche fatiche » ; 
e di queste appunto fa anche parte il detto trattato. 

1 584. 
Nella R. Universitaria: 

DICHIARATICENE 

DI NEGOCIO 

PRINCIPALISSIMO 
DIRETTO A' SIGNORI, 

ET GENTILHYOM1NI GENOVESI, 

ET A QVALVNOVE JLLTRO 

lo vorrà intendere, fino a quel segno, che qui dentro si mostra. 

CON PRIVILEGIO. 

Scrittori Liguri, pag. 179. 



( 530 ) 

Stemma della Repubblica con corona retta da due genietti , 
come alla Tavola XIV. 

In Genoua con licenza de' Superiori. 1584. 

Foglio in 4. piccolo, senza numerazione di pagine; carattere 
rotondo, eccetto l' intestazione in corsivo, che merita d'esser qui 
riprodotta : 

In vn priuilegio concesso da diuersi Prencipi , et ultimamente 
dalla Serenissima Republica di Genoua , a fauore di Giacinto 
Barrozzi detto il Vignola in materia di una nuoua difesa, si 
sparte l' inuentione in quattro capi, V vltimo de' quali, e minore 
dell' altri, è il poter difendere ciascuna casa priuata da, qual 
si uoglia grande incursione de Turchi , o altri nimici con poca 
spesa nell' applicarlo , nel trattarlo , et con pochissimo numero 
di difensori; come da quel che segue meglio si potrà intendere. 

1585, 2 Luglio. 

A proposito dell Storia di Gerolamo Conestaggio , di cui si 
discorre a pag. 174, produciamo il documento seguente. 

Lusilanam historiam nuper a magnifico Ilieronymo de Fran- 
chis-Conestagio editam typisque Genuae excussam interdictum 
esto omnibus et quibuscumque in presenti ciuitate et Reipublicae 
dominio praeter lypographum ducalem alibi impressam vendere 
/luranlibus annis decem proxime venturis, sub poena amissionis 
hisloriae impressae et scutorum centum auri in auro prò sin- 
gula vice, aplicata por tertia parte Camerae Reipublicae, prò 
alia diclo ducali typographo et prò reliqua accusatori. Ita 
decretum per Serenissima Collegia ad calculos , instante ma- 
gnifico Ilieronymo Roccatagliata; et mandatum Magislratibus 
ad quos spectat ut instrumenti privilegium observàri faciant et 
prò ut in eo continetur ( 4 ). 

0) Ardi. Regio. Manuale Senato, 1585. 



( 531 ) 
1585. 15 Giugno. 

Troviamo nei Manuali del Senato ( 4 ) la notizia seguente : 

Impressori qui excussit proclama nòviter publicatum cantra 
Nicolaum Salvaigum deliberatae librae quattuor prò eius mer- 
cede dicti proclamatis , per Serenissima Collegio, ad calculos. 

Questo Nicolò Salvago ci è ritratto dal Casoni, come capo 
di una comitiva di banditi ; e perciò il proclama del quale è 
cenno nel documento su riferito devesi intendere che fosse una 
grida promettente una ricompensa a chi lo avesse consegnato 
vivo o morto in potere della giustizia. 

Però il Salvago non diede si presto nelle reti , da che V an- 
nalista testé citato racconta come a' 15 agosto 4 585 piombasse 
colla sua squadra improvvisamente in Albaro , catturando al- 
quanti nobili « principali per le ricchezze » . Alla notizia dell' au- 
dace impresa, viemaggiormente si commossero i cittadini; e la 
Signoria emanò provvedimenti consentanei alla gravità del caso. 

Nicolò riusciva per altro a rifugiarsi in Milano assieme ad 
Aurelio Cattaneo ; ma consegnati indi a non molto da quel 
Governatore e tradotti a Genova, furono quivi decapitati. Osserva 
nondimeno il Casoni « che il principio del bando del Salvago 
era proceduto da leggiera cagione e piuttosto da persecuzione 
dei suoi malevoli , che da propria malignità » ( 2 ). 

> 1585. 

La R. Università potè acquistare il libro solamente accennato 
a pag. 270, del quale si danno perciò le seguenti più precise 
indicazioni. 

(') Arch. Regio. Manuale cit. 

(*) Annali della Rep. di Genova, T. IV, pag. 147. 



( 532 ) 
DELLA MORTE 



DELL' ILL S. 

CARDINALE 

S. PRASSEDE, 

Arcivescovo di Milano. 
LETTERA 

DEL <P. D. CARLO BASCAPE 

chierico regolare di S. Paolo. 

decollato; 

AL REVERENDISSIMO 
MONSIGNOR SEGA, 

VESCOVO DI PIACENZA. 

Piccolo fregio in legno , colle imagini di Giobbe ed Elia ; 
e sotto: 

Stampata in Genova , 

MDLXXXV. 

Con licenza de' superiori. 

In 8.° piccolo, di carte 8 non numerate; il tergo dell' ultima 
bianca. Carattere corsivo minuto, assai nitido e bello. 

1 585. 

Si legge nel Giustiniani ( 4 ) che, secondo scrive il Possevino , 
Francesco Adorno, della Compagnia di Gesù, curò (studio) in 

(') Scrittori Liguri , pag. 66, col. 2. 






( 533 ) 

Milano T edizione della seconda parte delle Omelie per le dome- 
niche e tutte le feste principali dell' anno di Angelo Castiglione , 

Bealo Carolo Cardinali Borromaeo procurante. 

1586. 

Dal già lodato Sig. Rye, ed esistente nel Museo Britannico : 

Genesii Malfanti Genuensis De humana felicitate 
Dialogus Ad perillustrem atcpie ornatissimum virum 
Nicolaum Palla vicirmm. Genuae , De licentia Supe- 
riorum, 1586. 

In 4.°, di sette carte. 

1586. 
Ecco il frontispizio , che non potè darsi a pag. \ 87 : 

CENTO CASI 

DI COSCIENZA 

RACCOLTI DAL R. P. F. 

SERAFINO RAZZI 

Dell' Ordine de' Predicatori , 

DELLA PROVINCIA ROMANA; E FATTI VOLGARI 
A COMMODO DEI MENO SCIENZIATI Pa- 

rocchiani, e Curatori cT anime. 

RISTAMPATI CON AGGIVNTA 

d' alcvni casi de' cambii , et d' vn 

Trattato de' Censi 

Con licenza de' Superiori 



( 534 ; 
Piccola impresa Bartoliana (tavola XIX). 

IN GENOVA 
appresso Gerolamo Bartoli 
M . D . LXXXVI. 

In 18.°, di pag. numerate 423; più altre molte in principio 
non numerate, dove è la dedica sottoscritta da Pietro Bartoli, 
in corsivo grosso, e la Tavola. 

1 587. 

Ecco P intero titolo e la descrizione del libro , solo annun- 
ciato a pag. 4 99. 

ANDREA BRACCHI 

CIVIS GENVENSIS 

MEDICI, 

Pro elezione 

ASCANII COLVMNEI 

CARDINALIS AMPLISSIMI. 
ORA T IO 



Ad Mag. et Integerrimum virum 
IO. ^ÌNTONIVM OLIVAM 

Patritium Genuensem. 

Impresa Bartoliana (tav. XVI). 

GENVAE, 



A pud Hieronimum Bartolum, 1587. 






( 538 ) 

In 4.° piccolo, di carte G non numerate, carattere corsivo, 
con fregio in fronte della carta seconda » . 

Nel tergo del frontispizio cinque distici P. Laurenti B lanci 
in Mag. Jo. Anlonium Olivam. 

Nel dritto della sesta carta sotto un fiore e 

Genuae , Superiorum permissu , 1 587. 
1587. 

Il fu sig. Giuseppe Castelli ci comunicò la seguente descrizione: 

Meditationi 

sopra i Misteri 

della Passione 

et Ressuret 

tione 

di Cnristo N. S. 

Con le Figure et Profetie del Vecchio Te 

stamento, et con i Documenti che da 

ciascun passo dell'Evangelio si cavano 

Raccolte da diversi Santi Padri et da altri 

di voti Autori per il Padre Vincenzo 

Bruno, Sacerdote della Gompa 

gnia di Gresù. 

Impresa Bartoliana (tavola XXI). 

In Genova 1587 
Appresso Girolamo Bartoli. 

In 18.°, di pag. 617; carattere tondo. 

11 tipografo nella dedica alla signora Porzia Vaccari-Rivarola 
la dice una ristampa. Dopo il Proemio e tre sonetti del P. An- 
gelo Grillo , sta una silografia dell' Annunciazione. 

I Gioliti che avevano edito questo libro Tanno innanzi in 

Atti Soc. Lig. St. Patbu , Voi. IX, fase. III. 31 



( 556 ) 

Venezia, con privilegio eziandio del Governo genovese, mossero 
lite al Bartoli per la stampa da lui fatta (*). 

1588, 7 Gennaio. 

Troviamo pubblicato in quesf anno un editto dal Vicario Arci- 
vescovile, col quale si proibisce il giuoco o contratto che volgar- 
mente si chiama il redoglio, ovvero scomessa sopra le gravide, 
già tanto introdotto et frequentato , che ormai è passato in 
forma di negotio , onde si vedono seguire desperationi et morti 
di diverse persone et mine di povere famiglie. 

Da ciò ben si pare come anche nel secolo XVI fossevi un 
giuoco, che arieggiava quello del Lotto o Seminario venuto di 
poi, con tutte le sue funeste conseguenze. 

Neir editto è detto che il Senato eziandio avea bandita sì 
fatta proibizione. 

È un foglio volante senza note tipografiche, ma coi caratteri 
bartoliani ( 2 ). 

•1 588. 

La R. Universitaria acquistò" di recente l'Orazione, già da 
me registrata a pag. 207 , della quale posso perciò aggiungere 
la descrizione : 

ORATIONE 

DELLA LIBERTÀ, 

FATTA 

AL SEREN. SENATO 

DI GENOA 

Da Frate Innocentio Ghisi dell' Ordine de' Predicatori 
Il compito Acadcmico Inuaghito. 

C) Arci), cit. Senato, Filza 1. a del 1588. 

(*) Ardi. cit. Jurisdiclionalivm et EcclesiasUcorum, Fil. I a . 



TAVOLA XXV 




NVOVO STEMMA 
DELLA SERENISS. REPVBBLICA DI GENOVA 









LIBRARY 

OF THE 
•1»- OF ILLINOIS 



( 537 ) 

Stemma di Genova, con grifoni rampanti e corona, diverso 
dai prodotti finora; e che perciò diamo qui alla tavola XXV. 

IN GENOVA , con licenza de' Superiori. 



Appresso Girolamo Bartoli, M . D . LXXXVIII. 

In 4.° piccolo, di pag. 8 non numerate e carte 23 numerate. 

Le otto pagine contengono in bel corsivo , ornato di fregi , la 
dedica dell'autore « Al Molto Must, e Generoso Signore, il 
Sig. Gio. Battista Spinola Valenza » (di 4 pag. compreso il tergo 
del frontispizio ) , un sonetto « dell' autore al detto Sig. Gio. 
Battista », ed un altro sonetto sottoscritto « L' Assetato » ; nonché 
due epigrammi latini , sottoscritti « Il Vago » . Il resto contiene 
l' Orazione in bel carattere tondo , con grandiosa iniziale a 
disegno. 

4 588. 

La stessa Biblioteca acquistò pure la seguente edizione citata 
a pag. 207. 

I SEI LIBRI DELLA 

REPVBBLICA 

DEL SIG. GIOVANNI 

BODINO, 

Tradotti 

Di Lingua Francese nell'Italiana 

DA LORENZO CONTI 

GENTILVOMO GENOVESE. 

Con due Tavole, vna de' Capi, e l'altra delle cose fbtabili. 

CON PRIVILEGIO 

Del Re Catolico , e della Serenissima Repub. di Gettona. 



( 558 ) 
Impresa Bartoliana (tavola XV). 

IN GENOVA 
Appresso Girolamo Bartoli, 1588. 

In foglio, di pagine numerate 691, più le tavole e 3 di 
dedica « al Serenissimo Sig. rc il Sig. David Vacca Duce della 
Republica Genovese». La dedica è fatta dal traduttore, e data di 
Varazze a 1 dì 20 Gennaio 1588. 

1588, 24 Settembre. 

Dair atto seguente , additatoci dal eh. Alizeri , rileviamo il 
nome di un nuovo stampatore , sebbene non si conosca alcuna 
edizione uscita dai suoi torchi. 

In nomine Domini amen. Dominicus Geminianus Bertelli 
domini Josephi filius maior , modonensis etc. , se obligavit vigore 
presentis instrumenti domino Virgilio Johannisprandi olio qm. 
domini Benedicti, piacentino, presenti et acceptanti, se intra dies 
vigilili quinque proxime venturos intaliare et consigliare bene 
intaliatos et bene fabricatos duos alfabetos, armam Sue Bcati- 
ttedinis et tres fricios, quartum, octavum et duodecimum, et quat- 
tuor mascaletas etc. 

Et versa vice dominus Virgilius promittit ea laboreria de quibus 
supra recipere, seu recipi facere prò eo, per dominum Johan- 
nem Togninum Griconum qm. alterius Johannis, stampatorem 
in hac urbe Germe, et ci solvere seu solvi facere per dictum 
Johannem promercede scutos tresder.im de libris quattuor mo- 
nete Genue siugulo scuto ; infra solutionem cuius mercedis di- 
ctus dominus Geminianus et prò ara* fatelur imbuisse a diclo 
Virgilio presente etc. libras duodecim monete etc. 

Aduni Genue etc. Millesimo quingenlesimo octuagesimo oclavo 
. . . die vero sabati vigesima quarta septembris etc. 



( 539 ) 

Millesimo ci indie tione suprascripUs, die vero lune XXII1I 
octobris etc. 

Supradictus dominus Johannes Togninus etc. fatetur imbuisse 
ci recepisse a dicto domino Geminiano Bertelli presente dieta 
omnia et singula laboreria in sua dicto nomine satis faci 'ione; 
et versa vice dictus Geminianus fatetur Imbuisse et recepisse a 
dicto Johanne dicto nomine presente libras quadraginta Genue 
in pecunia numerata, prò complemento corum prelii etc. ('). 

1589. 

Già citata a pag. 214, ed ora acquistata dalla lì. Univer- 
s i tari a : 

LA 

VERONICA, 

O DEL SONETTO 

DIALOGO DI 

DON 
VINCENZO TORALTO 

D' ARAGONA. 

INTE%LOCUT01U 



Partenopeo , 
Genovino. 



Impresa Bartoliana (tavola XVI). 

IN GENO FA, 
Appresso Girolamo Bartoli. 1589. 

(') Ardi. Notarile. Atti del not. Giulio Romairone, Fogliazzo M, num. 208. 







( 540 ) 

In 4.° piccolo, di pag. 84 , più 2 non numerate , con Errori 
e Correttione. Carattere tondo nel frontispizio e nel resto del 
libro , tranne la dedica ad Alberico Cybo-Malaspina , Principe dì 
Massa ecc. (pag. 4-5), ed i versi riportati nel Dialogo, i quali 
sono in corsivo. Bella edizione. 

1590. 

Il Moreni, nelle Glorie della Casa Medici (pag. 165), reca il 
seguente libro del P. D. Angelo Grillo Abate Cassinese. 

Rime per le nozze del Serenissimo Granduca, e 
Granduchessa di Toscana ; con 1' aggionta degli ar- 
chi fatti nel regal' apparato della sua venuta. In Ge- 
nova 1590. 

In 12.°, molto raro. 

1590, 3 Marzo. 
Nell'Archivio di Stato (*). 

EDITTO GENERALE 

PER IL SANTO VFFITIO 

DI GENOVA. 

Foglio volante senza note tipografiche, ma con caratteri corsivi 
bartoliani. 

È in materia di eresie e libri proibiti. 

( 1 ) Juridìsct. et Ecclesiast. cit. 



( 541 ) 
1 590. 

Nel più volte citato Catalogo Relloro troviamo sotto quest'anno: 

Tre lezioni di Jacopo Mancini Poliziano sopra al- 
enili versi di Dante intorno alle macchie della lnna. 
Genova, Geronimo Bartoli. 

In 4.° 

1 590. 

Il Fetis ( 4 ) nota la stampa seguente di Maratto Tosone , com- 
positore genovese : 

Il primo libro di Madrigali a quattro voci. Genova 
appresso Girolamo Bartoli. 

In 4.° 

1591. 
Nella R. Universitaria : 

ALCVNE 

LEZZIONI DI 

IACOPO MANCINI 

POLIZIANO, 

c bLelV ^Accademia degli ^Aggirati, 
DETTO IL CONFVSO. 



ALLA MOLTO ILL. SIC VITTORIA 

Pinella Spinola, Signora della Rocca forte , 
e di Ronco'. 

C) Biogr. univ. des Musiciens; seconda ediz., T. Vili, p. 245 



( 542 ) 
Piccola impresa Bartoliana (tavola XXI). 

IN GENOVA, 

Con licenza de' Superiori, ijyi. 

In 8.° piccolo, di pag. 118; carattere corsivo. 

L'elenco Belloro ha il 4 590; nel quale anno pare si stampas- 
sero le sole tre lezioni sul Petrarca. 

La dedica , di due pagine in carattere tondo", reca la data 
« di Genova dì primo d' ottobre » ; e dice la Dedicataria « rag- 
guardevolissima in ogni parte del corpo , e dell' anima » . 

Le lezioni sono : tre intorno al sonetto del Petrarca QuesC a- 
nima gentil che si disparte (pag. 5-70), ed una quarta sopra 
alcuni dubbi in Poesia, intorno a due versi di Merlin Cocai , 
Poeta Mantovano (pag. 77-1 18). Questa inoltre è preceduta da 
un avviso dello stampatore a' lettori (pag. 71-2), da un madrigale 
di Gio. Ambrogio Spinola (pag. 73) , da un sonetto di Gio. Bat- 
tista Spinola (pag. 74) , da un altro « del Solingo Accademico 
Addormentato » (pag. 75) e da un epigramma di Domenico An- 
saldi Cebà (pag. 70). 



( 545 ) 
1 592. 

Nella R. Universitaria : 

PREDICHE 

DI MONSIGNOR 

R. M0 PANIGAROLA 

VESCOVO D'ASTI. 

FATTE DA LVl SPEZZATAMENTE 

e fuor de' tempi quadragesimali , 
In varii luoghi, et a varie occasioni più Illustri. 

CON TRE TAVOLE, 

Una delle Prediche, l'altra delle cose notabili, che in esse si contengano, 
La terza dei luoghi della scrittura esposti. 



Al Molto Ill. mo e Reuer. Sig. mio osseruandiss. il Sig. Gio- BATTISTA 

Doria , del fu Sig. Pier Francesco. 
Impresa Bartoliana (tavola XVI). 

In Genova, Per gli Heredi di Girolamo Bartoli, 
Con licenza de' SS. Superiori, V Anno, M . D . XCII. 

In 4.°, di pagine numerate 412; carattere corsivo. 
La dedica di 2 pagine è sottoscritta da Pietro Bartoli. Se- 
gue altra pagina non numerata intitolata: 

A ROMA 
FRATE FRANCESCO PANIGAROLA 

VESCOVO D' ASTI. 

Succedono due lunghe tavole (A-D). Nel dritto deir ultima 
carta è il registro. 



( 544 ) 
1593. 

Dal Felis (■) : 

Il primo libro dei motteti a cinque voci di Maratto 
Tosone. Genova appresso Girolamo Bartoli. 

In 4.° 



\ 593. 



Nella R. Universitaria: 



ALCESTE, 

TRAGEDIA 

DI GIVLIO 

SALINERO, 

Detto l' Abbandonato fra gli 

Accademici Accesi. 

In fine: 

Per gli heredi di Girolamo Bartoli. 1593. 

IN GENOVA 

Con licenza de' Superiori 1595. 

Il titolo trovasi entro una bella decorazione in legno, nella 
quale campeggia 1" impresa Bartoliana , delle dimensioni all' in- 
circa di quella recata alla tavola XVI. 

In 4.°, di pagine numerate 85 ; l' ultima bianca. Bel carattere 
corsivo, tranne a pag. 3 , ov 1 è la dedica al sig. Lelio Pavese ; 
al quale scrive 1' autore da Savona il 1 3 marzo dell'anno stesso, 



(') Op. cit. 



( 545 ) 

che « ne gli accidenti d' Alceste , descrìsse parte delle sue 
pene » ; ed a pag. 4, oV è l'Argomento. 



1 594. 



Dal citato Catalogo Belloro : 

Stimolo del peccatore cavato dalle Considerazioni 
dei benefìcii, con la giunta di varii Dialoghi spiri- 
tuali del P. Bernardino Zanoni. Genova 1594. G. 
Pavoni. 

In. 4.° 

1595. 

Neil' elenco medesimo : 

Pietosi affetti di D. Angelo Grillo, monaco Cassi- 
nese. Genova per gli eredi di Girolamo Bartoli. 

In 8.° 

1595. 

Di un editore savonese in Roma è memoria nella seguente 
opera. 

Parnassus Poeticus Nicolao Nomeseio Gharmensi 
Lothearingio auctore. — Pars prima — ^Romae ex ty- 
pographia Gulielmi Facciotti prò Petro Lanza. 

In 8.°, di pagine numerate 617. 

1596. 

Pars secunda — Romae, apud Petrum Ant. Lanzam 
Savonen. 

Di pagine numerate 494, con dedica del Lanza Gabrieli 
Berrettai. 



( 546 ) 
1599. 
Nella R. Universitaria : 

RIME 

DI CESARE 

MORANDO. 

Impresa Pavoniana (tavola XX). 

IN GENOVA 

Appresso Giuseppe Pauoni. MDXGIX. 

Con licenza de' Superiori. 

In 4.° piccolo, di pagine numerate 43; più 2 di dedica al sig. 
Francesco Marini del sig. Geronimo , sottoscritta dall' autore in 
Genova alli 25 di settembre dello stesso anno '1599. Carattere 
corsivo, e grandi iniziali a disegno. 

Vi sono anche trattati patrii subbietti , come : sonetto per An- 
drea Doria; canzone sopra P imagine di N. Signora, miniata da 
G. B. Castello ; altra nella professione di suor Maria Giovanna 
Conestaggia; altra in morte di Luca Cambiaso pittore eccellen- 
tissimo ; sonetto sopra P Istoria di Genova di mons. Oberto 
Foglietta. 

1599. 

La seguente è registrata dal Paltoni (') : 

Alceste, Tragedia di Euripide, tradotta dal Mag. 
Hieronimo Giustiniano (" 2 ) nella morte della moglie. 
In Genova , appresso Giuseppe Pavoni , 1599. Con 
licenza de' Superiori. 
In 8.° 

(') Voi. II, pag. 56. 

f) È forse quello ricordato dall' Oldoini nell'Ateneo, pag. 261. 



( 547 ) 

Non vi precede che V argomento in undici versi. Era nella 
Zeniana. 

4599. 

Nella R. Universitaria : 

PLANCTVS 

S. BERNARDI. 

IN MEDITATIONE 

PASSIONIS. 

DOMINI NOSTRI 

IESV CRISTI. 

Vignetta in legno della Crocifissione. 

GENVAE, MDXGIX. 



Apud Josephum Pauonem. 

De licentia super io rum. 

Carattere romano, frontispizio inquadrato da fregi. 

In 12.°, di pag. 22, più 2 altre non numerate; nella prima 
delle quali S. Bernardo col Diavolo ginocchioni e una catena 
al collo ; neir altra la Madonna cogli Apostoli nel Cenacolo. 



( 548 ) 

1599. 

Il dubbio già posto a pag. 256 viene risolto dal libro stesso 
esistente nella R. Universitaria e prima non avvertito : 

LE 

MANIERE 
DE' VERSI 

TOSCANI 

DEL SIC GABRIELLO 

CHIABRERA. 

Impresa Pavoniana (tavola XXII). 

IN GENOVA 

Appresso Giovanni Pavoni : 

MDXCIX 
Con licenza de' Superiori. 

In 24.°, di pagine 42, con fregi e iniziali a disegno; carat- 
tere corsivo. 



1600. 



Il Giustiniani (') nota : 

La fascia , Canzone del Sig\ Gasparo Murtola per 
lo nascimento della Signora Anna Maria Mortola. 
Genova, Giuseppe Pavoni 1600. 

In 4.° 



(') Scrittori Liguri, pag. 266. 



( 849 ) 
AGGIUNTE 



Era già molto inoltrata la stampa di questo nuovo Sup- 
plemento , quando il mio lodato collega Neri mi trasmetteva 
la seguente descrizione di quattro stampe , i cui esemplari si 
custodiscono nella Biblioteca Comunale di Sarzana. 

1558. 
TRATTATO 

DELLA COM- 
MVNIONE. 

Del Reuerendo Bonfignore 
Cacciaguerra. 

Nouamente rìftampato con più coje 
giunte dall' isteffo authore. 

Sotto havvi una piccola silografia, che rappresenta T eleva- 
zione dell 1 Ostia , e quindi la data : 

IN GENOVA 
1558. 

Al retto della carta 189, sotto al Registro è scritto: 

IN GENOVA 
APPRESSO 
ANTONIO BEL- 
LONE 
M. D. LVIII. 

In 8.° piccolo, di carte numerate 190; oltre il frontispizio. 
Dalla approvazione ecclesiastica, che leggesi a tergo dell' ul- 



( 550 ) 

tima carta , si rileva che questa edizione fu eseguita sopra altra 
fatta a Roma. 

4578. 

CONTEXTVS 

V N I V E R S AE 

GRAMMATICES 
DESPAVTERIANAE PRIMAE PARTIS 

Syntaxeos, Artis verfificatoris, &: Figurarum : cura 

iuorum commentariorum epitome, quàm fieri 

potuit breuifsime concinnata, 

TE% IO ^1^. TELLISSO^EM 
CONDRIENSEM. 

c N_,unc etiam vulgarì Italico /emione multis 
in locis explicata, & mieta. 

Impresa piccola del Belloni (tavola X); e sotto: 

G E N V AE. 

Apud Marcimi Antonium Bellonum 
M. D. LXXVIII. 

In 8.°, di carte 427 numerate, e l'ultima bianca. La nume- 
razione corre regolare fino alla 4 20; le ultime 7 per errore 
tipografico sono numerate dal 9 al 15. 



( 851 ) 
Unita insieme a questa operetta trovasi quasi sempre la 
seguente : 

RVDIMENTA 

PRIMA LATIN AE 

GRAMMATICES. 
IO. PELLISSONE CON- 

DRIENSI AVCTORE. 

M D V S EX^lMI^A^DiAE 

Confinici ionis in or al ione per eundem. 

Impresa piccola come sopra, e quindi: 

G E N V AE 

Apud Marcum Antoniunf Bellonum. 

M. D. l x x v 1 1 1. 
In 8.°, di carte 76. 



( 552 ) 
1598. 

STEPHANI 

PLAZONIS 

SECVNDA EDITIO 

DONATI. 

EA CVRA NVNC RECENS 

emendati , erroribusq ; omnib. expurgati , 

vt caftigatior , illuftriorq ; numquam 

in lucern prodierit. 

Vnà coni traclatu de generibus nominimi, et de formatìonc 

praeteritorum , et fupinorum ad cognitionem 

Grammatices perneceffario. 

Piccola impresa del Pavoni (tavola XXII). 

G E N V AE, 

Apud Iofephum Pauonem. MDXCVIII. 
In 8.°, di pagine 248. 



( 553 ) 
1 538. 

Ed ecco ancora un'aggiunta, la quale ci è comunicata dal 
llega cav. Belgrano. 
Nella Civico-Bcriana : 



LEGES ROTAE 

GENVENSIS 

NVPER 

REFORMATAE 

E sotto il Vexillum Genuae , come nella Tavola V. 

Sono in tutto otto pagine non numerate , formato di foglio. 

A tergo del frontispizio leggesi il decreto datato MDXXXV1IL 
die ultima Decembris , con cui il Doge, i Governatori ed i Pro- 
curatori della Repubblica approvano le dette Leggi e ne stabili- 
scono T osservanza. 11 resto della pagina è occupato dalla silo- 
grafia di san Giorgio , che può vedersi nella Tavola VI. 

Non vi è nota di tipografo; ma 1' identità dei caratteri usati 
in altre stampe d'Antonio Belloni è chiara prova che l'edizione 
usci dalla sua officina. 




Atti Soc. Lio. St. Patria, Vol. IX, fase. IV. 35 



PROSPETTO 

DELLE EDIZIONI LIGURI 
INDICE ALFABETICO 



PROSPETTO 
DELLE EDIZIONI LIGURI 

A TUTTO IL SECOLO XVI 

DI CUI SI FA PAROLA PER LA PRIMA VOLTA 

IN QUESTO SUPPLEMENTO 

DISTRIBUITE SECONDO l' ORDINE DELLE MATERIE 



GRAMMATICA E LETTERATURA. AMENITÀ 



1. 1541. Doni , Dialoghi Genova Pag. 498 

2. 1556. Aesopus constructus etc Ivi » 500 

3. 1570. Mutio, Fonte di nobiltà Ivi » 504 

4. 1572. Trissino, La Sofonisba Ivi » 514 

5. 1572. Alberti, Concetti amorosi .... Ivi » ivi 
5. 1578. Sallustius , De L. Sergii Catilinae 

coniuratione etc Ivi » 522 

7. 1578. Pellissonus, Contextus univ. Gramm. Ivi » 550 

8. 1578. Id. Rudimenta prima Lat. 

Gramm Ivi » 551 

9. 1583. Ovidio, Rimedij d'amore .... Ivi » 528 

10. 1590. Grillo , Rime per le nozze del Gran- 

duca di Toscana Ivi » 540 

11. 1590. Poliziano, Tre lezioni sopra alcuni 

versi di Dante Ivi » 541 

12. 1590. Maratto Tosone , Primo Libro di 

Madrigali Ivi » ivi 

13. 1591. Poliziano, Alcune Lezzioni .... Ivi » ivi 



( 558 ) 

14. 1593. Maratto Tosone , Primo Libro dei 

motteti Genova 

15. 1593. Salinero , Alceste Ivi 

16. 1595. Grillo, Pietosi affetti Ivi 

17. 1598. Plazonus , Secunda editio Donati . Ivi 

18. 1599. Morando , Rime Ivi 

19. 1599. Euripide, Alceste trad. da Hieronimo 

Giustiniano Ivi 

20. 1599. Chiabrera, Le maniere de' versi to- 

scani Ivi 

21. 1600. Murtula, La fascia Ivi 



Pag. 


544 


» 


ivi 


a 


545 


» 


552 


» 


546 



IVI 

548 
ivi 



SCIENZE FILOSOFICHE ED ASTRONOMICHE 

1. 1534. Mappamundus seu carta navigandi . Genova Pag. 490 

2. 1536. Plutarco , Della curiosità Ivi » 493 

3. 1586. Malfante , De humana felicitate . . Ivi » 533 

ASCETICA 

1. 1523. De bene vivendi Savona Pag. 483 

2. 1558. Cacciaguerra . Della communione . . Genova » 549 

3. 1571. Sacchi , Instruttione etc Ivi » 513 

4. 1587. Bruno , Meditazioni sopra i Misteri 

della Passione etc Ivi » 535 

5. Panigarola . Prediche Ivi » 543 

6. 1594. Zanoni , Stimolo del peccatore ... Ivi » 545 

7. 1599. Planctus S. Bernardi Ivi » 547 

STORIA IN GENERE 



1. 1538. Opera nova . . . degli fatti del perfido 

Turcho etc Genova Pag. 496 

2. 1548. Dichiaratione di negocio principalis- 

simo etc Ivi » 529 



Ivi 


» 


500 


Ivi 


» 


526 


Ivi 


» 


527 


Ivi 


» 


531 



( 559 ) 



STORIA LIGUSTICA. DIRITTO PATRIO 

1. 1538. Leges Rotae Genuensis Genova Pag. 553 

2. 1544. Criminalium jurium civitatis Genuensis. Ivi » 499 

3. 1553. Giustiniano, Oratione ... nella conse- 

gnatone del Stendardo all' Illu- 
striss. . . Andrea D' Oria .... 

4. 1579. Diffesa de' Finaresi 

5. 1579. Oratio prò Moderatorum Genuensis 

Reip. electione 

6. 1585. Proclama contro Nicolò Salvago . . 

7. 1588. Editto del Vicario Arcivescovile con- 

tro il giuoco del Redoglio ... Ivi » 536 

8. 1590. Editto Generale per il Santo Uffltio 

di Genova Ivi » 540 

SCIENZE NATURALI E MEDICHE 

1. 1579. Boerio , Trattato delli buboni . . . Genova Pag. 526 

2. 1583. Canevari , De rerum naturalium ortu. Ivi » 528 

RIASSUNTO 

Grammatica e Letteratura. Amenità Ediz N.° 21 

Scienze filosofiche ed astronomiche Id. » 3 

Ascetica Id. » 7 

Storia in genere Id. » 2 

Storia Ligustica. Diritto Patrio Id. » 8 

Scienze naturali e mediche Id. » 2 



Totale . . Ediz. N.o 43 

Le quali spettano tutte al secolo XVI, ed a Genova; eccetto 
una del 1523, che appartiene a Savona. 



( 560 ) 

Inoltre queste 43 edizioni si compongono delle seguenti : 

Latine N.° 30 

Italiane » 13 

N.° 43 
Alle quali aggiunte quelle riferite nelle Notizie e nel Primo 
Supplemento in numero di » 236 

si ha un totale di edizioni liguri dal 1472 al 1600 pari a N.° 279 



INDICE CRONOLOGICO 



DELLE EDIZIONI E NOTIZIE CONTENUTE IN TUTTA L OPERA 



Anne 


1469 


pag 


. 15. 




Anno 


1514 


pag 


. 52. 


» 


1471 


» 


427. 465. 




» 


1515 


» 


478. 


» 


1472 


» 


13, 24, 429, 


431. 


» 


1516 


» 


55, 260. 


» 


1473 


» 


26, 329, 432, 


465. 


» 


1517 


» 


60. 


» 


1474 


» 


29, 466. 




» 


1518 


» 


60, 478. 


» 


1476 


» 


331, 468. 




» 


1519 


» 


479. 


» 


1477 


» 


469. 




» 


1520 


» 


ivi. 


» 


1479 


» 


33. 329. 




» 


1522 


» 


61. 480. 


» 


1480 


» 


34, 39. 




» 


1523 


» 


62, 340, 483. 


» 


1481 


» 


37, 40. 




» 


1524 


» 


62. 


» 


1482 


» 


41. 474. 




» 


1526 


» 


346. 


» 


1484 


» 


37. 




» 


1528 


» 


63. 


» 


1486 


» 


42, 47. 




» 


1529 


» 


483. 


» 


1488 


» 


43. 




» 


1533 


» 


64, 484. 


» 


1489 


» 


44. 




» 


1534 


» 


262, 490. 


» 


1490 


» 


42, 44. 




» 


1535 


» 


64. 


» 


1491 


» 


45. 474. 




» 


1536 


» 


69, 493. 


» 


1494 


» 


45. 




» 


1537 


» 


72. 


» 


1496 


» 


46. 




» 


1538 


» 


74, 494. 553. 


» 


1498 


» 


ivi. 




» 


1539 


» 


76. 


» 


1503 


» 


47, 259, 335, 


475. 


» 


1540 


» 


77. 496, 498. 


» 


1504 


» 


475. 




» 


1541 


» 


498. 


» 


1506 


» 


336. 




» 


1543 


» 


77, 262, 408. 


» 


1510 


» 


259. 




» 


1544 


» 


499. 


» 


1512 


» 


51, 476. 




» 


1546 


» 


80. 


» 


1513 


» 


477. 




» 


1547 


» 


80. 











( 562 ) 








Anno 


1549 


pag. 


82. 




Anno 


1579 


pag 


145, 524, 526. 


» 


1550 


» 


85, 262. 




» 


1580 


» 


149, 362. 


» 


1551 


» 


86. 




» 


1581 


» 


150. 


» 


1553 


» 


90, 499, 


500. 


» 


1582 


» 


153, 363, 528. 


» 


1554 


» 


92. 




» 


1583 


» 


159, 528. 


» 


1555 


» 


94. 




» 


1584 


» 


529. 


» 


1556 


» 


95, 500. 




» 


1584-5 » 


160, 167. 


» 


1557 


» 


98, 349. 




» 


1585 


» 


171, 179, 270, 


» 


1559 


» 


101,264, 


350,502. 








363, 530, 531. 


» 


1560 


» 


102, 356 


, 503. 


» 


1585-6 » 


177. 


» 


1562 


» 


106. 




» 


1586 


» 


180, 369, 533. 


» 


1563 


» 


109. 




» 


1587 


» 


188, 270, 372, 534. 


» 


1566 


» 


110. 




» 


1588 


» 


199, 374, 536, 538. 


» 


1567 


» 


ivi, 266, 


557. 


» 


1589 


» 


208, 375, 539. 


» 


1568 


» 


111, 266, 


359. 


» 


1590 


» 


214. 227, 270, 540. 


» 


1568-9 » 


113, 360, 


504. 


» 


1591 


» 


224, 379. 


» 


1569 


» 


115, 267. 




» 


1592 


» 


380, 543. 


» 


1570 


>> 


116, 267, 


360. 


» 


1593 


» 


232, 544. 


» 


1571 


» 


119, 269, 


513. 


» 


1594 


» 


237, 445. 


» 


1572 


» 


123, 514. 




» 


1595 


» 


239, 445. 


» 


1573 


» 


128, 362. 




» 


1596 


» 


242, 380, 445. 


» 


1575 


» 


133. 




» 


1597 


» 


245, 381. 


» 


1576 


» 


138, 269, 


515. 


» 


1598 


» 


249, 381. 


» 


1577 


» 


516. 




» 


1599 


» 


255, 382, 546. 


» 


1578 


» 


142, 522. 




» 


1600 


» 


257, 548. 



INDICE ALFABETICO 

GENERALE DI TUTTA L'OPERA 



(I numeri indicano le pagine) 



Accademie. Ved. Accesi, Addor- 
mentati, Dispersi, Svegliati. 

Accesi (Accad. degli), 227, 544. 

Addormentati (Accad. degli), 192. 

Adorno Francesco, scrittore, 170; 
editore, 532-3. 

Aesopus constructus etc, stampato 
in Genova, 500. 

Airoli Gio. Tommaso , scrittore , 
385. 

Alaleoni G. B. , dedicante, 380. 

Alamanni P. Giuseppe, oratore, 
201. 

Albenga. Suoi statuti , 479. 

Alberti Leon Battista, scrittore, 
514, 520. 

Aldrovandi Matteo, scrittore, 113, 
132, 147, 156, 504. 



Alesserio Domenico, scrittore, :>85. 

Alighieri Dante, 27, 55, 216, 262. 

Alizeri Federico, 331, 346, 351, 
363, 389, 468, 490, 494, 496, 
503, 524, 538. 

Allegro (Di) Stefano , libraio edi- 
tore, 61, 278. 

Amanti Bartolomeo , scrittore, 55. 

Amanuensi, 9, 133, 425, 434. 

Ambrosio, cartaro, 382. 

Amelonghi Girolamo , scrittore , 
146, 229. 

Angeleri di Novi, scrittore, 527. 

Angioli (degli) Nicolò, scrittore, 
132, 147, 156, 229. 

Anonimo, scrittore, 220. 

Ansaldi-Cebà Domenico, scrittore, 
542. 



( 564 ) 



Antiquario Giacomo, scrittore, 56. 

Anversa (di) Antonio, tipografo, 
427, 431, 432, 433. 

Appiano Alessandro d' Aragona, 
scrittore, 169, 228. 

Aretino Pietro , scrittore , 74. 

Argentina (di) Tommaso, scrit- 
tore, 171. 

Ariosto Lodovico. Sue satire, 520. 

Ariosto Orazio, scrittore, 215. 



Arnaldo (frate), scrittore, 290. 
Arnolfini Pompeo, scrittore, 176, 

186, 204, 229, 374, 382, 383, 

394; traduttore, 249. 
Avanzo Francesco, traduttore, 186. 
Avignone Gaetano, bibliofilo, 86, 

129, 145, 150, 155, 162, 206, 

249, 257, 265, 266, 293, 372, 

384, 385. 



B 



Baivero Vincenzo , vescovo di 
Noli, 53. 

Baldelli Francesco , traduttore , 
389. 

Baldi Accursio, scrittore, 146. 

Baldi Tommaso, scrittore, 170, 
221. 

Barbarino Nicolò, letterato, 62. 

Bardi Antonio Maria, scrittore, 
228. 

Barozzi Giacinto detto il Vignola, 
scrittore, 529. 

Bartoli Cosimo, scrittore, 153,528. 

Bartoli Girolamo, tipografo, 165, 
171, 277, 288, 367, 368, 369, 
370, 375, 376, 379, 380, 381, 
388, 389, 534. Suoi eredi, 367, 
544. Sua impresa, 283. In lite 
coi Gioliti, 536. 

Bartoli Pietro, tipografo, dedi- 
cante, 188, 233, 247, 277, 367, 
368, 373, 534. 

Bascapé P. Carlo, scrittore, 270, 
531. 



Basciadonne Andrea, notaio, 161. 

Battista da Teri fiorentino, tipo- 
grafo in Genova, 433. 

Bava Andrea, scrittore, 263. 

Bava Battista, dedicatario, 137. 

Beccaria Angela Bianca , enco- 
miata, 240. 

Belgrano Luigi Tommaso , 48, 50 , 
52, 62, 271, 306, 322, 388, 421, 
522-3, 553. 

Bellati-Bernardi Leonora, scrit- 
trice, 220. 

Bellone Antonio, tipografo, 64, 
274. Sue imprese , 282. Sue con- 
venzioni col Governo della Re- 
pubblica, 484. Stampa in Ge- 
nova un' opera di Plutarco, 493; 
e una del Savonarola, 494. Due 
suoi contratti con Lorenzo Lo- 
mellino-Sorba, 495. Cartaio in 
Genova, 498. Domanda di pri- 
vilegio per sé e suo figlio Cri- 
stoforo, 503. 

Bellone Cristoforo di Antonio, ti- 



( 565 ) 



pografo, 130, 147, 276, 359, 
361, 388. Sue imprese, 282. De- 
dicante, 25G. 

Bellone Marc' Antonio, tipografo 
e giureconsulto, 118, 152, 286. 
Sue imprese, 282. In società con 
Antonio Roccatagliata e Luigi 
Portelli, 516. 

Belloni Fabio, scrittore, 241. 

Belloro Gio. Battista, bibliofilo , 
493, 541, 545. 

Belprato Vincenzo, scrittore, 213. 

Bembo Lorenzo, dedicatario, 371. 

Benalio, scrittore , 156. 

Bendinella Silvia, scrittrice , 241. 

Bene (De) vivendi , libro stampato 
in Savona, 483. 

Benedetti (De') Girolamo, tipo- 
grafo, 60, 274. 

Bernardo (S.). Planctus sup. medit. 
Passion. Chr., 112, 547. 

Bernissone Cassano, dedicatario , 
177. 

Berruerio Giuseppe, tipografo, 61, 
63, 272, 339, 342, 316, 387. 

Berruerio Jacopo , tipografo 483. 

Bertelli Domenico Geminiano, in- 
tagliatore , 538. 

Bertoloni Antonio, scienziato. 500. 

Bevilacqua Nicolò, tipografo, 388. 

Bevilacqua Simone, tipografo, 51, 
54, 272. Sua impresa, 280. 

Bianchi Eugenio, bibliografo, 328. 

Bianchi o Bianco, P. Lorenzo, 
scrittore, 170, 180, 208, 535. 

Bidelli Giulio, scrittore, 146. 

Bigi Ludovico, pittore, 466. 



Bizaro Pietro, storico, 394. 

Bobba, cardinale, scrittore, 148. 

Boccardi Cesare, tipografo, 153, 
276. 

Boccone Battista, editore, 339, 389. 

Bodino Gio. Ved. Conti Lorenzo. 

Boeri Luchino, scrittore medico, 
526. 

Boeri Ottavio, scrittore, 170. 

Boerio GorrettaGiacopo, scrittore, 
362. 

Boezio, filosofo, 329. 

Bolganni Belisario, scrittore, 146. 

Bologna (di) Angelo Michele, 
scrittore, 380. 

Bona Giulio, scrittore, 193. 

Bonaguidi Antonio, scrittore, 228. 

Bonaguidi Olimpio, scrittore, 156. 

Boncompagno Filippo, cardinale, 
181. 

Bonfadio Jacopo, scrittore, 115, 
119, 132, 146, 268. Suoi an- 
nali, 181, 247, 389. 

Bongi Salvatore, bibliofilo e bi- 
bliografo, 338, 355, 356. 

Bono Giovanni , tipografo , 32 , 
271, 331, 466. 

Bordonio Girolamo, dedicatario, 
188. 

Borghesi Diomede, scrittore, 146. 

Boselli Pietro, scrittore, 180. 

Bottari, libraio, 88. 

Bottigaro Ercole, scrittore, 229. 

Bovio Alessandro, scrittore, 228, 

230. 

Bracchi Andrea, medico e scrit- 
tore, 199, 534. 



Bracelli Gaspare , editore , 478. 
Bracelli G. B., vescovo, editore e 

scrittore, 119. 
Bracelli Jacopo, scrittore, 27, 

480. 
Brigida (Santa). Sue rivelazioni, G0. 



( 566 ) 

Bruni Vincenzo, scrittore, 214, 
535. 

Bucci Agostino, scrittore, 132. 

Bullen Giorgio, del Museo Bri- 
tannico , 375. 

Buzenga Francesco, scrittore, 245. 



C. Z. L., scrittore, 132. 

Calanis-Centurione Tommaso, scrit- 
tore, 85, 98. 

Calegari Tommaso, scrittore, 223, 
385. 

Calvi Bartolomeo, scrittore, 231. 

Cambi (Dialogo de'), 130. 

Camerano (di) Conte, scrittore, 146. 

Camilla Gio. , scrittore, 108. 

Camilli Camillo , editore geno- 
vese in Venezia, 449. 

Camogli Stefano , scrittore edi- 
tore, 522. 

Campora Giacomo, scrittore, 465. 

Campori Giuseppe, scrittore, 366. 

Campos Francesco, scrittore, 262. 

Canevari Demetrio, medico, biblio- 
filo e scrittore, 398, 528. 

Capello Bernardo, scrittore, 156. 

Capelloni Lorenzo, scrittore, 140, 
521. 

Capilupi Ippolito, vescovo e scrit- 
tore, 204. 

Capitoli conceduti ai Genovesi dal 
Re Luigi XII, 398. 

Capponi Pietro , scrittore , 229. 

Capurro Gio. Francesco, biblio- 
filo, 39. 



Capurro Perrotto, scrittore, 147. 

Caracci Agostino , intagliatore , 
218. 

Caracciolo Pasquale, dedicatario, 
356. 

Caraffa Ferrante, scrittore, 228, 
350, 502. 

Carbone Giacomo, libraio geno- 
vese, 527. 

Carenzi Battista, consigliere di 
Diano, 162. 

Carezano Alberto, medico e scrit- 
tore, 238. 

Carniglia Gaspare, id., 237. 

Caro Annibale, scrittore, 146, 156. 

Carranza Pietro Maria, scrittore, 
202. 

Carrega Gio. Nicolò, scrittore, 231. 

Carretto Oderico , scrittore, 241. 

Casa (Della) Gio., scrittore, 146. 

Casaretto Giovanni, bibliofilo, 360, 
361. 

Caséro Barnaba, scrittore, 232. 
Suo sepolcro, 233. 

Casone Girolamo, scrittore, 241. 

Castelletti Bernardino, scrittore, 
146; dedicatario, 155. 

Castelli Giuseppe, 113, 535. 



( 567 ) 

Castello Bernardo, pittore, 214; 
encomiato, 228, 277. 

Castello G. B., miniatore. 379. 

Castiglione Angelo, scrittore, 532. 

Castiglione Pietro Antonio, tipo- 
grafo, 18, 23, 24. 

Castro (Di) Scipione, scrittore, 
133, 156. 

Caterina (Santa). Ved. Fieschi. 

Cattaneo Filippo , Bibliotecario 
dei RR. Missionari Urbani , 293. 

Cattaneo Marco , scrittore edi- 
tore, 346. 

Cattaneo Paolo, scrittore, 132. 

Cattaneo Prospero, scrittore, 241. 

Cattaneo-Delia Volta Stefano, de- 
dicante, 99; scrittore, 108. 

Cavalchino Marcantonio, a' ser- 
vigi del Principe D'Oria, 394, 
396. 

Cavalletto Gio. Jacopo, scrittore, 
228. 

Cavallo Battista, tipografo, 33, 
36, 272, 331, 389. In società 
con altri genovesi , 468. 

Cebà Ansaldo, scrittore, 215, 241. 

Cebà Antonio, doge encomiato, 232. 

Cefali Gio., scrittore, 124. 

Celesia Emanuele , Bibliotecario 
della Università di Genova, 293, 
257. 

Celle Benedetto, tipografo, 88. 

Centurione Adamo, dedicatario, 
108. 

Centurione Agostino, scrittore, 
132, 156. 

Centurione Alessandro , arcive- 



scovo di Genova, dedicatario', 
237. 

Centurione G. B. , vescovo di Ma- 
riana e poi di Savona. Suo si- 
nodo, 144, 188. 

Centurione Girolamo, scrittore, 
193. 

Centurione Marco , dedicatario , 
158. 167. 

Centurione Tommaso, editore, 331. 
In società con Battista Cavallo, 
468. 

Ceva Gio. Andrea, scrittore, 206, 
213, 215, 241. 

Chiabrera Gabriello, poeta, 183, 
190, 193, 205, 225, 228, 256, 
278, 542. 

Chiavari Agostino, scrittore, 113. 

Chiavari Ampegli, scrittore, 146, 
152, 200. 

Chiavari Fabiano, scrittore, 360, 
520. 

Chiavari Gio. Luca, scrittore, 170. 

Chiavari Girolamo, doge, 168. 

Cibo, famiglia, 183. 

Cibo Alberico, scrittore, 198, 228. 

Cibo Francesco Maria, scrittore, 
204. 

Cibo-Clavica Pietro, dedicante, 99. 

Cibo-Malaspina, dedicatario, 540. 

Cibo-Montebruno Francesco, no- 
taio, 111. 

Cicerone. Sue epistole, 521, 523. 

Cigala Battista, correttore, 59. 

Ci vitale (da) Matteo, tipografo, 10. 

Comines (di) Filippo, storico, 238. 

Conestagio. Ved. De Franchi. 



( 568 ) 



Conestagio Girolamo , cartaio , 
498. 

Confredo Giacomo, consigliere di 
Diano, 162. 

Congregazione della Madonna, de- 
dicataria, 235. 

Contardo Gio. Agostino, scrittore 
medico, 269. 

Contestabile Pietro, scrittore, 108, 
156, 170, 200, 222, 385. 

Conti Lorenzo, traduttore, 147, 
297, 238, 537; scrittore, 169. 

Copia di una lettera ecc. , 136. 

Coppetta Francesco, scrittore, 132, 
146, 156. 

Corderò Baldassarre di Mondovì, 
partecipe della prima tipografìa 
genovese, 430; in una seconda 
società tipografica, 431. 



Corderò Gio. Tommaso , fratello 
del precedente, 431. 

Cornice Pietro , scrittore , 223. 

Corniglia G. B., 389, 394. 

Corrado Baldassarre , giurecon- 
sulto, 162. 

Corsica. Suoi statuti, 120, 129. 

Corsini Lodovico, scrittore, 156. 

Corte Cesare, scrittore, 150; pit- 
tore encomiato, 229. 

Costa Gio., scrittore, 170; dedi- 
catario, 188. 

Costa Giuliano, scrittore, 170. 

Costa Nicolò, correttore e dedi- 
cante, 236. 

Costo, editore, 189. 

Crollalanza Gio. Pietro, dedica- 
tario, 151, 230. 

Cuneo , città, 51. 



D 



D. A. G. M. B., scrittore, 222. 

D'Adda Girolamo, bibliofilo e bi- 
bliografo, 398. 

Dartona Vincenzo, scrittore, 148. 

Deciano Tiberio, giurecons., 123. 

Decisiones Rotae Genuae , 177. 
Contraffazione, 287. 

Defendino genovese , dotto edi- 
tore, 474. 

De Ferrari Francesco, dedicatario, 
215. 

De Ferrari Maria, scrittrice, 229. 

De Fornari Luca, scrittore, 169. 

De Fornari "Vincenzo, scrittore, 
169. 



De Francbi-Conestaggio Girolamo, 
scrittore. 146, 174, 240, 530. 

Delft (di) Lamberto del fu Lorenzo, 
tipografo in Genova, 427, 430. 

Delpas Angelo , scrittore , 154. 

De Negri Jacopo, dedicatario, 508. 

Desimoni Cornelio, 6, 59, 65. 74, 
259, 293, 336, 373, 374, 375, 
397, 490. 

Diana Francesco, correttore, 37. 

Diana, scrittrice, 108. 

Diano. Sue convenzioni coi geno- 
vesi, 162. Trofeo pisano, 163. 

Di Negro Ambrogio, scrittore, 
169, 228; doge, 176, 193. 



( 569 ) 

Di Negro Negrone, marchese di 
Mulazzano, 222. 

Di Negro Stefano, accademico, 
193. 

Di Negro-D'Oria Emanuele Fili- 
berto, scrittore, 213, 221, 270. 

Di Negro-Pasqua Francesco , can- 
celliere, 69. 

Dispersi (accademici), 231. 

Doni Anton Francesco. Sua opera 
stampata in Genova, 498. 

D' Oria Agostino , dedicatario, 165. 

D' Oria Andrea, dedicatario, 186, 
383, 504. 

D' Oria Antonio , storico , 121 , 
520; dedicatario, 360. 

D'Oria Carlo, dedicatario, 249, 
250. 

D'Oria Ceva, accademico, 193. 

D'Oria Giannettino, poi cardinale, 
394, 395. 



D'Oria Ginetta, dedicataria, 500. 
D' Oria Gio. Andrea, dedicatario, 

104, 168, 203, 357, 365, 367. 

Sua grida, 394. Ricordato, 382, 

383, 389, 394. 
D'Oria G. B. , dedicatario, 543. 
D'Oria Girolamo, cardinale, 63. 
D'Oria Marc'Antonio, scrittore, 

222. 
D'Oria Nicolò, dedicatario, 103, 

118; doge encomiato, 152. 
D'Oria Nicolò, scrittore, 170. 
D'Oria Pagano, dedicatario, 507. 
D'Oria Scipione, lodato, 361. 
Durante Francesco, scrittore, 241. 
Durazzo Marcello. Sua Biblioteca, 

8 e passim. 
Durazzo Giovanni , dedicatario , 

145. 
Durazzo-Grimaldi Giacomo, doge, 

145. 



E 



Editto contro il Redoglio, 536. 

Editto generale per il Santo Uf- 
fìzio, 540. 

Edizioni genovesi. Loro natura, 
289. Loro numero, 387. 

Egidio monsign., revisore, 101. 



Emanuele Filiberto , duca di Sa- 
voia, dedicatario, 140, 184. 

Enrico Alarano, scrittore, 108. 

Enrico de Aegere di Anversa , 
tipografo fuggito con altri tre 
teutoni da Savona a Roma , 407. 



F 



Fabiano , scrittore. Vedi Chiavari. 
Fabri Gio. Francesco, scrittore, 

132, 146, 156. 
Fabri Lorenzo, correttore (?), 382. 



Facio Silvestro , scrittore medico, 

163. 
Farri Domenico, tipografo, 371. 
Farri Onofrio, dedicante, 371. 



atti Soc. Lio. St, Patria, Vol. IX, fase. IV. 



36 



( 570 ) 



Farroni Gio. Maria, tipografo, 287. 

Federici Gio., scrittore , 223. 

Felice F., scrittore, 357. 

Ferdinandi Francesco, scrittore, 
228. 

Feronio Lucio, scrittore, 229. 

Ferrari Bernardo, scrittore, 132, 
141, 146, 156, 241. 

Ferrari Gio. Francesco, scrittore, 
204. 

Ferrerò G. B., dedicatario, 226. 

Ferretti Gio., scrittore , ] 46. 

Festa G. B., scrittore, 132, 156. 

Fiamberti Ippolito, scrittore, 223. 

Fiamma Gabriele, scrittore, 369-71. 

Fieschi Battista, correttore, 57. 

Fieschi S. Caterina. Sua vita, 86. 

Fieschi Francesco , riformatore 
delle leggi , 63. 

Fieschi Giorgio , scrittore , 466. 

Fieschi Lorenzo, vescovo, 57. 

Fieschi Luca, vescovo. Suo sinodo, 
161. 

Fieschi Paolo Emilio , scrittore , 
170. 

Fieschi Scipione. Scritture legali 
contro di lui, 125. 

Fieschi-Canevale Giano, dedicata- 
rio, 81. 

Filippi G. B., scrittore, 106,228. 

Filippo 11 re di Spagna, dedica- 
tario, 197. 

Filippo (Don), principe di Spagna, 
dedicatario, 253, 

Filipponi , scrittore, 83. 

Filipono Lucilio , scrittore pseu- 
donimo, 200. 



Finaresi. Loro difesa, 526. 

Finazzi Gio. Sua lettera, 28. 

Fivizzano, città, 24, 

Fivizzano (da) Alessandro , tipo- 
grafo, 25. 

Fivizzano (da) Battista, tipografo, 
25. 

Fivizzano (da) Jacopo, tipografo, 
25, 271. 

Foglietta G. B. , dedicante, 246. 

Foglietta Girolamo, tipografo, 478. 

Foglietta Paolo, scrittore, 117, 

169, 172, 176, 204, 215, 363. 
Suo contratto circa la Storia di 
monsign. Uberto suo fratello , 
524. 

Foglietta Uberto , scrittore enco- 
miato, 97. Suoi Elogi di Liguri, 
147 , 203. Historiae genuens. 
168. Storiografo stipendiato, 

170. De Sacro Phoedere in Se- 
limum, 176, 197. Id. trad. ital., 
250. Dell' Istoria di Genova , 
245. Ex. univ. historia etc. , 195. 
Suo stemma, 246. Ricordato 357, 
363. 

Foligno (da) B. Angela. Sua vita, 
69. Scritta in latino, 290. 

Forni Jacopo, correttore, 59. 

Framurio Antonio, scrittore, 115. 

Franco Giacomo, intagliatore, 218. 

Fregoso Cesare, ai servigi di Fran- 
cesco I, 66. 

Frigio Giacomo Antonio, scrittore, 
228. 

Frumento Antonio, scrittore, 93. 



( 571 ) 



G 



Gallamini Agostino, inquisitore» 

254. 
Gallo Alessandro, scrittore, 33. 
Gandolfo Lorenzo , tipografo ge- 
novese in Palermo , 475. 
Garessio (da) Pietro Martire , 

scrittore, 94. 
Garibi Giacomo, scrittore , 259, 

lodato, 361. 
Gavi Ottavio, accademico, 193. 
Gazzino Giuseppe, bibliofilo, 528. 
Genova. È la prima città d'Europa 

dove si stampa in caldeo , 59. 

Suoi stemmi , 289. Ved. Deci- 

siones , Diano, Jurium , Leges, 

Leggi, Reformationes , Savona, 

Statuti , Statutorum. 
Genova (da) Agostino, priore della 

Certosa di Parma, 469. 
Genova (da) Benedetto, tipografo, 

34, 279. 
Genova (da) Girolamo, revisore, 

87, 91. 
Genova (da) llarione , scrittore, 

198. 
Genova (da) Mariano, scrittore, 148. 
Gentile Deodato, scrittore, 212. 
Gentile Matteo, dedicatario, 103. 
Gentile Nicolò, leggista, 220. 
Gentile Pellegrina, dedicataria, 

106. 
Gentile Stefano, lodato, 361. 
Gentile-Senarega Nicolò , giure- 

cons., dedicante, 99. 



Gentili Pantaleo, scrittore, 107. 

Gentili Scipione, scrittore, 214. 

Gesualdo Carlo, scrittore, 179. 

Gherardenghi Jacopo Maria, scrit- 
tore, 385. 

Ghini Leonardo, traduttore, 137. 

Ghirinzana Lazzaro, scrittore me- 
dico, 287. 

Ghisi Innocenzo, scrittore, 191, 
207. Sua famiglia, 192, 536. 

Giberti Gio. Matteo , editore in 
Verona, 413. 

Giorgio (San). Leggi della Com- 
pagnia, 111, 359. De Immunita- 
tibus etc, 225. Riforma et Giunta 
alle Leggi, 236. Stemma, 289. 

Gio. Battista (San). Libro che ne 
tratta, 61, 480. 

Gio. Buono. Ved. Bono Gio. 

Giovardi Marco, scrittore, 156. 

Giraldi Olimpio, scrittore, 147. 

Girardengo Francesco, tipografo. 
Opere da lui stampate, 42-47, 
470-74. Ricordato. 271. 

Girardengo Giacomo Maria, scrit- 
tore, 255. 

Girardengo Nicolò, tipografo, 33, 
37. Opere da lui pubblicato, 39, 
42, 470-73. Editore, 51, 271. 

Giudice Cristoforo, vicario del Po- 
destà di Levanto, 84. 

Giustiniani Agostino , vescovo e 
scrittore, 55, 72, 273; editore, 
477, 479. 



( 572 ) 



Giustiniani Agostino , doge enco- 
miato , 230. 

Giustiniani Alessandro, scrittore, 
169, 176. 

Giustiniani Andreolo, dedicatario, 
478. 

Giustiniani Angelo, vescovo e scrit- 
tore, 166„ 

Giustiniani Ansaldo, scrittore, 91, 
500. 

Giustiniani Girolamo , scrittore , 
169, 546. 

Giustiniani Lorenzo, dedicatario, 
478. 

Giustiniani Nicolò, mecenate, 58; 
dedicatario, 198. 

Gonzaga Curzio, scrittore, 132, 
156. 

Gonzaga Ferrante, scrittore, 228. 

Gonzaga Francesco, vescovo, de- 
dicatario, 239. 

Gonzaga Vincenzo, dedicatario, 
372, 373. 

Gosellini Giuliano, scrittore, 146 
156. 

Gottucci Gio. Francesco, scrittore, 
170. 

Gramraaticarum Quaestiones etc, 
80. 

Granata (di) P. Luigi, scrittore, 
198. 

Granello Bernardo, inquisitore, 57. 

Gricone Gio. Antonio , tipografo 
in Genova, 538. 

Gride, 65, 141, 160, 373, 374. 



Grillo D. Angelo, scrittore, 188, 
189, 200, 214, 228, 241, 379, 
381, 535, 540, 545. 

Grillo-Biscotto Vincenzo, dedica- 
tario, 96; scrittore, 97. 

Grimaldi Agostino , dedicatario , 
131. 

Grimaldi Ansaldo, scrittore, 169. 

Grimaldi Gaspare, accademico, 193. 

Grimaldi G. B., lodato, 361. 

Grimaldi Lazzaro, doge encomiato, 
255. 

Grimaldi Luca, giurecons. geno- 
vese, protettore della tipografia 
in patria, 428. 

Grimaldi Luca e G. B., dedica- 
tari, 449. 

Grimaldi-Ceva Gio. Francesco, de- 
dicatario, 206, 292. 

Grimaldi-R bbio Pellegro , scrit- 
tore, 78, 158, 167, 262, 498. 

Guarini Battista, scrittore, 228. 

Guasco Annibale, scrittore, 241. 

Guastavini Giulio, scrittore, 156, 
166, 292. 373, 380; filodosso, 
170, 188, 228, 241; 200, 214, 
traduttore, 250. 

Gnatelli Agostino, scrittore, 229, 
240. 

Guglielmo marchese di Monfer- 
rato, dedicatario e mecenate, 49. 

Guglielmotti Alberto , scrittore , 
348. 

Guttemberg, 9, 14. 




( 573 ) 



H 



Heliodoro. La dilettevole historia ecc., 15G. 



I 



Imperiale Francesco, scrittore me- 
dico, 102, 133. 

Imperiale Lelia in De' Negri, de- 
dicataria, 508. 

Imperiale Ottavio, dedicatario, 268. 

Imperiale-Terrile Francesco, scrit- 
tore medico, 93. 

Imperiale Gio. Vincenzo, scrittore, 
218. 



Imprese tipografiche, 387, 388. 
Incerto, scrittore, 132, 156, 229. 
Incognito accademico, 211. 
Ingegneri Angelo, scrittore, 146; 

traduttore, 528. 
Inghilterra, 9. 

Ippoliti Francesco, scrittore, 146. 
Istorie e orazioni, 521. 



Jurium (Criminalium) Civitatis Genuens., 98, 182, 499. 



Landò Ortensio, scrittore, 262. 

Lanza Pietro Antonio, editore sa- 
vonese in Roma, 545. 

Lase (de) Gio. Antonio, libraio in 
Genova. Suo atto notarile a 
prò di Lorenzo Lomellino-Sorba, 
496. 

Lauro Vincenzo, cardinale, 221. 

Lavagna (da) Filippo, tipografo, 
13, 272, 329. 

Lebezio Giacomo, scrittore, 80, 82. 

Legature di pregio, 397. 

Leges novae Reip. Genuens, 138. 

Leges Rotae Genuens., 553. 

Leggi e Riforme della Eccelsa 



Rep. di Genova, 137. Leggi 

nuove, 165. 
Leggi di S. Giorgio, 359. 
Leonino Nicolò, notaro, 74. 
Lercaro Francesco, dedicatario , 

502. 
Lercaro G. B., lodato, 362. 
Levante Suoi statuti, 82. 
Librai, 388. 
Libri acquistati dal principe Gio. 

Andrea D'Oria, 389, 394. 
Loano. Sua tipografia, 85, 272. 
Lombardino Ugo, sindaco di Diano, 

162. 
Lomellino Benedetto , vescovo e 



cardinale. Suoi sinodi, 112, 150, 
266, 351. Lodato, 361. 

Lomellino Gianotto, doge dedica- 
tario, 127. 

Lomellino-Sorba Lorenzo, cancel- 
liere, editore e correttore, 64, 
73. Suo contratto con Visconte 
Maggiolo per la stampa d' una 
carta nautica, 490. Altro con An- 



( 574 ) 

ionio Bellone, 495. Creditore di 
Gio. Antonio de Lase, 496. 

Lomellino-Veneroso Girol., scrit- 
tore, 127, 200. 

Lorenzini Francesco, tipografo, 388. 

Lorenzo Girolamo, scrittore, 379. 

Lucca, città, 10. 

Lupi Pietro, console degli Sve- 
gliati, 206. 



M 



M. C. M., scrittore, 132. 

Machiavelli Nicolò, confutato, 253. 

Maddalena Cesare, scrittore. 156. 

Maggiolo Lorenzo, grecista , cor- 
rettore, 37. 

Maggiolo Visconte. Si assume la 
cura di stampare una carta nau- 
tica, 490. 

Magnani Cornelio, scrittore, 146. 

Mainerò Bartolomeo, accademico, 
193. 

Malfanti Genesio, scrittore, 184, 
376, 533. 

Mancini-Poliziano Bartol., scrit- 
tore, 170, 228. 

Mancini-Poliziano Jacopo , scrit- 
tore, 541. 

Manecchia Francesco, notaro, 297. 

Manfredi Muzio, scrittore, 241, 

Manuzio Paolo, scrittore, 203. 

Marabotto Cattaneo, scrittore, 89. 

Marchese Francesco , giurecons. 
genovese, protettore della tipo- 
grafia in patria, 428. 

Mari Stefano, 164. 



Marini Francesco, dedicatario, 546. 

Marriliano Girolamo, giurecons. 
e scrittore, 177. 

Marzo Pietro, scrittore, 133, 156. 

Mascardi Nicolò, vescovo e scrit- 
tore, 212, 376. 

Materiale Intronato, scrittore . 
147. 

Mazanti Gio. Antonio, scrittore, 
146. 

Mazzagrugno Giuseppe, scrittore, 
230, 380. 

Meddense Francesco , scrittore , 
100, 275, 349. 

Medici-Orsini Isabella, lodata, 361. 

Mendoza (di) Garzia, dedicatario, 
186. 

Mendoza (di) Gio. Gonzales, scrit- 
tore, 186. 

Menochio Jacopo, giurecons. scrit 
tore, 123. 

Menocchio Simone, dedicante, 249 : 
383. 

Merello Raffaele , medico e scrit- 
tore, 238. 



( 575 ) 

Merli Antonio, bibliofilo, 357, 366, 
367, 373, 382, 383, 394, 397. 

Metelli Scipione , scrittore , 108, 
133, 141, 156, 528; traduttore, 
253. 

Mirabelli. Ved. Nani-M irabelli. 

Molfino Vincenzo, notaio, 57. 

Molinaro Simone, compositore di 
musica , 179. 

Molino Girolamo, scrittore, 132, 
156. 

Monaco (da) Michele, tipografo, 
29, 271. 

Mondovì, città, 61. Vi si pubblica 
un'opera già probabilmente com- 
posta per la maggior parte in 
Genova, 431. 

Moneglia (da) Francesco, editore, 
e correttore, 37, 272. 

Monetali (de) Gio., notaro, 84. 

Montano Cola, tipografo, 16. 



Monteflori Marco Antonio , scrit- 
tore, 126, 132, 156. 

Montenegro Girolamo, dedicatario, 
194. 

Monti (De') Scipione, scrittore, 
229. 

Morando Cesare, scrittore, 255, 
546. 

Moravo Mattia, tipografo, 29, 271, 
427. 

Morbio Carlo, bibliofilo, 398. 

Morchio G. B., medico, 391. 

Morone Gio., cardinale dedicata- 
rio, 134. 

Mortola Gaspare, scrittore, 548. 

Museo Britannico, 375, 494, 496, 
533. 

Musso Cornelio, vescovo e scrit- 
tore, 92, 224, 499. 

Muzio Gaspare, scrittore, 178, 504, 
520. 



N 



Nani-Mirabelli Domenico , scrit- 
tore , editore e correttore, 48, 
52, 55, 336, 475. 

Nanni G. B., revisore , 251. 

Nardi G. B., scrittore, 170. 

Natura animalium (Libellus de), 62. 

Navazzotti Orazio, scrittore, 229. 

Negrone Battista, doge encomiato, 
211, 227. 

Neri Achille, 464, 536, 540. 

Nervi Gio., scrittore, 126. 



Noberasco Clemente , scrittore , 

213, 379. 
Nobile G. B., scrittore, 132, 146, 156. 
Nobili (De') Flaminio, scrittore, 

267. 
Novara (da) Bartolomeo, legatore, 

280; libraio, 331, 389. 
Novara (da) Pacifico, scrittore, 329. 
Novaro Bernardo, scrittore, 162. 
Novi, città, 39, 51. 
Nuvoloni Giulio, scrittore, 156. 



( 576 ) 







Ochino Bernardino, scrittore, 77. 
Odorici Federico. Sua opinione 

rettificata, 490. 
Odorico Ottaviano, filosofo, 361, 
Offitii di Compagnia de Casazie, 

521. 
Oliva Gio. Antonio, dedicatario, 

534. 
Ongaro Antonio, scrittore, 228. 
Oratio prò Moderator. Gen. Reip. 

electione, 527. 



Orerò Antonio, libraio editore, 
171, 172, 278, 389. 

Orerò Bartolomeo, librario editore, 
359, 389. 

Orerò Fabio, scrittore, 132, 156. 

Orlando Furioso, 148. 

Orsi Aurelio, scrittore, 156. 

Ortensio Antonio, scrittore, 204. 

Ortica della Porta Agostino, tra- 
duttore, 478. 

Ovidio, 521, 528. 



P. F. M., scrittore, 156. 

Padova (da) Clemente, tipografo, 
10. 

Paganini Pagano, scrittore, 360. 

Pagliettini Antonio, scrittore, 385. 

Paita Francesco, notaro, 86. 

Pallavicini Cipriano, arcivescovo 
di Genova. Suo sinodo, 110, 180. 
Dedicatario , 131. Sacramento- 
rum Libellus etc, 143. Doctrina 
Christiana, 149. 

Pallavicini G. B., dedicatario, 181. 

Pallavicini Giulio , dedicatario e 
mecenate, 153, 156, 171, 182, 
184, 191, 247. 

Pallavicini Lorenzo, scrittore, 122. 

Pallavicini Nicolò , dedicatario , 
158, 173, 533. 

Pammoleo Francesco , giurecons. 
genov. , protettore della tipo- 
grafìa in patria, 428. 



Panigarola Agostino, scrittore, 47. 
Panigarola Francesco , scrittore, 

173, 229, 270, 543; vescovo de- 
dicatario, 205. 
Panziera Ugo, scrittore, 44. 
Parodi Desiderio, scrittore, 250. 
Parrisola Girolamo , consigliere 

di Diano, 162. 
Partenopeo Paolo, annalista della 

Rep., 75, 262; dedicatario, 348. 
Partita Paolo, scrittore, 257. 
Paschetti Bartolomeo, scrittore, 

medico e filosofo, 149. 150, 158; 

traduttore, 181, 247. 
Passano G. B., bibliografo, 329, 378. 
Passardo Orazio, scrittore, 386. 
Pavese Lelio, dedicatario, 544. 
Pavia, città, 42, 51. 
Pavoni Giuseppe, tipografo, 179, 

249, 278, 288, 381, 382, 383, 384. 

386, 545. 



( 577) 



Pellisson Gio., scrittore, 109. 

Pelo Gabriello, cancelliere 160; 
dedicante, 165; ricordato, 276. 

Percivalle Gabriello, scrittore, 
156. 

Pigafetta Filippo, traduttore, 198. 

Pinella-Spinola Vittoria, dedica- 
taria, 541. 

Pinelli, cardinale, dedicatario, 211. 

Pinelli G. B., scrittore, 215, 223, 254. 

Polyantbea, 48, 52. 

Piuma Carlo Tommaso, scrittore, 
284. 

Plutarco. Della curiosità , stamp. 
in Genova, 493. 

Pona G. B., scrittore, 228. 

Pontevico Silvio, scrittore, 133, 
147, 159. 



Porro Galeazzo, tipografo, 273. 

Porro Pietro Paolo, tipografo, 58, 
273, 346. Suo monogramma , 
281. 

tortelli Luigi. Entra in società ti- 
pografica con Ant. Bellone e 
Ant. Roccatagliata, 516. 

Pozzo (Dal) Martino , operaio ti- 
pografo in Genova, 432, 433. 

Prato Antonio, scrittore, 221. 

Predominio spagnuolo in Genova. 
Sua influenza sulla stampa, 290. 

Privilegi di stampa, 53, 99. 

Promis Domenico, Bibl. di S. M., 
275, 288, 329. 

Promis Vincenzo, id., 480. 

Psalterium hebraeum etc, 56, 260, 



Q 



Quirino Girolamo, scrittore, 156. 



R 



Raggio G. B., dedicatario, 149. 

Ramirono Domenico, scrittore, 223. 

Ratto Giuseppe, medico, 164. 

Razzi Serafino, scrittore, 187, 533. 

Re Giacomo, accademico, 193. 

Reformationes Rotae Genuae, 100. 
Appendix, 128. 

Reggio Paolo, vescovo e scrittore, 
189. 

Relazione dell' armata di S. M. 
Cattolica (del 1583), 150. 

Riario Raffaele , vescovo dedica- 
tario, 53. 



Ribadeneyra Pietro, scrittore, 253. 

Ricardi Battista dell' Aulla. In 
società tipografica con Battista 
Cavallo, 331, 468. 

Riforme della Rep. di Genova, 374. 

Rime in dialetto genovese, 135, 
241. 

Ritiliari Francesco, scrittore, 156. 

Rivarola Angelo Luigi , dedica- 
tario, 200. 

Rivarolo Matteo, arcivescovo di 
Genova, 251. 

Robbio G. B., scrittore, 146. 



( 578 ) 

Robbie Ved. Grimaldi-Robbio. 
Rocca Girolamo, scrittore, 211; 

Console dei Dispersi, 231. 
Rocca Pietro, scrittore, 508. 
Roccatagliata Antonio, scrittore, 

editore ecc., 25, 97, 152, 169. 

Suo stemma ed impresa, 166,209, 

233, 277, 284. Decisiones Rotae, 

117. Dedicatario, 257, 363, 388. 

Storia ed annali della Rep., 258. 

In società tipografica con Ant. 

Bellone e Luigi Portelli, 416. 

Suo sepolcro, 288. Scrittore ecc., 

363, 388. 
Rodolfo II, imperatore, 289. 
Roma, 25, 47. 



Romanini Carlo da Forlì (pseu- 
donimo), 464. 

Roscius (pseudonimo di Rossi) , 
scrittore, 80, 82. 

Rossi Bartolomeo, scrittore, 146, 

Rossi Girolamo, scrittore, 579. 

Rossi Stefano, bibliofilo, 79. 

Rovere (Della) Antonio , editore", 
465. 

Rucellai Cosimo, scrittore, 146. 

Ruggieri Ludovico, scrittore, 147. 

Ruscelli Girolamo, scrittore, 132. 

Rutiliario Gio. Francesco, scrit- 
tore, 146. 

Rye W. B., del Museo Britan- 
nico, 494, 496, 533. 



Sacco di Genova del 1522 , 346. 
Canzone sopra il medesimo, 415. 

Sale (da) Battista , scrittore , 38 
e seg. 

Salinero Ambrogio, dedicatario, 
185 e seg. 

Salinero Giulio, scrittore, 544. 

Sallustio, 521, 522. 

Salvago Giovanni, lodato, 361. 

Salvago Matteo, medico e scrit- 
tore, 51 e seg. 

Salvago Nicolò, 531. 

Salvago Porchetto, scrittore, 479. 

Salvago Raffaele , scrittore , 147, 
148. 

Sannazzaro Jacopo. Sua Arcadia, 
520. 

Sauli Alessandro, vescovo, d'Aleria. 



Suo sinodo, 123. Instruttione 

ecc., 142, 377, 513. 
Sauli Antonio, arcivescovo di Ge- 
nova , dedicatario, 180, 196, 202, 

386, 478. Sinodo, 209. 
Sauli Gio., dedicatario, 242. 
Sauli Lorenzo, doge encomiato, 255. 
Sauli Marco Antonio, scrittore, 135. 
Sauli Paolo, dedicatario, 381, 386. 
Sauli Pasquale, scrittore, 196, 227, 

229, 271, 363. 
Sauli Stefano, mecenate, 55. 
Savona, città, 32, 33, 48, 60, 272. Sue 

convenzioni con Genova, 50, 259. 
Savonarola Girolamo, scrittore, 

364 e seg., 378, 494. 
Scelta di rime, 131, 145, 155, 227 

e seg., 520. 



( 57 

Scolta d'orazioni, 520. 

Scillacio Nicolò, medico e scrit- 
tore, 47. 

Scopo Michele d'Ulma, tipografo, 
433. 

Scotto Domenico, libraio, 62, 278. 

Sega monsign., dedicatario, 532. 

Sellaio Jacopo, scrittore, 132, 146, 
156. 

Selva di varie cose piacevoli, 116 
e seg., 119. 

Selvaggio Massimiliano, scrittore, 
241. 

Semini Antonio e Genesio, scrit- 
tori editori, 522. 

Senarega Matteo, storiografo, 132, 
190. Loda il Foglietta, 251. De- 
dicatario, 380, 381. 

Serchio Orazio, scrittore, 385. 

Serdonati Francesco , traduttore , 
245. 

Seripando, cardinale, dedicatario, 
114. 

Serravalle Lazzaro, scrittore, 147, 

Sessa (da) Nifo, scrittore, 355, 356. 

Sforza Gio. Maria, arcivescovo di 
Genova, 57. 

Sigonio Carlo, scrittore, 185, 249, 
367, 382. 

Silografie, 387. 

Silva (da) Francesco, libraio ecc., 
47 e seg., 50, 272, 278, 336, 337, 
339, 340, 387. Sua impresa, 280. 
Suo privilegio, 476 e seg. Sta- 
tuti d' Albenga da lui impressi, 
479. 

Sirillo Bartolo, scrittore, 146. 



9 ) 

Sisto IV, pontefice, 29. 

Sisto V, pontefice, dedicatario, 146. 

Sivori Giulio, scrittore, 146. 

Società editrici e tipografiche in 
Genova, 331 e seg., 428, 431, 468, 
516 e seg., 524. Catalogo di 
libri, 520 e seg. 

Società tipografica in Savona, 468. 

Solari Gio. Maria, scrittore, 240, 
252; vicario del S. Offizio, 251. 

Solingo accademico addormentato, 
scrittore, 542. 

Sommi Leone, scrittore, 147. 

Spinola Agostino, scrittore, 134. 

Spinola Alessandro, scrittore. 117. 
146, 156. 

Spinola Ambrogio , dedicatario , 
238, 254, 385; scrittore, 241. 

Spinola Antonio, dedicatario, 107. 

Spinola Benedetto , dedicatario , 
227; lodato, 361. 

Spinola Carlo, dedicatario, 153,382. 

Spinola Filippo, dedicatario, 147; 
vescovo e scrittore, 189. 

Spinola Francesco Antonio, scrit- 
tore, 241. 

Spinola Giovanni Ambrogio, scrit- 
tore, 228, 542. 

Spinola G, B., accademico, 193: 
scrittore, 542. 

Spinola Gio. Maria , dedicatario , 
131. 

Spinola Giuliano , editore, 331 e 
seg. In società tipogr. con Bat- 
tista Cavallo, 468. 

Spinola Leonardo, scrittore, 215. 
229, 241. 



( 580 ) 



Spinola Livia, scrittrice, 229. 

Spinola Lucia, scrittrice, 241. 

Spinola Massimiliano, 30, 122. 

Spinola Nicolò, dedicatario, 116; 
scrittore, 170. 

Spinola Tommasina , dedicataria, 
370. 

Spinola Uberto, dedicatario, 104. 

Spinola-D'Oria Placidia, dedica- 
taria, 369. 

Spinola-Valente G. B., dedicatario, 
537. 

Squarcialupi Marcello , scrittore 
medico, 269. 

Staglieno Marcello, bibliofilo. 25, 
122, 147, 165, 204, 248, 249, 293, 
484. Suoi appunti sui primordi 



della stampa in Genova, 423 e 

segg. 
Stampa Gaspare, scrittore, 172. 
Stampa, 172. Prefetto delle stampe 

in Genova , 160. Licenze per la 

stampa, 291. Costo della stampa, 

496 e seg. 
Starabba Raffaele, scrittore, 475. 
Statuti criminali di Genova, 219 

e seg. 
Statutorum civilium reform., 208, 

248. 
Strozzi G. B., scrittore, 146. 
Subiaco, città, 9, 24. 
Summa Baptistiniana, 28 e seg. 
Summa Pisanella, 30 e seg. 
Svegliati, accademici di Pisa, 206. 



Tabacco. Opera che lo riguarda, 144. 
Taggia (da) Antonio, legatore, 280, 
Talignano Ottavio, libraio, 366, 

369, 371, 389, 394 e seg. 
Tansillo Luigi, scrittore, 132, 147, 

156, 188 e seg., 270, 521. 
Tasso Bernardo, scrittore, 146. 
Tasso Torquato, 146, 189. 216 e 

seg., 229, 277. 372. 373, 515 

e seg. 
Teluccini Mario, scrittore, 269, 

508 e seg. 
Terenzio, 521. 
Terminio Antonio, scrittore, 107. 

502. 
Tipografi che esercitarono 1* arte 

in Liguria, 387. 



Tipografia (prima) in Genova, 427. 
Favorita, 427, 434. In Savona, 
465 e seg. 

Tipografie (prime) germaniche, 425. 

Tivelli Stefano , scrittore. 338. 

Tolomei Francesco, scrittore, 146. 

Tomacello Plinio, scrittore. 132. 
156. 

Toralto Vincenzo, scrittore, 214. 
539. 

Torino, città, 57; dedicataria, 350. 

Torricella (da) Antognono, castel- 
lano di Varese, 29. 

Torteroli Tommaso, scrittore, 465, 
475, 483. 

Torteroli Jacopo, tipografo savo- 
nese, 467. 



( 581 ) 



Tosone Maratto, compositore di 

musica, 541, 544. 
Trevigi Baldassarre, lodato, 3G1. 
Trevisani Cesare, scrittore, 266, 

357, 359, 520. 



Trissino Gio. Giorgio, scrittore, 

514, 520. 
Turco. Canzone sopra 1* armata 

del Turco nel 1538, 490. 



u 



Ubaldini Gio. Paolo, scrittore, 132, 
146, 156. 



Usque Salomone, scrittore, 133, 
156. 



V 



Vacca David, doge encomiato, 179; 

dedicatario. 530. 
Vaccà-Rivarola Porzia, dedicata- 
ria, 159, 201, 535. 
Vald o Valdel G. B., scrittore, 

132, 150. 
Valvassone Erasmo, scrittore, 188, 

228. 
Varazze (da) Gaspare, inquisitore, 

57. 
Varese (da) Viviano, legatore, 279, 

397. 
Varni Santo, scrittore, 331. 
Vecchietti Bernardo, scrittore, 228. 
Velati G. B., scrittore, 234. 
Veneroso Girolamo. Ved. Lomel- 

lini-Veneroso. 
Venezia, città, 9, 47. 
Veniero Maffeo , scrittore , 147 , 

229. 
Venturini G. B., scrittore, 132, 156. 
Venturini Francesco, grammatico, 

474. 



Venturino Priore, maestro di gram- 
matica in Savona e correttore , 
32, 34, 330, 465. 474. 

Verga Giulio, scrittore. 241. 

Vernazza Ettore, scrittore, 89. 

Verzosa Gio., scrittore, 204. 

Vertunno Giulio, scrittore. 103 e 

seg., 132, 156. 

Vestiario delle donne. Capitoli che 
lo riguardano, 80. 

Vicenza, città, 51. 

Vigna Amedeo, scrittore editore, 
348, 

Villa G. B.. raccoglitore d'anti- 
chità patrie, 8, 232, 279. 

Villadei (de) Alessandro. Suo Dot- 
trinale, 33. 

Visdomini Franceschino, scrittore, 
90. 

Viterbo (da) Annio, scrittore, 35 
e seg., 331. 

Vivaldi Alfonso, scrittore. 243. 

Vivaldi Baldassarre, scrittore, 507. 



( 582 ) 



Volgicapo Gio., scrittore, 140, 200 
e seg., 222. 



Voltri. Curia di questo luogo, 129. 



Zabata Cristoforo, editore e scrit- 
tore, 115, 116, 126, 131, 141, 
148, 154 e seg., 150 e seg., 
189, 268, 504, 528. 

Zampa Angelo, scrittore, 101. 

Zanettis (De) Filippo, scrittore, 
256, 384 85, 388. 



Zanoni Bernardino, scrittore, 545. 
Zecca. Gride relative, 141 160., 
Zignago Nicolò, scrittore. 97. 
Ziraara Antonio, scrittore, 151. 



ERRORE 
Pag. 548, liti. 12 Giovanni 



CORREZIONE 
Giuseppe. 



RELAZIONE 

DEL SEGRETARIO GENERALE 

L. T. Belgrano 

SULLA RECENTE SCOPERTA 

DELLE 

OSSA DI CRISTOFORO COLOMBO 

IN S. DOMINGO 

LETTA NELL' ADUNANZA PLENARIA DELLA SOCIETÀ 

II. XXI LUGLIO MDCCCLXXVIII. 



Signori e Colliòghi , 

Nella tornata che si tenne dalla Sezione di Storia il 10 mastio 
p. p., il sig. cav. Luigi Cambiaso, console d'Italia a San Domingo, 
faceva alcune importanti comunicazioni concernenti i fatti che si 
connettono alla recente scoperta delle sepolture dei Colombo nella 
Cattedrale di quella città. 

Cotesta scoperta ha avuto luogo nell'anno decorso, a seguilo 
di alcuni lavori di modificazioni e riforme praticati in quel 
presbitero, pei quali monsignor Rocco Cocchia vescovo di Orope 
e delegato apostolico presso le repubbliche Dominicana ed Hai- 
tiana ottenne le necessarie facoltà dal Governo locale ('). 

E opportuno il conoscere che la Cattedrale di San Domingo 
dalla sua fondazione fino al di d'oggi ebbe tre presbitèri, cioè: 

\.° 11 'presbitero vecchio, che occupava una parte della cappella 
maggiore, avendo una lunghezza di metri 4,50; dove aderente 

(') Vcd. BiuiM!, lìelacion sobre los trabajos rcparadores de la Santa Iglesia 
Caledral, in data di Santo Domingo , j uni o 7 de i878. 

Atti Soc. Lio. St. Patria, Voi.. IX, fase. IV. 37 



( 586 ) 

al muro di sfondo sorgeva l' aitar maggiore. Questo presbitero 
fu demolito nel '1783 ('). 

2.° 11 presbitero nuovo, che occupava l'intera cappella, risul- 
tando in totale della lunghezza di metri 8, 76 ( 2 ). 

3.° Il presbitero nuovissimo , diviso in superiore ed inferiore 
dall' aitar maggiore, che fu portata al centro, e pel quale si 
occupò ancora una porzione del corpo della chiesa, raggiun- 
gendosi in tal modo la lunghezza di m. 13,26. 

E però utile il rilevare che le opere del presbitero nuovo 
non alterarono punto le condizioni del vecchio, ma si ridussero 
a colmare con ghiaia o gettito (cascajo) la parte aggiunta, per 
guisa da portare ad un livello unico 1' intero pavimento. ( 3 ). 

Per darci una idea esatta della località, il cav. Camhiaso produ- 
ceva una pianta topografica, donde i tre presbitèri si rilevano a colpo 
d'occhio, e con essi anche i lavori impresi nell'anno decorso ( 4 ). 

Ma siffatti lavori erano ancora ben lontani dall'essere terminati, 
allorché aveva luogo una importantissima scoperta, la quale è 
narrata nel solenne atto verbale del giorno 40 seltembre, pro- 
dotto egualmente dal cav. Camhiaso. Da quest'atto, nonché da 
altre informazioni, rilevasi quanto segue. 

11 signor vescovo (dice V atto) ha esposto : 

1.° Essergli noto per tradizione ( 5 ) che, malgrado quanto 

( 1 ) Cocchia, Lettera al Presidente dell' Accademia di Storia a Madrid; nella 
Gaceta de Santo Domingo, 9 aprile 4878, num. 213. 

C) Il canonico-prevosto Billini , scrive che questo presbiterio era construido 
de madera y piedras talladas de muy buen gusto, pero en perfecto deterioro; 
y privaba de mas hermosa vista al interior de nuestra Santa lylesia Catedral . . . 
Fué destruido el dia 21 ... de Mago (1877). — Relation etc. , pag. 3. 

( 3 ) Tejera, Los restos de Colon en Santo Domingo; Ivi, 1878, pag. 13. 

O Ved. la tavola I. 

( s ) Nella Lettera già citata, monsignor Cocchia afferma di essere venuto a co- 
noscere questa tradizione fino dal 1874, cioè I' anno stesso del suo arrivo in 
San Domingo. 



( 587 ) 
apparisce dai documenti pubblici riguardanti la traslazione «lei 
resti di Cristoforo Colombo da San Domingo alla città di Avana 
nel 1795, i detti resti potevano tuttavia esistere nel luogo me- 
desimo dove in antico erano stali deposti, cioè alla, parte destra 
del presbitero della Cattedrale Dominicana, sotto lo spazio oc- 
cupato dal seggio arcivescovile. 

2.° Che desiderando appurale l'attendibilità dell' enunciala 
tradizione, esso vescovo, cogliendo l' opportunità delle accennate 
riparazioni, autorizzava il canonico-prevosto Don Francesco Za- 
verio Billini, cui ne era commessa la dilezione, ad istituire le 
indagini reputate più confacenti per ottenere siffatto scopo. 

3.° Che proseguendo appunto coleste indagini , il prelato 
canonico nel giorno li di maggio, alla sinistra del presbitero, 
cioè dal lato dell' Epistola, trovava una cassa di piombo con 
questa iscrizione graffita sovra una piastra: El, Almirante Don- 
Luis Colon Duque de Veraguas Marques de ('). Poi nel 

mattino del giorno 10 settembre, coli' opera di due manovali, 
scopriva alla profondità di circa due palmi al disotto del pavi- 
mento, dalla parte dell' Evangelio, la bocca di una sepoltura 
per la quale potevasi scorgere porzione di una cassa metallica. 

i.° Che monsignore appena informato di ciò si trasferiva alla 
Cattedrale, dove anche sopraggiungeva il signor console Cambiaso, 
ed entrambi constatavano 1' accennata scoperta. 

5.° Che più tardi, continuandosi la cominciata escavazione alla 
presenza delle autorità politiche e civili, del Corpo Consolare, 
e di molto popolo, dopo rimossa una pietra, veniva estratta la 
cassa; la quale è costrutta di piombo, e misura 42 centimetri 



('j Cioè de Jamaica. Ved. Cocchia, Lettera citata; Tejera, Op. cit. , pag. 20. 
— 11 canonico Billini afferma che questa cassa se encontrò ... en deterioro 
completo. Ved. Relacion ole, pag. 5. 



( 588 ) 

di lunghezza, centimetri 20 l f 2 di larghezza e centimetri 24 di 
profondità (*). 

6.° Che sul coperchio della cassa sta scritto, D. de la A. 
pero {t^ c j £. Descubridor de la America Priméro Almi- 
ranle ( 2 ). Poi sul lato sinistro è la lettera C; un altra C è sul 
prospetto; e finalmente un A si vede sul lato destro ( 3 ); ciò 
che vuoisi interpretare: Cristobal Colon Almirante. 

7.° Che alzato il coperchio , si è trovata incisa nella parte 
interna del medesimo, in caratteri gotico-tedeschi, l'epigrafe: 

lLL. lre y Es. d0 Varon 
D." Cristobal Colon ( 4 ). 

8.° Che dentro la cassa, a seguito di constatazioni eseguite 
da periti anatomici, si trovarono: un femore, una fibula, un 
radio, una clavicola, un cubito, otto costole, V osso sacro, il 
coccige, due vertebre lombari, una cervicale e tre dorsali, 
due talloni, un osso del metacarpo ed uno del metatarso, 
un frammento del frontale o coronale, tre pezzi di tibia, due 
tarsi, un pezzo di omo-piata ed uno di mandibola inferiore, 
nonché mezza testa di omero: in totale ventotto frammenti 
grandi e tredici piccoli, essendo le altre parti ridotte in polvere. 

9.° Che infine nella ridetta cassa si sono trovate due piccole 
viti staccate dalla medesima, ed una palla di piombo del peso 
di un' oncia all' incirca. 

Questa, o Signori, è la sostanza. Donde la conclusione, che 
le ossa di Colombo si custodiscono tuttora a San Domingo. 



(') Ved. la tavola 11. 

( 2 ) Ved. la tavola III. 

( 3 ) Ved. la tavola II. 

( 4 ) Ved la tavola III. 



( 589 ) 

Quando il cav. Cambiaso ce la esposi; cosi nettamente, gli 
animi nostri non parvero disposti ad accoglierla almeno senza una. 
più riposata disamina. Ne dico già che ciò procedesse da preconcette 
diffidenze, ma da quel giusto riserbo che è sempre prudente il 
mantenere innanzi di pronunciarsi in gravi questioni. Del resto 
a questa riserbatezza avea mostrato di rendere omaggio lo stesso 
egregio nostro concittadino; il quale narrati i fatti che egli sti- 
mava dover interessare grandemente la nostra Società (nò male 
si apponeva), e dichiarato qual fosse in proposito la ferma sua 
convinzione, aggiungeva: « Io lascio al senno imparziale di 
questo Istituto T avvalorare colla sua sentenza il mio giu- 
dizio » . 

Taluno di noi, seduta stante, propose quelle osservazioni che 
potevano occorrere alla memoria; ma nessuno era preparalo ad 
affrontare il problema, e molto meno a risolverlo. Si convenne 
perciò di rimandarne la trattazione ad un altra tornata; e per 
l 1 importanza generale che offre l'argomento, come anche per 
segno di onore verso la persona che si piacque d' intrattener- 
cene, si ravvisò opportuno che siffatta trattazione dovesse aver 
luogo in cospetto dell' assemblea. 

Si è pur voluto confidare a me P arduo uffizio di tenervene 
ragionamento; ed eccomi ad adempirlo, animalo come sempre 
da buona volontà e da rettitudine d' intendimenti. Vedrete Voi 
se possano accogliersi le mie conclusioni, o se faccia mestieri di 
riformarle; rammentando come ciò che si desidera non sia 
già l'espressione di un avviso personale, che nel presente caso . 
avrebbe scarsissimo valore, ma il sentimento collettivo ed auto- 
revole di quella fra le Società storiche d' Italia che ha speciale 
diritto ad occuparsi della controversia. 



( 590 ) 

II. 

Innanzi tutto un po' di storia. — Colombo morì a Valladolid 
il 20 maggio 1506. Dicesi che ivi sia stato sepolto nella chiesa 
dei minori osservanti di San Francesco, ma si desiderano le 
prove che valgano a confermarlo. 

Neil' anno appresso, come sembra più probabile giusta i rilievi 
dell' Harrisse ('), e non nel I5I3 come condurrebbe a crederlo 
una annotazione arbitrariamente apposta alla copia fornita nel 
1 825 al Navarrete di un breve estratto del Prolocolo de el Mo- 
nasterio de las Cuevas , i resti mortali dell' Almiran'te furono 
trasferiti in deposilo ( 2 ) alla cappella di Sant' Anna in quella 
Certosa, che è presso Siviglia. 

Finalmente addi 2 giugno 4 537 ( 3 ) Donna Maria di Toledo, 
vedova di Diego Colombo figlio di Cristoforo , ottenne da Carlo V 
una Recti Carla nella quale si concedeva a Don Luigi figlio di 
lei ed erede per cagione del padre dei titoli e dignità di esso 
Cristoforo, il privilegio di trasferire nella capilla mayor de la 
Iglesia Catedral de la ciodad de Sanlo Domingo le spoglie 
mortali del suocero ; e ciò in osservanza della volontà espressa 
da quest'ultimo — compliendo la voluntad del die ho Almi- 
rante ('*). ■ — • Però il documento donde si dovrebbe rilevare co- 
testa volontà non è pervenuto sino a noi, od almanco non si 
conosce; seppure non si vuol credere che la Real Carta abbia 
dato una larga interpretazione al testamento del 22 febbraio 1 498, 
con cui Cristoforo Colombo ordinava che dopo la morte di lui 

(') Les restes mortels de Oristophe Colomb. Veci. Revue Critiqve, d'histoire et 

de interattive (Paris); num. 1, o janvier 1878, pag. <1G. 
( 2 ) Por deposito dico il Protocolo. 

( 5 ) Ved. sull'esattezza di questa data, Harrisse, loc. cit., pag. 17. 
(') Harrisse, ibid. 



( 591 ) 
il figlio Diego dovesse costruire Dell' isola Hispaniola una chiesa 
in onore dell' Immacolata, ed in essa una cappella dove si celc- 
brerebbero delle messe per la salute dell' anima sua e di quelle 
de 1 suoi ascendenti e discendenti ('). 

La stessa Beai Carla per ultimo estendeva il privilegio di 
sepoltura nella citata captila mayor ai discendenti dell' Almirante, 
ossia a lo a huesos de sus descendientes ( 2 ). 

Dobbiamo noi credere che il trasferimento sia stato eseguilo 
subito dopo ottenuta la Real Carta, vale a dire nello stesso anno 
1537? Già THarrisse avea mostrato di dubitarne, limitandosi a 
stabilire che ad ogni modo dovette accadere prima del 1559; 
perocché Bartolomeo Las Casas, testimone de visu , così lasciò 
scritto nella Historia general de las lndias, la cui dedicazione 
reca appunto la data dell'anno citato: Llevaron el cuerpo ó los 
huesos del A Imirante à las Cuevas de Seuilla ... de alli los 
pasaron y trujeron a està ciudad de Sancto Domingo, y estan 
en la Capilla Mayor de la lglesia Caledral enterrados ( 3 ). Ma 
il Tejera stringe ancor più cotesto cerchio, rilevando tre circo- 
stanze: 1. a che nel 1 537 la Cattedrale non era ancora ulti- 
mata; 2. a che lo rimase nel 1540 ( 4 j; 3. a che quest'anno si 

(') ltem que el dklio D. Diego.. .. mande hacer una lylesìu, uve se intitule 
Santa Maria de la Concepcion, en la Isla Espusola , .... y se ordene una ca- 
pilla en que se digan misas por mi ànima y de ntteslros untecesores y suce- 
sores con ntuclta devocion. Na varrete, Coleccion de viages ole., voi. II, 
pag. 234. 

( 2 ) Haiirisse, in Rev. Crit., pag. 19. 

( z ) Id., pag. 17. — Las Casas cominciò a scrivere cotesta Historia nel 1527; 
la continuò alle Antille ed al Messico, e la terminò a Valladolid ne! citato anno 
1559. Ved. Harrisse, Le IJvre de Fernand Colomb , pag. 58. 

En el coro tras el trono del Obispo Italia un aitar destinando a la vir- 
gen y ntartrr santa Lucia , y en él la siguiente inscripcion : se empezó està 
iglesia el ano de 1514 y se acabó en el de 1510. Ved. Bulini , Relation ctc, pag. 3. 
Il quale proclama cotesta Cattedrale una joya preciosa que por la lelleza ar- 
quitectonica es todauia el printer edificio clasico de la America f pag. 2). 



( 592 ) 

deve considerare come l'epoca più propizia al trasporto, per- 
ché appunto in esso anno Don Luigi nipote di Cristoforo andò 
a San Domingo per prendere possesso della Capitaneria generale 
della colonia statagli conferita. Era questo dunque, cosi con- 
clude il citato scrittore, el liempo mas a proposito para llevur 
a cabo con toda la pompa posiblc el solemne aclo de depo- 
sitar en su definitiva tomba los dcspojos mortales del Dcscru- 
bridor del Nuevo Mundo ('). 

Nel tempo stesso in cui avvenne cotesto trasferimento, Maria 
di Toledo fece pure trasportare a San Domingo il cadavere del 
suo sposo ( 2 ) ; leggendosi precisamente nel citato Prolocolo de las 
Cuevas queste parole : Se entregaron los ( cadaveres ) de Don 
Christoval, y Don Diego su hijo para Irasladarlos a la Isla de 
Sanclo Domingo en las Indias ( 3 ). 

11 verbale del IO settembre p.p. ha poi già messo in chiaro 
come nella stessa Capilla May or abbia anche avuto sepoltura il 
cadavere di Don Luigi. 



III. 



Le premesse esposizioni di fatto tendono a dimostrare la ve- 
rità della scoperta onde qui si ragiona. 

Ma si dirà : se queste sono le vere ceneri di Colombo , ne 
discende la conseguenza che siano apocrife le altre che esumale 
nella Cattedrale di San Domingo il 20 dicembre 1795, furono 
trasferite solennemente in quella di Avana, dove riposano sotto 
un pomposo epitafio: 



(') Tej'era, Op. cit., pag. 6. 

O Don Diego morì il 23 febbraio 1526. 

( 3 ) lìev. Crit., pag. 19. 



( 593 ) 

RESTOS E IMAJEN DEL GRANDE COLON ! 
MIL SIGLOS DURAn GUARDADOS EA l.A URNA 
.1 EN LA RIMEMBRANZA DE NUESTRA NACION! 

Ci fu dunque mala fede? E da qual parte? Vediamo. 

Nel 1795, allorché in forza dell'articolo nono del trattato di 
Basilea (22 luglio) si convenne che la Spagna avrebbe ceduto 
in proprietà alla Francia il territorio che possedeva nelP isola di 
San Domingo, P ammiraglio Aristizabal propose al governatore ed 
all'arcivescovo della colonia di trasferire all'Avana i resti dell' im- 
mortale Navigatore. E l'arcivescovo lodò il pensiero, dicendolo 
tan oporluno para la gloria de la nacion ('). Ma accingendosi 
ad effettuarlo, conoscevano essi con esattezza il luogo in cui da 
due secoli e mezzo riposavano quelli avanzi gloriosi? Non par 
rebbe; e l'esperienza dimostra che le autorità non sono sempre 
le più fortunate ed acconcc nelle indagini di indole storica. 
Somma grazia che ne sapessero quanto affermavano concordi gli 
storici dell' isola; che cioè quelle ossa erano depositate nella cap- 
pella maggiore della Chiesa Cattedrale. In qual punto di cotesta 
cappella avrebbero esse dovuto rinvenirsi? Nessun monumento 
od epigrafe lo indicava. Perchè la mancanza di una iscrizione 
qualsiasi, oltre al dedursi dal concorde silenzio degli storici, che 
sarebbe un argomento negativo, risulta pure dal fatto che men- 
tre non sono infrequenti ancora al dì d' oggi le lapidi sepolcrali 
del secolo XVI nella Cattedrale Dominicana, non ve ne ha al- 
cuna che ci parli di Cristoforo, di Diego o di Luigi Colombo ( 2 ). 

E s' io mal non giudico, la mancanza non dovrebbe andar 
priva di spiegazione plausibile. Don Luigi, dopo il solenne tra- 



(') Navarrete, Coleccion etc, voi. I, pag. 365. 
C) Tejera, Op. cit. , pag. 8 e 9. • 



( 594 ) 

sferimento delle spoglie dell'avo e del padre, avrà accarezzato 
il progetto di onorarli con un monumento degno della loro cele 
brità ; la sua mala condotta , cagione delle sue disgrazie e del suo 
esilio ('), gli impedirono d'incarnare il grandioso disegno; e na- 
turalmente d' allora in poi mancarono gli interessati a riproporlo 
ed effettuarlo. Così è del resto nelle umane vicende. Vedete un 
po', ad esempio , ciò che avviene ai dì nostri nella Necropoli di 
Staglieno. I meno onorati (dico quanto a monumenti) sono gli 
illustri cittadini , de' quali la patria, come a satisfazione di un 
sacro debito, ha avocata a sé la tumulazione nel Panteon della 
Iiotonda. La pietà dei congiunti non li avrebbe lasciati almeno 
senza un modesto ricordo : la riconoscenza pubblica ne li priva. 
È un nuovo genere di manifestazione anche questa! Del resto, 
tutto il mondo é paese e tutti i tempi si rassomigliano. 

Forse al silenzio degli storici, alla mancanza delle lapidi, po- 
teano supplire altri documenti, od almanco la tradizione? — ■ 
Un sinodo celebrato nel 1683, trattando della Cattedrale Domi- 
nicana, afferma: che fuori della predella dell'aitar maggiore ( 2 ), a 
destra e a sinistra, riposano in due casse plumbee le ossa di Cri- 
stoforo e Luigi Colombo; ma non ispecifica quale delle due si 
trovasse a destra e quale a sinistra. Un secolo appresso il canonico- 
decano della Cattedrale medesima, interpellato su questo punto 
dallo storico Moreau de Saint-Mery, gli rispondeva in data del 20 
aprile 1783: « Nel giorno 20 gennaio dell'anno volgente, il santua- 
rio di questa Cattedrale venne demolito , per essere rifatto a 
nuovo. In tale occasione dalla parte della tribuna donde si canta 

(') Don Luigi avea sposato Ire donne, le quali tutte viveano nel medesimo 
tempo. Arrestato a Valladolid e condannato, dopo un lungo processo, all'esilio, 
morì in Orano d 2 febbraio 1572, estinguendosi con lui la discendenza masco- 
lina e legittima di Cristoforo. In forza del privilegio della Real Carta, il suo 
cadavere fu trasportato in San Domingo. 

(') La nostra pianta gli éà ragione. Ved. tavola I. 



( 595 ) 

il Vangelo si è trovato un cofrc de piedra, hucco , de forma 
cubica y corno de una vara de alto, encerrando una urna de 
plomo , un poco deteriorada , que contenia muchas osamcntas 
humanas. Poi soggiungeva: lìace algunos aìtos que cn iguaks 
circunstancias, lo que certifico, se hallo, del lado del la Epistola, 
oira caja de piedra semejante , y segun la tradicion comuni- 
cudù por los ancia nos del pays , y un capitulo del sinodo de 
està Santa Iglesiu Catedral (naturalmente il precitato del 4 683), 
la del lado del Evangelio està repuladu por contener los huésos 
del Almirante Crislobal Colon, y la del lado de la Epistola 
los de su hermano Don Barlolomé , o de Don Diego Colon 
ìiijo del Almirante ('). 

E qui il canonico-decano prendeva un abbaglio, scambiando 
con questi due personaggi il Don Luigi, che pure vedesi chia- 
ramente accennato nel sinodo cui lo scrittore della lettera si ri- 
ferisce. Ad ogni modo vuoisi avvertire che il Saint-Mery stam- 
pava la sua Description de la partie espagnole de l' iste de 
Saint-Domingue , soltanto un anno dopo il trasferimento al- 
l' Avana ( 2 ). 

Ora lasciando anche da banda l'equivoco, tutto ciò che di 
più preciso sapevasi a San Domingo nel 1795 riducevàsi a questo: 
che Cristoforo e un altro Colombo erano sepolti in ([nella Catte- 
drale, ai lati dell'altare nella cappella maggiore. E poiché Bar- 
tolomeo, Diego o Luigi era tumulato dal lato dell'Epistola, 
niun dubbio che il cadavere di Cristoforo si trovava da quello 
dell'Evangelio. Nel fatto invece, due erano i sepolti da questo 
medesimo lato, e di certo le autorità spaglinole, se avessero co- 
nosciuto che qui, a pochi pollici di distanza T una dall'altra, 
esistevano due fòsse (bóuedas), ciascuna delle quali conteneva 

(') Cocchia, Lelt. 9 oprilo 1878. 
( 2 ) Filadelfia, 1796-97. 



( 596 ) 

de' resti preziosi, avrebbero usato le diligenze necessarie per as- 
sicurarsi (piale delle due veramente serbava le spoglie che essi 
volevano. Ma lo ignoravano ; e nella confusione (ben dice mon- 
signor Cocchia) fecero quello che si poteva fare (*). Delle due 
fòsse apersero quella che rimaneva più discosta dal muro, ne 
estrassero la cassa , e proclamarono che i loro voti erano paghi. 
Aveano essi le ossa di Cristoforo Colombo? No: essi recavano 
seco quelle di Don Diego suo figlio. Per riuscire a Cristoforo 
bisognava aprire la fossa aderente al muro di perimetro, divisa 
dall'altra mercè una parete dello spessore di appena 15 cen- 
timetri ( 2 ). 

Ma si dirà : e 1' atto verbale che attesta del solenne trasferi- 
mento ? 

Rispondo coli' Barrisse, che « les pièces originales de 1' enquète 
instituée a Santo Domingo le 22 décembre 1795 . . . doivent se 
trouver aux ministères d' État et de la* Marine d' Espagne » ( 3 ); 
né vennero sin qui stampati. Il documento pubblicato dal Navar- 
rete non è propriamente P atto verbale , ma un extracto de las 
noticias que comunicaron al Gobierno los Gcfes y Autoridadcs 
de las islas Escanola y de Cuba sobre la exhumacion y tra- 
slacion de los restos del Almirante D. C?islobal Colon desde 
Santo Domingo ('*). Contiene, egli è vero, un sommario delie- 
deposizioni fatte da' testimoni che presenziarono 1' esumazione ; 
ma ad ogni modo ardisco dire che esso non è serio. Udite ! Il 
20 dicembre 1795, alla presenza dell'ammiraglio Aristizabal, 
dell' arcivescovo e delle autorità spagnuole civili e militari, se 
abt'iò una bóueda que eslaba sobre el Presbiterio , al lado del 
Evangelio, pared principal i -peana del aitar mayor , que tiene 

(') Lettera citata. 

( 2 ) Tejera, Op. cil., pag. 15. 

( 5 ) Bev. Crit., pag. 15. 

(') Navarrfte, Coleccion età, voi. Il, docum. CI,XXVIl, pag. 365 e seg. 






( 597 ) 
corno una uara cubica, i en ella se encontraron unas planchas 
conio de lercia de largo, de piamo, indicante de haber habido 
caja de dicho metal, i ped.tzos de huesos de canillas i olras 
varias partes de algun difunto , que se recojeron en una 
saluilla i toda la tierra que con ellos habia , que por los frag- 
menlos con que eslaba mezclada se conocia ser despojos de 
aquel cadaver. 

Ponderate bene, o Signori, questo racconto. Che cosa raccol- 
sero gli spagnuoli? Varias partes de algun difunto; despojos 
de aquel cadaver. La loro esposizione si limita a sì fatte gene- 
ralità: ma non v' è traccia di un'epigrafe, di uno scudo, di un 
nome, che valga ad attestarci di chi siano quelle spoglie. Dunque, 
conclude il Cocchia, la tesis es muy sencilla: en la Habana 
hay pedazos de huesos de alcun difunto ; aqui (in San Do- 
mingo) una caja con restos , nombre y tilulos del Dcscrubridor 
del Nuevo Mando ( J ). 



IV. 



Si opporrà che le considerazioni fatte per impugnare V auten- 
ticità del deposito di Cristoforo Colombo air Avana , potrebbero 
egualmente lasciar dubbiosi intorno a quella de' resti di Don 
Diego, tanto più che due giorni avanti la scoperta delle ossa di 
Cristoforo, a un metro del muro, enfrenle de la porta que 
conduce a la Sala Capititi ar (cosi narra il Cocchia), si era di 
già scoperta una bóoeda con restos humanos adornados de ga- 
lones ( 2 ), i quali resti furono poi riconosciuti per quelli del 
capitano generale Don Giovanni Sanhez Ramirez; ed egualmente 
si scopersero due altri sepolcri di persone rimaste ignote. 



(') Lettera citata. 

i 1 ) Colon en quisqueya, pag. 68. 



( 598 ) 

Benché da questi fatti alla conclusione che ne trae- V Harrisse . 
che cioè il sottosuolo del presbiterio dominicano « était un espèce 
de puih'idero » ('), corra un bel divario; tuttavia, ad allonta- 
nare le dubbiezze, basterà dare una sguardata alla pianta del 
presbiterio medesimo ( 2 ). I tre sepolcri dei Colombo s' incontrano 
dentro la linea di demarcazione, la quale corre fra il vecchio ed 
il nuovo. Dunque essi soli, cotesti sepolcri, esistevano nel pre- 
sbiterio della Cattedrale di San Domingo avanti l'anno 1783; 
gli altri, o erano già aperti lungo la nave della chiesa, e rimasero 
incorporati nel presbiterio in quest'anno medesimo, oppure .furono 
scavati in appresso. Ora esistendo sempre i depositi di Cristoforo 
e di Luigi, qual dubbio può rimanere che nella sepoltura aperta 
e vuotata dagli spagnuoli non si custodissero gli avanzi di Diego? 

Si dirà forse che il verbale del 1795 non accenna che la cassa 
plumbea allora estratta fosse munita d'iscrizioni, mentre lo sono 
le due rimanenti? Ripeto ancora (e v'insisto), che noi non ab- 
biamo il vero testo del verbale. Poi non bisogna dimenticare che. 
a differenza delle altre, cotesta cassa trovavasi in pessimo stato 
di conservazione, anzi era assolutamente disfatta: Se encontraron , 
dice l'atto non già una caja, ma unas planchas corno de lercia 
de largo, de plomo , indicante de haber habido caja del die ho 
metal. Inoltre l' operazione dovette procedere in fretta, senza 
quelle diligenze che solo una riposata disamina può suggerire; 
e così ossa , piombo e terra, tutto fu raccolto in una sottocoppa 
(salvilla), imbarcato sulla nave San Lorenzo, e condotto all' A- 
vana. Infine l'epigrafe poteva essere stata obliterata o consunta; 
può anche aver esistito, ed essere stata rinvenuta a seguito di 
una nuova ricognizione praticata forse a Cuba. Ma in tal caso 
sarebbe mai convenuto agli spagnuoli di confessare l'abbaglio? 

• 
(') Rev. CrìL, pag. 20. 

(') Ved. la tavola I. 



( 599 ) 

di proclamare al mondo eh 1 erano stati vittimo di un equivoco 
preso da per sé stessi? Difatti gli spagnuoli credettero sincera- 
mente di portar seco gli avanzi di Cristoforo Colombo, come i 
dominicani credettero sinceramente di rimanerne privati. E se 
fu detto che allora un canonico della Cattedrale di San Domingo 
(forse il decano che abbiamo veduto in corrispondenza col Saint- 1, 
Mery?), sostituì altri avanzi a quelli dell'insigne Scopritore, bene 
osserva I' Harrisse che di questa tradizione mai non giunse no- 
tizia fuori dell 1 antica Hispaniola (*), e il Tejera giustamente 
avvisa che dee ritenersi affatto improbabile. — Quale interesse, 
domanda egli, poteva spingere il canonico ad una impresa co- 
tanto zarosa? Se era spagnuolo (e ben doveva esserlo) e nudriva 
sentimenti del pari spagnuoli , come poteva mai preferire che i 
resti dell'insuperabile Navigatore (i quali doveano pure avere a 
suoi occhi un sì gran pregio, se per cagion loro affrontava un 
immenso rischio) , anziché continuare a riposar sotto 1' ombra del 
castigliano vessillo, passassero in potere dei francesi? Di quei 
francesi ai quali la Spagna rinunciava per sempre una cara isola, 
e che gli spagnuoli aveano sino a ieri guardati non solamente 
come nemici, ma proclamati come eretici? Davvero che un tal 
procedere sarebbe inconcepibile; quasi un tratto di follia! 

E poi cotesta sottrazione e cotesto scambio erano essi facili a 
compiersi in que' momenti? Suppongasi pure che il canonico 
conoscesse perfettamente V ubicazione del sepolcro , come mai 
sarebbesi- potuta disselciare una parte del presbitero dove il pas- 
saggio era quotidiano, estrarne il gettito, rimuovere le pietre 
che coprivano la tomba, levarne la cassa, occultarla, calarvene 
un'altra, e ridurre ogni cosa nel pristino stato con tal perfezione 
da non lasciare 1' adito aperto ad alcun sospetto ? 

Se ne convenga adunque: la tradizione di un fatto in questi 

Rev. Crii., pag. 19. 



( 600 ) 

termini è inammissibile. Quanto può ammettersi è questo sol- 
tanto : che taluno avesse vagamente notizia delle due fòsse con- 
tigue , e perciò stesso levasse dubbio sulla possibilità che le au- 
torità spagnuole imperfettamente informate commettessero per 
avventura uno scambio (*). Del che sembra appunto contentarsi 
lo stesso monsignor Cocchia, laddove accennando la tradizione, 
così commenta : Quiza la prua , quiza la poca critica , certa- 
mente qualcueira otro acostumbrado a la meditacion histórica, 
encuentra estrano que una Comision tan seria, al abrir bre- 
vemente una bóveda, y encontrar nada mas que algunos frag- 
mentos de plomo y de un cuerpo fiumano , las aceptó sin otra 
obseruacion corno reslos de Colon y los remitió a Cuba ( 2 ). 

C) Tejera, Op. cit., pag. 18-19. — Un articolo pubblicato nel Corriere 
Mercantile posteriormente alla lettura di questa relazione, cioè il 26 luglio, 
narra che la moderna scoperta degli avanzi mortali di Colombo si deve 
alle indicazioni di uno dei discendenti di quel feroce Bobadilla, il quale in- 
viato appunto a San Domingo dalla regina Isabella, fece incatenare il glorioso 
Scopritore; e soggiunge che il detto Bobadilla avrebbe partecipati i suoi dubbi 
al console Cambiaso. Il Tejera parla anch'esso -di questo Bobadilla, a nome 
Don Tommaso (pag. 50); ma la cosa non andò precisamente come il Corriere la 
espone. Una lettera indirizzatami dallo stesso cav. Cambiaso ristabilisce la verità 
in questi termini: « La notizia cibila tradizione che affermava come i preziosi 
resti di Cristoforo Colombo esistessero nella Cattedrale di San Domingo, non 
mi fu data dal signor Bobadilla direttamente. Questo rispettabile signore era 
morto nella città di Porto Principe (Haiti), prima che si parlasse di questo fatto. 
Mi fu comunicata invece da suo genero, 1' avv. Don Carlos Nouel; il quale me 
ne fece partecipe nell'epoca in cui furono scoperte le ceneri di Don Luigi Co- 
lombo. Il signor Nouel fu il primo che scopri e lesse le iscrizioni della cassa 
di esso Don Luigi. L' articolo del Corriere dice pure che io ho ordinato in- 
sieme con monsignor Cocchia le pratiche che recavano a così felice scoprimento, 
qual' e quello delle vere ceneri di Colombo. Io non poteva dare questi ordini. Ho 
bensì pregato il canonico Billini di far le indagini che condussero alla scoperta; 
ma il mio intervento non è una ragione sufficiente, perchè si attribuisca a me 
tutto il merito. Questo devesi in primo luogo a monsignor Cocchia; secondaria- 
mente al canonico Billini ». 

( 2 ) Colon en quisqueya, pag. 73. 



( COI ) 



Non avrete già dimenticate, o Signori, le misure «Iella cassa 
rinvenuta il 10 settembre 1877. Lo scheletro conservato nella 
sua integrità non vi poteva capire; ed alla sua decomposizione 
non potevano essere bastati trentaquattro anni circa, quanti ne 
corsero dalla morte di Colombo al suo trasferimento in San Do- 
mingo. Si osserverà che il Las Casas, nel passo da noi citato, 
apre quasi la via alla supposizione contraria, perchè dopo aver 
detto llevaron el cuerpo , ripiglia ò los huesos. Ma volendo 
sottilizzare, troveremmo che anche il Protocolo de las Cuevas 
parlava di ossa fino dal \ 506 — fueron sus huésos translados 
en este monasterio — (*); e poi notando il trasporto a San Do- 
mingo, diceva senz'altro che se entregaron los cadaveres. Dun- 
que le espressioni di Las Casas non provano nulla. 

Di certo, come pensano il Tejera e l'Harrisse, molta luce 
potrebbe recare intorno a questa circostanza la pubblicazione 
dell' atto di traslazione da Siviglia a San Domingo , e la istitu- 
zione di accurate ricerche neir Archivio dei Duchi di Veraguas 
discendenti per linea femminile dall' immortale Scopritore. Ma 
quell' atto è in potere dell' Accademia Storica di Madrid , e fa- 
cilmente si capisce che per ora non verrà stampato. Né pel mo- 
mento verranno imprese le indagini archivistiche , od almeno non 
se ne divulgheranno i risultati, in omaggio al vecchio ditterio 
per cui nessuno è tenuto a produrre documenti contro sé stesso ( 2 ). 

(') Rev. Crit., pag. 16. 

( 2 ) Ottimamente rileva monsignor Cocchia (Lett. 9 aprile cit.), che l'Accademia 
Madritena era in grado di avere tutti i documenti riguardanti le esumazioni ed 
i vari trasporti delle ceneri di Colombo, per pubblicarli a grande servigio della 
Storia. E giustamente anche si duole che non 1' abbia fatto, preferendo a cotesta 
pubblicazione, quella di alcune appassionate dissertazioni de' suoi onorevoli ac- 
Atti Soc. Lio. St. Patria, Vo;,. IX, fase. 38 



( 602 ) 

Quando la Gazzetta Ufficiale di San Domingo, Tli set- 
tembre p.p.; diede Pannunzio della scoperta ch'era stata fatta 
nel giorno avanti, i diadi spagnuoli si limitarono a pubblicare 
una specie di comunicato « destine, dice 1' Harrisse, à rassurer 
les populations et dementant naturellement l' assertion des feuilles 
dominicaines » ( 1 ). E questo è di prammatica : i comunicati si 
leggono, ma non si discutono; che cosa diverrebbero mai se si 
discutessero? 

Chi poi dicesse che i dominicani potrebbero da canto loro dar 
opera a consimili ricerche e pubblicazioni , mostrerebbe d' igno- 
rare che all' epoca del terribile sbarco eseguito dagli inglesi sotto 
gli ordini di Drake nel \ 586 , gli archivi della Cattedrale di 
San Domingo furono incendiati, scampando alla distruzione appena 
un registro il quale però comincia soltanto dal 4 569. Anche 
tutti gli altri archivi civili ed ecclesiastici dell'isola furono tra- 
sportati nel 1801 all'Avana, dove tuttora esistono; ma dove 
parimente non potranno essere consultati a vantaggio delle pre- 
senti disquisizioni ( 2 ). 

Oltre a ciò, quella piccola cassa non ci par fatta per le esi- 
genze e le guarentigie di un lungo viaggio , né per la solennità 
e T importanza onde si dovette circondare il trasferimento delle 
ceneri di Colombo. Perciò crediamo che sia stata costrutta po- 
steriormente nella città medesima di San Domingo all' evenienza 
di qualche ricognizione. 

cademici. Tra le qualcuna ve n' ha del sig. Jacopo de la Pezuela, dove si afferma 
que las Autoridades espanolas en la exhumacion de 1795 reconocieron sobre la 
tapa y costado del ataud las mismas letras y signos designados en el acta de 
1536 (correggi 1537). Ma questa è una petizione di principio, né più né meno. 
Fuori dunque cotesto atto; se no il Cocchia avrà sempre ragione di chiedere: 
Y de donde sacha todo esto el senor Pezuela? E continuerà a diffidare gli 
spagnuoli a far ciò da cui essi rifuggono: presentar los documentos, averigmr! 

(') Rev. Crii, pag. 14. 

( 2 ) Tejera, Op. cit., pag. 38, 47. 



( 603 ) 

Si noti che né il Cocchia né il Tejera dissentono menoma- 
mente dallo ammettere, che in epoche diverse siensi istituite alcune 
verifiche del prezioso deposito (*); ciò che eziandio consuona 
coli' affermazione del più volte rammentato canonico-decano, il 
quale scriveva che appunto una verificazione delle casse giacenti 
sotto il presbitero avea avuto luogo pochi anni prima del \ 783. 
Si potrebbe forse supporre avvenuto il tramutamento delle ossa 
da una cassa ali 1 altra nella seconda metà del secolo XVI, se 
risultasse conforme al vero la circostanza enunciata dall' Har- 
risse, il quale rimanda alla Storia del Charlevoix (" 2 ), che 
cioè la primitiva Cattedrale di San Domingo crollò interamente 
pel famoso terremoto del 1564. Di che il dotto americano de- 
duce un rilievo, che potrebbe essere semenza di molte dubita- 
zioni, scrivendo così: « Fut-elle reconstruite (la Cathédralé) sur 
le mème emplacement et sur les mèmes plans? On l'ignore. 
Ent tout cas, cette reconstruction implique un remaniement ge- 
neral des tombes et des caveaux; et si, cornine il faut le sup- 
poser, il y avait dans le premier édifice un caveau special pour 
Colomb et sa famille, avec des pierres tombales ou des inscri- 
ptions, tout port à croire qu'il n'en fut pas ainsi dans la nou- 
velle construction » ( 3 ). 

Se non che l 1 illustre critico è qui caduto in un errore di 
fatto: Charlevoix racconta che il disastro avvenne a Conception 
de la Vega, e che fu appunto la Cattedrale di questa città quella 
che rimase abbattuta in conseguenza del terremoto. — Dunque 
il maggior tempio di San Domingo è sempre quello che rimase 
compiuto nel 4540. 

Determinato ab extrinseco che la cassa oggidì scoperta non 
può essere quella dentro cui le ceneri vennero da Siviglia, tor- 

(') Cocchia, Lett. cit.; Tejera, pag. 33. 

(*) Charlevoix, Histoire de l'ile Espagnole, ed. 1730; tom. I, pag. 430. 

Rev. (kit., pag. 20. 



( 604 ) 

nano anche in nostro favore le argomentazioni ab intrinseco. 
facendoci così trovare d' accordo col medesimo Harrisse , laddove 
considera che il nome d' America nel secolo XVI era somma- 
mente raro in Ispagna, e che ad ogni modo la famiglia di Co- 
lombo non lo avrebbe mai preferito all' appellazione officiale di 
las Yndias , iscrivendolo sulla bara di lui e consacrando perciò 
sopra gli avanzi mortali dello sfortunato Scopritore la più flagrante 
delle ingiustizie (*). Dopo quel tempo invece, il nome d' America 
entrò neir uso comune ; e la piccola e rozza cassa potè benis- 
simo recare impressa per mano di pietosi , ma non di congiunti , 
la iscrizione D(escubridor) de la AfmericaJ, senza il menomo 
sospetto di uno sfregio alla memoria del gran Genovese, nel 
punto medesimo in cui mostravasi di volerla onorare. 

I caratteri di questa leggenda, che diremo neo-gotici, come 
quelli delle altre in corsivo (se i disegni che ne abbiamo li ripro- 
ducono fedelmente), non ci forniscono criteri i del tutto sicuri per 
istabilire la loro età. La forma non ripugna al secolo XVII; e 
perciò il deposito, nelle condizioni in cui ora si trova, può 
essere stato costituito a seguito degli accertamenti che, con 
molta probabilità, ebbero luogo al tempo del sinodo celebrato 
nel 1683 ( 2 ). 

( 1 ) Rev. Crìi, pag. 22-23. 

( 2 j Ho meco in questa opinione il eav. Andrea Gloria , illustre maestro nelle 
discipline paleografiche in Padova, il sig. Cesare Paoli dotto professore di paleo- 
grafia presso l'Archivio di Stato in Firenze, e l'eruditissimo can. Isidoro Carini 
che tiene lo stesso ufficio nell'Archivio di Palermo. Il cav. Gloria mi scriveva cosi: 
« Le iscrizioni non appartengono, a dir vero, ai secoli abbracciati dalla scienza 
che io professo. Nondimeno, per corrispondere all'invito fattomi da Lei, asserisco 
che le predette iscrizioni non mi sembrano più antiche del secolo decirnosettimo ». 
E il prof. Paoli, a proposito delle due laminette: « Ho fatto qualche riscontro 
sopra i facsimili della Escitela Paleographica del Merino; ma il solo resultalo 
al quale mi pare di essere venuto con qualche certezza, è un resultato nega- 
tivo; che cioè, questa scrittura non è più antica del secolo XVII; forse po- 
trebbe attribuirsi alla seconda metà di quel secolo ». Similmente il can. Carini 






( 605 ) 

Le condizioni particolari del suolo, il clima e l'abbondanza 
degli insetti che appellano termites, assolutamente esiziali ad 
ogni specie di lunga conservazione, avranno contribuito a in- 
fracidare la cassa primitiva, costrutta forse di legni preziosi e 
rivestita d' egregie stoffe , a decomporre lo scheletro , a man- 
darne in polvere la miglior parte. Raccolte le ossa, le ceneri 
e la terra cui dovettero trovarsi frammiste, furono religiosamente 
composte neir umetta di piombo, dentro alla quale venne pure 
allogata la piccola lastra che il Cocchia ci descrive: una vieja 
chapa de piata corno de dos a tres pulgadas , con dos aguje- 
ritos , correspondientes a otros en la caja y à los dos lornillos, 
precedentemente encontrados ('). Nella quale piastrella si legge, 
da una parte: U. a P. tc de los r. 1os del pmo AL. te Cristoval 
Colon Des ; e dall' altra U. Cristoval Colon. Cioè, almeno come 
a me sembra: Una parte dei resti del primo Almirante Cristo- 
foro Colombo scopritore — Urna (di) Cristoforo Colombo (" 2 ). 

L' atto verbale del \ settembre rileva ancora che nella cassa se 
encontrò una baia de plomo del peso de una onza poco mas o 
menos ( 3 ). E il Cocchia nota cosi : « En la costa de Veraguas 
se abrió su herida, Cantù. t. X, biogr. XIX. Se rcfiere a està 
la baia » ( l ) ? Ma 1' illustre autore della Storia Universale non 
produce altra autorità, da quella in fuori di un moderno storico, 
il conte- Roselly de Lorgues; il quale confondendo il Colombo 
d'Italia col francese Coullon ( 5 ), e facendolo navigare nel Le- 

ammette che i caratteri della iscrizione Illustre y Esclarecido Varon etc, 
« sono del seicento ed anche della seconda metà ». 

(') Vedi la tavola III. 

( 2 ) Lett. cit. 

(') Il Tejera (pag. 33) la dice del peso di 20 a 30 grammi. 

( 4 ) Colon en quisqueya, pag. 69. 

( s ) Vedasi il dotto libro dell' Harrisse , Les Colombo de France et d'Italie 
(Parigi 1874), nonché l'interessante rassegna fattane dal eh. Desimoni nel Gior- 
nale Ligustico, anno 1874, pag. 164-180. 



( 606 ) 

vante « a que' di pieno zeppo di pirati dell'Arcipelago, di 
corsari maomettani e di ladroni barbareschi » , soggiunge che ap- 
punto « in uno di quegli oscuri ed arrischiati combattimenti che 
la storia dimenticò o ignorò Cristoforo ricevette una ferita, la 
cui cicatrice, dimenticala per lungo tempo, si riaperse verso 
gli estremi di sua vita, e la mise anco in pericolo » ( 4 ). Ma se 
la storia dimenticò o ignorò il fatto , per qual via lo ha egli 
risaputo a quattrocent' anni di distanza il nobile conte ? E poi 
a che cosa tenderebbe mai tutto questo armeggiamento ? Niente 
altro, fuorché a spiegare una frase scritta da Cristoforo nella 
sua lettera del 7 luglio \ 503 ai Re Cattolici : alti me se refrescó 
del inai la llaga ( 2 ) ! 

(') Roselly de Lorgues, Cristoforo Colombo, Storia della sua vita ecc., volga- 
rizzata per cura del conte Tullio Dandolo; Milano 1857; voi. I, pag. 57. 

( 2 ) Eppure il già citato articolo del Corriere, volendo provare sino all'evi- 
denza l'autenticità delle ossa di Colombo, non ha trovato migliore argomento 
di questa palla. È vero che, secondo l'articolo, dalle indagini fatte colla scorta 
delle storie più accreditate, si può accertare che quella palla si trovava nel 
corpo del grande ammiraglio; ma è vero del pari che tutte codeste storie si 
riducono alla Stona del Roselly. 

Del resto si direbbe che anche 1' estensore dell' articolo sentisse ei medesimo 
mancargli il terreno, dal momento che allegando il passo da noi integralmente 
riferito, ha creduto prudente il sostituire due discretissimi eccetera alle frasi 
più compromettenti e pericolose. Egli cita infatti così: « In uno di quegli oscuri ed 
arrischiati combattimenti , eccetera .... Cristoforo ricevette una ferita eccetera ». 

Or ora ci capita la Gaceta de Santo Domingo del 18 giugno 1878, con una nuova 
lettera di monsignor Cocchia, il quale si batte contro il sig. Gasp autore del 
recente opuscolo intitolato: Una baia istorica. Monsignore ha ragioni da ven- 
dere, quando al dubbio sollevato dal Gasp (e prima ancora di costui dal Tejera, 
a pag. 33), se cioè fino dal secolo XV usavano proiettili del peso di quello tro- 
vato nella cassa di Colombo, risponde affermativamente, e correda la sua as- 
serzione di ottimi documenti. Molti altri se ne potrebbero aggiungere dedotti 
dalle opere del maggiore Angelucci, indefesso illustratore della storia delle ar- 
tiglierie, e specialmente da quella che ha titolo: Gli schioppettieri milanesi nel 
XV secolo. Invece quando monsignore insiste sulla ferita di Colombo , siamo 
sempre da capo: Tutte le autorità principiano e finiscono col conte Roselly. 



( 607 ) 

Però F Harrisse lia dimostrato clic la ferita onde si volle gra- 
tificare Colombo è apocrifa ( { ) ; eil io mi permetto di aggiun- 

A proposito, ci è pure capitato di questi giorni (novembre), e quando il 
primo foglio della nostra Relazione era di già stampata, un recentissimo lavoro 
dell' Harrisse, intitolato: Los restos de Don Cristoval Colon, Disquisicion por el 
Autor de la Biblioteca Americana Vetustissima, Sevilla , 1878. L'illustre ame- 
ricano sostiene anch' egli, con molto corredo di argomentazioni, che el peso de 
esa baia . . . casi no es admisible tratandose de un proyedil que se quiere 
hacer provenir del siglo XV (pag. 29). E poco dopo soggiunge: Hemos medido, 
y hecho medir con gran cuidado las armas de fuego guardadas en muchos 
museos y coleciones particularcs , que autoridades competentes en la materia 
declaran ser de fabricacion anterior del XVI. Ninguna hemos podido encontrar 
cuyo calibre bayase de Ojn, 019 milimetros ó O.m, 020 entre los arcabuces, 
y O.m, 022 para las culebrinas de mano; lo que supone una baia de un peso 
muij superior d « una onza poco mas ó menos » (pag. 31). 

Un documenio del 1448, che dobbiamo alla cortesia del lodato cav. Angelucci, 
varrà per altro ad assicurare il dottissimo critico, che quando anche non si 
conservasse più alcun esemplare di schioppetti inferiori al calibro accennato, 
non per questo si deve concludere che non esistettero mai. Il documento fa 
parte degli inventari del castello grande di Pavia, e registra: Cantarla odo de 
piombio fece venire messer Antonio Guiddabono da Zenova .... llem balotine 
da scopeti uno cantaro, sono in numero 4500 (Archivio di Stato in Milano. 
Quad. Capitanerie, Conlestabelerie ecc , fot. 62). Il piombo fatto venire da Ge- 
nova dovea ragguagliarsi al cantaro genovese, pari a chilogrammi 47,649. 
Perciò le otto cantara avrebbero dato: 4500 X 8 = 36000 balotine: e ciascuna 
balotina sarebbe stata del peso di grammi 10. 3 , cioè né manco una mezz' oncia. 

Inoltre lo stesso Harrisse come corollario alle sue premesse, e con quel rigore 
di critica stringente onde è maestro ammirabile, così prosegue: Por otra parte , 
durante todo el siglo XVIIJ y laprimera mitad del XIX, el calibre del mosquete 
ordinario y luego del fusil de municion no pasaba de O.™, 017 milimetros, es 
decir , que el arma de fuego mas comun calzaba una baia precisamente del 
peso de la que se ha cncontrado dentro de la caja en question. Fundamento en- 
contraria un critico meticuloso y nimio para plantear el siguiente problema : — 
Dada la necesidad de presentar en nuestros dias una baia esf èrica de plcmo , 
para suponer que procede de un arma antigua de guerra, y no temendo d 
mano mas que los elementos ordinarios , se pregunta : cual seria el peso de la 
baia producìda ? Ochenta y neuve artilleros entre dento contcstarian : « una 
onza, poco mas ó menos » (pag. cit.). 

Dunque, secondo l'illustre avvocato di New-York, la palla potrebbe anche 



( 608 ) 

gere che ponderando attentamente la lettera, ne esce semplice- 
mente un senso metaforico , per denotare V uomo che trovavasi ri- 
piombato in gravi travagli morali , allora appunto in cui credeva 
d' essersene liberato. Ecco in sostanza che cosa narrava Colombo : 
Citando yo hube andado quince leguas forzosamente , me reposó 
atras el viento y coniente con furia : volviendo yo al puerto de 

essere stata chiusa recentemente nella cassa, allo scopo di circondare sempre 
più con parvenze d'autenticità la scoperta, da chi si sarebbejfidato alle parole 
del Roselly, o del Cantù che le ha riprodotte semplicemente, senza consultare 
i documenti in fonte o ponderar bene P attendibili t't della notizia. Davvero l'ac- 
cusa è grave, ma il provarla è compito degli accusatori. Noi ci limiteremo ad 
avvertire, che il verbale del 10 settembre 1877 constata semplicemente il fatto 
del ritrovamento del proiettile, senza dargli alcuna importanza; e che monsignor 
Cocchia si arrischia a proporne appena dubitativamente, con una semplice frase 
interrogativa, la spiegazione. Se si trattasse di una simulazione architettata con 
fini preconcetti, di certo i suoi autori avrebbero subito squadernata una quan- 
tità d'argomenti, acconci almeno a confondere (non dico a persuadere) gli op- 
positori. 

D'altra parte so l'Harrisse concede, che il calibro di questa disgraziatissima 
palla risponde al diametro più comune delle canne da moschetto lungo tutto il 
secolo XVIII; a nostra volta noi abbiamo sostenuto che il deposito delle ossa 
di Colombo, nella cassa in cui vennero trovate , non può rimontare oltre lo scorcio 
del XVII. Eccoci cos'i, rispetto all'epoca, avvicinali di molto. Il proiettile, per- 
duto (chi sa per quale cagione) n9' sotterranei della cattedrale dominicana , 
sarà stato raccolto assieme al gettito e posto inavvertentemente nella bara; 
forse anche lo avranno recato con sé, pel bisogno di qualche saldatura, coloro 
stessi che la costrussero. 

Ancora una domanda. Il pezzo di piombo di cui tanto si ragiona, e che mi- 
naccia di diventare famoso, è poi veramente una palla di moschetto? il Tejera 
mostra di dubitarne (op. cit. , pag. 35); ma noi non possiamo dirne di più, 
perchè bisognerebbe averlo esaminato. 

Del resto, all' infuori di quanto ne abbiamo fin qui ragionato, la lettura della 
Disquisicion non ci consiglia alcuna modificazione sostanziale nel presente rap- 
porto. Soltanto ci fa un obbligo di avvertire che il canonico al quale si attri- 
buisce la sottrazione degli avanzi di Cristoforo Colombo nel 1795, non sarebbe, 
come ne esprimemmo il sospetto, il corrispondente del Saint Mery, ma un certo 
.limonezo Jimeno (Disquisicion, pag. 16j. 

(') Rev. Crii., pag. 21. 



( 609 ) 

donde Imbuì salido falle eri el camino al lìetrele, adonde me retruje 
con harto peligro y cnojo etc. ; y mando crei de haber aca- 
bado , me falle de càmienzo : allì mudò de sentencia de volvcr 
à las minas , y hacer algo hasta que me viniese el tiempo para 
mi viage y marear ; y llcgado con cuatro leguas revino la tor- 
menta , y me fatigó tanto a tanto quo ya no sabia de mi parte. 
A Ili me se re fresco del mal la Ruga: nueve dias anduve per- 
dido sin esperanza de vida: ojos nunca vieron la mar tan 
alta, fea y hecha espuma ('). 

Concludiamo. — Allo stato presente delle cognizioni , vere ossa 
di Cristoforo Colombo si hanno da ritenere quelle scoperte nella 
Cattedrale di San Domingo il iO settembre 1877, non le altre 
stato trasferite all' Avana nel dicembre i 795. Nessuno sforzo di 
mente e d'ingegno è necessario, per convincersi della realtà dei 
fatti come vengono raccontati. Non ci fu dolo da parte dei do- 
minicani; né gli spagnuoli furono scientemente le vittime d'al- 
cuna sorpresa: pigliarono un equivoco, ecco tutto. Non riesce 
di ostacolo il nome d' America iscritto sulla bara; non fa d'uopo 
immaginare alcuna ferita. 

Siete voi di questo parere, o Signori? 11 vostro giudizio è de- 
stinato ad avere un gran peso; e qualora sia favorevole, gioverà 
di conforto a quell'egregio nostro concittadino, il quale onore- 
volmente rappresentando in San Domingo l'Italia, ha prese 
cotanto a cuore le sorti serbate ai mortali avanzi dell' incompara- 
bile Genovese. 

(') Navarrete, Coleccion, I. 301. 



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PRESBITERO DELLA CATTEDRALE DI SAN DOMINGO 



SPIEGAZIONE 

DELLA TAVOLA I. 



A. Ubicazione originaria dell' altare. 

B. Ingresso alla Sacristia. 

C. Sepoltura di Cristoforo Colombo. 

D. Parete divisoria, dello spessore di centim. 15, fra 

T anzidetta sepoltura e la seguente. 

E. Sepoltura (vuota) di Diego Colombo. 

F. Sepoltura di Luigi Colombo. 

G. Sepoltura di Giovanni Sanchez Ramirez. 
H. I. Sepolcri di persone ignote. 

K. Ingresso al Capitolo. 
L. Porta antica, oggidì murata. 
M. Posto odierno dell' altare. 
N. Tribuna attuale dell' Epistola. 
0. Tribuna attuale dell' Evangelio. 



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TAVOLA. II 




CASSA DI CRISTOFORO COLOMBO 



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ESTRATTO DI VERBALE DELL'ADUNANZA 

TENUTA DALL'ASSEMBLEA DELLA SOCIETÀ IL 21 LUGLIO 1878 



La seduta é aperta ad un'ora dopo mezzodì, dal Presidente 
comm. Antonio Crocco. 

Assistono alla tornata i signori cav. Luigi Cambiaso console 
d' Italia a San Domingo, e Giambattista Cambiaso console della 
Repubblica Dominicana in Genova. 

Il Segretario Generale cav. Luigi Tommaso Belgrano legge 
una Relazione sulla recente scoperta delle ossa di Cristoforo 
Colombo in San Domingo, e sui documenti presentati dal 
cav. Luigi Cambiaso. 

Riassume anzitutto i fatti come vennero esposti dal mentovato 
cav. Cambiaso , testimone di veduta , nella tornata tenutasi 
dalla Sezione di Storia il 10 maggio p. p. , col corredo degli 
atti verbali della esumazione seguita il 10 settembre 1877 e 
della ricognizione avvenuta il 2 gennaio dell' anno corrente. 
Accenna quindi agli scritti che furono pubblicati su 1' impor- 
tante argomento , in ispecie a quelli di monsignor Rocco Coc- 



( GIG ) 

cliia, d'Enrico Harrisse e d'Emiliano Tejera ; descrive le 
condizioni della Cattedrale di San Domingo , in cui avvenne 
P insigne scoperta, e i tre presbitèri che ebbe quel tempio 
dall' epoca della sua fondazione fino al presente. Dimostra 
che i Colombo , e soltanto i Colombo , furono sepolti nel 
presbitero originario, il quale durò nello stato primitivo fino 
al 4783; e poi chiarisce che furono soli ad esservi tumulati 
Cristoforo lo scopritore , suo figlio Diego , e Luigi figlio a que- 
st' ultimo. Serbandosi perciò tuttora intatti i depositi del primo 
e dell' ultimo , ne consegue che quello trasferito dagli spagnuoli 
all' Avana nel 4795, nel desiderio di portar seco gli avanzi 
dello Inventore del Nuovo Mondo , deve essere il cadavere di 
Diego. Ricerca come mai sia potuto accadere l'equivoco, senza 
che faccia mestieri incolpare alcuno di sottrazioni premeditate o 
di mala fede; ed osserva che lo stesso verbale di quel trasfe- 
rimento mostra di per sé come gli spagnuoli non possedessero 
alcuna certezza sulla identità dei resti mortali esumati. 

Si fa carico delle obbiezioni alle quali in parte la dotta cri- 
tica e in parte 1' amor proprio offeso hanno aperto il campo ; 
e ne dimostra alcune infondate , altre non ripugnanti alla re- 
cente scoperta. Perciò conclude affermando che, allo stato pre- 
dente delle cognizioni , lo scoprimento avvenuto in San Domingo 
deve ammettersi per autentico ; e dice che se il giudizio della 
Società sarà conforme al suo particolare , avrà di certo un gran 
peso , e gioverà di conforto a queir egregio nostro concittadino 
che é.il cav. Cambiaso , il quale onorevolmente rappresentando 
in San Domingo l' Italia , ha prese cotanto a cuore le sorti ser- 
bate ai mortali avanzi dell' insuperabile Genovese. 

Dopo la lettura di questa Relazione, il cav. Cambiaso esprime 
il suo compiacimento per le conclusioni alle quali è venuto il 
relatore; ed annunzia che se la Società sarà del medesimo av- 
viso, egli ne prenderà argomento per offerire al Municipio di 



( 017) 
Genova una piccola parte elio potè raccogliere degli avanzi 
scoperti. 

Il Presidente dice che da canto suo si associa alle conclu- 
sioni del cav. Belgrano ; e il Vice-Presidente cav. Cornelio Desi- 
moni fa anch' egli una eguale dichiarazione. 

Il socio prof. Giambattista Brignardello osserva che la rela- 
zione in discorso, acciò possa avere tutta l'autorità che in 
questo caso si desidererebbe attribuirle, e sia veramente consi- 
derata come l' espressione del criterio che questo Istituto si è for- 
mato relativamente alla scoperta di cui si ragiona, dee conseguire 
la sanzione dell' Assemblea ; e ne presenta formale proposta. 

Il Presidente interroga i colleghi se siano di parere che la 
Relazione del cav. Belgrano debba approvarsi nel senso ora 
detto; e V Assemblea si pronuncia in senso favorevole all'una- 
nimità , essendosi soltanto astenuto dal prender parte alla vo- 
tazione il relatore. 

Il socio Francesco Podestà propone che la stessa Relazione 
venga pubblicata negli Atti. Il Presidente mette ai voti la pro- 
posta ; ed é anch' essa approvata all' unanimità , essendosi però 
astenuto dal votare il cav. Belgrano. 

La seduta è levata alle ore 2 */a- 

Il Presidente 

ANTONIO CROCCO. 

// Vice-Segretario Generale 
A. Sanguinati. 



Atti Soc. Lio. St. Patria, Vol. IX, fase. IV 



NUOVE CORREZIONI 
ED AGGIUNTE 

ALLE NOTIZIE SULLA TIPOGRAFIA LIGURE 

AVVERTENZA. 

Il socio Nicolò Giuliani, coerentemente alla promessa da lui fatta a pag. 464, 
ci avea dato, con pressoché tutte le romaniniane, altre correzioni ed apprezza- 
menti ecc., da cui, cedendo egli pure all'esigenze del tempo ed alle nostre pra- 
tiche, ci siamo contentati di estrarre, talora compendiandolo, ciò che segue . 

Pag. 25. Debbo qui confessare che quanto scrissi alla nota 3 si rife* 
risce unicamente all'Indice del Gerini, e che, avvisatone 
gentilmente, ho veduto poi ch'egli parla del tipografo Gia- 
como da Fivizzano nel tomo II, pag. 99, nelle sue Memorie 
storiche di Lunigiana , affermandolo della famiglia degli 
Onorati, arricchita dì amplissimi privilegi dall'imperatore 
Carlo IV nel 1368, e spenta da molto tempo. Egli aggiunge 
che, secondo alcuni, Giacomo stampò anche l'uffizio della 
B. Vergine. 

Non sarà inutile di ripetere qui ciò che si legge a pag. 475 
del Nuovo Giornale Ligustico (an. 1831), che cioè il sullo- 
dato Giacomo coi fratelli suoi Battista ed Alessandro « ave- 
vano fatto un'amichevole società; e perciò ne' soliti versi 



( 620 ) 

che allora si mettevano colle date appiè dei libri si dicono 
comites in amore. Ma il signor Gerini non dovea mai tra- 
durre queste parole con quelle di Conti Palatini ». 
Pag. 30, linea 11: fogli 368. — Corr. 378. 

» 31, » 12: peritoniti» — » perittorum. 

» 35. Ho scritto che l'edizione del libro Magistri N. Viterbiensis, 
del quale nella pag. seg., fu taciuta dallo Spotorno; e ciò si 
deve intendere della sua Storia Letteraria della Liguria. 
Difatti quel dotto ne aveva discorso a pag. 668-69 del Gior- 
nale Ligustico per l'anno 1827; notando ancora essere 
« da credere che il P. Cavallo fosse genovese, sì perchè il 
suo cognome è nostro, sì ancora perchè non è indicata la 
patria di lui, come voleva il costume di quell'età, trat- 
tandosi di stranieri ». 

» 36, linea 15: f. iti. — Corr. f. 

» 36 » 26: caòq — » eoìrej. 

» 38 » 12: terno BJJ — » sesterno 11. 

» 38 » 26 : mutate curreitte anno. — Corr. nitriate nunntpato eurrente unno. 

» 50 » 27 : interventi. — Corr. intventi. 

» 57 » 25: D i. — » D Hi. 

» 66 e segg. Alle notizie date sul Libro utile et devoto ecc., reputo 
non inutile l' aggiungere che era stata stampata a Vicenza 
da Enrico di S. Orso senza nota d'anno, ma nel sec. XV: 
La leggenda de la beata Agnolela da Foligno. . . Ved. 
Amati, Ricerche già citate, T.° V, p. 564. 

» IO, linea 23: ££( ili. — Corr. £& ii. 

» 72 » 11 e 12: per la varietà chiaramente. — Corr. per 
la varietà delle opere chiaramente. 

» 79. Il Catalogo della Libreria Tross, N. Ili, Paris, 1869, al 
Numero d'ordine 1893 segna: Contemplatane di Messer Pe- 
legro de Grimaldi Robio sopra il Salmo centesimo, alla 
Signora Vittoria di Pescara. Genova, Antonio Bellone, in 
8.° picc. Prezzo L. 7. 

» 82, linea 5: D . XLII. — Corr. D . XLVII. 

» 85 » 17 : La data del 1550 circa è di troppo anticipata, 
come ha fatto osservare il eh. Cav. Girolamo Rossi, il quale 
possiede un esemplare degli Statuti di Loano ivi stampato 
nel 1618. 






( 621 ) 

Pag. 112, linea 12. MDLVIII. — Corr. MDLXVIII. 
» 113 » 6. Il vescovo Benedetto Lomellino non fu « ignoto 
affatto al Semeria », il quale ne parla nella Storia Eccle- 
siastica (pag. 396) non però colla qualifica di Vescovo di 
Sarzana, e nei Secoli Cristiani (voi. I, pag. 248; voi. II, 
pag. 95), ma senza citare mai il Sinodo da me notato. 
» 117 , linea ultima: 1836. — Corr. 1863. 

123 » 2 : MDLXXXI. — Corr. MDLXX1. 

Del resto questa data e le altre recate alle pagine 82 e 112 
sono corrette dalle vere, iscritte a capo degli articoli. 
Pag. 125, linea 6; ivris pontificii interprete. — Corr. ivris 

PONTIFICII PRIMO INTERPRETI. 

Nella nota in calce a questa pagina, citando la Storia 
scientifico-letteraria dello Studio di Padova del Colle, non 
osservai come la stessa non si estenda all' epoca del 1572 
della quale da me si trattava. Mi perdoni l' illustre me- 
moria di questo Scrittore, alla quale, come a quella dello 
Spotorno e del Semeria, feci involontaria ingiuria. E ve- 
dano i discreti, quanto al Semeria, se non sarebbe stato 
conveniente ch'egli ponesse il vescovo Benedetto Lomellini 
anche nella serie di quelli di Luni-Sarzana, pag. 205 e segg. 
della Storia Ecclesiastica della Liguria, dove io, vera- 
mente l'aveva cercato. 

» 141, linea 1: 18 pagine. — Corr. 20. 

» 148 » ultima: Crollanza. — » Crollalanza. 

» 154 » 5 e segg. Il signor Romanini, ben nudrito « degli 
studi bibliografici », dei quali io sono « così digiuno », ha 
rilevato dal Gamba che la dedica dei Discorsi Historici del 
Bartoli, da me « giudicata a casaccio del Zabata, è invece 
di Scipione Metelli ». 

» 156, linea 4-5: Corpetta. — Corr. Copetta. 

» 164 » ultima: Il libro del Fazio non è, come io dissi, « ignoto 
allo Spotorno »; il quale invece lo registra a pag. 225 del 
tomo III della sua Storia Letteraria. Svista veramente da 
« nano », ma non, per quanto n'ho coscienza, di chi vuole 
fare « strazio di grandi nomi ». Io so d'avere per prin- 
cipio di rispettare anche i nani; e non credo esservi mai 
venuto meno. 
Atti Soc. Lio. St. Patria, Vol. IX, fase. IV 39* 



( 622 ) 

Pag. 189, linea 11: carte 164. — Corr. 165. 

» 191 » 16 e 17: Al Molto 111. Sig. Giulio Pallavicino. — 
Corr.: Al Molto 111. Mio Sig. e patrone singularissimo. 

Veramente questa correzione fattami dal signor Romanini 
non avrebbe grande importanza, qualora egli nel registrarla 
non avesse tralasciato nell' addebito datomene il cognome 
Pallavicino, che pure si legge da me riferito a caratteri 
maiuscoli nella linea 17. 

» 204, linea 17 : quattro prime pagine. — Corr. quattro prime 
carte. 

» 220, linea 5 : 20 versi sciolti. — Corr. 

» 230 » ultima: poi anzi. — » 

» 236 » 12: Nella 7 è l'indice — » 

» 237 » 17 : copiosus — » 

» 239 » 3: Giusto Lipsio — » 

» 246 » 14: nella 13. — » 



30. 

poc' anzi. 

Nella 5. 

copiosius. 

di Giusto Lipsio. 

nella 18. 



AGGIUNTE 

4 544. 
Nell'Archivio comunale di Serravalle-Scrivia : 

Statuta, decreta et ordinationes communis Serra- 
vallis. 
Genuae, apud Antonium Bellonum, MDXXXXIIII. 

In foglio. 

Questa indicazione è stata fornita alla Società Ligure dal 
signor canonico Costantino Ferrari. 

1581. 

Camillo Camilli , del quale già abbiamo fatto cenno sotto 
Fanno 1553 a pag. 499 (correggasi l'indice generale che manda 
a pag. 449), scrisse probabilmente la dedicatoria del Trattato 
spirituale del P. Avila sopra il verso Audi filici del salmo 
Eructavit, da lui tradotto dallo spagnuolo e stampato in Ve- 
nezia da Francesco Ziletti nel 1 581 , benché in calce ali 1 epi- 
stola si vegga soscritto lo stampatore. In questa dedica si parla 
inoltre di un altro probabilissimamente ligure, il « molto reve- 
rendo , et eccellente signor Gio. Battista Boselli , uno de' Lettori 
pubblici qui di Venetia . . . molto divoto di . . . Lucretia da 
Este della Rovere (dedicataria), Duchessa d'Urbino, . . . per 
i molti beneficii che da lei ha ricevuti ». 



INDICE 



Boselli G. B., lettore pubbl. in 
Venezia, pag. 623. 

Camilli Camillo, dedicante, 449. 

Cavallo P. Battista , tipografo, 
620. 

Colle, cav. Francesco Maria, scrit- 
tore, 125. 

Crollalanza Gio. Pietro, dedica- 
tario, 148, 621. 

Fazio Silvestro, 163, 621. 

Ferrari Costantino, 623. 

Fivizzano (da) Giacomo e fratelli, 
tipografi, 619. 

Foligno (da) Agnolela, 620. 



Gerini Emanuele, scritt., 620, 621. 

Grimaldi Robio Pelegro, 620. 

Loano, città. Suoi statuti, 620. 

Metelli Scipione, dedicante, 621. 

Romanini, 621, 622. 

Rossi Girolamo, 620. 

Rovere (della) Lucrezia da Este, 

dedicataria, 623. 
Semeria, 621. 
Serravalle-Scrivia. Suoi statuti , 

623. 
Spotorno, P. Gio. Battista, 620 , 

621. 
Viterbo (da) Annio, 620. 



INDICE 



DEL VOLUME NONO DEGLI ATTI 



DELLA 



SOCIETÀ LIGURE DI STORIA PATRIA 



Notizie sulla Tipografia Ligure sino a lutto il sec. XVI, 

raccolte dal socio Nicolò Giuliani .... Pag. 5 

Supplemento alle Notizie medesime, pei sodi N. Giu- 
liani e L. T. Belgrano » 325 

Canzone sopra il sacco di Genova del MDXXII , stam- 
pata da Pier Paolo Porro , ed ora nuovamente tratta 
da un esemplare della R. Biblioteca di Torino. . » 413 

Sui primordi dell' arte della stampa in Genova , ap- 
punti e documenti raccolti dal socio Marcello Staglieno. » 423 

Secondo Supplemento alle Notizie della Tipografia Ligure 

sino a tutto il secolo XVI , pel socio Nicolò Giuliani. » 461 



( 628 ) 

Relazione del Segretario Genera le , L. T. Belgrano , 
sulla recente scoperta delle ossa di Cristoforo Colombo 
in San Domingo Pag. 583 

Tavole . . . . . . . . » 611 

Estratto di verbale dell' adunanza tenuta dall' assemblea 

della Società il 21 luglio 1818 » 613 

Nuove correzioni ed aggiunte alle Notizie sulla Tipo- 
grafia Ligure . . . . . . . » 619 



PROSPETTO DEGLI ATTI 



DELLA SOCIETÀ LIGURE DI STORIA PATRIA 



Quantunque sulle copertine dei fascicoli di questi Atti siasi comunemente 
avuta cura d' annunciare le diverse pubblicazioni alle quali sarebbesi di mano 
in mano data opera dalla Società Ligure; ciò non pertanto si ravvisa utile di 
far conoscere anebe più particolarmente 1' ordine giusta cui le diverse materie 
saranno distribuite, almeno fino al xu volume, al quale giungono appunto 
gli scritti che si hanno di già preparati. 

Così mentre per una parte nel corso della stampa si verranno alternando 
memorie di vario argomento (il che è consentaneo alle esigenze di ogni pub- 
blicazione periodica), tornerà agevole per l'altra il constatare come tutto 
proceda a seconda di norme razionali già stabilite, e come i diversi lavori, 
assimilali in certa guisa fra loro, debbano infine risultare adunati quasi in 
altrettanti gruppi rappresentati da uno o più volumi. 



Volume I (completo). 

Volume li, Parte I. Illustrazione del Registro della Curia Arcivescovile 
di Genova (da pubblicarsi). . 

Volume II, Parte II. Testo del detto Registro, Indici, ecc. (già pubblicato). 

Volume III (completo). 

Volume IV (completo). 

Volume V. Geografia. — Di questo volume è pubblicato il solo fascicolo I. 
La seconda dispensa ò prossima a comparire, e conterrà: Nuovi studi sul- 
l'Atlante Luxoro. — Relazioni di Benedetto Scotto (del sec. xv), desunte 
da due rarissimi codici a stampa della Marciana di Venezia. 



Volume VI. Codice diplomatico delle Colonie Tauro-Liguri. È uscito il fa- 
scicolo I. 

Volume VII. Continuazione e fino del detto Codice. 

Volume Vili. Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas (i quali 
si pubblicano di presente). — Relazione dei medesimi. — Rendiconto dei 
lavori fatti dalla Società dopo 1' anno accademico '1805-66. 

Volume IX. Miscellanea: Archeologia — Letteratura — Belle Arti - 
Costumi. 

Volume X. Trattati di Genova coli' Impero Greco — Monografìe di famiglie 
genovesi che dominarono in Levante. 

Volume XI. Epigrafia numismatica ligure; con memorie e documenti rela- 
tivi alla Zecca di Genova. — Sfragistica. 

Volume XII. Iscrizioni della Liguria, da' primi tempi cristiani a tutto il 
secolo xv. 



Pubblicazione in gran formato 
ILLUSTRAZIONE STORICO-ARTISTICA 

DEL PALAZZO DI ANDREA D" ORIA A FASS0L0 
CON INCISIONI IN RAME 



Le tavole sono di già preparate; e solo, innanzi di por mano alla stampa, 
si attende l' esito d' alcune ricerche di documenti. 



La Società inoltre dà opera alla compilazione di un Cartario e Regesto di 
documenti genovesi, preceduto da una raccolta d' estratti di antichi geografi 
e storici sulla Liguria. 

Genova, 15 novembre 1868. 

Il Segretario generale 

!.. T. BffXKRANO. 



-/ 



ATTI 



DELLA 



SOCIETÀ LIGURE 



DI 



STORIA PATRIA 



VOLUME IX. - FASCICOLO IV. 




GENOVA 

TIPOUHAFIA DEI. B. 1. OR' SORDO-MITI 



VDCCCLXXYIII 



I3STIDI CE 

DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO FASCICOLO 



Giuliani , Continuazione del Secondo Supplemento alle Notizie della 

Tipografia Ligure sino a tutto il secolo XVI . . . Pag. 553 

Belgrano , Relazione sulla recente scoperta delle ossa di Cristoforo 

Colombo in S. Domingo » 'iS3 

Nuove correzioni ed aggiunte alle Notizie della Tipografia Ligure . » f>19 



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